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Archive for 17 marzo 2015

No gender equality without sexual and reproductive health and rights says IPPF report

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

new-yorkUnited Nations, New York: Gender equality and the empowerment of women and girls is not possible without sexual and reproductive health and rights. This was the message given by speakers from the Permanent Missions of Uruguay, Denmark and Costa Rica to the United Nations, UN Women and UNFPA at a high-level panel event organised by the International Planned Parenthood Federation (IPPF) today.The event held in New York on the 20th anniversary of the Beijing+20 Platform for Action during the Commission on the Status of Women (CSW), launched IPPF’s report “ Sexual and reproductive health and rights- the key to gender equality and women’s empowerment.”The new report sets out specific recommendations to governments, multilateral organisations and the donor community including:
• Making sexual and reproductive health and rights and gender equality a reality: Sexual and reproductive health and rights must be included in the post 2015 sustainable development framework and in governments’ national plans within gender and health ministries.
• Sustaining the success of sexual and reproductive health interventions: Investment in the full range of sexual and reproductive health and rights services must be continued and increased and the post-2015 sustainable development financing framework must prioritize the sexual and reproductive health of women and girls.
• Engaging men and boys as partners in gender transformative change: Men and boys must be involved as partners in programmes on sexual and reproductive health and rights, gender equality and the empowerment of women and girls.
• Measure the things that matter: Governments must invest in the collection of robust data. This includes working with UN agencies to increase data collection and disaggregate data by sex and age and increase examination of links between sexual and reproductive health and rights and the empowerment of women and girls.
• Eliminating sexual and gender-based violence against women and girls: Domestic laws to protect women and girls from sexual and gender based violence in line with international obligations must be enforced. Sexual violence must be addressed as part of women’s political participation, peacebuilding and post conflict reconstruction.Opening the event, IPPF Regional Director for the Western Hemisphere, Carmen Barroso said, “We can tackle inequalities and change things. This goes to the very heart of poverty eradication and development goals. Sexual and reproductive health and rights give women the ability to control their fertility which, in turn, affects many other aspects of their lives – employment, education, family life, and social and economic participation. It’s the freedom from which all other freedoms flow.”Talking on Uruguay’s prioritization of gender equality and sexual and reproductive health and rights, Honorable Gonzalo Koncke, Ambassador, Permanent Mission of Uruguay said, “Furthering policies on sexual and reproductive health is the only way to achieve higher levels of happiness, freedom and well-being so people can enjoy a fuller life.”Stefan Kovacs, Senior Adviser, Ministry of Foreign Affairs, Government of Denmark, said in his speech, “Denmark has a long history for supporting and promoting women and girls’ sexual and reproductive health and rights. The right to sexual and reproductive health is key to women’s ability to take charge of their own lives.” Preethi Sundaram, IPPF Policy and Advocacy officer, and author of the report said: “The report assesses what we have long suspected – that sexual and reproductive health and rights (SRHR) are the cornerstone of gender equality. When women are able to realize their sexual and reproductive rights, their lives can be transformed.”

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Fluxedo tra le migliori apps secondo Apple

