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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 2 aprile 2015

Affrontare la crescente minaccia dei “combattenti stranieri dell’UE” BruxelIes Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

parlamento europeoBruxelIes Parlamento europeo. I deputati chiedono un approccio articolato in vari livelli per affrontare la radicalizzazione, invitando gli Stati membri a:Investire in programmi sociali ed educativi che affrontino alla radice le cause della radicalizzazioneControbilanciare l’incitamento in rete a compiere atti terroristici. Prevenire il reclutamento e gli espatri mirati all’adesione a organizzazioni terroristiche. Smantellare il sostegno finanziario alle organizzazioni terroristiche e il traffico di armi da fuoco. Impostare programmi di “disimpegno e de-radicalizzazione” I deputati invitano gli Stati membri a prevenire la circolazione di sospetti terroristi rafforzando i controlli alle frontiere esterne. Escludono la possibilità di prendere in considerazione proposte volte a sospendere il sistema Schengen, ma incoraggiano gli Stati membri a rendere più severe le regole vigenti e a fare un miglior uso del sistema di informazione di Schengen (SIS) e del sistema di informazione anticipata sui passeggeri (APIS). Ribadiscono, inoltre, che è già possibile effettuare alcuni controlli mirati sulle persone che attraversano le frontiere esterne. Gli Stati membri dovrebbero migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità preposte all’applicazione della legge e le agenzie dell’UE. In particolare, essi dovrebbero garantire che le proprie unità nazionali forniscano a Europol le informazioni pertinenti, hanno aggiunto i deputati. Essi osservano che solo il 50% delle informazioni riguardanti il terrorismo e la criminalità organizzata sono fornite dagli Stati membri a Europol e Eurojust. Sostengono infine la creazione di una piattaforma europea antiterrorismo all’interno di Europol, così da ottimizzare le sue capacità operative, tecniche e di scambio di intelligence.

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Yokohama Rubber Company ha annunciato di aver siglato un accordo di sponsorizzazione con il Chelsea Football Club

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

yokohamaLa sponsorship con l’attuale capolista della Premier League partirà da luglio 2015 e avrà durata quinquennale. Il contratto prevede la presenza del brand Yokohama come main sponsor sulle divise ufficiali del team e all’interno dello stadio londinese Stamford Bridge, nonché l’utilizzo dell’immagine e il coinvolgimento diretto dei giocatori della squadra e dell’allenatore José Mourinho per attività di comunicazione e la creazione di materiali promozionali legati agli pneumatici Yokohama.Yokohama Rubber, fondata nel 1917, concentra il proprio business in due principali categorie di prodotto: da un lato l’azienda produce, sia in Giappone sia in numerosi siti in Asia e America, pneumatici dedicati ai segmenti vettura, truck e movimento terra. Dall’altro, Yokohama produce all’interno della divisione Multiple Business parabordi marini, tubi per l’estrazione del petrolio ed equipaggiamenti per il golf. Il settore dei pneumatici rappresenta oltre il 70% del fatturato e vanta collaborazioni importanti con prestigiose case automobilistiche come Mercedes.
In Italia Yokohama Rubber è rappresentata da Yokohama Italia S.p.A., con sede in provincia di Brescia. I modelli di pneumatico di punta per la stagione estiva alle porte sono lo sportivo High Performance Yokohama ADVAN Sport V105 e il nuovo pneumatico per SUV Geolandar G056. Fondato nel 1905, il Chelsea FC è oggi considerato uno dei più forti club al mondo: nel suo palmarès annovera 4 vittorie del campionato inglese, 7 FA Cup e negli ultimi due anni è riuscito a conquistare una UEFA Champions League e una UEFA Europa League (rispettivamente nel 2011/2012 e nel 2012/2013).Con questa importantissima sponsorship Yokohama punta ad accrescere la propria notorietà legandola al nome e ai successi di una delle più blasonate squadre di calcio della storia recente, accelerando inoltre il proprio cammino verso il raggiungimento degli obiettivi di crescita prefissati nel programma Grand Design 100, il manifesto programmatico dell’azienda che fissa determinati target da raggiungere in vista del centenario della fondazione, nel 2017. (foto: Yokohama)

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Usa: Morningstar nomina Western Asset (gruppo Legg Mason) gestore dell’anno 2014 per il segmento fixed income USA

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

londraLondra Il team di Western Asset capitanato dal CIO Ken Leech, affiliata obbligazionaria del gruppo Legg Mason con asset in gestione pari a 466mldUSD (al 31 dicembre 2014) in tutto il mondo, è stato nominato U.S. Fixed Income Manager of the Year 2014 da Morningstar. Il team è stato insignito della prestigiosa onorificenza dopo un anno molto soddisfacente che ha interessato, tra gli altri, i mandati sui fondi domiciliati negli Stati Uniti Western Asset Core Bond e Western Asset Core Plus Bond, gestiti da Ken Leech, Carl Eichstaedt e Mark Lindbloom. I comparti non sono disponibili per l’investimento da parte di soggetti non statunitensi. E’ già la seconda volta che Leech e il suo team ricevono il premio, avendo già vinto nel 2004. Commentando la notizia, Marco Negri country head Italia di Legg Mason, ha dichiarato: “Si tratta di un grande riconoscimento per Legg Mason e la nostra affiliata Western Asset. L’anno scorso abbiamo aumentato il focus commerciale sui fondi capitanati da Ken Leech che possiamo offrire ai clienti italiani e credo che anche per il 2015 questo trend continuerà”. Gli investitori europei possono accedere all’expertise del team di Western Asset attraverso svariati prodotti, incluso il fondo Legg Mason Western Asset US Core Plus Fund, gestito seguendo una strategia simile a quella della controparte statunitense.Il riconoscimento Fund Manager of the Year è assegnato ogni anno da 28 anni e consente a Morningstar di premiare non solo i gestori che si sono contraddistinti per l’ottima performance ottenuta, ma che hanno anche riportato eccellenti rendimenti corretti per il rischio nel lungo periodo.In lizza per ottenere il riconoscimento – tra le 4 società arrivate alla candidatura finale – anche Brandywine Global, l’altra società affiliata di Legg Mason nella gestione obbligazionaria.

