Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 12 settembre 2015

Si è concluso il Festival Calatafimi Segesta Dionisiache 2015

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

teatro lateraleSegesta Dionisiache 2015dHa regalato grandi soddisfazioni con la presenza di più di 12 mila presenze alle rappresentazioni teatrali effettuate al Tempio Dorico ed il Teatro Antico nel Parco Archeologico di Segesta.
Il Borgo cittadino di Calatafimi Segesta con la residenza di laboratori teatrali e relative messe in scena al Convento di San Francesco ha registrato circa 2mila presenze.29 spettacoli, di cui 6 prime nazionali, 19 laboratori, 1 premio per autori hanno animato, per circa 50 giorni tra luglio e settembre 2015, il Calatafimi Segesta Festival Dionisiache 2015.Segesta, uno storico luogo di incontro tra culture diverse è stata vetrina per i grandi artisti e per quelli emergenti e soprattutto è stata un’ inarrestabile officina di produzioni originali.Sotto la guida di Nicasio Anzelmo, al suo primo anno di direzione artistica, il Festival Calatafimi Segesta Dionisiache ha ripercorso la storia della drammaturgia fino ai nostri giorni con uno sguardo attento agli autori latini e greci, oltre a concerti musicali e spettacoli di danza. Il dialogo Segesta Dionisiache 2015aSegesta Dionisiache 2015btra passato e presente, avanguardia e tradizione ha aperto gli imponenti beni archeologici unici al mondo nei quali sono state rappresentate le grandi arti della scena con vitali ed interessanti espressioni artistiche.Il Segesta Festival ha puntato alla valorizzazione della cultura con la presenza di grandi maestri del teatro come Giancarlo Sammartano, Massimo Verdastro, Maria Giovanna Hansen ed attori e registi come Federica Tatulli, Ugo Giacomazzi, Tuccio Musumeci, Massimo Venturiello, Vincenzo Pirrotta, Massimo Verdastro, Cristina Borgogni, Paolo Lorimer, Giuseppe Pambieri, Edoardo Siravo ed altri, e alla formazione delle arti dello spettacolo.Le albe al Teatro Antico si riconfermano gli irrinunciabili appuntamenti alle 5 del mattino che in solo 3 date hanno registrato più di 1000 presenze.Antigone con Giuseppe Pambieri e Barbara Bovoli, Media Medeias Medeia con Cristina Borgogni e Paolo Lorimer, Pipino il Breve con Tuccio Musumeci, sono gli spettacoli al Teatro Antico che hanno riscosso maggior gradimento del pubblico.
Elettra con la regia di Giualiano Scarpinato e La Sonata a Kreutzer di Giulia Randazzo sono state le rappresentazioni con il maggior afflusso di pubblico al Tempio Dorico ed al Convento di San Francesco.
Da Giugno a settembre sono stati realizzati 19 laboratori di formazione delle arti del teatro che hanno reso possibile la permanenza nel territorio di Segesta di circa 2mila presenza tra addetti ai lavori e spettatori coinvolgendo anche i cittadini di Calatafimi ha partecipare attivamente ai corsi.
Segesta Dionisiache 2015eGrazie all’entusiasmante risultato dei laboratori è intenzione dell’amministrazione comunale proseguire il percorso di formazione da condurre con le produzioni e con le grandi accademie teatrali per una più lunga programmazione della prossima stagione garantendo un miglioramento dei servizi e gli alloggi.Il primo anno del Calatafimi Segesta Festival Dionisiache ha regalato grande soddisfazione alla nostra amministrazione ed all’intera cittadinanza – afferma VIto Sciortino sindaco di Calatafimi Segesta – la significativa partecipazione del pubblico nel Teatro Antico ed al Tempio Dorico del Parco Archeologico di Segesta ed il laboratori di formazione realizzati nel borgo cittadino hanno coinvolto la città dando un forte impulso emotivo ed economico esprimendo il nostro progetto di rinascita culturale. La rassegna è stata definita solo gli ultimi giorni di giugno con modeste risorse economiche, ma nonostante il ritardo, l’entusiasmo e l’energia propulsiva della macchina organizzativa composta dai nostri dipendenti comunali in uno spirito di stretta e proficua collaborazione con professionisti esterni sotto la direzione artistica di Nicasio Anzelmo ha reso possibile questo indubbio successo. Il nostro prossimo obiettivo è il perfezionamento dei servizi di logistca ed accoglienza a supporto per una migliore ed ancor maggiore fruizione.E’ nostra intenzione – dice l’Assessore allo Sport Turismo e Spettacolo Aldo Marchingiglio – delineare entro l’autunno le linee di programmazione del prossimo Festival di Segesta 2016 per poter avviare la promozione internazionale con la partecipazione alle fiere turistiche estere e promuovere il calendario della prossima stagione con maggiore efficacia e con il coinvolgimento dei tour operator e delle agenzie di viaggi.Vorrei avviare la stagione del 2016 con l’inizio della primavera – afferma il direttore artistico Nicasio Anzelmo – per rendere possibile la fruibilità di commedie per le scuole o qualche tragedia per istituti classici. Prevedo ancora il coinvolgimento delle grandi accademie con il teatro classico, senza dimenticare che l’anno prossimo cadranno i 400 anni dalla morte di Shakespeare. Miglioreremo la programmazione e ritengo che la stagione appena conclusa a Segesta sia stata una inarrestabile officina di produzioni originali che mi fa immaginare in prospettiva la realizzazione Segesta Dionisiache 2015cuno show delle Dionisiache Festival.Il Premio Cendic – Segesta creato dal Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea con il Comune di Calatafimi Segesta e la collaborazione del Centro Teatrale Meridionale di Locri e il Teatro Arcobaleno – Centro Stabile del Classico di Roma con lo scopo di favorire la promozione e diffusione della scrittura teatrale, è stato assegnato l’ultima sera del Festival ad Aspettando Antigone di Claudio Zappala’. Il premio consiste nell’allestimento e rappresentazione nel 2016 a Segesta, Locri e Roma, a cura del Centro Teatrale Meridionale di Locri.Alla premiazione erano presenti Maria Letizia Compatangelo, Presidente del Cendic, il Sindaco Vito Sciortino, Orazio Torrisi, produttore e regista teatrale; il direttore artistico Nicasio Anzelmo, Domenico Pantano attore e produttore C.T.M. Centro Teatrale Meridionale, in rappresentanza della Giuria Tecnica; il giovane autore catanese Claudio Zappalà, vincitore del premio; oltre a diversi esponenti delle Istituzioni e personalità del mondo dello spettacolo e della cultura.Il primo anno del Calatafimi Segesta Festival Dionisiache ha avuto il sostegno di chi crede nell’efficacia della cultura. Primo fra tutti il Comune di Calatafimi Segesta che contunuerà ad investire nel festival con la stretta collaborazione del Parco Archeologico e con gli assessorati Beni Culturali e Tursimo e Spettacolo della regione Sicilia per raggiungere obiettivi di comune interesse culturale e promozione turistica. (foto: teatro laterale)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Gardens of Switzerland