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

fluxedoFluxedo – spin-off del Politecnico di Milano – start up nata e insediata nell’Incubatore certificato di ComoNExT, é stata selezionata da Apple e inserita tra le ‘Best New Apps’ sullo store per IPhone e IPad. Grazie a questa selezione nello store la visibilità dell’applicazione è notevolmente aumentata. Due sono gli aspetti rilevanti di questo riconoscimento: la selezione di una app che è stata pensata come cross-platform (cioè funzionante su varie piattaforme, incluso iOS e Android) per lo store Apple è veramente eccezionale; la qualità tecnica del prodotto che, sebbene risulti di semplice utilizzo per l’utente finale, raccoglie e nasconde una serie di caratteristiche molto avanzate.
Fluxedo è un’applicazione mobile per Android e iOS (iPhone e iPad) che può essere definita di “social todo list”.
Fluxedo incrocia informazioni provenienti dai social network (amici Facebook, contatti Twitter, ecc.), i propri promemoria, le attività da svolgere e i piani di lavoro personali e di gruppo, per consentire di definire e condividere attività tramite app mobile. Una volta definite le attività, è possibile coinvolgere i propri contatti, inviare loro notifiche a proposito delle attività da svolgere e restare sempre informati sullo stato delle attività stesse, monitorando chi e quando le svolge.
Esempi d’uso variano da esigenze personali, come pianificare una vacanza tra amici o le attività di una band amatoriale, a esigenze di piccole organizzazioni, come organizzare una serata di beneficienza o un evento business, fino a esigenze aziendali e lavorative, come la gestione di team, il monitoraggio dello stato della logistica aziendale (consegne, manutenzioni, assistenza clienti, ecc.).
Fluxedo sta inoltre espandendo le proprie attività verso altri settori, quali il monitoraggio e l’analisi di dati provenienti dai social media, allo scopo di migliorare ulteriormente l’esperienza utente e integrare le attività online con quanto accade nel mondo. (foto: fluxedo)

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Sicurezza in movimento

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

Oracle_headquartersE’ l’ebook che Oracle Community for Security ha presentato all’edizione 2015 del Security Summit in corso a Milano. Il testo presentato oggi è il più recente frutto dell’attività di Oracle Community for Security, la comunità dei partner Oracle focalizzata sui temi della sicurezza informatica; esso rappresenta la prosecuzione di un percorso che negli anni ha affrontato a più riprese l’evoluzione della sicurezza in funzione degli scenari tecnologici e operativi emergenti.Tra tutti i trend tecnologici che danno forma al panorama IT odierno – dal Cloud al Social, da Big Data a Internet delle Cose – il Mobile spicca per la concretezza e rapidità degli investimenti realizzati dalle aziende e per la pervasività con cui le piattaforme, i tool, i servizi frutto di tali investimenti sono stati adottati nelle organizzazioni a tutti i livelli. Il patrimonio aziendale di dati e informazioni è a sua volta diventato mobile, e mobili, flessibili, pervasivi devono diventare gli strumenti con cui garantirne la sicurezza in un senso più ampio, oltre che la privacy. Questo impone di considerare l’ecosistema mobile aziendale nel suo complesso per dotarsi di una strategia di gestione strutturata, in grado di garantire allo stesso tempo la sicurezza e la fruibilità delle applicazioni, dei servizi e delle piattaforme mobile da parte di utenti che oggi utilizzano dispositivi mobili per un numero sempre crescente di attività legate ai processi di business specifici dell’azienda e al loro ruolo professionale. Tale strategia deve, inoltre, gestire efficacemente fenomeni quali il BYOD e in generale la tendenza a utilizzare un singolo dispositivo sia per le esigenze professionali sia per le esigenze private; e deve affrontare in modo sistematico i nuovi e maggiori rischi a cui le informazioni in movimento sono esposte, inclusi nuovi scenari di attacchi informatici.L’ebook affronta il tema con il contributo degli esperti della Oracle Community for Security, che mettono in campo le loro vaste ed eterogenee esperienze per offrire agli operatori della sicurezza – dal responsabile ICT security al CISO – e agli sviluppatori che operano nelle aziende italiane uno strumento utile a confrontarsi con le nuove esigenze di security imposte dallo scenario mobile quali: garantire la conformità delle applicazioni; gestire il ciclo di vita delle applicazioni in modo strutturato e sicuro; definire, implementare policy di sicurezza specifiche per il mobile e, garantirne il rispetto e integrarle nelle policy esistenti; dar luogo a processi di gestione dei dispositivi mobili integrati con quelli in essere per le altre postazioni di lavoro. “La crescita del numero di applicazioni fruibili, abbinata al moltiplicarsi dei dispositivi posseduti dagli utenti, porta poi le organizzazioni a doversi dotare di una vera e propria strategia strutturata di gestione dell’ecosistema mobile: ciò rende necessaria, da parte dell’azienda, l’adozione di una politica strutturata di gestione della sicurezza che svolga un ruolo chiave nel processo di governo e gestione delle applicazioni e che preveda un’architettura in grado di sostenere in modo scalabile e sicuro l’ambiente applicativo” ha commentato Gabriele Faggioli, presidente del Clusit. Comprendere come definire un perimetro di lavoro sicuro ed efficiente è essenziale. In questo modo, le organizzazioni possono spingere sull’acceleratore della fruibilità delle applicazioni sui dispositivi mobili, utilizzando a pieno i vantaggi derivanti da una nuova modalità di utilizzo dei servizi di sicurezza (quali strumenti di strong authentication, geolocalizzazione, mobile VPN, cifratura dei dati, ecc) capaci di rafforzare l’impatto positivo prodotto dal miglioramento delle attività lavorative svolte dai dipendenti e dalla possibilità di interagire con partner e clienti in ogni luogo e in ogni momento.

