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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 15 maggio 2015

Dal Profondo di Valentina Pedicini

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2015

dal profondoPalermo lunedì 18 maggio | ore 18:00 sala bianca Centro Sperimentale di Cinematografia a Palermo – sede Sicilia. In collaborazione con 100autori – Associazione delll’autorialità cinetelevisiva e il Centro Sperimentale di Cinematografia, sede Sicilia porta sugli schermi d’Italia e d’Europa il quarto dei cinque film che concorrono a vincere il Doc/it Professional Award, premio al miglior documentario italiano dell’anno. Il Mese del Documentario presenta Valentina Pedicini, unica regista donna ad entrare nella cinquina dei finalisti Doc/it Professional Award, premio al miglior documentario italiano dell’anno, e porta sugli schermi di 14 città in Italia e in Europa il suo Dal Profondo.Dove si finisce quando si muore? Sottoterra, ci hanno sempre insegnato. Dal Profondo ribalta le prospettive mostrando come 500metri sotto il livello del mare si nasconda, invece, la vita. E una donna: Patrizia, unica minatrice in Italia.Valentina Pedicini e Patrizia ci conducono in un mondo capovolto che si addentra nel cuore duro della terra fatto di una notte perenne, chilometri di gallerie, pietre e silenzio. E popolato dell’orgoglio, le lotte e la fatica dei 150 lavoratori dell’ultima miniera italiana.La regista ha vissuto accanto a loro per tre mesi, rischiando anche la vita durante una frana, per portare alla luce le storie di un lavoro pericoloso, ormai desueto e popolato unicamente da uomini. Ad eccezione di Patrizia.Presentato in anteprima mondiale al Festival di Roma e vincitore di numerosi riconoscimenti, il film concorre ora a diventare il miglior documentario italiano dell’anno come finalista delDoc/it Professional Award, il più importante premio di categoria italiano che hadal profondo1 visto più di 150 professionisti del settore votare le migliori opere del Cinema del Reale fra oltre le 80 che hanno partecipato quest’anno.Il documentario sarà proiettato nelle sale di 14 città, in Italia e in Europa, grazie a Il Mese del Documentario, manifestazione giunta quest’anno alla terza edizione e che ha visto triplicare il suo pubblico nell’edizione precedente. Organizzato e fortemente voluto da Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani in collaborazione con l’Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva 100autori, Il Mese del Documentario nasce con l’intento di promuovere e diffondere il meglio del Cinema del Reale in sala e, in una formula unica nel suo genere, quest’anno si terrà a Roma, L’Aquila, Bari, Milano, Napoli, Nola, Noto, Nuoro, Palermo, Trieste e per l’estero Berlino, Grenoble, Londra e Parigi nell’arco di un intero mese di proiezioni.Dal Profondo si contenderà assieme agli altri 4 finalisti anche il Premio del Pubblico, proclamato dagli spettatori di tutte le 14 città de Il Mese del Documentario e offerto dall’Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva 100autori che riconferma il suo sostegno all’iniziativa a testimonianza della sua vicinanza con il mondo del documentario.
Le altre quattro opere finaliste sono Sacro GRA di Gianfranco Rosi, SmoKings di Michele Fornasero, Stop the pounding heart di Roberto Minervini, The stone river di Giovanni Donfrancesco.

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Giornata Mondiale contro l’ipertensione

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2015

ipertensione2In programma il 17 maggio e promossa in tutto il mondo dalla World Hypertension League torna l’appuntamento annuale della SIIA – Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa – con la Giornata Mondiale contro l’ipertensione, “Impara a conoscere la tua pressione arteriosa” è il messaggio della Campagna e la mission che da sempre la SIIA porta avanti per creare tra i cittadini una coscienza del problema, dei rischi correlati e informarli dei vantaggi della corretta gestione di una patologia che affligge ormai una persona su tre e che rappresenta ancora oggi la prima causa di morte al mondo.Obiettivo della Giornata è quindi quello di diffondere un messaggio sociale sull’importanza di conoscere e tenere sotto controllo i propri valori, aumentando la coscienza individuale circa gli accorgimenti per prevenire l’ipertensione e sugli strumenti per arginarla.
«Il problema è enorme e l’attenzione inspiegabilmente bassa – commenta il Prof. Claudio Borghi, Presidente SIIA – In Italia abbiamo oltre 16 milioni di ipertesi e solo una persona su tre ha la pressione ben curata. A livello mondiale la cifra sale a circa 1 miliardo e mezzo. Sono numeri che non possiamo trascurare: ogni anno muoiono per malattie cardiovascolari dovute alla pressione alta 280.000 persone in Italia e 8,5 milioni di persone nel mondo. Si fatica a comprendere come mai il problema possa essere vissuto con indifferenza da larga parte della popolazione, quando ormai gli strumenti di diagnosi sono più che accessibili e le strategie di prevenzione efficaci».Nel promuovere una prevenzione che passi attraverso l’adozione metodica di determinati accorgimenti, la SIIA ha lanciato di recente una App per aiutare i pazienti a “gestire” la propria ipertensione: dalla possibilità di monitorare nel tempo i valori creando un grafico del proprio trend, a quella di prenotare una visita nel centro più vicino. In occasione dell’XI Giornata mondiale e con il prezioso contributo della Croce Rossa Italiana saranno allestite su tutto il territorio nazionale numerose postazioni mediche per dare l’opportunità a tutti i cittadini di effettuare il controllo gratuito della pressione.
Sarà possibile eseguire la misurazione dei valori pressori, senza necessità di impegnativa, anche presso gli ambulatori, i centri accreditati dalla SIIA e nelle farmacie aderenti all’iniziativa. In ognuna di queste sedi sarà possibile ritirare del materiale informativo e divulgativo inerente i rischi causati dalle cattive abitudini, i vantaggi di adottare uno stile di vita salutare e le indicazioni su come effettuare in modo corretto la rilevazione della pressione arteriosa.Per conosce le postazioni attive in occasione della Giornata mondiale consultare il sito http://www.siia.it.Alla Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa hanno aderito: la Croce Rossa Italiana, la Rai, la Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI), Federfarma e Assofarm.

