Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 11 febbraio 2015

Nuovo naufragio nel mar Mediterraneo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

NUOVO DRAMMA DEI MIGRANTI, ANNEGANO DUE DONNE A PANTELLERIA“Troppe volte ormai abbiamo ribadito che è necessario garantire ai migranti accoglienza, a partire da un arrivo in condizioni di sicurezza nel nostro territorio. Drammi come questi sono prevenibili ed evitabili” ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera. “Tutti i bambini hanno diritto alla protezione, come sancito dalla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ed in particolare, più che mai, i bambini che fuggono da situazioni disperate”.“L’UNICEF continua a chiedere ai governi di garantire a questi bambini le stesse cure, servizi, dignità e protezione di tutti gli altri. Solo dando piena attuazione a quanto previsto dalla Convenzione si potrà evitare in futuro il ripetersi di tragedie come questa”, ha concluso il Presidente UNICEF.

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Slava’s Snowshow

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

Slava’s SnowshowSlava’s Snowshow1Dal 18 febbraio all’1 marzo al Teatro Argentina sogno e realtà si confondono per seguire il clown giallo e i suoi compagni in un’avventura senza limiti con Slava’s Snowshow. Uno spettacolo fatto di poesia, gioia, divertimento, ma anche un pizzico di malinconia per incantare con la magia della neve il pubblico dei grandi e dei piccini, alternando gag e momenti comici ad attimi di struggente dolcezza. Slava’s Snowshow è lo spettacolo fra i più applauditi e amati degli ultimi anni nei più prestigiosi teatri: dal 2004 è attrazione fissa off-Broadway ed alcuni dei suoi numeri sono stati inglobati dal Cirque du Soleil. Il suo geniale ed eccentrico ideatore, il russo Slava, pluripremiato (ha meritato l’Olivier e il Time Out Award a Londra, il Drama Desk a New York, lo Stanislavskij a Mosca e il Festival Critics Award a Edimburgo) e considerato “il miglior clown del mondo”, afferma di amare «un teatro che nasce dai sogni e dalle fiabe; un teatro ricco di speranze, desideri e nostalgie, mancanze e disillusioni. Un teatro che sfugge a qualsiasi definizione, all’interpretazione unica delle sue azioni e da qualsiasi tentativo di limitazione della sua libertà».
Lo Slava’s Snowshow è libero, lirico, ironico, fantasioso, divertentissimo e tenero, raccoglie i numeri più belli e famosi del repertorio di Slava, che per la sua arte si ispira a maestri come Leonid Engibarov, clown triste, o al raffinato Marcel Marceau, o alla delicata comicità di Charlie Chaplin. Un’esperienza incredibile e inattesa, che lascia gli adulti pervasi di spirito bambino, che induce spettatori piccoli e grandi a divertirsi nella neve e a giocare assieme con i giganteschi palloni che invadono il teatro nel gran finale. Lo spettacolo è una sequenza di sorprendenti magie: una nevicata di carta che infuria su tutta la sala, enormi, leggerissimi e colorati palloni che planano sulla platea, cinque clown che danno gas