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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Archive for 14 marzo 2015

Presentato padiglione Ungheria a expo-2015

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

padiglione ungheriaÈ stato presentato presso l’Expo Gate al Castello Sforzesco di Milano, il Padiglione Ungheria per Expo Milano 2015 in occasione dell’Expo Participants Weekend dedicato all’Ungheria che si svolgerà nel corso del fine settimana, in concomitanza con la Festa Nazionale ungherese per la commemorazione del 15 marzo 1848.
All’evento hanno partecipato Géza Szőcs, Commissario Generale per l’Expo per il Governo Ungherese, Stefano Acbano, Participants Program Manager della società Expo 2015, Edit Szekely, Direttrice del programma ungherese per Expo 2015 e rappresentante del Ministero delle Risorse Umane ungherese, Zsofia Kesztyus, in rappresentanza del General Contractor Carpathia Srl. A moderare l’evento la famosa attrice ungherese, Andrea Osvart, testimonial dell’Expo 2015 per l’Ungheria.
Partendo dal Tema della partecipazione dell’Ungheria all’Esposizione Universale “Dalla fonte più pura”, con questo Padiglione, il Paese valorizzerà l’importanza della salubrità del cibo, di uno stile di vita sano e della necessità di garantire la sicurezza alimentare e la biodiversità per le generazioni future.Il Padiglione Ungheria, durante Expo Milano 2015, offrirà un insieme completo ed emozionante di valori che definiscono l’identità ungherese, organizzando mostre ed eventi con vari focus, come le tradizioni alimentari del Paese, le relazioni storiche italo-ungheresi e altri temi di cultura contemporanea.Géza Szőcs, Commissario Generale per l’Expo per il Governo Ungherese, ha commentato “Il nostro Padiglione mette a disposizione un ricco materiale per la lotta contro due grame questioni del mondo odierno, ovvero la mancanza di acqua potabile e il diritto a una sana nutrizione. Il Padiglione Ungheria desidera divulgare l’immagine affascinante del nostro Paese, e far conoscere la sua ricchezza idrica e le sue fonti termali”.“Il Padiglione ungherese incarna pienamente gli ideali e valori che guidano l’Esposizione Universale – ha detto Stefano Acbano, Participants Program Manager della società Expo 2015 – vale a dire l’applicazione di know how e innovazioni tecnologiche in grado di garantire alimenti sani, sostenibili e sicuri per tutti. In particolare, dell’Ungheria potremo apprezzare la tradizione musicale, di altissima qualità e presentata con strumenti e tecnologie all’avanguardia, la gastronomia e la cultura. Expo Milano 2015 sarà un’occasione unica che per sei mesi, dal 1° maggio al 31 ottobre, vedrà impegnati tutti i Paesi partecipanti all’evento, le istituzioni e la società civile al fine di individuare una piattaforma condivisa per trovare soluzioni concrete per combattere la fame nel mondo e lo spreco di cibo”.Il Padiglione, ideato dal Direttore artistico Sándor Sárkány, combina elementi antichi e naturali che confluiscono in questa inusuale ed emozionante struttura che si sviluppa su tre piani e si estende su un lotto di 1.910 metri quadri.
Le forme e i materiali rappresentano le linee principali dell’architettura ungherese (granaio, silos rurali, stalle) secondo i principi dell’architettura organica, sviluppatasi a metà del Novecento e basata sulle tradizioni locali, sulla comprensione delle leggi della natura, sull’esaltazione del rapporto tra l’uomo e l’universo. La maggior parte del materiale utilizzato per la costruzione è rinnovabile (legno, legno lamellare, cellulosa) permettendo così di valorizzare ulteriormente il contenuto ecologico ed energetico integrato, il risparmio energetico e l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico. L’intero edificio inoltre sarà smontabile, ricostruibile e riutilizzabile.
La zona centrale del Padiglione è ispirata all’Arca di Noè, simbolo di salvezza degli esseri viventi, mentre le due estremità laterali richiamano i tamburi sciamanici, che riportano a radici antiche evidenziando il rapporto mistico con la natura e che sono solcati dall’antico simbolo dell’albero della vita nel quel scorre l’acqua dolce naturale ungherese dalle celebri proprietà termali.
L’ultimo piano della costruzione ospiterà un giardino a cielo aperto così come nell’area verde esterna alpadiglione ungheria1 Padiglione saranno coltivati 33 tipologie di frutta, verdura ed erbe mediche.Le coperture centrali che abbracciano il giardino sul tetto ricordano un enorme scheletro e rappresentare una tensione verso la luce del sole, che allungandosi si trasformano in petali e foglie che circondano e proteggono il cuore del giardino.
I visitatori del Padiglione ungherese entreranno in contatto con le fonti termali e le acque curative locali, con le coltivazioni naturali e il regno dell’uva e del vino. Nei sei mesi dell’evento avranno la possibilità di degustare il miele ungherese, il tipico liquore alla frutta (pálinka), il rinomato fegato d’oca e l’autentica gastronomia ungherese.
All’interno del Padiglione sarà inoltre presentato il meglio di cento anni di storia dell’arte della fotografia e delle vignette ungheresi, oltre a una selezione di innovazioni di scienziati ungheresi di fama mondiale. L’acqua, come nelle terre ungheresi, crea giochi di luce e di forma all’interno del padiglione, diventando parte integrante di un percorso didattico e sensoriale pensato per presentare le sue preziose proprietà. Si tratta infatti di acque termali, minerali e naturali dalle rinomate proprietà medicinali tipiche di questi territori e famose in tutto il mondo.Uno dei punti focali dell’esposizione è il pianoforte da concerto ridisegnato dal pianista di fama mondiale Gergely Bogányi e dalla sua squadra, e considerato una vera e propria innovazione nella storia dei pianoforti. A tal proposito saranno riproposti da una serie di acclamati artisti una serie di rinomati brani dei compositori Béla Bartók e Zoltán Kodály.

