Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 16 febbraio 2015

Rapid Sales Growth Spurs New Auckland Office For Global ERP Software Firm

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 febbraio 2015

THE Woodlands-TX, TX, Global Shop Solutions, a global leader in the Enterprise Resource Planning (ERP) software industry, announces the opening of its new office in Auckland, New Zealand. Although part of Global Shop Solutions’ overall Asian Pacific operations, which includes offices in Singapore, Indonesia and Australia, the Auckland office will focus exclusively on providing sales, technical and customer support for New Zealand customers.
“Sales in New Zealand have doubled in each of the past two years,” says Dusty Alexander, CEO of Global Shop Solutions. “In order to keep up with this growth and provide the personal touch that our other Asian Pacific customers expect and value from us, we decided to open an office in Auckland office to serve the local market.”Veteran Global Shop Solutions employee William William has been selected to oversee the office. A native of Pekanbaru, Indonesia, William has more than 10 years’ experience working with companies to implement ERP software, and has held engineering and management positions in several U.S. and Asian manufacturing companies. He also manages the Global Shop Solutions Singapore, Indonesia and Australian offices.“Our software is designed by manufacturing people for manufacturing people,” adds Alexander. “William’s cross-cultural background and extensive experience with manufacturing ERP implementations make him ideally suited to leading our Asian Pacific operations.”
Global Shop Solutions, the only provider of One-System ERP Solutions™ designed to streamline operations, has helped thousands of discrete manufacturers increase sales, improve quality and on-time delivery, and lower costs. Global Shop Solutions is headquartered in The Woodlands, Texas, with offices in major cities throughout the United States, Mexico, Singapore, Indonesia, Australia and New Zealand, serving customers in a variety of industries throughout the world. Global Shop Solutions’ unique combination of manufacturing knowledge, software expertise and commitment to customer service has produced more successful implementations than any of its competitors in the industry. For manufacturing companies that want to provide better and faster service to their customers, gain more control over their business and accelerate growth and profitability, Global Shop

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Mostra macrocosmi

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 febbraio 2015

bolognaBologna Giovedì 19 Febbraio 2015 alle ore 18,30 Convegno in Aula Magna Via Massimo D’Azeglio 33 convegno sulla mostra CHECK POINT con installazioni e opere dello scultore milanese Fabrizio Pozzoli in dialogo con le opere dei due artisti fotografi israeliani Benyamin Reich e Lea Golda Holterman, inaugurata alla Galleria SPAZIO TESTONI di Bologna in occasione di Arte Fiera per l’evento MACROCOSMI e che resterà visibile fino al 28 marzo 2015.Dalle 17,00 alle 18,00 il convegno sarà preceduto da una visita guidata dal curatore Pascual Jordan alla mostra CHECK POINT in corso alla Galleria Spazio Testoni di Bologna in Via D’Azeglio 50, dedicata agli studenti di L.UN.A. e a tutti coloro che vorranno partecipare ad ingresso libero.Relatori:
– Martina Cavallarin, critica d’arte e curatrice del progetto Macrocosmi
– Pascual Jordan, titolare della Werkstattgalerie di Berlino, curatore del progetto Macrocosmi e della mostra CHECK POINT
– Milena Naldi, storica dell’arte e Presidente del Quartiere San Vitale – Comune di Bologna
– Silvia Manfredini, teologa e docente di Storia delle Religioni
– Paola Veronesi Testoni, titolare della Galleria Spazio Testoni di Bologna
macrocosmiQuesto convegno-incontro pubblico vuole analizzare alcuni aspetti tematici che la mostra CHECK POINT ha proposto attraverso un allestimento che presenta nella prima sala della galleria Spazio Testoni una gabbia in filo metallico realizzata site specific da Fabrizio Pozzoli, attraverso la quale il pubblico è costretto a transitare entrando in galleria, trovandosi così a sfiorare la grande scultura in filo metallico ossidato “The missing hours”, della serie Oversize di Pozzoli. Attraverso la gabbia sono visibili alle pareti della galleria immagini fotografiche di Benyamin Reich e di Lea Golda Holterman, due artisti di origine israeliana presenti sulla scena artistica contemporanea Berlinese, che indagano situazioni e tradizioni della cultura Ebraica e Palestinese con un taglio artistico personale, ma che consentono agli osservatori delle loro opere di conoscere aspetti della vita quotidiana di questi due popoli, sconosciuti a molti di noi Europei e Occidentali. Nelle altre sale della galleria continua il dialogo tra le sculture di Fabrizio Pozzoli e le immagini fotografiche su Israeliani e Palestinesi realizzate da Benyamin Reich e Lea Golda Holterman.

