Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 8 Mag 2015

Breakthrough in Protecting International Whistleblowers Seminar Announced

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 Mag 2015

bosnia-herzegovinaThe American Chamber of Commerce in Bosnia-Herzegovina, in cooperation with Luna-Centre for Responsible Democracy and with the support of the U.S. Embassy speaker program, is sponsoring an important international seminar on how whistleblowers from around the world can use U.S. laws to expose corruption.“Breakthrough in Protecting International Whistleblowers: Non-United States Citizens Now Entitled to Whistleblower Protections and Rewards” will take place at the Hotel Termag Jahorina, Poljice bb, BiH on Tuesday, May 26, 2015 at 10:30 a.m. (CEST, GMT+1). The seminar will be broadcast via LIVE STREAM starting at 11 a.m. (CEST, GMT+1). Visit the Global Whistleblower website to access the LIVE STREAM. Stephen M. Kohn, a preeminent whistleblower attorney from the United States, will host the seminar. Mr. Kohn will explain how whistleblowers can use U.S. laws, such as the Foreign Corrupt Practices Act, to expose corruption and obtain rewards regardless of their country of citizenship. Mr. Kohn represented the UBS/Swiss bank whistleblower who obtained a $104 million award from the U.S. government.

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In crescita l’industria italiana della piastrella di ceramica

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 Mag 2015

ceramicaCon 390 milioni di metri quadrati di produzione nel 2014 (+0,8%) ed una previsione di 400 milioni di metri quadrati per il 2015 (+2,6%) la produzione settoriale ha avuto un crescendo significativo. A metterlo in evidenza è Avvenia (www.avvenia.com), azienda leader nel settore della “white economy”, il ramo dell’economia relativo all’efficienza e alla riqualificazione energetica, che ha annunciato di volere investire 20 milioni di euro in questo settore che conta con 156 aziende, 20.537 occupati, un export pari all’82% delle vendite e un fatturato di 4,7 miliardi di euro nel 2014. Un settore in cui l’Italia è leader sui mercati mondiali per tecnologia, design e innovazione. Sono proprio le piastrelle «made in Italy» infatti ad essere ancora oggi le più apprezzate in tutto il mondo quale espressione di gusto, stile e qualità.

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Diabete di tipo 2: empagliflozin ottiene la rimborsabilità in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 Mag 2015

