Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 30

Archive for 25 febbraio 2015

Atrocità degli Stati e dei gruppi armati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 febbraio 2015

rifugiati sirianiIn occasione del lancio del suo Rapporto 2014-2015, pubblicato in Italia da Castelvecchi, Amnesty International ha sollecitato i leader mondiali ad agire con urgenza di fronte alla mutata natura dei conflitti e a proteggere i civili dalla terribile violenza degli stati e dei gruppi armati. “Il 2014 è stato un anno catastrofico per milioni di persone intrappolate nella violenza. La risposta globale ai conflitti e alle violazioni commesse dagli stati e dai gruppi armati è stata vergognosa e inefficace. Di fronte all’aumento degli attacchi barbarici e della repressione, la comunità internazionale è rimasta assente” – ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia. “Le Nazioni Unite furono istituite 70 anni fa per assicurare che gli orrori della Seconda guerra mondiale non si sarebbero mai più ripetuti. Adesso assistiamo a una violenza su scala massiccia che produce un’enorme crisi dei rifugiati. Siamo di fronte a un clamoroso fallimento nella ricerca di soluzioni efficaci per risolvere le necessità più pressanti dei nostri tempi” – ha aggiunto Marchesi. Il Rapporto 2014-2015 di Amnesty International presenta un’analisi complessiva della situazione dei diritti umani riscontrata nel 2014 in 160 paesi e ammonisce che, se i leader mondiali non agiranno immediatamente di fronte alla mutata natura dei conflitti e non rimedieranno alle carenze identificate nel Rapporto, la prospettiva per i diritti umani nel periodo 2015-2016 sarà tetra, con:
* popolazioni civili sempre più costrette a vivere sotto il controllo quasi statale di brutali gruppi armati e sottoposte ad attacchi, persecuzioni e discriminazioni;
* crescenti minacce alla libertà d’espressione e ad altri diritti umani, tra cui le violazioni causate da nuove, drastiche leggi antiterrorismo e da sorveglianze di massa ingiustificate;
* il peggioramento delle crisi umanitarie e dei rifugiati, con un sempre maggior numero di persone in fuga dai conflitti, i governi ancora impegnati a chiudere le frontiere e la comunità internazionale sempre più incapace di fornire assistenza e protezione. Particolare preoccupazione è data dal crescente potere di gruppi armati non statali, tra cui il quello che si è denominato Stato islamico.
Nel 2014 i gruppi armati hanno commesso abusi dei diritti umani in almeno 35 paesi, più di un quinto di quelli su cui Amnesty International ha svolto ricerche.
“Con l’estensione dell’influenza di gruppi come Boko haram, Stato islamico e Al Shabaab oltre i confini nazionali, sempre più civili saranno costretti a vivere sotto un controllo quasi statale, sottoposti ad abusi, persecuzione e discriminazione” – ha commentato Marchesi. “I governi devono finirla di affermare che la protezione dei civili è al di là dei loro poteri e devono invece contribuire a porre fine alla sofferenza di milioni di persone. Devono avviare un cambiamento fondamentale nel modo di affrontare le crisi nel mondo” – ha proseguito Marchesi.
Il Consiglio di sicurezza non ha agito di fronte alle varie crisi in Siria, Iraq, Gaza, Israele e Ucraina, neanche quando sono stati commessi crimini orrendi contro la popolazione civile da parte degli stati o dei gruppi armati, per proprio tornaconto o interessi politici.
Amnesty International ora chiede ai cinque stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza di rinunciare al loro diritto di veto nei casi di genocidio o di altre atrocità di massa. “Potrebbe essere una svolta per la comunità internazionale e uno strumento per difendere le vite umane. Così facendo, i cinque stati membri permanenti darebbero alle Nazioni Unite un più ampio margine d’azione per tutelare i civili in caso di gravi rischi per le loro vite e invierebbero un segnale potente che il mondo non resterà a guardare passivamente di fronte alle atrocità di massa” – ha spiegato Marchesi.
Nel 2014 la sanguinosa eredità dell’afflusso di armi in paesi dove sono state usate per compiere gravi abusi da parte degli stati e dei gruppi armati ha causato la morte di decine di migliaia di civili. Amnesty International chiede a tutti gli stati – compresi Stati Uniti d’America, Cina, Canada, India, Israele e Russia – di ratificare o accedere al Trattato sul commercio di armi entrato in vigore lo scorso anno, dopo una campagna di Amnesty International e di altre organizzazioni durata decenni.
“Nel 2014, enormi forniture di armi sono state inviate a Iraq, Israele, Sud Sudan e Siria, nonostante la probabilità assai elevata che sarebbero state usate contro i civili intrappolati nei conflitti. Quando lo Stato islamico ha conquistato ampie parti dell’Iraq, ha trovato grandi arsenali pronti all’uso. L’irresponsabile flusso di armi verso chi viola i diritti umani deve cessare subito” – ha detto Marchesi.