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La Turchia e Obama

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

obamanobel1_int“Obama si sveglia con ritardo e si accorge dell’emergenza in Turchia. Sono palesi le responsabilità del Governo americano che è stato completamente assente da quegli scenari e non ha saputo prendere le decisioni opportune al momento opportuno. E’ stato, infatti, lo stesso Obama ad ammettere recentemente di non avere alcuna strategia per la Siria”. A dirlo è Paolo Alli, Capogruppo del Nuovo Centrodestra in Commissione Affari Esteri alla Camera e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato.
“In questo senso – continua Alli – il giudizio espresso dal New York Times sulla Turchia in relazione all’impegno ambivalente profuso nel contrasto all’Isis è ingiusto. Pur avendo sempre mantenuto un atteggiamento ondivago rispetto all’Occidente, a Erdogan va riconosciuto di essersi fatto carico di ospitare a proprie spese 2 milioni di rifugiati provenienti dalla Siria e dall’Iraq di cui circa 300mila cristiani iracheni in fuga dalla furia dell’ISIS, con costi superiori ai 5 miliardi di dollari”.
E conclude: “inoltre, è cambiata la strategia nei confronti dei curdi che oggi sono rappresentati in parlamento ed è stato predisposto un futuro trattato per la fine della fase conflittuale che riconoscerà alla comunità curda i necessari margini di autonomi. Pertanto non è chiaro quali siano le altre priorità della Turchia rispetto alla Nato di cui parla il New Yor Times. Se Gli Usa hanno prove più schiaccianti le facciano conoscere alla comunità internazionale”.

