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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Archive for 11 marzo 2015

Emofilia B: Sobi e Biogen Idec annunciano risultati positivi di efficacia e sicurezza dello studio pediatrico di Fase III condotto su rFIXFc

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2015

emofilia-geneticaBiogen Idec e Sobi annunciano i risultati positivi dello Studio clinico di Fase III Kids B-LONG, che ha valutato sicurezza, efficacia e farmacocinetica di rFIXFc (proteina di fusione, costituita dal fattore IX ricombinante legato al dominio Fc) in bambini al di sotto dei 12 anni con emofilia B grave. Il farmaco è generalmente ben tollerato e non sono stati rilevati inibitori (anticorpi neutralizzanti che possono interferire con l’attività della terapia in corso) durante lo studio. In questo studio, la profilassi con somministrazione settimanale di rFIXFc, l’unica terapia ad azione prolungata approvata per il trattamento dell’emofilia B, ha consentito di raggiungere bassi tassi di sanguinamento.I buoni risultati dello studio Kids B-LONG supportano le richieste per l’indicazione pediatrica in diverse aree geografiche e rappresentano un passo importante verso il raggiungimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio di rFIXFc in Europa. L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) richiede, infatti, che la domanda iniziale di autorizzazione all’immissione in commercio di un nuovo trattamento per l’emofilia includa anche dati clinici pediatrici. I risultati preliminari dello studio Kids B-LONG hanno contribuito a sostenere l’approvazione statunitense del farmaco in pazienti pediatrici.“Secondo studi clinici pubblicati, la terapia in regime di profilassi è raccomandata in bambini con emofilia grave poiché associata a comprovati benefici clinici. Tuttavia, la necessità di somministrazioni frequenti può risultare problematica, sia per i piccoli pazienti, sia per i loro caregiver – afferma Aoife Brennan, M.D, Vice President of hematology clinical development presso Biogen Idec – Questi dati renderanno possibile la domanda di registrazione in Europa entro la fine dell’anno, così come saranno di supporto all’indicazione pediatrica in altri Paesi, offrendo la possibilità di rispondere ad una necessità critica per i bambini affetti da emofilia B.”Lo studio Kids B-LONG ha esaminato sicurezza, efficacia e farmacocinetica di rFIXFc in bambini al di sotto dei 12 anni con emofilia B, precedentemente trattati. L’endpoint primario dello studio era quello di valutare l’insorgenza di anticorpi inibitori. L’endpoint secondario includeva il numero di sanguinamenti totali e spontanei su base annua (“annualized bleeding rates” o ABR), che consiste nella stima del numero di episodi annui di sanguinamento), e di infusioni necessarie impiegate per trattare tali episodi.Nello studio, i bambini in profilassi con rFIXFc, hanno presentato un valore mediano globale di ABR di 1,97. Il valore mediano di ABR per i sanguinamenti spontanei alle articolazioni è risultato pari a zero. Circa il 33% dei partecipanti allo studio non ha avuto alcun episodio di sanguinamento. Nel complesso, il 91,7% degli episodi di sanguinamento sono stati tenuti sotto controllo con una o due infusioni del farmaco. L’emivita complessiva di rFIXFc durante lo studio è risultata di 66,6 ore per i bambini al di sotto dei sei anni, e di 70,3 ore per i bambini dai sei ai dodici anni di età.Ulteriori analisi dello studio Kids B-LONG sono attualmente in corso e i dati saranno presentati in occasione di uno dei prossimi appuntamenti scientifici. Non sono stati rilevati anticorpi inibitori contro rFIXFc durante lo studio e il farmaco è risultato generalmente ben tollerato, così come non sono stati riportati casi di reazioni allergiche gravi o eventi trombotici vascolari nei pazienti, che erano stati tutti trattati preventivamente con altri farmaci disponibili di questo tipo (fattore IX della coagulazione). Nessun evento avverso grave è stato segnalato dagli sperimentatori in relazione all’utilizzo di rFIXFc, tranne una paziente che ha riportato riduzione dell’appetito, correlata al trattamento. Nessuno ha interrotto lo studio a causa di un evento avverso comparso dopo aver ricevuto il farmaco. Lo schema generale di distribuzione degli eventi avversi correlati alla terapia è risultato in linea con la popolazione trattata e generalmente coerente con i risultati ottenuti in pazienti adolescenti ed adulti nello studio di Fase III B-LONG.“Sobi e Biogen Idec sono impegnate nel rendere disponibili nuove opzioni terapeutiche per adulti e bambini con emofilia” dichiara Birgitte Volck, M.D., Ph.D., Senior Vice President of development e Chief Medical Officer presso Sobi. “Il completamento dello studio Kids B-LONG segna un importante successo nel programma di sviluppo di rFIXFc. Siamo entusiasti di affrontare le prossime fasi di preparazione per la sottomissione della domanda regolatoria in Europa e di progredire nell’offerta di soluzioni terapeutiche per persone affette da emofilia B.”