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QUI! Group, Sodexo e Day: un accordo aperto a tutti gli operatori per la diffusione di un unico POS Multicard

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

buoni pastoE’ stato firmato il primo protocollo di intesa per agevolare, il prima possibile, l’introduzione del POS UNICO per leggere i buoni pasto elettronici sotto forma di card di diversi emettitori. Ad annunciarlo sono le tre società coinvolte, Sodexo Benefits & Rewards Services, QUI! Group e Day Ristoservice Group Up, che hanno deciso di porre le basi per un accordo, aperto a tutti gli operatori, all’indomani dell’approvazione della Legge di Stabilità che porta a 7 euro la deducibilità fiscale per i buoni pasto elettronici a partire dal 1 Luglio 2015. Si tratta di un passo fondamentale per la creazione di un’infrastruttura condivisa e diffusa in grado di supportare la diffusione del buono pasto elettronico. Il POS UNICO inoltre, con apposito lettore ottico, sarà in grado di operare la smaterializzazione del buono pasto cartaceo, che garantisce all’Esercente la validità del buono e la certezza del rimborso. L’iniziativa, in linea con la tendenza attuale di digitalizzazione dei servizi e delle politiche di welfare, anticipa il futuro e apre ufficialmente la strada dell’innovazione e la diffusione su larga scala dei buoni pasto in formato elettronico. L’accordo è aperto a tutti gli operatori e al momento è al vaglio delle autorità competenti per l’approvazione definitiva. Ma quali sono i vantaggi concreti? Per gli esercenti si scongiura il moltiplicarsi di POS sul bancone, con conseguente riduzione di costi e complessità gestionale. Oltre alla maggiore sicurezza, evitando il rischio di accettare buoni falsi o scaduti, il POS UNICO elimina costi connessi alla spedizione dei buoni, errori nei conteggi e semplifica enormemente la gestione contabile. L’automazione di tutto il sistema ed i relativi benefici in termini di gestione e semplicità è importante anche per i consumatori finali, senza contare la possibilità di integrare, su card, più servizi a valore aggiunto. Utilizzatori e clienti avrebbero inoltre a disposizione una rete diffusa, capillare e potenziata in grado di garantire una spendibilità ottimale. “Si tratta – spiega Sergio Satriano Managing Director di Sodexo Benefits & Rewards Services – di un accordo che getta le basi per una reale introduzione del POS unico, in grado di contribuire in maniera concreta a una valorizzazione del buono pasto come benefit integrativo, incrementandone la diffusione e migliorando il funzionamento dell’intero sistema per tutti gli attori della filiera. Auspichiamo che presto tutti gli operatori del mercato vi aderiscano.” “Abbiamo voluto dare una risposta concreta alle esigenze del mercato al fine di renderlo più semplice per tutti. Si tratta di un accordo storico che arriva a raggruppare circa un 50% delle quote del mercato italiano. – commenta Luigi Ferretto, Amministratore delegato di QUI! Group – Il buono pasto è la prima forma di welfare aziendale ed è necessario sostenerlo anche nell’ottica della nuova normativa di riferimento” . “Il passaggio del buono pasto all’elettronico – afferma Marc Buisson, Amministratore Delegato di Day Ristoservice – Group UP – garantisce un sistema più trasparente, tracciato ed integrato. La bontà del sistema è confermata dalla tendenza alla digitalizzazione in tutti gli altri Paesi in cui opera il nostro Gruppo. Per questo DAY si impegna in prima linea per promuovere l’accordo. Una rete condivisa e multi-servizio è prerogativa fondamentale per questa evoluzione anche sul mercato italiano”.

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MediaTek investe 300 milioni di dollari in startup e imprenditori innovativi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

media tekSPAGNA, Barcellona MediaTek annuncia Mediatek Ventures, nuova branca di investimento strategico. Con sede a Hsinchu, Taiwan, MediaTek Ventures investirà inizialmente nelle startup nate in Cina, Europa, Giappone e Nord America con un fondo di 300 milioni di dollari.MediaTek Ventures investirà in modo intensivo nelle startup innovative che si occupano di sistemi semiconduttori e dispositivi, infrastrutture internet, servizi e IoT, con l’obiettivo di creare un ecosistema che collabora intorno agli obiettivi corporate di MediaTek in ambito comunicazioni, computing, media online e analytics. Gli investimenti includeranno tutte le fasi di finanziamento con un approccio multidisciplinare focalizzato sulla creazione di valore. Con MediaTek Ventures, l’azienda vuole portare 17 anni di innovazione nell’intero settore dell’elettronica, diversificando le soluzioni di prodotto, e monitizzare le opportunità che derivano dalla nuova generazione di imprenditori.“Non ci limiteremo a una sola regione per cercare l’eccellenza e l’innovazione. Grazie a MediaTek Ventures, sarà nutrita una nuova generazione di aziende leader a livello mondiale. Siamo orgogliosi di permettere agli imprenditori e alle startup di realizzare i propri sogni e di promuovere le aziende che hanno il potenziale di creare valore per l’utente finale e risolvere i più grandi problemi nel mondo”, afferma David Ku, Chief Financial Officer, MediaTek.

