Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for giugno 2015

Lunata: Lo spettacolo di un’escursione in montagna sotto la luna piena

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

lagadeiRifugio Lagdei Venerdì 3 luglio 2015 ore 21:00. La magia della Luna piena (o quasi): il cielo terso, limpido, e luminoso di una notte serena; o le nuvole illuminate dai riflessi argentati del satellite della Terra; in ogni caso una serata magica da trascorrere in compagnia su sentiero non troppo difficile, che con un piccolo sforzo finale ci condurrà sul crinale da dove la vista potrà spaziare sugli ampi prati del Monte Tavola, sulla pianura, e sul più vicino spicchio di Lunigiana. Lungo il sentiero, a seconda delle diverse caratteristiche di ciascuna serata, si osserverà la luna, si ascolteranno i rumori del bosco e dei suoi abitanti, si racconteranno storie e leggende della tradizione. Alle 19,30, per chi vuole, ci si trova per mangiare insieme al Rifugio: cena in tavolata, con menu libero, alla carta. Dislivello 250 m, percorrenza soste escluse 2,5 ore. Adatta a bambini sopra i 6-7 anni. Necessario giacca a vento, abbigliamento e calzature da escursione, torcia possibilmente frontale. Costo: € 13 adulti, 6 bambini.

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Liberia: ‘Back in business’ after Ebola outbreak?

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

liberiaLiberia is ‘back in business’. The Ebola outbreak left the country’s economy badly dented. But since the country was declared Ebola free on 9 May 2015, the government has been actively promoting private sector investment again. The first trade missions to the country are being organised by industrialised countries, such as the Netherlands which will visit the country in early July 2015. But are these foreign investments really desirable? The paper ‘Liberia: Back in business?’ by SOMO and Green Advocates shows that investments by the private sector run the risk not just of violating human rights, but could also spark conflicts between communities, companies and the Liberian government. In 2003, a peace agreement brought an end to more than a decade of conflict in Liberia. In order to restore peace to the country, the Liberian government has developed a post-conflict reconstruction plan that focuses on attracting private sector investments. Foreign companies such as ArcelorMittal have been welcomed in with open arms to dig into the country’s vast treasure trove of natural resources, including iron ore, palm oil and gold. The hope is that these activities will eventually benefit all Liberians. However, business activity in the country has so far delivered only limited results in terms of development. In fact, businesses are actually causing a wide range of human rights issues as well as reigniting the risk of violence. In a country where land disputes were a key driver of the civil war and where land continues to be a highly contested topic, land-intensive sectors like agriculture and mining risk creating renewed conflict. Alfred Brownell, Lead Campaigner of Green Advocates – a human rights NGO in Liberia – confirms this: “If companies do not know in what context they operate, these sectors can easily reignite conflict. In recent years, we have increasingly seen conflicts erupting between companies and communities. In a country like Liberia, this is very dangerous indeed.”Peace in Liberia is fragile. “The Dutch government, as one of the first countries to organise a trade mission to the Ebola-affected region, needs to ensure that its companies are in no way implicated in human rights violations affecting the Liberian people,” says Anne Schuit, researcher at the Centre for Research on Multinational Corporations (SOMO) in the Netherlands. “Companies operating in Liberia need to operate with caution and conduct heightened due diligence: they need to make sure they are not causing human rights violations and conflict, and they need to make sure their business partners are doing the same.”The joint paper by SOMO and Green Advocates argues that it is not desirable to resume operations from the same starting point as before the Ebola outbreak began. Economic development could be an element in Liberia’s transformation to a peaceful and prosperous country. But foreign investments can only provide added value if investors stand up against inequality, promote employment, inclusiveness and sustainable growth, and avoid unfair competition for Liberian businesses. “Liberia has the Ebola outbreak under control and might be back in business, but that is not the only challenge the country faces. Foreign investors should therefore tread carefully so that they don’t spark and reignite conflicts” states Anne Schuit.
This week, Green Advocates also publishes a report on the international steel and mining company ArcelorMittal which mines iron ore in Nimba county. “The mine and the railway with which the company transports the ore, and the port it uses for export – all of these have negative social and environmental impacts on communities living in those areas,” said Francis Colee, researcher at Green Advocates. This week, exactly one year ago, violent protests flared up in the mining areas of ArcelorMittal. According to the local population, the company did not respect the terms of their concession, failed to pay compensation for the crops they had lost and repair damaged homes.

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La gestione dei dati come opportunità di business al 5° Privacy Day Forum

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

e-commerceMentre in Italia la privacy è vista ancora come una burocrazia inutile, altre nazioni dell’area UE fanno affari d’oro con la gestione dei dati attraverso l’e-commerce, basti pensare a Francia, Germania, e Regno Unito che rispettivamente producono fatturati annui di 56,8 mld, 70 mld, e 122 mld di euro.
In Italia la situazione è paradossale, con 15 milioni di italiani che fanno abitualmente acquisti in Internet, solo il 4% delle nostre imprese vende però i propri prodotti e servizi online, evidenziando che gli internauti del Belpaese comprano soprattutto su siti web stranieri. Oltre che disporre di adeguate risorse tecnologiche, per affermarsi nel commercio online le aziende devono naturalmente anche conoscere bene le regole da rispettare nella gestione dei dati personali, per non rischiare sanzioni da parte dell’ Autorità Garante, richieste di risarcimenti danni da parte degli utenti, ed evitare inoltre danni reputazionali e l’insorgere di contenziosi legati a scarsa trasparenza. Al 5° Privacy Day Forum, che quest’anno si svolgerà a Roma il 21 ottobre, i più noti esperti di data protection affronteranno proprio le tematiche della materia nell’ottica di una gestione efficace dei dati personali rivolta al business, come spiega Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy: “A parte le grandi realtà che già operano estesamente in Internet, lo scenario italiano presenta circa 250.000 pmi che si affacciano al mondo dell’e-commerce, ma molte di queste tendono purtroppo a trascurare le regole sulla privacy, esponendosi così a pericoli di multe ed altri rischi. Nella microimpresa, sono invece circa 5 milioni le aziende che non afferrano affatto l’opportunità dell’ e-commerce, probabilmente non considerando che molti servizi e prodotti potrebbero essere venduti efficacemente online attraverso un sito web che rispetti la normativa sulla protezione dei dati – sottolinea Bernardi – Poichè il nostro tessuto imprenditoriale ha bisogno di un’evoluzione soprattutto culturale, al Privacy Day Forum di quest’anno parleremo ampiamente delle opportunità di business che offre il mercato online, senza però compromessi che vadano a discapito del consumatore, il quale deve poter avere piena fiducia nel merchant per poter diventare un cliente fidelizzato.”
Oltre al focus su privacy e business, gli esperti della materia affronteranno molte altre tematiche di attualità per gli addetti ai lavori della data protection, tracciando un quadro aggiornato del nuovo regolamento europeo, parlando della figura del privacy officer e degli altri profili professionali privacy per cui è partito il progetto di Norma UNI, delle novità della videosorveglianza, di privacy e compliance aziendale, di profilazione online e cookies, dati biometrici, Internet of Things, marketing, ed altri nodi critici della protezione dei dati.Il panel dell’evento, vedrà avvicendarsi oltre 40 speakers tra plenaria e altre 4 sale meeting, con una previsione di 1.000 presenze. In attesa della pubblicazione del programma, è possibile prenotarsi gratuitamente online dal sito di Federprivacy.