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“Schengen”: le terrorisme et la sécurité

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 febbraio 2015

SchengenLes attentats perpétrés à Paris en janvier 2015 ont suscité une émotion partagée par des millions d’Européens, tout en nourrissant des interrogations sur leur capacité à faire face aux menaces terroristes dans le cadre de “l’espace Schengen”.Près de 30 ans après la signature de l’accord du même nom, il apparaît salutaire de mettre en perspective la manière dont la coopération policière et judiciaire et la lutte contre le terrorisme y sont organisés.Tel est l’objet de ce Mot signé par Yves Bertoncini et António Vitorino qui s’articule autour de trois idées principales :
1. L’accord de Schengen a conduit à diversifier les contrôles de police pour les rendre plus efficaces, y compris face au terrorisme ;
2. Les menaces terroristes appellent à approfondir l’esprit de l’accord de Schengen ;
3. Il faut renforcer la coopération policière et judiciaire organisée par l’accord de Schengen et par l’UE, y compris face au terrorisme.
Pour conclure, une meilleure application des règles de fonctionnement de l’espace Schengen est certainement possible afin de permettre à ses pays membres et à l’UE de mieux faire face aux menaces terroristes. La mise en cause de ces règles n’interdirait en rien la liberté de circulation, droit accordé depuis le traité de Rome à l’ensemble des résidents de l’UE, que leur pays soit membre ou non de l’espace Schengen. Mais cela rendrait l’exercice de ce droit nettement plus complexe et coûteux, tout en portant atteinte à la responsabilité partagée sans laquelle les Européens ne pourront pas démanteler les réseaux terroristes.

