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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

“Quando i Romani andavano in America”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2015

scoprire roma1Roma mercoledì 16 settembre, alle ore 18.30, a Roma, al Circolo del Ministero degli Affari Esteri (Lungotevere Acqua Acetosa, 42) sarà presentato il volume “Quando i Romani andavano in America” di Elio Cadelo, pubblicato da Palombi Editori. Introdurrà l’ambasciatore Umberto Vattani. Interverranno:Giovanni Bignami, presidente Istituto Nazionale di Astrofisica, Franco Salvatori, presidente emerito Società Geografica Italiana, Maria Longhena, archeologa americanista e saggista, Fabrizio Pesando, docente di Archeologia della Magna Grecia e Antichità pompeiane ed ercolanesi, presso l’Università degli Studi “L’Orientale” di Napoli.La provenienza di molte delle nostre raffinatezze agro-alimentari che orgogliosamente esibiremo all’Expo di Milano, e che sono alla base della moderna cucina italiana, viene da molto lontano: tante nostre tradizionali coltivazioni furono importate dagli antichi Romani, che trasformarono l’Italia da una terra povera e boscosa nel giardino d’Europa.Lo si scopre nell’ultima edizione del libro di Elio Cadelo, “Quando i Romani andavano in America – Conoscenze scientifiche e scoperte geografiche degli antichi navigatori” (Palombi editori), in libreria da giugno. La Prefazione è di Giovanni Bignami, Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.Frutti quali i limoni, le pesche e le arance furono trapiantati dalla Cina, l’albicocca dall’Asia centrale, le ciliegie dal Mar Nero, le mandorle dalla Mongolia, la noce, la nocciola e la castagna dall’Asia Minore. E si potrebbe continuare a lungo. Ed è documentata anche la presenza del girasole come di altre piante di provenienza centro e sud-americana.I Romani importarono queste produzioni agricole in Italia da territori lontani, conquistati o anche solo esplorati, e allestirono così il più rigoglioso giardino dell’Occidente. Quando Roma diventò la superpotenza del Mediterraneo, le sue navi raggiunsero ogni angolo del mondo, anche l’America, da dove portarono indietro gli ananas e la mela di zucchero che troneggiano ben visibili sulle tavole imbandite affrescate a Pompei e in mosaici, statue e bassorilievi romani. Furono così i contadini dell’antica Roma a inventare l’agricoltura moderna e a differenziare ed acclimatare un incredibile numero di piante alimentari e ornamentali, come i cipressi, originari dell’estremo oriente. Sul piano militare e commerciale, i Romani furono soprattutto una grande potenza navale, tanto che costruirono navi commerciali e militari foderate di piombo, attrezzate proprio per la navigazione trans-oceanica. Le loro flotte giunsero fino all’Oceano Pacifico ed attraversarono l’Atlantico per attraccare in America.
Elio Cadelo, per la prima volta, grazie a ricerche di paleo-botanica e paleo-astronomia, alle nuove scoperte archeologiche e ad una attenta rilettura dei testi di Plinio, Plutarco, Virgilio, Sallustio, Diodoro Siculo e molti altri autori greci e latini, dimostra che tra le due sponde dell’Atlantico ci furono contatti e scambi, con numerose prove archeologiche e letterarie portate dalla nuova edizione del libro.
Elio Cadelo,Giornalista, divulgatore scientifico, per anni è stato la voce della scienza di RadioRai. Ha lavorato al Corriere della sera, al Mattino, è stato collaboratore di Panorama, Scienza Duemila, Epoca. Autore e coautore di numerose pubblicazioni quali: Un rito, un diavolo, due culture (Storia e Medicina Popolare); ha curato per Marsilio Idea di Natura, 13 scienziati a confronto, ha pubblicato Perché gli OGM (Palombi), con Luciano Pellicani Contro la Modernità – Le radici della cultura antiscientifica in Italia (Rubbettino). Premio ENEA 1999 per la divulgazione scientifica, è stato membro del Gruppo di lavoro sulla Informazione e Comunicazione in Biotecnologia del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie della Presidenza del Consiglio.
Giovanni F. Bignami Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, scopritore delle prime sorgenti gamma del cielo, ha proposto il metodo, ora seguito in tutto il mondo, per la loro interpretazione è stato direttore scientifico della Agenzia Spaziale Italiana, direttore del Centre d’Etude Spatiale des Rayonnements del CNRS/Université de Toulouse (2003-2006), presidente del comitato scientifico dell’ESA. È membro della International Astronautics Academy, dell’Accademia Europea e dell’ Accademia dei Lincei.

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