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Da BEI e SACE 600 milioni di euro per la ricerca FCA in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

Banca europea per gli investimentiLa Banca europea per gli investimenti (“BEI”), SACE e Fiat Chrysler Automobiles (“FCA”) hanno perfezionato un finanziamento di 600 milioni di euro finalizzato a sostenere i piani in ricerca, sviluppo e produzione del gruppo automobilistico nel periodo 2015-17. Il finanziamento di durata triennale, messo a disposizione da BEI e garantito al 50% da SACE, riguarda siti produttivi e di ricerca e sviluppo di FCA localizzati sia al Nord sia al Sud della Penisola.Questa operazione e i rapporti complessivi di collaborazione sono stati al centro dell’incontro che si è svolto oggi a Torino tra il Vice Presidente della BEI, Dario Scannapieco, responsabile per le operazioni in Italia, Malta e Balcani, l’Amministratore Delegato di SACE, Alessandro Castellano, e l’Amministratore Delegato di FCA, Sergio Marchionne.
Per BEI, l’operazione si inquadra all’interno di due fra i tradizionali filoni di investimento a sostegno dell’economia europea: i progetti in ricerca e sviluppo e quelli per la protezione dell’ambiente tramite diminuzione delle emissioni e miglioramento dell’efficienza energetica. L’operazione è sostenuta da “InnovFin – EU Finance for Innovators”, con il sostegno finanziario dell’Unione europea nell’ambito del programma Horizon 2020.Nel dettaglio, il progetto ha due componenti principali. La prima componente è relativa alle attività di ricerca e sviluppo di FCA nei centri di Torino e Modena. Tali attività riguardano lo studio dei carburanti per propulsori avanzati e tecnologie efficienti dei veicoli, le tecnologie per la sicurezza e il comfort dei veicoli e le nuove architetture di veicolo. La seconda componente riguarda investimenti nei centri produttivi localizzati nel Sud Italia (Pratola Serra e Termoli) per la produzione di nuovi efficienti motori benzina e diesel per Alfa Romeo. “Siamo soddisfatti di rafforzare ancor più la nostra collaborazione con FCA, una realtà internazionale che è il primo gruppo manifatturiero italiano e tra i protagonisti mondiali dell’auto”, ha commentato Dario Scannapieco, Vicepresidente della BEI, “in particolare centrale è il focus sugli investimenti in ricerca e sviluppo, la cui priorità per le tematiche ambientali è rafforzata nel momento attuale dalla necessità di dare una spinta ulteriore e definitiva alla ripresa economica”.“Con questa operazione confermiamo il nostro sostegno alla capacità di innovazione e alla competitività internazionale di FCA e delle centinaia di PMI italiane attive nel settore automotive – ha dichiarato Alessandro Castellano, amministratore delegato di SACE -. Un impegno che rinnoviamo oggi con orgoglio e soddisfazione, consapevoli che investire in R&S sia un presupposto fondamentale per la crescita futura di FCA e per lo sviluppo di processi produttivi e occupazionali del nostro Paese”.“Il contratto di finanziamento – ha affermato l’amministratore delegato di FCA Sergio Marchionne – è importante per noi e per l’Italia. Oltre a partecipare fattivamente alla ripresa del nostro Paese, è un rilevante contributo che permetterà a FCA di proseguire nel cammino intrapreso anni fa di progettare e realizzare vetture con soluzioni tecnologiche sempre più avanzate per ridurre consumi ed emissioni. Questo vale sia per le alimentazioni tradizionali, sia per quelle alternative come per esempio il metano, in cui abbiamo una leadership europea indiscussa”

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L’Ospedale “San Luca” di Lucca riconfermato dall’UNICEF “Ospedale amico dei bambini”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

Ospedale “San Luca” di LuccaL’Ospedale “San Luca” di Lucca (Azienda USL 2 Lucca) è stato riconfermato da OMS e UNICEF “Ospedale amico dei bambini” . L’Ospedale di Lucca, grazie al lavoro di qualità effettuato dagli operatori del Dipartimento Materno Infantile, ha visto riconfermare questo importante riconoscimento poiché ha garantito negli anni iniziative di promozione, protezione e sostegno all’allattamento al seno. Il personale delle strutture ospedaliere dell’Azienda USL 2 Lucca che entra in contatto con donne assistite ha la responsabilità di promuovere, proteggere e sostenere questa buona pratica e pertanto ricevono una specifica formazione. Sono quindi stati attivati percorsi facilitanti il contatto madre-bambino.Al Punto Nascita di Lucca, che applica il decalogo per l’allattamento al seno, gli operatori sanitari, ginecologi, ostetriche, pediatri, infermiere, agiscono affinché la prima poppata avvenga nella stessa sala parto o nell’ambiente nel quale la madre trascorre l’immediato periodo post-partum. Inoltre il neonato viene sistemato nella stessa stanza della madre, in modo che stiano insieme 24 ore su 24 (rooming-in); questo favorisce l’inizio dell’allattamento al seno e l’attaccamento madre-bambino. La neo-mamma è supportata nelle prime cure del neonato da personale qualificato, sempre a disposizione, per il sostegno all’allattamento al seno.A Lucca è presente, inoltre, la Banca del Latte Umano di Lucca, una delle prime nate a livello nazionale, che permette di raccogliere ogni anno centinaia di litri di questo prezioso alimento, da utilizzare poi per quei bambini che ne hanno necessità.L’iniziativa internazionale “Baby Friendly Hospital – Ospedale Amico dei Bambini” è stata lanciata nel 1991 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) per assicurare che tutti gli ospedali accolgano nel miglior modo possibile i bambini neonati e che divengano centri di sostegno per l’allattamento materno. Il riconoscimento internazionale dall’UNICEF è stato assegnato all’Ospedale di Lucca nel 2008 ed è stato confermato nel 2011 dal Gruppo di valutazione, che è tornato nel 2015 a verificare il mantenimento degli standard qualitativi e dei requisiti.La cerimonia di riconoscimento si è svolta oggi all’Aula “Piera Sesti” dell’Ospedale “San Luca”, alla presenza dei vertici della Direzione dell’ Azienda USL 2 Lucca – con il Direttore Generale Joseph Polimeni – e di: Raffaele Domenici, Direttore Dipartimento Materno Infantile, Gian Luca Bracco Direttore Ginecologia e Ostetricia, Maria Valeria Acquaro Presidente Comitato Regionale Toscano UNICEF, Elise Chapin Responsabile UNICEF Ospedali e Comunità Amici dei Bambini; alcuni professionisti hanno raccontato la propria esperienza; tra questi: Lucia Matteucci Medico Referente Allattamento al seno Azienda USL 2 Lucca, Sauro Franceschini Coordinatore Infermieristico a nome di tutti i suoi colleghi ospedalieri, Rosaria Papini Coordinatrice Infermieristica Dipartimento Materno Infantile, Maria Paola Belluomini Ostetrica Ginecologia ed Ostetricia, Domenico Fortunato Pediatra di Libera Scelta. Alla fine della cerimonia c’è stato anche il ringraziamento, per questo importante percorso di alcune delle molte mamme presenti.