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Trattamento dei tumori

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 febbraio 2015

tumoreSi è aperta una nuova era nel trattamento dei tumori che sta modificando le aspettative di sopravvivenza. Grazie all’immunotarget-terapia, la cura che utilizza il sistema immunitario per combattere le cellule tumorali. Il melanoma ha rappresentato il modello per la sua applicazione, ora questo approccio rivoluzionario si sta estendendo con successo a molti tipi di tumore, come quelli del polmone e del rene. E i pazienti conoscono l’importanza della nuova arma. Infatti oltre il 90% dei pazienti con melanoma in trattamento dà una definizione appropriata di farmaco immuno-oncologico. L’80% ritiene che queste terapie siano efficaci e più tollerate rispetto agli altri trattamenti anti-cancro. E il 98% è consapevole che possano presentare effetti collaterali, ma diversi dalla chemioterapia. Sono i risultati principali del primo sondaggio sull’immuno-oncologia mai realizzato in Italia, promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) lo scorso gennaio, che ha coinvolto sia i pazienti che i clinici. “Grazie al suo meccanismo d’azione, questo approccio terapeutico innovativo riesce a limitare e fermare la malattia per un lungo periodo – spiega il prof. Carmine Pinto, Presidente Nazionale AIOM e direttore dell’Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma -. Il 70% degli oncologi medici utilizza l’immunotarget-terapia nella pratica clinica della cura del melanoma, oltre che in studi clinici. È unanime il parere degli esperti sulle potenzialità terapeutiche che ne possono derivare: per la totalità dei camici bianchi grazie allo sviluppo di questi farmaci nei prossimi cinque anni si otterrà un miglioramento della pratica clinica. Siamo di fronte ad un’importantissima novità dell’oncologia del terzo millennio, a un approccio rivoluzionario nel trattare il cancro, che si affianca a quelli tradizionali rappresentati dalla chirurgia, dalla radioterapia e dalla chemioterapia”. “È molto soddisfacente – sottolinea il prof. Pinto – che la modalità di comunicazione tra oncologi e pazienti abbia raggiunto il risultato di una adeguata e consapevole informazione da parte dei nostri malati”. I risultati del sondaggio sono presentati oggi a Roma in un incontro con i giornalisti nel corso del secondo dei 4 convegni sull’“Immunotarget-terapia dei tumori” organizzati dall’AIOM. Ipilimumab, sviluppato da Bristol-Myers Squibb, è stato il primo farmaco immuno-oncologico approvato. “La combinazione delle nuove terapie e la loro somministrazione in sequenza – sottolinea il prof. Michele Maio, Direttore UOC Immunoterapia Oncologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese – rappresentano la svolta nella lotta contro questo tipo di tumore della pelle e numerose altre neoplasie. Oggi si stanno affacciando altre armi, come nivolumab. I dati più recenti evidenziano come la combinazione di due anticorpi monoclonali immunomodulanti, ipilimumab e nivolumab, sia in grado di garantire risposte in termini relativamente brevi. I risultati degli studi in corso su nivolumab nel melanoma e in altre neoplasie, come quella del polmone non a piccole cellule, del rene e nel linfoma di Hodgkin, offrono ulteriori evidenze cliniche del potenziale dell’immuno-oncologia come approccio innovativo nel trattamento dei tumori”. Il melanoma ha rappresentato il candidato ideale per verificare l’efficacia di questa nuova arma. Sono 11.000 le nuove diagnosi stimate nel 2014 in Italia e 1.700 i casi di malattia metastatica. A settembre 2014 ipilimumab ha ricevuto l’ok dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per il trattamento in prima linea dei pazienti colpiti da melanoma metastatico, dopo il parere positivo dell’agenzia regolatoria europea (EMA) a ottobre 2013. Il farmaco ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza a lungo termine nel melanoma in fase avanzata: nel 20% dei pazienti rende la malattia cronica. “Un risultato mai raggiunto finora – afferma il prof. Paolo Ascierto, Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative del ‘Pascale’ di Napoli -. L’immuno-oncologia è una modalità di trattamento in rapida evoluzione, focalizzata su farmaci che agiscono direttamente sul sistema immunitario per combattere il cancro. Dalla sua iniziale approvazione nel 2011, ipilimumab ha rappresentato il primo significativo progresso negli ultimi trent’anni nel trattamento del melanoma metastatico, mostrando il potenziale di una sopravvivenza a lungo termine in alcuni pazienti”. “Vogliamo colmare significativi bisogni clinici insoddisfatti di salute nei pazienti con cancro – continua il dott. Renzo Canetta, Vice President, Global R&D Oncology Policy Bristol-Myers Squibb, Stati Uniti -. Per questo abbiamo il più vasto programma di sviluppo clinico per valutare i nostri farmaci immuno-oncologici in differenti tipi di tumore. Bristol-Myers Squibb guida il progresso dell’immuno-oncologia, con l’obiettivo di modificare le aspettative di sopravvivenza e il modo in cui i pazienti affrontano e convivono con il cancro”.
Uno dei meccanismi che il tumore può utilizzare per sfuggire al controllo del sistema immunitario è rappresentato dalla via di checkpoint immunitario chiamata PD-1. Nivolumab colpisce proprio PD-1 (programmed death 1), un importante checkpoint immunitario, un ‘posto di blocco’, che si attiva in diverse fasi della risposta immunitaria per regolare la risposta dei linfociti T (potenti globuli bianchi capaci di eliminare o neutralizzare le cellule infette o anormali). “Quando le cellule tumorali sfruttano questa via di checkpoint – spiega il prof. Pinto -, spengono la risposta immunitaria inattivando i linfociti T e permettendo così la continua crescita della malattia. Questi farmaci sono in grado di superare i meccanismi di difesa del tumore e di attivare il sistema immunitario, ‘rieducandolo’ a tenere sotto controllo la neoplasia. Nuovi studi stanno evidenziando risultati positivi in diversi tipi di tumori, come quelli del polmone e del rene che, in fase avanzata, fanno registrare percentuali di sopravvivenza molto basse, inferiori al 20%. E l’Italia svolge da sempre un ruolo di primo piano nelle sperimentazioni in questo campo. Recentemente il nostro Paese ha offerto un contributo significativo a numerosi studi registrativi internazionali, non solo arruolando i pazienti, ma anche aiutando a disegnare i trial clinici”. In uno studio presentato al recente Simposio Multidisciplinare di Oncologia Toracica il 41% dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule avanzato trattati con nivolumab era vivo ad un anno e la sopravvivenza mediana è stata di 8,2 mesi. Positivi i risultati di nivolumab anche nel linfoma di Hodgkin, presentati lo scorso dicembre a San Francisco al Congresso dell’American Society for Hematology, con un tasso di risposta globale dell’87% e stabilizzazione della malattia nel 13% dei pazienti. Nel 2014 in Italia si sono registrati 365.500 nuovi casi di tumore (circa 1000 al giorno) e i dati ISTAT indicano per il 2011 (ultimo anno al momento disponibile) in 175.363 i decessi attribuibili alla malattia. “L’immuno-oncologia – conclude il prof. Pinto – rappresenta una forma di bioterapia: quest’ultima comprende tutti quei trattamenti che inducono modificazioni nel nostro organismo per favorire una forte reazione contro il tumore, senza distruggere direttamente le cellule malate. Le risposte cliniche possono manifestarsi anche alcuni mesi dopo l’inizio della somministrazione del farmaco immuno-oncologico, ma in genere durano più a lungo. Una progressione della malattia non implica in questi casi la necessaria rinuncia al trattamento come accade invece per i farmaci chemioterapici. Siamo quindi di fronte a un nuovo modo di valutare la terapia nei pazienti trattati. Nella chemioterapia tradizionale invece le risposte cliniche compaiono rapidamente, entro poche settimane, e l’eventuale sviluppo di una nuova lesione tumorale viene considerato come progressione della malattia che determina l’interruzione del trattamento in corso”.

