Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 13 settembre 2015

Debate with M.Fekl, S.Gabriel, P.Lamy & alii about the TTIP

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

berlinoBerlin, 28 September 2015 – 2:00 p.m. – 6:45 p.m. Allianz Stiftungsforum 6 Pariser Platz, 10117 Berlin A TTIP-ing point for Europe in the world. After two years of negotiations around a Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), the debate is entering a decisive phase.What is the state of advancement of the negotiations and what will be the TTIP’s impact for Germany and for Europe?
Our office in Germany, the Jacques Delors Institute – Berlin, organises a conference titled, “A TTIP-ing Point for Europe in the World,” featuring several key experts in the field including French minister of State for foreign trade, Matthias Fekl, German minister for economic affairs and energy, Sigmar Gabriel and former WTO director-general and president emeritus of the Jacques Delors Institute, Pascal Lamy. Programme
1.30 pm > 2 pm Registration
2 pm > 2.10 pm Welcome and introduction Henrik Enderlein, director, Jacques Delors Institut – Berlin and professor, Hertie School of Governance
2.10 pm > 2.45 pm Keynote speaker Pascal Lamy, former director-general of the WTO and president emeritus of the Jacques Delors Institute
2.45 pm > 3.30 pm First session Regulatory cooperation: is there a way forward for improved transatlantic standard setting?
Speakers: Peter Chase, vice-president Europe, AmCham EU Denis Redonnet, director WTO affairs, legal affairs and trade in goods, DG Trade, European Commission Moderator: Pascal Lamy
3.30 pm > 4.30 pm Second session
Foreign investment in TTIP and beyond: what is the right balance in the protection of investors and of states? Speakers:
Anna Joubin-Bret, international investment lawyer, avocat à la cour, Paris,
Sabine Konrad, partner, McDermott Will & Emery, member of the panel of arbitrators of the ICSID
Markus Krajewski, professor, University Erlangen-Nürnberg
Moderator: Christoph von Marschall, Der Tagesspiegel
5 pm > 5.45pm Third session Is TTIP good for Germany? Speakers: Friedrich Merz, senior counsel, Mayer Brown, former member of the European Parliament and former member of the Bundestag Reinhard Bütikofer, member of the European Parliament, Group of the Greens/European Free Alliance Moderator: Christoph von Marschall, Der Tagesspiegel
5.45 pm > 6.45 pm Keynote speakers Matthias Fekl, French minister of State for foreign trade Sigmar Gabriel, federal minister for economic affairs and energy Moderator: Henrik Enderlein Joint discussion of the two ministers with the moderator and possibly the audience.

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Hearing and debates on migration, asylum

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

commissione europeaThe Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs, jointly with the Committee on Foreign Affairs and the Subcommittee on Human Rights, will hold a hearing on Tuesday 15 September 2015 on “Respecting human rights in the context of migration flows in the Mediterranean”. Draft programme of the joint hearing. The event will be chaired by Elmar Brok (EPP, DE), Chair of the Committee on Foreign Affairs, Claude Moraes (S&D, UK), Chair of the Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs, and Elena Valenciano (S&D, ES), Chair of the Subcommittee on Human Rights.Key note speeches will be given by Federica Mogherini, Vice-President of the European Commission/High Representative of the EU for Foreign Affairs and Security Policy, Dimitris Avramopoulos, Commissioner for Migration, Home Affairs and Citizenship, and António Guterres, United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR),Members of the Parliaments of Jordan, Lebanon, Libya, Morocco, Tunisia and Turkey will also take part. The Civil Liberties Committee co-rapporteurs on the strategic report on migration, Roberta Metsola (EPP, MT) and Kashetu Kyenge (S&D, IT), will contribute to the debate.A second panel on the “Vulnerabilities of migrants and their situation in transit countries” will take place with representatives from NGOs Médecins Sans Frontières (MSF), Euro-Mediterranean Network on Human Rights (EuroMedRights) and the International Federation of the Red Cross and Red Crescent Societies (IFRCS).

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Criticità in chirurgia oncologica