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

bruno weberMuseo Vincenzo VelaDal 2 al 4 ottobre a Villa Erba a Cernobbio, sul Lago di Como si terrà per la prima volta Gardens of Switzerland, network che intende far conoscere e valorizzare i giardini della Confederazione Elvetica, sarà presente alla settima edizione di Orticolario, manifestazione culturale e florovivaistica. Molti dei giardini aderenti al network si trovano a pochi chilometri dal confine svizzero. Il tema dello stand è l’ozio letterario. In questo spazio verrà trasmesso il piacere di stare in giardino, per concedersi un riposo dedicato al sapere e alla lettura di libri e guide dedicati ai giardini svizzeri. Gardens of Switzerland presenterà ai visitatori di Orticolario i 10 giardini e parchi che fanno parte del suo network: Parco Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, Parco Scherrer di Morcote (Lugano), Parco Ciani di Lugano, Parco San Grato di Carona (Lugano), Parco Botanico Isole di Brissago (Locarno), Parco delle Camelie di Locarno, Monte Verità di Ascona, Merian Gärten di Basilea, Enea Baummuseum di Rapperswil-Jona (See Gaster) e Bruno Weber Park di Park ScherrerDietikon (Zurigo).
Gardens of Switzerland è un nuovo modo di far conoscere la Svizzera, i suoi paesaggi spettacolari e la flora autoctona. Oltre a creare una rete di giardini visitabili, caratterizzati anche dall’alto livello di manutenzione, il network contribuisce alla diffusione di una migliore conoscenza della storia dell’arte dei giardini e della botanica elvetica attraverso convegni, corsi e pubblicazioni dedicate.
Gardens of Switzerland è finanziato da Grandi Giardini Italiani, un’impresa culturale fondata nel 1997 che ha creato una rete di 120 giardini in Italia con oltre 8 milioni di visitatori all’anno.
Orticolario si terrà dal 2 al 4 ottobre a Villa Erba a Cernobbio, sul Lago di Como Orari: Venerdì 2 e sabato 3 ottobre 9.00 – 19.30. Domenica 4 ottobre: 9.00 – 19.00 (foto: bruno weber, Museo Vincenzo Vela, Park Scherrer)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giacomo Bugaro all’Imesa

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

bugaroImesa spa, azienda del Gruppo Schiavoni che si colloca tra i leader europei nella produzione di sistemi elettromeccanici, rafforza il board in una importante fase di espansione sui mercati internazionali. Giacomo Bugaro, fino al giugno scorso vice presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, entra a far parte del Consiglio di Amministrazione dell’azienda di famiglia; a Bugaro sono state affidate le deleghe ai Rapporti istituzionali e Main clients e quella al Business development.Anconetano, 46 anni, proveniente da una storica famiglia del capoluogo nota per le sue attività commerciali, Giacomo Bugaro ha operato prevalentemente nel settore immobiliare e ha condotto sin da giovanissimo un’intensa attività politica: “Una nuova sfida – afferma Bugaro – si apre davanti a me. Terminato nel giugno scorso l’impegno politico, che mi ha visto presente nelle istituzioni in diversi ruoli per circa vent’anni, ho deciso di tornare al mondo dell’impresa. D’ora in avanti il mio orizzonte sarà esclusivamente quello industriale, con una nuova avventura che mi darà la possibilità di agire in un ambito internazionale“. Forte soddisfazione è stata espressa dal presidente del Gruppo, Sergio Schiavoni: “Giacomo darà ulteriore supporto alle attività commerciali e si interfaccerà con i clienti più importanti di Imesa: i cantieri dove vengono realizzate navi da crociera, da lavoro e militari, le compagnie petrolifere e le società di engineering. Imesa ha in corso un vasto programma di investimenti che prevede il rafforzamento della sua presenza nel settore Oil & Gas in particolare in nord Europa, Medio Oriente e Stati Uniti. L’ingresso di Giacomo in azienda è particolarmente strategico in questa fase”.Giacomo Bugaro lascia ogni ruolo operativo fino ad oggi svolto nella Bugaro Immobiliare, azienda attiva nei servizi immobiliari in cui opera dal 1992 e di cui rimarrà azionista; la direzione è stata affidata ad Alessandra Bugaro (area amministrativa) e Andrea Profili (area commerciale). (foto bugaro)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Marò: Detenzione illegittima?

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

marò“Il governo non è stato deciso quanto avrebbe dovuto nel pretendere in tempi brevi e certi dall’India la natura dei proiettili che sono il primo elemento attraverso cui stabilire l’innocenza o la colpevolezza di chi ha sparato. Se quanto affermato dall’ambasciatore ed ex ministro Terzi, sarà ufficializzato dal Tribunale di Amburgo, sarà oltremodo certificata l’ingiusta detenzione per ben tre anni e mezzo dei due servitori dello Stato, i fucilieri Girone e Latorre. Conseguentemente, ci aspettiamo- un minuto dopo – le dimissioni di Renzi e la revoca dalla carica di senatore a vita di Mario Monti”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Pescebello Fish Tour”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

favignanaFavignana domenica 13 settembre, in occasione della Festa del SS. Crocifisso, per “Pescebello Fish Tour”, manifestazione promossa dal Gac (Gruppo di azione costiera) “Isole di Sicilia”, che punta a promuovere il pescato delle isole, l’opera dei pescatori e delle marinerie locali, accompagnati da varie degustazioni. Dopo Ustica, Pantelleria, Lipari e Salina, la maggiore delle isole Egadi diventa protagonista.
L’appuntamento di “Pescebello Fish Tour” a Favignana partirà domenica alle 20,30 in piazzale Barraco. All’inizio della serata è prevista la proiezione di una alcuni filmati che riguardano le isole e le iniziative del Gruppo di Azione costiera Isole di Sicilia.
A seguire il “cooking show” che ha per protagonista il tonno che lo chef Peppe Giuffré preparerà per la serata. Il tonno è il prodotto gastronomico principe dell’isola, “impossibile non renderlo il primo ingrediente di un piatto che verrà accompagnato dalle verdure del posto”, spiega lo chef Giuffré. Il suo cooking show, “Tonno e mortaio”, prende le mosse dall’esperienza all’Esposizione di Milano: “La sostenibilità in prima linea, anche in cucina”. E così anche a Favignana, Giuffré porterà questa esperienza che si concretizza anche in una “bike” sostenibile: la ”Bike Trailer”, ideata da Giuffrè che afferma: “mi sono ispirato ai carretti che trasportavano il pesce dal porto al mercato”, realizzata da Giuliano Santini, designer legato al territorio, con la supervisione di Renato Alongi, presidente della FIAB Trapani. Infine, è prevista la proiezione del docu-film “Terra Madre”, prodotto interamente dalla Fondazione Dragotto, dell’imprenditore siciliano Tommaso Dragotto, presidente dell’Autoeuropa Sicily by Car Spa e con il patrocinio non oneroso della Regione Siciliana. Il cortometraggio, con la voce narrante di Giancarlo Gianni e la regia di Pucci Scafidi, vuole promuovere e divulgare, a livello internazionale, l’immenso patrimonio storico-artistico dell’Isola, nonché le sue più rinomate eccellenze eno-gastronomiche, dal pane nero di Castelvetrano alla mandorla di Noto, dall’uva Zibibbo di Pantelleria al cappero di Salina.Lo spettatore è coinvolto con i suoi cinque sensi, nel mare e nel suo meraviglioso mondo. Mare come tradizioni, mare come gente, mare come cultura, mare come gastronomia, mare come divertimento. La promozione del territorio attraverso colori, sapori e profumi, associati alla cultura, che puntano a sviluppare la cultura turistica e dell’accoglienza e ad attrarre il turismo in forme nuove con una diversificazione dell’offerta e il potenziamento della fruizione. “Pescebello”, con le degustazioni di pescato delle isole, mira a coordinare gli sforzi tra le istituzioni locali per definire una politica di promozione e brand unitaria ed efficace del territorio, valorizzando il patrimonio culturale, materiale e immateriale e mettendo in rete le eccellenze e le tipicità. (foto: Favignana)

Posted in Cronaca/News, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

The Schengen area under threat: problem or solution?

