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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Il papa e le prerogative del matrimonio: nessun cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

vaticano“Ieri sera Piazza San Pietro era davvero uno spettacolo: la veglia di preghiera era già cominciata da almeno due ore con le testimonianze di tante famiglie quando si è sentita la voce del Papa. Era sua la voce che tutti volevano ascoltare, per capire una volta di più che modello di famiglia il Papa presenterà durante i lavori del sinodo. Far famiglia appare sempre più difficile e i racconti di tante coppie, pur unite da un vincolo di reciproca fedeltà, hanno evidenziato la complessità di gioie e di dolori attraverso cui passa ogni famiglia nel corso degli anni. Ma la crisi della famiglia ha un prezzo altissimo, perché ne aggredisce l’identità, ne spegne la vitalità e la condanna ad una solitudine senza precedenti, che di fatto ricade su tutta la società, riducendone la coesione e la naturale solidarietà”. Lo afferma Paola Binetti, deputato del Gruppo Area popolare (Ncd-udc).
“Il dibattito mediatico, a distanza di oltre un anno, – continua – sembra ancora polarizzato su due aspetti: la comunione ai divorziati e il matrimonio per le coppie omosessuali. Le interviste che oggi trovano un’eco mediatica più intensa, e forse più sconcertante, sono quella al Cardinal Ruini e quella a monsignor Krzysztof Olaf Charamsa. La prima perché ribadisce la dottrina di sempre, con la chiarezza dei suoi valori e delle sue posizioni, ma anche con la prospettiva della misericordia, tipica della paternità e della maternità della Chiesa. L’altra, quella di Monsignor Charamsa, per la sua confessione pubblica e per le sue dichiarazioni provocatorie con cui interpella il papa, sollecitandolo a schierarsi durante il sinodo dalla parte degli omosessuali.
E conclude: “Il tempismo di entrambe non sorprende: sappiamo già che accanto al sinodo dei padri sinodali ci sarà un sinodo che si svolgerà sui giornali, sui social media, nella pubblica opinione, che inevitabilmente prenderà posizione in un senso o nell’altro. Eppure il Papa è stato chiarissimo anche a Filadelfia, dove ha ribadito che le prerogative del matrimonio, e non solo del matrimonio cattolico, sono quelle di sempre e non possono essere cambiate neppure da un sinodo straordinario sulla famiglia a cui fa seguito un sinodo ordinario. Ciò che può cambiare è il nostro atteggiamento di accoglienza e di inclusione, concretamente verso i divorziati risposati e verso gli omosessuali, dal momento che sono loro ad essere stati messi al centro della scena mediatica. Un atteggiamento di inclusione e di apprezzamento per tutto ciò che fanno di bene, e spesso di molto bene, in tanti campi della nostra società. E’ questo il senso di sentirci tutti Chiesa, con la prospettiva del Giubileo della misericordia, che non giudica, non condanna, ma non stravolge neppure le categorie della verità consolidata della tradizione”.

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