Concessa dall’Agenzia Italiana del Farmaco la rimborsabilità di empagliflozin, inibitore del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2), sviluppato da Boehringer Ingelheim ed Eli Lilly and Company, che ha ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte della Commissione Europea nel maggio 2014 per il trattamento del diabete mellito di tipo 2, al fine di migliorare il controllo glicemico negli adulti in monosomministrazione giornaliera, in compresse da 10 e 25 mg.Empagliflozin appartiene alla classe degli inibitori del SGLT2, proteina trasportatore responsabile di circa il 90% del riassorbimento da parte del rene del glucosio filtrato dal sangue. Nelle persone con diabete di tipo 2 si osserva una sovraespressione di SGLT2, che contribuisce all’innalzamento dei livelli glicemici.Empagliflozin riduce la capacità del rene di riassorbire il glucosio, inducendone l’escrezione attraverso le urine, con il vantaggio di ridurre i valori glicemici e l’HbA1c ed indurre una perdita di peso e la diminuzione della pressione arteriosa. A differenza della maggior parte dei trattamenti antidiabetici orali, gli inibitori del SGLT2 agiscono indipendentemente dalla funzionalità delle cellule beta pancreatiche e dall’azione dell’insulina.“La terapia del diabete tipo 2 si arricchisce di un altro inibitore del riassorbimento renale di glucosio, empagliflozin. Questa classe di farmaci ha ribaltato un vecchio concetto che noi medici avevano imparato sui banchi e cioè che la glicosuria era un indice di scompenso glicemico. Ora l’eliminazione di glucosio attraverso il rene assume una connotazione positiva. Innanzitutto è prova dell’azione del farmaco e della sua efficacia nel migliorare i profili glicemici” dichiara il Professor Stefano Del Prato, Direttore U.O. Malattie del Metabolismo e Diabetologia, Dipartimento Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa. “Inoltre, grazie alla perdita dell’eccesso di glucosio – continua Del Prato – facilita il calo ponderale e, grazie al conseguente modesto effetto diuretico, esercita un effetto favorevole sulla pressione arteriosa. Questi farmaci sono, infine, la riprova di un nuovo approccio della terapia del diabete tipo 2, sempre più mirata a correggere specifici difetti patogenetici e la possibilità d rendere ancora più individualizza la terapia”. Nel gennaio del 2011, Boehringer Ingelheim ed Eli Lilly and Company hanno annunciato un’alleanza nel campo del diabete, incentrata su tre composti che rappresentano alcune delle principali classi di trattamento. Questa alleanza sfrutta i punti di forza di due delle case farmaceutiche più importanti a livello mondiale, fondendo la solida tradizione di Boehringer Ingelheim nell’innovazione basata sulla ricerca con le ricerche innovative, l’esperienza e la storia pionieristica di Eli Lilly nel campo del diabete. Unendo le loro forze, le due aziende dimostrano il proprio impegno nell’assistenza alle persone con diabete e agiscono congiuntamente per concentrarsi sulle esigenze dei pazienti. Per saperne di più su questa alleanza, visitare i siti internet http://www.boehringer-ingelheim.com o http://www.lilly.com.
Il Gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il Gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 146 affiliate e più di 47.700 collaboratori. Sin dalla sua fondazione nel 1885, l’azienda a proprietà familiare, si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina umana e veterinaria.Operare in maniera socialmente responsabile è un punto centrale della cultura e dell’impegno di Boehringer Ingelheim che include l’impegno a livello mondiale in progetti sociali, come l’iniziativa “Making More Health” e l’attenzione ai propri collaboratori. Rispetto, pari opportunità ed equilibrio lavoro/vita privata costituiscono le fondamenta della reciproca collaborazione. Tutela e sostenibilità ambientale sono parte integrante di ogni iniziativa che Boehringer Ingelheim intraprende. Nel 2014, Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di circa 13,3 miliardi di euro. Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo corrispondono a circa il 19,9% del fatturato netto. Lilly è un’azienda leader globale nel settore sanitario che coniuga la cura dei pazienti alle scoperte, al fine migliorare la vita delle persone di tutto il mondo. Fondata oltre un secolo fa da un uomo impegnato nella realizzazione di farmaci di alta qualità che rispondessero a esigenze reali, l’azienda è tuttora fedele a questa mission in tutte le proprie attività. Il personale di Lilly in tutto il mondo lavora per scoprire e mettere a disposizione delle persone che ne hanno bisogno farmaci in grado di cambiare la vita, per ampliare le conoscenze e migliorare la gestione delle malattie, e per contribuire al benessere delle comunità attraverso attività filantropiche e di volontariato. Per ulteriori informazioni su Lilly, consultare i siti http://www.lilly.com e http://newsroom.lilly.com/social-channels.
Lilly Diabetes è un leader mondiale nel campo del trattamento del diabete dal 1923, quando fu la prima casa farmaceutica a commercializzare l’insulina.

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Fotonica 2015: accesso ai servizi con capacità trasmissiva oltre i 100Mbit/s