a una rappresentazione poetica e candida, dispettosa eSlava’s Snowshow2 imprevedibile, gioiosa e atletica, in bilico tra happening e circo. Ma prima di questo coup de theatre, sono molti i sortilegi e le ironie che i clown regalano alla platea, invadendola talvolta, per fare qualche dispetto esilarante.Slava nasce in una piccola città russa, lontano dai grandi centri urbani. Trascorre tutta la sua infanzia in mezzo alle foreste, ai campi e ai fiumi. Vive in un mondo incontaminato che ha sviluppato le sua capacità di inventare cose e storie sempre nuove: Slava ama costruire le case sugli alberi – anche di quattro piani, piccole città di neve e organizza divertenti feste con i suoi amici. Grazie alla televisione e al cinema, conosce e si innamora dei grandi clown e dei grandi mimi. Il suo sogno è quello di poter diventare un clown; un desiderio talmente forte che lo spinge a non aspettare il conseguimento del diploma. All’età di 17 anni si trasferisce a San Pietroburgo (all’epoca Leningrado) con l’intenzione di studiare ingegneria. In realtà, si iscrive a una scuola di mimo; inizia così il lungo cammino di Slava verso la riscoperta e la riaffermazione dell’arte del vero clown. Grazie all’influenza di grandi artisti come Chaplin, Marcel Marceau, Engibarov e al suo innato talento, Slava e la sua Compagnia – fondata nel 1979 – danno una nuova valenza al ruolo del clown, estrapolandolo dal mondo circense e portandolo nelle strade prima e nei più grandi teatri del mondo poi. La sua reputazione cresce molto rapidamente, a tal punto che tanti sono i suoi allievi disposti persino a viaggiare per miglia pur di imparare la sua tecnica di fusione tra teatro visivo e clown. Molti degli ex-allievi di Slava hanno oggi delle proprie compagnie e alcuni hanno preso parte alle produzioni del Cirque du Soleil. Slava approda con la sua Compagnia in Inghilterra nel 1988. Le sue tre recite all’Hackney Empire sono sufficienti per renderlo Slava’s Snowshow3famoso. Cinque anni dopo, raccoglie le gag e gli sketch più famosi del suo repertorio in un unico spettacolo SLAVA’S SNOWSHOW (precedentemente intitolato Yellow) che è un vero e proprio trionfo tanto da valergli il Time Out Award. Dopo il successo londinese, parte per una tournée nel Nord America con la produzione Alegrìa del Cirque du Soleil nella quale ancora oggi sono presenti degli estratti di SLAVA’S SNOWSHOW. Nel 1997 viene insignito dell’Olivier Award come miglior spettacolo durante una delle tante recite esaurite all’Old Vic. SLAVA’S SNOWSHOW viene presentato in tournée in più di 30 paesi, 100 città e a più di due milioni e mezzo di spettatori. Nel 1989 Slava riunisce un gruppo di 150 clown per un tour della durata di sei mesi che tocca le maggiori capitali dell’Europa Orientale ed Occidentale; è il The Mir (Peace) Caravan. Più di 50 compagnie locali si aggiungono ad ogni tappa ampliando sempre più la già grande compagine di artisti. Ancora oggi, Slava è Presidente dell’Academy of Fools da lui fondata e che ha prodotto più di trenta tra spettacoli e rassegne.

