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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Archive for settembre 2015

Sanità: condizioni per l’erogazione dell’assistenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

istituto superiore sanità«Il recente provvedimento adottato dal Ministro Lorenzin, in ottemperanza a quanto previsto dall’ Art. 9 – quater del tanto discusso Decreto Enti Locali 78/2015 di questa estate, individua le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Un elenco di servizi sotto esame che ha già scatenato un inferno di polemiche: Sindacati, Ordini professionali e Associazioni gridano all’umiliazione dell’autonomia prescrittiva. A ben vedere, questa revisione appare come l’ennesima manovra lineare attuata senza una logica razionale e priva di lungimiranza. Se l’obiettivo è nobile, è lo strumento ad essere sbagliato. La posizione dell’Associazione Dossetti rispetto a questo provvedimento sarà evidenziata nel corso della Conferenza “Dispositivi medici impiantabili e DRG. Un percorso possibile per il trattamento della Fibrillazione Atriale e dell’Ictus Cardioembolico” organizzato per domani, 30 settembre, nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di S. Maria sopra Minerva del Senato della Repubblica.
È vero che nella pratica corrente molte visite non rispondono a un evidente beneficio per la salute e possono a buon conto definirsi inappropriate, spesso frutto della c.d. medicina difensiva, con evidenti costi per il sistema. Ma se per combatterle si riducono le tutele ai cittadini, cioè si riducono i livelli essenziali di assistenza gratuita (LEA) e si ingabbia l’autonomia clinica del medico costringendolo a prescrivere secondo compatibilità e risparmio, allora il decreto in questione puzza di taglio lineare.Questa logica di repressione risulta controproducente per due ordini di ragioni. Anzitutto, perché scarica le grosse carenze a livello programmatico sul singolo medico che, da un lato, rischia sanzioni per aver prescritto una prestazione non ritenuta indispensabile, e dall’altro può essere tacciato di non offrire un adeguato servizio ai propri pazienti. Per quel che riguarda i cittadini che non possono pagarsi cure che fino ad ora erano garantite, invece, l’effetto sarà quello di spingerli verso prestazioni private o forme di sanità integrative.Fra le restrizioni incluse nel Decreto, un peso particolare assumono le limitazioni a ad alcune prestazioni di laboratorio. Come avviene ad esempio per lo screening sistematico della colesterolomia al di sotto dei 40 anni, la cui gratuità è prevista solo per individui che già presentino fattori di rischio cardiovascolare o familiarità per queste patologie, e per cui l’intervallo temporale tra una misurazione e l’altra è di ben 5 anni.Al giorno d’oggi, le malattie cardiovascolari si collocano fra i primi posti nella triste classifica delle cause di morte, e le conseguenze economiche di ictus e Fibrillazione Atriale pesano in maniera rilevante sull’economia del Sistema Sanitario. L’Associazione Dossetti da sempre sostiene la grande importanza dell’attuazione di programmi di prevenzione cardiovascolare, che garantirebbero un reale abbassamento del pericolo di stroke cardioembolico in un’importante fetta di pazienti che, per condizioni clinico-genetiche, si trovano potenzialmente a rischio. Un tema, questo, che costituisce uno dei capisaldi dell’attività dell’Associazione Dossetti e attorno a cui si svolgerà il dibattito durante il convegno di domani, concepito con l’obiettivo di condividere esperienze e avanzare proposte concrete per la diagnosi precoce e la cura delle malattie cardiovascolari.La lotta all’inappropriatezza deve avere come obiettivo la fonte principale di sprechi, che è la disorganizzazione del sistema, il moltiplicarsi di apparati burocratici, che tolgono risorse al settore delle prestazioni. Così facendo, si rischia di allontanare ancora di più il paziente, che rinuncerà a curarsi o andrà nel privato. Un sistema che ha tutto meno dei caratteri di gratuità ed universalità di cui all’Art. 32 della Costituzione. Un sistema senza futuro» dichiara il Segretario Nazionale dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: I Valori” Claudio Giustozzi.

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Sono più di 11 milioni i posti di lavori persi nel mondo dal 2008 ad oggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

alistairUn gap occupazionale, tra il numero delle persone che oggi lavorano e quelle che avevano un impiego prima della crisi, pari a 1 su 20 dell’attuale forza lavoro. A lanciare l’allarme la nuova edizione dell’Hays Global Skills Index 2015, il report pubblicato ogni anno da Hays, società leader a livello globale nel recruitment specializzato, in collaborazione con Oxford Economics. L’analisi, intitolata “Labour markets in a world of continuous change”, prende in esame i mercati del lavoro di 31 economie (tra cui l’Italia) per individuare i principali trend del mondo del lavoro qualificato.Ma c’è di più. Si allarga anche il divario tra competenze disponibili ed esigenze del mercato del lavoro globale. Secondo il report, a registrare le maggiori carenze di specializzazioni, sono soprattutto quei Paesi che nell’ultimo anno hanno visto ripartire la propria economia come gli Stati Uniti, il Regno Unito e alcuni Stati del Nord Europa. Mentre, i mercati dei cosiddetti BRIC – una volta motore della crescita globale – stanno vivendo una fase di stallo che ha rallentato la domanda di professionisti qualificati. Lo squilibrio tra la domanda e l’offerta di competenze sul mercato del lavoro spinge sempre più aziende ad offrire stipendi comprensivi di benefit e bonus ai profili maggiormente specializzati determinando un’inflazione sui salari.La carenza di competenze, soprattutto nei settori altamente specializzati, ha un impatto negativo sia sulla produttività con professionisti sotto o sovra qualificaticarlos per il ruolo svolto, sia sulla qualità del lavoro finale.La mancanza di competenze specializzate mette in evidenza l’urgenza di un adeguato ambiente regolatorio che permetta sia la crescita economica delle aziende, sia la creazione di nuove opportunità di lavoro per i professionisti. È fondamentale, quindi, l’intervento dei Governi per favorire da un lato la ripresa economica, dall’altro l’accesso da parte delle imprese alle competenze di cui hanno bisogno.“L’economia mondiale è tornata a crescere – commenta Alistair Cox, CEO di Hays – .Tuttavia, la ripresa ha accentuato il divario tra le competenze disponibili sul mercato del lavoro e quelle richieste dalle aziende e, in molti Paesi, si registrano ancora alti tassi di disoccupazione. Imprese e Governi devono lavorare insieme per trovare soluzioni efficaci per colmare questo gap e non compromettere la futura crescita economica”.“È necessario che politiche e servizi all’educazione siano allineati con le reali esigenze economiche delle aziende. Questo, però, richiede tempo, con effetti a lungo termine – continua Cox – . Nel breve periodo occorre, invece, adottare politiche del lavoro e dell’immigrazione che permettano alle imprese di selezionare professionisti specializzati al di fuori del proprio mercato. In caso contrario, la domanda di competenze qualificate continuerà a non essere soddisfatta”.
E in Italia? “Dopo anni di recessione l’economia del nostro Paese mostra i primi deboli segnali di ripresa, ma aumenta la pressione sul mercato del lavoro con un aumento della domanda di professionisti qualificati – spiega Carlos Soave, Managing Director Hays Italia -. La mancanza di competenze specializzate è, infatti, la sfida più grande per le aziende italiane: l’aumento del tasso di disoccupazione acuirà ancora di più le difficoltà nella ricerca di professionisti qualificati nel lungo periodo”. (foto: alistair, carlos)