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La tecnologia antimalware preinstallata sui dispositivi degli utenti finali a livello globale

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

DIGITAL CAMERAMobile World Congress, Barcellona Intel Security ha annunciato oggi che Samsung fornirà ai propri utenti di smartphone Samsung Galaxy S6 e S6 Edge una soluzione di sicurezza per mantenerli protetti da un crescente numero di minacce mobile. Per la prima volta, sui modelli Samsung Galaxy S6 e S6 Edge sarà preinstallata la tecnologia VirusScan Mobile. Con questo accordo, i dispositivi Galaxy S6 dei clienti saranno protetti da tecnologia antimalware che fornisce agli utenti un’esperienza mobile online più sicura.Il mondo è sempre più connesso e i dispositivi mobile sono sempre più diffusi: di conseguenza, la minaccia di violazioni complesse è in costante crescita. Dall’attacco “celebgate” che ha diffuso foto di molti VIP famosi, allo spyware mobile, attacchi a dispositivi IoT e l’aumento dei pagamenti mobile, le vulnerabilità per i dispositivi mobile e i rischi potenziali sono più grandi che mai. Secondo un nuovo report di McAfee Labs, il malware mobile, che include virus, app e URL dannosi, è aumentato del 14% durante il quarto trimestre del 2014. Il report ha inoltre evidenziato che il tasso di infezione per il malware mobile è aumentato in modo significativo, con almeno l’8% di tutti i sistemi che ha subito un’infezione dal quarto trimestre del 2013. “Viviamo in un’era ricca di connettività senza precedenti, in cui gli utenti fanno praticamente tutto sui loro dispositivi mobile – dalle operazioni bancarie agli acquisti fino alla presentazione delle tasse – mettendo potenzialmente a rischio i dati sensibili e la privacy”, ha affermato John Giamatteo, senior vice president e general manager di Intel Security. “Con l’aiuto di Intel Security, tutti gli utenti degli smartphone Samsung Galaxy S6 e S6 Edge riceveranno protezione per vivere esperienze online sicure”. Le soluzioni di sicurezza di Intel Security sono già offerte da un grande numero di produttori di PC a livello mondiale. Con la sua tecnologia preinstallata, gli utenti dei dispositivi Samsung Galaxy S6 e S6 Edge disporranno delle funzioni di analisi e protezione contro il malware incorporate sui propri nuovi dispositivi in modo da esplorare il mondo mobile con fiducia.“Con la soluzione di sicurezza preinstallata, gli utenti degli smartphone Samsung Galaxy S6 e S6 Edge disporranno della più recente tecnologia antimalware già incorporata e attivata sui loro nuovi dispositivi”, ha affermato Henry Lee, Vice presidente Security R&D, divisione Samsung Mobile Communications. “Lavoriamo fianco a fianco con i partner per offrire soluzioni di sicurezza di prima classe in modo che i consumatori si sentano protetti e al sicuro nel mondo digitale”.

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Bravofly Rumbo Group completa l’acquisizione di lastminute.com da Sabre Corporation

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

Southlake-Town-Center4SOUTHLAKE, Texas e AMSTERDAM. Sabre Corporation (NASDAQ: SABR) e Bravofly Rumbo Group (SIX: BRG) annunciano che Bravofly Rumbo Group ha finalizzato l’acquisizione di lastminute.com, per la quale aveva presentato un’offerta vincolante nel dicembre 2014. L’operazione è stata subordinata al completamento dei processi di informazione e consultazione dei dipendenti di lastminute.com.Con questa transazione, Bravofly Rumbo Group acquisisce tutte le attività di lastminute.com presenti nel Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia, assumendo una posizione di leadership nei maggiori paesi europei. I dati pro-forma 2014, che combinano le performance delle due aziende, evidenziano un Gross Travel Value di circa 2,5 miliardi di Euro e ricavi per circa 260 milioni di Euro, e un eccellente bilanciamento fra aree di business e distribuzione geografica delle attività. L’operazione non ha effetti sul saldo netto di cassa di Bravofly Rumbo Group.La cessione di lastminute.com rientra nella strategia di Sabre volta a concentrare il focus e gli investimenti sulle proprie attività core – Travel Network, Airline Solutions e Hospitality Solutions – attraverso le quali fornisce servizi a compagnie aeree, hotel, agenzie di viaggio e altre realtà che operano nel travel. Sabre si conferma uno dei principali fornitori di servizi a livello globale nel settore dei viaggi online, gestendo oltre un terzo delle transazioni su scala mondiale. L’acquisizione rappresenta per Bravofly Rumbo Group un ulteriore e importante passo nella direzione di imporsi come Smart Travel Provider con l’obiettivo di semplificare la vita dei propri viaggiatori, accelerare lo sviluppo internazionale e ampliare il proprio portafoglio di soluzioni per il consumatore.

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Viaggi in treno: nuovo bonus Trenitalia per ritardi oltre 30 minuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