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Le imprese tornano a investire

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

impreseNel 2014, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, oltre il 44% delle imprese manifatturiere del Veneto con almeno 10 addetti ha effettuato investimenti materiali e immateriali impegnando il 27% di risorse in più rispetto al 2013. Le prospettive per il 2015 mostrano un trend positivo sia per numero di imprese intenzionate ad investire che per valore dell’investimento. L’analisi è realizzata dal Centro Studi Unioncamere Veneto su un campione di quasi 1.900 imprese manifatturiere con almeno 2 addetti.A distanza di 10 anni dall’ultima rilevazione (2005), Unioncamere Veneto ha voluto riproporre agli imprenditori veneti alcune domande: i risultati mostrano un ritorno agli investimenti degli imprenditori dopo sette lunghi anni di recessione (prima) e stagnazione (poi), che hanno causato in Veneto un crollo degli investimenti fissi in termini reali pari a oltre 8 miliardi di euro (-24%).«In questi interminabili anni di crisi – commenta il presidente di Unioncamere Veneto, Fernando Zilio – non so quante volte ci siamo illusi che quella che credevamo di vedere in lontananza fosse la “luce in fondo al tunnel”. Oggi, facendo i debiti scongiuri, direi che quella luce si vede davvero ed è anche una luce bella vivida. L’indagine Veneto Congiuntura – continua Zilio – ci consegna infatti un manifatturiero che, nel corso dell’anno da poco archiviato, ha aumentato in misura sostanziale gli investimenti e si proietta sull’anno in corso con ancora maggiore determinazione».«Più ancora che i dati relativi alla produzione – aggiunge Zilio – sono proprio i numeri relativi agli investimenti quelli che possono aiutare a comprendere che ci stiamo lasciando la crisi alle spalle. Investimenti infatti significano fiducia nel futuro, interesse a presidiare il mercato da protagonisti, voglia di chiudere un capitolo nero per aprirne uno fatto di nuove prospettive. Da non sottovalutare, infine, la suddivisione degli investimenti nei diversi capitoli. Sapere che automazione, formazione e risparmio energetico sono tra le priorità delle aziende conferma la propensione ad un ammodernamento della struttura produttiva che di per sé è sinonimo di una prospettiva di ripresa non effimera ma di lungo termine».Se nel 2004 quasi due imprese manifatturiere su tre avevano fatto investimenti (circa il 64%), nel 2014 la voglia d’investire ha riguardato il 44,1% del settore, quota che scende al 36% se consideriamo anche le microimprese (meno di 10 addetti). La voglia di investire si è osservata principalmente nelle imprese di maggiori dimensioni (il 94,1% ha fatto investimenti), seguite da medie (67%) e piccole (40%). A livello settoriale gli investimenti hanno riguardato soprattutto le imprese del settore alimentare (il 59,9% ha investito), mezzi di trasporto (54,8%) e gomma e plastica (50,5%).