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Mostra antologica: “Vincenzo Colucci 1898 – 1970”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2015

melograniRoma, dalal 22 al 31 maggio, la Galleria “Il Mondo dell’Arte” ospita nella storica sede di Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) una mostra antologica dal titolo “Vincenzo Colucci. 1898 – 1970” dedicata a un artista dalla personalità tanto straordinaria ed eccezionale quanto affascinante, dotato di una educazione estetica unica, ma soprattutto “in possesso di una libera concezione degli schemi compositivi, quale può ritrovarsi soltanto in un pittore che ha della realtà un’idea poetica totalitaria”, come scrive Carlo Carrà.Capace di avvicinarsi a luoghi, cose e persone dosando sapientemente il cuore dell’uomo e l’occhio del pittore, Colucci è dotato di un talento innato e naturale, caratterizzato da una significativa capacità espressiva e comunicativa, e arricchito da un margine di invenzione spontanea e casuale, da una tecnica immediata e virtuosa, da una notevole vivacità cromatica, da una semplicità e da una solidità della costruzione che gli regalano il lusso di non dover ripudiare neanche l’uso di una tavolozza fatta di colori elementari. A lasciar traccia sull’autentica vocazione di questo pittore prolifico, geniale e raffinato al tempo stesso, incapace di dipingere sotto i dettami di una scuola, gli artisti della tradizione napoletana, Utrillo, i paesaggisti lagunari del Settecento, diversi pittori neo-impressionisti (da Parquet a De Pisis, da Dufy a Van piazzetta branoDongen) ma anche Cezanne e Morandi o le grandi firme del filone della pittura intimistica e decadente, che ha il suo più geniale esponente in Mario Mafai. Che siano vedute, marine, ritratti o nature morte, realizzate quasi sempre con la tecnica dell’olio su tela o su legno, egli dimostra “di perseguire un principio d’arte che, se non può dirsi avanguardiero nel senso corrente della parola, mira alla salvezza ed omogeneità pittorica, il che conta anche di più, se la pittura deve essere quella che fu sempre nelle buone epoche della storia”, come scrive ancora Carlo Carrà.
Sicuro analizzatore del paesaggio, Vincenzo Colucci ritorna da ogni viaggio con un grosso carico di dipinti: la Liguria, la Toscana, Napoli, Roma ma anche la Francia, l’Inghilterra, il Belgio, l’Olanda, la Svizzera, la Tripolitania e ancora l’America e il Giappone. A costituire i temi dominanti l’intera sua produzione sono, però, soprattutto Venezia e Ischia: la prima amata per la sua intima essenza di vita; la seconda osservata con goethiana serenità, evitando la facile commozione della nostalgia sentimentale verso il mondo della sua infanzia. E’ proprio con la presa di contatto con il paesaggio lagunare che arriva la svolta decisiva nella sua pittura: è allora che il colore si schiarisce, gli orizzonti si allargano, prendendo profondità, la luce diventa protagonista del quadro e il taglio si raffina. Nell’esposizione con la quale la nipote Annamaria Petti ha scelto di rendergli omaggio un’ampia raccolta di opere pittoriche caratterizzate da un solido impianto tonale, studiato sulla scia dei pittori della generazione precedente alla sua, all’interno del quale, a seconda dei momenti, la pennellata è più leggera o tenace mentre il cromatismo più chiaro, delicato e vivace, arriva ad assumere toni più grevi. Tutti questi lavori offrono al pubblico la possibilità di ammirare uno spaccato importante della vasta e ricca attività di quest’esponente di spicco della scuola napoletana, generando un percorso che dagli esordi arriva fino alla piena maturità artistica e testimonia la poliedricità di tematiche che caratterizza questo pittore: paesaggi e vedute marine, in cui l’artista riesce a trasportare i suoi stati composizioned’animo, ritratti e figure umane, nature morte e fiori, genere nel quale più chiaramente si colgono i caratteri della sua sensibilità e in cui la verve di Colucci ha modo di esprimersi con maggiore libertà.A curare la mostra, che ripercorre attraverso un’ampia raccolta dei suoi lavori e alcune preziose testimonianze sia la sua carriera artistica che le fasi più significative della sua vita, il Maestro Elvino Echeoni e Remo Panacchia, soci fondatori de “Il Mondo dell’Arte”, che da anni propone, nella sede espositiva di Via Margutta, Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo. All’allestimento ha contribuito anche il gallerista Adriano Chiusuri.
L’appuntamento per il vernissage è fissato per venerdì 22 maggio 2015 dalle 18.30 alle 21.30.
