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Scuole di specializzazione: Binetti: (Ap): più facile vincere il ricorso che il concorso

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

Paola-Binetti“Ma che Paese è mai questo, se anche un concorso nazionale, il primo del suo genere, lungamente desiderato, attentamente programmato, faticosamente giunto ad una apparente conclusione, può essere smontato pezzo per pezzo da sentenze della magistratura, che stanno trasformando i suoi inevitabili difetti, in un radicale capovolgimento delle posizioni iniziali”? Questo il commento di Paola Binetti, deputato di Area Popolare. “Mi riferisco al concorso nazionale per l’ammissione alle scuole di specializzazione, svolto nell’Ottobre dello scorso anno per la prima volta. Accolti i ricorsi di Bari, dove in aula 3 fu trovato un plico manomesso. Accolti anche tutti i ricorsi della Federico II di Napoli, quelli di piccoli gruppi della Sapienza a Roma, quelli di Tor Vergata e della Statale di Milano, emerge la triste realtà che è più facile vincere il concorso sulla base del ricorso che non sulla base della qualità del test fatto. A questa amara conclusione di molti partecipanti che non hanno fatto ricorso: non contano tanto le capacità dei concorrenti quanto i difetti del sistema. Rispettiamo le sentenze, ma ci attendiamo- commenta la parlamentare- che il Miur riservi le dovute attenzioni alla selezione della futura classe di specialisti. Proprio ieri il MIUR rispondendo ad una mia duplice interrogazione nell’Aula di Montecitorio, ha glissato proprio sul passaggio, in cui si faceva riferimento alla vicenda dei 300 aspiranti, di cui il TAR aveva bocciato il ricorso, poi accolto dal Consiglio di Stato.Un vero pasticciaccio tra le Istituzioni che crea amarezza e confusione anche tra i candidati di quest’anno, che per altro vedono ridursi il numero di posti complessivamente disponibili, dal momento che non ci sono risorse aggiuntive. Giustamente preoccupato Walter Mazzucco, presidente nazionale dell’Associazione Giovani Medici, cauto sull’ultima sentenza del Tar del Lazio, che permetterà a quasi mille studenti di essere equiparati ai vincitori del test per l’ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, passando dalla condizione di immatricolati con riserva a quella di immatricolati di diritto. Nessun raccordo tra numeri di immatricolati al corso di Laurea in medicina e numero di contratti per gli specializzandi. L’unico punto di convergenza consiste nella drammatica confusione che si crea tra ammessi subito dopo i rispettivi concorsi, e ammessi invece su indicazione dei successivi ricorsi. Davvero non c’è nessuna certezza- conclude Binetti- in fase di ammissione, né al corso di laurea né alla scuola di specializzazione. L’unica speranza sembra che stia solo nelle maglie di un sistema che trasforma gli errori in opportunità. Per alcuni però, solo per alcuni e non per i migliori”.

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