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

Cancro-sintetizzata-molecola-che-blocca-proteina-tumoraleLa chirurgia è il caposaldo dell’approccio multidisciplinare ai tumori solidi e, come ampiamente dimostrato dalla letteratura internazionale, è determinante per il successo globale del trattamento i cui risultati sono espressi in termini di morbilità e mortalità. Un’importante valutazione delle criticità in chirurgia oncologica è stata compiuta nell’ambito del Programma Nazionale Esiti di AGENAS – Ministero della Salute. Nel Programma è stato preso in considerazione il rapporto tra volume di interventi eseguiti e mortalità entro 30 giorni, riferiti all’attività dei Centri Ospedalieri e Universitari nel 2013. “I risultati sono eclatanti – dichiara il Prof. Alfredo Garofalo, Past President Società Italiana di Chirurgia Oncologica (SICO) – per il colon retto, la mortalità post operatoria a 30 giorni passa dal 15% a meno del 5% quando il volume di attività raggiunge i 50/70 interventi l’anno; per lo stomaco, la mortalità post operatoria a 30 giorni si dimezza passando da più del 20% a meno del 10% quando il volume di attività raggiunge i 20/30 interventi l’anno; per il polmone la mortalità post operatoria a 30 giorni diminuisce decisamente dal 20 a circa il 5% quando il volume di attività raggiunge i 50/70 interventi annui; per la mammella – non potendosi attendere una mortalità operatoria da questo tipo di intervento – le linee guida internazionali dettate da EUSOMA identificano in 150 interventi annui la soglia minima di attività per definire la Breast Unit”. Nel 2013 un Gruppo di Lavoro formato da esperti della SICO, della Federazione italiana della Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) e del Ministero della Salute ha individuato una metodologia rigorosa per stabilire, anche sulla base delle SDO, i volumi minimi teorici di attività per singola patologia oncologica, al di sopra dei quali le sole strutture chirurgiche che ne sono in possesso dovrebbero essere abilitate ad affrontare le patologie in oggetto. I risultati sono sfociati in http://www.oncoguida.it, il sito realizzato da AIMaC, Ministero della Salute e ISS, che consente a tutti gli utenti di individuare con rigore metodologico e facilità i Centri di Chirurga Oncologica i cui volumi di attività per tipo di neoplasia siano garanzia di prestazioni che garantiscano sicurezza e qualità. A testimonianza della validità del lavoro svolto, il raffronto tra i risultati ottenuti dal Gruppo di Lavoro FAVO – SICO – Ministero della Salute con i dati dell’AGENAS porta a conclusioni analoghe. “Oncoguida – dichiara il Prof. Francesco De Lorenzo, presidente FAVO – è lo strumento informativo per consentire al malato di cancro e ai familiari di scegliere i centri “ad alto volume di attività” che assicurino affidabilità ed adeguato standard assistenziale: più alto è il numero degli interventi eseguiti, maggiore è l’affidabilità del Centro”. Si chiude oggi a Napoli il XXXVIII Congresso SICO – Iª Conferenza Internazionale dell’Oncologia Chirurgica, organizzato dalla SICO. Significativi i dati della Campania:
– su 98 centri che trattano chirurgicamente il cancro del colon retto, solo 8 superano la soglia di garanzia stabilita (80 casi per anno), mentre ben 25 centri hanno effettuato solamente da 1 a 10 interventi.
– su 92 centri che trattano chirurgicamente il cancro della mammella, solo 8 superano la soglia (80 casi per anno) e ben 47 (il 51%) hanno effettuato solamente da 1 a 10 interventi
– su 54 centri che trattano chirurgicamente il cancro del polmone, solo 7 superano la soglia (80 casi per anno) e ben 39 (il 72%) hanno effettuato solamente da 1 a 10 interventi
– su 42 centri che trattano chirurgicamente il cancro della prostata, solo 6 superano la soglia (80 casi per anno) e 11 (il 26%) hanno effettuato solamente da 1 a 10 interventi
– su 48 centri che trattano chirurgicamente il cancro del fegato, solo 8 superano la soglia (40 casi per anno) e 24 (il 52%) ne fanno meno di 5
A preoccuparsi però non devono essere solo i cittadini della Campania. Non vi sono infatti sostanziali differenza tra nord e sud. “Ad esempio, con riferimento al trattamento del colon retto – aggiunge il Prof. Garofalo – soltanto in 9 regioni si supera il 20% di centri con un volume di attività uguale o superiore alla soglia minima stabilita (cut off) mentre in altre 9 regioni la percentuale di centri con un volume di attività uguale o superiore al cut off è molto più bassa; ne consegue che nella più favorevole delle ipotesi solo 1 centro su 5 tra quelli che trattano abitualmente il tumore del colon retto ha il volume di attività necessario ad assicurare buoni risultati e comunque il dato si registra solo in metà delle Regioni; dall’11 al 46% dei centri tratta meno di 10 casi per anno”. Il processo di riorganizzazione delle reti ospedaliere, per quanto riguarda l’oncologia chirurgica, non può prescindere dai risultati degli studi AGENAS e FAVO-SICO, considerando i volumi minimi di attività chirurgica come cut off iniziale per individuare i relativi Centri di Riferimento per Patologia e procedere conseguentemente al ridimensionamento dei posti letto e delle risorse. Il problema dell’adeguatezza in chirurgia è cruciale per il buon esito del trattamento terapeutico dei malati di cancro. Il chirurgo oncologo deve essere in grado di esprimere performance adeguate in grado di ottenere i migliori risultati di sopravvivenza registrati in letteratura.
Un intervento chirurgico non adeguato o una strategia integrata non applicata possono compromettere definitivamente l’esito delle cure, comportando ulteriore utilizzo di risorse con ricadute molto negative anche sulla spesa sanitaria, a causa di malati che andranno inevitabilmente in progressione di malattia, obbligando gli specialisti a tentativi terapeutici disperati o a interventi di salvataggio. “Rispetto alle gravi inadempienze delle regioni a chiudere i centri che non assicurano risultati ottimali ai malati di cancro, con i rischi che ne derivano – conclude De Lorenzo – le associazioni dei pazienti chiedono a tutti coloro che devono affrontare un intervento di chirurgia oncologica di documentarsi attentamente su http://www.oncoguida.it scegliendo esclusivamente i centri a più alto volume di casi trattati. Ciò potrebbe comportare automaticamente, e anche senza alcun intervento da parte delle Istituzioni, la disattivazione dei centri a maggior rischio”.

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La Grande Bellezza del Paesaggio Italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

pompei3Expo 2015, al Padiglione Italia, ospiterà, martedì 15 settembre 2015 alle ore 10.00 l’incontro La Grande Bellezza del Paesaggio Italiano. All’evento, organizzato in forma di dibattito tra gli esperti invitati e il pubblico che interagisce di persona e tramite Twitter, interverrà il Soprintendente archeologo Massimo Osanna, della Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia con una descrizione di storia e realtà di Pompei, su come il paesaggio si è trasformato nel tempo e quali indicazioni si possono trarre dall’esperienza di Pompei per la gestione del paesaggio dei siti archeologici e storici italiani, accennando anche tramite un breve filmato, all’ausilio offerto dall’utilizzo delle moderne tecnologie per la conservazione del patrimonio culturale. Il dibattito è suddiviso in tre segmenti che propongono un percorso critico attraverso la storia del paesaggio italiano, per poi evidenziarne le complessità e le trasformazioni.L’intervento del soprintendente Osanna è inserito all’interno della sezione ‘Storia, archetipi e icone del paesaggio Italiano’ incentrato sul paesaggio come risultato delle trasformazioni portate dall’attività umana. “Il sito archeologico di Pompei è luogo simbolo dei cambiamenti che il territorio ha subito nel tempo. L’evento culmine del cambiamento va individuato nel doloroso crollo avvenuto negli scavi di Pompei il 6 novembre del 2010 quando tutto il mondo puntò i riflettori su un cumulo di macerie, quelle che un tempo erano stati i muri della Schola Armaturarum – dichiara il Soprintendente Osanna – evento che ci disse quanto eravamo inermi riguardo i danni che i cambiamenti climatici potessero portare al territorio. Da allora l’attenzione a Pompei è puntata sul dissesto idrogeologico con ricerche, studi e attività volte alla conservazione e alla tutela ma con il monitoraggio continuo e costante del territorio. Negli ultimi tempi ci si avvale tanto anche delle tecnologie moderne, di grande supporto nello studio, nella ricerca e nell’archiviazione”

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Un concerto di solo voci dalla Norvegia a San Miniato

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

concertoBasilica di San Miniato Lunedì 14 settembre ore 19.00. Ingresso Libero. Avrà luogo il concerto dei Nordic Voices, eccellenza norvegese nel virtuosismo vocale che arriva per la prima volta in Italia. L’ensemble propone un programma misto antico-contemporaneo con opere da Carlo Gesualdo e Tomàs Luis da Victoria e ai compositori emergenti del Nord Europa. Il concerto ruota intorno a un programma di Lamentazioni e Consolazioni. Testi che hanno in sé un forte senso di attualità: ci commuovono ancora oggi, così come devono aver impressionato i compositori nell’Europa del Cinquecento. L’ensemble, fondato in Norvegia nel 1996, è leader nel proprio genere: i suoi membri si dedicano alla tradizione vocale della loro patria, alla musica rinascimentale e anche contemporanea. I loro concerti ruotano sempre intorno a un tema (per esempio figure storiche o collegamenti col testo). La prima parte di questo concerto trasmette un messaggio circa l’atemporalità delle fatale tendenza umana a creare e sostenere conflitti nel mondo. Le Lamentazioni esprimono un testo che ha in se un inquietante senso di attualità anche oggi, che è difficile da ignorare quando si lavora con questo materiale musicale. Esse ci muovono oggi, così come devono aver impressionato anche i compositori del XVI secolo. Alla luce della storia, i testi dicono molto sui conflitti che riguardano anche coloro che vivono nelle parti più tranquille del mondo. La scala della sofferenza umana a Gerusalemme e nelle regioni circostanti è stata enorme, e coloro che soffrono di più sono gli innocenti a cui spesso capita di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, in particolare i bambini.