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 Mag 2015

fontonicaLa 17esima edizione delle conferenza nazionale FOTONICA 2015 è stata aperta a Torino presso la sede del Politecnico di Torino al Lingotto. Il Convegno FOTONICA, organizzato dal Gruppo Tematico “Fotonica e Elettro-ottica” di AICT, insieme con AEIT, è il forum della comunità fotonica nazionale in cui si presentano e si discutono i risultati più avanzati della ricerca scientifica e tecnologica in tutti i settori della Fotonica, con ampio risalto anche agli ambiti applicativi (http://www.fotonica2015.it/ ).
“La tavola rotonda sullo Sviluppo dell’ultra-broadband in Italia ha suscitato particolare interesse fra i partecipanti, soprattutto perché si tratta di un tema strategico, all’attenzione della Presidenza del Consiglio, sul quale si giocherà in maniera definitiva lo sviluppo del nostro paese nei prossimi anni. Ed è stato soprattutto interessante l’invito, sia da parte del CEO di Italtel, Stefano Pileri, che di Raffaele Tiscar, Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio, ad essere coraggiosi ed innovativi nell’allocare investimenti che abbiano ritorni nel medio termine e che consentano al nostro paese il raggiungimento degli obiettivi definiti dall’Agenda Digitale europea.
Una particolare enfasi va individuata nella futura convergenza fra le tecnologie del fisso (FTTC, FTTH) e quelle del mobile di quinta generazione (5G), che consentirà l’accesso ai servizi ad alta definizione garantendo una capacità trasmissiva che va dai 100Mbit/s in su ed una fruibilità che non risulterà più vincolata né da rigide postazioni logistiche, né da specifici strumenti informatici e terminali” ha dichiarato Andrea Penza, Presidente di AICT.
La opening session, aperta da Pierpaolo Boffi del Politecnico di Milano e Roberto Gaudino (Politecnico di Torino e Presidente della conferenza), è stata tenuta da Ronan Burgess, Vice-Head della Photonics Unit, European Commission, Bruxelles, che ha parlato delle strategie della Comunità Europea sulla ricerca nel campo della Fotonica all’interno del programma Horizon 2020.
La mattinata iniziale è proseguita con un importante simposio tematico intitolato “Sviluppo dell’ultra-broadband in Italia”, argomento di grande interesse in questo periodo, viste anche le recenti direttive della Comunità Europea e del Governo Italiano su questi temi. Il Simposio, coordinato e introdotto dall’Ing. Giovanni Colombo, ha visto la partecipazione di Stefano Pileri (AD Italtel), Raffaele Tiscar (Vice Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri) e Maurizio Gattiglio (Chairman Convergent).
La conferenza proseguirà sino a domani con circa 200 presentazioni tecniche, e due altri simposi tematici sui temi “Recenti sviluppi nel settore dei laser per applicazioni industriali, sensoristiche e biomediche” e “Silicon Photonics come tecnologia abilitante per applicazioni su larga scala”.
AICT è la Society dell’Associazione Italiana Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Informatica e Telecomunicazioni (AEIT), istituita con l’obiettivo di costituire il principale riferimento culturale nel Paese per quanti operano nel settore dell’Information & Communication Technology (ICT).

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Valorizzare i veri autonomi: una risposta a Tiziano Treu