Il 2014 sembra rappresentare un anno di vero e proprio sblocco degli investimenti: il valore degli investimenti effettuati è aumentato mediamente del +27% rispetto al 2013, in particolare per mezzi di trasporto (+54,1%), alimentare (+46%) e legno-mobile (+43,2%). A contribuire maggiormente a questa inversione di rotta sono state le piccole imprese (10-49 addetti) che hanno registrato una variazione del +31%, seguite dalle medie (+29%) e dalle grandi (+17,8%).Gli investimenti delle imprese manifatturiere si sono concentrate sul miglioramento della fase produttiva: l’85% delle imprese ha investito nell’acquisto di macchinari e impianti mentre il 42% ha scelto di ottimizzare l’automazione d’ufficio. Il 26,4% delle imprese ha scelto di investire in ricerca e sviluppo e in formazione e risorse umane. Il 23,4% delle imprese ha realizzato investimenti in fabbricati, da destinare alla produzione o ad uffici, ma solo il 17% hanno puntato gli investimenti sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico.Nel 2014 le imprese manifatturiere del Veneto hanno investito mediamente il 3,6% del fatturato aziendale maturato nell’anno, quota che nelle imprese di maggiori dimensioni (250 addetti e oltre) ha raggiunto il 5% mentre nelle medie si è fermato al 3,2%. Sotto il profilo settoriale è il comparto alimentare a registrare l’incidenza più elevata (5,6%), seguito da quello delle macchine e apparecchi meccanici (4,4%), carta e stampa (4,2%), mezzi di trasporto e metallurgia (3,8%).Se nel 2014 gli imprenditori hanno finalmente riavviato il ciclo degli investimenti, le previsioni per il 2015 sembrano piuttosto confortanti: il 40,3% prevede di investire anche nell’anno in corso, quota che non si discosta sensibilmente da quella registrata nel 2014, sebbene il valore dell’investimento sarà più contenuto. Secondo le previsioni, nel 2015 gli investimenti cresceranno del 12,5% rispetto al 2014, circa la metà rispetto alla variazione registrata tra il 2013 e il 2014. Le grandi imprese prevedono di contenere gli investimenti dell’1,6% rispetto al 2014, riscontrando minori esigenze e optando per un rinvio degli investimenti agli anni successivi, mentre le piccole e medie imprese intendono proseguire con i piani di investimento, valutando un aumento del 16% rispetto al 2014.
Nel 2015 la propensione agli investimenti continuerà ad essere maggiore tra le grandi imprese (l’84,7% intende investire), seguite dalle medie (62,4%) e dalle piccole (36,4%). Spronato probabilmente dalle opportunità offerte dall’Expo di Milano, sarà il settore alimentare a concentrare la maggior quota di imprese intenzionate ad investire (56%), seguite dal comparto della gomma-plastica (47%), delle macchine e apparecchi meccanici (44,5%) e mezzi di trasporto (44%).

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Perché i partenariati pubblico-privati non funzionano

