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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

“Pericolosa ambiguità nella strategia dell’Occidente nello scontro Sciiti-Sunniti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2015

minaretoSono le parole dell’ambasciatore ed ex ministro degli Esteri Giulio Terzi (FDI) ai microfoni della trasmissione “Il mondo e’ piccolo”, condotta da Fabio Stefanelli, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Universita’ Niccolo’ Cusano. “L’Isis ha costituito un grande salto di qualità rispetto ad Al Qaeda -ha spiegato Terzi-, non è un caso che abbia attratto molte componenti che erano nell’orbita del jihadismo anti-occidentale, per una lotta dura contro il regime siriano di Assad. Si è spostato in Iraq, dove ha trovato una componente emarginata dagli equilibri di governo, cioè la componente sunnita. Ed è andato a trovare moltissimi consensi anche nell’apparato dei generali e del mondo tribale che aveva espresso Saddam fin dagli anni ’80. C’è una contrapposizione di fondo che si è delineata negli ultimi mesi, quella tra mondo sunnita e mondo sciita. Nel mondo sciita la leadership è iraniana, e l’Iran ha fatto dell’ideale religioso e rivoluzionario la sua carta vincente. L’Iran è stato molto agevolato sul piano geopolitico dalla caduta del regime di Saddam nel 2003 e da lì ha continuato a perseguire una politica di accresciuta potenza regionale. Questa politica si sta esplicando con una partecipazione diretta iraniana e delle milizie sciite, in tutta una fascia di paesi che vengono considerati dall’Iran come vicinato strategico, ad esempio lo Yemen e il Libano. Attraverso questa influenza religiosa, militare e di strategia politica, attualmente l’Iran si sta muovendo in Yemen, con la componente Huti, in Siria, sostenendo la componente di Assad, mettendo in campo gli Hezbollah libanesi, e sta appoggiando le operazioni di terra contro l’Isis in Iraq. In questo quadro emerge la grandissima complicazione fra tutte le forze in campo. C’è una coalizione occidentale contro l’Isis, guidata dagli Stati Uniti, di cui fa parte anche l’Italia, che è oggettivamente alleata con l’Iran. Questo avviene in Iraq. C’è poi una coalizione diversa alla quale gli americani partecipano e partecipano altri stati arabi sunniti, che contrasta le operazioni dell’Iran in Yemen. C’è un quadro molto confuso in Siria dove pochissimi Paesi partecipano alle operazioni contro l’Isis. Quindi nascono infinite ambiguità di comportamenti e di strategie. In campo occidentale è molto pericoloso non avere le idee chiare su cosa l’Iran rappresenti in questo grande mosaico di tragedie che è la situazione in Medio Oriente”. (fonte radio cusano)

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