Nasce a Ischia nel 1898, dove il padre Giuseppe, sbarcato per una gita e affascinato dalla bellezza del luogo, decide di fermarsi, rinunciando al lavoro di scenografo al teatro San Carlo di Napoli. Terzo di cinque figli, Vincenzo è irrequieto, ribelle e insofferente alle costrizioni tanto da essere ritirato dalla scuola. I suoi unici momenti di tranquillità sono quelli in cui, da autodidatta, con un gessetto o un carboncino si ferma a dipingere velieri, pescatori e altre scene di vita isolana o dà libero sfogo al suo estro imbrattando qualsiasi superficie gli offra questa possibilità. Intuendo il talento autentico del figlio, il padre decide di assecondarne l’inclinazione all’arte e gli regala un’attrezzatura completa da pittore. Ha inizio così l’affannosa ricerca dei “motivi” che lo porta a percorrere instancabilmente strade impervie e spiagge dell’isola. E’ tra i suoi villeggianti che il giovane artista incontra Giuseppe Casciaro. Alla partenza del Maestro da Ischia, Colucci si trasferisce a Napoli, dove inizia a frequentare la scuola serale di nudo e a vendere i suoi quadri. Risalgono ad allora l’amicizia con Luigi Crisconio e le prime esposizioni insieme ai più noti pittori napoletani, che gli consentono di affermarsi come uno dei più promettenti artisti della nuova generazione. Non ancora ventenne Colucci viene chiamato alle armi. Nonostante la guerra, trova il tempo di dipingere. Dopo il congedo, riprende a pieno il lavoro e trasforma la sua casa-studio in un luogo di ritrovo per amatori d’arte, giornalisti, letterati, uomini di teatro e critici, tra cui Di Giacomo, Ferdinando Russo, Ernesto Murolo. Inizia intanto un girovagare per il mondo: Francia, Inghilterra, Belgio, Olanda, Svizzera, Tripolitania, America e Giappone, ma anche luoghi più vicini come la Liguria, la Toscana, Roma e Venezia. E’ nella città lagunare che decide di partecipare all’impresa fiumana divenendo il pittore ufficiale della Repubblica del Carnaro. L’avventura di Fiume fu un gesto da esteta, un modo per entrare nella leggenda e lasciò nell’artista – così come nel fratello Eduardo, anche lui pittore – strascichi dannunziani, come accogliere gli ospiti nei “Vittoriali privati” o compiere gesti bonariamente teatrali. Tratto dannunziano del carattere di Vincenzo fu la galanteria, la costante adorazione per la bellezza muliebre, la disponibilità per improvvisi e travolgenti amori. Nel 1931 conosce Aureliana Maestripieri, che diviene poi sua moglie. Il rapporto con questa donna dura e volitiva non fu mai facile e i due vissero quasi sempre separati fino alla morte di lei, avvenuta nel 1971. Intanto nel 1929, alla Galleria Vanessa di Napoli, si tiene la prima grande mostra personale dedicata a Vincenzo Colucci. Nel 1934 apre a Ischia una bottega d’arte, la prima iniziativa del genere che sia stata presa nell’isola, che ospitò mostre di artisti italiani e stranieri di notevole levatura. Contemporaneamente alla galleria, entrambi i fratelli Colucci aprono le rispettive case ad amici illustri: da Toscanini a Montale, da Comisso a Visconti e ancora Jean Anouilh, De Chirico, Campigli, Eduardo e Peppino De Filippo, De Sica, Comencini, oltre che alla colonia di artisti tedeschi che hanno avuto un ruolo di primo piano nei movimenti artistici europei (da Hans Purmann a Rudolf Levi, Warner Gilles, Karly Sohn-Rethel, Kurt Kraemer). Sempre nello stesso anno Vincenzo è a Tripoli, con altri artisti italiani, per lavorare in preparazione della mostra coloniale che si tenne l’anno successivo al Maschio Angioino e che fu una delle esposizioni più qualificate che siano state allestite a Napoli nel corso del ventennio. A metà degli anni ’30 mise uno studio a Roma, in Via Margutta. Tuttavia, non sapendo stare senza dipingere, trasporta ovunque con sé il cavalletto viaggiante. Nel 1939 torna in Libia per preparare una personale che avrebbe dovuto inserirsi nel quadro delle manifestazioni della Triennale d’Oltremare e che non fu mai inaugurata. Due anni dopo ebbe la nomina a titolare della cattedra di figura disegnata al Liceo artistico di Palermo e quasi contemporaneamente fu richiamato alle armi come illustratore di azioni belliche e imbarcato sulle navi della marina militare. Tra una spedizione e l’altra Colucci tornò a Ischia dove aveva iniziato a costruire il suo “Villaggio”, un piccolo complesso architettonico da lui ideato e realizzato, fermamente contrastato dalle autorità locali e nazionali. Dal 1948 in poi Colucci riprese i suoi viaggi, tornando a lavorare nei luoghi a lui più cari: dalla Francia al Belgio, dall’Olanda all’Inghilterra, dalla Svizzera alle tante regioni italiane che più lo ispiravano. Compì anche negli anni ’70 i suoi grandi viaggi intercontinentali: Giappone, India, Africa e America. Poi nel 1968, avvertendo i primi sintomi di quel male che lo avrebbe ucciso, tornò a Ischia. Dopo un intervento chirurgico, riprese il lavoro. Morì il 2 ottobre 1970. (immagini: melograni, piazzetta brano, composizione)
Vernissage cocktail venerdì 22 maggio 2015, ore 18.30 – 21.30. La mostra si protrarrà fino al 31 maggio 2015: dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (aperto domenica dalle 10,30 alle 19,00 – chiuso lunedì mattina).