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Banche e credito aziende

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 febbraio 2015

BPM: FABI, OBIETTIVO LISTA MESSORI ARPE CONSIGLIERE DELEGATORiparte il credito alle imprese: nel 2014 i prestiti a medio termine alle aziende sono aumentati di 4,7 miliardi di euro passando da 121,4 miliardi di dicembre 2013 a 126,1 miliardi di dicembre 2014. Il quadro del credito alle imprese resta tuttavia negativo: in un anno la stretta delle banche è stata pari a 5,5 miliardi facendo calare i finanziamenti da 813,9 miliardi a 808,3 miliardi. Giù anche i prestiti alle famiglie di 5,5 miliardi d 602,1 miliardi a 596,6 miliardi. Questi i dati principali di un rapporto del Centro studi di Unimpresa, secondo cui complessivamente i finanziamenti al settore privato sono diminuiti di 11 miliardi da 1.416 miliardi a 1.405 miliardi.
Secondo l’analisi di Unimpresa, basata su dati della Banca d’Italia, nell’ultimo anno il credito alle imprese è calato in totale di 5,5 miliardi (-0,68%) passando dagli 813,9 miliardi di dicembre 2013 agli 808,3 miliardi di dicembre 2014. In particolare, è sceso il volume dei finanziamenti a breve termine (fino a 1 anno di durata) di 3,3 miliardi (-1,09%) passando da 305,3 miliardi a 302,01 miliardi; lo stock dei finanziamenti a medio termine (fino a 5 anni) è invece aumentato di 4,7 miliardi (+3,92%) salendo da 121,4 miliardi a 126,1 miliardi; in diminuzione di 6,9 miliardi (-1,79,%) i finanziamenti di lungo periodo (oltre 5 anni) scesi da 387,1 miliardi a 380,1 miliardi.
Continua il credit crunch per le famiglie. Nel 2014 le banche hanno tagliato 5,5 miliardi (-0,92%) di prestiti, scesi da 602,1 miliardi a 596,6 miliardi. E’ sceso il credito al consumo di 1,5 miliardi (-2,57%) da 58,6 miliardi a 57,09 miliardi; giù anche i prestiti personali di 1,7 miliardi (-0,97%) da 182,1 miliardi a 180,4 miliardi; stretta anche sul versante dei mutui per l’acquisto di abitazioni calati di 2,2 miliardi (-0,62%) da 361,3 miliardi a 359,1 miliardi.
In totale, i finanziamenti al settore privato sono calati di 11,09 miliardi (-0,78%) da 1.416 miliardi a 1.405 miliardi. “Pur in un quadro complessivamente negativo, guardiamo con ottimismo all’inversione di tendenza sul versante dei finanziamenti alle aziende: il fatto che sia cresciuto il credito di breve periodo vuol dire che le banche hanno ripreso a dare fiducia agli imprenditori che così possono provare a investire e crescere, con la speranza che si avvicini il momento della sospirata ripresa” commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

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