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Pisa Book festival

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

20 Più libri più liberi 2009 foto MatteoMignaniPisa Palazzo dei Congressi Lungarno Buozzi venerdì 6 novembre a domenica 8 novembre dalle 10,00 alle 20,00 Venerdì 6 novembre – Ingresso gratuito, Sabato 7 domenica 8 biglietto d’ingresso 5 euro – ridotto 4 euro Ingresso gratuito per i ragazzi al di sotto i 18 anni e per i portatori di handicap con un accompagnatore. Il Pisa Book Festival è un salone nazionale del libro dedicato alla case editrici indipendenti che ogni anno in autunno riunisce a Pisa editori, scrittori, traduttori, illustratori e artisti italiani e stranieri. Con 150 editori espositori e oltre 200 eventi organizzati nei tre giorni è diventato un evento difficile da perdere per gli appassionati della lettura. Per gli editori il festival è una piattaforma speciale per acquisire nuovi sbocchi commerciali e discutere di idee e innovazione, ma soprattutto per entrare in contatto diretto con i lettori e presentare le loro novità in una delle sette sale del Palazzo dei Congressi, attrezzate con le migliori tecnologie.
Il programma culturale viene costruito ascoltando da una parte le proposte degli editori e dall’altra proseguendo lungo i percorsi ormai consolidati del Festival: le anteprime editoriali, il Focus sul Paese Ospite d’Onore, gli autori del Caffè la Repubblica, i Grandi Ospiti, il Translation Day e la sezione Junior, che porta avanti il rapporto privilegiato del Festival con le scuole e i giovani.
La Scozia, ospite d’onore di questa edizione, sarà presente a Pisa con una folta delegazione di scrittori, guidata dal direttore dell’Edinburgh International Book Festival, Nick Barley. Tra gli autori in arrivo a Pisa, William McIlvanney, nominato dal Telegraph tra i 50 giallisti da leggere prima di morire, in Italia è stato pubblicato da Tranchida e Feltrinelli/FoxCrime. Al Pisa Book Festival presenterà Docherty, appena pubblicato dalle Edizioni Pagina Uno, un intenso racconto sulla Scozia del primo Novecento con cui ha vinto il prestigioso Whitbread Award for Fiction; Ewan Morrison, scrittore e regista, vincitore di numerosi premi letterari tra cui Scottish Book of the Year (SMIT) Fiction Prize 2013, Glenfiddich Scottish Writer of the year 2012/13 e Not the Booker Prize 2012, in Italia è noto per il romanzo Scambisti, pubblicato da Fazi; Donald S. Murray, il più scozzese fra gli scozzesi, parla correttamente il gaelico, è autore di romanzi, saggi, poesie e racconti. Al festival presenterà il romanzo The Italian Chapel, in cui narra le storie dei prigionieri italiani nelle isole Orcadi durante la Seconda Guerra Mondiale; Allan Massie, scrittore, giornalista, critico letterario, autore di oltre 60 libri, tra romanzi storici sull’Antica Roma, studi critici e saggi sul rugby, a Pisa terrà una conferenza sulla Storia europea vista dalla Scozia. La sua pubblicazione più recente è Il Thistle and the Rose, una raccolta di saggi sul rapporto spesso spinoso tra Scozia e Inghilterra, in cui assume un forte punto di vista unionista; Jenni Fagan autrice del romanzo d’esordio Panopticon, (ISBN), tradotto in 8 lingue e a cui sarà ispirato il prossimo film di Ken Loach, racconta la storia di un’adolescente che sfida le aspettative della società. Nel 2013 Granta ha inserito Jenni Fagan tra i 20 Best Young British Novelists; Kirsty Logan ha raggiunto il successo nazionale e internazionale con la fiaba per adulti The Gracekeepers con cui ha vinto nel 2013 lo Scott Prize for Short Stories. Da agosto 2015 è in libreria A Portable Shelter una raccolta di racconti sulla perdita e l’identità, ispirata a racconti popolari scozzesi; James Robertson è noto in Scozia per aver tradotto nel dialetto scozzese libri per bambini. Joseph Knight, il suo secondo romanzo, ha vinto i due più importanti premi letterari scozzesi, Saltire Book of the Year 2003 e Scottish Arts Council Book of the Year 2004. A settembre 2015 è uscito And the Land Stay Still, romanzo storico che abbraccia mezzo secolo di storia politico-sociale della Scozia a partire dalla seconda guerra mondiale.
Altro ospite di rilievo lo scrittore per l’infanzia e illustratore Ross Collins. Le sue illustrazioni saranno in mostra al Palazzo Blu (Pisa) in contemporanea con il Festival.
Da 13 anni in autunno a Pisa riuniamo editori e scrittori, italiani e stranieri, per celebrare il libro, la lettura e l’indipendenza di pensiero.
Il Pisa Book Festival è un salone nazionale del libro dedicato alle case editrici indipendenti italiane che ogni anno in autunno riunisce a Pisa editori, scrittori, traduttori, illustratori e artisti italiani e stranieri. Nato nel 2003 con la missione di valorizzare gli editori indipendenti italiani, il festival è passato dai 56 editori espositori del primo anno ai 150 della scorsa edizione 2014, confermandosi un evento leader nel settore dell’editoria. Per gli editori il Festival rappresenta una piattaforma unica per farsi conoscere, per acquisire nuovi sbocchi commerciali, per discutere di idee e di innovazione, per trovare quello spirito di collaborazione necessario per affrontare le sfide del futuro. Negli anni il Festival è cresciuto sino a diventare anche un luogo privilegiato dove il pubblico può incontrare i suoi autori preferiti. Dinamico e originale nelle sue scelte, il Festival ospita ogni anno più di 200 eventi, dall’incontro con l’autore, al convegno, dal laboratorio di scrittura al seminario per traduttori, fino allo spettacolo e al reading.
Il programma degli eventi è organizzato secondo cinque filoni: le anteprime degli editori, il focus sul paese ospite, i grandi ospiti, gli autori di La Repubblica Caffè, i seminari del centro traduzione e lo spazio Junior. Alla continua ricerca di sempre nuove attrazioni il Festival ogni anno ha arricchito il programma con nuove rubriche, nel 2011 la Repubblica Caffè, nel 2012 la serie di dibattiti Riflessioni, un forum per tutte le età dove il pubblico scambia opinioni con gli autori su temi di grande attualità. La novità del 2014 è stata serie di incontri sulla letteratura migrante e sugli scrittori africani.

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Intel Security a ConfSec: la lotta al cybercrime si combatte insieme

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

bariBari 13 ottobre – UNA Hotel Regina presso la sala Vittoria 1 alle ore 12 Intel Security partecipa a ConfSec, evento patrocinato da Clusit, che si presenta come l’evento dedicato alla sicurezza informatica più importante del Sud Italia.Ne parleranno Paolo Ballanti, Network Security Specialist Sales, Italy, Intel Security Group insieme a Raoul Chiesa, primo ethical hacker italiano e socio fondatore del Clusit Intel Security, gold partner dell’evento. Intel avrà inoltre un’area espositiva dedicata al proprio approccio Security Connected e alle novità recentemente introdotte nelle tecnologie per la sicurezza di rete di aziende e pubbliche amministrazioni. Durante la giornata di lavoro il management dell’azienda sarà a disposizione di clienti attuali e potenziali per definire insieme nuove e interessanti opportunità di collaborazione.
Nato con l’obiettivo di sensibilizzare imprenditori e pubbliche amministrazioni sui rischi del cybercrime e per raccogliere dai vendor informazioni e spunti su come contrastare il malware avanzato e le nuove forme di estorsione informatica che impattano e condizionano la continuità del business, il ConfSec rappresenta un’importante occasione di confronto sulla sicurezza delle informazioni, delle reti e dei sistemi informatici.Intel Security vuole cogliere l’occasione di questo incontro per portare all’attenzione del pubblico di interessati e addetti ai lavori la necessità ormai improrogabile di collaborazione tra tecnologie e vendor affinché le soluzioni messe in campo possano essere davvero efficaci.Lo speech, intitolato “Perché la piena collaborazione tra soluzioni (e vendor) di security non è più una opzione” intende evidenziare come la sfida più stringente nella lotta al cybercrime sia quella di tenere il passo con il volume e la sofisticazione degli attacchi. Soprattutto oggi dopo che gli hacker hanno ben compreso che la condivisione dei propri progressi in materia di intrusione informatica rende il loro intero ecosistema più letale. Per questo è essenziale che anche chi si occupa della difesa dagli attacchi adotti un approccio analogo: nessuno al giorno d’oggi può pensare di difendersi efficacemente dagli attacchi e dal malware avanzato con le sole proprie forze, conoscenze, processi e tecnologie.

