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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Portare in Uganda la sanità lombarda, attraverso le conoscenze tecnico-scientifiche del Papa Giovanni XXIII

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2015

uganda_map_detail1E’ stato questo il tema dell’incontro svoltosi stamane all’ospedale di Bergamo fra la delegazione ugandese guidata dal ministro alla Salute Elioda Tumwesigye, il vicepresidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia Mario Mantovani e il direttore generale Carlo Nicora, accompagnato dai direttori sanitario e amministrativo e da clinici e dirigenti della struttura sanitaria orobica.In procinto di realizzare un ospedale da 250 posti letto nella capitale Kampala, il ministro Elioda Tumwesigye si è detto interessato “a trasferire nella progettazione e nell’organizzazione della struttura il know how della clinica e della tecnologia vista a Bergamo”. Non solo: è allo studio, in attesa dell’apertura della nuova struttura, una forma di collaborazione attraverso la telemedicina e l’accoglienza di pazienti ugandesi.“Questo è il primo passo per stabilire forti legami fra l’Uganda e la Lombardia”, ha evidenziato il ministro, che si è detto “particolarmente colpito dall’impiego della tecnologia nella diagnosi e nella cura dei pazienti, dalla qualità dei professionisti e dalla moderna concezione della struttura”.
Il vicepresidente Mantovani ha sottolineato come la Lombardia abbia un’”innata propensione alla generosità e una lunga tradizione di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. Per questo siamo molto lieti di accogliere la delegazione dell’Uganda». Sono oltre 60 infatti le iniziative di gemellaggio avviate dalla Regione dal 2004 ad oggi, tra strutture sanitarie lombarde e strutture analoghe in Paesi in via di sviluppo.Bergamo non è una scelta casuale: «Ci troviamo – ha aggiunto Mantovani – in uno degli ospedali più belli, più moderni da un punto di vista tecnologico e con una professionalità medica tra le più elevate in Italia e in Europa». Solo nel 2014 l’ospedale di Bergamo ha donato 2.227 beni a varie associazioni nel mondo. «Spesso – ha spiegato ancora Mantovani – accogliamo giovani pazienti che curiamo nei nostri ospedali. Gli ultimi sono arrivati dall’Ucraina e altri sono in arrivo dalla Serbia. L’alta specialità delle nostre strutture è riconosciuta in molti Paesi europei e non solo».Ad accompagnare la delegazione ugandese anche Enrica Pinetti, amministratore unico di Finasi srl, e il suo staff. Alla società milanese, specializzata nella realizzazione “chiavi in mano” di grandi opere, è stata commissionata la realizzazione dell’ospedale di Kampala.La società ha già realizzato strutture sanitarie in Africa e Medio Oriente, ma conta di ricevere un contributo qualificato dall’esperienza a 360° recentemente maturata dal management dell’azienda ospedaliera bergamasca, ed è già stato sottoscritto un accordo di collaborazione in tal senso.Carlo Nicora ha evidenziato che con queste intese l’ospedale “vuole aiutare lo sviluppo e il rafforzamento del sistema sanitario di altri Paesi, oltre a esportare l’efficienza organizzativa, l’expertise nella formazione e l’eccellenza sanitaria di Bergamo e della Lombardia”.
Concretamente l’accordo prevede un ruolo attivo dell’azienda ospedaliera nella verifica del progetto, nelle fasi di selezione del personale che sarà chiamato a lavorare nel nuovo ospedale ugandese, nella progettazione e realizzazione dei percorsi di formazione e training, nonché nella definizione della sua organizzazione e nell’avvio dell’ospedale.

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