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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Cristo: biografia di un laico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2015

cristo1La lettura dei Vangeli può essere motivata dalla Fede oppure dalla Ragione, ottenendone una interpretazione confessionale oppure laica; il momento alto di ciascuna di queste interpretazioni sta nella valutazione in ciò che divergono e in ciò che coincidono.
Analogo argomento può essere utilizzato per la lettura del Corano, dove la presenza di Gesù è molto più significativa di quanto si voglia far emergere nella cultura occidentale.
C’è una specie di ansiosa prudenza nell’accostarsi al Corano da parte del mondo cattolico e cristiano, come se fosse un esercizio blasfemo, contraddittorio agli insegnamenti della Chiesa, che, in verità, ha ben poco da insegnare avendo privilegiato, o messo sul medesimo piano, l’esercizio del potere temporale in quanto Stato Città del Vaticano con la testimonianza di una Fede che vuole tutti uguali innanzi a Dio: credenti e non credenti, cristiani e fedeli di altre religioni e confessioni.
Il cattolico è farcito di dottrina fin dalla prima infanzia, iniziando con un catechismo per il quale periodicamente si sente l’esigenza di aggiornamento, quindi non parole eterne di Dio, ma parole mutabili degli uomini.
Nel cattolico l’immagine di Cristo sfuma nella Fede e nella fede si fortifica, perché la dimensione dell’uomo Gesù si confonde e si assimila alla dimensione divina, per cui si accoglie con Fede tutto ciò che l’intelletto non arriva a comprendere. Ma resta immutato e immutabile l’insegnamento che scaturisce da quella biografia, con valori che non hanno avuto bisogno di aggiornamenti o adeguamento alle mutate condizioni sociali dopo 2.000 anni di una sola verità.
Per riassumere il concetto, il cattolico crede per Fede ma non con intelligenza. La religione musulmana, che tra le religioni monoteiste è quella più vicina al cristianesimo, nel suo testo sacro, il Corano, manifesta una grandissima devozione per Gesù e per il suo insegnamento, ma il musulmano deve capire, non accetta altre verità se non quelle contenute nel testo sacro; capire vuol dire “intelligere”, cioè far partecipe l’intelligenza nell’itinerario dell’apprendimento.
Nel Corano si esalta la figura di Maria, nata senza peccato, la sua particolare condizione la resero la sola donna in grado di essere visitata dallo Spirito di Dio ( arsalna ilaiha ruHana ) per poter ricevere e ospitare in sé il Verbo di Dio (kalimatin min Allah ) e poterlo offrire al mondo intero, pur nella consapevolezza del dolore/amore, diventando, così, essa stessa Ar-Rahman , amore infinito che non attende di essere corrisposto, itinerario che Dio desidera per tutti gli uomini. E Dio propone ad esempio, per coloro che credono, Maria, che si conservò vergine,.. sì che Noi insufflammo in Lei il Nostro Spirito; Maria che credette alla parole del suo Signore e dei Suoi Libri e fu una donna devota” (Corano LXVI, 11-12)La figura di Gesù è esaltata come (,Khalifat Hallah), rappresentante di Dio in terra, ( rahamatn minna ) amore di Dio , figlio della Rivelazione, infatti così l’Angelo si rivolge a Maria:
“ O Maria, Dio ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nome è il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’altro, uno dei più vicini. Dalla culla parlerà alle genti e nella sua età adulta sarà tra gli uomini devoti”.Anche qui possiamo riassumente il concetto con una esemplificazione e cioè che l’Islam venera Gesù con intelligenza, ma non con Fede, ed è questa la ragione per la quale, pur ammettendo la verginità di Maria e l’intervento divino per il concepimento di Gesù, non va oltre il riconoscimento di “Messia”, respingendo la Trinità perché non accettabile razionalmente, anzi a rischio di politeismo, mentre il cattolicesimo cristiano sccetta per Fede ciò che la ragione non riesce a spiegare.Rimane il pilastro portante dell’insegnamento, che viene esaltato nelle Beatitudini del discorso della montagna, che non è cristiano, né musulmano, né di nessun’altra religione, è universale, spirituale e laico nel medesimo tempo, in quanto viene descritta un’etica non suscettibile ad alterazioni, interpretazioni, dottrinologie, epistemologie, perché contiene una verità universale, perfettamente identificabile come laico-confessionale. (Rosario Amico Roxas)

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