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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Enit e Ice: accorpamenti che non convincono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2015

enitRenzi lo ha annunciato a gran voce, un accorpamento di due Enti che hanno mission vicine e analoghe strutture organizzative. L’operazione potrebbe far risparmiare alle casse dello stato fino a 15 milioni di euro l’anno, senza considerare gli effetti positivi a medio-lungo termine legati al consolidarsi di stretegie sinergiche.
ENIT (Angezia Nazionale del Turismo) e ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) operano in settori che, da soli, valgono quasi il 40% del PIL nazionale, ossia 28,4% le esportazioni di beni e servizi (dato ISTAT 2011) e 10,3% il settore turistico allargato (stime WTTC – Travel & Tourism Economic Impact 2014 Italy).
Turismo e Made in Italy non esprimono solo numeri ragguardevoli in termini di ricchezza generata e ricadute occupazionali. Integrare la promozione dei territori italiani con la contestuale valorizzazione dei punti forti dell’Italian style (e le sue icone indiscusse di eccellenza in svariati comparti, che impattano sull’immaginario collettivo mondiale) costituirebbe infatti un incalcolabile quanto evidente vantaggio competitivo per le nostre imprese.
Tuttavia, mentre sulla stampa viene data pubblicità all’accorpamento, in realtà si va in direzione opposta. Si sta infatti operando una trasformazione dell’ENIT in ente pubblico economico, primo passo verso una privatizzazione che – proprio per il tipo di attività svolta dall’Agenzia italiana nei vari Paesi del mondo – causerebbe un indebolimento della sua azione, facendo venire meno quelle garanzie di terzietà, equidistanza e credibilità a livello internazionale che si pongono a sostegno degli operatori e gli imprenditori turistici del sistema-Italia, senza il rischio di entrare in competizione con loro.
A che scopo, quindi, iniziare questo processo su ENIT quando è già in programma il suo accorpamento con ICE? Accorpamento che oggi sarebbe facilmente realizzabile, vista l’identica natura giuridica degli Enti coinvolti, ma che dopo la trasformazione porrebbe seri problemi di ordine giuridico, organizzativo e non ultimo economico, rallentando o peggio vanificando l’intero progetto.
Allora la domanda è: qual è il vantaggio di tenere separati due Enti, duplicando i costi? Davvero è conveniente la trasformazione di ENIT in Ente pubblico economico?
Per la CISL la logica di questa scelta non è chiara, sicuramente non in termini di efficienza, efficacia ed economicità; inoltre si disperderebbero le competenze acquisite dai lavoratori che hanno sostenuto con professionalità l’immagine turistica nazionale nonostante i tagli intervenuti negli anni. Questo Governo, alla prova dei fatti, avrà la forza di portare a termine riforme razionali e di facile realizzabilità?

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