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Terrorismo e decreto Alfano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

terroristi“Con il decreto antiterrorismo varato ieri dal Ministro Alfano al Consiglio dei Ministri si creano i presupposti per una difesa ancora più solida dal pericolo dell’Isis. Il terrorismo jihadista è una minaccia nuova rispetto alle forme di terrorismo che abbiamo conosciuto finora e per questo va affrontata con strumenti nuovi e moderni”. A dirlo è Paolo Alli, deputato del Nuovo Centrodestra del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato.“In particolare, – continua Alli – con l’istituzione di una Procura nazionale si creerà un coordinamento con gli altri Stati europei per dare una risposta univoca a un problema generale. È questa la strada da seguire per individuare una strategia condivisa ed efficace”.“I provvedimenti sui foreing fighters, inoltre, – conclude – sono una risposta determinata a un pericolo sempre più diffuso che fa proseliti utilizzando soprattutto il web. Esistono, infatti, nuclei di jiahdisti dotati di passaporto occidentale, che vivono in mezzo a noi e che costituiscono una seria minaccia per la vita quotidiana e che possono essere messi fuori gioco con le misure restrittive del provvedimento”.

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Parliament to debate EU’s border and asylum agencies

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

european parliamentMEPs will discuss the roles, resources and capabilities of the EU border agency Frontex and the European Asylum Support Office with the Latvian Secretary of State for European affairs, Zanda Kalniņa–Lukaševica, and Migration Commissioner Dimitris Avramopoulos on Wednesday evening.Tackling the tragic situation in the Mediterranean, improving the management of migration flows prompted by a mix of motives, ensuring the surveillance of the EU’s external borders, rescuing migrants in distress at sea and supporting EU countries whose asylum and reception systems are under particular pressure are among the issues at stake.
MEPs from the Civil Liberties, Justice and Home Affairs Committee will visit the headquarters of the EU border agency Frontex, in Warsaw (Poland), on 16 and 17 February. Barbara Kudrycka (EPP, PL), Juan Fernando López Aguilar (S&D, ES) and Jeroen Lenaers (EPP, NL) will meet Frontex’s Executive Director, Fabrice Leggeri, and other staff to discuss the EU agency tasks, budget and organisation, possible changes to the Frontex regulation, the role of Frontex in Eurosur, plans for a European System of Border Guards, fundamental rights and recent developments, including the Triton operation in the Mediterranean.

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Concerti per pianoforte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

portraitGiovedì 19 febbraio 2015 al Teatro Aldo Rossi di Borgoricco (PD) il pianista franco-canadese Louis Lortie, uno dei pianisti più apprezzati nel panorama concertistico mondiale, sarà protagonista di un concerto interamente dedicato a Ludwig van Beethoven. Con Lortie si esibirà l’Orchestra di Padova e del Veneto: in programma tre dei cinque Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven, che Lortie affronterà nella doppia veste di solista e direttore.L’appuntamento è realizzato con il sostegno dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, grazie al quale l’Orchestra di Padova e del Veneto può arricchire la propria offerta al territorio promuovendo occasioni concertistiche di respiro internazionale.
La giornata musicale inizierà alle 11.00, con la prova generale aperta alle scuole. Alle 21.00 si terrà il concerto aperto al pubblico. La cifra simbolica di 10 euro, per il biglietto d’ingresso, sarà interamente devoluta in beneficenza all’Associazione Sportiva Dilettantistica Coco Loco di Padova.Il programma inizia con il Concerto n. 1 in do maggiore per pianoforte e orchestra op. 15, ultimato nel 1798 e pubblicato nel marzo del 1801. La composizione venne dedicata da Beethoven a una sua giovane allieva, Anna Luisa Barbara von Keglevich, detta Babette. Questo Primo Concerto risente ancora dell’influsso di Haydn e di Mozart: nei tre tempi che lo Louis Lortie1compongono — Allegro con brio, Largo e Rondò (Allegro scherzando) — si ammirano l’eleganza dello stile strumentale e la scorrevolezza della tecnica pianistica, che danno vita a un discorso di grande fluidità e di sicura presa sul pubblico.Si prosegue con il Concerto n. 3 in do minore per pianoforte e orchestra op. 37, con la dedica «A Son Altesse Royale Monseigneur le Prince Louis Ferdinand de Prusse». Già abbozzato intorno al 1800, fu completato nel 1802 ed eseguito, con Beethoven al pianoforte, il 5 aprile 1803 a Vienna. L’anno seguente verrà pubblicato e rieseguito, con l’autore sul podio e Ferdinand Ries come solista, incontrando un successo tale da renderlo il concerto pianistico beethoveniano più eseguito di tutto l’Ottocento. Tra i momenti più esaltanti di questo Concerto va senz’altro citata la cadenza del primo tempo, cioè la magia con cui Beethoven inventa il ‘passaggio del testimone’ tra il solista e l’orchestra per la conclusione del movimento.Il programma si conclude con il Concerto n. 5 in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 73 detto “L’Imperatore”, l’ultimo concerto beethoveniano per pianoforte e orchestra. Il lavoro, dedicato all’arciduca Rodolfo d’Asburgo, venne composto tra il 1809 e il 1810 e presentato la prima volta il 28 novembre 1811 a Lipsia. Il Quinto Concerto di Beethoven è una delle composizioni per pianoforte e orchestra più celebri e popolari di tutti i tempi. Vi sono già alcune caratteristiche che saranno tipiche dello stile romantico: il solista dialoga con l’orchestra, anticipandone o raccogliendone le straripanti invenzioni.Biglietto unico 10 euro, (concerti per pianoforte)