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Per combattere il tumore un aiuto fondamentale viene anche dall’alimentazione

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

tumore metastatico1“Cibo ed emozioni: salute e qualità di vita in equilibrio perfetto” è l’evento organizzato ieri dall’Istituto Nazionale dei Tumori a Expo2015 per mostrare come la dieta sia parte integrante delle terapie, un’arma per prevenire le patologie oncologiche e per “difendersi” dalle recidive, ma anche un supporto ai trattamenti farmacologici e un sostegno per chi sta affrontando le cure palliative. Il cibo per prevenire, il cibo dopo la diagnosi, il cibo come sostegno nella malattia. La parola d’ordine è “prendersi cura di se stessi”, attraverso uno stile di vita sano e senza dimenticare le emozioni che derivano dalla stimolazione di tutti i cinque sensi.
Ne hanno parlato ieri chef, medici ed esperti di alimentazione in un gremito Auditorium Expo durante il convegno “Cibo ed emozioni: salute e qualità di vita in equilibrio perfetto” organizzato dall’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano, polo di eccellenza nella ricerca pre-clinica, traslazionale, clinica e assistenziale in ambito oncologico, con il patrocinio di AIRC, da anni sostiene diversi progetti su alimentazione e cancro di INT. In tanti, dalla platea, hanno chiesto informazioni sull’alimentazione corretta per stare in salute.Ha aperto la giornata il presidente dell’INT dottor Giuseppe De Leo che ha portato i saluti del Direttore Generale e del Consiglio di Amministrazione.Con lui c’era lo chef Davide Oldani, ambasciatore di Expo e della buona cucina, che, attraverso i suo “consigli pop”, ha spiegato l’importanza di scegliere sempre cibi diversi, che seguano la stagionalità, evitando pietanze riscaldate o reinventate. “Misurare le giuste dosi permette di evitare gli sprechi e di proporre piatti preparati al momento – ha detto Oldani – senza l’aggiunta di ulteriori condimenti”.Tesi apprezzata dal dottor Franco Berrino, Epidemiologo che da anni conduce studi e lezioni sull’alimentazione contro il cancro, che ha ribadito l’importanza di “mantenersi snelli tutta la vita, evitando cibo spazzatura, come patatine e bibite gasate e privilegiando cereali, legumi e verdura”, e il dottor Vittorio Krogh, direttore della struttura complessa di epidemiologia e prevenzione dell’INT, che ha presentato alcuni dati di EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), studio europeo che ha l’obiettivo di far luce sulla relazione tra dieta, stile di vita, fattori ambientali e incidenza di cancro e altre malattie croniche.Gli approfondimenti sono stati moderati dal dottor Ugo Pastorino, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Istituto dei Tumori e dal professor Alberto Zanchetti, figura di spicco a livello internazionale nel campo dell’ipertensione. Pastorino ha sottolineato un altro aspetto della prevenzione: “Prevenire significa non sprecare risorse, anzi investirle in cure più tecnologiche”.Il professor Luigi Fontana dell’Università di Washington, massimo esperto mondiale in tema di restrizione calorica, ha illustrato nuovi studi in corso basati sulla limitazione calorica per migliorare lo stato di salute e per favorire la longevità e sul digiuno in caso di chemioterapia che sembrerebbe portare notevoli vantaggi nell’ambito delle cure. Sempre di dieta, in questo caso però specifica per ridurre il rischio di recidiva in pazienti con tumore testa-collo dopo le cure, si è occupato il dottor Paolo Bossi, dirigente medico del dipartimento di Medicina Oncologica dell’INT, il primo studio a livello europeo determinato a valutare se una dieta (dietInt).Anna Villarini, biologo-nutrizionista del dipartimento di Medicina Predittiva e per la Prevenzione dell’INT ha precisato che“parlare di cibo come prevenzione o come supporto alla cura evoca, in molte persone, emozioni negative: quelle legate alla rinuncia, più o meno voluta. Affinché mangiare non sia solo ‘nutrirsi’ è necessario che i cambiamenti diventino momenti per prendersi cura di se stessi e per riscoprire sapori, odori, il tatto, la vista e l’udito. Un’armonia di ingredienti nel rispetto delle più recenti e importanti indicazioni scientifiche in campo nutrizionale”.In tema di alimentazione in oncologia è necessario però distinguere il diverso ruolo che il cibo può avere nella prevenzione della malattia e nel paziente in trattamento.
Nella prevenzione, l’alimentazione svolge un importante ruolo protettivo, se inserita in un sano stile di vita e seguita per lunghi periodi. Diversa è la situazione nel paziente: in questo caso l’alimentazione deve essere orientata a mantenere lo stato nutrizionale in equilibrio e a ridurre gli effetti collaterali dei trattamenti. Deve pertanto essere adeguata alle diverse condizioni di malattia. La chemioterapia e i suoi effetti collaterali, il calo ponderale, le difese immunitarie basse, il sapore metallico, la nausea sono alcuni degli aspetti che è possibile affrontare attraverso una dieta calibrata per ciascun paziente, o addirittura attraverso un’alimentazione artificiale, qualora non sia possibile agire diversamente.Lo spiega la dottoressa Cecilia Gavazzi, responsabile S.S.D. Terapia Nutrizionale dell’INT: “Nel paziente sotto trattamento l’alimentazione e la determinazione dello stato nutrizionale sono importanti. La dieta viene variata di volta in volta a seconda delle condizioni del paziente. Non a caso, durante il convegno sono stati proposti due focus molto specifici su alimentazione e neoplasie: la dottoressa Serena Della Valle, Gastroenterologa, ha sottolineato l’importanza dello stato nutrizionale durante il trattamento oncologico mentre la dietista Silvia Colatruglio, ha parlato dei problemi nutrizionali nei pazienti con neoplasie gastrointestinali; l’oncologo Marco Platania ha illustrato il tema dei problemi nutrizionali nelle donne con cancro al seno durante la chemioterapia”.“Quando la malattia si aggrava, l’alimentazione riveste ancora un aspetto fondamentale ma gli obiettivi sono diversi – ha spiega il dottor Augusto Caraceni, Direttore della Struttura Complessa di Cure Palliative, Terapia del Dolore e Riabilitazione dell’INT -.È necessario adattare la dieta alle esigenze della persona malata. Per questo è in corso un progetto, seguito da nostri infermieri (tra cui Arianna Rossi), che offre la possibilità di nutrirsi e mantenere il piacere di alimentarsi nonostante si possano presentare disturbi, come alterazioni del gusto”.
Il progetto prevede la valutazione della percezione di diversi gusti (amaro, dolce, salato …) da parte di ciascun paziente. A quel punto vengono valutati menù diversificati e personalizzati insieme al personale del Campus Cascina Rosa.“In questi casi si valorizza la multidisciplinarietà nella valutazione delle esigenze del singolo paziente”, ha concluso Caraceni.