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Mercati azionari un’overview per capire

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

mercatiA cura del team di asset allocation di MoneyFarm SIMI mercati azionari sono scesi negli ultimi mesi, a partire dagli emergenti per poi continuare con gli sviluppati.Tra le aree sviluppate che hanno perso maggiormente terreno si notano il Giappone e l’area Euro, le due zone che più erano salite negli ultimi due anni sulla spinta di politiche di quantitative easing e di un inizio di ripresa.Questa fase negativa è partita in primavera con il declino dei mercati emergenti dovuto al rallentamento dell’economia cinese e al calo del prezzo delle materie prime.Nel corso dell’estate il mercato ha cominciato ad interrogarsi sulle future scelte della banca centrale americana. Dal 2014 la Fed sta preparando un rialzo dei tassi, con una lunga strategia di comunicazione per chiarire che la fase restrittiva sarebbe arrivata in contemporanea con il miglioramento del mercato del lavoro e dell’economia americana. Il miglioramento del mercato del lavoro statunitense è confermato dagli ultimi dati, ma nel frattempo la debolezza sui mercati internazionali e il forte rallentamento delle economie dei paesi emergenti ha complicato la situazione, cosicchè fino a metà settembre i mercati rimarranno incerti sull’eventualità di un rialzo.Il rapporto Prezzo/Utili correnti (P/E) permette di fare confronti tra le varie aree geografiche: a circa 11 volte gli utili, l’area emergente è nettamente più a buon prezzo di quella sviluppata (15,8).Lo sconto a cui trattano i mercati emergenti rispetto agli sviluppati non è una eccezione se si guarda a dati storici e, considerando anche gli anni ‘90, in termini di dimensione è in linea con la media storica.Tra i mercati sviluppati, gli Stati Uniti restano i più cari sulla base del Prezzo/Utile corrente, seguiti da Europa e Giappone. Questa graduatoria è mediamente coerente con la profittabilità relativa (ROE) delle aziende operanti nelle varie aree geografiche.L’analisi dei dati mostra quindi che da un punto di vista delle valutazioni i mercati mostrano una certa coerenza con i dati aziendali e tra aree geografiche, in linea con un quadro economico mediamente buono per l’area sviluppata e debole per l’area emergente.
Nonostante i cali degli ultimi trimestri su tutti i mercati globali, nessun area geografica presenta livelli di valutazione nettamente sotto la media, relativamente ad altri mercati o alla sua storia passata. (mercati: La tabella mostra la situazione attuale sui mercati azionari globali, in termini di valutazioni e profittabilità)

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Caro D’Alema a fare il massimalista si fa il gioco di Renzi (o di qualcun altro)

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

d'alemaAbbiamo stima, politicamente, di Massimo D’Alema molto più di quanto egli non faccia per meritarsela e ricambiarla. Per questo ci permettiamo di dolerci del modo in cui sta svolgendo il ruolo, utile se non fosse sterile, di antagonista di Matteo Renzi. Tralasciamo qui gli strali di cui l’ex leader comunista è diventato facile oggetto nel mostrare il suo lato ruvido (ma ne avrà uno non tale?) al giovane presidente del Consiglio: si è beccato dell’invidioso, del rancoroso, del vecchio frignone incapace di uscire di scena. Sono giudizi meschini, che non ci appartengono. Ma siccome D’Alema rivendica, giustamente, come giudizi politici le critiche brucianti che rivolge a Renzi, è proprio sul terreno politico che il suo antagonismo feroce fa acqua. Non perché a Renzi e al renzismo non ci sia motivo di rivolgere critiche – in questa sede non le abbiamo certo lesinate, seppure sempre con spirito costruttivo tanto da coltivare la speranza di non essere messi tra gli asini e i gufi – ma perché non è attestandosi sul fronte del “no” che si fanno quelle giuste, di critiche, nel metodo come nel merito. No, caro D’Alema – e con lei tutti gli altri oppositori interni di Renzi, da Bersani in giù – non è mettendosi sul fronte sinistro del suo partito e dello schieramento politico nazionale che si può costruire una posizione alternativa al giovinotto fiorentino, costruttiva e vincente.Renzi è un riformista pragmatico, ed è su quella linea di demarcazione che va organizzata la dialettica (e, creda, c’è modo di farlo: si rilegga gli ultimi 18 mesi di TerzaRepubblica, se ha bisogno di spunti). Prima di tutto perché quella è la linea su cui si attesta sia la possibilità che la sinistra moderna vinca le elezioni sia che il Paese possa essere salvato. E poi perché, se non ricordiamo male, D’Alema si era dislocato su quel fronte quando Renzi aveva ancora i pantaloni corti, e non si capisce perché l’uomo che, seppur tra mille (troppe) prudenze aveva apprezzato la modernità del socialismo di Bettino Craxi e sottolineato il carattere perdente della sinistra comunista, oggi recuperi linguaggi e concetti antagonisti che non gli erano stati propri, per esempio quando aveva varcato il portone di palazzo Chigi da presidente. La “rottura sentimentale” con il partito che fu, che Massimo rinfaccia a Matteo, in realtà è stato proprio D’Alema a volerla, quando cercò – purtroppo senza riuscirci – di modernizzare la sinistra post-comunista. Perché ora rimproverarla a chi, nel bene e nel male, ci sta riprovando?Tuttavia, è sotto un altro profilo, quello della tattica politica – terreno in cui D’Alema ama farsi vanto di non essere secondo a nessuno – che troviamo maledettamente fragile l’opposizione a Renzi, quella di D’Alema e ancor più quella della pattuglia di parlamentari che sta cercando di sgambettare il segretario-premier prendendo a pretesto le riforme istituzionali. Messa così la loro battaglia è perdente. Anche se dovesse riuscire a rovesciare Renzi, non sarebbe certo vincente nel Paese. Il quale ha salutato con un’apertura di credito che, in quella misura, non era stata concessa neppure a Berlusconi nel 1994, l’arrivo di un giovane sparigliante come Renzi, capace di mandare alle ortiche il bla-bla-bla sindacale e i riti della concertazione asfissiante. Poi, è vero, ne ha preso le misure, ha imparato a distinguere le parole dai fatti, non ha apprezzato più di tanto certa spavalderia, e il consenso è calato, forse più di quel tanto che era fisiologico che succedesse. Anche se lui lo nega, il risultato di Renzi alle ultime amministrative è ben lontano da quello conseguito solo qualche mese prima alle europee, fino al punto da far pensare (e se il presidente del Consiglio non ci pensa è matto) che la nuova legge elettorale ideata per un Pd attestato al 40% possa rivelarsi un clamoroso boomerang. Ma tutto questo non porta neppure una goccia d’acqua al mulino della minoranza Pd. Che, con i suoi arroccamenti, appare fuori dalla storia e dalla realtà, sia – ovviamente – agli occhi dei moderati che si sono avvicinati a Renzi per via della crisi di Berlusconi, ma anche agli occhi di quel popolo di sinistra che quando ha smesso di credere nel suo vecchio partito si è rifugiata nell’astensionismo o ha imboccato le strade che portano alle nebulose della sinistra-sinistra o ai pentastellati.Ognuno di questi due tronconi, quella riformista e quello “vetero”, pensa di non poter convivere con l’altro, e comunque l’elettorato mobile (centrista e moderato, quello che fa vincere le elezioni) non premia certo chi predica la coabitazione a tutti i costi. Con buona pace di chi, come Paolo Mieli, esprime tormento per la sinistra divisa e teme la “sindrome greca”. Unita può anche prendere un voto in più degli avversari – dipende dalla consistenza di questi ultimi, e dalle modalità della legge elettorale – ma poi non è capace di governare. Divisa deve allearsi con le forze moderate, e può farlo solo l’ala riformista. Ma perché D’Alema e Bersani dovrebbero stare dalla parte dei massimalisti? Perché il riformista Renzi non gli piace? Bene, ma allora lo incalzino da quel lato, e anziché proporre brodose alternative a questo o a quel punto di questo o quel provvedimento, lancino un progetto riformista radicalmente diverso, che sappia mettere in evidenza i limiti del pragmatismo arruffato di Renzi.Qualche esempio? Invece di inseguire Renzi sul terreno delle sue riforme istituzionali, indicando correttivi – su cui tanto il premier non media, perché vuol far esaltare la pochezza programmatica degli avversari – lancino la proposta spiazzante dell’Assemblea Costituente. Sulla scuola facciano esplodere la contraddizione di chi dice che bisogna tagliare la spesa pubblica corrente e poi si mette ad assumere decine di migliaia di insegnanti precari. Sul terreno dell’economia, perché non buttano tra i piedi del governo una bella proposta sulla riduzione del debito attraverso l’uso del patrimonio pubblico? E perché non sfidare Renzi sul terreno del garantismo in tema di giustizia?Insomma, caro D’Alema, se ne faccia una ragione: se gli italiani devono scegliere tra lei in versione massimalista e Renzi, scelgono Renzi. Oppure nessuno dei due.
(Enrico Cisnetto direttore del quotidiano online Terza Repubblica)