TRENODal 1 Marzo 2015 ai viaggiatori di treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca che subiscono ritardi all’arrivo superiori a 30 minuti (tra 30 e 59 minuti, per l’esattezza) è riconosciuto un bonus pari al 25% del prezzo del biglietto spendibile per viaggi successivi.
Il bonus può essere chiesto trascorsi 3 giorni dalla data del viaggio e fino a 12 mesi dopo, presso qualsiasi biglietteria, presso l’agenzia di viaggio di acquisto o tramite il sito in caso di acquisti online.
Sul sito Trenitalia si può accedere a tutte le informazioni con un nuovo link diretto presente in home page (voce “indennità per ritardo”). Sono queste le principali novità che Trenitalia ha introdotto nel rispetto degli impegni presi a seguito di un procedimento istruttorio messo in atto dall’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato (Antitrust), che ha rilevato carenze nelle procedure di indennizzo a fronte di ritardi. L’altra promessa mantenuta è l’introduzione della possibilità di fruire delle indennità di ritardo (vedi sotto) anche in caso di acquisti contestuali di più biglietti per un unico viaggio, in combinazione tra loro o con uno o più servizi di trasporto regionale (es.biglietto Frecciarossa+biglietto per prosecuzione viaggio con altro Frecciarossa o con un regionale). In questi casi, dove si parla di “biglietto globale” e “biglietto globale misto, l’indennità scatta sul prezzo complessivo, ma è fruibile solo se l’acquisto è avvenuto online.Si ricorda infatti che per ritardi all’arrivo superiori ai 60 minuti il passeggero può scegliere di effettuare il viaggio o proseguirlo chiedendo il rimborso parziale del biglietto (indennità di ritardo), in queste misure:
– se il ritardo è compreso tra i 60 e i 119 minuti: rimborso del 25%;
– se il ritardo è pari o superiore ai 120 minuti: rimborso del 50%.
sia con rilascio di un bonus per l’acquisto entro 12 mesi di un nuovo biglietto sia per contanti o riaccredito sulla carta utilizzata per l’acquisto.(Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Come fare le cause civili ai giudici