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

SchengenThis synthesis by Yves Pascouau and Martina Menghi presents the main discussion points and subjects evoked during the event “The Schengen area under threat: Problem or solution?” organized on 26 June, 2015 in the Hôtel de l’Industrie by the Jacques Delors Institute, the European Movement – Paris and the Société d’encouragement pour l’industrie nationale (Trust for National Industries).
After a word of welcome by Jean-Claude Houdoin, president of the European Movement Paris, the debate, which was moderated by Yves Pascouau, associate senior research fellow at the Jacques Delors Institute and director at the European Policy Centre, began between:
Johannes De Ceuster, Head of unit “Border management and Schengen”, European Commission;
Marietta Karamanli, Socialist MP, French National Assembly;
António Vitorino, President of the Jacques Delors Institute and former European Commissioner for justice and internal affairs. (photo: Schengen)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cerimonia conclusiva del master in “Salute Internazionale e Medicina”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma Martedì 15 settembre, alle ore 9, presso l’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), si terrà la cerimonia conclusiva del master in “Salute Internazionale e Medicina per la Cooperazione con Paesi in via di Sviluppo”. Durante la cerimonia si svolgerà la discussione dei “Project Works” e la consegna dei diplomi ai dodici medici che hanno partecipato alla quarta edizione del master di 2° Livello, istituito dall’Università di Parma, promosso dal Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale – CUCI e dal Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali (S.Bi.Bi.T.).Il Master è cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e si svolge in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, la Geneva Foundation for Medical Education and Research (GFMER – Ginevra) e il WHO (Integrated Management for Emergengy and Essential Surgical Care – IMEESC Programme).I medici partecipanti a questa edizione provengono da Etiopia, Kenya, Mozambico, Senegal, Sierra Leone, Sudan e Sud Sudan. La presentazione degli elaborati finali rispecchia il percorso formativo svolto in quest’anno accademico e l’approccio sostenuto nel master: formazione medica e cooperazione internazionale. A tal fine gli elaborati contengono una parte scientifica e una progettuale, per future collaborazioni con i Paesi da cui i candidati provengono.L’idea progettuale del Master era nata a seguito della constatazione che molte strutture sanitarie ed ospedaliere dei Paesi a basso e medio reddito, soprattutto per quanto riguarda le aree extraurbane, non sono attrezzate per far fronte alle emergenze quotidiane che si presentano, né dal punto di vista delle figure mediche presenti, né dal punto di vista strutturale. L’obiettivo del Master è dunque volto alla formazione di medici con competenze plurisettoriali, in grado di operare in situazioni carenti sotto il profilo infrastrutturale e organizzativo, in strutture ambulatoriali, in ospedali di zona o di distretto, tipici delle aree ad alta povertà, affrontando una casistica di eventi ordinari e di emergenza di varia natura. La formazione fornita dal Master è di carattere interdisciplinare, peculiarità indispensabile per le realtà dei Paesi in via di Sviluppo, in modo tale che i medici siano a disposizione della cooperazione internazionale allo sviluppo.Il percorso formativo si è articolato con lezioni frontali, seminari, didattica interattiva, corsi in videoconferenza, attività pratica presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e presso altre Strutture. I docenti e tutors appartengono a Università degli Studi di Parma, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, World Health Organization (Ginevra), Geneva Foundation for Medical Education and Research (Ginevra), Università di Verona, Médecins Sans Frontières, Rafiki pediatri per Africa Onlus (VE), Amici di Marco Onlus (MI), Università di Brescia.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La Cina sotto le luci dei riflettori a Milano

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

BEIJINGSICHUAN1Milano Expo 2015. Una affascinante mostra fotografica con opere di quattro giovani fotografi cinesi, scattate in quattro città del Paese del Dragone – Yunnan, Sichuan, Pechino e Shanghai, si è rivelata una delle attrazioni a Milano durante EXPO 2015. La mostra è stata ospitata in questi primi giorni di settembre a Palazzo Giureconsulti, grazie al supporto di APP-China la società del Gruppo Asia Pulp & Paper che cura le operazioni in Cina.La mostra ha fornito ad APP-China l’opportunità di promuovere l’incredibile cultura e gli usi e costumi della Repubblica Popolare Cinese in un contesto internazionale come quello che si vive in questi giorni a Milano grazie a EXPO 2015.Utilizzando la “luce” come motore di ispirazione, la collezione ha mostrato come ogni cambio di illuminazione si rifletta nell’inarrestabile processo evolutivo della Cina. L’evento “China: a visual experience”, infatti, ha avuto lo scopo di mostrare attraverso la “luce” non solo la variegata e numerosa vita umana nel vasto territorio cinese, ma anche lo sviluppo urbano apportato dalla tecnologia e dalla civiltà in quest’area. Sviluppandosi da società agraria a società moderna, la Cina ha comunque mantenuto molteplici e SICHUANdifferenti forme di cultura. La tradizione culturale del Paese del Dragone, costituita da stili di vita diversissimi tra loro, è diventata nel tempo, per il pubblico nel mondo, un punto di riferimento della civiltà dell’Oriente e una pietra miliare per lo sviluppo della tecnologia e della cultura nella stessa Cina.Grazie a questa collezione di fotografie, APP-China, in collaborazione con Xihan Action, ha svelato diversi stili di vita locali e le tendenze culturali predominanti, “catturati” con l’obiettivo dei quattro talenti fotografi in loco. Le immagini in mostra hanno spaziato da micro-organismi nella foresta tropicale in luce naturale, alla luce generata dall’uso del fuoco in agricoltura, dall’artigianato e altri settori, fino alle varie sfumature di luce sulle maestose opere architettoniche e alla luce della scienza nelle metropoli.
La mostra “China: a visual experience” si è conclusa ieri con l’esposizione di 40 opere in totale, divise in quattro capitoli – Sunshine Bearer; Fire Blossom; City Charm; Age Spectacles – in corrispondenza delle immagini ispirate dalla luce e scattate presso le città di Yunnan, Sichuan, Pechino e Shanghai. (foto: BEIJING, SICHUAN)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Parlare di nutrizione

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

camerino orto botanicoCamerino sabato 19 e domenica 20 settembre. Due giorni per parlare di nutrizione e provare cibo salutare. E’ questo l’intento dell’iniziativa “MAN –Mangiare-Alimentare-Nutrire(iperalimentati, ma denutriti)”, promossa dal Sistema Museale di Ateneo –Orto Botanico “Carmela Cortini”. L’evento è realizzato in collaborazione con il Centro sperimentale di educazione interculturale CISEI di Tolentino e con la Rete d’imprese “VIVI LA TUA TERRA” Agricoltura Biologica, Biodinamica Marche, e vanta il patrocinio del Comune di Camerino e di EXPO Milano 2015.
“L’Orto Botanico “Carmela Cortini” – ha dichiarato la prof.ssa Chiara Invernizzi, Direttore del Sistema Museale di Ateneo – ha sperimentato un percorso sulla sostenibilità alimentare ed ambientale già dallo scorso anno con la ristrutturazione delle serre che contengono collezioni di piante da frutto e da spezia tropicali. Dagli aspetti della globalizzazione e della circolazione degli alimenti, con l’iniziativa MAN siamo dunque voluti ritornare a livello territoriale per approfondire il discorso della ricchezza e della biodiversità dei prodotti del nostro territorio”. “Oltre alla collaborazione con i colleghi Unicam delle Scuole di Bioscienze e Medicina Veterinaria e di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, – ha proseguito la prof.ssa Invernizzi – abbiamo al nostro fianco anche il Comune di Camerino. La nostra speranza è quella che questa possa essere una edizione “zero” e diventare poi un appuntamento fisso per la città”.Nella giornata di sabato 19 presso l’Aula S. Sebastiano del Polo Museale sono previsti incontri e seminari tenuti da docenti Unicam ed esperti di nutrizione sul tema “Il cibo adatto all’uomo: mangiare, alimentare, nutrire”.
Per domenica 20 settembre invece l’appuntamento è all’Orto Botanico, e la giornata sarà dedicata al mercato bio di produttori biologici della nostra regione, esperienze, visite guidate, laboratori per tutte le età.
“Abbiamo selezionato circa 30 aziende biologiche certificate, tra le più rappresentative della nostra Regione – ha dichiarato la dott.ssa Roberta Tacchi, curatrice dell’Orto Botanico “Carmela Cortini” – Vorrei poi segnalare i seminari della mattinata di sabato che vedranno protagonisti sia alcuni docenti del nostro Ateneo che esperti nutrizionisti che affronteranno argomenti di attualità quali anoressia e bulimia e forniranno informazioni preziose sulle diete vegetariane e vegane”.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Costi reali delle visite di controllo in oncologia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