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Il carciofo. Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2015

carciofo1Di questa pianta ricordiamo sia la pubblicità di un liquore, il Cynar, che prometteva di combattere il “logorio della vita moderna” sia l’attribuzione del termine “carciofo” a persona non particolarmente brillante. Vediamo di capirne i motivi.
Il carciofo grazie al suo principio attivo, la cinarina, stimola la produzione della bile, che facilita la digestione dei grassi e agisce sui reni, facilitando il drenaggio delle tossine. Inoltre, abbassa il colesterolo, perciò è un ortaggio molto indicato per chi soffre di iper-colesterolemia. Lo stress quotidiano altera la funzionalità epatica e intestinale e un tonificante naturale non puo’ che far bene, meglio se assunto direttamente dalla pianta perche’ il liquore per il suo contenuto alcolico non e’ il rimedio migliore. La cinarina e’ termolabile (si degrada con il calore) per cui e’ consigliabile mangiare l’ortaggio crudo.
Il carciofo:
* rapportato al costo e’ caro, infatti, circa il 65% del prodotto viene scartato;
* ha uno scarso apporto calorico;
* e’ povero di vitamine;
* e’ ricco in potassio e ferro (poco utilizzabile);
* e’ ricco di fibra alimentare, cellulosa non assimilabile, che favorisce il transito intestinale.
Insomma il carciofo vale poco dal punto di vista alimentare e questo ne giustifica il nome attribuito a persona, come detto, non particolarmente brillante.
Del carciofo ne esistono tante varieta’, disponibili sul mercato in periodi diversi dell’anno. Per essere sicuri della freschezza occorre scegliere carciofi con foglie dure e lucide, che si spezzino facilmente e in cima siano ben serrate l’una contro l’altra. Un particolare curioso: sembra che la cinarina stimoli i ricettori dei sapori dolci nelle papille gustative della lingua, di conseguenza il cibo acquista un sapore dolce. I carciofi, infine, per il loro alto contenuto di ferro, lasciano in bocca un sapore quasi metallico ed è quindi difficile abbinarvi un vino. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Cristo: biografia di un laico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2015