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

Onu palaceEsiste una strana contraddizione tra l’euforia per i cosiddetti partenariati pubblico-privati (PPP) e gli scarsi risultati ottenuti con questi strumenti negli ultimi 30 anni. Molti governi ricorrono ancora ai partenariati pubblico-privati nella speranza che il settore privato finanzi le infrastrutture e i servizi pubblici.Tale speranza permea anche il G20, l’OCSE e i negoziati in corso alle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, che saranno confermati dai capi di stato nel settembre 2015.
La privatizzazione sta per diventare politica ufficiale delle Nazioni Unite. L’esperienza con i PPP dimostra tuttavia che è fondamentalmente fallace.Il rapporto “Why Public-Private-Partnerships don’t work” (Perché i partenariati pubblico-privati non funzionano) redatto da PSIRU (Public Services International Research Unit) valuta l’esperienza dei PPP nei paesi ricchi come in quelli più poveri.In esso si giunge alla conclusione che i PPP rappresentano un modo costoso e inefficace di finanziare le infrastrutture e i servizi, perché occultano l’indebitamento pubblico e allo stesso tempo offrono a società private garanzie di Stato a lungo termine per i profitti. La ricerca svela le pratiche oscure dei PPP, in gran parte tenuti segreti e nascosti dietro negoziati riservati per proteggere vantaggi commerciali. Non ci sono consultazioni pubbliche, bensì molte false promesse e contratti commerciali estremamente complessi, tutti studiati allo scopo di proteggere gli utili delle imprese.“I governi e le Nazioni Unite sono fortemente influenzati da una potente lobby composta dalle maggiori società di servizi finanziari, di consulenza e legali, che cerca di trarre profitto da servizi pubblici primari come la sanità, l’acqua e l’energia“, sostiene Rosa Pavanelli, Segretario generale di PSI (Public Services International).“Dobbiamo tenere presente che le imprese del settore privato devono massimizzare i profitti se vogliono sopravvivere. Ciò è incompatibile con la necessità di assicurare un accesso universale a servizi pubblici di qualità, soprattutto per chi non è in grado di pagare tali profitti”.

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Marino svende Roma?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

campidoglio“Questo Bilancio, che la Giunta capitolina sta facendo approvare dal Consiglio Comunale, mira a far pagare alla città, e soprattutto alla sua parte più debole, gli anni di malgoverno di Alemanno”, attacca Guido Lutrario, della Federazione romana USB.“Ancora una volta le periferie sono dimenticate – denuncia Lutrario – e il bonus di un milione a Municipio è una foglia di fico che non riesce a nascondere la voragine del taglio ai servizi sociali. Servizi essenziali come gli asili vengono ridotti in modo gravissimo, l’accoglienza subisce altre contrazioni; la cultura viene calpestata e le aziende municipalizzate sono tutte in dismissione. Non solo la Farmacap, ma Marino sta cercando di vendere in Asia l’Atac, con AMA già ad un passo da ulteriori esternalizzazioni e ATO 2 definitivamente ceduta ai privati”.Prosegue il rappresentante USB: “Le conseguenze di Mafia Capitale si vorrebbe farle pagare ai lavoratori del Consorzio 29 Giugno, che tra pochi giorni si ritroveranno senza stipendio. Invece il sistema di gestione privatistico di servizi essenziali non è stato minimamente intaccato, ed anzi si procede a nuove privatizzazioni e si aumenta la pressione sui lavoratori. Come già successo con i vigili, e prima ancora con gli autisti, il conto da pagare viene sempre presentanto a chi lavora”.“Questa giunta ha ormai acquisito completamente il ruolo che il governo Renzi le ha assegnato – evidenzia Lutrario – che è quello di mettere la città al servizio dei grandi interessi. Lo stesso Giubileo straordinario, così come l’impresa folle di nuove Olimpiadi, costituisce un’altra occasione per mettere la città in vendita, utilizzandola come vetrina e parco giochi. Un’occasione per nuove speculazioni senza alcuna ricaduta utile e sana per la vita di oltre tre milioni di abitanti”.“Per tutte queste ragioni, il 19 marzo l’ USB sarà in piazza contro il bilancio della Giunta Marino, assieme ad un vasto arco di forze sociali riunitre sotto il cartello della Coalizione #Romanonsivende”, conclude Guido Lutrario.