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

un dettaglio del palazzaccioRecita l’art. 328 del codice penale, comma 2: «..il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a milletrentadue euro». Il 323 cp sanziona invece il procurarsi, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, vantaggi patrimoniali illeciti; mentre il cogliere, ad esempio, i frutti dell’appartenenza ad un’associazione delittuosa configura reati diversi. Ciò detto non vengono pagate, dal MEF e dal Ministero della Giustizia, le competenze (né le sorta liquidate ai clienti, i quali però agiranno eventualmente ex 323/328 cp autonomamente), impignorabili, per un totale (tra sorta clienti e spese mie) di circa 2100 procedure (all. 1) relative a circa 1.200 decreti (di Corte d’Appello) e sentenze (di Cassazione) Pinto, notificati a partire dal 2007 in formula esecutiva unitamente alla sia pur non necessaria richiesta espressa di pagamento (all. 2a: n. 2 sent. con allegata richiesta di pagamento; ed all. 2b: n. 8 sent. senza richiesta espressa di pagamento). Richiesta mancante in quelli notificati dal 2010 circa. Termine di 30 giorni dopo il quale il pubblico impiegato che «non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo» incorre negli effetti del 328 cp. Inoltre, ad colorandum, le Corti d’Appello di Roma e di Perugia, in relazione a circa 3.700 ricorsi ‘vecchio rito’ depositati il 2011/2012, ora che, di recente, dopo mille proteste, hanno fissato le udienze di quelli del 2011 e parte di quelli del 2012, le hanno però fissate al 2016/2017, calpestando vieppiù il diritto a veder conclusa la causa nel termine ordinatorio di 4 mesi.
Ad colorandum perché oggetto di questa denunzia sono i mancati pagamenti, mentre le mancate fissazioni ed ora le fissazioni dopo ulteriori anni delle udienze costituiscono violazioni civilistiche avverso le quali sono in via di deposito le istanze di fissazione o di anticipazione ex L 117/88 novellata (legge sulla responsabilità dei magistrati), art. 3, c. 1, per poi procedere, in caso di mancato accoglimento, per diniego di giustizia, alle azioni risarcitorie in danno dei magistrati dopo i 30 giorni previsti in assenza di altri termini.
Nel contempo (sempre ad colorandum, ma anche al fine di ulteriori, eventuali, azione risarcitorie), devo pagare ad equitalia una rata mensile di 55.000 euro per altri circa 100 mesi e – dopo averne pagate 18 (le prime 5 di 80.000 euro), più 300.000 euro iniziali che, ignoro perché, mi si è costretto a pagare per poter accedere alla rateazione – ho già omesso, per impossibilità materiale, il pagamento di 7 rate. Per cui, omettere (e dovrò ometterlo se non verrò pagato) il saldo dell’ottava comporterebbe la perdita del diritto alla rateazione per un presunto ‘debito’ (l’ho impugnato) che, comprese alcune altre cartelle ancora da rateizzare, è di circa 8 milioni per tributi dichiarati e non pagati. 8 milioni che sono meno di 4 di tributi, perché il resto sono sanzioni, aggi, interessi ecc.
Debito che ho impugnato – oltre che per l’illiceità dei tributi stante il signoraggio, l’assurdità delle aliquote e l’usurarietà delle sanzioni, aggi ecc – soprattutto perché gli utili vengono assorbiti dal sommarsi dei costi indeducibili lungo un arco temporale che, per ogni causa Pinto, è, fino all’incasso, anche 20 o più volte maggiore dei 4 mesi previsti.
Specie poi considerando le mini-competenze che liquidano i giudici, anche loro in genere molto ostili alle Pinto. ‘Debito’ che, non potendolo pagare, causerebbe il pignoramento presso gli stessi enti pagatori di qualunque somma mi dovesse essere versata, con le immaginabili conseguenze. Una pesante situazione causatami illecitamente anche attraverso una serie di norme, sentente e condotte istituzionali, italiane ed europee, contra me, rivolte a fermare la legge Pinto e le mie cause, contro i responsabili delle quali sto per agire sia civilmente (citerò in giudizio i responsabili per risarcimento danni da diffamazione aggravata ed altro), sia penalmente (ho già presentato delle denunzie, ma ora le riformulerò aggiungendo anche lì, agli altri reati, l’omissione ed abuso di atti, la cui sussistenza è manifesta, ma che nelle precedenti denunzie non ho adeguatamente considerato. Quanto ai mancati pagamenti dei decreti/sentenze è stata anche inoltrata richiesta del nome dei responsabili dei procedimenti e, nei termini (dal 10.4.2015), notificherò i ricorsi al TAR per ottenerli (se, come ritengo, non mi verranno comunicati), e procedere alle azioni risarcitorie.
Azioni complesse per l’erroneità della norma, ben potendo il responsabile del procedimento non essere il colpevole o il reo, ove, in ipotesi, non lo si sia provvisto di fondi (fondi che qui, invece, riferiscono alcuni addetti, ci sono).
Di tal che la denunzia contro ignoti ex art 323/328 cp è il rimedio ottimale, perché il giudice penale, con i suoi poteri, può facilmente identificarlo. Reati di omissione o abuso di atti, o altri, associativi o no, frutto di un impeto da zeloti delle ‘buone ragioni’ della PA, ma in realtà degli agi, vantaggi e privilegi delle caste pubbliche capeggiate dalla magistratura: una ‘guerra’ per opporsi – con mezzi non contemplati, tra cui intralciare i pagamenti – alle cause Pinto: unico, vero e pertanto aborrito antidoto contro la burocrazia («tendenza a rendersi temibili o inaccessibili nei propri ruoli allo scopo di poterseli vendere»), e quindi contro me che quelle cause brandisco con più veemenza di altri. Un ritenere sussista per gli omessi pagamenti quantomeno un «dolo eventuale» di ignoti, e che le responsabilità siano di rango più elevato di quel che appare, frutto anche della deduzione che – a fronte della sacrosanta fondatezza delle richieste, della perniciosità sociale dei mancati pagamenti, e del tumulto che hanno comprensibilmente generato – se si fosse trattato solo di accidia degli addetti, qualcuno sarebbe intervenuto a sollecitarli. Senza contare che gli inadempimenti frutto di accidia o interessi illeciti di singoli possono svilupparsi in un contesto impiegatizio pubblico solo se occulti, ma non tra simili clamori.
Sempre sperando taluno non voglia ora persuadermi, dopo quanto ho dovuto subire, che i 12 anni di vigenza della legge Pinto non siano stati 12 anni di lotte assurde contro la grave ed iniqua avversione giudiziaria ed istituzionale, finché, nel 2012, il governo Monti l’ha neutralizzata trasformandola in un inefficace surrogato per evitare causasse quella velocizzazione delle cause invocata quanto indesiderata, giacché è il vero rimedio contro gli infiniti volti della corruzione. È un fatto ad esempio che il TAR Campania e la Corte d’Appello Lavoro di Napoli, negli anni in cui ottenevo migliaia di decreti Pinto di condanna avverso le loro lungaggini, dovettero molto velocizzarsi (la Corte d’Appello anticipò le prime udienze previdenziali da 7,5 ad 1,5 anni). Una velocizzazione molto invisa a resistenti quali le banche e le forze che esse fanno prosperare, tra cui la predetta burocrazia, necessaria (anche) per fini elettorali, per impastoiare la società, per depredarla attraverso le illecite tasse: un mostruoso contesto reso possibile solo dalla copertura di una magistratura – spiace dirlo proprio mentre ad essa mi sto rivolgendo – a tacer d’altro, salvo eccezioni che non cambiano nulla, furba, opportunista, strategica, neghittosa, prona ai peggiori, indifferente al giusto ed ai giusti, nemica degli ideologi, dei filosofi, dei giuristi, degli scienziati, dei deboli, della società. Magistratura rea, oltre che del disastro sociale, del disastro climatico, causato dal non avere essa fatto osservare, per favorire le lobby, l’art. 41 della Costituzione.
Come pure è un fatto – come spiegato in Parlamento dalla dr Maria Cannata, alto dirigente del MEF destinataria anch’essa dei miei documenti e dunque al corrente di questa vicenda – che, presso esso MEF, ignoti, nel mentre si arrampicano da anni sugli specchi per non pagare ai miei clienti ed a me delle sentenze di condanna, hanno regalato 2,6 miliardi di euro a Morgan Stanley inventandosi siano una ‘penale’ relativa ad un contratto di derivati per meno di 100 milioni. Oltre ad altri miliardi regalati ad altre banche di cui Cannata, quasi fossero suoi, ha addotto di non poter parlare. Dolo diretto indiretto o eventuale da parte di ignoti che non può stupire in un contesto in cui, come niente fosse, ignoti causano il mancato pagamento anche per 8 anni delle sentenze di condanna, ed il decorso di quasi altrettanti dal deposito di un ricorso alla decisione, dopo la quale chissà quanti altri dovranno quindi passarne prima che saranno pagati i quattro pidocchi che forse verranno liquidati. Ricorsi molto invisi – si osservi – perché depositati prima dell’11.9.2012, cioè perché scampati, in quanto ‘vecchio rito’, alla ‘riforma’ di Monti. Dolo eventuale per il quale è sufficiente che la lesione sia anche solo preveduta, non anche direttamente voluta, come possibile conseguenza della propria condotta o omissione.
Un dolo caratterizzato, sotto il profilo psicologico, dall’accettazione del rischio in danno altrui. Condotte dense di gravi effetti in danno di migliaia di persone in relazione alle quali si chiede vogliano le Procure di Roma, Perugia e Napoli, accertare la sussistenza, ad opera di ignoti, dei reati di cui al 323 e 328 cp, e di ogni altro, associativo o no, in regime di dolo diretto, intenzionale o eventuale, con l’adozione URGENTE di ogni provvedimento utile a porre rimedio. Si sporge cioè, alla luce dei fatti esposti e delle considerazioni svolte, formale denunzia-querela nei confronti di coloro che saranno ritenuti responsabili, di cui si chiede espressamente la punizione. Con riserva di costituirmi parte civile e, ripeto, con espressa istanza mi venga comunicata ogni eventuale richiesta di archiviazione da parte del PM ai sensi dell’art 408 del cpp. (Alfonso Luigi Marra)

