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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 17

Archive for 5 ottobre 2015

Forced labour in European universities’ servers and IT equipment

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

amsterdamAmsterdam, Western European universities spend billions on IT equipment produced by young Chinese students who are forced to work on production lines during so-called internships. This constitutes a gross violation of the International Labour Organisation (ILO) convention on forced labour. The report ‘Servants of servers’, published today by the GoodElectronics Network, presents the findings of an investigation conducted at a factory of Taiwanese electronics manufacturer Wistron in Zhongshan, Guangdong, China. The Wistron factory in Zhongshan produces servers for HP, Dell and Lenovo – the brands most widely used by European universities and higher education institutions.After being presented with the findings of the investigation conducted by the independent Danish media and research centre Danwatch, HP and Dell acknowledged several violations. The brands have temporarily suspended the use of student interns at their production lines at the Wistron factory in Southern China.
Key findings presented in ‘Servants of servers’:Thousands of Chinese students are being forced to complete irrelevant internships: the students work 10-12 hours a day, six days a week, for up to 5 months. They have to do overtime and night shifts. If the students refuse to complete the internship, they will be denied their diploma. Experts describe the forced internship programmes at Wistron as forced labour. This is a flagrant violation of Chinese Labour Law and International Labour Organisation (ILO) convention on forced labour.
In 2015, Western European educational institutions spent 4.27 billion euros on hardware, software and IT services, of which €461.38 million were spent on servers alone. HP is the market leader in this sector, with a share of 28 percent. Dell controls 13 percent and Lenovo 11 percent. “We are all depressed” Xu Min (19) is studying accountancy and is forced to spend three to five months working at Wistron factory: “We are standing at the assembly line the whole day, doing the same task again and again. It has nothing to do with my education. None of us want to be here. We are all depressed, but we have no choice, because the school told us that if we refused, we would not get our diploma. The work is exhausting.” Pauline Overeem, GoodElectronics Network: “The problem of forced student labour in the electronics industry is widespread in China, Thailand and the Philippines.” But the case of the Wistron factory in Zhongshan doesn’t stand on its own. It is good to know that HP and Dell take these signals seriously, but it is high time that brands and manufacturers across the board take determined action to ensure decent working conditions without any form of forced labour at their suppliers.”

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Il papa e le prerogative del matrimonio: nessun cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

vaticano“Ieri sera Piazza San Pietro era davvero uno spettacolo: la veglia di preghiera era già cominciata da almeno due ore con le testimonianze di tante famiglie quando si è sentita la voce del Papa. Era sua la voce che tutti volevano ascoltare, per capire una volta di più che modello di famiglia il Papa presenterà durante i lavori del sinodo. Far famiglia appare sempre più difficile e i racconti di tante coppie, pur unite da un vincolo di reciproca fedeltà, hanno evidenziato la complessità di gioie e di dolori attraverso cui passa ogni famiglia nel corso degli anni. Ma la crisi della famiglia ha un prezzo altissimo, perché ne aggredisce l’identità, ne spegne la vitalità e la condanna ad una solitudine senza precedenti, che di fatto ricade su tutta la società, riducendone la coesione e la naturale solidarietà”. Lo afferma Paola Binetti, deputato del Gruppo Area popolare (Ncd-udc).
“Il dibattito mediatico, a distanza di oltre un anno, – continua – sembra ancora polarizzato su due aspetti: la comunione ai divorziati e il matrimonio per le coppie omosessuali. Le interviste che oggi trovano un’eco mediatica più intensa, e forse più sconcertante, sono quella al Cardinal Ruini e quella a monsignor Krzysztof Olaf Charamsa. La prima perché ribadisce la dottrina di sempre, con la chiarezza dei suoi valori e delle sue posizioni, ma anche con la prospettiva della misericordia, tipica della paternità e della maternità della Chiesa. L’altra, quella di Monsignor Charamsa, per la sua confessione pubblica e per le sue dichiarazioni provocatorie con cui interpella il papa, sollecitandolo a schierarsi durante il sinodo dalla parte degli omosessuali.
E conclude: “Il tempismo di entrambe non sorprende: sappiamo già che accanto al sinodo dei padri sinodali ci sarà un sinodo che si svolgerà sui giornali, sui social media, nella pubblica opinione, che inevitabilmente prenderà posizione in un senso o nell’altro. Eppure il Papa è stato chiarissimo anche a Filadelfia, dove ha ribadito che le prerogative del matrimonio, e non solo del matrimonio cattolico, sono quelle di sempre e non possono essere cambiate neppure da un sinodo straordinario sulla famiglia a cui fa seguito un sinodo ordinario. Ciò che può cambiare è il nostro atteggiamento di accoglienza e di inclusione, concretamente verso i divorziati risposati e verso gli omosessuali, dal momento che sono loro ad essere stati messi al centro della scena mediatica. Un atteggiamento di inclusione e di apprezzamento per tutto ciò che fanno di bene, e spesso di molto bene, in tanti campi della nostra società. E’ questo il senso di sentirci tutti Chiesa, con la prospettiva del Giubileo della misericordia, che non giudica, non condanna, ma non stravolge neppure le categorie della verità consolidata della tradizione”.