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Le voci del silenzio

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

università europea romaRoma Giovedì 19 marzo 2015, alle 13.00, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) si terrà l’incontro “Le voci del silenzio”, in cui gli studenti porteranno la loro testimonianza, raccontando la loro esperienza di partecipazione al Cantiere. Gli studenti e i giovani in difficoltà, in questi anni, hanno collaborato insieme alle stessa attività, sollecitando potenzialità sommerse, espressive e creative. Con finalità di integrazione, prevenzione e inserimento. “Le voci del silenzio” (Edizioni Sabinae) è anche il titolo del libro scritto da Gabriella Guidi Gambino, che ventisette anni fa, insieme ad un gruppo di amici, ha dato vita all’associazione “Il Cantiere”. Il volume, che sarà presentato nell’incontro, racconta la storia di questa bella attività di solidarietà e di speranza. Sono circa ottocento i giovani che, negli anni, sono passati nelle stanze del Cantiere. Alla conclusione di ogni anno si realizzano uno spettacolo di teatro, un giornale, una mostra di pittura e disegni ospitata nel mese di maggio dall’Università Europea di Roma e il filmato “La città invisibile” sulla scoperta delle bellezze artistico-culturali della città di Roma, spesso nascoste. Oggi si contano nove reportage, che hanno suscitato molto interesse. All’incontro del 19 marzo, presentato da Carlo Climati, direttore del Laboratorio di comunicazione dell’Università Europea di Roma, interverranno: Luciano Lombardi, giornalista, e Simone Casavecchia, direttore editoriale delle Edizioni Sabinae. Letture di Maria Rita Di Prospero e Marco Ciaffone.
L’Università Europea di Roma ha tra i suoi obiettivi principali la formazione della persona. Una formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali, ma che orienti anche lo studente ad una crescita personale e sviluppi uno spirito di servizio per gli altri. Per questa ragione gli studenti partecipano ad attività di responsabilità sociale, che scelgono liberamente tra le varie proposte dell’Ateneo.Fra queste c’è l’associazione “Il Cantiere”, che si occupa da ventisette anni di giovani in difficoltà. La sua attività è rivolta al disagio sociale dei giovani, ai lori problemi, con i laboratori di espressione e comunicazione nei vari campi della cultura, quali arte, teatro, giornalismo e dizione, musica, lettura e poesia.

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“Sera d’autunno” alla Sala RomaTeatri

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

sera d'autunnoRoma Il 21 e il 22 marzo la Piccola Compagnia Italiana porterà in scena, sul palco della Sala RomaTeatri, la commedia “Sera d’autunno” di Friedrich Dürrenmatt, diretta da Giulia Randazzo ed interpretata da Aurelio D’Amore e Daniele De Lisi. Lo spettacolo sarà reso ancor più suggestivo dalle scenografie di Mattia Federici e dalle musiche di Gabriele Giambertone.
Il protagonista della pièce (ambientata in Europa, nel 1967) Massimiliano Federico Korbes, è uno scrittore adorato dal pubblico e tutto ciò che esce dalla sua penna si trasforma, in poco tempo, in un pluripremiato successo internazionale. I suoi romanzi destano tuttavia i sospetti di Timoteo Hofer, contabile in pensione con una passione per il lavoro investigativo: egli crede che gli omicidi e gli atti di violenza efferata, descritti nei libri di Korbes, non siano il frutto della fantasia dell’autore ma che quest’ultimo sia solo il cronista delle proprie azioni; un assassino che sa scrivere in bella prosa. Per dimostrare la sua tesi, Hofer ha seguito il celebre scrittore per anni, da un luogo di villeggiatura all’altro, da una costosa stazione termale all’altra. Ma l’indagine l’ha ridotto in miseria, così decide di incontrare il pericoloso omicida per ricattarlo: non svelerà al mondo il suo segreto in cambio di una rendita mensile. È autunno e il sole volge al tramonto quando Hofer e Korbes si trovano finalmente l’uno di fronte all’altro, nelle stanze dell’albergo in cui dimora il romanziere. Il faccia a faccia pericoloso, tuttavia, da giallo contemporaneo si trasformerà ben presto in un paradossale colloquio filosofico: che cos’è uno scrittore? C’è ancora qualcuno, al giorno d’oggi, che abbia voglia leggere fatti inventati? Fino a che punto un artista è disposto a spingersi per ottenere il plauso del pubblico? Di fronte ad una società assetata di fatti e di realtà concreta, Friedrich Dürrenmatt tenta di immaginare – con acre ironia – il destino del rapporto tra l’uomo e la letteratura. (foto sera d’autunno)