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Trovare un accordo ai negoziati per il clima è un dovere di giustizia ambientale

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

climate_change“Come ambientalista apprezzo moltissimo l’intervento di Papa Francesco al meeting internazionale “Giustizia Ambientale e Cambiamenti Climatici – Verso Parigi 2015”, che avviene a poco più di due mesi dall’Enciclica “Laudato sì”. Anche questa volta il Papa ha rivolto l’invito a tutti, in particolare ai governanti dei Paesi, a fare giustizia ambientale e a non far fallire l’appuntamento di Parigi”. Lo dichiara la consigliera regionale Cristiana Avenali, in occasione dell’incontro di oggi in Vaticano dove hanno partecipato numerosi esperti mondiali sul clima. “Il meeting inaugura un percorso che, passando per l’Assemblea Onu, porterà alla Conferenza sul clima di Parigi, momento storico per arrivare a un accordo vincolante che impegni tutti i Paesi a limitare le emissioni di Co2 per scongiurare il surriscaldamento globale, a favorire la sostenibilità energetica e a intervenire con nuove leggi che impediscano lo spreco di risorse. Dobbiamo attuare strategie di adattamento e mitigazione per rafforzare la resilienza al cambiamento climatico e ridurre i costi della gestione di tali rischi”. Per la consigliera Avenali da sempre impegnata nella lotta per la tutela dell’ambiente non è più il tempo delle parole, occorre che l’impegno sia congiunto a livello mondiale e sia concreto a livello locale. “Il clima proprio come ha detto Papa Francesco è fortemente minacciato – prosegue la consigliera – e credo che lo sia soprattutto dalle attività umane che nell’ultimo secolo hanno favorito un aumento pericoloso della temperatura globale”. In base al Quarto Rapporto di Valutazione dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), nell’ultimo secolo (1905-2005) la temperatura media della Terra è aumentata di 0,74 °C, mentre nei decenni precedenti al 1950 è aumentata a un tasso medio inferiore allo 0,06 °C per decennio. Il decennio 2002-2011, ad esempio, è stato di 0,47 °C più caldo del periodo di riferimento 1961-1990. Secondo molti studi sul tema, entro la fine del XXI secolo l’aumento della temperatura media globale potrebbe raggiungere i 4 gradi. Gli impatti sarebbero devastanti in particolare per i Paesi più poveri con conseguenze di sfollamento e ondate migratorie, i cosiddetti “climate refugees”. “Ribadisco ancora una volta l’importanza di un Green Act per l’Italia e per la nostra Regione, percorso sul quale sto lavorando con un complesso di proposte legislative e interventi, intesi come indirizzo per azioni concrete e investimenti da fare per fronteggiare il dissesto idrogeologico, promuovere la mobilita’ sostenibile e l’utilizzo di fonti alternative e assicurare una corretta gestione dei rifiuti” – conclude Avenali.