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 Mag 2015

tiziano treuSul Sole 24 ore del 6 maggio è apparso un interessante contributo del senatore Tiziano Treu (“Ora vanno valorizzati i veri autonomi”), che testimonia un’attenzione crescente al lavoro autonomo, il riconoscimento del suo ruolo per il funzionamento dell’economia moderna e l’accettazione della sua specifica identità, non più lavoro atipico da riportare entro gli schemi del lavoro subordinato. Nell’articolo Treu sostiene la necessità di interventi sostanziali.
Innanzitutto sul fronte previdenziale dove auspica una riduzione della contribuzione alla gestione separata (non solo il blocco alla situazione attuale) e “l’integrazione delle pensioni contributive, a condizioni definite, con prestazioni ulteriori finanziate dal fisco” con cui sembra richiamare un suo vecchio disegno di legge (del 2009 a firma anche di Giuliano Cazzola), che come Acta abbiamo subito apprezzato e che prevedeva una pensione di base, equiparabile all’assegno sociale, aggiuntiva rispetto a quanto garantito dal sistema contributivo. Un meccanismo che aiuterebbe a riequilibrare il divario che separa il sistema contributivo da quello retributivo e incentiverebbe l’investimento pensionistico.
Treu cita inoltre una serie di misure che accolgono molte delle proposte che fanno parte della “piattaforma” Acta: tutele nelle situazioni di malattia e disoccupazione, congedi parentali, detassazione della formazione, garanzia dei tempi di pagamento.
Allo stesso tempo tuttavia, l’articolo contiene alcuni punti che ci preoccupano, laddove menziona una proposta di legge (più volte rivista) per uno Statuto del lavoro autonomo e dove sottolinea, peraltro in coerenza con il citato Statuto, la necessità di configurare tutele specifiche per i lavoratori economicamente dipendenti, identificati principalmente sulla base della monocommittenza, eventualmente con un parametro aggiuntivo legato al reddito.
Questo della monocommittenza è un vecchio refrain. Rispetto alle interpretazioni dominanti degli ultimi anni osserviamo un’evoluzione: la monocommittenza non è più considerata necessariamente dimostrazione di subordinazione[2], ma la monocommittenza rappresenta comunque una situazione che deve essere trattata in maniera diversa. In sostanza chi è monocommittente ha minori possibilità concrete di reperire sul mercato adeguate alternative, è più debole e perciò deve fruire di alcune tutele essenziali relative al contratto, al welfare e alle politiche attive.
Tutto ciò in coerenza con i pareri del Comitato economico e sociale europeo (CESE) e con quanto avviene in altri paesi europei, ed in particolare in Spagna, che ha introdotto uno Statuto del lavoro autonomo che prevede la figura del lavoratore economicamente dipendente (TRADE).
La scelta di agire a favore esclusivamente dei freelance monocommittenti è però un modo per continuare a legare il sistema di tutele alla posizione lavorativa. Come Acta sosteniamo invece la necessità di strumenti universalistici, che prescindano dalla specifica posizione lavorativa, per più motivi.
1. L’esigenza di tutele essenziali interessa tutti i freelance, non solo quelli monocommittenti. Anche un pluricommittente può essere economicamente debole, perché pur avendo più clienti il suo fatturato complessivo è esiguo. Anche un pluricommittente con elevato fatturato può essere messo in crisi da clienti che non pagano o da una situazione di malattia che gli impedisce di lavorare per lunghi periodi. Tutto il lavoro autonomo per le imprese non può essere abbandonato alla regolamentazione del mercato, ma richiede un quadro di nuove garanzie.
2. L’adozione di un sistema di tutele specifico per il lavoro economicamente dipendente prevede oneri a carico del committente, che sarà perciò incentivato a trovare fornitori non monocommittenti, in modo da ridurre i propri impegni.
3. Il lavoratore monocommittente può non voler rendere nota questa situazione al proprio committente, in modo da non indebolire il proprio potere contrattuale.
Quindi non solo non è risolutivo per tutti i freelance, ma è anche di difficile applicazione per resistenze che possono riguardare sia il lavoratore sia il committente, tanto è vero che l’esperienza spagnola non può certo dirsi di successo[3].
Lo statuto del lavoro autonomo tuttavia non tratta solo del lavoro economicamente dipendente. Esso ha il merito di affermare la centralità di tutto il lavoro autonomo e contiene alcune novità interessanti, come ad esempio l’estensione anche agli autonomi dello stesso diritto concesso ai dipendenti di prelazione in caso di fallimento del committente, l’introduzione di linee guida per la determinazione di equi compensi da parte della pubblica amministrazione e la definizione di tempi certi di pagamento.
Ma nel complesso è una proposta pasticciata, che rivela l’inadeguatezza di un approccio che non riconosce le specificità dei freelance, del lavoro autonomo di seconda generazione. Esso si rivolge a tutto il lavoro autonomo – imprenditoriale e usa una logica additiva. Alle tradizionali politiche per l’imprenditorialità (incentivi ai primi anni di attività, politiche per imprenditorialità femminile, sostegno alle riconversioni, interventi in situazioni di crisi, sostegno alla Ricerca e sviluppo, fondi di garanzia) aggiunge strumenti che provengono dal lavoro dipendente (contrattazione collettiva[4] e sportelli informativi e per l’incrocio tra domanda e offerta, servizi pubblici e privati accreditati che offrano consulenza e bilanci delle competenze[5]), il tutto condito con misure volute per dare sostanza alla legge 4/2013 sul riconoscimento delle professioni, per regolare e limitare l’accesso alla professione[6]. Un mix che è ben lontano dal fornire un quadro coerente per il lavoro autonomo, come si richiederebbe ad uno statuto, e che insospettisce perché molte parti sono dirette a rafforzare le rappresentanze più che i lavoratori autonomi[7]. Infatti, con lo Statuto l’iscrizione ad un’associazione riconosciuta diventerebbe necessaria ad esercitare una professione, e più in generale le organizzazioni di rappresentanza potrebbero partecipare all’erogazione di nuovi servizi, come gli sportelli informativi, di incontro domanda e offerta, di consulenza, per il bilancio delle competenze…, e avere un ruolo chiave nella formazione, che sarà incentivata (attraverso la totale deducibilità dei costi) solo se svolta entro enti accreditati o se funzionale all’acquisizione di crediti formativi. Con quali conseguenze per i freelance? Di sicuro maggiori costi (iscrizione obbligatoria ad una associazione rappresentata) e limitazioni, in particolare con riferimento alla formazione, dove la presenza di vincoli è spesso funzionale agli interessi degli enti formativi. La formazione è uno dei principali canali di finanziamento per molte organizzazioni di rappresentanza ed è la prova tangibile del crescente divario tra i propri interessi e quelli dei soggetti che dovrebbero essere rappresentati.
In definitiva ci sembra che la situazione non sia ancora matura per proporre uno Statuto del lavoro autonomo, e ancor meno uno Statuto dei lavori. Più pragmaticamente siamo interessati a discutere singole misure, a partire dai temi prioritari richiamati nell’articolo di Treu: riduzione dei contributi alla gestione separata (attualmente al 27,72%) e pensioni contributive adeguate (a fine maggio Boeri ha promesso la busta arancione con le proiezioni pensionistiche anche agli iscritti alla Gestione Separata e allora sarà chiaro a tutti l’abisso tra il sistema contributivo e quello retributivo), tutele nelle situazioni di malattia grave, accogliendo la battaglia che stiamo conducendo a supporto di Afrodite K[8], e di disoccupazione, norme sulla conciliazione che favoriscano anche la partecipazione dei papà ai compiti di cura, detassazione totale della formazione (senza vincoli corporativi), abbandono delle gare pubbliche al massimo ribasso, a vantaggio di una valorizzazione delle competenze, interventi per garantire l’effettivo rispetto dei tempi di pagamento e porre così un argine ad un problema drammatico per molti freelance… (Anna Soru)

