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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Archive for 4 marzo 2015

Boehringer Ingelheim ha sottomesso il dossier per idarucizumab

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2015

Boehringer IngelheimBoehringer Ingelheim ha annunciato oggi che idarucizumab è stato sottomesso a EMA, FDA e in Canada per l’autorizzazione alla commercializzazione.1 La richiesta è per l’utilizzo in pazienti che necessitino di una rapida azione di contrasto degli effetti anticoagulanti di dabigatran.“Con idarucizumab si ha, per la prima volta, la sottomissione agli enti regolatori di un reversal agent specifico per un nuovo anticoagulante orale,” afferma il Professor Jörg Kreuzer, Vice President Medicine Therapeutic Area Cardiovascular di Boehringer Ingelheim. “Idarucizumab, risultato della nostra ricerca e sviluppo, è un esempio del nostro impegno nel progresso e nell’innovazione nell’ambito dell’anticoagulazione. Idarucizumab è stato sviluppato per rendere disponibile alla classe medica uno specifico reversal agent per gestire le rare situazioni di emergenza (es. intervento chirurgico d’urgenza, traumi ecc), in pazienti in trattamento con dabigatran.” Idarucizumab ha ottenuto la designazione di Breakthrough Therapy da parte della FDA. 3 Boehringer Ingelheim richiede la procedura accelerata a tutte e tre le autorità regolatorie. 1 La sottomissione a EMA, FDA e autorità canadese si basa sui risultati di studi clinici di idarucizumab su volontari, tra cui persone anziane e con insufficienza renale. 1,2,4I dati di fase I hanno dimostrato che idarucizumab comporta un’immediata, completa e persistente azione di contrasto dell’attività anticoagulante di dabigatran senza alcun effetto protrombotico. 2 La sottomissione include anche i dati disponibili sui primi pazienti che hanno completato lo studio RE-VERSE ADTM, studio internazionale di fase III nel quale Boehringer Ingelheim continua a valutare idarucizumab in pazienti in trattamento con dabigatran per i quali è richiesto un intervento di emergenza, o abbiano un importante episodio di sanguinamento in atto.5

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Andrea Cattaneo nuovo responsabile della sede brasiliana di BNP Paribas Securities Services

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2015

andrea cattaneoAndrea Cattaneo è stato nominato responsabile della sede brasiliana di BNP Paribas Securities Services, banca custode con un attivo di 10 miliardi di Euro di titoli in custodia e 200 fondi in amministrazione. 38 anni, laureato in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Andrea Cattaneo ha maturato una significativa esperienza nel settore. Nel 2004 è entrato in BNP Paribas Securities Services assumendo nel 2011 il ruolo di responsabile globale delle soluzioni per Asset manager. “Negli ultimi anni abbiamo ampliato la nostra offerta di servizi di deposito in Brasile e in tutta l’America Latina con ottimi risultati – commenta Alvaro Camuñas, Responsabile di Spagna e America Latina di BNP Paribas Securities Services – Riscontriamo una forte domanda sia sul fronte dell’assistenza mirata agli investitori esteri, che intendono sviluppare le loro attività in Brasile, sia a livello del supporto offerto agli investitori locali, che intendono espandersi sui mercati internazionali con l’ausilio delle nostre competenze e reti internazionali. Andrea Cattaneo ha svolto un ruolo importante nello sviluppo della nostra offerta globale per i gestori patrimoniali e sono lieto che assuma la guida della nostra sede in Brasile. Il suo nuovo incarico ci posiziona in modo ideale per la crescita futura nel Paese.”“La finanza brasiliana sta vivendo una fase particolarmente positiva e dinamica – osserva Andrea Cattaneo – L’esigenza di diversificare gli investimenti per incrementare i rendimenti fa sì che gli investitori brasiliani rivolgano l’attenzione ai mercati globali, interessati a istituire rapporti con loro. Questo è per noi il momento di avvalerci sia della nostra presenza a livello mondiale sia della competenza a livello locale per aiutare gli investitori brasiliani a rapportarsi con i mercati internazionali. Si tratta di una fase entusiasmante e sono lieto di avere ricevuto questo incarico.” BNP Paribas Securities Services offre al mercato brasiliano soluzioni di deposito locali e globali, nonché una serie di servizi a valore aggiunto quali reporting per gli investimenti e servizi di banca depositaria. Lo scorso anno, la banca ha pubblicato uno studio sulle opportunità di distribuzione di fondi nei mercati latinoamericani intitolato “Building your gateway to Latin American investors”. (foto andrea cattaneo)