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Su contratti e rappresentanza decide Squinzi

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

squinziSquinzi studia da ministro, non dell’economia come qualcuno potrebbe pensare, ma del commercio estero, visto che dichiara che dei 56 stabilimenti che ha aperto in 34 paesi soltanto 9 sono in Italia. E visto che Renzi vola a New York a vedere la finale di tennis femminile e abbandona la Fiera del Levante di Bari dove era atteso per l’inaugurazione, Squinzi avrebbe tutte le possibilità di successo – afferma Fabrizio Tomaselli dell’Esecutivo nazionale USB. In un’intervista alla Stampa Squinzi decide che la legge sulla rappresentanza sindacale non si farà perché sarà l’Inps a registrare il numero degli iscritti dei sindacati e misurare così la consistenza delle varie sigle e la partecipazione alle trattative: come se l’Inps fosse cosa sua. – continua il dirigente sindacale – E poi si scatena sulla contrattazione: in sintesi basta con il recupero dell’inflazione dato con anticipo sui contratti e anzi, basta con gli aumenti legati all’inflazione. I soldi ai lavoratori arrivano soltanto se aumenta la produttività (lavorare di più), la flessibilità nelle mansioni (fare tutto) ed efficienza (di chi?) e solo sotto forma di “premi” legati alla produttività.
E quindi, – continua il sindacalista – siccome la produttività si misura a posteriori, allora anche gli eventuali aumenti salariali (“premi”) devono essere elargiti dopo la sua misurazione effettiva. Quindi stop ai contratti in scadenza. Subito nuovo accordo sulla contrattazione e poi rinnovo con il “nuovo” sistema.Ma anche sul sistema pubblico Squinzi non va leggero: la pubblica amministrazione è lenta, non funziona e va cambiata. La ricetta è sempre la stessa: meno pubblico e più privato e magari cominciamo dai lavoratori.
A fronte delle solite dichiarazioni di sdegno da parte di Cgil, Cisl e Uil, ci aspettiamo presto un nuovo accordo a perdere per i lavoratori – dichiara Tomaselli che conclude – A Squinzi diciamo soltanto che per quel che ci riguarda non siamo disponibili a modificare la contrattazione: i contratti pubblici e privati devono essere rinnovati e non a perdere. Sulla rappresentanza invitiamo invece le forze politiche a prendere parola e dichiararsi su queste dichiarazioni di Squinzi: chi decide sulle leggi in questo Paese? Renzi e Squinzi o il Parlamento?

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Peppe Lanzetta legge l’’Eneide al Castello di Baia

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

lanzettaMiseno 15 settembre (ore 19,30) che chiude la X edizione di Malazè è “L’ultima notte di Miseno” con Peppe Lanzetta, attore e scrittore, che legge l’’Eneide accompagnato dal collettivo musicale La Mescla. Uno spettacolo #tipicamenteflegreo in un luogo suggestivo che racchiude la storia del territorio il Castello di Baia, sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei. L’iniziativa è promossa da Ravello Creative Lab in collaborazione con Malazè e con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Polo Museale regionale della Campania e Soprintendenza Archeologia della Campania, il contributo di Sviluppo Campania – Piano Campania SiCura iniziative per il rilancio del comparto agroalimentare della Campania.
In programma per gli ultimi due giorni di Malazè numerose iniziative a Pozzuoli e Bacoli. Tra queste lunedì 14 Pizza..Zè alla pizzeria Ammaccam di Pozzuoli e Aperfantastic al Roof&Sky sul lago Miseno. Martedì 15 la pizzeria Pepe in Grani sarà ospite dell’Osteria Abraxas, per l’occasione sarà presentato il progetto l”Origano dei Campi Flegrei”.
Lunedì 14 Bacoli, Fusaro (ore 10), “Conchiglie dei Campi Flegrei” con Legambiente volontariato Campi Flegrei. Escursione tematica sulle conchiglie per accoglierle nel loro ambiente naturale mentre un esperto introdurrà le caratteristiche chiave per l’identificazione.
Bacoli, Villa Cerillo (ore 19), “Sentire il sentiero” a cura di Capo blu e associazione Io ci sto. All’interno dei giardini di Villa (sede della biblioteca del Comune di Bacoli) percorso di cucina ortobotanica “Le erbe nella cucina flegrea” a cura del dottor Franco Esposito. Verrà ricordata la figura del poeta Michele Sovente. Cena a tema nei giardini della Villa.
Pozzuoli, “Pizza…Zè” alla Pizzeria Ammaccam (ore 19) a cura delle associazioni Artemide e Girodivite.it. Viaggio nella pizza dai sapori tipicamente flegrei con musica e racconti di tradizione e cultura. In apertura breve laboratorio per grandi e piccoli sugli impasti e sui prodotti di eccellenza per le pizze. Presente Salvatore “Sasha” Gatto.
Bacoli, lago Miseno (ore 19:30), “Aperfantastic” a cura di Asteco e Cielo e Fantastic 4 Cooking. I Fantastic 4 Cooking, al secolo Michele Grande, Fabiana Scarica , Maurizio De Riggi e Giuseppe Di Martino, coordinati dalla giornalista Laura Gambacorta, proporranno a bordo del trimarano Asteco e Cielo un variegato percorso degustativo incentrato sulle eccellenze del territorio. Info: 349.2886327
Martedì 15 Bacoli, Castello di Baia – Museo Archeologico (ore 19,30) Evento Speciale “L’ultima notte di Miseno” con Peppe Lanzetta e La Mescla. Narrano la leggenda e la letteratura che Miseno, figlio di Eolo, fosse il trombettiere dell’esercito troiano. Il suono del suo “cavo bronzo” risuonava con forza nei campi di battaglia ma il suo destino era segnato da una profezia della Sibilla. Miseno, sfidò il Tritone con il suono della sua cava conchiglia e fu per questo motivo annegato dallo stesso dio. La sua morte, però, rappresentò anche il sacrificio umano necessario ad Enea per potere entrare nell’Ade. Enea trovò il corpo del compagno annegato sulla spiaggia flegrea e lo bruciò e seppellì nel luogo che oggi prende il nome di Capo Miseno. La scelta della location, il Castello di Baia, è legata sia alla sua posizione, che lo colloca centro del mito che il legame con la storia e l’arte: il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, ospitato all’interno della struttura custodisce, fra gli altri, reperti trovati nel territorio di Miseno e un bassorilievo che raffigura l’eroe. La terrazza del Castello di Baia, diventa così il luogo ideale per raccontare la leggenda di Miseno. L’attore Peppe Lanzetta e il collettivo di fiati de La Mescla si esibiranno al tramonto al cospetto di Capo Miseno, cercando di evocare l’eco di una musica di guerra e di speranza, connessa al sogno così come al mare che ci ospita. Peppe Lanzetta alterna nella sua carriera cabaret, teatro, cinema, televisione, letteratura. Una voce roca e un viso duro in grado di raccontare con ruvidezza l’affanno della contemporaneità e la rincorsa dell’amore. Ha collaborato fra gli altri con Edoardo Bennato, Tullio De Piscopo, James Senese, Giuseppe Tornatore, Liliana Cavani, Luciano De Crescenzo, Nanni Loy, Mario Martone, Abel Ferrara. La Mescla è il più longevo collettivo musicale dell’ambiente partenopeo ed è composto da musicisti napoletani e non: nato nel 1999-2000 propone la tradizione musicale dei paesi del Mediterraneo, spaziando dalle musiche del Sud Italia ai ritmi del Nord Africa su cui si innestano le sonorità balcaniche, tzigane e klezmer in un percorso ricco di incursioni sia melodiche che rock. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Pozzuoli, Scalandrone (ore 21) l’Alto Casertano di Franco Pepe incontra i Campi Flegrei di Nando Salemme. Nando Salemme dell’Abraxas apre un nuovo spazio più easy per gli amanti dei sapori e dei profumi locali, il FuocoBistrò, e lo fa invitando per una serata speciale, uno dei più grandi pizzaioli d’Italia e quindi del mondo, Franco Pepe, di Pepe in Grani di Caiazzo, che proporrà qualcosa di speciale e unico con i prodotti di questi unici territori. Il vino in abbinamento sarà il Rosato del Volturno di Terre del Principe. Questa serata, sarà l’occasione per presentare anche un nuovo progetto “l’Origano dei Campi Flegrei” partendo dalle piante del papà di Nando, che attraverso i racconti di famiglia si è risaliti ad una tracciabilità storica di almeno tre generazioni. I semi verranno consegnati a Vito Trotta, responsabile dei Presidi Slow Food Campania e Basilicata, per le analisi del germoplasma. Salvatore Cozzolino, presidente dell’Adi Campania ha ideato un contenitore di ceramica adatto alla conservazione. Il progetto prevede attraverso la partecipazione a serate con i più importanti pizzaioli campani, di raccogliere fondi, destinato ai giovani del territorio che vogliono diventare coltivatori diretti e sposare il progetto “L’Origano dei Campi Flegrei”.
La X edizione di Malazè è stata organizzata dall’associazione Campi Flegrei a Tavola e grazie alla partecipazione di ristoranti, aziende vitivinicole e agroalimentari del territorio e da quarantacinque associazioni e cooperative. (foto: Lanzetta)

