Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Terapia del dolore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2015

DSCN2864Firenze. Domenica 27 settembre prossimo dalle 8.30 alle 13.00 – Polo Lionello Bonfanti (Burchio – FI) Sofferenza, ricerca di senso, speranza, sfida del dolore. Tematiche impegnative e quanto mai attuali oggi, mentre forme svariate di disagio entrano nel nostro quotidiano sia direttamente che attraverso i media. È per questo che il convegno “La sofferenza umana. Speranze di cura e ricerca di senso” è rivolto proprio a tutti: a partire dagli operatori in ambito sanitario e socio-sanitario, fino a chi opera nel volontariato, in campo giovanile e a contatto con varie forme di disagio. L’Associazione “Salve! Health to Share Onlus” http://www.salveonlus.org con sede presso il Polo Lionello Bonfanti propone questo appuntamento a partire dall’esperienza e in ricordo di un pioniere della terapia del dolore, il dott. Enrico Cavallini, fra i padri fondatori della moderna anestesiologia. «Fino a pochi anni fa si riteneva che il dolore fosse compagno inevitabile di molte malattie – spiega la dott.ssa Paola Garzi, internista e vice presidente dell’Associazione Salve Onlus – sintomo spesso sottovalutato, sotto diagnosticato e sotto trattato. Oggi il dolore viene ricercato, riconosciuto e trattato in modo sempre più efficace. Di questo parleremo domenica 27 settembre: di dolore e di speranza, una speranza sempre più forte per i progressi delle cure e soprattutto per il cambiamento di mentalità che si va operando nella classe medica e nella società civile. Il dolore ci sfida, anche se sempre più disarmato dall’evoluzione terapeutica, sul piano spirituale ed esistenziale. Abbiamo ancora domande senza risposte, abbiamo ancora bisogno di cercare».L’appuntamento si inserisce nel calendario delle attività promosse dall’Associazione che dal 2007 punta a creare una rete tra quanti vivono la professione sanitaria alla luce della fraternità e di una “cultura del Dare”. Fin dai suoi primi passi, “Salve” ha promosso momenti culturali orientati a riportare la persona nella sua globalità al centro dell’interesse dell’arte medica.

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