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Elettrosmog e tutela della salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2015

elettrosmogIl diritto alla tutela dell’ambiente e della salute dei romani ha da oggi una fondamentale arma in più. Con l’approvazione, da parte dell’Assemblea capitolina, del regolamento per la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile, Roma si dota di un efficace strumento di prevenzione e gestione dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, colmando così una lacuna storica per la Capitale. Dopo due decenni si dice definitivamente stop ad una deregulation che ha portato alla diffusione incontrollata nel territorio urbano di impianti telefonia mobile, al proliferare di “antenna selvaggia”. E si da una risposta fattiva, con interventi, controlli, verifiche, indagini, al fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico, accogliendo così la pluriennale esperienza dei cittadini e dei comitati che hanno condotto lunghe e spesso inascoltate battaglie contro il nemico invisibile dell’elettrosmog. L’adozione di misure quali la pianificazione urbanistica improntata al perseguimento della minimizzazione del rischio di esposizione, la realizzazione del Registro capitolino delle sorgenti fisse e mobili dei campi elettromagnetici, l’effettuazione di campagne di monitoraggio, l’istituzione di un Osservatorio di settore sull’inquinamento elettromagnetico e la realizzazione di indagini epidemiologiche vanno in un’unica essenziale direzione: quella della salvaguardia della qualità della vita dei cittadini e del loro bene più prezioso, la salute. Lo dichiara in una nota il capogruppo della Lista civica Marino, Luca Giansanti.

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Remo Bianco: i “3D” di Remo Bianco

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2015

galleria bluMilano 19 maggio – 17 luglio 2015 da lunedì a venerdì 10-12.30 / 15.30-19.00, sabato 15.30-19.00 (chiuso domenica e festivi)Galleria Blu, Via Senato 18. La Galleria Blu di Milano presenta una mostra dedicata ai “3D” di Remo Bianco, ciclo di lavori realizzati dalla fine degli anni Quaranta. Origine e fondamento del percorso successivo dell’artista, i “3D” sono caratterizzati dall’utilizzo di materiali e tecniche sperimentali, e costituiti dalla sovrapposizione di più superfici trasparenti, in vetro e plastica, disegnate e dipinte a china, pennarelli, smalti, oppure opache, traforate secondo sagomature interne, in lamiera, legno laccato, plexiglas.
Declinazioni concettualmente e non solo spazialmente tridimensionali, i “3D”, sono la prima tipologia di opere organicamente esposta come tale dall’artista, che ne ha sempre sottolineato il valore fondante e cruciale per l’intero suo percorso creativo, spesso identificato con i suoi più noti “tableaux dorés”. Una ricerca declinata in un dialogo attivo con le esperienze del MAC Movimento Arte Concreta (in particolare Atanasio Soldati e Bruno Munari), ma anche e soprattutto con lo Spazialismo di Lucio Fontana e il Movimento Arte Nucleare, per giungere a confrontarsi con le poetiche dell’azzeramento e dell’oggettualità di autori italiani come Piero Manzoni, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Dadamaino, Paolo Scheggi, o di tendenze internazionali come Nouveau Réalisme, Neo-Dada, Zero, Minimalismo e Pop Art.
La prima mostra personale di Bianco interamente dedicata ai “3D”, presentata alla Galleria del Naviglio di Milano nel 1953, era proprio accompagnata da un testo di Fontana, che esplicitamente collocava questa ricerca tra le punte più avanzate di un’innovativa indagine anti-emotiva e anti-illusiva di superamento della superficie in direzione spaziale e oggettuale, in una chiave fondamentale per comprendere lo sperimentalismo radicale di Bianco: dalla stagione dei “3D”, interprete di un metamorfismo linguistico, di un eclettismo propositivo, che è indice e motivo di una persistente quanto crescente attualità della sua opera. (Francesca Pola) (foto galleria blu)