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Concerto Aquae per il Giovedì “grasso” sul Gran Teatro di Piazza San Marco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

carnevale veneziaDa giovedì 12 febbraio 2015, con l’entrata nella settimana grassa si arricchisce la programmazione carnevalesca anche sul palco del Gran Teatro di Piazza San Marco, dove la sera sarà caratterizzata dal concerto Aquae.
Ecco in dettaglio gli appuntamenti del giovedì “grasso” in Piazza San Marco.Dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15 alle 18 due sessioni de Il Concorso per la Maschera più bella. All’interno della sfilata ci saranno due esibizioni: il Cataldo, con lo show “Seriously Ahah”. Questo spettacolo di circo-teatro è una commedia sulla tragedia di un uomo qualsiasi. Haha è l’artista circense più triste del mondo. È stufo della sua routine quotidiana e vuole cambiarla. E il pubblico lo accompagna nel suo viaggio di trasformazione, che gli farà scoprire la sua vera personalità, grazie all’aiuto dei suoi alter-ego infantili e audaci.Il secondo appuntamento è il flamenco dell’Accademia di Ballo Angel Dance “Ecos Flamenco” messo in scena da sette danzatrici, lo spettacolo un propone danze su basi musicali e coreografie di gruppo. Il carnevale venezia1repertorio è della tradizione dell’Andalusia, terra nativa del flamenco. La musica e le danze, Bulerias, Tangos, Sevillanas, nell’esplosione multicolore dei costumi, esprimono la gioia, il dolore, la tristezza e l’allegria dell’animo umano, e ora avvolgono lo spettatore in atmosfere dolci e soavi, ora lo trascinano in ritmi impetuosi e veloci.A partire dalle 19.00 inizierà la serata Aquae. Un concerto che ci condurrà nel mondo del bene
più prezioso, l’acqua, con brani dedicati proprio all’elemento più importante per la vita dell’uomo: da “Acqua azzurra acqua chiara” a “Mare mare”, da “Purple rain” a “Fire to the rain” e molte altre hit musicali che hanno l’acqua, in tutte le sue forme, come protagonista. La serata è strettamente legata ad Aquae Venezia 2015, l’evento espositivo internazionale dedicato all’acqua, in programma a Venezia fino ad ottobre 2015. (foto carnevale di venezia)

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GlaxoSmithKline Encounters Initial Resistance Following Directional Shift, says GlobalData Analyst

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

londonLONDON, UK (GlobalData) Following a less than flattering financial performance in 2014, GlaxoSmithKline plc (GSK) is realigning its operating structure with its corporate objectives and cashing in on its assets in the process, as the company seeks to drive up external investments and deliver stronger shareholder returns in the long term, says an analyst with research and consulting firm GlobalData.Excluding divestments, GSK’s total revenue fell by 10% year-on-year while operating profits were down by 15% on a pro forma basis in 2014. While the growing strength of the pound sterling was largely to blame for lower revenues through the first three quarters of the year, a large proportion of the company’s decline was inorganic. Chloe Thornton, MSc, GlobalData’s Company Analyst, states that within its central pharmaceuticals business, GSK’s greatest growth resistor was by far its flagship respiratory franchise, which fell by 10% year-on-year to just over £6 billion ($9.8 billion), excluding currency impacts.Thornton explains: “GSK invested heavily in developing its respiratory pipeline, but the expectation that it could compensate for the imminent patent cliff facing Seretide/Advair appears optimistic.“Sales of Breo Ellipta came to £67 million ($106 million), while Anoro earned just £17 million ($27 million) in 2014, well short of GSK’s estimates.”In addition, a further 26 pharmaceutical products witnessed year-on-year declines through 2014, at a total loss of £1.2 billion ($1.9 billion).The analyst notes that despite the strong performance of GSK’s cancer therapeutics business, the company has agreed to divest its oncology assets to Novartis, while GSK is also considering divesting a share of its stake in its other best performing business, the ViiV Healthcare joint venture.Thornton continues: “The strength of GSK’s oncology portfolio against a backdrop of decline elsewhere across its pharma business somewhat calls into question the decision to trade these assets to Novartis.“However, the $16 billion capital boost GSK will derive from the deal when it is completed over the next few months should help to dispel those concerns, provided the company can proactively invest this capital in areas of high growth potential.”