cristo1La lettura dei Vangeli può essere motivata dalla Fede oppure dalla Ragione, ottenendone una interpretazione confessionale oppure laica; il momento alto di ciascuna di queste interpretazioni sta nella valutazione in ciò che divergono e in ciò che coincidono.
Analogo argomento può essere utilizzato per la lettura del Corano, dove la presenza di Gesù è molto più significativa di quanto si voglia far emergere nella cultura occidentale.
C’è una specie di ansiosa prudenza nell’accostarsi al Corano da parte del mondo cattolico e cristiano, come se fosse un esercizio blasfemo, contraddittorio agli insegnamenti della Chiesa, che, in verità, ha ben poco da insegnare avendo privilegiato, o messo sul medesimo piano, l’esercizio del potere temporale in quanto Stato Città del Vaticano con la testimonianza di una Fede che vuole tutti uguali innanzi a Dio: credenti e non credenti, cristiani e fedeli di altre religioni e confessioni.
Il cattolico è farcito di dottrina fin dalla prima infanzia, iniziando con un catechismo per il quale periodicamente si sente l’esigenza di aggiornamento, quindi non parole eterne di Dio, ma parole mutabili degli uomini.
Nel cattolico l’immagine di Cristo sfuma nella Fede e nella fede si fortifica, perché la dimensione dell’uomo Gesù si confonde e si assimila alla dimensione divina, per cui si accoglie con Fede tutto ciò che l’intelletto non arriva a comprendere. Ma resta immutato e immutabile l’insegnamento che scaturisce da quella biografia, con valori che non hanno avuto bisogno di aggiornamenti o adeguamento alle mutate condizioni sociali dopo 2.000 anni di una sola verità.
Per riassumere il concetto, il cattolico crede per Fede ma non con intelligenza. La religione musulmana, che tra le religioni monoteiste è quella più vicina al cristianesimo, nel suo testo sacro, il Corano, manifesta una grandissima devozione per Gesù e per il suo insegnamento, ma il musulmano deve capire, non accetta altre verità se non quelle contenute nel testo sacro; capire vuol dire “intelligere”, cioè far partecipe l’intelligenza nell’itinerario dell’apprendimento.
Nel Corano si esalta la figura di Maria, nata senza peccato, la sua particolare condizione la resero la sola donna in grado di essere visitata dallo Spirito di Dio ( arsalna ilaiha ruHana ) per poter ricevere e ospitare in sé il Verbo di Dio (kalimatin min Allah ) e poterlo offrire al mondo intero, pur nella consapevolezza del dolore/amore, diventando, così, essa stessa Ar-Rahman , amore infinito che non attende di essere corrisposto, itinerario che Dio desidera per tutti gli uomini. E Dio propone ad esempio, per coloro che credono, Maria, che si conservò vergine,.. sì che Noi insufflammo in Lei il Nostro Spirito; Maria che credette alla parole del suo Signore e dei Suoi Libri e fu una donna devota” (Corano LXVI, 11-12)La figura di Gesù è esaltata come (,Khalifat Hallah), rappresentante di Dio in terra, ( rahamatn minna ) amore di Dio , figlio della Rivelazione, infatti così l’Angelo si rivolge a Maria:
“ O Maria, Dio ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nome è il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’altro, uno dei più vicini. Dalla culla parlerà alle genti e nella sua età adulta sarà tra gli uomini devoti”.Anche qui possiamo riassumente il concetto con una esemplificazione e cioè che l’Islam venera Gesù con intelligenza, ma non con Fede, ed è questa la ragione per la quale, pur ammettendo la verginità di Maria e l’intervento divino per il concepimento di Gesù, non va oltre il riconoscimento di “Messia”, respingendo la Trinità perché non accettabile razionalmente, anzi a rischio di politeismo, mentre il cattolicesimo cristiano sccetta per Fede ciò che la ragione non riesce a spiegare.Rimane il pilastro portante dell’insegnamento, che viene esaltato nelle Beatitudini del discorso della montagna, che non è cristiano, né musulmano, né di nessun’altra religione, è universale, spirituale e laico nel medesimo tempo, in quanto viene descritta un’etica non suscettibile ad alterazioni, interpretazioni, dottrinologie, epistemologie, perché contiene una verità universale, perfettamente identificabile come laico-confessionale. (Rosario Amico Roxas)

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Due dipartimenti di Ingegneria al lavoro per nuove stampelle wireless