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A Roma si torna a parlare di ronde

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2015

ronde_internaPaolo Marchionne, minisindaco del III Municipio di Roma Capitale, intervistato da Radio Cusano Campus, l’emittente del’Università Degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione da Andrea Di Ciancio e Roberto, ha commentato: “Non servono le ronde o le passeggiate della legalità, ma altre iniziative. Può essere molto più utile il fatto che si possa realizzare una zona di videosorveglianza diffusa ad opera dell’amministrazione, poi ovviamente se quella dei cittadini vuole essere una manifestazione di natura politica o civile per alzare il campanello di allarme è assolutamente legittima, ma le passeggiate notturne possono comunque esporre i residenti ad altri tipi di rischi e non mi sento assolutamente di caldeggiarle”. La risposta di Marchionne arriva dopo l’intervento, sempre su Radio Cusano Campus, di un esponente del Comitato di Quartiere Valli Conca D’Oro, che ha annunciato: “Noi non chiediamo piste ciclabili su via Conca D’Oro per abbellire il quartiere, ma solamente le basi: sicurezza, la lotta al degrado e il rispetto per i cittadini che pagano le tasse. Cose che non avvengono. Se le Istituzioni non sono in grado di garantire quello che è il minimo sindacale sono tenute a dimettersi. Ci organizzeremo in ronde? L’otto marzo ci sarà un incontro, il comitato di quartiere si organizzerà in passeggiate serali per supportare, entro tutti i termini di legge, la polizia, i carabinieri e i vigili urbani, per far sì che i problemi legati alla sicurezza che riguardano il nostro quartiere vengano meno. La situazione è diventata insostenibile, dove le istituzioni non mettono mano, ci metteremo mano noi”. (foto fonte il fatto quotidiano)

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Autovelox: limiti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2015

AutoveloxAutovelox. Sulla strada extraurbana secondaria il limite è di 90 km/h se l’amministrazione accertatrice non prova un limite di velocità più basso. Lo dice il Giudice di Pace di Lecce sulle rilevazioni della provinciale Otranto – San Cataldo (Alimini).Sulle strade extraurbane secondarie, secondo il disposto dell’articolo 142 primo comma del Codice della Strada il limite di velocità è fissato a 90 km/h. E spetta al proprietario della strada dimostrare e documentare l’imposizione di un limite diverso. Se solo nel verbale è indicato un limite differente e nel giudizio di opposizione l’amministrazione accertatrice non fornisce alcuna prova di una velocità massima più bassa in quel tratto di strada, allora è da intendersi che il veicolo sanzionato viaggiasse entro il limite consentito dal Codice della Strada. E’ questo l’importante principio sancito dal Giudice di Pace di Lecce avvocato Anna Maria Cosi nella sentenza numero 4526/2014 pubblicata lo scorso 7 novembre 2014 e che Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, porta all’attenzione della cittadinanza anche perchè si riferisce ad un verbale effettuato a mezzo del discusso autovelox posizionato nei pressi dei laghi Alimini sulla litoranea di competenza provinciale Maglie – San Cataldo.Com’è noto, infatti, quel tratto di strada è rimbalzato sulle cronache non solo salentine per l’elevatissimo numero di multe elevate a migliaia di cittadini, in particolare turisti, che transitavano in una zona caratterizzata da imponenti flussi turistici. Il posizionamento dei due famigerati autovelox nelle due direttrici della strada aveva fatto già una “strage” di malcapitati automobilisti per la riduzione repentina del limite previsto a 50 km/h, facendoli ritenere più una trappola per “far cassa” che uno strumento per contribuire alla sicurezza stradale. Anche questa significativa sentenza, quindi, dopo le decine che hanno visto accogliere le doglianze degli automobilisti, rende giustizia alle numerose perplessità relative alla legittimità dell’operato della Provincia di Lecce che indomita, nonostante la levata di scudi della cittadinanza e le centinaia di annullamenti dei verbali contestati, continua ad effettuare le rilevazioni della velocità con la modalità sopra descritta.

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Rabbia e dolore: come gestirli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2015

edi sallvdoriViviamo in un’epoca che ha fatto della felicità e del rifiuto del dolore il suo mantra. Eppure stiamo sempre peggio. Un indicatore sono i dati di vendita di ansiolitici e antidepressivi la cui vendita è triplicata in dieci anni solo negli Stati Uniti e che in Italia rappresentano il 12% della spesa farmaceutica pari a 25,5 miliardi di euro l’anno. Da ogni parte subiamo pressioni ad essere felici, ci sentiamo obbligati a fingere ma questo provoca un ulteriore disagio, uno scollamento tra ciò che ‘sentiamo’ e ciò che mostriamo agli altri. E allora tendiamo a rimuovere, un atteggiamento che non fa bene. Ce lo spiega la dottoressa Edi Salvadori, Psicopedagogista e Counselor Relazionale EAC: “le emozioni rimosse, accantonate e irrisolte non spariscono ma si ripresentano sotto altre forme, come sintomi e disagi fisici. Rabbia e dolore sono emozioni primarie spiacevoli, certo, ma che possono essere utilizzate in modo costruttivo. Innanzitutto dobbiamo imparare a riconoscere il contesto in cui emergono e la loro durata. Se sono arrabbiato perché ho subito una ingiustizia o triste perché è finita una relazione ho una reazione normale e le emozioni tenderanno ad affievolirsi nei giorni o nelle settimane successive. Questo perché siamo programmati per tendere ad uno stato di equilibrio. Quando accade qualcosa lo elaboriamo e se non possiamo cambiarlo, tendiamo ad ‘adattarci’. Uno studio interessante ha esaminato lo stato d’animo di un campione di soggetti che avevano vinto alla lotteria: intervistati a due settimane dall’evento si erano dichiarati molto più felici di prima, ma a un anno lo stato d’animo era sovrapponibile al periodo precedente la vincita. Il nuovo status economico aveva influito sull’umore solo nelle prime settimane. Questo significa che gli eventi possono modificare il nostro umore ma che in breve si torna alla normalità. Se però rabbia e dolore diventano costanti e perdurano modificando in peggio la nostra vita e le nostre relazioni allora siamo in presenza di un disturbo”. Per evitare che le emozioni diventino pervasive dobbiamo imparare ad affrontarle e guardarle in faccia, contrastando la tentazione di nasconderle sotto al tappeto come la polvere. “Prendiamo un foglio di carta e una penna e rispondiamo a queste domande:Per cosa stiamo soffrendo davvero?Che cosa ci fa veramente arrabbiare? Cosa ci farebbe stare meglio?
Cosa mi ha insegnato questa vicenda? A queste domande dobbiamo dare risposte brevi e chiare. Poi chiudiamo il foglio in un cassetto e lo riprendiamo dopo qualche giorno, rileggiamo e ci chiediamo: mi sento meglio? Perché? In questo modo decidiamo di dedicare uno spazio mentale alle emozioni e creiamo un rapporto di dialogo con noi stessi e con le parti sgradite della nostra esistenza ma limitiamo l’esposizione al momento che decidiamo noi, manteniamo il controllo, non siamo in balia. In questo modo non subiamo l’esposizione cronica e tossica alle emozioni con segno meno” continua Salvadori.“Quello che facciamo è passare attraverso il dolore, ci connettiamo con le nostre parti vulnerabili e non ‘subiamo’ il dolore ma lo accogliamo, perché anche questi sentimenti sono utili nel nostro percorso purché rimangano limitati nel tempo. Questo approccio fa parte del ‘counseling’ una relazione di aiuto in cui l’esperto aiuta la persona a scoprire le sue risorse e trovare una soluzione nei momenti di difficoltà. Il counselor non dà risposte, ma aiuta la persona a trovare le proprie”.
Prima di entrare nel merito di come il nostro corpo può esprimere il disagio emotivo, attraverso il disagio fisico, è importante fare una distinzione in merito a quattro forme di rabbia: la rabbia primaria adattiva repressa: nasce da una situazione reale di violazione, ma viene repressa usando diverse strategie, dal crollo emozionale, accompagnato da lacrime e senso di impotenza, alla minimizzazione, dalla razionalizzazione al lamento.
• la rabbia primaria disadattiva: quando non svolge più il compito di proteggerci da un’ intrusione, ma si evidenzia come prima risposta ad una situazione che ci ricorda una situazione pregressa in cui avevamo vissuto la stessa emozione
• la rabbia secondaria: l’espressione della rabbia segue una emozione diversa, e serve come scarico o copertura di tale emozione. Per esempio il padre che si arrabbia vedendo il figlio attraversare di corsa la strada è prima passato attraverso la paura di vederlo investito.
• la rabbia strumentale: esprimere rabbia è un mezzo efficace per controllare gli altri e indurre l’ambiente a piegarsi ai propri voleri. Il problema è che gli altri reagiranno di solito con amarezza, risentimento e distacco.
Se ci soffermiamo a riflettere sullo scompenso energetico, che si viene a creare nel corpo e, nello specifico, a livello del terzo centro energetico ( si trova tre dita sopra l’ombelico) in conseguenza di una di queste forme di rabbia, i sintomi più comuni possono essere il dolore alla nuca, fragilità e strappi muscolari, difficoltà digestive o bruciore agli occhi. Se vogliamo tentare un approccio olistico, possiamo provare ad alleviare rabbia e sintomi con rimedi usati sin dall’antichità (vedere seguito).
Per quanto riguarda la tristezza questa è correlata sia al secondo (si trova tre dita sotto l’ombelico), che al quarto centro energetico ( in mezzo al petto) e, anche in questo caso, gli incontri di Counseling possono essere di auto, per il superamento di uno stato emotivo, che può favorire l’indebolimento del sistema immunitario, rendendoci più sensibili alle aggressioni di virus e batteri e, quindi, di tutti i disturbi stagionali, come tosse, mal di gola, malattie da raffreddamento, ma anche herpes labiale, insonnia. Disturbi che non solo
diventano più frequenti ma che faticano a guarire.
Dobbiamo imparare a riconoscere le emozioni e ricondurle all’esistenza ad esempio di disagi relazionali, eludere il problema non è la soluzione perché il nostro corpo è intelligente e porta alla nostra attenzione ciò che non ci fa stare bene sotto forma di disagio fisico.

