Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Tutti vogliamo più Europa ma non questa Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2015

europa-261011-c“La drammatica condizione della Grecia con la minaccia di volere o di dovere uscire dalla crisi, ha aperto scenari del tutto nuovi nel dibattito. C’è stato un Si convinto all’Europa – spiega la parlamentare- ma non a questa Europa. Tutti vogliamo più Europa, ma non questa Europa. Non a caso il dibattito ha avuto spesso toni aspri e stridenti da parte dell’opposizione, ma anche dalla maggioranza c’è stata una forte concentrazione sul tema dei prelievi forzosi che le banche potrebbero fare sui conti correnti dei cittadini italiani. Si è disegnata una immagine di Europa che risponde quasi esclusivamente a logiche di natura economico-finanziaria, schiacciata sui poteri forti delle banche. Ma questa Europa ha qualcosa di falso, di ipocrita, sembra dimenticare quei milioni di giovani che si muovono tra i diversi Paesi, con i progetti Erasmus, o in cerca di lavoro. Sono loro che stanno costruendo un’Europa giovane, che prepara il suo futuro con una logica diversa, meno schiacciata sul piano delle logiche monetarie e decisamente più attenta ai temi ecologi, ad un concetto di benessere, che va oltre gli stretti limiti del PIL e ha voglia di misurarsi con i luoghi di eccellenza della innovazione scientifica e tecnologica. Abbiamo votato questa legge sotto una pressione di natura sanzionatoria- commenta Binetti- da tempo non recepivamo alcune direttive che costituivano un obbligo per il nostro Paese. Votiamo la legge in tempi stretti, perché avevamo accumulato un ritardo eccessivo. Forse anche il Parlamento italiano deve cambiare passo e dedicare ai grandi temi europei più tempo e più spazio, più passione e convinzione. Siamo drammaticamente assenti nell’approccio legislativo ascendente, siamo poco propositivi, e troppo spesso subiamo le direttive che ci trasmettono, come se fossimo sempre sul banco degli imputati. Forse è arrivato il momento di ribaltare questo atteggiamento, e sentirci protagonisti a pieno titolo anche nella ideazione e nella programmazione. In attesa del referendum della Grecia di domenica prossima- conclude- potremmo fare un passo avanti in responsabilità e creatività. Ne varrebbe la pena”

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