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Il nuovo laser a picosecondi a doppia lunghezza d’onda si è dimostrato efficace e sicuro nella rimozione dei tatuaggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

tatuaggiotatuaggio1Oggi tatuarsi va molto di moda. Un tatuaggio si fa per comunicare qualcosa di sé e, al tempo stesso, è un modo per lasciare il segno delle esperienze sulla propria pelle. Eppure, con il trascorrere degli anni e dei cambiamenti di vita, un tatuaggio può diventare noioso o insopportabile. Adesso cancellarlo per sempre si può.La nuova generazione di laser a picosecondi con doppia lunghezza d’onda, già disponibile in Italia, consente attraverso l’utilizzo di impulsi ultra brevi una più efficace rimozione dei tatuaggi policromi e resistenti ai trattamenti standard, oltre che delle lesioni pigmentate benigne su ogni tipo di pelle.“Il laser a picosecondi a doppia lunghezza d’onda – sottolinea il dott. Filippo Pinto, Dermatologo, Responsabile della Pinto MedicalSpa, Centro Laser Dermatologico di Roma e consulente scientifico di Syneron Candela – rilascia sulla cute impulsi a picosecondi ultra brevi, garantendo una frammentazione ottimale delle particelle di pigmento. Con un numero inferiore di sedute e minore dolore rispetto ai sistemi convenzionali, quindi, tali trattamenti sono ben tollerati dai pazienti che assistono a tempi di recupero decisamente ridotti rispetto a vent’anni fa. E’ da sottolineare, inoltre, che l’utilizzo di laser a picosecondi non ha determinato esiti cicatriziali o effetti collaterali di lunga durata ad ulteriore conferma del suo elevato profilo di sicurezza nel trattamento per la rimozione dei tatuaggi”.
Se in Europa si calcola che circa il 20% degli adulti si è tatuato almeno una volta nella vita, secondo i dati emersi dalla recente indagine dell’ISS, nel nostro Paese ci sono 7 milioni di tatuati e, tra questi, circa il 17% ha dichiarato di voler rimuovere un tatuaggio e il 4,3% dei pentiti lo ha già cancellato.“Gli impulsi ultra brevi del laser a picosecondi – aggiunge il dott. Luigi Coricciati, Dermatologo, Responsabile del Centro “Coricciati Medical Group” di Martano (Lecce) e consulente scientifico di Syneron Candela – rappresentano l’elemento fondamentale che determina gli ottimi risultati ottenuti con questa tecnica nei trattamenti per la rimozione dei tatuaggi. Il laser a picosecondi con una doppia lunghezza d’onda, grazie ad un minor trasferimento di calore sulla pelle, riduce al minimo gli effetti collaterali nella più ampia gamma di fototipi. La ricerca scientifica, infatti, ha dimostrato che minore è la durata dell’impulso, maggiore è l’efficacia nel convertire l’energia del laser in sollecitazioni meccaniche necessarie alla frammentazione delle particelle. Ne consegue che più il frammento è piccolo e più è facile per il corpo eliminarlo in tempi rapidi ed ottenere così un migliore risultato in termini di clearance”.Il sistema laser a picosecondi non è utilizzato soltanto per la rimozione dei tatuaggi, ma anche per i trattamenti del viso e del décolleté: attraverso l’applicazione di un ulteriore dispositivo, presto anche in Italia sarà possibile intervenire con nuove tecniche di ringiovanimento assicurando risultati eccezionali in tempi rapidi.

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Unione Naz. Consumatori su dati Abi: non sono nuovi mutui, ma surroghe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

Banca europea per gli investimentiSecondo i dati resi noti oggi dall’Abi, salgono dell’86,1% le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, nei primi 8 mesi del 2015 rispetto ai primi 8 mesi del 2014. “L’Abi insiste nel dare dati esaltanti sulle performance delle banche. Sarebbe bello se fosse vero. Peccato che, secondo gli ultimi dati di Bankitalia, quelli di luglio, i prestiti al settore privato sono diminuiti sui dodici mesi dello 0,6%. I prestiti alle famiglie, sempre su base annua, sono finalmente saliti, ma di un misero 0,3%, non certo dell’86%” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “La verità è che l’Abi prosegue nell’errore di mettere nel conto le surroghe, che non sono certo nuovi mutui, ma vecchi mutui che, più semplicemente, si sono spostati da una banca all’altra. Il motivo delle tante surroghe è che, con i tassi di riferimento al minimo, le famiglie chiedono di rinegoziare il mutuo e la propria banca non accetta di cambiare le condizioni, preferendo perdere il cliente. Nulla di così esaltante, quindi, anche se questi spostamenti dimostrano che esiste un minimo di concorrenza tra i vari istituti di credito” ha concluso Dona.

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Sclerosi multipla: è nella via degli zuccheri la causa della sclerosi multipla e del diabete giovanile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

cellule cutaneeSono stati individuati i meccanismi che regolano l’origine e il funzionamento delle “Cellule sentinella” le così dette cellule “T regolatorie, Treg” che ci proteggono dalle malattie autoimmunitarie, come la sclerosi multipla e il diabete giovanile. Lo studio, pubblicato su Nature Immunology e cofinanziato dall’AISM con la sua Fondazione (FISM), è coordinato dal Prof. Giuseppe Matarese, Ordinario di Patologia Generale dell’Università di Salerno, e dai ricercatori dell’Istituto di Endocrinologia e Oncologia Sperimentale (IEOS) del CNR di Napoli, del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Salerno, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Napoli “Federico II” e dell’Unità di NeuroImmunologia della Fondazione Santa Lucia di Roma. I ricercatori hanno dimostrato che il metabolismo cellulare, in particolare la “via degli zuccheri” (tra cui il glucosio), è in grado di controllare l’espressione di uno specifico fattore necessario alla genesi e al corretto funzionamento delle cellule T regolatorie, denominato FOXP3.Inoltre, è stato evidenziato che le cellule T regolatorie dei pazienti affetti da sclerosi multipla possiedono una ridotta quantità di una particolare variante del FOXP3 che si associa ad un alterato metabolismo degli zuccheri. Quest’ultimo aspetto determina una incapacità delle cellule T regolatorie di svolgere in modo appropriato il proprio ruolo nel mantenere la “tolleranza immunologica” nei confronti di strutture “proprie o self”.Le malattie autoimmunitarie sono spesso molto invalidanti e sono causate dalla distruzione da parte del sistema immunitario dei costituenti propri del nostro organismo, come conseguenza della perdita dei meccanismi di “tolleranza immunologica” nei confronti del “se”. Per esempio, nella sclerosi multipla si osserva l’attacco da parte delle cellule del sistema immunitario della mielina, una proteina responsabile dell’ appropriata conduzione degli impulsi nervosi, la cui distruzione determina la comparsa di manifestazioni neurologiche di diverso grado, dalla debolezza muscolare alla perdita del controllo dei movimenti.Nonostante i grandi passi avanti nella comprensione delle cause di questa patologia, i meccanismi alla base della perdita della “tolleranza immunologica” non sono ancora completamente identificati. Negli ultimi anni l’attenzione dei ricercatori si è concentrata sullo studio di una popolazione linfocitaria di “cellule sentinella” dette cellule T regolatorie, (Treg). I risultati di questo studio aiutano a comprendere come le alterazioni del metabolismo degli zuccheri si associno alle disfunzioni della risposta immunitaria caratteristiche della sclerosi multipla e del diabete giovanile, sempre più comuni nelle società con maggior benessere, dove l’eccesso metabolico è preponderante.Il lavoro – che vede coinvolti tra gli altri, il Dr. Mario Galgani (IEOS-CNR), la Dr.ssa Veronica De Rosa (IEOS-CNR e IRCCS-Fondazione Santa Lucia), e il Prof. Antonio Porcellini (Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Napoli “Federico II”) ed è finanziato principalmente dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM) e dall’European Research Council (ERC) – è il frutto di un’estesa collaborazione di enti di ricerca nazionali (il DipMedChir dell’Università di Salerno, lo IEOS-CNR, l’IRCCS-Fondazione Santa Lucia di Roma, l’Università di Napoli “Federico II”, il NESMOS della “Sapienza” Università di Roma, l’Azienda Ospedaliera Cardarelli di Napoli e l’IRCCS-MultiMedica di Milano) e internazionali (Department of Medicine dell’University of California Los Angeles, UCLA).