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Sandplay Therapy, il metodo analitico più diffuso al mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2015

DoraKalff2Roma 16-17 maggio convegno IdO con esperti Aisp e Isst nell’Aula magna dell’I. C. Regina Elena, in via Puglie 4 dalle 9 alle 18. La Sandplay therapy un approccio di tipo analitico che fa parte della psicologia del profondo junghiana. Ideata negli anni ’50 da Dora Kalff, analista svizzera, si è diffuso in tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Brasile, Canada, Israele, Europa, Giappone, Svizzera, Cina, Corea del Sud, Danimarca, Sudafrica e Taiwan. Forse, tra tutti gli approcci psicoanalitici, la Sandplay therapy è il più utilizzato per la sua facilita di applicazione sia in età evolutiva che in età adulta. A gestirlo sarà Carla Cioffi, neuropsichiatra infantile, socio-didatta dell’Associazione per la ricerca in psicologia analitica (Arpa), associata dell’Associazione internazionale per la psicologia analitica (Iaap), socio didatta dell’Associazione italiana per la Sandplay therapy (Aispt) e associata della Società internazionale di schema therapy (Isst).
Il gioco della sabbia è nato come lavoro psicoterapeutico con i bambini. “Propone per l’appunto un gioco- afferma Cioffi- un metodo non verbale che li aiuta ad esprimersi attraverso un percorso di immagini.I terapeuti della sabbia -dice il medico- osservano il processo psicologico e trasformativo dei pazienti tramite le immagini che si susseguono sulla sabbia e in cui appaiono rappresentati non solo i loro traumi ma anche le loro possibilità di guarigione. Sulla sabbia agiscono due sinergie: il conscio e l’inconscio, che insieme creano immagini, sviluppano associazioni e risvegliano ricordi”.
La terapeuta supporta minori con difficoltà di tipo emotivo-comportamentale “Hanno un’intelligenza indenne ma con un funzionamento alterato. Gli adolescenti che vedo- prosegue l’analista- hanno problematiche importanti e sono spesso bloccati nella loro crescita evolutiva, possono presentare disturbi alimentari, di attenzione o di comportamento”.
La Sandplay Therapy non può essere esercitata da tutti. “Per praticarla bisogna essere psicoterapeuti e aver seguito un percorso di analisi personale e con le sabbie”. Sabato 16 maggio Cioffi inquadrerà questo approccio analitico da un punto vista storico culturale, nell’evoluzione della Psicologia analitica del Novecento, per passare poi agli aspetti teorici e alle applicazioni pratiche della metodologia. Inoltre, l’esponente dell’Aisp presenterà il caso clinico di un bambino di 8 anni attraverso la lettura di 7 sabbie.
Nel pomeriggio ci sarà Eva Pattis Zoja, analista junghiana per l’infanzia (Cipa/Iaap) terapeuta anch’ella della Sandplay therapy (aispt/isst) e fondatrice della International association of expressive sandwork (Iaes), che presenterà il ‘Sandwork espressivo: una proposta terapeutica in situazioni di abbandono e violenza’.
Il Sandwork è stato ideato dalla stessa Pattis Zoja come supporto psicologico da applicare nelle situazioni di emergenza, guerra, catastrofi naturali e degrado sociale in genere. Al seminario IdO la fondatrice dell’Iaes mostrerà il lavoro svolto in situazioni di estrema difficoltà umana e psicologica.
La due giorni di formazione terminerà domenica 17 maggio, e nel corso della giornata verranno proiettati video e immagini sulla Sandplay Therapy per stimolare e attivare un vero e proprio laboratorio esperienziale con i presenti.
L’Aisp è associata all’Isst, presente in tutto il mondo. “Ci sono esperti di Sandplay Therapy- conclude Cioffi- che da tanti anni girano il mondo per portare la formazione alla Sandplay therapy anche nei paesi emergenti e far uscire la pratica clinica da un approccio esclusivo dei paesi culturalmente più avanzati”

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Test nazionale sulle competenze dei laureandi