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Laurea magistrale ad honorem Mario Vargas Llosa

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

Palermo-Panorama-bjs-2Palermo lunedì 14 settembre 2015 alle ore 18, allo Steri laurea Magistrale “Ad honorem” in “Lingue e Letterature moderne dell’Occidente e dell’Oriente” sarà conferita a Mario Vargas Llosa, lo scrittore insignito nel 2010 del Premio Nobel per la letteratura. La cerimonia, si terrà nella sala Magna del Complesso monumentale dello Steri, alle ore 18. Dopo i saluti del rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla e del presidente della Scuola delle Scienze umane e del patrimonio culturale Girolamo Cusimano, il programma prevede la lettura della motivazione a cura di Enrica Cancelliere, presidente del corso di laurea in “Lingue e letterature moderne” e la Laudatio di Giovanna Minardi, associato di “Letterature ispano – americane”. Seguirà la lectio magistralis di Mario Vargas Llosa dal titolo “Riflessioni di uno scrittore”. Al termine della cerimonia di conferimento della laurea lo scrittore, fine polemista, che ama l’affondo paradossale e il resoconto vivace delle sue disavventure e delle sue idee, incontrerà il pubblico all’evento Bookshop a cura di Modusvivendi.
Mario Vargas Llosa nato a Arquipa (Perù) il 28 marzo 1936, cresciuto in Bolivia fino ai dieci anni, dopo la riconciliazione dei genitori torna a vivere in Perù. Ma il rapporto col padre è conflittuale e il futuro scrittore finisce in un collegio militare. La letteratura diventa un’evasione che lo accompagnerà per tutti gli anni universitari. Studia prima a Lima per poi trasferirsi a Madrid e lì concludere il percorso universitario.
Come molti intellettuali del suo tempo è però inesorabilmente attratto da Parigi, vero centro nevralgico di tutto ciò che di importante stava capitando in ambito artistico (e non solo) nei brillanti fine anni cinquanta. Nel frattempo, aveva sposato una zia acquisita di parecchi anni più vecchia di lui. Gli anni Parigini segneranno profondamente la personalità dello scrittore, colorando la sua vena narrativa di tradizioni e disincanto europeo, tanto che Vargas Llosa non si è mai di fatto allineato a certi stilemi consunti e talvolta stereotipati della narrativa sudamericana, plasmata per molto tempo dal modello marqueziano. Basti dire che proprio nella capitale francese ha modo di frequentare un intellettuale del calibro di Sartre, diventandone amico e difendendone le idee, tanto che i suoi amici lo soprannominarono “il piccolo valoroso Sartre”.
Collabora con vari giornali e nel ’63 scrive La città e i cani, che in Europa ottiene un successo enorme ma in Perù viene bruciato in piazza, perché considerato dissacrante. Due anni dopo pubblica La casa verde, un altro romanzo destinato a essere tradotto in venti lingue. Come del resto la trentina di romanzi successivi, cui si aggiungono testi per il teatro e il cinema, saggi, articoli politici su giornali e riviste. In questi anni conosce anche Gabriel Garcia Marquez e si avvicina alla rivoluzione cubana, mantenendone però una posizione critica. Ormai è lanciato sul mercato editoriale e viene insignito di svariati riconoscimenti tra cui il Premio nazionale del romanzo del Perù, il Premio Ritz Parigi Hemingway, il Premio Principe di asturias e molti altri. La sua opera si compone nel complesso non solo di romanzi ma è da sempre sensibile ad altre forme letterarie: il cinema, il teatro, la saggistica oltre che dalla sempre intensa attività giornalistica.
Anche i suoi impegni pubblici si infittiscono, tiene conferenze nelle università di tutto il mondo e ottiene cariche importanti, tra cui quella di presidente del Pen Club International. Accetta anche la cattedra di Simon Bolivar all’Università di Cambridge dove tiene corsi di letteratura. Malgrado risieda in Europa, nel 1990 concorre alle elezioni presidenziali in Perù, ma viene sconfitto da Alberto Fujimori. Nel ’96 è tra i fondatori della Fondazione Hispano Cubana che si propone di rafforzare e sviluppare i vincoli che da oltre cinque secoli legano i cubani agli spagnoli. Nel 1996 ha fondato la Fondazione Hispano Cubana, un organismo che si propone di mantenere, rafforzare e sviluppare i vincoli che da oltre 500 anni esistono tra il popolo cubano e il popolo spagnolo.
Oggi Vargas Llosa abita a Londra, città da dove diffonde i suoi sempre acuti ed interessanti articoli sui più disparati argomenti. Nel 2010 riceve il Premio Nobel per la Letteratura per “la propria cartografia delle strutture del potere e per la sua immagine della resistenza, della rivolta e della sconfitta dell’individuo”. Nel 2013 vince il Premio letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che si svolge ogni anno a Santa Margherita di Belìce.
Dell’imponente produzione letteraria di Mario Vargas Llosa segnaliamo alcune opere tradotte in italiano: La città e i cani (Rizzoli 1986, Einaudi 1998); La casa verde (Einaudi,1991); I cuccioli (Rizzoli,1996); Conversazione nella Cattedrale (Einaudi, Rizzoli 1994); Pantaleon e le visitatrici (Rizzoli,1987); L’orgia perpetua. Flaubert e Madame Bovary (Rizzoli 1986); La zia Julia e lo scribacchino (Einaudi 1994); La guerra della fine del mondo (Einaudi 1992); Storia di Mayta (Rizzoli 1988); Chi ha ucciso Palomino Molero? (Rizzoli 1987); La Chunga (Costa & Nolan 1987); Il narratore ambulante (Rizzoli 1989); Elogio della matrigna (Rizzoli 1990 e 1997); La verità delle menzogne (Rizzoli 1992); Il pesce nell’acqua (Rizzoli 1994); Il caporale Lituma sulle Ande (Rizzoli 1995); I quaderni di don Rigoberto (Einaudi 2000); Lettere a un aspirante romanziere (Einaudi 2000); La festa del caprone (Einaudi 2000). Il paradiso è altrove 2003) Avventure della ragazza cattiva (2006).