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Scuola: al via “Radici di futuro”, la mostra sull’innovazione didattica attraverso i 90 anni dell’Istituto di Ricerca Indire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

archivio storicoFirenze, Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 1 dal 2 al 22 ottobre (ore 10-19) – ingresso libero. Un percorso storico sulla Scuola italiana, che racconta la nascita e lo sviluppo nel corso dei decenni di modelli didattici innovativi, attraverso le immagini e i documenti conservati nell’Archivio Indire. Questo il fil rouge della mostra “Radici di futuro. L’innovazione a scuola attraverso i 90 anni dell’Indire”, che sarà aperta a Firenze, Palazzo Medici Riccardi, dal 2 (ore 11) al 22 ottobre.Una storia “ricostruita” attraverso scatti fotografici dell’epoca (appositamente restaurati), che ritraggono alcuni momenti di apprendimento degli studenti, di attività laboratoriali, a partire dagli anni ’20, passando dal Fascismo al dopoguerra, fino ai giorni nostri. Le foto testimoniano attività didattiche basate sul concetto di “imparare facendo”: un approccio alternativo ai modelli tradizionali di tipo trasmissivo, che caratterizza vari momenti e passaggi della Scuola italiana.La mostra nasce per celebrare i 90 anni di storia dell’Indire, nato nel 1925 a Firenze in occasione dell’inaugurazione della Mostra Didattica Nazionale, promossa dai pedagogisti Giuseppe Lombardo Radice e Giovanni Calò, con lo scopo di porre l’attenzione sui metodi didattici innovativi dell’epoca.Nell’ambito della mostra, sarà presentato un approfondimento su due significative figure della Scuola italiana.Un video inedito racconterà l’esperienza didattica di Bruno Ciari, punto di riferimento nel sistema dell’istruzione italiano, in particolare per la gestione sociale della scuola dell’infanzia e per la qualificazione del tempo pieno.
Dal 5 al 25 ottobre sarà possibile visitare anche la mostra “La scuola di Mario Lodi” (Sala Spazi ex Circolo, via de’ Ginori, 14). Promossa dall’Indire, l’esposizione è organizzata dalla Fondazione casa delle arti e del gioco – Mario Lodi (Drizzona, Cremona) ed è composta da una serie di pannelli fotografici che testimoniano i luoghi, i volti e l’ambiente di una realtà scolastica che ha contribuito in modo significativo al rinnovamento della pedagogia italiana e internazionale, aprendo nuovi orizzonti alle pratiche di insegnamento.
Durante il periodo della mostra, è stato organizzato un ricco programma di eventi e iniziative che ha come comune denominatore la storia dell’educazione, l’analisi delle innovazioni tecnologiche a fini didattici, lo studio della realtà scolastica odierna. (foto: archivio storico)

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Gli ambulatori del Papa Giovanni al Carisma per i ricoverati e i cittadini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

ospedale papa giovanniXXIIIBergamo. Un centro prelievi, due ambulatori di odontoiatria e oculistica e un polo radiologico gestiti dal personale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII prenderanno vita all’interno di Carisma, le nuove residenze per Anziani della Fondazione Casa di Ricovero Santa Maria Ausiliatrice Onlus in via Gleno. I servizi sanitari, estesi su una superficie di 800 mq declinati su due piani, saranno a disposizione degli ospiti della più importante realtà sociosanitaria della provincia di Bergamo, ma anche di tutti i cittadini, diventando di fatto un polo territoriale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII.L’accordo fra le due realtà, siglato nei giorni scorsi, avrà durata decennale. Perfezionati i progetti con la definizione dei requisiti degli spazi, i lavori, a cura della Fondazione Carisma, partiranno entro il mese di dicembre e l’attività inizierà prima della fine del 2016.“Questa collaborazione pensata un anno fa di fatto precorre lo spirito della riforma sanitaria di Regione Lombardia: l’ospedale per acuti si fa carico anche dei problemi della cronicità, si avvicina ai pazienti e riduce disagi, tempi e costi per il trasporto di persone fragili al Papa Giovanni XXIII – ha spiegato Carlo Nicora, direttore generale del Papa Giovanni XXIII –. Realizziamo così un ulteriore passo nel percorso che da anni ci vede impegnati con passione e determinazione per dare continuità alla cure ed essere vicini ai pazienti e ai loro familiari”.“L’assistenza alle persone fragili ricoverate presso i servizi della Fondazione, completamente rinnovate l’anno scorso, si qualifica ulteriormente con gli effetti di questo accordo. E’ per la nostra Fondazione un investimento importante che sostiene il miglioramento della qualità dei servizi offerti ai nostri ospiti, che vedranno drasticamente ridotti gli spostamenti necessari per ottenere prestazioni sanitarie specialistiche di alto livello – ha commentato Miro Radici, presidente della Fondazione Carisma -. Ogni giorno dal Carisma, che ospita ben 500 anziani fragili, sono trasportate nei luoghi di cura molte persone che necessitano di esami, visite specialistiche, radiografie. Si realizza, pertanto, un tassello importante nell’integrazione socio sanitaria tanto auspicata dalla recente legge di riforma del sistema sanitario lombardo”.Dario Zoppetti, presidente della Fondazione Azzanelli, Cedrelli, Celati e per la salute del Fanciullo, Fondazione che, con il contributo di Italcementi SpA, ha realizzato la residenza di Via Monte Gleno presso cui saranno ospitate le attività sanitarie e ne detiene la proprietà indivisa con Carisma, concessa a quest’ultima in comodato d’uso gratuito per 50 anni, ha sottolineato “l’importanza di perseguire operazioni di welfare integrato a vantaggio dei cittadini più fragili. Questa attività condivisa è un qualificato esempio di collaborazione pubblico-privato che pone al centro la persona e i suoi bisogni”

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Roma: Villa Ada e i suoi alberi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