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Giubileo: Il commissario conteso

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

ignazio marinoTorna il Giubileo, si parla di Francesco Rutelli come commissario. Il sindaco di Roma Ignazio Marino però dice no alla figura del commissario, “basto io”. A Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24 viene intervistato a questo proposito Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma ai tempi del Giubileo del 2000 e ora proposto come commissario. A Minoli che gli chiede se Marino abbia ragione a dire che basta la sua figura, Rutelli risponde: “Ha ragione a dire che tocca a chi governa, a chi ha la responsabilità istituzionale”. “Ma lui è sufficiente?” “No. Perché è una cosa molto complessa, tanto più che ci sono pochi mesi davanti. Il Giubileo del 2000 fu preparato per tempo, perché si sapeva da circa mille anni che ci sarebbe stato.” Minoli poi ricorda che ai tempi del primo Giubileo del 2000 insieme a Rutelli sindaco c’era Guido Bertolaso, vicecommissario che ha guidato appunto la cabina di regia. Ci vuole una cabina di regia? “Assolutamente.”, risponde Rutelli. Servirebbe una persona così? “Magari, cioè una figura operativa, competente, che conosce e sa relazionarsi con gli altri anziché pretendere di comandarli.”

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Libro: Simone chiamato Pietro

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

simone chiamato pietroIl discepolo e apostolo Simon Pietro è una delle figure più paradigmatiche dell’appassionante dramma della sequela di Cristo. All’inizio lasciò tutto, senza esitazioni, ma dovette fino alla fine fare i conti con una libertà richiamata da Gesù, dalle circostanze e dalla propria fragilità, e ripetere sempre il suo “sì”. Padre Mauro Giuseppe Lepori dedica al primo Papa della Chiesa Cattolica questo agile ed efficace libro, attraverso il quale mette in luce come Pietro sia il santo evangelico più vicino a noi, alla nostra umanità, ma nel contempo così vicino a Dio. Come osserva nella prefazione l’arcivescovo di Milano, il Cardinale Angelo Scola, «la vicenda del Principe degli Apostoli è narrata con acuta capacità di penetrazione psicologica, nel suo inconfondibile timbro umano, in cui ciascuno di noi può riconoscersi. Così che questo scritto, oltre che come una meditazione di prim’ordine, potrebbe essere letto anche come una elementare, ma per nulla banale, introduzione all’antropologia cristiana». L’autore si immedesima con l’esperienza di vita di Simon Pietro e ne racconta alcuni passaggi salienti, offrendo un’intensa e appassionata dimostrazione di come Pietro ci conduca e ci unisca a Gesù, oltre ad indicarci la strada per seguire Dio come veramente vuole essere seguito.
P. Mauro Giuseppe Lepori è nato a Lugano nel 1959 ed è cresciuto a Canobbio (Svizzera). Si è laureato in filosofia e teologia presso l’Università di Friburgo. Dal 1984 è monaco dell’abbazia di Hauterive (Svizzera), di cui è stato abate dal 1994 al 2010, quando è stato eletto abate generale dell’Ordine Cistercense e si è trasferito a Roma. Presso Cantagalli ha pubblicato: Fu invitato anche Gesù. Conversazioni sulla vocazione famigliare (2006) e Sorpresi dalla gratuità (2007). Prefazione di Angelo Scola Cantagalli 2015 112 pagine – 11,00 euro (foto: Simone chiamato Pietro)

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