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2015

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma nei giorni 25 e 28 maggio, 8, 9 e 17 giugno, 1296 studenti dell’Università in possesso di precisi criteri curriculari, definiti dall’Agenzia nazionale di valutazione dell’Università (ANVUR), parteciperanno al Test nazionale sulle Competenze dei laureandi (TeCo), che coinvolge, in questa fase, venticinque Atenei tra cui l’Università di Parma.
Il test misura le competenze generaliste e trasversali, di problem solving, di ragionamento critico, analitico e di giudizio, di comprensione testuale, di comunicazione efficace degli studenti, con riferimento anche ad ambiti non direttamente legati ai loro specifici percorsi formativi, e non richiede alcuna preparazione specifica, essendo identico per gli studenti di tutti i corsi e gli indirizzi. Gli esiti non avranno alcuna incidenza sulla carriera universitaria.
Il test verrà somministrato attraverso una postazione informatica allestita in una sede dell’Università nelle date sopra indicate e avrà la durata di 90 minuti.
Allo studente che aderirà al test verrà rilasciato da parte dell’Università uno specifico attestato di partecipazione. Inoltre è previsto che l’ANVUR stesso possa rilasciare un ulteriore certificato indicante il risultato ottenuto rispetto anche al dato medio nazionale. Entrambi potranno essere presentati, insieme ad altri elementi del curriculum, ai potenziali datori di lavoro.
Si tratta di un’occasione estremamente importante per gli studenti coinvolti che avranno l’opportunità di misurarsi con un tipo di test già in uso in altri paesi, incentrato su competenze aventi un ruolo sempre più fondamentale nei processi di selezione aziendale; molte aziende hanno già manifestato il loro interesse e si sono rese disponibili ad offrire colloqui agli studenti che hanno superato il test al fine di migliorare la corrispondenza nel mercato del lavoro tra domanda e offerta di capitale umano.

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La salute dei cittadini con diabete

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2015

diabete_21-300x224“Un no unanime dai diabetologi italiani alla proposta di revisione dei Lea in discussione in queste settimane: perché non riconoscere tra le prestazioni erogabili la ‘visita diabetologica’, inglobandola in una più generica ‘visita endocrinologica’, costituisce una scelta miope e in assoluto contrasto con tutto ciò che in questi anni il Ministero della salute e la comunità di medici, persone con diabete, associazioni di volontariato e degli operatori sanitari hanno fatto per combattere questa vera e propria epidemia del XXI secolo.” A dichiararlo sono, a nome dei medici diabetologi riuniti da ieri sera, sino a sabato 16 maggio, a Genova per il XX Congresso nazionale dell’Associazione medici diabetologi (AMD), Antonio Ceriello, Presidente AMD, e Nicoletta Musacchio, Vicepresidente AMD, che succederà a Ceriello alla guida dei diabetologi italiani al termine del congresso. “Il diabete riguarda in Italia circa 5 milioni di persone, tra diagnosticate e non, 1 italiano adulto su 8, 1 famiglia su 3, e le prospettive di crescita della malattia sono allarmanti. Oggi, la cura del diabete assorbe quasi 12 miliardi di euro di risorse, oltre il 10% della spesa sanitaria nazionale. Il diabete è l’unica malattia non trasmissibile che le Nazioni Unite abbiano dichiarato, con una risoluzione dedicata, problema sanitario e sociale per il pianeta, alla pari di tubercolosi, aids e malaria. L’Organizzazione mondiale della sanità, l’Unione Europea e le stesse Nazioni Unite hanno eletto il diabete a paradigma di tutte le malattie non trasmissibili come tumori, malattie respiratorie e cardiovascolari. Il Ministero della salute ha messo a punto, non più di un paio di anni fa, uno specifico ‘Piano nazionale per la malattia diabetica’, l’unico piano nazionale mai dedicato a una singola malattia. Possibile che tutto questo non abbia alcun peso nelle valutazioni di merito destinate a definire le priorità di cura del nostro servizio sanitario nazionale?” ha detto Antonio Ceriello inaugurando i lavori di Genova. “Il diabete è certamente una malattia endocrino-metabolica, ma – lo diciamo anche da endocrinologi, essendo molti dei nostri soci specializzati in questo ramo della medicina – non può essere considerato un ‘di cui’, lo dicono i fatti. Due terzi della spesa per curare il diabete derivano dalle numerose e gravi complicanze della malattia, che sono causate per lo più da cure non adeguate, dal mancato controllo metabolico. Siamo proprio sicuri che anziché rafforzare l’attenzione e le risorse destinate a questa malattia questa scelta non ingeneri un aumento della spesa sanitaria, che potrebbe diventare incontrollabile?” ha proseguito Ceriello.“I Lea – ha aggiunto Nicoletta Musacchio – descrivono le attività e le prestazioni assicurate e riconosciute dal servizio sanitario. Dai Lea deriva il nomenclatore nazionale, una ‘lista’ nella quale a ogni prestazione riconosciuta è associato un codice dal quale si identificano le tariffe di rimborso, un elenco dove si specificano le attività che i medici devono e possono erogare, al livello appropriato di assistenza, e che danno giustificazione economica del loro operato. Se si effettua una prestazione non riconosciuta, questa ‘non appare’ ed essendo, ad esempio, i centri diabetologici valutati per produttività, il direttore generale non può rendersi conto del reale lavoro di un team diabetologico e al limite estremo prendere provvedimenti altrettanto estremi.”“L’attuale impostazione di revisione dei Lea – ha proseguito Musacchio – disconosce il modello organizzativo portato avanti dal Piano nazionale per la malattia diabetica e previsto dalla legge 115/87 di tutela dei diritti delle persone con diabete, che riconoscono la necessità di un approccio secondo il chronic care model. Il diabete va gestito nell’ambito di percorsi di cura che assicurino interventi clinici e assistenziali integrati tra loro ed effettuati da parte di team specialistici dedicati e formati, e i nuovi tariffari devono garantire il riconoscimento delle prestazioni previste in ogni singolo percorso.” “D’altronde – ha continuato – domani saranno presentati al congresso i dati di un’indagine condotta tra gli associati AMD, ossia proprio i medici diabetologi operanti nei circa 600 centri del sistema sanitario nazionale, nell’ambito del progetto ‘DIA&INT’ volto a valutare le attività diabetologiche con l’intento di essere propositivi nella ‘manutenzione’ dell’assistenza prestata alle persone con diabete. I risultati fanno emergere come le cinque pratiche che i diabetologi dichiarano più importanti per la pratica quotidiana e per assicurare l’efficacia della cura sono attività già oggi non riconosciute nei Lea. Ci saremmo aspettati un conseguente adeguamento delle prestazioni.”“Ciò che peraltro lascia stupefatti, infine, è che la proposta di revisione dei Lea sia stata fatta da cosiddetti tavoli tecnici, senza consultare le società scientifiche e i professionisti. Invitiamo a rivedere questa ipotesi. Amd e tutte le società Scientifiche interessate sono disponibili a collaborare a stilare un’appropriata lista di attività diabetologiche utili e necessarie, legandole a competenze specifiche e identificandone le priorità. Tutto ciò, si badi bene, nell’interesse dei cittadini italiani con diabete,” ha concluso.