villa ada maneggioIl 5 maggio 2015 l’assessore all’Ambiente, Estella Marino, ha dichiarato:
“A ottobre saranno effettuati i lavori di messa a dimora delle nuove alberature”.
Il 4 agosto 2015, ha poi ribadito:
“In autunno, come previsto dal progetto, partirà la piantumazione di nuove essenze per sostituire quelle abbattute”.
Gentile assessore Marino,
siamo qui a ricordarle che lo scorso 21 settembre è iniziato l’autunno – unica stagione propizia per la messa a dimora di nuove piante – dunque siamo certi che sia tutto pronto per provvedere nelle prossime settimane alla completa sostituzione dei 52 alberi abbattuti durante l’estate nel Parco di Villa Ada.Se così non fosse, vorrebbe dire che le sue parole sono state solo una beffa per i cittadini e vane promesse per edulcorare l’opera delle motoseghe che hanno mutilato e parzialmente desertificato questa splendida villa storica.
Non vogliamo credere che sia così, nonostante il verde pubblico di Roma sia ridotto allo stremo dopo mesi di insano abbandono di ogni manutenzione per lo stop ai bandi in conseguenza dell’indagine su Mafia Capitale.A contrappunto villa ada penisolavilla adadell’abbandono della cura, per Villa Ada c’è stato un eccesso di sfruttamento lucrativo con strascico di proroghe sino a pochi giorni fa della privatizzazione della penisola del lago grande per gli impattanti concerti estivi.Il lascito per la villa (come da foto allegate) sono rifiuti, alberi danneggiati e prati ridotti a polverose spianate. Peccato che l’area – come da Bando – avrebbe dovuto essere restituita nelle stesse condizioni in cui era alla presa in consegna: quindi prato prima vuol dire prato dopo!Per non parlare del maneggio che si va allargando nella pineta (foto allegata) – con un canone irrisorio che non ci risulta essere stato ancora adeguato – o dei lavori di ristrutturazione segnalati nell’ex casa del custode (ma quell’immobile non doveva tornare nella piena disponibilità pubblica?).
In conclusione attendiamo fiduciosi la tempestiva ripiantumazione degli alberi di Villa Ada. Vigileremo che ciò avvenga, pronti in caso contrario a mobilitare i tantissimi romani che frequentano e amano questo parco unico al mondo. (I Leprotti di Villa Ada Osservatorio ambientale “Sherwood”) (foto: villa ada maneggio)

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Air France-KLM nuovamente premiata per il suo impegno in termini di responsabilità sociale d’impresa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

air francePer l’11° anno consecutivo, il Dow Jones Sustainability Index (DJSI), il principale indice internazionale di valutazione delle prestazioni aziendali in termini di responsabilità sociale d’impresa, ha classificato Air France-KLM al primo posto della categoria “Compagnie aeree”. Per il settimo anno, il Gruppo è inoltre leader del settore più ampio dei “Trasporti”, che oltre a quello aereo include il trasporto ferroviario, marittimo e stradale nonché le operazioni aeroportuali. Air France-KLM è uno dei 24 gruppi più responsabili del mondo, ognuno nel proprio settore di attività.“Ogni giorno, Air France-KLM si adopera al meglio per disegnare futuro del trasporto aereo. Desideriamo offrire un servizio di trasporto attento, innovativo e responsabile. Sono lieto di aver ricevuto questo premio e di tale riconoscimento da parte del DJSI. Tutto il nostro Gruppo e ciascuno dei suoi team possono esserne orgogliosi. Intendiamo rimanere in cima alla classifica nel settore del trasporto aereo”, ha dichiarato Alexandre de Juniac, Presidente e CEO di Air France-KLM.”Alla vigilia della Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, COP21, di cui Air France è partner, questo premio evidenzia il nostro impegno di lunga data per la responsabilità sociale d’impresa. Tale impegno è il fulcro della nostra strategia aziendale”, ha aggiunto Frédéric Gagey, Presidente e CEO di Air France. “Riuscire a mantenere il proprio posizionamento di leader per un periodo così prolungato rappresenta un risultato eccezionale per KLM. Ciò conferma non soltanto la responsabilità assunta dalla nostra compagnia in qualità di datore di lavoro, ma anche la serietà con cui KLM persegue l’innovazione e rinnova il proprio impegno nei confronti dell’ambiente e della società, potendo contare su una consolidata esperienza in tal senso”, ha dichiarato Pieter Elbers, Presidente e CEO di KLM Royal Dutch Airlines.

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Mundipharma e Medical Developments International annunciano una nuova alleanza per la commercializzazione di Penthrox® in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

200509288-001Cambridge, Regno Unito e Victoria, Australia, 28 Settembre 2015 – Mundipharma International Corporation Limited (Mundipharma) e Medical Developments International Limited (ASX:MVP) hanno annunciato nei giorni scorsi di aver concluso un accordo di licenza, sviluppo e commercializzazione in Europa per Penthrox® (metossiflurano a basso dosaggio), un dispositivo di inalazione per l’analgesia in emergenza controllata dal paziente.Mundipharma sarà titolare dei diritti esclusivi sul prodotto in 39 mercati europei, tra cui Francia, Germania, Italia e Spagna. Il lancio del prodotto nei primi Paesi potrebbe avvenire già nel 2016, a seguito dell’ottenimento delle approvazioni per la registrazione, la determinazione del prezzo e i regimi di rimborso.L’accordo getta le basi per una collaborazione strategica tra le due aziende, che farà leva sulle potenzialità specifiche di entrambe: la vasta e lunga esperienza maturata a livello globale da Mundipharma nel trattamento del dolore e le sue solide capacità commerciali integreranno le competenze di MVP nella produzione e nell’ambito delle soluzioni terapeutiche di emergenza.
Commentando la nuova alleanza, l’Amministratore Delegato di MVP John Sharman ha affermato: “Mundipharma condivide la nostra visione per Penthrox® ed è impegnata per lo sviluppo del prodotto in Europa. Inoltre, Mundipharma ha il profilo e la capacità finanziaria adeguati per promuovere le vendite più efficacemente e rapidamente di quanto potremmo fare con le nostre risorse. Mundipharma non si limiterà a commercializzare il prodotto, ma avrà un ruolo attivo nell’ulteriore sviluppo di Penthrox per le applicazioni cliniche attuali e future”.Kate Hurtig, Responsabile dell’area Dolore di Mundipharma International, ha dichiarato: “Mundipharma può vantare una solida tradizione nella gestione del dolore ed è costantemente impegnata a promuovere nuove opzioni terapeutiche in questo campo. Con questa alleanza potremo ampliare il nostro portafoglio prodotti nell’area dell’analgesia in emergenza e confidiamo di avanzare rapidamente nel processo di sviluppo e commercializzazione di Penthrox in Europa, al fine di massimizzare il successo del prodotto. Siamo entusiasti di poter collaborare con Medical Developments International e delle prospettive di crescita offerte da questa collaborazione”. Penthrox® (metossiflurano a basso dosaggio) è un analgesico non narcotico destinato all’autosomministrazione per via inalatoria finalizzata alla riduzione in emergenza del dolore moderato o severo associato a traumi, consentendo il passaggio dalla fase di dolore acuto a un livello di analgesia stabile. Penthrox® è attualmente registrato e commercializzato in 10 Paesi in tutto il mondo, tra cui Australia, Sudafrica e Nuova Zelanda. Inoltre, è già stato sottoposto, o sta per essere sottoposto, all’esame delle Autorità regolatorie in: Hong Kong, Iran, Israele, Malesia, Messico, Russia, Arabia Saudita, Singapore e Taiwan.La rete di consociate indipendenti Mundipharma comprende aziende private e joint venture operanti nei mercati farmaceutici di tutto il mondo. Il network Mundipharma è presente in 51 paesi con oltre 7.800 addetti in tutto il mondo. Queste aziende mirano a offrire ai pazienti i vantaggi di opzioni farmacologiche innovative nelle seguenti aree terapeutiche principali: terapia del dolore, oncologia, patologie respiratorie e infiammatorie. Attraverso innovazione, progettazione e acquisizione, la rete di consociate indipendenti Mundipharma offre importanti trattamenti per rispondere ai bisogni più urgenti di pazienti, professionisti dell’healthcare e sistemi sanitari di tutto il mondo.