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Saldi: Istruzioni per l’uso

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

saldiInizierà a giorni la stagione dei saldi. Certamente nelle numerose offerte che hanno caratterizzato questi mesi, gli sconti non sono un novità. Per fortuna e meno male. Perche’ vuol dire che i consumatori, con il comportamento del non-acquisto, hanno cominciato a far valer il loro potere, convincendo i commercianti che, se vogliono vendere, devono prima di tutto avere prezzi concorrenziali. I saldi comunque rappresentano un appuntamento, in modo particolare per l’abbigliamento.
Il decalogo che segue elenca una serie di accorgimenti -prima, durante e dopo l ‘acquisto- che possono aiutare, vista la frenesia che spesso attanaglia il consumatore desideroso di “fare l’affare”, a non prendere la tradizionale fregatura:
PRIMA DI SCEGLIERE L’ACQUISTO
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato;
DURANTE L’ACQUISTO – PREZZI
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualita’ della merce di riferimento (dopo non si potra’ rivendicare il cambio di un prodotto perche’ il negozio a cento metri piu’ in la’ vende lo stesso ad un prezzo dimezzato);
3) non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da se’ e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu’ ampie;
4) ricordarsi che prezzi tipo “49,90” euro vuole dire “50,00” e non “49,00”.
DURANTE L’ACQUISTO – PAGAMENTI
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perche’ siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si puo’ chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all’istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
DURANTE L’ACQUISTO – QUALITA’
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di piu’, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione puo’ variare notevolmente e incidere sul costo finale;
7) I capi d’abbigliamento riportano l’etichetta con le modalita’ di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di cio’ che e’ indicato: la sua esperienza puo’ servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si e’ portato il capo d’abbigliamento in lavanderia;
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se e’ di pura lana vergine o di lana. La seconda lana puo’ essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie;
9) diffidare dei capi d’abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: e’ molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l’occasione e quindi con un finto prezzo scontato;
DURANTE E DOPO L ‘ACQUISTO
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo “la merce venduta non si cambia”: esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perche’ difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si e’ sbagliata la taglia o si e’ semplicemente cambiato idea, e’ solo la disponibilita’ del commerciante che puo’ ovviare al problema, ma non c’e’ un diritto del consumatore. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Celebrati i 21 anni di prevenzione e riabilitazione della comunità Narconon Astore

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2015

Narconon AstoreLa comunità Narconon Astore ha festeggiato 21 anni di vite salvate dalla tossicodipendenza con l’applicazione del metodo di recupero basato sulle opere del filosofo ed umanista Ron Hubbard, nonché altrettanti anni di costante attività nel campo della prevenzione tramite conferenze nelle scuole.
Fra i numerosi presenti, anche diversi genitori di persone che hanno completato il proprio percorso riabilitativo. Questi genitori, provenienti da ogni parte d’Italia, hanno raccontato la loro iniziale disperazione dopo aver appreso della tossicodipendenza dei loro cari, la successiva speranza di riuscita, dopo aver conosciuto il programma Narconon e l’attuale certezza che i loro figli ce l’hanno fatta. La festa ha celebrato la rinascita e gli attuali ospiti della comunità hanno potuto trarre nuove forze e rinnovate speranze per una vittoria nella loro lotta per la vita. A coloro che hanno completano il programma applicando quanto acquisito durante la permanenza in comunità, l’associazione Narconon prospetta di non smettere solo di usare droghe ed alcol, ma diventare anche persone oneste e responsabili, una volta tornati nella società civile. La presenza di numerosi ragazzi che hanno avuto un trascorso presso la comunità Narconon, accompagnati dai loro cari, mostra unioni famigliari rinsaldate e vite normalizzate. Questo obiettivo non è quindi un miraggio, ma una concreta realtà sociale. (foto: Narconon Astore)

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First Abortion Drone flight a success, women in Poland receive medical abortions

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2015

abortionThe Abortion Drone departed from Germany and landed at the opposite side of the river in Slubice, Poland. While the drones were crossing the German/Polish border, the German Police tried to intervene but the drone pilots were able to safely land the drones at the Polish side. Two Polish women swallowed the abortion pills that were delivered to them by the drones. The German police confiscated the drone controllers and personal iPads. They pressed criminal charges but it is totally unclear on what grounds. The medicines were provided on prescription by a doctor and both Poland and Germany are part of Schengen.
The current restrictive Polish abortion abortion law creates social injustice and affects especially the women without financial means or information.
According to the World Health organisation “In countries where induced abortion is legally highly restricted and/or unavailable, safe abortion has frequently become the privilege of the rich, while poor women have little choice but to resort to unsafe providers, causing deaths and morbidities that become the social and financial responsibility of the public health system” and “Laws and policies on abortion should protect women’s health and their human rights. Regulatory, policy and programmatic barriers that hinder access to and timely provision of safe abortion care should be removed.”
Germany, a country with 80 million population and one of the lowest abortion rates in the world (together with Belgium and the Netherlands) had around 99700 abortions in 2014 according to the German National Statistics bureau.The official number of abortions in Poland, a country with 38 million inhabitants, is only 744. If the abortion rate in Poland is as low as in Germany, in reality at least 48000 underground abortions take place in Poland every year!! Probably this number is much higher, as there is a lack of appropriate sexual education and accessible contraceptive services. Estimates are that at in reality least 5 times more, or 240000 abortions are done in Poland (44 per 1000 women in child bearing age have an abortion every year in Poland compared to 7 in Germany) There is also an urgent need for compulsory non-biased sexual education and easy access to all forms of contraceptives, including sterilization (which is also prohibited in Poland).
The medicines used for a medical abortion, mifepristone and misoprostol, have been on the list of essential medicines of the WHO since 2005 and are available in Germany and almost all other European countries. However this medicine is still not registered in Poland. Scientific research by the World health Organisation has shown that medical abortion can easily be done by women themselves at home without supervision by health professionals. A medical abortion has the same health impact as a spontaneous miscarriage. Usually women themselves without additional medical supervision handle a miscarriage. In Poland, a pregnant woman cannot be subjected to punishment for illegal abortion or for any other action leading to a miscarriage.For pregnancies of up to 9 weeks (63 days) a medical abortion is done:
1- A woman swallows 1 tablet of 200 mg Mifepristone
2- 24 hours later the woman puts 4 tablets (800 μg) of misoprostol under the tongue (sublingual).
Even women who would be allowed to have an abortion under the restrictive law, are refused treatment by doctors and hospitals such as the case of the 14 years old raped girl P, who was denied access to safe and legal abortion services due to harassment and intimidation by hospital workers, the police and others. Alicja Tysiac suffered severe health consequences and won the case against the Polish Government In European Court of Human rights for denying a her a access to a lawful abortion, but she is still affected by this.
Women in Poland are furthermore denied the possibility to benefit from scientific advances since medical abortion, one of the essential medicines of the Wold Health Organisation, is not registered in Poland. Restrictive abortion laws like the one in Poland are violating international human rights agreements such as the right to health. The World Health Organisation’s definition of health is: “Health is a state of complete physical, mental and social well-being, and not merely the absence of disease or infirmity”.