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Efficienza energetica in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

energiaLa cultura aziendale dell’efficienza energetica in Italia è diffusa in modo relativamente uniforme in tutte le regioni, ma trova nel Nord del Paese il suo punto di maggiore affermazione. Nel Nord Italia, infatti, si trovano la metà (180 mila aziende) delle 360 mila imprese che hanno fatto dell’efficienza energetica una priorità aziendale, di cui 100 mila collocate nel Nord-Ovest e 80 mila nel Nord-Est. A dirlo sono i dati elaborati da Avvenia (www.avvenia.com), leader nazionale nel settore della “white economy”, il ramo dell’economia relativo all’efficienza e alla riqualificazione energetica.Un’altra parte importante delle imprese “bianche” sono dislocate nel Sud Italia, dove ve ne sono circa 100 mila, mentre nel Centro Italia ve ne sono 80 mila.Analizzando i dati a livello delle singole regioni, Avvenia ha fotografato una realtà dell’efficienza energetica che vede Lombardia, Veneto e Lazio sul podio. A collocarsi al primo posto è proprio la Lombardia con oltre 66 mila aziende che hanno fatto dell’efficienza energetica una priorità aziendale. Al secondo posto nella classifica regionale di Avvenia per numero delle imprese “bianche” si colloca il Veneto con 39 mila imprese. Poi, al terzo posto, si colloca il Lazio che registra 34 mila imprese che puntano sull’efficienza energetica.
Nella classifica di Avvenia seguono poi l’Emilia-Romagna, il Piemonte, la Toscana, la Campania e la Puglia, rispettivamente con 30, 27, 26, 22 e 21 mila imprese attente alle loro performance energetiche. Ottimo anche il posizionamento della Sicilia, con 20 mila, e delle Marche, con 11 mila imprese.Passando poi da un livello regionale ad un’analisi a livello provinciale, Avvenia ha poi messo in evidenza che il maggior numero di imprese che hanno puntato sull’efficienza energetica come nuovo modello di sviluppo sono distribuite in uguali proporzioni sia nella Capitale che nel Capoluogo lombardo.
Roma e Milano, con oltre 20 mila imprese “bianche” ciascuna, si collocano infatti al primo posto ex-aequo e guidano la classifica, seguite da Napoli con circa 14 mila imprese e Torino con poco più di 12 mila.A dare un ulteriore contributo all’affermazione di una cultura aziendale dell’efficienza energetica, secondo Avvenia (www.avvenia.com), è stata la nuova norma sulle Diagnosi Energetiche Obbligatorie (DEO) che impone alle grandi imprese specifici obblighi in materia di efficienza energetica. A doversi sottoporre entro il 5 dicembre 2015 ad un primo audit, da ripetersi poi ogni 4 anni, sono le realtà produttive più energivore, ma anche tutte le altre aziende stanno divendando più sensibili a questa tematica.«Sull’efficienza energetica l’Italia si dimostra così ancora una volta all’avanguardia. Anche i finanziamenti al settore stanno diventando una realtà importante del mercato finanziario, dove i classici squilibri Nord-Sud vengono superati e dove la “white economy” è ormai diventata patrimonio di tutti» commenta l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia che, creata nel 2001 con l’intento di fornire alle aziende e agli enti pubblici una risposta significativa per affrontare e risolvere in modo consapevole e sostenibile le problematiche legate all’efficienza energetica, ha sempre dimostrato una particolare attenzione ai meccanismi di innovazione tecnologica più adeguati per aumentare l’efficienza e la produttività di ogni specifico settore.

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Zurich in Italia tra le migliori Migliori Compagnie per Innovazione nella Protection

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

Zurich_CityDurante la cerimonia di premiazione dell’Italy Protection Awards 2015, Zurich in Italia è risultata una delle Migliori Compagnie per Innovazione nella Protection.L’identificazione di Zurich è avvenuta tramite un sistema di votazioni online a cui hanno partecipato oltre 3.400 persone che hanno selezionato Zurich tra oltre 20 compagnie di assicurazione. I voti così raccolti sono stati poi validati dalla giuria dell’Italy Protection Award 2015.Il riconoscimento va a premiare l’impegno di Zurich nei prodotti Protection. Nel corso del 2014, infatti, Zurich Investments Life ha lanciato l’innovativa polizza Zurich Viceversa, un’assicurazione Temporanea Caso Morte per due, funzionale a qualunque tipologia di coppia, che in caso di decesso di uno dei due assicurati nel corso della durata contrattuale garantisce il pagamento del capitale all’assicurato sopravvivente e la conclusione del contratto. Si tratta di un prodotto moderno e innovativo che innova il mondo delle polizze vita basandosi su un nuovo principio: entrambi i soggetti sono assicurati stipulando un’unica polizza.“Rispondere ai bisogni reali di una società in continua trasformazione è l’impegno quotidiano di Zurich – ha commentato Stefano Racco, Head of Proposition Life per Zurich in Italia – Questo riconoscimento ci rende molto orgogliosi perché premia il nostro impegno costante nell’offrire attraverso la nostra rete di distribuzione prodotti sempre nuovi e innovativi a favore di tutta la collettività, e testimonia ulteriormente l’autorevolezza della nostra Compagnia a livello di mercato”. Zurich Insurance Group (Zurich), leader nei servizi assicurativi, è operativa sia nel ramo danni che nel ramo vita, servendo i propri clienti a livello globale e su singoli mercati locali grazie ad oltre 55.000 collaboratori. Tra i clienti di Zurich vi sono privati, piccole e medie imprese e grandi società, comprese aziende multinazionali, in oltre 170 paesi. Fondato nel 1872, il Gruppo ha la propria sede centrale a Zurigo, in Svizzera. La società holding Zurich Insurance Group Ltd (ZURN), quotata alla SIX Swiss Exchange, è presente sul mercato statunitense mediante un programma American Depositary Receipt di Livello I (ZURVY) negoziato fuori borsa su OTCQX. Maggiori informazioni su Zurich sono disponibili all’indirizzo http://www.zurich.com.
Zurich in Italia. Zurich è presente in Italia dal 1902 ed opera attraverso una rete di circa 600 Agenzie e accordi di distribuzione con banche e reti di promotori finanziari, nell’area della protezione assicurativa, del risparmio e della previdenza.