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Nasce a Milano il team di ricerca italiano più interdisciplinare su Discriminazioni e Diseguaglianze

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2015

università studi milanoMilano 18 Maggio 2015 – Ore 17.00Sala di Rappresentanza, Università degli studi di Milano, Via Festa del Perdono, 7 “Uguaglianza e differenza: le sfide del mondo contemporaneo” In occasione della presentazione del team di Ricerca Strategica “Discriminazioni e Diseguaglianze”Intervengono: Marilisa D’Amico, Yasmine Ergas, Cristina Cattaneo, Valerio Onida. Introduce il Rettore Gianluca Vago. Modera Armando Massarenti.
Dallo scorso anno in Statale è stata varata una nuova struttura organizzativa della ricerca scientifica, finalizzata a massimizzare l’approccio multidisciplinare e a creare sinergie interne tra aree diverse attorno a grandi tematiche di ricerca “strategiche”. Promossi dal Senato accademico nel luglio 2014 i Team di Ricerca Strategica definiscono una modalità di aggregazione agile e informale, mirata al coordinamento trasversale di attività di ricerca incentrate su tematiche di ampio respiro. Definito un tema, l’adesione da parte dei professori/ricercatori avviene su base individuale e non dipartimentale, nell’intento di favorire l’autonomo e più ampio coinvolgimento dei singoli.La “chiamata” sul tema Discriminazioni e Diseguaglianze ha riscosso un grande successo: hanno risposto in ben 155, un coordinamento trasversale tra tutti i professori e i ricercatori di tutte le discipline presenti in Statale che operano e hanno interesse nel settore delle Discriminazioni e Diseguaglianze, inteso nell’accezione del termine più ampia possibile. Oltre alla presenza delle scienze giuridiche, il team – coordinato da Marilisa D’Amico, costituzionalista – comprende filosofi, studiosi di diritto internazionale, politologi, biologi molecolari, medici legali, fisici, sociologi.
Il Team di Ricerca Strategica ha lo scopo di contribuire al dibattito scientifico su questi temi e di promuovere iniziative di ricerca e di confronto multidisciplinare, che affrontino questioni riguardanti: le discriminazioni nei molteplici ambiti nei quali esse si manifestano in relazione ai tradizionali fattori di differenziazione tra esseri umani (sesso, razza, etnia, orientamento sessuale, religione, disabilità, nazionalità, età); le appartenenze di gruppo che producono diseguaglianze e forme di oppressione; le diseguaglianze nell’accesso ai servizi e alle risorse intese in senso lato.