Amnesty International sollecita i governi ad assicurare che la loro risposta alle minacce contro la sicurezza non metta a rischio i diritti umani fondamentali o alimenti ulteriore violenza. Il Rapporto 2014-2015 descrive il modo in cui molti governi, nel 2014, hanno invece adottato tattiche draconiane e repressive, come nei seguenti casi:
* Afghanistan: ripetute violazioni dei diritti umani da parte della Direzione nazionale per la sicurezza, tra cui torture e sparizioni forzate;
* Kenya: adozione dell’Emendamento alla legge sulla sicurezza, una normativa repressiva che potrebbe dar luogo ad ampie limitazioni della libertà d’espressione e di movimento;
* Nigeria: comunità già terrorizzate da anni da Boko haram sono state ulteriormente esposte alla violenza da parte delle forze di sicurezza, che hanno compiuto uccisioni extragiudiziali, arresti arbitrari di massa e torture;
* Pakistan: le autorità hanno annullato la moratoria sulle esecuzioni e iniziato a mettere a morte prigionieri condannati per reati di terrorismo;
* Russia e Asia Centrale: persone accusate di reati di terrorismo o sospettate di militare in gruppi islamisti sono state torturate dagli agenti della sicurezza nazionale;
* Turchia: la legislazione antiterrorismo, formulata in modo generico, ha continuato a essere usata per criminalizzare il legittimo esercizio della libertà d’espressione.
“Dalla Nigeria all’Iraq, i governi hanno cercato di giustificare le violazioni dei diritti umani con la necessità di mantenere ‘sicuro’ il mondo. Stiamo vedendo pessimi segnali che i governi continueranno a reprimere le proteste, introdurranno drastiche leggi antiterrorismo e ricorreranno a un’ingiustificata sorveglianza di massa per rispondere alle minacce alla sicurezza. Ma sappiamo che le reazioni impulsive non funzionano. Al contrario, creano un ambiente repressivo nel quale l’estremismo può crescere” – ha sottolineato Marchesi.
Una tragica conseguenza dell’incapacità della comunità internazionale di reagire di fronte alla mutata natura dei conflitti è una delle peggiori crisi dei rifugiati cui il mondo abbia mai assistito, con milioni e milioni di persone in fuga dalla guerra e dalla persecuzione, quattro dei quali solo dalla Siria. “È terribile vedere come i paesi ricchi considerino prioritario lasciare le persone fuori dai loro confini piuttosto che tenerle in vita. La crisi globale dei rifugiati è destinata a peggiorare se non verranno prese misure urgenti. I leader mondiali hanno il potere di alleviare la sofferenza di milioni di persone, destinando impegno politico e risorse economiche all’assistenza e alla protezione di coloro che fuggono dai pericoli, fornendo aiuti umanitari con generosità e reinsediando i rifugiati più vulnerabili” – ha dichiarato Marchesi.
“Il quadro complessivo dello stato dei diritti umani è tetro ma le soluzioni ci sono. I leader mondiali devono intraprendere azioni immediate e decisive per invertire un’imminente crisi globale e fare un passo avanti verso un mondo più sicuro, in cui i diritti e le libertà siano protetti” – ha concluso Marchesi.
Come le edizioni precedenti, il Rapporto 2014-2015 contiene un capitolo riguardante l’Italia. Al centro delle preoccupazioni di Amnesty International restano la perdurante assenza del reato di tortura nella legislazione nazionale, la discriminazione nei confronti delle comunità rom, la situazione nelle carceri e nei centri di detenzione per migranti irregolari e il mancato accertamento – nonostante i progressi compiuti su qualche caso – delle responsabilità per le morti in custodia, a seguito d’indagini lacunose e carenze nei procedimenti giudiziari. “Durante il semestre di presidenza dell’Unione europea, l’Italia ha sprecato l’opportunità di dare all’Europa un indirizzo diverso, basato sul rispetto dei diritti umani, sul contrasto alla discriminazione e soprattutto su politiche in tema d’immigrazione che dessero priorità a salvare vite umane, attraverso l’apertura di canali sicuri di accesso alla protezione internazionale, piuttosto che a controllare le frontiere” – ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia. “Dopo aver salvato oltre 150.000 rifugiati e migranti che cercavano di raggiungere l’Italia dal Nord Africa su imbarcazioni inadatte alla navigazione, a fine ottobre l’Italia ha deciso di chiudere l’operazione Mare nostrum. Avevamo chiesto al governo, e lo stesso primo ministro si era impegnato pubblicamente in questo senso, di non sospendere Mare nostrum fino a quando non fosse stata posta in essere un’operazione analogamente efficace, in termini di ricerca e soccorso in mare. Le nostre richieste non sono state ascoltate, con le conseguenze ampiamente previste di nuove, tragiche morti in mare, nonostante il pieno dispiegamento dei mezzi e l’impegno della Guardia costiera italiana, lasciata pressoché sola dalla comunità internazionale” – ha commentato Rufini. Il Rapporto 2014-2015 sarà online dalle 01,01 di mercoledì 25 febbraio 2015 all’indirizzo: http://rapportoannuale.amnesty.it/