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Ma gli israeliani sono sempre tutti “coloni”?

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

naamaUn rabbino, Eitam Henkin, e sua moglie, Naama, sono stati assassinati davanti ai loro quattro figli da terroristi palestinesi. Due cittadini israeliani, ma per quasi tutta la stampa occidentale, per le Nazioni Unite, per l’Unione europea e le ong, erano prima di tutto “coloni”. Una parola che implica memorie di sfruttamento e imperialismo. Si tratta di una manipolazione linguistica e storica e una disumanizzazione che fa sì che il sangue di coloro che vivono sul lato “sbagliato” di una linea immaginaria sulla carta geografica, non sia rosso come quello dei loro connazionali di Tel Aviv. Sulla stampa, anche italiana, i “coloni” non sono nemmeno qualificati con l’aggettivo di “ebrei”, mentre i palestinesi sono “residenti locali”. E’ più facile uccidere un intruso che un nativo. Se il fine è smantellare gli “insediamenti” israeliani, erroneamente bollati come ostacolo alla pace, allora ogni mezzo è giustificato. Compresa la strage di una famiglia o sparare a un’auto con all’interno bambini “coloni”. Come se il duplice stigma di “ebreo” e “colono” giustificasse l’omicidio nella psiche occidentale, allontanandolo dalla nostra attenzione. Emilio Lussu ha scritto che “con queste parole, le pistole sparano da sole”. Siamo stati noi, diligentemente, a porre le vittime israeliane sullo stesso piano dei loro carnefici. Israele tutto, invece, è per di per sé, agli occhi dei fedeli dell’islam, un grande insediamento, sia esso una comunità ebraica affacciata su Ramallah, come quella dove vivevano le due vittime, siano i bar della sinistra bohème in via Shenkin a Tel Aviv. Il giorno dopo la strage della famiglia palestinese di Duma, tutti i politici israeliani hanno condannato l’attacco. Oggi, a Gaza e Nablus, si distribuiscono dolci per celebrare la strage della famiglia israeliana. Non due coloni, ma due ebrei. (Fonte Il Foglio.it Emanuel Baroz) Nella foto : Eitam e Na’ama Henkin, le due vittime israeliane dell’attentato palestinese di giovedì scorso.

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As a Form of Chords. Esposizione di Public Art italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

tommasosongBaoshan Museum (n 4788 Hutai Road, Shanghai) dal 18 al 31 ottobre 2015 Inaugurazione: 22 ottobre 2015 ore 9.30. Tre artisti italiani, tre sculture, un museo internazionale nella metropoli divenuta simbolo della contemporaneità, due grandi Paesi: sono questi gli elementi che sostanziano As a Form of Chords, l’evento d’arte contemporanea inserito nel programma dello Shanghai Baoshan International Folk Art Festival, organizzato dal Baoshan Museum di Shanghai, nel corso del quale Tommaso Cascella, Ettore Consolazione e Song Gang (nato a Chongqing, con passaporto italiano) realizzeranno tre sculture monumentali da collocare nel parco antistante il grande spazio espositivo.
Curato da Andrea Romoli Barberini e Ma Lin, l’evento completa il programma di scambio tra Cina e Italia, sostenuto dal Baoshan Museum e avviato lo scorso novembre con la mostra Between Cina and Europe. Art in the life, ospitata all’IPSAR di Roma.
ettoreMa se a Roma gli artisti coinvolti sono stati rappresentati da opere selezionate tra quelle visibili e già realizzate nei rispettivi studi, questo evento a Shanghai si presenta più ricco e articolato perché impone l’esecuzione in loco del manufatto.
Una scelta evidentemente non nuova e ricca di significato che sottolinea, da parte degli organizzatori, quel particolare approccio critico che tende a restituire alla prassi esecutiva un ruolo, una rilevanza e, non da ultimo, una valenza estetica per nulla subalterna rispetto al manufatto compiuto. Appassionati d’arte e curiosi potranno quindi osservare e assistere, dalla mattina del 18 ottobre, all’esecuzione delle opere nelle diverse fasi della loro lavorazione.
La cerimonia inaugurale, con la presenza di importanti autorità dello Stato e della municipalità di Shanghai, è prevista per il 22 ottobre (ore 9.30) e sarà preceduta (il 21 ottobre alle ore 14) dal Forum accademico internazionale sul tema Il Festival e lo sviluppo della cultura nella città.
Completa il programma il concerto per voce e pianoforte che vedrà protagonista la nota cantate lirica Baiyun accompagnata dalla giovane concertista Wang Ruoying (24 ottobre ore 15.30). Ingresso e orario: tutti i giorni dalle 09.30 alle 20.00 (foto:tommaso, song, ettore)

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La donna guerriera

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

guerrierale guerriereRoma 15-25 ottobre 2015 – dal giovedì alla domenica TEATRO DI DOCUMENTI – Via Nicola Zabaglia 42- Testaccio Roma. Dopo il debutto della scorsa stagione torna a grande richiesta del pubblico romano al Teatro dei Documenti lo spettacolo “La Donna Guerriera” scritto da Sibilla Barbieri per la regia di Ivana Panaleo.
Una guerra, uno scontro drammatico e finale.Alle spalle c’è “La città d’oro”, il centro dell’impero. La città è bella, ma di vitalità decadente, ricca e corrotta, però il popolo inerme cerca comunque l’estremo riparo all’interno delle sue mura.A difenderla è stato chiamato un capitano, una donna. Il tempo in cui la storia si svolge è un medioevo parallelo in cui i guerrieri sono solo donne.Il capitano è un soldato perfetto una figura che, come nella cavalleria medioevale o nell’iconografia dei samurai giapponesi, rappresenta una classe scelta di guerrieri fedeli più di ogni altra cosa all’onore. Ma è proprio questa profonda fedeltà a farne vacillare la scelta.
Nella notte prima della battaglia il capitano s’interroga sulle radici del potere. Che cos’è l’onore? A chi dobbiamo la nostra fedeltà? Qual è l’autorità a cui dobbiamo veramente inchinarci? La Donna Guerriera propone un punto di vista femminile, diverso, su un tema da sempre trattato dagli uomini. Una riflessione sulla guerra vista come conflitto interno oltre che esterno.
La Donna Guerriera è stata finalista al Premio Enrico Maria Salerno nel 2003, il testo è di Sibilla Barbieri, la regia di Ivana Pantaleo, entrambe in scena insieme a Silvia Mazzotta e Marta Iacopini. Le musiche e il disegno luci sono a cura di Andrès Arce Maldonado.
Lo spettacolo è stato in scena al Teatro dei Documenti a marzo 2015 riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. (foto: guerriera)

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Corsi di Lingua e Cultura Russa

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

università cagliariCagliari dal 13 ottobre 2015 e sino al 26 gennaio 2016, orario 18.30-21.30 in via Temo 11 A (fronte piazza Unione Sarda) Corsi di Lingua e Cultura Russa. I corsi, della durata di 40 ore ciascuno, si terranno a Cagliari. l corso base di lingua e cultura russa per principianti assoluti, livello A1.1, si terrà ogni martedì a partire dal 13 ottobre 2015 e sino al 26 gennaio 2016, orario 18.30-21.30.Il corso di lingua e cultura russa, elementare 1, livello A1.2, invece, sempre di 40 ore complessive, si terrà ogni giovedì a partire dall’8 ottobre 2015 e sino al 28 gennaio 2016, orario 18.30-21.30.I corsi, tenuti dalla docente Giulia Mocci, avranno, come è nella politica statutaria dell’associazione, una corsia preferenziale per gli studenti universitari. Quest’ultimi, infatti, godranno di uno sconto del 30% sul prezzo del corso se prodotta la documentazione che attesta la regolare iscrizione presso l’Ateneo cagliaritano. L’attestato di frequenza verrà rilasciato a chi garantirà il 70% delle presenze.
Le lezioni, della durata di 3 h ciascuna, per i principainti, saranno dedicate all’apprendimento delle strutture essenziali della lingua ma anche alla cultura e alla tradizione, parte imprescindibile per la comprensione della lingua.Testi di riferimento:
• Moлодец! Parliamo Russo 1 Livello A1, John Langran, Natalja Vesnieva, Dario Magnati HOEPLI editore;
La prima fase introduttiva del corso sarà dedicata alla lingua russa (come nasce, come si sviluppa e la sua struttura) e al suo alfabeto: impariamo a leggere a scrivere! Successivamente verranno utilizzate situazioni di vita comune per imparare a presentarsi, a presentare la propria famiglia, parlare di se stessi, chiedere e dare informazioni ecc. Le strutture grammaticali verranno affrontate attraverso una metodologia induttiva, partendo cioè dall’uso concreto della lingua per concludere con la regola.
La docente: Giulia Mocci, laureata in lingua e letteratura russa a Cagliari, con una tesi sul “primo congresso degli scrittori sovietici e l’affermazione del realismo socialista”, Giulia Mocci è da sempre appassionata dei luoghi e della storia culturale della Russia e dei paesi dell’ex Unione Sovietica. Era il 1998 quando per la prima volta va a San Pietroburgo per studiare. Nell’estate del 2001 trascorre un mese a Mosca per fare delle ricerche utili alla sua tesi. Laureata nel 2003, riparte a San Pietroburgo, dove inizia a lavorare nel settore del turismo. E’ l’amore per questa città che l’avvicina ancora di più a questo paese e alle sue tradizioni. Rientrata in Sardegna, comincia a insegnare inglese, per poi ripartire in Lituania, ai confini con la Bielorussia, dove ha insegnato nella scuola statale e tenuto corsi di italiano per gli adulti. Attualmente insegna inglese a Cagliari.

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Catella predicts a new density level in major European cities