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Caso Ustica

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2015

ustica“Qualche mese fa, dopo 35 anni dalla strage, la corte d’appello di Palermo vagliando meticolosamente le perizie tecniche ed escludendo ogni altra possibilità, ha attribuito definitivamente l’esplosione del Dc-9 Itavia alla collisione con un missile lanciato da un altro aereo.” Così Cinzia Pellegrino, Responsabile Nazionale per le Vittime dello Stato del Dipartimento Tutela Vittime della Violenza di FDI-AN nel ricordare l’anniversario dove persero la vita 81 persone.
“Quello che più importa dunque, in questo momento, è riconoscere finalmente le responsabilità dello Stato in questa dolorosa tragedia: il Dc-9 è stato abbattuto nel corso di una battaglia aerea e la sua rotta disturbata da veivoli militari di diversi Paesi tuttora da identificare. Ben comprendiamo le esigenze dello ‘stato di guerra’, ma le amministrazioni convenute avrebbero dovuto garantire l’assenza di ostacoli o pericoli per la circolazione aerea civile lungo la rotta assegnata e, comunque, adottare misure idonee a prevenire l’incidente (ad esempio non autorizzando il decollo del Dc-9 o il volo sulla solita rotta, o assegnando altra rotta per il volo di quel giorno)” Prosegue Tiziana Montinari, Coordinatore Nazionale del Dipartimento, “Nel 2000 l’Italia firmava a Bruxelles la Convenzione relativa all’assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell’Unione europea, un’importante accordo che integrava e completava il quadro normativo per rendere più efficaci le formalità e le procedure di mutua assistenza giudiziaria tra i Paesi membri. Tuttavia, trascorsi ormai più di tredici anni dall’avvenuta firma di quest’importante Convenzione, l’Italia è tra gli unici 3 Stati a non averla ancora ratificata. E’ assurdo, tenuto conto anche del clima di elevato allarme per la minaccia del terrorismo internazionale, non aver proceduto ancora all’esecuzione della Convenzione e a non aver neanche calendarizzato la discussione del DDL 1168 in Senato, laddove essa risponda, sostanzialmente, a una sempre più accentuata esigenza di collaborazione internazionale al fine di garantire un’efficace azione di contrasto alla criminalità.
Auspichiamo, pertanto, che il Presidente Grasso, visti anche il suo personale percorso di vita e la sua sensibilità verso alcune tematiche, solleciti il Senato al vaglio del disegno di legge nel più breve tempo possibile.”

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È tempo che l’Europa guardi con obiettività il fenomeno del terrorismo islamico

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2015

TerroristaPurtroppo in tutto il mondo molti musulmani interpretano in modo violento la loro religione, e questa visione è condivisa anche da molti che vivono in occidente. Questa la cruda realtà dei fatti. Cosa possiamo fare? Intanto evitiamo di importare in Italia un problema che oggi non abbiamo: basta immigrazione e soprattutto basta immigrazione da paesi musulmani. La (piccola) quota di immigrati che reputiamo necessaria prendiamola da quei popoli che hanno dimostrato di non essere violenti. Non mi risulta ci siano casi di terrorismo collegato ai filippini, agli argentini, agli ucraini, ai peruviani. Bene, premiamo allora chi ha dimostrato di integrarsi con maggiore facilità. Per gli altri, porte chiuse finché non avranno risolto i problemi di integralismo e violenza interni alla loro cultura». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Sistema ortofrutticolo e competitività

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2015

agricolturaDare maggiore competitività al sistema ortofrutticolo del Veneto, favorire l’internazionalizzazione delle imprese fortemente specializzate nella produzione di ortaggi di alta qualità, raggiungere questi obiettivi puntando sull’innovazione tecnologica, il più possibile eco-compatibile, che garantisca la sicurezza degli alimenti. Tutto questo è EcoOrt, il progetto sostenuto dalla misura 124 del PSR 2007/2013 che, alla fine di due anni di sperimentazioni, ha presentato i suoi risultati nei giorni scorsi, nel corso di un convegno presso la sede di Confcooperative Verona, partner del progetto che vede capofila l’Organizzazione Produttori GEOFUR Società Cooperativa Agricola di Legnago (VR) azienda storica nella produzione di radicchi e ha coinvolto il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (IAM)- Centre International de Hautes Études Agronomiques Méditerranèennes (CIHEAM), con il sostegno del CNR (Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari-ISPA). Una grande squadra scientifica, composta da alcuni dei maggiori centri di ricerca nazionali, con il supporto tecnologico di Ozone Application Specialist di una realtà internazionale come De Nora Next.
“Il nostro obiettivo era realizzare una tecnologia in grado di aumentare la shelf life dei prodotti ortofrutticoli durante lo stoccaggio, già dopo la raccolta in campo, e durante il trasporto riducendone i costi in termini di consumi energetici – afferma Cristina Furiani, della capofila Geofur – ma soprattutto evitando l’uso di trattamenti chimici a tutela dei consumatori. La fase di sperimentazione attraverso prototipi è durata a lungo, ma i risultati cui ora siamo giunti sono sorprendenti e ci spingono a proseguire su questa strada”. La ricerca sviluppata nasce dall’abbinamento di due tecnologie già note, ma finora non utilizzate insieme: “EcoOrt – afferma il dr. Thaer Yaseen, responsabile del team di ricerca presso CIHEAM-IAMB – si basa sull’utilizzo combinato di refrigerazione passiva e ozono ed è stata sperimentata su insalate baby leaf, rucola, radicchi, asparagi confrontando la conservazione a distanza di 10-15 e 30 giorni rispetto alla refrigerazione tradizionale. Anche dopo un mese (per i radicchi, 10 giorni per le insalate da taglio), i test dimostrano un buono stato di conservazione in termini di colore e consistenza della verdura, ridotto scarto e calo di peso, ma soprattutto assenza di alterazioni parassitarie”.“L’ozono presenta una serie di vantaggi – aggiunge Cristian Carboni, consulente per De Nora spa- non lascia residui, è disponibile in natura e soprattutto è uno dei composti a maggiore potere ossidante (sino a 10 volte superiore al cloro). Ha quindi una capacità antimicrobica molta ampia, verso batteri e funghi”. In sostanza con EcoOrt si può dire che frutta e verdura non solo si conservano molto più a lungo conservando quasi inalterate le proprie caratteristiche organolettiche, ma possono arrivare sulle tavole dei consumatori più sane e sicure. “Per il comparto ortofrutticolo veneto – conclude Paolo Manzan, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP – si tratta di un balzo innovativo enorme in termini di potenziale apertura di nuovi mercati che finora ci erano preclusi, se non a prezzi esorbitanti a causa dei trasporti aerei. La tecnologia sviluppata da EcoOrt, che ora auspichiamo arrivi all’applicazione, ci consente di pensare a trasporti intercontinentali via treno o nave in tutto il Mondo, attraverso un sistema di conservazione eco-compatibile che può rappresentare un valore aggiunto, non solo in termini di competitività ma anche di qualità, per i grandi prodotti ortofrutticoli della nostra regione”.