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Milano è la città meno romantica d’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

milanodavedereLa città di Milano è stata giudicata la meno romantica d’Italia in un sondaggio realizzato da Hotels.com, sito leader nella prenotazione di hotel online, su un campione di oltre 1.000 intervistati italiani. Il capoluogo lombardo è stato giudicato poco adatto ad una gita romantica dal 15% degli Italiani, che forse la reputano una meta ideale per lo shopping e per gli affari e meno per un soggiorno tête-à-tête con la propria dolce metà. Sarà EXPO, con gli oltre 20 milioni di turisti attesi da tutto il mondo, a far guardare sotto una nuova luce la città meneghina e sfatare il mito di città “grigia”? Al secondo posto si trova invece una città insospettabile: Lecce. La città pugliese ha ottenuto il 9% dei voti nella classifica delle città meno romantiche d’Italia, nonostante le atmosfere barocche che ne permeano le strade e la rendono una destinazione di grande fascino. Sorprende anche la scelta della città che si trova sul terzo gradino del podio: si tratta infatti di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019 e Patrimonio dell’Unesco dal 1993. La città, famosa in tutto il mondo per i suoi Sassi, è stata scelta dall’8% degli Italiani come meta meno romantica del Belpaese. I viaggiatori dovrebbero però prenotare un soggiorno nella città lucana per scoprirne il lato più sentimentale, dormendo ad esempio in uno dei tanti hotel ricavati nelle grotte all’interno dei Sassi. Chiudono la top 5 della classifica di Hotels.com Torino (7%) e Padova (6%).

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Sofferenze delle banche in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