tumoreSono pari a 400 milioni di euro ogni anno, superano di 10 volte quelli attesi (40 milioni). La causa è da ricercare nella prescrizione di troppi esami inutili o inappropriati e nella scarsa comunicazione fra oncologo e medico di famiglia. Per la prima volta, viene firmato un patto fra specialisti, medici del territorio e pazienti per realizzare un nuovo modello di cura che riguarda i 3 milioni di italiani con storia di cancro che si sottopongono al follow up, cioè alle visite di controllo successive alla fase acuta della malattia. Oggi i pazienti restano in carico allo specialista per un tempo indefinito. Nel nuovo modello invece è previsto il passaggio dall’ospedale al territorio (in tempi che variano in relazione allo stadio della neoplasia e all’età della persona in cura), con la possibilità che i pazienti tornino dall’oncologo nel caso vi sia il sospetto di recidiva. In questo modo potrà essere ottimizzata l’assistenza e diminuiranno i tassi di ospedalizzazione durante la sorveglianza clinica. E sarà risparmiato almeno il 30% delle risorse, da investire in terapie innovative. I nuovi principi cardine a cui si devono ispirare le visite di controllo sono contenuti nel documento di consenso firmato oggi a Roma da tutte le società scientifiche coinvolte e dalle associazioni dei pazienti nel corso della Consensus Conference “Dalla pratica del follow up alla cultura di survivorship care”, organizzata dall’Associazione Italiana di Oncologia (AIOM). “Il follow up oncologico, cioè la sorveglianza clinica dopo il trattamento di un tumore – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM e Direttore dell’Oncologia Medica dell’Azienda ASMN-IRCCS di Reggio Emilia -, non ha solo il significato di anticipare la diagnosi di una eventuale recidiva, ma deve riguardare tutte le condizioni che influiscono sulla qualità di vita della persona. Finora si è posto l’accento solo sul primo aspetto e non sono stati considerati gli ulteriori bisogni delle persone colpite dal cancro e, soprattutto, non sono stati messi in atto percorsi virtuosi. L’insieme di queste funzioni viene riconosciuto come survivorship care, cioè come ‘cura’ della persona guarita. Solo in questo modo potremo realizzare una più completa gestione delle problematiche di salute, grazie all’alleanza con i medici di famiglia. Nel nuovo modello infatti è previsto che lo specialista formuli un programma di follow up, come già avviene nei Survivorship Care Plan raccomandati dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO). Da un lato il paziente può conoscere tipo e durata dei controlli, dall’altro al medico di famiglia viene inviata una lettera con informazioni precise e con l’indicazione dello specialista di riferimento in caso di dubbi. La programmazione del follow up deve essere esplicita, chiara e condivisa da tutti. Questo modello avrà un enorme impatto in termini di razionalizzazione delle risorse e di risparmi”. Nel 2014 sono stati stimati in Italia 365.500 nuovi casi di cancro. Alcuni fra i tumori più frequenti, come quelli del colon retto (52.000), del seno (48.000) e della prostata (36.000) generano bisogni di salute superiori rispetto a quelli della popolazione generale, che persistono nel tempo. E la qualità di vita di questi pazienti è condizionata dai trattamenti ricevuti, dalle comorbidità e dalla condizione di disagio psicologico. “I costi molto alti delle visite di controllo – continua il dott. Gianmauro Numico, Direttore dell’Oncologia all’Ospedale di Alessandria e presidente della Consensus Conference insieme al prof. Pinto – sono dovuti anche a una diffusa tendenza alla ipermedicalizzazione dei pazienti. Il follow up intensivo, inteso come l’aggiunta di esami strumentali e di laboratorio alla sorveglianza clinica, ha un’efficacia variabile nelle diverse patologie. Va certamente scoraggiato l’utilizzo di procedure non suffragate da evidenza e non suggerite dalle linee guida. In casi particolari, l’applicazione di nuovi metodi può favorire l’anticipazione diagnostica, ma tutto ciò va dimostrato nel contesto di studi clinici. Inoltre la maggioranza dei pazienti oggi non sviluppa recidive. Per questo è fondamentale che le visite di controllo rispondano ai nuovi bisogni di cure dovuti a invalidità e inabilità (ad esempio impotenza o incontinenza) che la malattia e i trattamenti possono causare. Inoltre le visite di controllo rappresentano l’occasione per offrire consigli sui cambiamenti dello stile di vita in grado di influire positivamente sulla prognosi. Non può quindi essere sottovalutato il significato più ampio del follow up che spazia dalla sorveglianza delle tossicità tardive delle terapie, alla diagnosi precoce di secondi tumori, ai percorsi di riabilitazione, ai consigli su stili di vita corretti, fino al supporto psicologico”. In che modo è possibile realizzare questo obiettivo? Innanzitutto, come specificato nel documento di consenso, vanno coinvolte tutte le professionalità rilevanti evitando sovrapposizioni e ridondanze, deve essere individuata una figura di coordinamento che rappresenti un riferimento continuativo ed esplicito per il paziente ed è necessario seguire una programmazione condivisa e adattata alle specifiche condizioni della persona colpita dalla malattia. “L’ottimizzazione del follow up porta ad una riduzione della spesa sanitaria – afferma il dott. Elvio Russi, Presidente Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica (AIRO) – utilizzando criteri di appropriatezza e non subendo il solito ed ingiusto ‘taglio lineare’. Mi auguro che la razionalizzazione della spesa possa consentire investimenti nell’informatizzazione del fascicolo sanitario dei pazienti con grande beneficio per la sanità italiana. Infatti ciò consentirà da un lato una più facile ed attenta presa in carico multidisciplinare del singolo paziente e dall’altra un più attento monitoraggio degli effetti tardivi e dell’efficacia delle terapie. Ne trarranno vantaggi tutti: i pazienti più appropriatamente seguiti nei loro effettivi bisogni, i singoli specialisti che potranno avere a disposizione una grande mole di dati (c.d. data-mining) per poter migliorare la terapia e le fonti di ricerca”. In questo senso il documento di consenso sul follow up delinea strategie condivise che si traducono nel miglior uso di questi strumenti. “Per molte neoplasie oggi è possibile parlare di cronicizzazione – sottolinea il dott. Claudio Cricelli, presidente Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) -. Quindi non è pensabile che queste persone siano seguite per 10-15 anni solo dal centro di riferimento. È necessario coinvolgere i medici di famiglia, che potranno svolgere un ruolo fondamentale nel gestire i pazienti cronicizzati o guariti con rischio molto basso di ricaduta e con scarse problematiche cliniche. E il programma di follow up stilato dallo specialista è uno strumento fondamentale per migliorare il dialogo fra ospedale e territorio. Le modalità di interazione possono essere modulate sulla base del rischio di ricaduta, degli effetti collaterali tardivi e del contesto clinico. I pazienti a basso rischio o con comorbidità rilevanti possono essere reindirizzati precocemente al medico di medicina generale. Le persone a rischio intermedio possono essere seguite con un modello sequenziale o di alternanza tra i due professionisti. I pazienti ad alto rischio richiedono un maggiore e più continuativo coinvolgimento dello specialista, almeno nei primi anni. L’applicazione di un modello personalizzato consente plasticità organizzativa, contenimento dei costi e facile applicabilità”. Le conseguenze della malattia possono lasciare tracce psicologiche profonde e ferite in grado di minacciare le relazioni personali e, più in generale, lo stato di benessere individuale. E non vanno dimenticate le difficoltà legate al reintegro sociale e lavorativo di chi, per un periodo prolungato, ha dovuto rinunciare alla propria attività e all’esercizio del proprio ruolo nella società. Su questi aspetti è possibile intervenire in modo efficace, attraverso percorsi di riabilitazione, di sostegno psicologico e di counselling. “Abbiamo deciso con entusiasmo di sostenere il progetto dell’AIOM sul follow up – conclude il dott. Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia – che propone una gestione integrata del paziente tra oncologo e medico di base nella fase di follow up. Siamo particolarmente attenti al progetto anche perché avrà una ricaduta positiva sui pazienti. Novartis è da sempre impegnata nell’Oncologia di Precisione, con la ricerca della miglior terapia per ogni paziente, nella sua specificità e nel rispetto dell’appropriatezza e della sostenibilità complessiva del sistema”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Proteggere dalla deforestazione illegale le terre della riserva indigena dell’Alto Turiaçu

