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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Immigrati a Budapest

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2015

immigrati a Budapest(da Budapest) La situazione delle migliaia di profughi e migranti, ammassati dentro e intorno la stazione Keleti di Budapest e ai confini meridionali dell’Ungheria, rischia di sfuggire al relativo controllo finora esercitato dalle forze di polizia.
Stamattina (3/9) le autorità ungheresi hanno deciso di riaprire la stazione Keleti, ma di annullare le partenze di tutti i treni verso l’Europa, mentre possono continuare a circolare quelli interni. I profughi sono corsi ad occupare i treni in sosta, sperando di partire. Per dove? Nessuno lo sa. Probabilmente prenderanno un treno verso il nord, verso le frontiere austriaca, slovacca dove attendere l’agognato passaggio in Germania. In ogni caso, lasceranno i marciapiedi di Budapest in cerca di un rifugio più degno per le famiglie al seguito, per i tantissimi bambini, da diverse settimane bivaccanti nei sottopassaggi e nei dintorni della stazione. La situazione potrebbe precipitare. C’è chi teme una catastrofe umanitaria. Si spera in una soluzione immediata e giusta, umanitaria, appunto. Quella che si vive a Budapest e nelle zone di confine è una situazione carica d’incertezze e di esasperazioni, di disagi gravissimi, specie per donne e bambini. Assurda, perfino.Poichè è semplicemente assurdo vedere fronteggiarsi una massa crescente di budapest1profughi (non di emigrati economici) siriani che non vogliono restare in Ungheria ma partire per la Germania e le forze dell’ordine di un governo che vorrebbe vederli partire ma è costretto a farli restare, in nome di un’Europa che non sa che pesci pigliare.
In tale contesto, un fatto ci appare meritevole e degno di nota: il comportamento esemplare, responsabile degli uomini e delle donne della “Rendorseg” (polizia ungherese) che, fino a oggi, hanno dimostrato di sapere fronteggiare, con pacata fermezza e senso di umanità, una situazione molto difficile, soverchiante che presenta le caratteristiche non di un ordinario movimento migratorio, ma di un vero e proprio ESODO verso l’Europa. Un nuovo esodo. Questa budapest2volta in direzione opposta! Aggiungo solo un codicillo: se qualcuno vuol cercare le maggiori responsabilità di tale sconquasso non volga lo sguardo soltanto verso l’Oriente dei dittatori e delle petromonarchie assolutiste, ma verso Parigi, verso l’Eliseo che in queste drammatiche giornate vediamo ergersi a tutore dei diritti umani (un tempo la Francia lo è stata per davvero e con onore) e a censore dei comportamenti dei Paesi d’ingresso (fra cui Italia, Ungheria, Grecia, ecc) con ipocrite lezioni di “galateo” umanitario. Dopo aver chiuso la frontiera di Ventimiglia!In realtà, non si capisce cosa stia succedendo in Francia.
Dopo Chirac, sembra essersi insediato un potere informe che, in un’inquietante continuità fra centro-destra di Sarkozy e “sinistra” di Hollande, sta destabilizzando Paesi chiave in Africa, in Medio Oriente e nel Mediterraneo (dalla Libia alla Siria, ecc) dai quali- se ci fate caso- proviene la più parte dei profughi e delle masse di migranti disperati. Certamente, l’Eliseo non lavora in solitario, ma in combutta con altre potenze della Nato; tuttavia da Parigi sono partite le azioni più destabilizzanti. E questo è il risultato.(Agostino Spataro con foto allegate il testo integrale al seguente link: http://montefamoso.blogspot.hu/2015/09/gravi-tensioni-budapest-la-protesta-dei.html)

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