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Il terrorismo ce l’abbiamo in casa

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2015

terrorismoE’ stato nutrito, foraggiato dall’adesione demenziale alle primavere arabe. E soprattutto dal colpo di clava che ha assassinato il dittatore che controllava il nido dei serpenti, cioè Gheddafi. Una cosa voluta per coprire segreti meschini e nuocere all’Italia da parte di Sarkozy e Cameron. Una scelta sbagliata, figlia di un’Europa frantumata da interessi miopi”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“L’espansionedell’Isis ha generato un’ondata di profughi, voluta strategicamente dal Califfato, per invaderci e creare il caos nei nostri confini. L’invasione consente più facile mimetizzazione ai terroristi. E l’Europa ci lascia soli, senza accorgersi che siamo l’anello debole di una catena che si sfalderà ed è la catena europea”.
“Inostri servizi segreti, storicamente eccellenti, appaiono inefficaci, dopo essere stati smantellati anche nella loro rete operativa, durante e a seguito dell’inchiesta su Abu Omar, con la rivelazione propalata da Espresso-Repubblica di segreti di Stato. Terrorismo (e invasione) partono dalla Libia, possibile che in nessun modo si sia riusciti a penetrare i trafficanti e i commando assassini? E intanto impunemente si propalano calunnie in funzione di meschini interessi che il sottosegretario Minniti non è in grado di controllare, forse perché troppo coinvolto personalmente. Minniti unfit. Ci esprimiamo qui, poiché Forza Italia, con unindecente deficit di democrazia, è esclusa dal Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica”, conclude ‘Il Mattinale’.

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European Fund for Strategic Investments (EFSI): set-up and EU budget contribution

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

european parliament (EP) and Council negotiators have reached a political agreement on the rules creating and governing the European Fund for Strategic Investments (EFSI). Proposed by the Commission as part of the ‘Juncker plan’ and backed by a guarantee from the EU budget, EFSI will aim to foster job creation and growth across the EU, by triggering investments worth an estimated €315 billion over three years. The agreed text now needs to be adopted by the EP, with plenary due to consider it on 24 June, and the Council in order for EFSI to become operational. EFSI, a significant component of the Investment Plan for Europe Last year, presenting his political guidelines for the new European Commission to the EP, Jean-Claude Juncker pledged to make strengthening the EU’s competitiveness and stimulating investment, to support job creation, his first priority. In November 2014, the Commission put forward an Investment Plan for Europe (also known as the ‘Juncker plan’) to address the reduced level of investment that the EU has been experiencing since the crisis, and which is hindering job creation and long-term growth in the area. According to the Commission, while abundant financial liquidity is now available in the system, it is not reaching the real economy efficiently enough. To tackle this gap, a significant component of the strategy is the creation of a European Fund for Strategic Investments (EFSI) by mid-2015, which should promote additional public and private investment in strategic projects and improve access to finance for businesses with up to 3 000 employees. The Commission has named the European Investment Bank (EIB) as its strategic partner to implement the strategy, with EFSI to be integrated into the EIB Group. According to the Commission, the overall Investment Plan could support the creation of up to 1.3 million new jobs over three years. Proposal for the EFSI regulation Legislative proposal In January 2015, the European Commission submitted its proposal for a regulation establishing EFSI to the EP and the Council (under ordinary legislative procedure). The initial financial allocation of EFSI would amount to €21 billion, based on a €16 billion guarantee created under the EU budget and a €5 billion contribution from the EIB’s own resources. The idea is to maximise the impact of public resources, by addressing market gaps and mobilising private investment in strategic projects through a range of financial instruments (such as loans, guarantees, credit-enhancement products and equity-type products) offered by the EIB Group. The Commission estimates that, over three years, the initial EFSI allocation alone (to which other public and private investors would be able to add) would trigger total investment worth at least €315 billion. This amount is around twice the annual EU budget, which EFSI is expected to complement. Proposed EU budget contribution The regulation would create the €16 billion guarantee under the EU budget and the related Guarantee Fund, which backs it up to 50% with EU resources to ease the orderly payment of potential guarantee calls by the EIB. This means that, under the proposal, the provisioning of the Guarantee Fund would require €8 billion in commitment appropriations, to be financed gradually over the 2015-18 period. The Commission proposed that these resources come from the Connecting Europe Facility or CEF (€3.3 billion), Horizon 2020 (€2.7 billion) and unallocated margins of the EU’s Multiannual Financial Framework (€2 billion). Likewise, payment appropriations from the EU budget would be gradually phased in over the 2016-20 period. In practice, these resources would be earmarked for the Guarantee Fund, but used only in the case of guarantee calls by the EIB, thus providing a buffer for the orderly implementation of the EU budget.
EPRS EFSI: set-up and EU budget contribution Members’ Research Service. Governance of EFSI and creation of a single advisory hub for project financing Under the proposal, a Steering Board would be in charge of the strategic orientation and the strategic asset allocation of EFSI, as well as of its operating policies. An Investment Committee accountable to the Steering Board would assess potential projects to decide whether they should receive EFSI support, irrespective of their geographical location. Eligible projects could stem from a wide range of strategic sectors. In addition, building on existing expertise, a European Investment Advisory Hub (EIAH) would be set up within the EIB to act as a single technical advisory hub for project-financing within the EU, helping with investment project identification, preparation and development. Political agreement on the EFSI regulation The EU’s institutions have actively cooperated to have the EFSI rules into force by mid-2015, as planned. In December 2014, the European Council endorsed the Investment Plan. With the Commission acting as broker, Parliament and Council have carried out intensive trilogue negotiations on the EFSI regulation. Their respective standpoints were based, on the one hand, on the report (rapporteurs: José Manuel Fernandes, EPP, Portugal, and Udo Bullmann, S&D, Germany) prepared jointly by the EP’s Committees on Budgets (BUDG) and on Economic and Monetary Affairs (ECON), and on the other hand on the Council’s negotiating stance. On 28 May 2015, EP and Council negotiators reached a political agreement on the EFSI rules. As regards the financing of the EFSI Guarantee Fund, the agreement increases the contribution of unused margins of the EU budget by €1 billion, to €3 billion, correspondingly reducing the redeployments from the transport component of the CEF (to €2.8 billion) and the Horizon 2020 programme for research (to €2.2 billion). The EP’s negotiators have already declared that the Parliament will seek to further reduce the cuts to both programmes in the coming years through the annual budgetary procedure. In addition, the compromise text has augmented the rules on the governance, functioning and democratic accountability of EFSI. For example, it provides for the appointments of the Managing Director and Deputy Managing Director of the EFSI Investment Committee to be approved by the EP following hearings (Article 7.6). The general objectives of EFSI now include the objectives of Horizon 2020 and the CEF, so as to enhance EFSI’s contribution to results in the policy areas covered by the two programmes that play a role in provisioning the EFSI Guarantee Fund (Article 9.2). The negotiators have laid down eligibility criteria for EFSI support, which include consistency with EU policies and quality job creation (Article 6). The EFSI Investment Committee is to provide an independent and transparent assessment of the possible use of the EU guarantee by using a scoreboard of indicators, which the Commission is empowered to adopt through delegated acts (Article 7.14). The expertise of the EIAH will be available at capped fees for small and medium-sized enterprises (one third of the cost of the technical assistance they receive) and free of charge for public project promoters (Article 14.4). The Commission is to work with the EIB to create a European Investment Project Portal, with a view to ensuring transparency and visibility of current and future investment projects (Article 15). Reporting, accountability and evaluation obligations (Articles 16 to 18) for the Commission and the EIB have been set out in more detail. In particular, before the end of the three-yearinvestment period, the European Commission must submit an independent evaluation of EFSI to the EP and the Council, and propose on the basis of this assessment either to continue the scheme (if necessary, with changes to the Regulation to address identified weaknesses) or to terminate it (Article 18.6-8). The agreed text now needs to be adopted by the EP, with the plenary due to consider it on 24 June, and the Council in order for EFSI to become operational. Meanwhile, seven EU countries (Germany, Spain, France, Italy, Luxembourg, Poland and Slovakia) have already said that they will contribute to EFSI. Amendment to the 2015 EU budget If the agreed text is adopted, the following step will be to translate its budgetary implications into the 2015 EU budget, with Draft Amending Budget (DAB) No 1/2015 (rapporteur: Eider Gardiazábal Rubial, S&D, Spain) currently scheduled for examination by the EP plenary in July. The overall impact of DAB No 1/2015 is
neutral for the 2015 EU budget with regard to expenditure and revenue. The main proposed modifications are: 1) the creation of three new budget articles related to EFSI; 2) the provisioning of the EFSI Guarantee Fund for 2015, by reallocating €1.35 billion in commitment appropriations; and 3) the provision of the 2015 EU contribution to the financing of the EIAH, by reallocating €10 million in both commitment and payment appropriations.