Posted in Diritti/Human rights, Estero/world news, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Nuovi soci nell’ecosistema di Italia Startup

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 febbraio 2015

ibmIl Consiglio Direttivo di Italia Startup, associazione che aggrega e rappresenta l’ecosistema startup italiano, si è riunito per la prima volta nel 2015 per fare il punto sulle attività in corso e per pianificare le azioni future, approvando l’ingresso di alcuni nuovi soci: IBM Italia (azienda), Eudata (azienda), Impact Hub Milano (incubatore), iStarter (abilitatore), 012factory (abilitatore).Di particolare rilievo l’ingresso di IBM Italia, azienda che da tempo opera – anche nel nostro Paese – per sostenere e valorizzare le migliori pratiche nell’ambito delle giovani imprese innovative. Adesione che ha un duplice, importante significato: a) conferma che l’ecosistema italiano è sempre più sotto i riflettori sia dell’industria nazionale che di quella internazionale, grazie alla sua crescente credibilità e maturità; b) pone Italia Startup come Associazione di riferimento di questo ecosistema, non più solo nei confronti delle istituzioni, ma anche del mondo dell’industria. Il matching che l’azienda e l’associazione vogliono attivare è coerente con il nuovo posizionamento che Italia Startup ha adottato negli scorsi mesi, quello cioè di favorire il confronto e la contaminazione di processi e di modelli tra industrie consolidate e giovani imprese innovative (open innovation).“L’ingresso di IBM Italia è un passaggio importante per l’Associazione – afferma Riccardo Donadon, Presidente di Italia Startup – e conferma che la direzione intrapresa è quella giusta. La valorizzazione delle migliori startup italiane, la facilitazione nell’apertura di nuovi mercati, l’attivazione di solide partnership industriali, sono alcuni dei punti chiave della nuova strategia associativa, che IBM Italia ha condiviso e che siamo certi possano portare reciproci benefici, nella logica dell’innovazione aperta, di prodotto e di processo, a vantaggio di tutto il sistema industriale nazionale” “Con l’adesione a Italia Startup, IBM Italia rafforza ulteriormente l’impegno nello sviluppo dell’ampio ecosistema delle start up. – ha aggiunto Nicola Ciniero, Presidente e Amministratore Delegato di IBM Italia – Partendo dalla convinzione che le start up rappresentano una reale opportunità di crescita per il nostro Paese IBM è attiva da tempo con diversi programmi sia a livello nazionale sia internazionale per portare sul mercato idee innovative grazie all’aiuto delle tecnologie, per facilitare l’adozione del cloud e creare network per la nascita di nuovi business. Questa partnership sarà fondamentale per essere ancora più efficaci nel sostenere nuove imprese e promuovere collaborazioni all’insegna dell’innovazione in contesti digitali, creativi e giovani”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Patologie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 febbraio 2015