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

Ka'apor indigenous leaders receive training from Greenpeace activists in the use of trap cameras and satellite trackers. In late August 2015, Ka'apor leaders from the Alto Turiacu Indigenous Land, in the North of Maranhão state, started to integrate the use of technology in their autonomous activities of monitoring and protecting their traditional territory, in partnership with Greenpeace. Among the suggested tools adopted by the Ka'apor people are: more accurate maps; trap cameras aimed to document the invasion of logging trucks; and satellite trackers to monitor the routes of logging trucks in and out of the Alto Turiacu Indigenous land. Photo: Lunae Parracho / Greenpeace Na foto, indígenas Ka'apor recebem treinamento de ativistas do Greenpeace para utilização de câmeras ocultas e rastreadores via satélite. No final de agosto de 2015, lideranças Ka'apor da Terra Indígena Alto Turiaçu, no norte do Maranhão, começaram a integrar o uso de tecnologia às atividades autônomas de monitoramento e proteção do seu território tradicional, em parceria com o Greenpeace. Entre as ferramentas sugeridas e adotadas na ação pelas lideranças Ka’apor estão mapas mais precisos, armadilhas fotográficas ativadas por sensores de movimento e temperatura que podem flagrar a invasão dos caminhões madeireiros, e rastreadores via satélite, que permitem monitorar suas rotas dentro e fora da Terra Indígena. Foto: Lunae Parracho / Greenpeace

Ka’apor indigenous leaders receive training from Greenpeace activists in the use of trap cameras and satellite trackers. In late August 2015, Ka’apor leaders from the Alto Turiacu Indigenous Land, in the North of Maranhão state, started to integrate the use of technology in their autonomous activities of monitoring and protecting their traditional territory, in partnership with Greenpeace. Among the suggested tools adopted by the Ka’apor people are: more accurate maps; trap cameras aimed to document the invasion of logging trucks; and satellite trackers to monitor the routes of logging trucks in and out of the Alto Turiacu Indigenous land. Photo: Lunae Parracho / Greenpeace
Na foto, indígenas Ka’apor recebem treinamento de ativistas do Greenpeace para utilização de câmeras ocultas e rastreadores via satélite. No final de agosto de 2015, lideranças Ka’apor da Terra Indígena Alto Turiaçu, no norte do Maranhão, começaram a integrar o uso de tecnologia às atividades autônomas de monitoramento e proteção do seu território tradicional, em parceria com o Greenpeace. Entre as ferramentas sugeridas e adotadas na ação pelas lideranças Ka’apor estão mapas mais precisos, armadilhas fotográficas ativadas por sensores de movimento e temperatura que podem flagrar a invasão dos caminhões madeireiros, e rastreadores via satélite, que permitem monitorar suas rotas dentro e fora da Terra Indígena. Foto: Lunae Parracho / Greenpeace

Gli attivisti di Greenpeace Brasile hanno risposto alla richiesta di aiuto del popolo

Monitoring post created by the Ka'apor for their independent monitorig system. Between 2013 and 2015, the Ka'apor created 8 monitoring posts in Alto Turiacu indigenous land to control illegal loggers invasion. The Alto Turiacu indigenous land, from the Ka’apor people, spreads around 530 thousand hectares and is one of the last areas of Amazon forest in Maranhão state. In the last 25 years, that land has been continuously trespassed by illegal loggers – a threat not only to the forest itself, but to the Indians, victims of life threats, attempts and murders. Tired of waiting for the Brazilian government to take action even after several reports, the Ka’apor people developed an independent project to monitor and cast out trespassers Posto de vigilância criado pelos Ka’apor para seu sistema de monitoramento independente. Entre 2013 e 2015, os Ka’apor criaram 8 postos de vigilância na Alto Turiaçu para proteger seu território contra a invasão de madeireiros. Distribuída em cerca de 530 mil hectares, a Terra Indígena Alto Turiaçu, do povo Ka’apor, representa uma das últimas extensões de floresta amazônica no Maranhão. Nos últimos 25 anos, esse território tem sido continuamente invadido por madeireiros ilegais, que representam não apenas uma ameaça à floresta, mas também aos índios, vítimas frequentes de ameaças, assassinatos e atentados contra as suas lideranças. Cansados de esperar por uma atitude das autoridades brasileiras depois de inúmeras denúncias, os Ka’apor desenvolveram um projeto independente de monitoramento para expulsar os invasores de suas terras. Atendendo a um pedido de ajuda desse povo o Greenpeace auxiliou o povo Ka’apor a agregar a esse sistema de autovigilância o uso de tecnologias, como rastreadores e trap cams, que poderiam ser implementadas pelos próprios indígenas e fornecer evidências mais contundentes e pressionar ainda mais o governo brasileiro. Agosto de 2015. Foto: Fábio Nascimento / Greenpeace

Monitoring post created by the Ka’apor for their independent monitorig system. Between 2013 and 2015, the Ka’apor created 8 monitoring posts in Alto Turiacu indigenous land to control illegal loggers invasion. The Alto Turiacu indigenous land, from the Ka’apor people, spreads around 530 thousand hectares and is one of the last areas of Amazon forest in Maranhão state. In the last 25 years, that land has been continuously trespassed by illegal loggers – a threat not only to the forest itself, but to the Indians, victims of life threats, attempts and murders. Tired of waiting for the Brazilian government to take action even after several reports, the Ka’apor people developed an independent project to monitor and cast out trespassers
Posto de vigilância criado pelos Ka’apor para seu sistema de monitoramento independente. Entre 2013 e 2015, os Ka’apor criaram 8 postos de vigilância na Alto Turiaçu para proteger seu território contra a invasão de madeireiros. Distribuída em cerca de 530 mil hectares, a Terra Indígena Alto Turiaçu, do povo Ka’apor, representa uma das últimas extensões de floresta amazônica no Maranhão. Nos últimos 25 anos, esse território tem sido continuamente invadido por madeireiros ilegais, que representam não apenas uma ameaça à floresta, mas também aos índios, vítimas frequentes de ameaças, assassinatos e atentados contra as suas lideranças. Cansados de esperar por uma atitude das autoridades brasileiras depois de inúmeras denúncias, os Ka’apor desenvolveram um projeto independente de monitoramento para expulsar os invasores de suas terras. Atendendo a um pedido de ajuda desse povo o Greenpeace auxiliou o povo Ka’apor a agregar a esse sistema de autovigilância o uso de tecnologias, como rastreadores e trap cams, que poderiam ser implementadas pelos próprios indígenas e fornecer evidências mais contundentes e pressionar ainda mais o governo brasileiro. Agosto de 2015. Foto: Fábio Nascimento / Greenpeace