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World Bank Vice President Laura Tuck discusses medium-term development priorities in Kosovo

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

World_BankPRISHTINA. World Bank Vice President for Europe and Central Asia Laura Tuck visited Kosovo during March 12-13, 2015, to see first-hand Kosovo’s growth opportunities and development challenges and to open consultations with relevant stakeholders on the new Partnership Framework for Kosovo for 2016-20.During her visit, Tuck met with the Prime Minister of the Republic of Kosovo, Isa Mustafa, and senior government officials, with Assembly Speaker, Kadri Veseli, and the heads of all parliamentary groups, as well as with representatives of other development donor organizations.“Creating jobs and lifting people out of poverty are a priority in Kosovo. The World Bank Group will continue to support Kosovo’s reforms aimed at making this happen and bringing the country closer to European living standards,” said Laura Tuck, World Bank Vice President for Europe and Central Asia. “Improvements in education and in the business environment – critical to Kosovo’s efforts to boost economic growth and productivity, and to reduce its high unemployment – are some of the areas to be supported by the World Bank Group in the coming years.”Tuck also visited the outdated and polluting Kosovo A power plant near the capital Prishtina and met with officials working in the country’s energy sector, which remains the key obstacle to meeting Kosovo’s socioeconomic development objectives. The lack of energy security has large costs to business and prevents Kosovo from being able to attract high-quality direct investments to Kosovo on the scale and scope necessary to increase productivity in key sectors of the economy and to create new jobs.“Reliable and affordable energy is central to growth and poverty reduction, and the World Bank will continue to support Kosovo in developing a more efficient, modern, cleaner electricity system, with the aim of addressing Kosovo’s energy crisis in a comprehensive way,” said Tuck. “This involves seeking to balance energy security and energy affordability, while mitigating the adverse environmental, health, and social impacts on citizens.”The World Bank and the Government of Kosovo have recently signed a financing agreement for a US$31 million Kosovo Energy Efficiency and Renewable Energy Project, which aims at reducing energy consumption and fossil fuel use in public buildings and demonstrating the economic viability of corresponding investments.It has also invested some US$14.7 million in environmental cleanup of the power plant area. Approximately 6,000 tons – over 300 truckloads – of high organic content materials (tars, benzene, phenols, methanol, and oily compounds) have been removed out of country and treated in licensed facilities and 15,000 tons of low level organic content materials have been treated locally. A wet ash handling system has been installed replacing the air polluting open handling system of ash. Over 85 percent of the ash dump with a surface of 243 hectares, created by over 50 years of operation of the coal-fired power plant, has been rehabilitated and 70 percent of the total overburden area, created from past mining operations, has been reclaimed. More than 150,000 plants have been planted in these re-cultivated overburden dumps. In addition, regular environmental monitoring of air, in the area of the power plants, has been established.The World Bank’s current program in Kosovo is anchored in its four-year Partnership Strategy 2012–15, which, in support of Kosovo’s EU integration objective, helps the country to (i) accelerate broad-based economic growth and employment generation; and (ii) improve environmental management.Today, there are seven active lending operations with commitments totaling US$129 million. These operations provide support in a wide array of sectors, including energy, education, public sector reform, cadastre, agriculture, social inclusion, and financial sector strengthening.
Since 1999, the World Bank has provided and/or managed roughly US$400 million to Kosovo through more than 30 operations.

