Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Mercati azionari un’overview per capire

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

mercatiA cura del team di asset allocation di MoneyFarm SIMI mercati azionari sono scesi negli ultimi mesi, a partire dagli emergenti per poi continuare con gli sviluppati.Tra le aree sviluppate che hanno perso maggiormente terreno si notano il Giappone e l’area Euro, le due zone che più erano salite negli ultimi due anni sulla spinta di politiche di quantitative easing e di un inizio di ripresa.Questa fase negativa è partita in primavera con il declino dei mercati emergenti dovuto al rallentamento dell’economia cinese e al calo del prezzo delle materie prime.Nel corso dell’estate il mercato ha cominciato ad interrogarsi sulle future scelte della banca centrale americana. Dal 2014 la Fed sta preparando un rialzo dei tassi, con una lunga strategia di comunicazione per chiarire che la fase restrittiva sarebbe arrivata in contemporanea con il miglioramento del mercato del lavoro e dell’economia americana. Il miglioramento del mercato del lavoro statunitense è confermato dagli ultimi dati, ma nel frattempo la debolezza sui mercati internazionali e il forte rallentamento delle economie dei paesi emergenti ha complicato la situazione, cosicchè fino a metà settembre i mercati rimarranno incerti sull’eventualità di un rialzo.Il rapporto Prezzo/Utili correnti (P/E) permette di fare confronti tra le varie aree geografiche: a circa 11 volte gli utili, l’area emergente è nettamente più a buon prezzo di quella sviluppata (15,8).Lo sconto a cui trattano i mercati emergenti rispetto agli sviluppati non è una eccezione se si guarda a dati storici e, considerando anche gli anni ‘90, in termini di dimensione è in linea con la media storica.Tra i mercati sviluppati, gli Stati Uniti restano i più cari sulla base del Prezzo/Utile corrente, seguiti da Europa e Giappone. Questa graduatoria è mediamente coerente con la profittabilità relativa (ROE) delle aziende operanti nelle varie aree geografiche.L’analisi dei dati mostra quindi che da un punto di vista delle valutazioni i mercati mostrano una certa coerenza con i dati aziendali e tra aree geografiche, in linea con un quadro economico mediamente buono per l’area sviluppata e debole per l’area emergente.
Nonostante i cali degli ultimi trimestri su tutti i mercati globali, nessun area geografica presenta livelli di valutazione nettamente sotto la media, relativamente ad altri mercati o alla sua storia passata. (mercati: La tabella mostra la situazione attuale sui mercati azionari globali, in termini di valutazioni e profittabilità)

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