indigeno dei Ka’apor e stanno lavorando al loro fianco per monitorare e proteggere dalla deforestazione illegale le terre della riserva indigena dell’Alto Turiaçu nello stato di Maranhão.La scorsa settimana gli attivisti di Greenpeace hanno affiancato i Ka’apor in un accurato lavoro di mappatura della foresta, installando telecamere dotate di sensori termici e di movimento per documentare la sistematica e illegittima invasione della riserva perpetrata dalla mafia del legno. I Ka’apor potranno inoltre disporre di GPS per monitorare il passaggio dei camion usati dai taglialegna per attraversare le aree forestali dell’Alto Turiaçu.«Abbiamo deciso di intervenire perché la foresta è la nostra casa. La foresta ci assicura la vita stessa. Senza la foresta, noi non saremmo i Ka’apor: il nostro nome significa infatti “Abitanti della foresta”. Per questo dobbiamo difenderla a ogni costo», afferma uno dei leader della comunità Ka’apor, che ha chiesto di restare anonimo per motivi di sicurezza.Il Territorio Indigeno dell’Alto Turiaçu è uno degli ultimi tratti di foresta amazzonica nello stato del Maranhão, ma è sempre più vulnerabile a causa delle invasioni dei taglialegna e dei cacciatori. Secondo i dati ufficiali del DEGRAD (il sistema di mappatura dell’Istituto Nazionale di Ricerca Spaziale che misura il degrado delle foreste in Amazzonia), tra il 2007 e il 2013 ben 5.733 ettari di foresta dell’Alto Turiaçu hanno subito un serio degrado per colpa della deforestazione illegale. Alla fine del 2014, l’8 per cento della foresta all’interno del terre indigene (circa 41 mila ettari) risultava disboscato.La mafia del legno si fa strada nei territori indigeni alla ricerca di specie di legno pregiate come l’Ipé, che una volta lavorato ed esportato può essere venduto a un prezzo che arriva a 1.300 euro per metro cubo. Dal 2008 i Ka’apor chiedono pubblicamente al governo brasiliano di

Ka'apor Indians setting up trap cameras in areas used by illegal loggers to invade the indigenous territory. In late August 2015, Ka'apor leaders from the Alto Turiacu Indigenous Land, in the North of Maranhão state, started to integrate the use of technology in their autonomous activities of monitoring and protecting their traditional territory, in partnership with Greenpeace. Among the suggested tools adopted by the Ka'apor people are: more accurate maps; trap cameras aimed to document the invasion of logging trucks; and satellite trackers to monitor the routes of logging trucks in and out of the Alto Turiacu Indigenous land. Photo: Lunae Parracho / Greenpeace Indígenas Ka'apor instalam cameras ocultas em areas exploradas por madeireiros ilegais. No final de agosto de 2015, lideranças Ka'apor da Terra Indígena Alto Turiaçu, no norte do Maranhão, começaram a integrar o uso de tecnologia às atividades autônomas de monitoramento e proteção do seu território tradicional, em parceria com o Greenpeace. Entre as ferramentas sugeridas e adotadas na ação pelas lideranças Ka’apor estão mapas mais precisos, armadilhas fotográficas ativadas por sensores de movimento e temperatura que podem flagrar a invasão dos caminhões madeireiros, e rastreadores via satélite, que permitem monitorar suas rotas dentro e fora da Terra Indígena. Foto: Lunae Parracho / Greenpeace

Ka’apor Indians setting up trap cameras in areas used by illegal loggers to invade the indigenous territory. In late August 2015, Ka’apor leaders from the Alto Turiacu Indigenous Land, in the North of Maranhão state, started to integrate the use of technology in their autonomous activities of monitoring and protecting their traditional territory, in partnership with Greenpeace. Among the suggested tools adopted by the Ka’apor people are: more accurate maps; trap cameras aimed to document the invasion of logging trucks; and satellite trackers to monitor the routes of logging trucks in and out of the Alto Turiacu Indigenous land. Photo: Lunae Parracho / Greenpeace
Indígenas Ka’apor instalam cameras ocultas em areas exploradas por madeireiros ilegais. No final de agosto de 2015, lideranças Ka’apor da Terra Indígena Alto Turiaçu, no norte do Maranhão, começaram a integrar o uso de tecnologia às atividades autônomas de monitoramento e proteção do seu território tradicional, em parceria com o Greenpeace. Entre as ferramentas sugeridas e adotadas na ação pelas lideranças Ka’apor estão mapas mais precisos, armadilhas fotográficas ativadas por sensores de movimento e temperatura que podem flagrar a invasão dos caminhões madeireiros, e rastreadores via satélite, que permitem monitorar suas rotas dentro e fora da Terra Indígena. Foto: Lunae Parracho / Greenpeace

Ka'apor Indians set on fire illegal logs found near the indigenous territory. In late August 2015, Ka'apor leaders from the Alto Turiacu Indigenous Land, in the North of Maranhão state, started to integrate the use of technology in their autonomous activities of monitoring and protecting their traditional territory, in partnership with Greenpeace. Among the suggested tools adopted by the Ka'apor people are: more accurate maps; trap cameras aimed to document the invasion of logging trucks; and satellite trackers to monitor the routes of logging trucks in and out of the Alto Turiacu Indigenous land. Photo: Lunae Parracho / Greenpeace Indígenas Ka'apor queimam madeira ilegal encontrada perto do territorio indigena. No final de agosto de 2015, lideranças Ka'apor da Terra Indígena Alto Turiaçu, no norte do Maranhão, começaram a integrar o uso de tecnologia às atividades autônomas de monitoramento e proteção do seu território tradicional, em parceria com o Greenpeace. Entre as ferramentas sugeridas e adotadas na ação pelas lideranças Ka’apor estão mapas mais precisos, armadilhas fotográficas ativadas por sensores de movimento e temperatura que podem flagrar a invasão dos caminhões madeireiros, e rastreadores via satélite, que permitem monitorar suas rotas dentro e fora da Terra Indígena. Foto: Lunae Parracho / Greenpeace

Ka’apor Indians set on fire illegal logs found near the indigenous territory. In late August 2015, Ka’apor leaders from the Alto Turiacu Indigenous Land, in the North of Maranhão state, started to integrate the use of technology in their autonomous activities of monitoring and protecting their traditional territory, in partnership with Greenpeace. Among the suggested tools adopted by the Ka’apor people are: more accurate maps; trap cameras aimed to document the invasion of logging trucks; and satellite trackers to monitor the routes of logging trucks in and out of the Alto Turiacu Indigenous land. Photo: Lunae Parracho / Greenpeace
Indígenas Ka’apor queimam madeira ilegal encontrada perto do territorio indigena. No final de agosto de 2015, lideranças Ka’apor da Terra Indígena Alto Turiaçu, no norte do Maranhão, começaram a integrar o uso de tecnologia às atividades autônomas de monitoramento e proteção do seu território tradicional, em parceria com o Greenpeace. Entre as ferramentas sugeridas e adotadas na ação pelas lideranças Ka’apor estão mapas mais precisos, armadilhas fotográficas ativadas por sensores de movimento e temperatura que podem flagrar a invasão dos caminhões madeireiros, e rastreadores via satélite, que permitem monitorar suas rotas dentro e fora da Terra Indígena. Foto: Lunae Parracho / Greenpeace