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2015

stampelle wirelessA Brescia il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e quello di Ingegneria dell’Informazione stanno lavorando ad un progetto di ricerca congiunto nelle aree delle tecnologie applicate alla medicina: si tratta di stampelle strumentate wireless (ma anche di un esoscheletro per pazienti paraplegici) che consentono il monitoraggio del corretto utilizzo di tali ausili da parte dei pazienti ortopedici.
La deambulazione sicura è un prerequisito per completare le attività quotidiane. All’insorgenza di problematiche associate alla deambulazione, tra cui anche la paraplegia, l’autonomia delle persone ne risulta fortemente limitata: bastoni, stampelle, deambulatori ed esoscheletri per pazienti paraplegici, solitamente prescritti in questi casi, consentono certamente di risolvere le complicanze associate ad una limitazione nelle capacità di deambulazione e sono un supporto indispensabile per mantenere un livello accettabile di autonomia dei pazienti, contribuendo al miglioramento del benessere della persona. Tuttavia, se usati in modo scorretto, possono generare ulteriori problematiche tra cui danni alla colonna vertebrale, alle articolazioni, ecc. con il conseguente aumento di rischio cadute.
Il prof. Emilio Sardini, Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, l’ing. Mauro Serpelloni, ricercatore dello stesso Dipartimento, l’ing. Simone Pasinetti, giovane ricercatore che collabora con la cattedra di Misure elettriche ed elettroniche, insieme al ricercatore Matteo Lancini del Dipartimento di Ingegneria Meccanica hanno allo studio nuove stampelle strumentate, che consentono il monitoraggio delle forze assiali e forze di taglio, angoli di inclinazione e momento dell’impatto a terra in tempo reale, poiché dotati di un sistema di biofeedback: i dati vengono trasmessi in modalità wireless via Bluetooth dalle stampelle ad un personal computer, senza bisogno di ulteriori unità di lettura, e trattati o visualizzati da un programma creato in LabVIEW, senza perdere qualitativamente su caratteristiche centrali per questo tipo di ausili ovvero leggerezza e comodità d’uso
L’ing. Serpelloni, per il gruppo di ricerca, si dice soddisfatto dei risultati, raccolti anche grazie alla collaborazione con l’ospedale Villa Beretta di Como: “i dati preliminari ottenuti evidenziano la capacità della proposta tecnologica sviluppata di supportare fisioterapisti e pazienti nel monitoraggio di come vengono utilizzati gli ausili alla deambulazione e la semplicità costruttiva del sistema consente il raggiungimento degli obiettivi di semplicità, facilità di utilizzo e di non invasività, permettendo l’utilizzo sia in ambiente ospedaliero che domestico”.
Il Prorettore Vicario prof. Daniele Marioli ricorda come tale ricerca sia aderente al nuovo progetto strategico dell’Università degli Studi di Brescia: “Health&Wealth è la nostra nuova mission, che ha come obiettivo il benessere della persona e si declina, grazie al lavoro in team tra i Dipartimenti presenti nel nostro Ateneo, anche in quei prodotti della ricerca del settore biomedicale che possono far ritrovare al paziente una qualità della vita soddisfacente. E’ un obiettivo che riguarda tutti noi, come accademia e come cittadini e verso il quale cerchiamo di convogliare tutti i nostri sforzi”. (foto: stampelle wireless)

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Dimension Data ottiene la certificazione Top Employers a livello globale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2015

dimension data )