Banca d'ItaliaSuperano quota 183 miliardi di euro le sofferenze delle banche. Le rate di prestiti non ripagate da famiglie e imprese sono cresciute di oltre 27 miliardi da dicembre 2013 a dicembre 2014 con un incremento di quasi il 18%. La quota di finanziamenti non rimborsati dalle famiglie ha raggiunto i 34 miliardi, quella delle imprese i vale più di 84 miliardi. A dicembre scorso è stato registrato un dato positivo: le sofferenze nette (quelle al valore di realizzo) sono diminuite di 348 milioni su base mensile. Questi i dati più rilevanti di una analisi del Centro studi di Unimpresa sui bilanci bancari.
Secondo l’analisi, basata su dati della Banca d’Italia, la corsa delle sofferenze dunque non frena. In un anno, da dicembre 2013 a dicembre 2014, i finanziamenti non restituiti sono arrivati a 183,6 miliardi con un incremento di 27,7 miliardi (+17,8%). Nel corso del 2014 le sofferenze sono aumentate al ritmo di 2,3 miliardi al mese. A dicembre c’è un dato positivo: su base mensile (cioè rispetto a novembre) le sofferenze nette (vale a dire quelle al valore di realizzo) sono calate di 348 milioni da 84,8 miliardi a 84,4 miliardi. Su base annua, invece, le sofferenze nette sono risultate in crescita di 4,5 miliardi (+5,6%) da 79,9 miliardi a 84,4 miliardi. Rispetto al totale di 183,6 miliardi delle sofferenze lorde, quelle delle imprese valgono 130,7 miliardi, salite in un anno di 22,4 miliardi (+6,9%) da 108,3 miliardi; quelle delle famiglie sono passate da 32,1 miliardi a 34,1 miliardi, in crescita di 1,9 miliardi (+6,21%); le “altre” sofferenze (imprese familiari, assicurazioni, onlus, fondi) sono a quota 18,7 miliardi in aumento di 3,3 miliardi (+21,7%) dai 15,4 miliardi di dicembre 2013.
“C’è un piccolo segnale positivo, una inversione di tendenza che fa sperare: il dato sulle sofferenze nette è incoraggiante. In questo senso, accogliamo con favore il progetto del governo per risolvere il problema delle sofferenze delle banche: è un problema che va risolto su base sistemica e un supporto da parte dello Stato può essere utile. L’iniziativa però non deve trasformarsi in un regalo ai grandi gruppi industriali che pure hanno enormi responsabilità proprio in relazione alla montagna di finanziamenti incagliati e dubbi degli istituti di credito” dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, in relazione al progetto allo studio del governo volto a creare una sorta di bad bank a partecipazione pubblica in cui far confluire i prestiti bancari non ripagati dalle imprese. “Bisogna fare attenzione e selezionare” aggiunge Longobardi ricordando che le sofferenze delle banche sono legate principalmente ai grandi prestiti non rimborsati: il 67% dei finanziamenti non ripagati da famiglie e imprese si riferisce, infatti, a crediti superiori a 500.000 euro. Sul totale delle sofferenze pari a 162,2 miliardi di euro a giugno 2014, 109,9 miliardi risultavano relativi a finanziamenti oltre il mezzo milione di euro erogati ad appena 51.324 soggetti, il 4,23% dei clienti “problematici” degli istituti; 20,9 miliardi di sofferenze sono a carico di soli 505 soggetti, lo 0,04% del totale; sul 95% dei clienti (più di 1 milione di soggetti), che hanno prestiti da 250 euro a 500.000 euro, pesa solo il 32% delle sofferenze (52 miliardi).

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L’Italia in prima linea per la lotta alla violenza domestica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

santa_giulia_brescia_010_choistro_san_salvatoreBrescia università. Il 2 febbraio 2015 è ufficialmente iniziato il progetto Bleeding Love: Raising Awareness on Domestic and Dating Violence Against Lesbians and Transwomen in the European Union, co-finanziato dalla Commissione europea all’interno del Programma specifico “Daphne 2007-2013”.Il progetto, che ha una durata di 12 mesi e coinvolge nove istituzioni di otto paesi diversi, è incentrato sulla lotta alla violenza domestica e di “appuntamento” verso donne lesbiche e transessuali e ha a disposizione un budget di oltre 449.000,00 euro. Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Brescia, ente capofila del progetto, coordinerà un team di venticinque esperti attraverso attività di ricerca e azioni di sensibilizzazione.«L’interesse che la Commissione Europea ha mostrato nel finanziare questo progetto è un’ulteriore conferma dell’ancora scarsa attenzione e sensibilità che le istituzioni degli stati membri hanno per le violenze perpetrate contro le donne lesbiche e transessuali. Con questo progetto l’Università degli Studi di Brescia si dimostra invece pronta a farsi carico delle sfide del futuro» ha dichiarato la Prof.ssa Susanna Pozzolo, responsabile scientifica del progetto.“Le condotte violente o vessatorie nei confronti di coloro che non rientrano nei ruoli di genere tradizionalmente riconosciuti rappresentano una realtà sociale ancora molto diffusa e da condannare con fermezza – afferma il Rettore prof. Sergio Pecorelli. Una azione di sensibilizzazione comune, attraverso lo studio delle buone pratiche, dell’informazione e della condivisione di nuovi strumenti normativi a protezione delle vittime di violenza è auspicabile per il progresso di tutta la società. Vedo con soddisfazione il riconoscimento del Dipartimento di Giurisprudenza nel ruolo di coordinatore di questo importante studio insieme ai partner europei, con la consapevolezza che proprio le Università rappresentano un punto di convergenza per la ricerca e l’approfondimento di nuovi scenari per la convivenza”.