prendere provvedimenti contro queste attività illegali che sono spesso causa di violenze e perfino di omicidi.Secondo i dati del Consiglio Missionario Indigeno (CIMI), negli ultimi quattro anni sono stati uccisi quattro Ka’apor, mentre quindici leader hanno subito attacchi violenti. L’ultimo omicidio è avvenuto lo scorso 26 aprile, quando è stato assassinato Eusébio Ka’apor, uno dei leader più attivi nella lotta contro la deforestazione. Un caso su cui le autorità competenti non hanno ancora svolto indagini adeguate, malgrado le evidenze di collegamenti tra gli assassini e il taglio illegale del legno.«Le tecnologie GPS aiuteranno i Ka’apor a sorvegliare in modo autonomo la foresta e a proteggere le loro terre. Ma saranno utili anche per fornire ulteriori prove a sostegno della necessità di un intervento concreto da parte delle autorità per porre fine alle violenze provocate dal taglio selvaggio e illegale perpetrato in questa regione», commenta Martina Borghi, Campagna Foreste di Greenpeace Italia. «Finora il popolo Ka’apor ha potuto contare solo sulle proprie risorse per difendere il territorio e la sua stessa sopravvivenza. Noi abbiamo offerto supporto tecnologico, ma purtroppo ancora non basta. È necessario che il governo brasiliano protegga il popolo Ka’apor, garantendogli i diritti fondamentali».
Greenpeace chiede agli operatori del mercato internazionale del legno di esigere dai loro fornitori brasiliani ulteriori garanzie, oltre ai documenti ufficiali, per assicurarsi che il legname proveniente dall’Amazzonia non derivi dal contrabbando nelle terre indigene. Il governo brasiliano deve inoltre rivedere tutti i piani di gestione forestale approvati dal 2006 in Amazzonia come primo passo per porre fine alla deforestazione illegale, assicurando al tempo stesso piena ed effettiva protezione di tutti i territori indigeni. (foto: foresta)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Prevenzione suicidio

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

montagnaLa prevenzione è possibile, ma il suicidio resta uno dei maggiori problemi di sanità pubblica, dalle gravi conseguenze sociali, emotive ed economiche. Il numero di suicidi nel mondo ammonta, approssimativamente, ad un milione di morti all’anno e si ritiene che ciascuna di queste morti coinvolga almeno sei persone. Il ruolo dei media nella trattazione del fenomeno è di particolare importanza. Per questo, in occasione della Giornata mondiale di prevenzione del suicidio che si celebra oggi 10 settembre, Uncem Toscana ha presentato nel corso di una tavola rotonda nell’ambito del progetto toscano di prevenzione del suicidio nei territori montani e rurali “Montagna in Salute” , la prima traduzione ufficiale autorizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) delle linee guida per i professionisti di tutte le tipologie di Media in ambito di prevenzione. Alla tavola rotonda hanno partecipato gli esperti della materia con i referenti dei gruppi operativi locali delle zone coinvolte, il dott. Giuseppe Corlito coord. scientifico progetto Montagna in Salute e il vice dott. Giuseppe Bonconpagni, il coordinatore del Centro di Ascolto Regione Toscana Luca Pianigiani, il prof Marco Innamorati dell’International Association for Suicide Prevention (IASP), Nicola Novelli consigliere regionale Ordine Giornalisti Toscana, oltre al Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani. In collegamento videoconferenza i punti Ecco Fatto della Toscana.
Dal dibattito è emersa la forte necessità di continuare con le azioni di prevenzione del disagio sul territorio con l’auspicio che nelle programmazioni regionali in ambito sociosanitario acquisti sempre più spazio la prevenzione del suicidio così come tutte le forme di disagio correlato. Da parte dell’Ordine dei Giornalisti è emersa la disponibilità piena a sviluppare percorsi di sensibilizzazione e formazione specifica in materia, nei confronti dei media toscani.
“Un momento importante – afferma il Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani – perché anche il mondo dei media da oggi ha un documento ufficiale riconosciuto a livello mondiale che guida la trattazione del fenomeno del suicidio. Un altro passo in avanti – aggiunge – che si aggiunge alle attività in essere che vedono il contatto diretto con i territori coinvolti, attraverso percorsi di formazione e sensibilizzazione ad hoc rivolti agli operatori della salute sulle problematiche legate al fenomeno del suicidio e la sua prevenzione, oltre al coinvolgimento di istituzioni locali e cittadini. E in più l’ausilio del numero verde regionale che può essere utilizzato da chiunque, a livello locale, sentisse il bisogno di chiedere aiuto ed essere indirizzato al servizio territoriale più indicato ed iniziare un percorso di assistenza. Un progetto unico per il suo genere – aggiunge Giurlani – ringrazio la Regione Toscana che negli anni ha creduto in questo percorso a sostegno delle comunità locali montane e periferiche, e che oggi diventa regione pilota”.Il progetto regionale “Montagna in Salute” di Uncem e Regione con la collaborazione di Anci, ad oggi vede coinvolti i territori della Valdichiana, Amiata Grossetana, Casentino, Colline Metallifere, Amiata Val D’Orcia e Lunigiana con la prospettiva di un’estensione graduale a tutti i territori montani della Toscana. Il numero verde regionale 800-098718 è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18. L’attività telefonica è gestita da operatori esperti in orientamento verso servizi locali, e da psicologi che lavorano in rete con gli operatori dei servizi sociosanitari dei territori coinvolti. Obiettivi principali, ascoltare il cittadino, analizzare la domanda, individuare i bisogni facilitandone l’accesso ai servizi, e favorire un adeguato percorso assistenziale. Le attività di prevenzione, in linea con le direttive nazionali ed europee, mirano a stringere un forte contatto con i territori circa le problematiche legate al suicidio, creano una coscienza comune mettendo in rete gli operatori locali della salute e sensibilizzano fortemente i Medici di Medicina Generale ottimizzando i servizi esistenti. Il tutto per ridurre il fenomeno del suicidio stesso, promuovere la salute per un complessivo miglioramento della qualità della vita in montagna. Tra le figure coinvolte sul territorio i Medici di Medicina Generale di zona, Rappresentanti della Salute Mentale Adulti/Infanzia/Adolescenza, Rappresentanti del SERT, Rappresentanti dei Servizi Sociali, Rappresentanti Emergenza 118, Rappresentante consultori, Cure primarie, Psicologia/Psicoterapia, Forze dell’ordine oltre che il mondo dell’associazionismo locale.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Why damaging nepotism persists in business

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

Even when seemingly putting family connections aside while considering succession, leaders of family firms still tend to favour their relatives and friends when making a final decision, new research has found. This is often to the detriment of their company with evidence to suggest more than 70 per cent of them fail after the first generation primarily due to poor succession decisions.
Chengwei Liu, Associate Professor of Strategy and Behavioural Science at Warwick Business School, believes succession is one of the most important decisions a leader can make to ensure sustainable business performance, and yet research shows firms often stick with what they know, rather than taking a risk on an unknown quantity. Dr Liu said: “One common characteristic of leaders’ succession decisions in family businesses is that they tend to assign offspring as their heir, a form of nepotism. Nepotism in family business succession tends to lead to decline or even bankruptcy. “In our research, we argue even when a leader can overcome individual decision biases, a bias from their strong ties with family can still allow a leader to wrongly conclude family members are better qualified than external candidates, when often the opposite is true.” Dr Liu, alongside Dawn Eubanks and Nick Chater, of Warwick Business School, use the example of Jack, a family business owner, to illustrate their argument in the paper The weakness of strong ties: Sampling bias, social ties, and nepotism in family business succession published in The Leadership Quarterly. Jack is considering two candidates to succeed his position, his nephew Tom, and another non-related candidate Sam. Although in the example neither get the job initially, Jack later hears Tom is doing well in a new job and then offers him the role. The same luxury is not afforded to the second candidate, however, as he is not part of Jack’s social network. The researchers used computer simulation models to explore the implications of a decision-making scenario focussed on a leader’s decisions about succession planning in a family business. Dr Eubanks added: “In the case of Jack, it is likely threats were identified when selecting an outside CEO. Because of this, leaders become more risk averse and decide to stick with the ‘safer’ option of selecting a family member. “They focus on the positive aspects of selecting a family member and the threats associated with selecting an external candidate.” The researchers used the simulation analysis to show leaders may wrongly conclude that family members are more qualified than external candidates due to the sampling biases resulting from strong family ties. Based on the research, Professor Chater suggests some ways in which family firms can look to avoid making such errors.He said: “Information from strong ties makes family members less likely to be underestimated than their external counterpart. Strong ties have advantages, but tend to be weak in terms of accessing information on candidates outside the family.“If leaders can use some contacts that enable information to be collected about external candidates, the sampling bias induced nepotism can be weakened. So looking back at our example, Jack may have given Sam the same second chance he gave Tom.“Re-arranging organisations to facilitate updating their records on how external candidates who failed to get the job are getting on in their career can in turn help avoid the weakness of strong ties.“Our results suggest leaders have to act against their natural tendency and sample those external candidates with initial negative impressions to avoid hidden gems being wrongly dismissed.”Dr Liu argues leaders of family firms have to allocate resources to formalise the evaluation processes because succession decisions are crucial for the long-term survival of family businesses. He said: “It makes sense to introduce staff with weak ties to the family, but whether a leader who understands such dynamics will be willing to adopt it is an issue that requires more research.” Another possible solution to nepotism is to draw lessons from Japanese family businesses. Family businesses in Japan have taken to adoption to find an appropriate successor, with adoption of males between 25-30 making up 98 per cent of total adoptions. “For these Japanese firms the proof is in the pudding as research shows Japanese family businesses outperform professionally run businesses,” added Professor Chater. “The opposite is true for the rest of the developed world. “The new heirs can either spur on their new siblings, or displace those that are unworthy. Of course whether such a solution works across cultures needs further investigation, however.”