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Premio Letterario Internazionale Mondello

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

belpolitiE’ stato promosso dalla Fondazione Sicilia in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro e la Fondazione Andrea Biondo. Suddiviso in quattro sezioni (Narrativa italiana, Autore Straniero, Critica Letteraria, Migliore Motivazione), il Premio ha istituito il nuovo Comitato di Selezione per il 2015. Giudice monocratico di questa edizione è lo scrittore Antonio Scurati: sarà a lui a scegliere il suo maestro, ovvero il vincitore del Premio Autore Straniero, che riceverà il riconoscimento lunedì 18 maggio al Salone Internazionale del Libro.
Lo scrittore e saggista Marco Belpoliti, il critico letterario Gianni Turchetta e la scrittrice Chiara Valerio sono i nuovi giurati chiamati quest’anno a decretare i tre romanzi vincitori del Premio Opera Italiana (valutando tra i libri pubblicati da marzo 2014 a marzo 2015) e il vincitore del Premio Critica Letteraria (gennaio 2014-marzo 2015). I nomi della terna saranno annunciati nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà nel mese di aprile.I tre romanzi vincitori del Premio Opera Italiana saranno quindi sottoposti al giudizio di duecentoquaranta lettori qualificati, indicati da ventiquattro librerie dislocate in tutta Italia, scelte in partnership con Il Sole 24 Ore. Le loro preferenze, che saranno espresse tramite votazione online da giugno a ottobre, decreteranno il vincitore assoluto, cui andrà il Premio SuperMondello. Il riconoscimento sarà consegnato a novembre a Palermo. Parallelamente, una giuria di centocinquanta studenti di quindici scuole secondarie di secondo grado (dodici di Palermo e tre di altre tre province siciliane) decreterà il vincitore del Premio Mondello Giovani. Gli studenti leggeranno i tre libri in gara e voteranno il loro romanzo preferito, motivando la scelta con un testo critico.Sempre a novembre, il Comitato di Selezione assegnerà a tre studenti siciliani il Premio alla Migliore Motivazione, valutando fra quelle espresse dagli studenti giurati per votare il vincitore del Mondello Giovani.Nato nel 1975 grazie a un gruppo di intellettuali palermitani, il Premio è giunto alla quarantunesima edizione, confermandosi una pietra miliare nel percorso culturale del Paese. Nel corso degli anni ha premiato scrittori famosi in tutto il mondo. Ricordiamo: Günter Grass (Premio Mondello 1977, Nobel per la letteratura nel 1978), Milan Kundera, Doris Lessing, Javier Cercas, Adonis, Don De Lillo, Elizabeth Strout, Alberto Moravia, Italo Calvino, Andrea Camilleri e Alberto Arbasino.“Proseguiamo a scrivere la storia del Premio Mondello che, ormai da oltre quarant’anni, vede nella internazionalità la sua identità specifica. L’apertura a scrittori e a partner stranieri è stata una delle sue regole più ferree e una delle suggestioni più innovative – dichiara il Professor Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia – Nel corso di quattro decenni il Premio ha, infatti, siglato partenariati con L’Unione degli scrittori russi prima e con l’Associazione degli scrittori cinesi poi, con il Pen Club americano e con gli scrittori giapponesi e indiani. E ormai da quattro anni – conclude Puglisi – il Premio ha stretto un solido rapporto con il Salone Internazionale del Libro di Torino, suggellando ancora di più il suo rapporto con la letteratura di valenza estera”.

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Italia: Compravendite in aumento

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

potenziale QE della BCESecondo i dati presentati dall’Agenzia delle entrate contenuti nel rapporto dell’Osservatorio del mercato immobiliare, le compravendite, dopo 7 anni in negativo, tornano a crescere dell’1,8%, mentre si abbassano, rispetto all’anno precedente, sia la rata media mensile che i tassi di interesse. “L’aumento delle compravendite è sicuramente un dato positivo. Non deve, invece, indurre in errore il dato sull’abbassamento dei tassi di interesse e della rata media” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “I tassi di riferimento, infatti, sono al minimo, grazie agli interventi della Bce e lo resteranno ancora nel 2015, considerando l’imminente Quantitative Easing. Ma le rate ed i tassi non possono che aumentare nei prossimi anni. Chi ha contratto un mutuo a tassi variabili, il 77,5%, non potrà che vedere aumentare la rata nel corso dei prossimi 22 anni. Il rischio, quindi, è che il mutuo diventi insostenibile, considerati gli spread attualmente praticati” ha proseguito Dona.
“Anche se nel 2015 alcune banche hanno annunciato riduzioni dello spread, questo è decisamente troppo alto, ben superiore rispetto ai livelli pre-crisi. L’inevitabile futuro aumento dei tassi di riferimento, quindi, renderà il taeg esageratamente alto. Per questo mettiamo in guardia il consumatore a non farsi trarre in inganno e indurre in tentazione. La rata, in caso di mutuo a tasso variabile, è meglio che non superi il 23% del reddito familiare, così da poter sostenere anche aumenti pari al 30%” ha concluso l’avv. Dona

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Hitachi acquisisce Ansaldo: Cosa cambierà?