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Papa Francesco: E’ necessario un cambiamento radicale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

vaticanoPapa Francesco, nel saluto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha sottolineato che l’esclusione sociale ed economica è un attacco ai diritti umani e al nostro ambiente naturale. Il Papa ha evidenziato come sia il cattivo uso del potere ad escludere molte persone e popoli e a degradare l’ambiente che sostiene la stessa vita umana. “L’abuso e la distruzione dell’ambiente sono, allo stesso tempo, accompagnati da un processo inarrestabile di esclusione sociale. In effetti, un desiderio egoistico e illimitato per il potere e il benessere materiale porta sia all’abuso delle risorse naturali disponibili, sia all’esclusione dei più deboli […]”.Il Papa ha ripetutamente parlato dell’effetto devastante che gli eventi climatici estremi stanno avendo sulle comunità, in diverse parti del mondo. Sul cambiamento climatico il Papa ha detto che: “ La crisi ecologica, assieme alla distruzione di gran parte della biodiversità del mondo, può mettere in pericolo l’esistenza stessa della specie umana. Questo, assieme alle conseguenze dannose di un’irresponsabile cattivo governo dell’economia globale, guidato dalla unica ambizione per la ricchezza e il potere, deve costituire un richiamo ad una profonda riflessione sull’uomo”. Il Papa si appella alle istituzioni finanziarie internazionali affinché diano priorità allo sviluppo sostenibile dei paesi e non si sottomettano ciecamente ai dettami dei mercati finanziari.Ispirati dalle parole del Santo Padre, CIDSE e FOCSIV si rivolgono ai nostri leader politici affinché prendano un’azione urgente e decisa per prevenire il cambiamento climatico che porterà molte popolazioni verso la povertà. “I leader internazionali devono prestare attenzione alle parole del Papa. I diritti umani e il rispetto dell’ambiente devono essere centrali nell’applicazione dei nuovi obiettivi per lo sviluppo sostenibile e dell’accordo sul clima che si redigerà a Parigi in Dicembre” afferma Bernd Nilles, segretario generale di CIDSE. “A questo riguardo, il bisogno di un accordo equo e vincolante sul cambiamento climatico al vertice di Dicembre è essenziale per cambiare rotta”.A sua volta Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV, sottolinea come “sia necessario nutrire i movimenti dei cittadini preoccupati per il nesso povertà-ambiente e capaci di proporre alternative percorribili rispetto all’economia dello scarto. Per questo la FOCSIV è impegnatissima nel pellegrinaggio dei popoli che partirà da Roma il 30 Settembre, dopo la benedizione di Papa Francesco, e che attraverserà oltre 25 città italiane con eventi e incontri con i cittadini, per poi passare per la Svizzera e la Francia, arrivando a Dicembre al Vertici di Parigi. Se non si muovono i cittadini, cambiando anche i nostri stili di vita, non si muoveranno neanche i nostri politici. Camminiamo per un mondo nuovo, ispirati dal messaggio di Papa Francesco”.
Ricordiamo, infine, che due giorni prima del vertice ONU sullo sviluppo sostenibile, CIDSE con FOCSIV hanno lanciato una dichiarazione, firmata da più di 50 rappresentanti della società civile, scrittori e leader religiosi. L’appello chiede una maggiore ambizione nell’affrontare l’ingiustizia sociale e nel dare più enfasi ai concetti di benessere, di una nuova cultura per la cura e una prosperità condivisa. Come ci ricorda Papa Francesco, c’è “bisogno di un cambiamento radicale nelle politiche economiche e sociali al fine di rispondere ai bisogni dei più vulnerabili nel mondo”.

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Serve un piano per le PMI agricole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

agricolturaOramai non si può più attendere. Nonostante siano stati volutamente stati ignorati dal ministero per le Politiche Agricole, dal governo e da alcune organizzazioni di rappresentanza – dichiara il Presidente nazionale di Confeuro, Rocco Tiso – i dati del 2013 forniti recentemente dall’Istat sullo stato dell’agricoltura italiana sono inequivocabili: il 9,2% delle imprese agricole ha cessato la propria attività. A subire i numeri della crisi sono soprattutto le Pmi agricole, totalmente abbandonate al proprio destino da politiche spesso sciagurate ed utili solo alle grandi aziende della distribuzione e della commercializzazione dell’agroalimentare. Quel che evidentemente si fa fatica a comprendere però – prosegue Tiso – è che non c’è nulla da esportare se non si sostiene chi produce.
La vera spina dorsale di questo Paese – continua Tiso – è il settore primario. E la vera spina dorsale del primario sono le tantissime piccole e medie aziende agricole che sono ancora oggi depositarie di antiche tradizioni e valori.
Il nostro auspicio – conclude Tiso – è che il governo la smetta di assicurarsi solo del benessere dei potenti personaggi che affollano i dietro le quinte di Expo. Da ora in poi è necessario guardare finalmente al vero motore del Paese, e non a chi lo ha affossato ed ora si erge a suo salvatore.

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Goletta Verde riparte a difesa dei mari italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

