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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Conclusa l’assemblea annuale del proprio Sinodo con il Culto di chiusura che è stato celebrato presso la chiesa luterana Christuskirche di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 5 Maggio 2015

Chiesa_luterana_riesteI lavori dell’organo sovrano della CELI – che dibatte e delibera su tutte le materie della vita ecclesiale – hanno avuto al centro il tema “Vent’anni di Intesa: impegno e libertà religiosa”. Non solo si è provato tracciare un bilancio sugli effetti che l’Intesa con lo Stato italiano – siglata nel 1993 ed entrata in vigore nel 1995 – ha avuto sulla CELI, ma si è dibattuto sull’attuale livello di tutela e sui rischi di violazione della libertà religiosa.
Il confronto tra i sinodali ha avuto il via dopo gli interventi in assemblea plenaria della Consigliera Anna Nardini, Coordinatore Ufficio Studi e Rapporti Istituzionali Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Riccardo Bachrach, sinodale e presidente della Comunità di Napoli. La prima, partendo dall’analisi dell’Intesa con la CELI, si è soffermata anche sulle prospettive dell’’auspicata introduzione di una legge generale e organica sull’esercizio della libertà religiosa, mentre il secondo ha offerto ai presenti la sua esperienza sul tema, maturata negli anni sia con la sua partecipazione ai lavori preparatori che condussero alla sottoscrizione dell’Intesa sia con il suo contributo al dibattito nell’ambito delle chiese evangeliche in Italia.
Partendo spesso dalla considerazione che la libertà religiosa significa necessariamente anche accettazione da parte di ogni credente dell’ordinamento che la regolamenta e dei limiti che impone, i sinodali hanno partecipato attivamente a cinque gruppi di lavoro sui temi “Stato e Chiese”, “Venti anni di Otto per mille per la CELI e le sue Comunità: cosa è cambiato”, “Quali possibilità di agire attivamente nella società ci apre l’Intesa?”, “Chance e possibilità per la CELI in una prospettiva della crisi economica” e “I livelli e le finalità del dialogo interreligioso”.
I gruppi più focalizzati sull’8xMille hanno sottolineato il ruolo di responsabilità delle Chiese nella società odierna e, quindi, la necessità anche per la CELI e per le sue comunità di essere sempre più presenti e riconoscibili sul territorio e capaci di crescente collaborazione non solo tra realtà luterane nazionali, ma anche in ambito internazionale ed ecumenico, come testimoniato dalla cooperazione della CELI – ad esempio – con la Federazione Mondiale Luterana; o come avviene in vari ambiti con la CEI, la Conferenza Episcopale Italiana della chiesa cattolica, soprattutto per arrivare “insieme” alla celebrazione del cinquecentenario della Riforma di Lutero nel 2017.Il gruppo sul dialogo interreligioso – guidato da Adnane Mokrani, teologo musulmano, docente presso la Pontificia Università Gregoriana e il Pontificio Istituto di studi arabi e islamistica (PISAI) – ha invece evidenziato come siano la non conoscenza e la mancanza proprio di dialogo a determinare spesso intolleranze e conflitti in ambito religioso, mentre il riconoscimento reciproco, la difesa della libertà religiosa e il sostegno allo scambio religioso facilitano l’incontro e la comprensione. In pratica, il dialogo è religione.
Tra gli altri temi di dibattitto, è da segnalare l’approvazione – da parte del Sinodo 2015 – della liturgia per la benedizione o celebrazione di un matrimonio di una coppia luterano-cattolica, che segna un momento importante nelle relazioni ecumeniche della CELI.Dopo l’analisi di come la Chiesa e le comunità luterane si stanno preparando – nel contesto locale, nazionale e internazionale – al 500° anniversario della Riforma nel 2017, il Sinodo ha anche deliberato su un’importante mozione in tema di impegno a sostegno di rifugiati e migranti. Riconoscendo le proprie radici migratorie e di fronte a un Mediterraneo sempre più portatore di morte e a un’Europa sempre più pericolosa da raggiungere per chi fugge da guerre, persecuzioni, disastri ambientali e povertà, il Sinodo ha invitato le comunità a essere luoghi ancora più aperti verso chi, disperato, chiede aiuto. E, a tal fine, ha deciso di promuovere il rafforzamento della collaborazione tra le stesse comunità e il Servizio Rifugiati e Migranti della FCEI, di cui la CELI è sostenitrice. In quest’ottica, la CELI agirà per rafforzare o attivare reti sul territorio su iniziative concrete e non meramente assistenziali di accoglienza e per promuovere momenti di formazione di tipo socio-legale e di tipo psicologico all’interno delle proprie comunità.Il Sinodo è stato, inoltre, anche importante occasione di testimonianza sul tema dei diritti violati delle donne. Durante i lavori assembleari, infatti, una sedia della platea è rimasta sempre vuota con sopra un foulard rosso e l’indicazione “Posto occupato”: in questo modo, il Sinodo ha risposto alla richiesta della rappresentante della Rete delle Donne che, con una mozione, aveva sollecitato l’adesione della CELI alla campagna “Posto occupato” promossa dalla Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI) per sensibilizzare sul drammatico fenomeno della violenza sulle donne e per riflettere sulle cause sociali e culturali che la alimentano.Nel corso della riunione assembleare, si sono svolte infine le tradizionali relazioni sui numerosi progetti o iniziative che i luterani promuovono in Italia o a cui partecipano attivamente: dalla Casa editrice Claudiana, al Centro Melantone di studi ecumenici, fino alla Commissione europea luterana per la chiesa e l’ebraismo. Spazio è stato dato anche agli aggiornamenti su temi etici, ad esempio con la relazione della Commissione direttive anticipate di fine vita, o su progetti di solidarietà quali il Servizio Rifugiati e Migranti della FCEI, la Cura d’anime ai carcerati, le iniziative della Rete delle donne o le attività della Scuola materna ed elementare a Santa Maria La Bruna (NA).La CELI, chiesa capace di evolvere con la società, è infatti fortemente impegnata non solo nella cura delle anime, ma anche in numerosi ambiti quali cultura, sanità, scuola, assistenza a poveri e immigrati, educazione ambientale, pari opportunità uomo-donna, difesa delle diversità e lotta alle discriminazioni, partecipazione al dibattito etico, religioso e politico.
Proprio per questo impegno, la Chiesa Luterana – una chiesa senza grandi patrimoni – riceve ogni anno il sostegno di tantissimi italiani che scelgono di destinarle l’otto per mille sulla dichiarazione dei redditi: nel 2014 sono state, infatti, più di 61.000 le firme a favore della CELI, cioè quasi 9 volte il numero dei luterani presenti in Italia (pari a 7.000).
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, essendo statutariamente bilingue, italiano e tedesco, è un ente ecclesiastico che attualmente raggruppa 7.000 luterani distribuiti in 15 comunità, dalla Sicilia all’Alto Adige. I suoi rapporti con la Repubblica Italiana sono regolati dalla legge n° 520 del 1995 (Intesa secondo l’art. 8 della Costituzione).
La più antica comunità luterana in Italia è quella di Venezia, risalente alla Riforma attuata dal monaco agostiniano Martin Lutero nel 1517.

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