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

ansaldo_5“Ansaldo STS può vantare una indubbia posizione di leadership competitiva sul mercato italiano dell’alta velocità; un mercato attraente ed in crescita oltre la media europea. Secondo lo studio “Global Rail Outlook 2014” di Frost & Sullivan, nel solo periodo di riferimento 2011-2012, con l’entrata completa a regime della dorsale AV italiana, i passeggeri dell’operatore Trenitalia-Frecciarossa sono cresciuti del 4.2% in Italia, una crescita superiore a quella di molti altri paesi europei tra cui Spagna e Francia, e superiore allo stesso Giappone. Questa considerazione fa dell’Italia uno dei mercati più attraenti per l’alta velocità, di cui Ansaldo STS è partner tecnologico fondamentale e privilegiato sia sul mercato domestico sia su interessanti mercati internazionali dove si giocherà lo svilluppo AV nei prossimi anni. Tra questi spicca ad esempio il mercato britannico, dove Ansaldo è leader con il suo Pendolino e dove Hitachi ha il suo headquarter europeo a Londra. L’acquisizione da parte di Hitachi farà nascere il quarto polo globale nel settore ferroviario per fatturato, un mercato nel quale Ansaldo Breda ed Ansaldo STS possono vantare una grande competenza tecnologica, sia nei sistemi di ferrovia urbana ed alta velocità, sia nei sistemi di segnalazione ferroviari in Nord America ed Europa. Questa acquisizione sarà sicuramente positiva per lo sviluppo futuro di Ansaldo STS. Finmeccanica non avrebbe avuto le risorse necessarie per permetterne lo sviluppo ulteriore nei mercati internazionali caratterizzati da alti investimenti e margini bassi, e dove l’utilizzo delle sinergie industriali sarà sempre più fondamentale per offrire quella innovazione tecnologica di cui Ansaldo STS è oggi leader. Innovazione che dopo decenni di stagnazione sta ora trasformando il settore ferroviario ed il suo ruolo sempre più centrale all’interno di ciò che Frost & Sullivan definisce il settore integrato della “Intelligent Mobility”, dove il treno giocherà un ruolo sempre più centrale e strategico dovendo risultare sempre più veloce, confortevole e “smart”.”
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?

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Riconoscimento dell’Osteopata come Professione Sanitaria Autonoma

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

Lorenzin beatriceSì è svolto l’incontro, presso il Ministero della Salute, fra il Direttivo del Registro degli Osteopati d’Italia guidato dal Presidente Paola Sciomachen, l’On. Sabrina De Camillis, consulente politico del Ministro Lorenzin e suo delegato, e Rossana Ugenti, Direttore generale delle Professioni sanitarie del Ministero della Salute. All’ordine del giorno la consegna delle 26.000 firme, raccolte da novembre 2014 a oggi, a favore del riconoscimento dell’Osteopata come Professione Sanitaria Autonoma, personalmente dagli osteopati del ROI presso i loro studi e attraverso la petizione online su Change.org. “Il successo della petizione dimostra che la strada del confronto con le istituzioni a favore del Riconoscimento non si basa su interessi particolari di una categoria professionale ma va a colmare una necessità dei cittadini che sempre più si rivolgono alle medicine complementari e alternative per far fronte ai propri bisogni di salute – commenta Paola Sciomachen, Presidente ROI – E’ un fenomeno che non può essere ignorato e che richiede di mettere in campo tutte le necessarie tutele, a partire dalla certezza di affidarsi a professionisti qualificati, correttamente formati e che possano offrire una prestazione sanitaria efficacie nel rispetto delle norme che solo il riconoscimento può garantire. Tutto questo all’interno di un quadro che già ci vede collaborare con medici e sanitari con l’obiettivo comune di migliorare la salute pubblica”.
“Come Ministero della Salute, ha sottolineato l’On. Sabrina De Camillis, alla luce anche dei nuovi indirizzi del CEN, siamo convinti che la regolamentazione della professione di osteopata vada fatta per rispondere a due obiettivi principali: garantire il cittadino che deve avere la certezza, quando ricorre alle cure dell’osteopata, di trovarsi di fronte un professionista con adeguate competenze; impedire che ci sia un attività fatta da chi può fare danni al cittadino e alla professione. E’ in questa direzione che va l’emendamento al DDL Lorenzin sulla riforma delle professioni sanitarie, in discussione nella competente Commissione al Senato”.

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Incontro di primavera della rete dei cammini

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

PrimaveraL’attenzione ai cammini storici, a tutti i cammini storici italiani, e la consapevolezza del ruolo determinante che essi possono svolgere per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese e per la tutela del nostro patrimonio culturale ed ambientale e del nostro benEssere: sarà questo il focus dell’Incontro Nazionale di Primavera della comasca Rete dei cammini, l’Associazione non lucrativa che raccoglie le Associazioni italiane impegnate nella tutela dei cammini e dei pellegrini. Il tutto in linea con la cosiddetta “Carta di Toronto dell’Attività Fisica” (The Toronto Charter for Physical Activity: A Global Call to Action), accordo internazionale, o “protocollo globale”, attivo dal 2010, per la promozione della salute sociale attraverso la promozione del camminare.

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