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China has become one of the top investors in Germany and Europe

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

pechinoChinese takeovers and direct investments are increasing drastically in Europe. In the last year they reached a new record mark (with a volume of around 14 billion Euros). Nearly on a weekly basis new investment projects are being announced. There are many factors that indicate this trend will continue. China is becoming a driving force for global capital flows and already today is one of three biggest foreign investors worldwide. According to forecasts China’s current global assets will treble by 2020 up to nearly 18 billion Euros. In their latest study Thilo Hanemann and Mikko Huotari analyse on the basis of a unique data base the newest trends of Chinese direct investment in Germany and the EU.
Between 2000 and 2014 the 28 EU countries in total recorded more than 1,000 Chinese newly established companies, mergers and takeovers. These amounted to a total figure of 46 billion Euros. The Chinese government had gradually over the last years relaxed the rules for foreign investment which paved the way for Chinese companies to expand their global business activities. Whilst at the beginning the focus of the investors was on commodities now a diverse mix of technology, brands and consumer goods is sought after. From a Chinese perspective in Europe the energy, automobile, food and real estate sector are the most attractive industrial areas. Western Europe was particularly the focus of Chinese investors but recently South and Eastern Europe have been able to up. In Europe the UK remains the number one destination followed by Germany and France.
Since 2000 Chinese companies have invested around 6.9 billion Euros in Germany. Worth noting is that annual investments rose significantly in 2011 and since then remained relatively stable around the 1-2 billion Euro mark per year. Recently the interest has increased in IT technology, finance and corporate services as well as consumer goods. Some of the most prominent takeovers have been the acquisition of the concrete pump manufacturer Putzmeister by Sany in 2012 or the electronic enterprise Medion by Lenovo in 2011/12. Currently the bidding process of the Chinese insurer Anbang for the Hypo Real Estate Core Banking System is in the final stages. The old West German states are especially popular with Chinese investors with North Rhine-Westphalia, Hesse and Bavaria leading the way. Up to now Chinese companies have invested 1.8 billion Euros in North Rhine-Westphalia.Size, growth and complementarity of the Chinese economy offer Europe unique opportunities. On the other hand, many governments fear a greater interdependence with China. This is because there is the real danger that China will continue to distort competition by subsidising own companies whilst putting up barriers for foreign enterprises. Furthermore, there is the expectation that the decision-making processes will remain aligned to the authoritarian political system. In addition to this one is able to observe that China is shutting out a number of industries from foreign direct investment.At the same time China has over the last years been able to disprove some preconceptions: Chinese investors are by no means just interested in subtracting know-how. They are quite willing to invest in infrastructure as well as in research and development. The analysis of around 1,000 projects across Europe didn’t confirm the fear that Chinese investments would have a negative impact on the domestic employment situation or the innovative capability. The new wave of Chinese investments offers exceptional opportunities for Germany and Europe in a phase of economic change. This potential is particularly highlighted by China’s intention of participating in the new infrastructure fund of the European Union. In order to capitalise on the opportunities and minimise risk it is vital to set the right political framework. In the run-up to the EU-China Summit on the 29th of June in Brussels Mikko Huotari and Thilo Hanemann argue the case for the speedy conclusion of a robust bilateral investment agreement (BIA) which amongst other things removes existing imbalances in respect to market access. It is important that the principle of freedom of investment is upheld.