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The Smile of the Child

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

The Smile of the ChildOn the occasion of 6th March, National Anti-bullying Day in Greece,“The Smile of the Child”, coordinator of the European Anti-bullying Network run a national Anti-bullying Week from 2 to 9 March and raised awareness on bullying among children, young people, parents, teachers and the general public.The main goals of the Anti-bullying Week Campaign were not only to inform on the serious phenomenon, but also to provide solutions in view of stepping up the level of prevention and addressing the problem.During the Anti-bullying Week “The Smile of the Child” organised a press conference in cooperation with the Municipality of Piraeus and presented its national and European actions and initiatives against bullying. At the same time, “Odysseas” the 1st Mobile Unit of Information, Education and Technology was stationed in the Municipal Theater of Piraeus from 5 to 12 March 2015 and provided interventions and awareness raising activities targeted to students, parents, teachers and the public.“We are welcoming The Smile of the Child and Odysseas in our city and we are aware that the Municipality has a duty to raise awareness among our co-citizens as well as to inform them on the fact that there are people and structures where they can turn to for assistance and counseling in case their child or their student is being bullied” the Mayor of Piraeus, Ioannis Moralis said.The President of the BoD of “The Smile of the Child” and the “European Anti-bullying Network” Costas Yannopoulos thanked the Mayor for the support and expressed his willingness for a continuous and fruitful cooperation with the Municipality on the protection, health and welfare of children.“The Smile of the Child” is implementing for one more year raising-awareness activities among children and adults on the phenomenon. Our goal is not only to inform, but also to propose solutions. There is an enormous effort on a national scale and in cooperation with school communities so as all teachers have the maximum awareness on the prevention, identification and tackling of the problem. In 2014 the National Helpline for Children SOS 1056 received 351 calls on bullying, while 246 interactive preventive interventions were implemented targeted to students, 23 training sessions for teachers and 106 awareness sessions for both parents and teachers” highlighted Costas Yannopoulos.“The Smile of the Child” supports and provides children on a daily basis and nationwide with the appropriate tools in an effort to approach them with their own communication means namely, via social media, technology and volunteering actions. (Photo: The smile of the child)

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Food allergy: a burden carried by more than 17 million Europeans

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

zurichZurich With more than 17 million of Europeans suffering from allergies1, food allergy is one of the most common allergic diseases. As the prevalence of food allergy is greater among children than adults2, food allergy has been recognised as a major paediatric health problem in western countries. The number of hospital admissions for severe allergic reaction3 in children has increased 7-fold in the past 10 years in Europe4. No cure has been found yet and the disease is so unpredictable that it often causes anxiety in patients and caregivers, leading to social exclusion because of the fear of eating dangerous foods by mistake. Only clear information on ingredients and disease management can help food allergy patients”, says Breda Flood, EFA President. Food allergy is a major public health problem: governments and the general public are expected to face increasing direct and indirect costs, due to its major effects on lifestyle and quality of life4,5.The Beware of Allergy campaign highlights the increasing incidence and burden of food allergy and of severe allergic reactions such as anaphylaxis and calls on patients, healthcare professionals and pharmacists to familiarise themselves how to recognise early and manage these diseases.“By focusing on education for food allergy prevention, early diagnosis and correct management, EAACI hopes to help patients and their families to better control their food allergy and improve their quality of life and to increase the resources allocated by the society to manage the allergy epidemic”, says Antonella Muraro, EAACI Secretary General and President Elect. Prof. Muraro has also coordinated the publication of the Food Allergy and Anaphylaxis Guidelines, to translate best science into best practice.Prompt recognition and management of severe allergic reactions are of utmost importance as such reactions can be fatal. Caregivers, teachers and parents should be provided with information on how to manage severe allergic reactions, including adrenaline auto-injectors and instructions on how and when to use it6. It is crucial to better inform schools and restaurants staff so they can help patients avoid accidental exposure and make appropriate food choice

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Post-War and Contemporary Art Evening sale