goletta verdeGoletta Verde, la storica campagna di Legambiente, riparte per difendere i mari italiani dai rifiuti e dalla perdita di biodiversità. Un viaggio che prenderà il via oggi, 28 settembre, da Portovenere nella Cinque Terre reso possibile grazie alla collaborazione del Parco dell’Arcipelago Toscano e al sostegno del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Nel corso del tour sarà affrontato il tema della Marine Strategy, la direttiva 2008/56 sull’ambiente marino che prevede il raggiungimento del buono stato ecologico, per le acque marine di ogni stato membro, entro il 2020, sulla base di 11 descrittori che considerano tutti gli aspetti legati all’impatto delle attività umane sull’ambiente marino come la pesca insostenibile, l’introduzione di sostanze inquinanti, rifiuti e specie aliene, ma anche l’inquinamento acustico sottomarino.Tra questi il problema dei rifiuti, nei mari e sulle spiagge, sta assumendo proporzioni davvero preoccupanti: stando alle stime del Consiglio Generale della Pesca nel Mediterraneo (FAO) sono oltre sei milioni di tonnellate i materiali solidi e pericolosi di origine umana che vengono scaricati ogni anno nei mari del mondo. I rifiuti galleggianti che vediamo in superficie, nel mare e in spiaggia, costituiscono però solo una minima parte del problema: almeno il 70% dei rifiuti che entrano nell’ecosistema marino affondano: uno studio Ispra, realizzato nell’autunno 2014 tra il delta del Po e Caorle, evidenzia una densità media di più di 700 rifiuti per km2, con una densità in peso per km2 di circa 100 kg. Anche sul fondo del mare la plastica rappresenta la stragrande maggioranza dei rifiuti ritrovati sui fondali (ben il 92%), che è anche tra quelli più pericolosi: viene ingerita da cetacei, tartarughe e uccelli marini causando danni spesso letali e la sua frammentazione genera micro-particelle che, ingoiate dai pesci, posso arrivare fino alle nostre tavole. Goletta Verde affronterà anche il tema dell’invasione delle specie aliene, cioè di specie che sono originarie di altre aree geografiche, ma sono state introdotte accidentalmente dall’uomo nel Mar Mediterraneo.I due temi principali di quest’edizione speciale di Goletta Verde – che si avvale del sostegno anche delle Aree marine protette Isole Egadi, Tavolara, Secche di Tor Paterno, Cinque Terre e Parco nazionale del Cilento – saranno affrontati durante incontri pubblici, workshop dedicati alla marine strategy, visite guidate a bordo e giornate dedicate agli alunni degli istituti scolastici italiani con laboratori didattici e lezioni di educazione ambientale.“Le specie aliene e i rifiuti marini rappresentano una minaccia per la biodiversità e un pericolo per la tutela del mare da qui agli anni futuri. L’attuazione della Marine Strategy e il raggiungimento degli obiettivi al 2020 rappresentano quindi una grande opportunità per i nostri mari – dichiara Sebastiano Venneri, responsabile Mare di Legambiente. Per questo è necessario lavorare per assicurare la chiusura delle attività di studio entro l’anno, così come previsto dalla direttiva europea, e passare il prima possibile alla fase successiva, quella di attuazione di interventi per il raggiungimento del buono stato ecologico dei nostri mari entro il 2020”.“Gli obiettivi che ci impone di raggiungere la Marine Strategy – spiega Giampiero Sammuri, presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e di Federparchi – sono raggiungibili più facilmente utilizzando le idee, le azioni e il know-how anche attraverso la moltiplicazione e la promozione delle aree marine protette, territori che possono giocare un ruolo fondamentale nella custodia e nella cura della biodiversità marina e costiera, ma possono anche essere da stimolo per la crescita e lo sviluppo di un’economia locale responsabile e sostenibile”.A riprova dei livelli di criticità raggiunti basta citare i dati dell’indagine svolta da Goletta Verde nell’estate 2014 con 87 ore di osservazione di rifiuti galleggianti nei mari italiani e 1.700 km di mare monitorati, calcolando fino a 27 rifiuti galleggianti ogni chilometro quadrato: rifiuti per lo più plastici appunto con una percentuale di quasi il 90%. Il mare più “denso” di rifiuti risultò l’Adriatico con 27 rifiuti galleggianti ogni km2 di mare; un bacino che si distingue anche per la quantità di rifiuti plastici derivanti dalla pesca: il 20%, considerando reti e polistirolo galleggiante, frammenti o intere cassette che si usano per contenere il pescato, percentuale che viene superata solo dalle buste pari al 41% e dai frammenti di plastica al 22%. Il Mar Tirreno con una densità di rifiuti pari a 26 ogni kmq conta invece la più alta percentuale di rifiuti di plastica: il 91%. Da notare che di questa ben il 34% è costituito da bottiglie (bevande e detergenti) che superano la percentuale di buste di plastica (29%) che, invece, fino all’anno scorso avevano il sopravvento. Meglio il Mar Ionio che grazie alla sua posizione geografica conta “solo” 7 rifiuti ogni kmq di mare. Indagine che è stata ripetuta anche quest’anno da Goletta Verde durante i due mesi di navigazione estiva per i mari italiani e i cui risultati saranno resi noti nei prossimi mesi.Rifiuti che non si trovano soltanto nei mari e nei fondali ma anche sulle spiagge. L’indagine “Beach litter”- eseguita dai volontari di Legambiente da aprile a maggio 2015 su un’area di 136.330 mq, pari a quasi 20 campi da calci – ha permesso di individuare e smaltire 22.114 rifiuti spiaggiati. In particolare sono stati trovati 17 rifiuti ogni 100 mq, 5 rifiuti in più ogni 100 mq rispetto all’indagine dell’anno precedente. Non da meno il problema della specie aliene nei nostri mari che rappresenta a livello globale la seconda causa di perdita di biodiversità. Secondo uno studio del Centro comune di ricerca dell’Ue, che ha esaminato i dati di oltre 986 specie esotiche, stiamo assistendo alla più grande invasione in corso sulla Terra: quasi 1.000 specie aliene si sono “trasferite” nel Mediterraneo da mari esotici per colpa delle attività umane. I risultati suscitano preoccupazione soprattutto perché queste acque sono l’habitat di oltre 17.000 specie di cui il 20% non si trova in nessun altro luogo. Tra le specie aliene troviamo 60 specie di alghe introdotte accidentalmente a causa dell’acquacoltura al largo della costa di Venezia e della Francia sudoccidentale, oltre a circa 400 specie di pesci vertebrati alieni che sono approdati nei nostri mari passando proprio dal Canale di Suez. Tra questi, il barracuda del Mar Rosso, cresciuto nel corso degli anni sia di numero che di taglia che ha creato scompiglio soprattutto nei luoghi dove convive con la spigola, che essendo predatore solitario è incapace di competere nell’attività di caccia con i branchi di barracuda. Introdotte accidentalmente dall’uomo, a causa dell’aumento e della globalizzazione del traffico marittimo; migrate tramite i canali naturali o artificiali, importate per fini commerciali, per esempio per l’acquacultura: tutti questi fattori hanno portato a una sempre maggiore diffusione di specie alloctone nel Mediterraneo. Il rischio è quello di modificare il delicato equilibrio biologico, frutto di migliaia di anni di evoluzione, e di introdurre specie che entrino in competizione per cibo e habitat con le specie autoctone, che introducano agenti patogeni e che creino delle specie ibride, provocando così mutamenti radicali all’ambiente. Inoltre vi è un danno economico causato dalle specie aliene, le quali possono essere causa di una diminuzione della produttività agricola, forestale e ittica, della riduzione delle risorse idriche e del degrado del suolo e dei sistemi infrastrutturali. (foto: goletta verde)

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UNICEF/Repubblica Centrafricana: 36 persone uccise e oltre 100 ferite; bambini obiettivi delle violenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

unicefNelle ultime ondate di violenza, nella Repubblica Centrafricana, sono stati colpiti deliberatamente bambini e ragazzi. Lo scorso sabato nella capitale Bangui sono state uccise 36 persone e oltre 100 sono state ferite. Le prime notizie raccolte dalle organizzazioni locali indicano che 3 ragazzi tra i 16 e i 17 anni sono stati brutalmente uccisi – uno è stato decapitato – mentre almeno 2 ragazzi e 2 ragazze tra i 7 e i 17 anni sono stati feriti da colpi di pistola o frammenti di granata in uno scontro violento tra gruppi armati.Il conflitto nella Repubblica Centrafricana ha costretto le comunità a fuggire nel paese, causando distruzione e il collasso dei servizi di base. Secondo l’UNICEF, nel 2014, ogni giorno è stato ferito o ucciso in media almeno un bambino, mentre fino a 10.000 bambini e ragazzi sono stati reclutati da gruppi armati. Soltanto per la prima metà del 2015, si parla di 26 bambini uccisi e 110 feriti in scontri. “Nulla può giustificare il fatto che vengano colpiti intenzionalmente dei bambini o ragazzi”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore Regionale dell’UNICEF per l’Africa Occidentale e Centrale. “Questi terribili crimini contro ragazzi e ragazze, che sono stati coinvolti nelle violenze tra queste fazioni, devono finire e chiunque sostenga queste violenze deve essere ritenuto responsabile.”
L’UNICEF chiede alle parti in conflitto di rispettare i propri impegni secondo le leggi internazionali e di non utilizzare come obiettivi i civili o le infrastrutture, come le scuole e ospedali. Quest’ultima ondata di violenze è destinata a peggiorare le condizioni di vita dei bambini nel paese: molti stanno già subendo l’interruzione dei servizi sanitari, livelli critici di malnutrizione, la chiusura delle scuole e il reclutamento forzato in gruppi armati. L’UNICEF lavora con i partner locali per proteggere i bambini dalle violenze sia fornendo spazi sicuri per apprendere e sostegno psicologico ai più colpiti, sia negoziando con i gruppi armati per assicurare il rilascio di bambini e dare loro assistenza per reintegrarli nelle loro comunità dove possibile. Nonostante le grandi necessità, l’appello di raccolta fondi dell’UNICEF di 73,9 milioni di dollari resta è stato finanziato per meno della metà. La crisi nella Repubblica Centrafricana è la meno sotto finanziata tra le altre emergenze cui l’UNICEF sta rispondendo in tutto il mondo.

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Turismo enogastronomico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

dieta mediterraneaLa valorizzazione dell’enogastronomia come fattore di forte attrattività per il turismo europeo e internazionale è il tema affrontato nel sesto degli otto eventi organizzati dalla Commissione europea nell’ambito dell’Expo Milano 2015, legati al tema dell’Esposizione Universale “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”, per rafforzare il sistema delle PMI europee e favorirne lo sviluppo globale. “In occasione di Expo, è giusto valorizzare un settore fondamentale dell’economia europea, stabile nonostante la crisi: il turismo, che rappresenta il 12% del PIL e crea posti di lavoro per i giovani (il 20% dei lavoratori nel settore turistico sono under25) – ha sottolineato Antonio Tajani, Vice Presidente del Parlamento Europeo – Per questo è importante promuovere la competitività di questo comparto, non limitandosi a sfruttare le innegabili bellezze artistiche, culturali ed enogastronomiche presenti sul territorio, ma sviluppando una strategia articolata, che parta dalla formazione (spesso sottovalutata) fino all’internazionalizzazione delle pmi. L’enogastronomia è un valore aggiunto incredibile per il turismo europeo: anche grazie ai suoi 1.290 prodotti DOP, IGP e STG, il 27% dei viaggiatori dichiara di visitare l’Europa per motivi culinari; l’eccezionale combinazione di gusto e salute che offre la dieta mediterranea, però, non è ancora sfruttata in tutte le sue potenzialità. Per questo la Commissione Europea sta lavorando per mettere le aziende nella condizione di essere competitive e di fare ricerca, in modo da attivare un circolo virtuoso che coinvolga anche i settori limitrofi e da esportare il ‘saper fare’ europeo in tutto il mondo”.