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EU and Liberia initial a new sustainable Fisheries Partnership Agreement

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

liberia-ivorycoastThe European Union and the Republic of Liberia signed a new Sustainable Fisheries Partnership Agreement as well as an associated Protocol which will reinforce cooperation between the two parties, especially in their fight against illegal, unreported and unregulated (IUU) fishing and help the development of the fishing sector of Liberia. The new Partnership Agreement is expected to contribute to Liberia’s recovery after the Ebola crisis and is a sign of the EU’s confidence in Liberia’s economy.The Protocol provides the EU with fishing opportunities for 6 500 tonnes of tuna and other highly migratory species, for 28 purse seiners and 6 long-line vessels. In return, the EU will pay Liberia an annual compensation of € 650 000, out of which 50% is earmarked to support the fisheries policy of Liberia.The Agreement and the Protocol are fully in line with the reformed Common Fisheries Policy (CFP) and will ensure that the fishing activities of EU vessels in Liberian waters will be carried out in respect of the principles of sustainability, good governance, transparency, non-discrimination and respect of human rights. Control of fishing activities and catch reporting will be assured through the use of Electronic Reporting System (ERS – Electronic logbooks) and Vessel Monitoring System (VMS). Both parties have also committed to respect fully all the recommendations made by the International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (ICCAT).This Protocol will also reinforce cooperation between the two parties, especially in their fight against illegal, unreported and unregulated (IUU) fishing. Moreover, the agreement will help Liberia reinforce its fisheries monitoring, control and surveillance capacity, as well as to enhance scientific cooperation and promote the development of the fishing sector of Liberia. The new Partnership Agreement is expected to contribute to Liberia’s recovery after the Ebola crisis and is a sign of the EU’s confidence in Liberia’s economy.

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Agriculture and Fisheries Council discusses fishing opportunities for 2016

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

Agriculture and Fisheries CouncilThe Agriculture and Fisheries Council (Luxembourg, 16 June 2015) discussed fishing opportunities for 2016 in EU waters. Ministers of EU Member States reaffirmed their strong commitment to make EU fisheries more sustainable.Other topics included expenditure under the European Fisheries Fund 2007-13, the Russian ban on fisheries products imports from Latvia and Estonia and negotiations for a sustainable fisheries partnership agreement with Tanzania.
Fishing opportunities for 2016. The Commission briefed ministers on a communication on EU fishing opportunities for 2016, which it had tabled earlier this month. The document reports that in the last few years the EU has generally managed its fisheries more sustainably and thus achieved a better state for a large number of its fish stocks. Overfishing is still predominant in the Mediterranean however, where improvements have been slower.
Several Member States acknowledged the overall improvement in the state of fish resources; however some delegations stressed that improvements in other stocks, such as Blue Fin tuna, could have been better recognised. They also recalled the importance of setting up multiannual plans with a multispecies approach for fish stocks. The Council needs to agree on the fishing opportunities for 2016 by the end of this year. The agreement will take into account the impact of fishing fleets on stocks (fishing mortality). Several countries noted that this means moving to levels needed to permit stocks to rebuild to biomass levels that can produce maximum sustainable yield (MSY), while taking into account socio-economic factors.
Ministers also discussed a request by Greece to extend the eligibility period of expenditure for the Operational Programme Fisheries 2007-2013. The period is set to expire on 31st July 2015. The Commission explained that it could not extend the period of eligibility and that funds available should be used under existing rules.
Russia has imposed a ban on Latvian and Estonian fish and fish product imports for sanitary reasons, as of 4th June 2015. The Commission presented a set of measures and instruments that could be mobilised to support the member states and industry affected by this decision. They include more storage aid, better support in identifying alternative markets and greater flexibility for transfers of fishing quotas for the most affected stocks.
EU and Tanzania – negotiations for a Fisheries Partnership Agreement Ministers have authorised the Commission to open negotiations on behalf of the EU for the conclusion of a sustainable fisheries partnership agreement (FPA) and protocol with the United Republic of Tanzania.

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Building the Blue Growth agenda: Commission asks public its views on EU’s role in shaping international ocean governance

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

commissione europeaThe Commission has launched a public consultation on what the EU can do to improve international governance of oceans and seas to the benefit of sustainable blue growth. Speaking at the World Ocean Summit in Portugal earlier this month, Commissioner Karmenu Vella said: “If our oceans are not healthy, our economy falls ill. Global maritime challenges require global solutions. I am committed to work intensively to define Europe’s role in international ocean governance, for a sustainable blue economy and blue growth”.
As the use of marine resources continues to increase around the globe, the existing international ocean governance framework could be ineffective in addressing resulting maritime challenges, particularly in the 60 per cent of the oceans that are beyond national jurisdictions. The consultation therefore asks European and international stakeholders – international organisations, state actors, NGOs, business, the research community, academia and civil society – for their views on the best path of action and the EU’s role. The consultation is available in all EU languages and in an on-line survey format (English only). It will run until 15th September 2015.To complement the consultation, Commissioner Vella will also be meeting personally with stakeholders and international partners to gather their views and discuss possible ways forward. The listening tour will kick off with a visit to Cork, Ireland in early July.

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Jacques Delors Honorary Citizen of Europe

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

european parliamentI am moved by this recognition from the highest European authorities, and am also very proud to follow in the footsteps of two great men–two great Europeans for whom I feel both admiration and affection: Jean Monnet et Helmut Kohl.The fight for a strong Europe which supports its values with pride remains my own. I rage when I feel that she is moving away from this ideal. I send my warmest thanks to all of those who have given me this honor. I remain convinced that, without a strong Europe which is building a collective and sustainable future, there cannot be a happy future for our fellow EuropeansThe challenge for Europe, in the face of the radical transformations in the world and the human and social disorders that they bring, remains today what it was yesterday: the choice between survival and decline. To pursue this ambition, I continue my militant activism, most notably within the Jacques Delors Institute (Notre Europe).

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The European Council has awarded Jacques Delors the title of “Honorary Citizen of Europe”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

monnetAfter Jean Monnet in 1976 (Luxembourg European Council) and Helmut Kohl in 1998 (Vienna European Council), Jacques Delors is the third major actor of the European construction to be distinguished by such a title.This decision by the European Council was taken after a request sent to the European authorities by around 130 professors and academics from all over the European Union.In its conclusions, the European Council “expressed its gratitude to Jacques Delors, former President of the European Commission, for his remarkable contribution to the development of the European project”.As a reminder, the historic achievements to which Jacques Delors contributed are numerous: the Single European Act and the Single Market, the Maastricht treaty, the Economic and Monetary Union, the development of the structural funds and the creation of the Cohesion fund, the European citizenship, the Erasmus programme, the European social charter, the membership of Portugal and Spain, then of Austria, Sweden and Finland and the launching of the enlargement process following the fall of the Berlin Wall…It is thanks to the support of the European Council that Jacques Delors was able to create the “Notre Europe” think tank – which today bears his name – so as to allow him to go on taking full part in the European public debate by targeting not only decision makers, but also EU citizens.All of the current and past heads and members of the Jacques Delors Institute (www.delorsinstitute.eu) are both very happy and very proud of their founding president’s designation as “Honorary Citizen of Europe”.They see this award as a strong message of encouragement to pursue their action in favour of the ideas and values personified by Jacques Delors, at the service of the European construction.

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