Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Dichiarazione di Marco Perduca, membro di giunta Associazione Luca Coscioni e rappresentante all’ONU del Partito Radicale

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

droga cannabis-vicinoIn apertura della 30esima sessione del Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni unite, l’Alto Commissario ONU per i diritti umani, il principe giordano Zeid Ra’ad Zeid Al-Hussein, ha reso note una serie di raccomandazioni per limitare gli impatti negativi che l’attuale sistema internazionale del “controllo delle droghe” ha sui diritti umani. Il documento è il frutto di una consultazione con altre agenzie del sistema delle Nazioni unite e una trentina di paesi. Non è la prima volta che il sistema onusiano si interessa di stupefacenti, ma mai come questa volta le raccomandazioni dell’Alto Commissario son state così puntuali e in radicale rottura con quanto l’Ufficio di Vienna delle Nazioni unite, competente sulle droghe e il crimine, ha promosso per anni. Il documento, che verrà discusso il 28 settembre prossimo a Ginevra in tre ore di dibattito pubblico, chiede la totale depenalizzazione dell’uso e del consumo personale delle sostanze, senza far distinzione tra “leggere” e “pesante”; misure alternative a qualsiasi tipo di restrizione della libertà personale per i tossicomani con problemi penali; la promozione delle politiche di “riduzione del danno” a partire dalle terapie sostitutive (senza auspicare dosaggi a scalare); una piena informazione per i minori sull’uso delle sostanze; politiche che non discriminino gruppi etnici o le donne, nonché ampio accesso alle medicine essenziali a base di oppio (quindi fortemente ristrette nella produzione e la circolazione) specie per i paesi in via di sviluppo. Altro grande passo avanti, il riconoscimento che le droghe possano esser “usate” e non se ne faccia, sempre solo e comunque, “abuso”. Il documento si inserisce nel quadro della attività che le Nazioni unite stanno portando avanti da una ventina d’anni in materia di “droghe” e che nell’aprile del 2016 porteranno alla convocazione di una Sessione Speciale dell’Assemblea generale dell’Onu interamente dedicata agli stupefacenti. L’Italia, che da oltre un anno ha una nuova direzione tecnica del Dipartimento sulle dipendenze, ancora non ha chiarito quali siano i suoi orientamenti politici in materia, sia a livello nazionale visto che non c’è un sottosegretario competente e occorre convocare la sesta conferenza nazionale sulle droghe, sia a livello internazionale dove occorre creare un fronte trans-regionale per far sì che queste raccomandazioni del principe Zeid Al-Hussein divengano la base per il dibattito nella primavera dell’anno prossimo a New York. Prima il Governo si pone il problema meglio saprà affrontarlo.

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