Policlinico La Sapienza RomaSi è tenuto a Roma il Simposio dal titolo “New trends in cardiovascular therapy”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. I trattamenti contro la fibrillazione atriale, l’ischemia, l’angina, lo scompenso cardiaco, sono oggi in grado di contribuire alla riduzione dei rischio cardiovascolare e dei fattori di rischio, tra cui livelli elevati di colesterolo e pressione arteriosa.
– Diabete, iperlipidemia (aumento di concentrazione nel plasma di colesterolo e trigliceridi), ipertensione, fumo di sigaretta: sono i principali colpevoli dell’ossidazione del colesterolo LDL. Un’alterazione che genera un processo a catena, che porta a un’infiammazione dei vasi sanguigni, chi segue la formazione di placche arteriosclerotiche, fino al rischio di eventi cardiovascolari, come infarto e ictus. Il meccanismo per cui il colesterolo LDL ossidato è uno dei fattori scatenanti le patologie cardiovascolari è tra i principali argomenti del «Diabete, iperlipidemia, ipertensione, fumo di sigaretta alterano le LDL e inducono una sorta di “stress ossidativo” per le cellule endoteliali» conferma Francesco Romeo, Direttore Cattedra di Cardiologia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Presidente della Società Italiana di Cardiologia. «L’endotelio è il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni. E’ strutturalmente semplice ma funzionalmente complesso; è in grado di secernere sostanze, modula il tono vascolare, contribuisce al mantenimento delle proprietà antitrombotiche del vaso regolando la coagulazione, la fibrinolisi (il processo per cui la fibrina, in forma di coagulo o di trombo, è degradata in prodotti solubili) e l’aggregazione piastrinica; esercita un effetto barriera contro il passaggio indiscriminato di costituenti del sangue all’interno della parete arteriosa; controlla la proliferazione delle cellule muscolari lisce. Numerosi studi dimostrano che le LDL ossidate, accumulatesi all’interno della parete arteriosa, hanno un ruolo importante nel danneggiamento dell’ endotelio, provocando l’aggregazione delle piastrine e la formazione di trombi.
Gli esperti riuniti a Roma hanno quindi auspicato che in futuro un argomento di ricerca nel settore dell’aterosclerosi sia proprio lo stress ossidativo cui vanno incontro le LDL durante il processo di invecchiamento, ma anche a causa di abitudini e stili di vita, come l’alimentazione e il fumo di sigaretta.
– Per quanto riguarda le terapie, Antonio Aversa, docente di endocrinologia all’Università di Roma La Sapienza, sottolinea come sostanze sconosciute, oppure giudicate nocive, come gas e ossidi, sono invece alla base di farmaci efficaci contro le patologie cardiovascolari, come la nitroglicerina, oppure di farmaci vasodilatatori, come quelli contro la disfunzione erettile. E’ il caso dell’ossido nitrico e dell’idrogeno solforato. «L’ossido nitrico e l’idrogeno solforato sono coinvolti in numerose malattie cardiovascolari in quanto l’alterazione della loro secrezione, in eccesso oppure in difetto, può determinare effetti patologici oppure portare dei benefici» spiega Aversa. «In particolare l’ossido nitrico è il mediatore su cui si fonda l’attività di moltissimi farmaci utilizzato in ambito cardiovascolare, tra cui i più conosciuti sono probabilmente i nitroderivati, come la nitroglicerina, e che sono ampiamente utilizzati». La sintesi di ossido nitrico viene stimolata da diversi fattori come il cosiddetto “shear stress”, un parametro che misura la forza esercitata dallo scorrimento del sangue sulle pareti dei vasi. «Quando la pressione arteriosa aumenta eccessivamente, l’organismo si difende sintetizzando ossido nitrico che, dilatando le pareti dei vasi, contribuisce all’abbassamento della pressione». E’ sfruttando questo meccanismo che i ricercatori hanno potuto utilizzare gli effetti dell’ossido nitrico sul sistema circolatorio per realizzare i farmaci contro la disfunzione erettile.
– Un altra sessione del Simposio riguarda il ruolo dell’acido urico in diverse patologie. Oltre a essere responsabile della gotta, la forma di artrite più frequente negli adulti, l’iperuricemia interviene anche nelle malattie cardiovascolari e nel diabete.
«Nei paesi occidentali l’uricemia media è in progressivo aumento: nella popolazione maschile degli Stati Uniti il valore è raddoppiato in pochi decenni. Il recente progressivo aumento dell’uricemia viene messo in rapporto con la crescente diffusione di sovrappeso e obesità e dall’aumentato consumo di alimenti che favoriscono l’aumento di acido urico nel sangue» spiega Maurizio Volterrani, Responsabile del Reparto di Riabilitazione Cardiologica all’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma. «Oggi la disponibilità di terapie efficaci nella riduzione dei livelli di acido urico nel sangue consente di ridurre il rischio di patologie cardiovascolari correlate».
– La fibrillazione atriale è causa del 15% di tutti gli ictus cardioembolici. Ciò significa che in Italia, dei duecentomila casi di ictus stimati all’anno, 30.000 sono determinati da questa frequente anomalia del ritmo cardiaco. Di recente, però, anche l’Italia può contare su una nuova classi di farmaci, i nuovi anticoagulanti orali, più maneggevoli e sicuri, in grado di venire incontro alle esigenze di medici e pazienti. Per i cardiologi e per i pazienti si tratta di una grande innovazione, ma non va dimenticata l’importanza di un rafforzamento del rapporto medico-paziente sulla base di un nuovo modo di fare prevenzione del rischio tromboembolico. precisa Pasquale Perrone Filardi, responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Miocardiopatie ed Ipertensione Arteriosa Polmonare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli.
– A proposito degli eventi ischemici, gli esperti riuniti a Roma di sono confrontati sulle varie opzioni di intervento. «Sebbene i dati disponibili in letteratura limitino l’efficacia della terapia interventistica nell’infarto miocardico acuto alle primissime ore dall’esordio dei sintomi, una quantità sempre maggiore di pazienti viene trasferita in emodinamica per ricevere un’angioplastica primaria in tempi precoronarici non prevedibili che, in molti casi, negano al paziente un tempestivo trattamento con i trombolitici» avverte Giuseppe Rosano, Direttore del Dipartimento di Cardiologia all’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma. «Dati recenti dimostrano come la scelta clinica sia estremamente importante nella gestione del paziente con sindromi ischemiche acute.
I risultati di un recente studio hanno dimostrato che i due trattamenti sono equamente efficaci nel ridurre la mortalità cardiovascolare ma che il trattamento interventistico aggressivo aumenta significativamente i casi di infarto miocardico (14.6% contro il 9.4% dei pazienti trattati inizialmente farmacologicamente) suggerendo, quindi, che l’indirizzare il paziente con sindromi coronariche acute ad uno studio emodinamico debba basarsi sulle caratteristiche cliniche e non debba esser guidato dalla classificazione stereotipata di sindrome coronarica acuta. indicando chiaramente che sono necessari maggiori approfondimenti per cercare di identificare protocolli di gestione più specifici in grado di ottimizzare risultati e costi a seconda delle condizioni cliniche dei soggetti con sindrome coronarica acuta». (Marco Strambi)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Schneider Electric per un Mobile World Congress più sostenibile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 febbraio 2015

digital-signageSchneider Electric per un Mobile World Congress più sostenibileSchneider Electric, specialista globale nella gestione dell’energia e nell’automazione, ha siglato con l’organizzazione del GSMA Mobile World Congress 2015 un accordo per la sponsorizzazione del programma di sostenibilità ambientale della manifestazione. L’azienda contribuirà alle campagne volte a minimizzare l’impatto dell’evento sull’ambiente. Nel 2014, il Mobile World Congress si è confermata la più grande fiera al mondo ad avere un impatto pari a zero per il consumo di carbonio, essendo stata certificata come carbon neutral con lo standard PAS 2060 riconosciuto a livello internazionale. Con la sua sponsorizzazione, Schneider Electric supporta il programma di Carbon Neutrality del Mobile World Congress. Gli obiettivi di questa iniziativa vanno oltre la riduzione delle emissioni di carbonio dell’evento, con l’intento di far conoscere ai partecipanti gli obiettivi ambientali dell’organizzazione e di incoraggiarli a tenere comportamenti più “verdi”. Il GSMA è impegnato nella riduzione dell’impatto ambientale dei suoi eventi. In particolare, l’organizzazione si impegna con forza nella riduzione dei materiali stampati che vengono poi gettati via, incoraggiando il riutilizzo e il riciclo in loco dei materiali, utilizzando il digital signage e strumenti elettronici, e lavorando con Fiera di Barcellona, con gli espositori e con i partner locali per ridurre al minimo l’impatto che il Mobile World Congress ha sull’ambiente.Schneider Electric dimostra ulteriormente il proprio impegno per l’efficienza energetica e l’ambiente, in qualità di sponsor del Green Mobile Award che sarà assegnato nel quadro dei Global Mobile Award al Mobile World Congress 2015. Il ‘Green Mobile Award’ mette in evidenza il ruolo che il settore mobile può avere nello sviluppo di economie e stili di vita a bassa emissione di CO2, attraverso azioni quali il miglioramento dell’efficienza energetica, la creazione di programmi per la compensazione delle emissioni, l’utilizzo di fonti energetiche alternative, il riciclo, la conservazione delle risorse, la riduzione dei viaggi e dei costi della logistica, l’adozione di stili di consumo eco-sostenibili.

Posted in Estero/world news, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »