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Un viaggio “esperenziale” fuori dai soliti giri: ci pensa Ceta

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

malagaMalaga – Trecentottantasette strutture di piccole dimensioni e 47operatori ed agenti di viaggio della Puglia e delle Isole Ioniche. Sono i numeri degli operatori del turismo di nicchia che il progetto Ceta – acronimo di Cross border Electronic exchange for the Tourism business Accomodation units: information services to match offer and demand – ha già messo in rete, fra Grecia e Italia. Una rete di scambio nel turismo di nicchia, attivata ad aprile dello scorso anno, per facilitare l’incontro fra domanda e offerta in Puglia e nelle isole joniche, attraverso itinerari mirati per turisti curiosi.
“Così chi ha deciso di trascorrere le sue vacanze in Puglia può programmare di allungare di qualche giorno il soggiorno nelle isole ioniche e viceversa. Sapendo già dove andare, in quale tipo di struttura alloggiare, perché l’ha preventivamente visionata sul portale e prenotata, e anche come arrivarci. Ceta è stato ideato per quella fetta di turisti che cercano una vacanza nelle strutture che non sono hotel e che intendono vivere un’esperienza speciale, diversa, e cioè visita di luoghi, dalla cultura alla natura, dalle tradizioni all’eno-gastronomia, ma anche una vacanza relazionale, di maggiore contatto con le peculiarità dei territori a cominciare dal rapporto diretto con l’ospite, elemento che un hotel tradizionale non può assicurare”.
Lo ha detto ieri alla Camera di Commercio di Malaga, nella conferenza internazionale di presentazione di Ceta, il malaga1manager di progetto, Ida Borrelli dell’Aicai, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Bari. L’ente camerale barese è difatti soggetto capofila dell’iniziativa comunitaria, che è stata realizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Corfù, Innovapuglia SpA e l’Università delle Isole Ioniche. Il 10 ottobre sarà Corfù ad ospitare l’evento conclusivo.
Le strutture coinvolte da Ceta sono bed & breakfast, studios, agriturismi, appartamenti, ville, camping, tutti definiti “non hotel accomodations”. Devono avere però particolari caratteristiche: l’uso di prodotti tipici realizzati da aziende locali, la disponibilità di spazi all’aperto, l’amicizia nei confronti degli animali domestici, facilities per i portatori di disabilità fisiche e psichiche, menù specifici per gli intolleranti alimentari. E devono inoltre essere “sostenibili” per scelte compatibili con l’ambiente, fare informazione sul territorio in cui operano supportando il visitatore nella ricerca dei luoghi da visitare (soprattutto quelli a forte impatto naturalistico e storico) e offrire servizi aggiuntivi gratuiti come le biciclette, guide, escursioni organizzate.
Servizi necessari per poter aderite alla rete Ceta, sottoscrivendo una Carta del Turismo di Qualità, come ha evidenziato Kostantina Kolla della Camera di Commercio di Corfù. “Per incrementare sempre di più gli standard dell’offerta”.
Ceta è un portale ma anche due applicazioni per cellulari e palmari. Queste ultime dedicate alla guida nei luoghi di interesse raggiungibili dalle strutture di Ceta e ai trasporti per raggiungere le stesse destinazioni. Le ha illustrate a Malaga Roberto Scannicchio di Innovapuglia, che insieme a Ioannis Papadakis della Università Ionica, intervenuto anche lui alla conferenza internazionale, ha sviluppato la parte software e marketing di Ceta. “Attualmente si sta lavorando all’accesso off line delle applicazioni e ad implementare la parte del progetto che riguarda il marketing virale, dallo storytelling ai flash mob nei luoghi ad alta concentrazione turistica, e soprattutto le vetrine sui social network”.
“Ceta – ha concluso Ida Borrelli – ha voluto mettere in rete questa importante fetta di turismo extralberghiero, di matrice sostenibile, estremamente interessante ma assai frammentato e spesso poco conosciuto, per renderlo disponibile e soprattutto fruibile in un unico luogo telematico e senza dover fare svariate ricerche. La previsione è di incrementare la ricettività di queste strutture del 10% fino al 2018”. (foto: malaga)

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