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Accordo per espandere il business tra Italia e Turchia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

turchia-ist3SACE e il principale gruppo bancario privato turco Yapı Kredi hanno finalizzato un importante accordo di collaborazione destinato a espandere le opportunità di interscambio e investimento tra Italia e Turchia, facilitando la realizzazione di iniziative di reciproco interesse. L’accordo prevede il rafforzamento dei canali di comunicazione e informazione tra SACE e Yapı Kredi al fine di identificare progetti strategici e sostenere l’accesso ai finanziamenti necessari da parte di aziende che operano nel mercato turco e che sono interessate ad acquistare prodotti e servizi dall’Italia. L’accordo sarà annunciato di fronte a una platea di esecutivi e manager di circa 150 aziende e istituzioni finanziarie nel corso di un grande evento di business organizzato oggi ore 18.00 da SACE a Istanbul (Grand Tarabya Hotel) insieme a Yapı Kredi e UniCredit, in occasione del quinto anniversario di attività dell’Ufficio turco di SACE.
Niccolo Ubertalli, Deputy CEO di Yapı Kredi ha dichiarato: “Questo accordo comprova la solidità e l’esperienza di Yapı Kredi in materia di trade finance. A tal fine, UniCredit dimostra ancora una volta di essere vicino ai propri clienti turchi e fortemente impegnato a sostenerli con soluzioni finanziarie facili e adeguate.” Michal Ron, Managing Director, Responsabile della Rete Internazionale di SACE ha dichiarato: “Negli ultimi anni, gli impegni di SACE in Turchia sono molto aumentati fino a raggiungere i 2,3 miliardi di euro, facendo di questo uno dei mercati più strategici nel nostro portafoglio. L’accordo di oggi rappresenta un fondamentale passo in avanti, che pone le basi per una più forte collaborazione con un attore chiave come Yapı Kredi. Siamo pronti a esplorare nuove vie per facilitare le opportunità di interscambio e investimenti tra Italia e Turchia, per esempio in comparti come il leasing”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Crescono i consumi?

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a luglio la produzione industriale sale dell’1,1% rispetto a giugno e del 2,7% rispetto a luglio 2014. “E’ certamente un’ottima notizia, ma già a maggio si era già registrato un aumento tendenziale record della produzione industriale, addirittura superiore, pari al 3%, un incremento che non si registrava da quasi 4 anni, dall’agosto 2011, salvo poi, a giugno, avere la delusione di un calo, su base annua, dello 0,3%” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Non bisogna farsi prendere, insomma, da facili entusiasmi. Quello che conta davvero è che ci sia un’inversione del trend anche nei prossimi mesi e, inoltre, quanti anni ci metteremo per tornare ai valori della produzione industriale pre-crisi” ha proseguito Dona.
L’Unione Nazionale Consumatori ha confrontato i dati resi noti oggi con quelli di luglio degli ultimi 8 anni, ossia dal 2007, prima dello scoppio della crisi, ad oggi (cfr. tabella). Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, dal luglio 2007 al luglio 2015 la produzione industriale (dati grezzi) è scesa del 17,9%. Se consideriamo, poi, il valore più alto raggiunto nel luglio 2008, la differenza con il 2015 è, addirittura, del 18,4%. Il crollo record si registra per i beni di consumo durevoli, precipitati in 8 anni, del 30,9%, -31% dal luglio 2008.”Insomma, occorre ancora fare parecchia strada per dire di essere usciti dal tunnel della crisi” ha concluso Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Modena fiorisce d’autunno

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

modena in fioreSabato 12 e domenica 13 settembre, ingresso libero Orario continuato dalle 9 alle 20 la mostra mercato aumenta lo spazio espositivo occupando entrambi i lati di Corso Canalgrande: appassionati dal pollice verde e amanti dei fiori e delle piante da interni ed esterni, potranno appagare la propria voglia di verde grazie alla rinnovata e ancora più ricca offerta proposta da una selezione di 50 produttori provenienti da tutta Italia.
Organizzata da S.G.P. en plein air, con il patrocinio del Comune di Modena, Modena in Fiore è giunta alla sua terza edizione settembrina, che si affianca a quella storica di marzo, da quasi 15 anni appuntamento fisso nel calendario degli eventi modenesi.
La location dell’edizione autunnale, Corso Canalgrande appunto, è stata scelta su suggerimento dei commercianti per dare visibilità e portare una ventata di festa a questa parte del centro storico. A differenza dell’edizione primaverile, che invece si tiene sulla direttrice che da Piazza Pomposa passa per via Taglio. Due edizioni, due location diverse, un unico denominatore comune: la passione per la florovivaistica.
Le due edizioni non differiscono solamente per il luogo: sono tante e diverse le varietà di fiori e di piante che sbocciano in autunno, stagione che nell’immaginario collettivo non è tradizionalmente associata alla fioritura. Ma non è affatto così: a Modena in Fiore si potranno scoprire piante insolite, che fioriscono per tutto l’inverno, come ad modena in fiore1esempio il bellissimo ciclamino, una delle più diffuse piante da appartamento. Il ciclamino vive 4-5 anni e i suoi inconfondibili fiori sbocciano per tutto l’inverno, fino ad aprile. Da citare anche le Camelie, altra specie con fioriture autunnali e invernali e che sarà possibile acquistare a Modena in Fiore: dalla Camelia sasanqua originaria dell’isola giapponese di Okinawa alla Camelia oleifera, che in pieno inverno produce numerosissimi fiori bianchi.
Non mancheranno le erbe aromatiche, negli ultimi anni una vera e propria scoperta per il grande pubblico. A Modena in Fiore sarà possibile trovare oltre 140 tipi: dalle 30 varietà di peperoncino alla salvia, dalle fiorite santoreggia alla menta della Val d’Aosta e quella marocchina, dalla piperita alla spicata, il raperonzolo, l’erba caccialepre, l’alchemilla, e tantissime altre, per avere sempre sul proprio balcone o giardino erbe aromatiche pronte da cogliere per dare un tocco in più alla propria cucina. Grazie al successo consolidato nelle passate edizioni, la manifestazione si arricchisce ed è in continua espansione: gli espositori sono stati scelti attraverso un’accurata selezione, al fine di offrire la massima varietà; dall’appassionato con l’hobby del giardinaggio al meno esperto, tutti potranno trovare la pianta o il fiore adatto alle proprie esigenze. (foto: modena in fiore)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »