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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Archive for 28 febbraio 2015

Tumori rari: La Sindrome di Lynch

Posted by fidest press agency su sabato, 28 febbraio 2015

carcinoma colon rettoEssere affetti da cancro del colon-retto in età giovanile: è questa la caratteristica principale della Sindrome di Lynch (LS). Una rara malattia ereditaria a trasmissione autosomica dominante, che determina la predisposizione a sviluppare un cancro in questa ed in altre sedi, tra cui l’endometrio, l’ ovaio, lo stomaco, i reni, le vie urinarie, la vescica, il pancreas, le vie biliari, il piccolo intestino. Per far luce sulla complessa sindrome, detta anche “Cancro non poliposico ereditario del colon”, i ricercatori dell’Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, guidati dal Prof. Marcello Anti, hanno condotto una revisione della letteratura scientifica sul cancro del colon-retto giovanile, pubblicata di recente su World Journal of Gastroenterology.
La Sindrome di Lynch ha un’incidenza stimata del 2-4% dei tumori dell’apparato digerente, ed è causata da una mutazione a carico dei geni del Mismatch Repair (MLH1 ed MSH2, meno frequentemente MSH6 e PMS2) che codificano per proteine coinvolte nell’identificazione e riparazione degli errori del DNA.
Al Regina Elena è presente da oltre 30 anni un Ambulatorio dedicato ai tumori ereditari dell’apparato digerente, che dal 2005 è Centro di Riferimento Regionale per la Poliposi Familiare nell’ambito della Rete Nazionale delle Malattie Rare.Lo studio comparativo evidenzia una diminuzione dell’incidenza dei tumori colo-rettali in USA ed Europa, nella popolazione generale sopra i 50 anni, grazie ai programmi di screening, ed un parallelo incremento dal 3% all’8.6% dell’incidenza di cancro colo-rettale nella popolazione giovanile al di sotto dei 50 anni di età, che non rientra nei programmi di screening. Dalla revisione dei dati di letteratura e da un recente studio del gruppo tumori ereditari del colon IRE, si distinguono due sottotipi di cancro colo-rettale giovanile: una forma sporadica, generalmente senza significativa familiarità di I grado, ed una forma ereditaria legata prevalentemente alla S. di Lynch.
Il sospetto diagnostico sorge nel caso di pazienti affetti da cancro del colon retto o dell’endometrio in età giovanile (inferiore ai 40 anni) e/o con storia familiare positiva, oppure in pazienti con cancri primitivi multipli del colon e/o altri organi nello spettro della sindrome.
La valutazione di questi parametri clinici permette di selezionare i pazienti da sottoporre a screening molecolare sul tumore. L’indagine permette di valutare con metodiche semplici e a basso costo due caratteristiche tipiche della sindrome determinate dalla mutazione dei geni del MMR, l’instabilità dei microsatelliti (MSI) e la perdita di espressione della proteina corrispondente al gene mutato mediante l’analisi immunoistochimica (IHC). Questo primo screening identifica i pazienti che devono effettuare il test genetico, più complesso e costoso, e individua il gene da analizzare.“Nel nostro ambulatorio sono seguiti 110 pazienti con Sindrome di Lynch – dichiara Vittoria Stigliano, Responsabile dell’Ambulatorio per le poliposi familiari, – ma seguiamo anche tutte le forme di Poliposi familiare (Poliposi adenomatosa, Sindrome di Gadner, Sindrome di Cronkite Canada, Poliposi giovanile, Poliposi attenuata, Poliposi serrata, Mixed polyposis), i tumori familiari del colon, i tumori familiari dello stomaco e del pancreas. Al momento sono in follow-up circa 500 pazienti tra affetti e portatori.”“I pazienti effettuano un percorso diagnostico dedicato – spiega Lupe Sanchez Mete, gastroenterologa IRE – in accordo con le linee guida nazionali ed internazionali. I test genetici e molecolari per tutte le sindromi ereditarie sono effettuati presso la Patologia Clinica IRE in collaborazione con Aline Martayan, biologa, specialista in Genetica Medica. Quelli con diagnosi di Sindrome di Lynch vengono poi inseriti in percorsi dedicati per la sorveglianza oncologica degli organi a rischio”.“La Sindrome di Lynch è presente, insieme a oltre 110 nuove Malattie Rare, – dichiara Marina Cerimele, Direttore Sanitario aziendale IFO – nella proposta del Ministro Lorenzin per i nuovi LEA (Schema di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante la “Nuova definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria”). Lo riteniamo un importante passo avanti, che testimonia l’attenzione del Ministro nei riguardi delle Malattie Rare”. (foto fonte Wikipedia)

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Impresa femminile

Posted by fidest press agency su sabato, 28 febbraio 2015

udineUdine mercoledì 4 marzo, alle 17, nella Sala Valduga della sede camerale (ingresso piazza Venerio 8). All’approfondimento, moderato dalla giornalista Raffaella Mestroni, che peraltro da anni cura sul mensile camerale Udine Economia la rubrica dedicata alle imprese “rosa” friulane, saranno fornite informazioni e presentati casi concreti per contribuire a promuovere la cultura dell’azienda al femminile. Introdurrà i lavori il presidente Giovanni Da Pozzo, con la presidente del Comitato imprenditoria femminile Mariella Moschione, mentre la chiusura dei lavori spetterà all’assessore regionale Loredana Panariti. Gli interventi tecnici saranno del responsabile Centro Studi della Cciaa di Udine Mario Passon (L’economia di genere in Fvg), della responsabile di procedimento Ufficio Contributi Cciaa Elisabetta Tomadini (Linee di finanziamento per le imprese femminili in delega regionale) e della responsabile del Punto Nuova Impresa camerale Martina Urbani (Start up e accesso al credito, con approfondimento di strumenti e agevolazioni per l’imprenditoria femminile nell’ambito del Fondo centrale di garanzia). Interventi che saranno alternati dalle storie di tre donne. A concentrarsi sul connubio importante tra “donne e tecnologia” nell’impresa sarà Angela Dosso, key account manager di Info Solution Spa Group, a Udine con sede in Friuli Innovazione, mentre Chiara Adorini, innovativa veterinaria trentenne, parlerà di come sta riuscendo a trasformare la sua passione nella sua impresa. L’esperienza di Sarah Della Rovere, titolare della Zeta Srl di Premariacco, infine, descriverà un passaggio generazionale di successo.

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Toronto: avviato il Desk Canada per l’internazionalizzazione delle imprese friulane

Posted by fidest press agency su sabato, 28 febbraio 2015

torontoAperto ufficialmente dalle Camere di Commercio di Udine e Toronto, durante la missione che si conclude domani, in cui una delegazione di Pmi friulane sta realizzando incontri con realtà canadesi. Dal 2008 al 2014 sono state 546 le imprese friulane coinvolte in seminari, checkup, missioni incoming e outgoing da e verso il Canada. In particolare, una decina sono stati gli operatori canadesi ospitati in regione in occasione di tre incoming che hanno coinvolto 108 imprese friulane e 51 le nostre imprese che sono state accompagnate in Canada nelle cinque missioni organizzate (più due esplorative), con una stima di oltre 400 controparti canadesi incontrate. «I numeri servono solo a dare la dimensione di un rapporto continuativo che, sulla scorta del legame storico, l’economia friulana sta mantenendo vivo con il Canada, e con ottimi risultati in termini di internazionalizzazione delle imprese», commenta il presidente della Cciaa di Udine Giovanni Da Pozzo da Toronto, dove sta accompagnando in questi giorni una delegazione di imprese impegnate in incontri d’affari con realtà canadesi tra Ontario e British Columbia. A Toronto il presidente ha ufficialmente aperto il Desk Canada, in collaborazione con il consolato canadese con sede proprio in Cciaa di Udine, guidato da Primo Di Luca. «Il Desk – spiega Da Pozzo – è un servizio di orientamento e consulenza specialistica che il sistema camerale offre alle imprese interessate ad avviare o approfondire i rapporti commerciali con determinati mercati. Ne abbiamo avviati molti in questi anni e il Desk Canada ci è parso sempre più necessario visti gli stretti e costanti rapporti e le ottime relazioni, istituzionali ed economiche, che ci legano a questo Paese. Abbiamo lanciato dunque l’accordo, realizzato insieme alla Camera di Commercio di Toronto, trait-d’-union con tutte le camere italo-canadesi». Le imprese friulane avranno modo di accedere a diversi servizi di assistenza specializzata e le imprese canadesi verranno contattate dalla Camera italo-canadese per verificare l’interesse commerciale e approfondire aspetti tematici legati alla collaborazione tra i due mondi imprenditoriali. Nella missione di questi giorni, un altro appuntamento ha riscosso notevole successo. Al Columbus Center è stato infatti presentato, alla presenza del direttore Columbus Centre Pal Di Iulio, del Console generale italiano Giuseppe Pastorelli, oltre che del presidente Da Pozzo e del console onorario Di Luca, il libro “Friulians in Canada”, coedito dalla Cciaa di Udine con Forum Editrice Universitaria e con l’intervento dell’autrice, Sarah Rolfe Prodan, giovane ricercatrice postdottorato alla Victoria University di Toronto. Il volume, che ha anche il patrocinio della Regione e il sostegno della Banca di Cividale, era stato presentato a Udine con una preview il 12 dicembre scorso. È un libro omaggio a chi ha dovuto o saputo osare, se n’è andato dal Friuli ed è riuscito costruirsi in Canada una via di successo, sicuramente non facile, ma sempre brillante e positiva, diventando punto di riferimento nell’economia e nella società canadesi. «Segno di merito per le persone, sicuramente, ma anche per il Paese d’accoglienza – conclude Da Pozzo –. E segno di speranza e ispirazione per il Friuli d’oggi e domani. Sono le persone come questi grandi friulani del Canada a darci fiducia e ulteriore speranza di riuscire a farcela in tale cammino di crescita».

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Meeting Club dell’Omotossicologia

Posted by fidest press agency su sabato, 28 febbraio 2015

riminiRimini il 7/8 marzo 2015 – presso il Grand Hotel di Rimini – il Club dell’Omotossicologia, una due giorni di fitti incontri che vedrà riuniti medici ed esperti nelle medicine complementari per condividere e dibattere degli esiti delle proprie ricerche e dei risultati delle proprie esperienze cliniche. Al Club dell’Omotossicologia saranno presenti autorevoli relatori che porteranno un personale contributo professionale maturato nell’ambito delle medicine non convenzionali in settori specialistici diversi: dalla medicina interna, alla ginecologia, dall’ortopedia alla medicina estetica, dalla dermatologia alla pediatria, ecc.In occasione di questo importante incontro verranno presentati in anteprima i risultati di uno studio clinico osservazionale condotto dal Dr. Pietro Luchetti – in fase di pubblicazione sulla rivista scientifica “Minerva Oftalmologica” – dal titolo “Incremento della funzionalità visiva in soggetti con atrofia retinica sottoposti a trattamento con farmaci della Medicina Low Dose”. Si tratta infatti di un lavoro di grande interesse perché apre la strada per una possibile terapia per questa patologia: attualmente non esiste una soluzione terapeutica consolidata efficace per la cura delle forme atrofiche retiniche che costituiscono spesso lo stadio terminale di molte patologie retiniche.Nell’ambito della Medicina Low Dose sono disponibili numerose molecole in varie formulazioni in grado di essere potenzialmente utili per la terapia rigenerativa di queste forme patologiche. Scopo di questo studio – di cui sono stati osservati e valutati pazienti di età compresa fra i 18 ed i 70 anni, tutti presentanti una forma severa di atrofia retinica , centrale o periferica – è stato quello di valutare il miglioramento iniziale della condizione clinica dopo la terapia con farmaci assunti, per via iniettiva e sublinguale, in grado di favorire una fase rigenerativa delle cellule retiniche. L’analisi dei risultati ha quindi permesso di evidenziare la notevole significatività statistica degli incrementi di risposta ottenuta dopo il periodo di terapia. Ad oggi infatti i trattamenti con farmaci low dose costituiscono la più promettente strategia terapeutica per la rigenerazione retinica dopo atrofie retiniche.Le due giornate saranno anche un momento per ricordare il Prof. Emilio Del Giudice – mancato nel febbraio 2014 – attraverso la proiezione di una video intervista inedita rilasciata dal Professore prima di morire. Del Giudice – esempio di rigore scientifico e di ricerca passionale e coraggiosa – era noto per le sue ricerche sulla fusione fredda, ma negli ultimi anni aveva approfondito fortemente il ruolo dei campi elettromagnetici dell’acqua biologica nel mantenimento dello stato di salute ottimale dell’organismo.Come tutti gli anni, questo incontro del Club dell’Omotossicologia rappresenta un traguardo di grande importanza per l’A.M.I.O.T. che ha contribuito in misura fondamentale alla formazione e valorizzazione di una classe medica italiana di professionisti in grado di utilizzare al meglio le metodiche della Medicina Biologica.

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Responsabilità civile dei magistrati, l’analisi di Sirchi

Posted by fidest press agency su sabato, 28 febbraio 2015

legge-e-giustiziaApprovata alla Camera con 265 sì, 51 no e 63 astenuti la legge sulla responsabilità civile dei magistrati, varata in modifica della legge Vassalli del 1988. Fermo restante il principio della responsabilità indiretta, in base al quale il cittadino che ritiene di aver subito un danno ingiusto cita lo Stato lasciando poi a quest’ultimo l’onere di rifarsi in seconda battuta sul giudice, la neonata legge di riforma amplia le possibilità di ricorso da parte del cittadino, innalzando la soglia economica di rivalsa fino a metà stipendio, eliminando il filtro di ammissibilità e introducendo la possibilità di agire anche in caso di negligenza grave e travisamento del fatto e delle prove.In merito alle riforme introdotte dalla nuova legge, Massimiliano Sirchi, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, si è così espresso: “Le recenti modifiche apportate alla legge sulla responsabilità civile dei magistrati colmano un vuoto normativo di anni. Nonostante i timori ‘interessati’ del presidente dell’ANM occorre precisare che nessuno intende pregiudicare il principio di autonomia ed imparzialità del potere giudiziario, tanto è vero che l’azione civile risarcitoria, privata del filtro di ammissibilità dell’azione, potrà essere introdotta solo nei confronti dello Stato e non del singolo magistrato. A ciò si aggiunga che l’eventuale rivalsa nei confronti del giudice resosi responsabile di ‘violazione manifesta della legge o di macroscopico travisamento dei fatti’, è limitata alla metà dello stipendio netto annuale, e quindi a circa 25.000,00 euro, che potrebbero essere coperti da una normale assicurazione come accade per tutti i cittadini italiani. Da non dimenticare poi che più volte anche la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha condannato l’Italia perché la vecchia legge Vassalli non prevedeva il risarcimento di danni cagionati da un provvedimento giudiziario conseguente al travisamento del fatto o della prova e perché nei pochissimi casi di condanna del magistrato il risarcimento appariva quasi insignificante se non impossibile. Le nuove norme rispondono, pertanto, al principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, art. 3 della Cost., in modo tale da evitare che i responsabili di gravi condotte si sottraggano a qualsivoglia azione di responsabilità e magari vengano anche premiati con avanzamenti di carriera, il caso Tortora insegna. E poi non dimentichiamoci che sull’azione risarcitoria avanzata da un cittadino nei confronti di un magistrato, vi è la garanzia che la decisione verrà adottata da altri magistrati”.

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