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

Rothko BurdaNew York – 13 May 2015- Christie’s is delighted to have been entrusted for the sale of a dazzling master work by Mark Rothko, No. 36 (Black Stripe), 1958, from the collection of the Museum Frieder Burda in Baden-Baden – one of Europe’s most important and prestigious private museums for Classical Modernism and Contemporary art based in Germany. With Rothko’s signature concordance of three shimmering rectangles of directly contrasting color asserting themselves against a luminescent red ground, No. 36 (Black Stripe) is a classic example of Rothko’s mature style of painting and embodies perfectly renowned collector Frieder Burda’s vision and taste for emotional and expressive masterpieces of 20th and 21st Century art. Painted in 1958 when Rothko was engaged with the creation of the series of famous murals for the Four Seasons Restaurant in the Seagram building in Manhattan (now known as the famous The Rothko Room at the Tate Modern in London) – No. 36 (Black Stripe) exemplifies this extraordinary moment in the artist’s life and career. Acquired by Frieder Burda over thirty years ago, No. 36 (Black Stripe) has never appeared at auction and has been featured prominently in every major museum exhibitions devoted to the artist, including the Tate Gallery in London, the National Museum of Modern Art in Tokyo, The National Gallery of Victoria in Melbourne, the Art Gallery of New South Wales in Sidney and was part of the seminal artist’s retrospective at the Fondation Beyeler, in 2001. Estimated $30-50 million, the work will be on view in Hong Kong and London before being offered at auction in New York on May 13th. Proceeds from the sale will allow Frieda Burda’s non-profit foundation to further strengthen its asset base and thus to ensure the operation of the Museum Frieder Burda, which is exclusively funded by the foundation, for generations to come as well as to expand the work of the museum.Frieder Burda declared, “The decision to part with a work from my collection has been very carefully considered and hasn’t been easy for someone like myself who has a very personal relationship with all works of the collection. No. 36 (Black Stripe) by Mark Rothko is an exceptional work, a solitaire within the collection from which it is hard to separate, however through its unique position within the collection as a whole it lent itself as the best option to implement our long-term plan to part from a work and further refine the collection. It is now strategically the right time and will also allow us to expand our ambitious plans and ideas for the future.”
“Painted in 1958, this vibrant, powerful and deeply emotive painting was created during Mark Rothko’s most influential and acclaimed period. Here the artist has arrived at a new structural language of color that was to define his most famous body of works, The Seagram Murals, painted at the same time and which today constitute the celebrated Rothko Room at the Tate Modern, London. No. 36 (Black Stripe) is the quintessential Rothko – orange, black and red – passion and blood. This is the first time that the painting has been on the market for thirty years and we are sure to see a bidding war at the auction in May for this extremely rare and universally enticing work, especially with such a prestigious provenance and exhibition history,” stated Brett Gorvy, Chairman and International Head of Post-War & Contemporary Art.”We feel honored to be have been entrusted with the sale of Mark Rothko’s No. 36, Black Stripe on behalf of the Frieder Burda Museum. Ever since its opening in 2004 the privately funded museum built by Richard Meier has attracted hundreds of thousands of visitors and stands out as one of the most beautiful and successfully designed museum buildings in Europe. It pays tribute to the unerring taste, passion, long term commitment and generosity of one of the great 20th Century art collectors of our time”, added Andreas Rumbler, Chairman Christie’s Switzerland. (Photo: )

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Minori: Pre-autistic Behaviour Scale rileva segni autismo 0-4 anni

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

Roma 21 e 22 marzo, nell’Aula magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena, in via Puglie 4a dalle 9 alle 18 due giorni sull’autismo promossa a Roma dall’regina elena. L’evento, intitolato ‘Pre-autistic behaviour scale: osservazione e valutazione degli interventi precoci’, darà la possibilità alla psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico per l’infanzia e l’età adulta di delineare ai partecipanti quali sono i segni precoci dell’autismo, il funzionamento della scala e il suo utilizzo, “al fine di rilevare i primi segnali del comportamento autistico- precisa Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO- e valutare i progressi nel trattamento. L’intervento si concluderà con l’analisi delle tabelle di sintesi e dei grafici utilizzati nella Scala per mostrare i progressi nel trattamento”.

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L’Expo delle multinazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

agricolturaAppare sempre più evidente che lo scontro è tra chi lavora la terra, la cura, e, attraverso il cibo prodotto, ne sente i profumi e i sapori per offrire al consumatore la qualità, quella che ha un’origine strettamente legata al territorio, e tra chi questa terra, quando non la divora per dare spazio al cemento e a miniere e cave, la sfrutta con un’agricoltura intensiva che la inquina e, nel tempo, la distrugge solo per produrre quantità. Lo scontro è, quindi, tra un’agricoltura contadina e quella industriale.
La prima, l’agricoltura contadina, è quella che, mentre mette a disposizione dell’uomo un cibo di qualità, si preoccupa anche della salute dell’ambiente, cura il paesaggio, alimenta la biodiversità e la stessa cultura che il cibo con i suoi differenti prodotti esprime. La seconda, quella industriale, invece, sotto l’azione di forti e crescenti concimazioni, pesticidi, semi OGM – essenziali per ottenere la quantità – produce tutto a spese dell’ambiente, del paesaggio, della biodiversità, e, anche, del gusto, avendo la necessità di uniformare, livellare, appiattire. Parlo di agricoltura ma lo stesso discorso vale per la zootecnia e la selvicoltura.
Una quantità di cibo che, a oggi, non ha portato a dare quella sicurezza alimentare di cui ha bisogno l’umanità, ma ad affamare ancor più il mondo e a metterlo in crisi. Tutta colpa della bulimia di denaro che affligge i padroni delle multinazionali, e non solo, anche della loro natura incline all’esagerazione che, poi, si traduce in spreco di cibo. Il cibo benedetto, che è la prima, vera, fondamentale energia pulita di cui l’umanità non può fare assolutamente a meno. Infatti, non è un caso che sono un miliardo le persone che muoiono di fame e molto di più quelle che convivono con la fame in uno stato di crescente povertà, e, tutto questo, mentre più di un terzo del cibo prodotto sono buttato. Una massa enorme di energia che è sprecata per ingrassare i quindici padroni della finanza mondiale; quella decina di multinazionali che operano nell’agroalimentare e, altre, in particolare quelle della chimica, dei medicinali, del petrolio e dei semi, soprattutto Ogm. Un lusso che il pianeta, l’umanità tutta, non può più permettersi se non vuole arrivare a situazioni disastrose e punti di non ritorno, in considerazione dei sette miliardi e più di persone che ora abitano il pianeta (più del doppio dei 3 miliardi censiti 50anni fa) e dei 9 miliardi di abitanti previsti per il 2050, cioè se non domani, dopodomani
L’Expo “2015″, la grande esposizione mondiale che fra meno di due mesi (10 maggio) si apre a Milano, nata con il proposito di “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, un’immagine e un messaggio di grande forza, soprattutto di grande attualità, è diventata e sarà la grande vetrina delle multinazionali. Tant’è che lo slogan “Nutrire il pianeta” c’è già chi l’ha trasformato in “Nutrire le multinazionali”.
Una grande occasione, per questi padroni affamati di territorio, di affermare ancor più il loro strapotere, che è tanta parte di quella crisi sistemica di cui soffre il mondo e dei rischi riguardanti la difesa stessa del pianeta, nel momento in cui andrà avanti il processo da loro avviato di furto crescente di suolo e della natura che esso esprime, in particolare la biodiversità, che è vita.
Continueranno ad affamare il pianeta, e, quindi, ad aggravare il problema della sicurezza alimentare, non a risolverlo, e, opereranno per abbassare ancoro di più i livelli della qualità del cibo fino a uniformare i profumi, i sapori, e, con essi, il gusto. Per loro la diversità non ha senso, non è un patrimonio di storia, cultura, tradizioni, ma una perdita di tempo, l’unico spreco che non ammettono.
Ecco che l’Italia e con essa, non a caso, la Spagna e la Grecia, cioè i paesi più rappresentativi dello stile di vita mediterraneo, già colpite duramente a causa di uno sviluppo che ha mostrato tutto il suo fallimento, stanno operando, per assecondare le volontà delle multinazionali. Soprattutto l’Italia con l’attuale governo se penso alle risposte date a quelle del petrolio, con “Sblocca Italia”; l’applauso al “TTiP”, il trattato America del Nord- Europa, che più di altre azioni spiega la loro volontà di comandare il mondo appropriandosi delle sovranità nazionali; lo strappo alla Carta costituzionale e alla partecipazione dei cittadini alle scelte, negata dalla nuova proposta di legge elettorale. Una situazione pesante, pericolosa per la stessa democrazia, che, al di là degli annunci, si va aggravando ogni giorno sempre più. Un Expo messo in mano alle multinazionali, alla fine, non può e non deve meravigliare perché perfettamente in linea con le scelte in atto, tutte all’insegna del neoliberismo, che ha mostrato di non avere alcun rispetto per quel bene comune che è il territorio. Uno strapotere, quello delle multinazionali, e, in questo senso, un grande rischio proprio per il territorio, il bene più prezioso che il Paese ha. Il territorio, perché fonte di conoscenza, progettazione e programmazione, è uno straordinario e fondamentale contenitore di risorse e di valori legati alla storia, alla cultura, all’arte, alla ruralità ed alla sua agricoltura, alle tradizioni. Le tante stupende tradizioni che le nostre ottomila e più comunità hanno saputo tessere nel corso di secoli e mettere a disposizione del mondo, in particolare quelle che fanno riferimento al cibo, alla cucina, alla tavola. In questo senso l’Expo 2015 può risultare una grande occasione persa per affermare, con la difesa, tutela e valorizzazione del territorio, la Sovranità alimentare; dare a chi produce il cibo la gestione delle sue risorse e dei suoi valori; stimolare il ruolo che spetta al glocale, con tutti i suoi aspetti di vita, organizzativi e culturali, per non subire e rimanere vittima del Globale.
Non era, poi, così difficile per questa esposizione internazionale, che vede l’Italia protagonista, organizzare e assicurare la sicurezza alimentare; diffondere la cultura del cibo espressione di territori e di saperi, il valore e il grande significato della sua qualità e bontà, con il tempo protagonista insieme con la stagionalità, la freschezza e la creatività protagoniste. (Pasquale Di Lena)

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Apparecchi di illuminazione: prescrizioni generali e prove

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

apparecchi illuminazioneÈ stata pubblicata la nuova edizione della Norma CEI EN 60598-1:2015-02 “Apparecchi di illuminazione. Parte 1: Prescrizioni generali e prove”. La norma specifica le prescrizioni generali per gli apparecchi di illuminazione che incorporano sorgenti luminose che funzionano con tensioni di alimentazione fino a 1 000 V. Le prescrizioni e le relative prove riguardano la classificazione, la marcatura, la costruzione meccanica, elettrica e la sicurezza fotobiologica.La nuova edizione sostituisce la Norma CEI EN 60598-1:2009-08 e, rispetto all’edizione precedente, introduce modifiche legate alla tecnologia LED e al rischio fotobiologico, che riguardano principalmente:l’introduzione di requisiti richiesti all’apparecchio di illuminazione per il rischio fotobiologico da luce blu, in accordo alle linee guida contenute nel Technical Report IEC 62778 “Applicazione della IEC 62471 alle sorgenti luminose e agli apparecchi di illuminazione per la valutazione del rischio da luce blu” la revisione della sezione cavi esterni e di alimentazione le modifiche ai vani di prova per gli apparecchi ad incasso i requisiti di fissaggio dei sistemi di controllo della temperatura i limiti di accessibilità per i circuiti SELV l’isolamento delle interfacce di controllo e l’isolamento dei circuiti il metodo di verifica delle prove IP per apparecchi sospesi o a soffitto le prescrizioni per sorgenti luminose non sostituibili o non direttamente sostituibili dall’utilizzatore finale i dispositivi di protezione contro le sovratensioni transitorie i requisiti per apparecchi LED forniti senza unità di alimentazione.
La Norma recepisce il testo originale inglese della pubblicazione IEC e viene pubblicata dal CEI in una prima fase nella sola lingua inglese, per consentirne l’immediato utilizzo da parte degli utenti interessati, nel rispetto della data di pubblicazione fissata dagli Enti Normatori internazionali. Successivamente il CEI pubblicherà, in un nuovo fascicolo, la stessa Norma in versione italiano-inglese; tale nuova versione avrà la stessa validità della presente.
La norma è disponibile presso tutti i punti vendita CEI e CEI Webstore per l’acquisto online, sia in versione cartacea sia elettronica, al prezzo di copertina di € 272,00 (€ 218,00 per i Soci). Si segnala sull’argomento il corso CEI 34-21 Apparecchi di Illuminazione Norma IEC/EN 60598-1.

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Italia Startup e le associazioni europee fanno il punto sul settore

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

Piazzale Carlo Magno milanoMilano Martedì 17 Marzo 2015 dalle ore 11 alle ore 13 GEC 2015 – Milano Congressi Piazzale Carlo Magno, 1 entrata da via Spinola. Italia Startup, l’Associazione che rappresenta l’ecosistema italiano connesso alle giovani imprese innovative, sarà presente al GEC Milano 2015 con un workshop dal titolo “European startups ecosystems and national associations: benchmark, models and perspectives”. L’evento è dedicato al confronto tra quattro ecosistemi nazionali di startup da parte delle associazioni di riferimento, in particolare quella italiana, francese, spagnola e tedesca. Durante l’incontro verrà presentato l’aggiornamento di “The Italian Startup Ecosystem: Who’s Who”, la mappatura dettagliata del settore, svolta con gli Osservatori del Politecnico di Milano, in collaborazione con Smau e con il supporto istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico. A seguire una tavola rotonda sui modelli associativi dei quattro Paesi: struttura delle basi associative, policy nazionali, servizi disponibili ai soci e ai rispettivi ecosistemi. Programma Introduzione: Marco Bicocchi Pichi, Consigliere e Delegato Internazionalizzazione di Italia Startup
Presentazione degli ecosistemi startup nazionali:
Per l’Italia: Andrea Rangone, membro del Board di Italia Startup e Responsabile dell’Osservatorio Startup Hi-Tech della School of Management del Politecnico di Milano
Per la Francia: Virginie Lambert Ferry, France Digitale
Per la Germania: Christian Miele, membro del Board di German Startups Association
Per la Spagna: Carmen Bermejo, Tetuan Valley
Tavola rotonda delle Associazioni Nazionali Europee di Startup sui modelli associativi dei tre Paesi:
Per l’Italia: Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup
Per la Francia: Virginie Lambert Ferry, France Digitale
Per la Germania: Christian Miele, membro del Board di German Startups Association
Per la Spagna: Carmen Bermejo, Tetuan Valley

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Non è la solidarietà a far crescere i rifugiati ma le guerre. Triton? Assolutamente inefficace

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

rifugiatiNel gennaio del 2014 sulle coste italiane sono avvenuti 2171 sbarchi e c’era Mare Nostrum. Un anno dopo, in presenza di Triton, gli sbarchi sono stati 3520. Dunque, constata Andrea Riccardi a Livorno, intervenendo al convegno internazionale “Medi’ – Le città hanno un’anima” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, “Non e’ la solidarietà che fa crescere i numeri dei rifugiati, ma la guerra”. Se la politica europea era convinta che Mare Nostrum fosse un incentivo all’emigrazione, ha sbagliato. Sono ancora i numeri a dirlo: su 170 mila sbarcati durante Mare Nostrum 42 mila sono siriani, 34 mila eritrei, 10 mila maliani, 5 mila somali. “Di fatto sono diminuiti gli immigrati e cresciuti i rifugiati che hanno diritto ad essere salvati – spiega Riccardi – Mare Nostrum e’ stata una grande vicenda. 170 mila persone sono state salvate dalla morte e arrestati 600 scafisti”.
” Si può lavorare per un impegno maggiore euro-arabo per la Siria, il cui dramma Sant’Egidio ha segnalato costantemente, lanciando meno di un anno fa un appello per Aleppo”. A Livorno, con Medi’, sono stati invitati da Sant’Egidio personalità delle principali città-porto del Mediterraneo, da Barcellona a Smirne a Tunisi, per confrontarsi sul tema ‘Le città hanno un’anima’.

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