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La Buona Scuola passa dai genitori in rete con le istituzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

Una rivoluzione sulle politiche familiari a livello di amministrazioni locali e nazionali, un fisco più equo, una Buona Scuola che riconosca e promuova il primato educativo dei genitori, famiglie sempre più protagoniste del bene comune perché formate e informate, rilanciare il ruolo attivo dell’associazione familiare. Questi gli obiettivi del convegno “Le istituzioni sostengono la famiglia nella formazione dei figli”, in programma domani, 12 settembre, dalle ore 17 alle 20 nella biblioteca comunale di San Vito Romano (via Borgo Mario Theodoli). A promuoverlo l’Age (Associazione italiana genitori) e l’Irsef Lazio (Istituto di ricerche e studi sull’educazione e la famiglia per l’avvio dei giovani al lavoro) in collaborazione con l’amministrazione comunale.Ad aprire i lavori il sindaco di San Vito Romano Maurizio Pasquali, che rifletterà sul ruolo delle istituzioni nel sostegno alla famiglia nella formazione dei figli. Seguirà l’intervento di

Pupils in primary school  -ALLIANCE-INFOPHOTO

Pupils in primary school -ALLIANCE-INFOPHOTO

, presidente dell’Age, su “Educare fina dalla culla- Genitori per tutta la vita”. Quindi, due relazioni sulla Buona Scuola, la riforma del sistema scolastico che muoverà i primi passi con l’avvio del nuovo anno scolastico: Giuseppe Richiedei, past president dell’Age, delinierà la strada per una buona scuola per i genitori, mentre Sabina Greco, responsabile Age presso Coface e Epa (due organismi europei per i genitori), fornirà uno spaccato del ruolo della famiglia a scuola in Europa e presenterà l’App europea per genitori su bullismo e cyberbullismo che l’Age ha appena lanciato in Italia. A moderare il convegno Giuseppina Zumpano, presidente Irsef Lazio.“In un momento difficile come quello che stiamo vivendo – spiega Fabrizio Azzolini, presidente dell’Age – occorre fare rete per sostenere con forza la famiglia per farne il cuore vero delle nostre città, dei nostri paesi, della società tutta. Non sono poche le sfide che i genitori devono affrontare, le famiglie hanno bisogno di risposte immediate. Priorità come i giovani, il lavoro, la terza età, difficoltà economiche e sociali, emergenza educativa, formazione e istruzione dei ragazzi. Ma anche tariffe e posti negli asili nido, trasporto scolastico, Irpef, strisce blu, quoziente famiglia, Tasi, Isee. Tutti aspetti che nel bene o nel male coinvolgono la famiglia. Non si può infatti ragionare per compartimenti stagni. Non se lo può permettere la politica, locale e nazionale. Non se lo può permettere l’associazionismo familiare. Il rischio per entrambi è diventare autoreferenziali, lontani dal territorio”.“Senza le famiglie questo Paese non va da nessuna parte. Sebbene stanche, disorientate, spaventate per il futuro incerto dei figli e famiglie stanno prendendo consapevolezza del loro peso – sottolinea Pina Zumpano, presidente Irsef Lazio -. Con questo convegno, Age e Irsef Lazio, in collaborazione con il Comune, vogliono sostenere i genitori nel loro ruolo di protagonisti a scuola e primi educatori dei figli attraverso un focus particolare sulla riforma della Buona Scuola approvata a luglio. Lavorare su temi concreti che toccano la vita dei cittadini-genitori e ad aiutarli a rilanciare nelle nostre comunità politiche familiari nuove ed efficaci sono priorità dell’associazionismo familiare. Temi che necessitano per una reale attuazione di trovare un valido supporto negli amministratori locali nella definizione di strategie utili al miglioramento della qualità di vita di genitori e figli. Fare rete è una garanzia per chi persegue l’obiettivo di una città a misura di tutte le famiglie”.

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Presentato ad Expo il mondo della Razza Piemontese e del Fassone

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

Razza bovina PiemonteseOspiti all’interno del Padiglione The Waterstone di Intesa Sanpaolo, l’altro ieri mattina il mondo della Razza bovina Piemontese e del Fassone si sono presentati ad Expo. Davanti ad un numeroso ed attento pubblico, con lo slogan “Piacere, Fassone. I veri uomini della Razza Piemontese”, la cooperativa di allevatori di Cuneo COMPRAL ha illustrato la sua trentennale storia sociale ed aziendale.
L’incontro è stato coordinato dal giornalista e scrittore Gigi Padovani, autore della prima guida allo street food in Italia, con l’accompagnamento musicale di “Doc” Danilo Dalmasso. I vertici di COMPRAL e diversi allevatori hanno spiegato la loro attività, mettendo in risalto l’ottima qualità delle carni piemontesi. Il Presidente della cooperativa Roberto Chialva ha voluto anzitutto ringraziare Banca Intesa Sanpaolo per l’ospitalità ed ha sottolineato l’importanza dell’evento in un contesto internazionale come Expo. Il Presidente ha rimarcato che la Razza bovina Piemontese è una delle migliori al mondo e che questo risultato si è potuto raggiungere grazie all’impegno ed alla professionalità degli allevatori, coadiuvati dall’assistenza tecnica offerta dallo staff della cooperativa.
”La Razza Piemontese è molto pregiata perché è il frutto di un sistema di trasparenza, di benessere animale e di salvaguardia della natura. Tutto questo si inserisce perfettamente con il tema di Expo, Nutrire il Pianeta”.
Questo è il messaggio che ha voluto portare ad Expo il Presidente di COMPRAL. Ha preso poi la parola il Direttore di COMPRAL Bartolomeo Bovetti che ha spiegato: “Abbiamo iniziato nel lontano 1981 e siamo oggi duecentodieci allevatori. Abbiamo lavorato tantissimo in questi ultimi anni, con un percorso di crescita sia in Italia che all’estero”. Il Direttore ha aggiunto “ Abbiamo un fatturato annuo di circa venticinque milioni, la COMPRAL, con oltre diecimila capi rappresenta il quindici per cento della Razza bovina Piemontese”.
La conferenza si è conclusa con l’intervento di diversi allevatori che hanno esposto il ciclo produttivo delle carni e la loro attenzione per la qualità degli alimenti ma anche per il rispetto dell’ambiente. Sollecitati dalle domande dello scrittore Gigi Padovani, gli allevatori hanno spiegato: “La nostra carne, con un aspetto fantastico, pur essendo poco grassa è molto tenera ed è la più adatta al consumatore moderno che privilegia qualità e gusto”. Al termine dell’evento è stato offerto agli ospiti e ai giornalisti presenti una raffinata degustazione delle carni Compral in collaborazione con la cucina di Eataly. (Christian Flammia)