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Nuove vie diagnostico-terapeutiche e di gestione del paziente parkinsoniano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

Parkinson04Queste nuove vie rivoluzionano le terapie tradizionali. Dalla farmacologia alla neuromodulazione, dagli innovativi device per la neuroriabilitazione alle strategie fisioterapiche della danza e del ritmo musicale, l’Accademia LIMPE-DISMOV per lo Studio della Malattia di Parkinson e dei Disordini del Movimento fa il punto sulle novità scientifiche in occasione del Primo Congresso Nazionale, in apertura oggi a Torino. “La Malattia di Parkinson e i Disturbi del Movimento sono in costante aumento – afferma Alfredo Berardelli, Presidente dell’Accademia LIMPE-DISMOV e Professore Ordinario di Neurologia presso l’Università La Sapienza di Roma – soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione. A oggi, non è disponibile una cura definitiva per queste patologie, ma la ricerca scientifica in campo neurologico sta facendo registrare enormi progressi grazie ai quali è possibile restituire ai pazienti quell’autonomia sociale che garantisce loro una buona qualità di vita”.Sono quasi 20.000 le persone colpite da parkinsonismi atipici, disordini del movimento solo in parte simili alla Malattia di Parkinson, patologia che in Italia affligge oltre 240.000 persone, non solo anziani. Un paziente su 4, infatti, ha meno di 50 anni e 1 su 10 meno di 40; nei giovani la malattia ha decorso più veloce e aggressività maggiore.
Tra i più comuni disordini del movimento troviamo il Tremore Essenziale, molto più frequente del Parkinson, con cui è confuso nel 30-50% dei casi, caratterizzato unicamente dalla presenza di tremore con caratteristiche diverse dal tremore della Malattia di Parkinson. Su questo versante troviamo inoltre le Distonie, movimenti involontari che possono colpire parti diverse del corpo e che determinano un elevato grado di invalidità. “A sostegno della ricerca scientifica su queste patologie, e per dare sempre nuovo slancio alle attività di formazione e informazione, nasce la Fondazione LIMPE per il Parkinson ONLUS”, dichiara il Prof. Giovanni Abbruzzese, Presidente della Fondazione e Professore Ordinario di Neurologia presso l’Università degli Studi di Genova.

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Roma impreparata ad affrontare il Giubileo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

atac trasporti roma«Il blocco della linea A della metropolitana che si è verificato a Roma è l’ennesima conferma di quanto la città sia totalmente impreparata ad affrontare un evento di portata internazionale come il Giubileo. Se non si è in grado di assicurare l’erogazione di servizi minimi ai cittadini è impensabile pensare di reggere l’urto dei milioni di turisti e pellegrini che arriveranno nei prossimi mesi».
Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA. «A preoccupare maggiormente sono le criticità che riguardano le infrastrutture, in primis quelle trasportistiche – prosegue Simoncini –. Quando si ha a che fare con opere realizzate decine e decine di anni fa, o si procede a uno smantellamento e a una ricostruzione oppure si punta su una manutenzione costante e di qualità: a Roma si è scelto di non scegliere, non percorrendo nessuna delle due strade. La scusa della mancanza dei fondi non regge più: si stanno spendendo miliardi di euro per realizzare la linea C della metro e si lasciano marcire le due già esistenti. Con il Giubileo alle porte, la città rischia di collassare, altro che candidatura alle Olimpiadi. Va allestita una vera e propria “unità i crisi” che proceda immediatamente a una mappatura degli interventi di manutenzione più urgenti da realizzare sulle infrasttutture esistenti, abbandonando per il momento qualsiasi velleità di opere di ampio respiro. Le stesse persone dovrebbero poi monitorare durata e qualità degli interventi, in modo da evitare lungaggini e sprechi. Sarebbe il caso che tecnici ed esperti dei vari settori si mettessero a disposizione anche a titolo gratuito per salvare Roma da quella che rischia di essere una figuraccia senza precedenti». (Giorgio Giuliani)

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Il 13 ottobre sarà Corfù ad ospitare l’evento conclusivo di Ceta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

malagaIl progetto comunitario dedicato al turismo di nicchia che ha per capofila la Camera di Commercio di Bari (Azienda speciale Aicai). Ceta – acronimo di Cross border Electronic exchange for the Tourism business Accomodation units: information services to match offer and demand – era stato avviato ad aprile dello scorso anno ed ha già coinvolto 387 strutture di piccole dimensioni e 47operatori ed agenti di viaggio della Puglia e delle Isole Ioniche. Si è voluta così attivare una rete di scambio nel turismo di nicchia, fra Grecia e Italia, per facilitare l’incontro fra domanda e offerta attraverso itinerari mirati per turisti curiosi. “Così chi ha deciso di trascorrere le sue vacanze in Puglia può programmare di allungare di qualche giorno il soggiorno nelle isole ioniche e viceversa. Sapendo già dove andare, in quale tipo di struttura alloggiare, perché l’ha preventivamente visionata sul portale e prenotata, e anche come arrivarci. Ceta è stato ideato per quella fetta di turisti che cercano una vacanza nelle strutture che non sono hotel e che intendono vivere un’esperienza speciale e diversa dal solito”. Lo ha detto nei giorni scorsi alla Camera di Commercio di Malaga, nella conferenza internazionale di presentazione di Ceta, il manager di progetto, Ida Borrelli dell’Aicai, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Bari. Partner sono: la Camera di Commercio di Corfù, Innovapuglia SpA e l’Università delle Isole Ioniche. Le strutture coinvolte da Ceta sono bed & breakfast, studios, agriturismi, appartamenti, ville, camping, tutti definiti “non hotel accomodations”. Devono avere però particolari caratteristiche: l’uso di prodotti tipici realizzati da aziende locali, la disponibilità di spazi all’aperto, l’amicizia nei confronti degli animali domestici, facilities per i portatori di disabilità fisiche e psichiche, menù specifici per gli intolleranti alimentari. E devono inoltre essere “sostenibili” per scelte compatibili con l’ambiente, fare informazione sul territorio in cui operano supportando il visitatore nella ricerca dei luoghi da visitare (soprattutto quelli a forte impatto naturalistico e storico) e offrire servizi aggiuntivi gratuiti come le biciclette, guide, escursioni organizzate.
Servizi necessari per poter aderite alla rete Ceta, sottoscrivendo una Carta del Turismo di Qualità, come ha evidenziato Kostantina Kolla della Camera di Commercio di Corfù. “Per incrementare sempre di più gli standard dell’offerta”.
Ceta è un portale ma anche due applicazioni per cellulari e palmari. Queste ultime dedicate alla guida nei luoghi di interesse raggiungibili dalle strutture di Ceta e ai trasporti per raggiungere le stesse destinazioni. Le ha illustrate a Malaga Roberto Scannicchio di Innovapuglia, che insieme a Ioannis Papadakis della Università Ionica, intervenuto anche lui alla conferenza internazionale, ha sviluppato la parte software e marketing di Ceta.
“Attualmente si sta lavorando all’accesso off line delle applicazioni e ad implementare la parte del progetto che riguarda il marketing virale, dallo storytelling ai flash mob nei luoghi ad alta concentrazione turistica, e soprattutto le vetrine sui social network”.
La previsione è di incrementare la ricettività di queste strutture del 10% fino al 2018″. (foto: malaga)

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