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

berlinoIt’s getting more crowded in Europe’s major cities – the number of inhabitants per square kilometre is increasing continuously. On average, the space per inhabitant has fallen in 17 studied European cities by a total of 8.2 percent since 2000. This compression has implications for tenants, policy, the housing and real estate industry, and the infrastructure responsibilities of municipalities. In its latest Market Tracker “Densified cities – space is becoming scarce in Europe”, Catella Research examines the consequences of this condensation on the local real estate markets in major European cities.“According to analysts, one main reason for this development is, superficially, the inflow into these cities. This urbanisation ultimately expresses the resurgent appeal of cities. It creates new occupational mobility patterns, new social typing and, especially, new lifestyles,” says Dr. Thomas Beyerle, Head of Group Research at Catella.Although Europe is often perceived as very heterogeneous, as reflected in the surprisingly many parallels between the housing markets in cities such as Berlin, Helsinki, Paris, Madrid and London, there has been significant inward movement in the past 15 years. This is reflected in a “perceived tightness” among residents, although the situation is still comfortable when compared to many global cities. The model image of the “compact city” is increasingly becoming a reality for Catella.The trend towards luxury urban apartments in residential towers, with over 150 sqm of living space, such as in London, stands at one end of the size structure, with so-called micro-apartments averaging 24 sqm at the other end. The greatest number of housing completions per 1,000 inhabitants in 2015 is expected in France, Switzerland and Norway, with the fewest in Portugal, Spain and Hungary. European living area distribution by size class shows that 12 percent are classified as < 30 sqm and 23 percent as > 90 sqm. The largest segment, 65 percent, is the size class 31-89 sqm. The well-known concept of mini houses from Asian countries is finding its first followers. This form of housing is characterised primarily by “plug-and-play” ideas. Capsule forms of housing, or modular concepts, are other modifications that will share an efficient use of space, predict the analysts.“As a consequence, market participants should be clear that political authorities in cities or countries will increasingly regulate the “dynamic” of property markets. For this reason alone, the real estate sector should contribute more of its expertise in planning processes, and focus on individual buildings. However, European markets will not have to worry about conditions similar to those in Tokyo, except for building rules, fire protection and the social understanding of this generalisation,” Dr. Beyerle points out.
Catella is a financial advisor and asset manager with in-depth knowledge of property, fixed income and equities. Catella is a leader in the property sector, with a strong local presence in Europe, and employs some 500 professionals in 12 countries. Catella is listed on First North Premier on Nasdaq Stockholm.

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Concorso “Una vignetta per l’Europa” 2015

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

vecchia europa“Vecchia Europa” è il titolo della vignetta vincitrice della quinta edizione del concorso “Una vignetta per l’Europa”. Ad aggiudicarsi il primo premio, la vignettista italiana Marilena Nardi, insegnante, illustratrice e umorista grafica.Organizzato dalla Commissione europea, in collaborazione con la rivista italiana Internazionale e il sito web multilingue Voxeurop.eu, il concorso nasce per esaltare la satira come parte fondamentale per l’informazione dei cittadini e per lo sviluppo del dibattito democratico. Infatti, così come nelle scorse edizioni, anche quest’anno i vignettisti in gara hanno saputo proporre chiavi di lettura alternative e originali spunti di riflessione nel dibattito pubblico europeo.La premiazione si è svolta domenica 4 ottobre, al Festival Internazionale di Ferrara, prima della conferenza “La politica estera dell’Unione”, nel Teatro Comunale settecentesco della città. Tra le centinaia ricevute, le 44 vignette selezionate per partecipare al concorso, sono state proiettate in apertura della cerimonia. A decretare i vincitori non solo una giuria di giornalisti e di vignettisti multi-premiati, ma anche i voti del pubblico, raccolti sulla pagina Facebook di Internazionale da luglio a settembre.
I vincitori di questa quinta edizione sono:
Primo premio (1.400 euro): Marilena Nardi, con “Vecchia Europa”, pubblicata da L’Asino / buduar.it. La Nardi ha collaborato a lungo con Diario, Il Corriere della Sera attraverso tutti i suoi inserti, Gente Money, Borsa & Finanza, Salute Naturale, Monthly, Avvenimenti e altri periodici. Oggi disegna soprattutto per Il Fatto Quotidiano.
Secondo premio (800 euro): Tom Jansen, vignettista olandese, già premiato al Worldpress Cartoon e a una Una vignetta per l’Europa 2012, con “Brexit and Grexit”, pubblicata da voxeurop.eu.
Terzo premio (400 euro): Marco De Angelis, vignettista, illustratore, giornalista professionista e grafico, vincitore “Palma D’Oro” 1997 con “European Sea”, pubblicata su http://www.buduar.it.
Premio Speciale della Giuria (200 euro): Bruno Olivieri, sceneggiatore, colorista e giornalista pubblicista, vincitore di numerosi premi, tra cui Premio Carta Vetrata 2008, con “È l’Europa che lo chiede”, pubblicata da L’Unione Sarda.
Premio Speciale del Pubblico (200 euro): Pierfrancesco Uva, vincitore del concorso nazionale Indro e di altri riconoscimenti, fotografo, regista, grafico vignettista satirico, con “La cravatta tedesca”, pubblicata su italiancomics.it (foto vecchia europa)

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