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“An Experiment With Time”, un progetto multimediale sulla direzionalità del tempo

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

firenzeFirenze 13 Settembre ore 18.30 Progetti Arte Contemporanea Piazza delle Murate.Ingresso Libero.L’installazione sarà accessibile dal 14 al 17 Settembre, dal martedì al sabato ore 14.00-20.00. In collaborazione con: Le Murate. Progetti Arte Contemporanea e IRCAM. installazione sonora di Daniele Ghisi e IRCAM. Ispirato all’omonimo libro di John W. Dunne, “An Experiment With Time” è un progetto multimediale che prevede la creazione di un brano per video ed elettronica con l’obiettivo di riflettere su una tematica precisa: la direzionalità del tempo.La musica elettronica sarà la componente principale del video in stop motion che si svilupperà come una sorta di diario ispirato proprio al libro di Dunne. Il video e l’audio verranno scritti e sviluppati parallelamente e il risultato del processo sarà quindi un corto con musica elettronica che verrà riprodotto sia su pellicola sia in versione live. Video e Audio verranno scritti e sviluppati parallelamente: il risultato del processo sarà un corto con musica elettronica che verrà riproposto sia su pellicola sia in versione live. Lo sviluppo del progetto sarà pubblicato in un blog in cui idee, scenari, copioni, schizzi, bozze, estratti audio o immagini verranno condivisi. Il blog è infatti uno dei nuclei fondamentali di questo complesso progetto: da un lato permette ai lettori di visionare il percorso compositivo, seguendo le idee che ne stanno alla base, dall’altro, si rivela una fondamentale piattaforma per lo scambio di spunti e suggerimenti. Un progetto nella “cuisine” elettronica di questo artista che aspetta solo di essere svelato al pubblico.

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No al TTIP. No a chi vuole mettere sotto silenzio il sostegno ai diritti dei palestinesi

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

palestinaUn gruppo di associazioni mostrano tutta la loro contrarietà a quello che considerano un negoziato pericoloso pericoloso sul Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP) ed ai tentativi di alcuni politici statunitensi di utilizzare il TTIP per limitare sia la libertà di espressione politica che le campagne di solidarietà con la lotta del popolo palestinese per libertà, giustizia e uguaglianza.
Il TTIP, attualmente in corso di negoziazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, potrebbe comportare un trasferimento di potere senza precedenti alle corporation allo scopo di salvaguardare i loro interessi e rappresenta un grave attentato alla democrazia, agli standard sociali, ai diritti dei lavoratori e alle normative sull’ambiente. Esso porterebbe all’irreversibile privatizzazione e frammentazione dei servizi pubblici e pregiudicherebbe seriamente l’attuazione di provvedimenti a tutela dell’ambiente.Inoltre, sono molto preoccupanti la segretezza e la mancanza di democrazia, che sono le caratteristiche fondamentali del negoziato, e il meccanismo proposto dello “Investor State Dispute Settlement” (ISDS), che permetterebbe alle multinazionali di avviare azioni legali nei confronti dei governi secondo un sistema giudiziario parallelo riservato esclusivamente ad esse.Come organizzazioni che si oppongono a qualsiasi trattato UE-USA sul commercio che non privilegi l’interesse pubblico, ci preoccupa molto l’introduzione nella legislazione del Congresso degli Stati Uniti di norme che potrebbero permettere di usare il TTIP nella repressione di campagne per i diritti umani in solidarietà con il popolo palestinese.
Il 29 giugno 2015, il presidente Barack Obama ha firmato il Bipartisan Congressional Trade Priorities and Accountability Act, che gli concede l’autorità di procedere attraverso una “corsia veloce” (fast track) sui negoziati commerciali, come il TTIP. La sezione 20 di questa legge stabilisce gli “obiettivi negoziali principali” per i partner commerciali nel TTIP e vi è compresa una clausola che “scoraggia azioni politiche tese a boicottare, disinvestire o sanzionare Israele e mira ad eliminare barriere non tariffarie ed imposte con motivazioni politiche su beni, servizi o altri scambi con lo Stato di Israele”.La definizione di tali azioni specifica inoltre che vi sono incluse non solo quelle mirate a chi svolge attività in Israele, ma anche quelle verso chi opera “in territori controllati da Israele “. La legge, quindi, ha lo scopo di proteggere gli insediamenti illegali di Israele da misure che in futuro li gravino di responsabilità, nonostante che l’Unione europea e le Nazioni Unite li considerino illegali, secondo il diritto internazionale.L’inclusione di tali disposizioni nella legislazione ‘fast track’ è una risposta al crescente successo delle campagne di solidarietà con il popolo palestinese in tutta Europa e negli Stati Uniti, essa potrebbe richiedere all’UE di rivedere le misure esistenti già adottate sulla base degli obblighi previsti dal diritto internazionale. Questi includono la fine di un trattamento preferenziale per le esportazioni provenienti da insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata e l’attuazione delle linee guida che impediscono la concessione di fondi pubblici europei a tali insediamenti.L’UE ha anche adottato misure per mettere in guardia le imprese dall’avere rapporti economici con gli insediamenti israeliani illegali; le principali banche europee hanno disinvestito da banche ed imprese israeliane a causa del ruolo di queste nelle violazioni israeliane del diritto internazionale; grandi aziende europee come G4S e Veolia sono ritenute responsabili per il loro coinvolgimento nelle infrastrutture dell’occupazione israeliana della terra palestinese.
A seguito dell’aggressione di Israele alla Striscia di Gaza nel 2014, che ha provocato la morte di più di 2.200 persone con attacchi deliberati contro i civili, considerati crimini di guerra dall’ONU e da altri organismi, in tutto il mondo è sceso in strada un gran numero di persone per esprimere sostegno alla lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. Non accetteremo alcun tentativo legislativo di tacitare queste espressioni di solidarietà.

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