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Nuovo afflusso di rifugiati nigeriani in Camerun, pronte a partire le operazioni di trasferimento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2015

camerunLa regione del Far North in Camerun ha assistito a un nuovo afflusso di rifugiati durante il fine settimana, dopo gli scontri avvenuti nel nord-est della Nigeria tra forze militari regionali e insorti. Secondo quanto dichiarato dalle autorità camerunensi, sono circa 16.000 i rifugiati nigeriani entrati nel paese dopo essere stati colpiti dalle continue violenze in corso nei villaggi lungo il confine. Secondo le autorità, altri rifugiati starebbero oltrepassando la frontiera in queste zone in cui le condizioni di sicurezza sono estremamente instabili, soprattutto nelle remote aree di confine di Makaria, Logone Birni e Fotokol – che si trovano a sud del lago Ciad e che nelle ultime settimane hanno subito ripetuti attacchi da parte degli insorti nigeriani.L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta lavorando in stretto contatto con il governo del Camerun per trasferire i rifugiati il ​​più velocemente possibile lontano dalle aree di conflitto alla volta di un sito di transito a Kousseri, che si trova a 90 chilometri dal confine e 370 chilometri a nord di Minawao, sede di un campo profughi già allestito. A causa del conflitto in corso nel territorio camerunense tra forze militari e ribelli, l’UNHCR non ha accesso alle zone di confine dove sono arrivati ​​i rifugiati. Insieme ai partner umanitari, tra cui il Programma Alimentare Mondiale, l’International Medical Corps, IEDA Relief e Public Concern, l’Agenzia è pronta a condurre attività di screening nel sito di transito e a fornire ai nuovi arrivati assistenza di emergenza in campo sanitario, alimentare e della fornitura di acqua e cibo.I convogli per il trasferimento dal confine di Kousseri partiranno domani, 4 marzo. Dopo le procedure di screening, l’UNHCR potrà quindi organizzare trasferimenti quotidiani di 2.000 rifugiati nel campo di Minawao, dove sono già in corso operazioni di costruzione di alloggi e di impianti igienico-sanitari. A Minawao, l’Agenzia fornirà inoltre assistenza di base, tra cui coperte, set da cucina e sapone. Il campo ospita attualmente 32.621 rifugiati nigeriani.
Il governo del Camerun continua a fornire scorte per i convogli umanitari e di trasferimento per garantire la protezione fisica dei rifugiati e degli operatori umanitari. A causa delle condizioni di sicurezza nella regione e della prospettiva di un maggior numero di arrivi di rifugiati, l’Agenzia sta valutando la possibilità di creare un secondo campo profughi, più lontano dal confine, ritenuto insicuro. Data la scarsità di acqua nella zona nei pressi di Minawao, l’UNHCR sta cercando di trovare un’area ottimale per la costruzione del nuovo campo, che fornisca livelli adeguati di acqua potabile per la popolazione di rifugiati in rapida crescita della regione del Far North.
A screening completo, il numero totale di rifugiati nigeriani in Camerun è stimato in 66.000 unità, di cui 41.571 già verificati dall’UNHCR.In Niger, all’inizio di febbraio attacchi di ribelli alle città di Bosso e Diffa hanno causato un deterioramento della situazione umanitaria nella regione, con l’esodo di circa 50.000 persone verso la città di Zinder (situata 500 chilometri a ovest della città di Diffa) e in tutta la regione di Diffa. I team dell’UNHCR riferiscono che le persone stanno progressivamente ritornando nelle loro case a Diffa, mentre Bosso rimane tutt’ora virtualmente disabitata.L’UNHCR, insieme alle autorità regionali, alle agenzie delle Nazioni Unite e alle ONG partner, ha effettuato una rapida valutazione delle aree della regione di Diffa dove si trovano le persone sfollate. La situazione è particolarmente preoccupante intorno al lago Ciad, in particolare a nord di Bosso, a causa della presenza di mine. L’accesso a queste popolazioni, che hanno un disperato bisogno di cibo, acqua e alloggio, è fortemente limitato. Un sensibile aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e delle materie prime di base nei mercati sta aggravando ulteriormente la già difficile situazione socio-economica della popolazione sfollata e della comunità ospitante.
Nella parte occidentale della regione di Diffa, l’UNHCR riprenderà nei prossimi giorni – in collaborazione con la Commissione Nazionale per l’Eleggibilità – il trasferimento volontario dei rifugiati dai villaggi di accoglienza al confine verso il campo profughi di Sayam Forage, situato 50 chilometri a nord della frontiera. L’Agenzia sta anche lavorando per all’allestimento di un altro campo di accoglienza per rifugiati e sfollati, nell’eventualità che la situazione nella regione di Diffa dovesse continuare a peggiorare.Secondo le autorità, negli ultimi due anni oltre 100.000 persone hanno trovato rifugio in Niger, tra cui rifugiati nigeriani e cittadini del Niger di ritorno in patria. La scorsa settimana, lo stato di emergenza nella regione di Diffa è stato prorogato per altri tre mesi dal Parlamento del Niger.Il conflitto nel nord-est della Nigeria ha anche costretto circa 18.000 persone a fuggire in Ciad occidentale, di cui oltre 15.000 dall’inizio di gennaio, dopo gravi attacchi avvenuti nella città di Baga nel Borno State in Nigeria. Ad oggi, l’UNHCR ha trasferito 3.800 di queste persone nel sito di Dar es Salam.Inoltre, sono quasi un milione le persone sfollate nel nord est della Nigeria, secondo i dati forniti dal Nigeria Emergency Management Agency.

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