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Art Marbella: grande fiera d’arte del Mediterraneo

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2015

marbella1Marbella, Malaga, Spagna Venerdí 31, sabato 1, domenica 2 e lunedí 3 Orario: dalle 17.00 alle 22.00 Palacio de Congresos y Exposiciones de Marbella Avda. José Meliá, 2 si terrà la prima edizione di ART MARBELLA, grande fiera d’arte del Mediterraneo che per cinque giorni riunirà numerose gallerie di tutto il mondo a Marbella. ART MARBELLA. La Fiera si collocherà in un contesto territoriale dove l’arte e la cultura stanno trovando terreno particolarmente fertile. Ne è un esempio la vicina Malaga che vanta la presenza di una delle sedi del Museo Thyssen-Bornemisza e una succursale del Centro Pompidou.
ART MARBELLA sará una fiera contemporanea aperta a visitatori, collezionisti e addetti ai lavori dove verrà dedicato ampio spazio alla grande arte del Novecento. Diversi saranno i capolavori di rilevanza internazionale presentati nel settore Masters dove opere di artisti del XX secolo convivranno con l’arte più emergente.
ART MARBELLA vanta un comitato curatoriale formato da tre importanti professionisti: Omar López-Chahoud curatore freelance che vive a New York, fondatore e direttore della fiera UNTITLED di Miami, Neri Torcello, italiano residente a Londra che si occuperà della sezione Masters, e Maria Chiara Valacchi, curatore e direttore di Spazio Cabinet a Milano, a cui sono stati affidati i Proggetti Speciali. Il team curatoriale sarà affiancato da Gabriella Salgado, curatrice argentina e residente a Londra, che si occupa dei progetti di arte contemporanea africana, e Aura Seikkula, legata all’arte scandinavo.L’idea curatoriale è quella di proporre una fiera dedicata all’arte contemporanea, con alcuni riferimenti e collegamenti ad artisti più conosciuti e consolidati, così da dare senso e fornire un contesto agli artisti più giovani. Art Marbella, quindi, avrà anche una sezione dedicata ai Maestri, dove visitatori e collezionisti potranno trovare importanti opere provenienti dal mercato internazionale.L’allestimento e l’arredamento della fiera verrà affidato all’architetto messicano Othon Castañeda, artista e curatore, che disegnerá un percorso originale con ampi spazi espositivi e accoglienti zone relax.
marbella2ART MARBELLA nasce da un’idea di Alejandro Zaia, imprenditore e responsabile di importanti fiere come PINTA London e PINTA New York, specializzate in arte Latinoamericana, Spagnola e Portoghese, direttore della Collezione MUNDUS NOVUS dedicata all’arte iberoamericana contemporanea, e in passato consulente internazionale del MOLAA, Museum of Latin American Art di Los Ángeles e del ART Museum for Private Collectors.Durante Art Marbella, inoltre, si svolgerà il primo meeting internazionale del Curatorial Program for Research (CPR).CPR è un programma intensivo di ricerca rivolto a curatori internazionali, che si concentra sull’introduzione delle località culturali, la versatilità delle pratiche artistiche e delle realtà produttive al fine di consentire e favorire lo sviluppo professionale dei curatori partecipanti.Per i curatori e dai curatori, CPR è nato nel 2015, ha le sue sedi principali ad Indianapolis e Stoccolma, ed è presente in 10 paesi.Nel corso della Fiera, CPR presenterà il suo staff di curatori internazionali: Carmen Ferreyra (Fondatrice e Direttrice, Brooklyn), Aura Seikkula (Co-Fondatrice e Responsabile Programmi e Sviluppo, Stoccolma), insieme ai curatori provenienti dai paesi dove CPR è operativo (Buenos Aires, Lisbona, Madrid, Mexico DF, Milano, Praga, San Juan, San Paolo e Tallinn).Con lo scopo di dare uno speciale benvenuto agli invitati e ai galleristi, è stato costituito un comitato composto da importanti figure provenienti del mondo della cultura, della politica e dell’impresa come: il Sindaco di Marbella, Ángeles Muñoz, Anibal e Marlise Jozami, Francis Verstraeten, Pablo di Hohenlohe, Sebastián Valdez, Fernando Vega Olmos, Fernando Francés, Flavia di Honhenlohe, Virginia Harley Sartorius, Salvador ed Elena Garriga, Luis e Yolanda Caballero, Irina Grafinzu Stolberg Stolberg e la Principessa Lulu Al-Sabah.Il pubblico, che potrà visitare la Fiera e conoscere le nuove tendenze dell’arte in un orario che ben si adatta al clima estivo (17.00-22.00), durante il giorno potrà godersi la bellezza del mare, visitare i luoghi caratteristici della città, oltre a concedersi una partita a golf nei rinomati campi della zona.

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