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Maggio: le mete più e meno care per viaggiare in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 Mag 2015

riminiL’arrivo di maggio porta con sé l’inizio del primo assaggio d’estate ma a salire, oltre alle temperature, sono anche i listini hotel. Secondo l’Osservatorio trivago questo mese segna rialzi sia nelle principali città d’arte italiane sia in alcune rinomate marittime. Ma non mancano anche mete economiche: trivago.it propone una panoramica sulle destinazioni più e meno care* attraverso i dati del tHPI (trivago Hotel Price Index).Le mete più care – A guidare la classifica delle mete che segnano il maggiore rincaro è Venezia, dove soggiornare in hotel costa in media il 40% in più rispetto ad aprile. A maggio le tariffe degli hotel lagunari superano la soglia dei 300€, per la prima volta dall’inizio del 2015, attestandosi su una media di 335€ a notte per camera doppia standard. Nel novero delle città spicca anche l’aumento di Firenze, i cui hotel costano il 19% in più rispetto ad aprile con una media di 203€. Chiude il quadro Milano dove i listini hotel, trainati dall’effetto Expo, salgono del 17% con una media di 232€. Spostandoci invece verso i centri costieri, maggio segna l’inizio della stagione estiva di alcune tra le mete di mare più rinomate del Paese, facendo lievitare sensibilmente i prezzi hotel. Succede a Positano e Taormina dove si registrano incrementi rispettivamente del 45% e del 15%, con tariffe medie a notte che arrivano a 286€ per la meta campana e a 209€ per quella siciliana.
Le mete più economiche – Non solo aumenti, ma anche diverse opportunità di concedersi un primo bagno riscoprendo alcune destinazioni italiane. Tra le mete più convenienti del mese emerge Rimini, che non risente dei primi rincari estivi: le tariffe aumentano solo del 2% rispetto ad aprile con prezzi medi che si attestano sugli 81€ a notte per camera doppia standard. Economici sono anche gli hotel di Pescara che segnano un -7% rispetto allo scorso mese con listini medi di 78€ a notte.
Maggio inoltre è anche il mese giusto per riscoprire il patrimonio archeologico di Pompei (+2% e prezzo medio di 76€) e gli stupendi panorami di Trapani (+1%, 69€). Infine, coloro che vogliono rivivere antiche tradizioni, possono concedersi una visita a Sassari (+7%, 60€), dove gli eventi del “maggio sassarese” animeranno la città sarda durante buona parte del mese.

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