Dimension Data, fornitore di servizi e soluzioni IT con un fatturato di 6,7 miliardi di dollari, ha oggi annunciato di aver ricevuto la certificazione che la classifica tra i primi cinque datori di lavoro al mondo per le eccezionali condizioni lavorative offerte, sulla base di una ricerca annuale indipendente a cura di Top Employers Institute. I severi criteri utilizzati per la valutazione delle aziende prese in esame comprendono gestione dei talenti, leadership, formazione e sviluppo e iniziative per attirare, conservare e stimolare le capacità dei dipendenti.”La nostra approfondita analisi ha decretato che Dimension Data Global può entrare a far parte di un gruppo selezionato di aziende che promuovono le più eccellenti condizioni di lavoro a livello mondiale e che si prendono cura in modo esemplare dei propri collaboratori in tutto il mondo. A seguito della certificazione Top Employers Europe 2015, Dimension Data può considerarsi a pieno titolo una tra le migliori aziende al mondo per quanto riguarda le risorse umane”, ha dichiarato Judith Oude Sogtoen, responsabile della sezione International Business Development del Top Employers Institute. Brett Dawson, CEO del Gruppo Dimension Data, ha dichiarato: “Siamo molto orgogliosi di aver ricevuto questo riconoscimento e di esserci posizionati tra le prime cinque aziende al mondo per il nostro approccio HR. L’obiettivo di Dimension Data è fare la differenza: innanzitutto per i clienti e i nostri preziosi collaboratori estremamente competenti, ma anche per i nostri azionisti e le società del gruppo. Questo titolo conferma la validità della nostra filosofia di investimento nello sviluppo del personale, che oggi conta 26.000 dipendenti, un obiettivo su cui continueremo a concentrarci per favorire la crescita personale e professionale delle nostre persone”. Marilyn Chaplin, Group Executive di Dimension Data per le Risorse Umane, ha aggiunto: “All’interno di un panorama IT sempre più competitivo, Dimension Data può vantare una chiara strategia per attirare, motivare, sviluppare e trattenere competenze in tutte le aree dell’azienda. Il nostro innovativo programma contribuisce a reclutare e a trattenere i giovani talenti, mentre il nostro Leadership Forum globale offre un approccio multilivello a sostegno dello sviluppo continuo dei nostri manager”.”Gli investimenti realizzati nei confronti dei nostri dipendenti hanno permesso di valorizzare il loro talento e di offrire loro un continuo aggiornamento tecnologico. Ogni collaboratore può accedere a una piattaforma di formazione di alto livello basata sul cloud che permette di usufruire delle opportunità formative più aggiornate. Credo che la cultura vincente che abbiamo creato rappresenti uno dei patrimoni più importanti dell’azienda e che contribuisca concretamente a fare di Dimension Data un luogo di lavoro eccellente”. A febbraio, Dimension Data Europe aveva ottenuto la certificazione Top Employers 2015 Europe in sette paesi europei tra cui Italia, Belgio, Francia,Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Regno Unito grazie al proprio impegno nello sviluppo del proprio personale che oggi conta 4.500 dipendenti.
Fondata nel 1983, Dimension Data è un fornitore di servizi e soluzioni ICT e, grazie alle proprie competenze tecnologiche, alla capacità di operare su scala globale ed al proprio orientamento all’innovazione, aiuta ad accelerare le ambizioni di business dei propri clienti. (foto:

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“Obesità grave”: Un costo sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2015

obesoUn milione e 300 mila persone, il 3% della popolazione, che vive una condizione di estremo disagio: patologie multiple, necessità di cure di ogni tipo, disabilità progressiva sino all’invalidità. Eppure solo lo 0,8 della popolazione che ne avrebbe bisogno accede alla terapia più efficace attualmente disponibile, la chirurgia bariatrica.“Una situazione che deve prevedere scelte organizzative ed economiche più lungimiranti” allerta il Prof Nicola Di Lorenzo, Presidente SICOB “si tratta di soggetti che hanno un costo elevato nel primo anno di trattamento ma che a medio termine costituiscono un risparmio per il sistema. Pensiamo al fatto che ogni anno muoiono solo in Italia 52mila persone per patologie correlate all’obesità. E al momento le terapie farmacologiche hanno dimostrato di essere inefficaci così come gli approcci riabilitativi. Di fronte ad un soggetto che ha un peso di oltre 40, 50, 80 chili superiore al proprio, bisogna valutare l’approccio chirurgico”.“Il sistema italiano è orientato a privilegiare le patologie di emergenza: infarti, ictus e cancro, ed è meno sensibile rispetto ai problemi cronici che portano i costi al collasso nel corso degli anni. Auspichiamo che a questi interventi sia attribuita una nuova considerazione: il futuro deve prevedere una accurata selezione dei pazienti, chirurghi specializzati, staff multidisciplinari per seguire il paziente nel periodo post-operatorio e nel percorso di riabilitazione ma soprattutto una informazione corretta che informi su tutti i trattamenti disponibili, le percentuali di successo delle varie opzioni e i rischi, ormai bassissimi” spiega Di Lorenzo. L’idea è che siano organizzate delle “Obesity Unit”: dei circa 83 centri per l’obesità presenti nel Paese solo 46 eseguono più di 100 casi/anno e la maggior parte sono localizzati al Nord mentre paradossalmente i pazienti sono più spesso nelle Regioni del Sud (*). “Questa anomalia” continua il Presidente della SICOB“ porta ad un elevato flusso interregionale di pazienti e ad una discriminazione di quelli che ne avrebbero bisogno ma che non trovano risposte sul territorio. Come SICOB riteniamo che nei prossimi tre anni il numero di interventi debba almeno triplicare e che i centri di alta specialità per la chirurgia bariatrica raddoppino con strutture organizzate in “Obesity Unit” sul modello delle Breast Unit per il trattamento dei tumori alla mammella. La delibera di budget dedicati porterebbe ad un investimento di 150milioni di euro per il DRG 288 della bariatrica, ma con un risparmio di costi che arriverà a 2 miliardi di euro l’anno rispetto ai 650 milioni di oggi”.L’obesità assorbe oltre 8 miliardi di euro l’anno, circa il 7% della spesa sanitaria globale, basti pensare che un paziente obeso costa 1700 euro in più di un normopeso e se è diabetico il costo aumenta di 2700 euro l’anno. Nel corso della sua vita un cittadino obeso costa 100mila euro in più di un soggetto con peso normale. Il costo del DRG per l’intervento di chirurgia bariatrica è ammortizzato nei primi 3 anni a fronte di una vita residua del paziente di 30-50 anni con un carico di patologie e invalidità nettamente inferiore. A questo va aggiunto il risparmio in termini di patologie correlate, visite mediche, ricoveri, farmaci, perdita di giorni di lavoro, impegno dei caregivers e disabilità progressiva.In un importante studio pubblicato nel 2011 su Obesity è stato valutato l’impatto economico determinato dagli interventi di chirurgia bariatrica in pazienti con un BMI superiore a 35. Lo studio ha identificato 808 pazienti che si erano sottoposti ad un intervento di chirurgia dell’obesità e un gruppo di controllo, con un follow up a 6 e 36 mesi. L’investimento in chirurgia è stato calcolato come la somma di tutte le spese incrementali nel mese antecedente alla chirurgia, durante e nei due mesi successivi. Il risparmio inizia a maturare già dal terzo mese e la spesa totale della chirurgia viene ripagato completamente in media dopo 30 mesi per tutti i tipi di chirurgia e dopo solo 26 mesi nel caso delle tecniche laparoscopiche.“Secondo un recente Quaderno del Ministero della Salute sull’Obesità in Italia essa riguarda circa il 10% della popolazione, con una maggiore prevalenza nel Sud; ma in tutti i Paesi sviluppati la crescita dei casi è rapidissima” osserva il Professor Federico Spandonaro, Presidente CREA (Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) “l’OMS stima che siano triplicati negli ultimi 20 anni, con punte di prevalenza del 30% nella popolazione adulta e con costi (comprensivi del sovrappeso) che in alcuni Paesi arrivano a rappresentare il 9% dei costi sanitari (come in USA). Anche assumendo i valori inferiori del range di costo per l’Italia potrebbe voler dire 2-3 miliardi di euro annui, una cifra paragonabile a tagli al fondo sanitario effettuati quest’anno, senza poi considerare i costi indiretti quali le pensioni anticipate e gli impatti negativi sull’occupazione. Ma il vero problema è che, come recentemente affermato in editoriali su riviste prestigiose, la continua crescita dei casi sta a dimostrare il fallimento delle politiche di prevenzione: per la politica sanitaria (e in generale per quella economica) diventa quindi ineludibile darsi una spiegazione di tali fallimenti, impostando nuove e efficaci strategie di azione, che dovranno essere capaci di integrare prevenzione, terapie farmacologiche e chirurgia bariatrica a seconda della loro costo-efficacia nei diversi stadi dell’obesità”.Aggiunge Marino Nonis, esperto di DRG (Presidente CIDIS – Centro Italiano di Documentazione Informazione e Codifica in Sanità e Direttore Sanitario dell’Ospedale Cristo Re di Roma): “Per ciò che riguarda la chirurgia bariatrica, al momento (dal 2009) la classificazione dei ricoveri in uso nel SSN, prevede un unico DRG, il 288, Interventi per Obesità (5.681 € nel DM 18.10.2012) e ricomprende una ventina di interventi, tra complessi e meno complessi, specifici e meno specifici. Troppo poco per definire, anche dal punto di vista della remunerazione, PDTA ovvero percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali lunghi e complessi di pazienti spesso fragili che si debbono sottoporre ad un impegnativo iter terapeutico e di sostegno, chirurgico e non chirurgico, ospedaliero ed extra-ospedaliero, di acuzie e riabilitazione”.

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