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Il baratto moderno fa crescere le aziende

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

la montina azienda vinicolaIl baratto in chiave moderna diventa volano per la crescita. Lo dimostra l’esperienza dell’azienda vinicola La Montina di Monticello Brusati (Bs) con il circuito iBarter, la prima piattaforma italiana per il baratto multilaterale per lo scambio di merci e servizi senza dover ricorrere all’euro. «Andando a valutare gli scambi, solamente nell’ultimo periodo di natalizio abbiamo incrementato dell’80% i volumi rispetto al Natale 2013», premette Michele Bozza, marketing manager de La Montina. «Il baratto si sta rivelando una buona opportunità per allargare il portafoglio clienti e il circuito iBarter permette di avere visibilità all’interno di una rete che non fa leva sul credito in forma tradizionale».Azienda produttrice del rinomato spumante Franciacorta, La Montina ha voluto ampliare i propri orizzonti forte di un prodotto d’eccellenza che spesso non ha nulla da invidiare alle celebrate bollicine d’Oltralpe. «Il territorio di riferimento è ristretto e non permette una produzione di elevati quantitativi che sono destinati per oltre il 73% sole quattro regioni italiane. Il Franciacorta non è particolarmente conosciuto e a noi serviva individuare nuovi canali per farlo conoscere – dice Bozza -. Oltre alle linee di commercializzazione tradizionali, l’e-commerce non è ancora particolarmente sviluppato in Italia. Il baratto moderno rappresenta una possibilità che merita di essere sfruttata». La Montina ha promosso quindi le proprie bottiglie, dall’extra brut al rosé demisec, dal saten al millesimato inserendole nel circuito iBarter.«L’occasione dei regali natalizi aziendali è stata la principale molla, in particolare per la promozione di bottiglie più particolari come il rosé e il millesimato». Aggiunge Bozza: «Con i crediti ottenuti dalla vendita dello spumante, siamo andati a acquistare prodotti di cancelleria che ci servono per la normale attività della nostra azienda e pubblicità. Siamo riusciti inoltre a promuovere la nostra azienda in ambiti fino a prima inimmaginabili come per esempio il MotoGP, attraverso degustazioni e presentazioni nei paddock delle scuderie».Diversi sono i vantaggi di operare con il baratto moderno. «Innanzitutto le aziende non devono attingere alla liquidità per fare gli approvvigionamenti: le aziende mettono a disposizione i loro prodotti o i loro servizi e vanno alla ricerca all’interno della rete di altri prodotti o servizi di cui necessitano», spiega Marco Gschwentner, area sviluppo iBarter e tra i fondatori del circuito. «Gli scambi non sono contestuali ma operano attraverso un meccanismo di crediti acquisiti/ceduti, ovvero si utilizza l’iBcredit, una moneta complementare che per semplicità è stata equiparata all’euro: 1 iBcredit = 1 euro. In questo modo è l’operatività sul circuito che alimenta lo stesso circuito offrendo sempre nuove possibilità alle aziende iscritte».
Come funziona il circuito iBarter? Per ciascuna azienda che aderisce al sistema iBarter viene aperto un conto in crediti (iBcredit), come fosse un classico conto corrente bancario. Ogni azienda ottiene un fido commerciale, ovvero una disponibilità ad andare in negativo sul proprio conto in crediti per acquistare ancor prima di aver venduto i propri prodotti o servizi. Ciascuna azienda propone i propri prodotti o servizi mettendosi in contatto con altre aziende e presentando direttamente proposte. A ogni vendita o acquisto, il pagamento verrà effettuato in iBcredit, accreditati o addebitati sul proprio conto. Al momento dell’iscrizione, viene chiesta una fee di ingresso.

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