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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Medici: accesso alle scuole di specializzazione

Posted by fidest press agency su domenica, 3 Maggio 2015

Paola-Binetti“Il Miur risponde con un Regolamento, pubblicato ieri in GU, alle aspettative di oltre 10.000 candidati al prossimo concorso nazionale per accedere alle Scuole di specializzazione. Non è il Bando tanto atteso, ma un semplice regolamento, che giunge all’ultimo momento rispetto alla scadenza prevista del 30 aprile. Conferma che i quiz saranno 70 e che verteranno sulle conoscenze cliniche previste dal piano di studi, riduce il numero delle opzioni possibili per rendere più veloci i processi di immatricolazione e demanda alla università gli aspetti organizzativi-procedurali. Ma soprattutto corre voce che il numero delle borse disponibile si attesti intorno ai 4.000 contratti. A questo punto non stupisce che i candidati non siano contenti e minaccino di tornare nuovamente in piazza” Lo afferma l’on. Paola Binetti, deputato di Area popolare e membro della commissione Affari sociali, da sempre schierata a fianco dei giovani medici.
“Ci aspettavamo qualcosa di più preciso rispetto alle modalità degli esami, tenendo conto delle infinite polemiche dello scorso anno, sia per gli errori del Cineca che per il clima tutt’altro che sereno in cui si sono svolti gli esami in molte sedi. Ma soprattutto ci aspettavamo che l’opzione fatta da molti specializzandi per il nuovo ordinamento, che riduce a quattro gli anni di quasi tutte le scuola di specializzazione, avesse liberato risorse adeguate per tutelare il diritto agli studi dei futuri medici. Non dimentichiamo infatti che senza una specializzazione l’accesso a molte posizioni professionali è precluso. E invece ci troviamo ancora una volta a fare i conti con una forbice che si allarga di anno in anno. Perché la coda degli aspiranti si allunga con tutti coloro che di anno in anno restano fuori. Né tanto meno ci consolano le sentenze della magistratura che ammette chi fa ricorso non sulla base del merito ma solo sulla base del vizio di forma. Chi veglierà quest’anno sulle procedure centrali e locali per evitare chesi possano ripetere gli stessi errori dell’anno scorso?” aggiunge Paola Binetti. ” Si può riformare la costituzione, la legge elettorale e mille altre cose come è accaduto ieri con i Manager, i direttori generali, della PA. Ma occorre iniziare dalle cose solo apparentemente più piccole, laddove i giovani incontrano per la prima volta le istituzioni e chiedono che sia tutelato il merito di chi intende continuare a studiare e non vuole trovarsi davanti ad una porta sbarrata prima ancora di potersi mettere alla prova. Per questo, chiediamo ai ministri del Miur, Salute e soprattutto al MEF di rivedere attentamente il numero dei contratti disponibili e di non contribuite a incrementare la lista drammatica dei giovani disoccupati” conclude.

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