Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Mercato digitale italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2015

digital economyDopo anni di crisi, il mercato digitale italiano (informatica, telecomunicazioni e contenuti digitali)  finalmente ha ripreso a crescere. Nel giro di un anno è passato dal -1,4% del 2014 al +1,5% del primo semestre 2015 e a una previsione annua 2015 rivista al rialzo dall’1,1 all’1,3%. L’inversione di rotta spicca dal raffronto dei dati semestrali: l’attuale +1,5% segue al -3,1% dello scorso anno.
“Siamo all’inversione di rotta ma non basta. Dopo un decennio di costante erosione, il mercato digitale italiano ha imboccato la via della ripresa e dobbiamo tracciare la nuova rotta per la crescita. E quello che più conta è che le componenti più innovative e legate alla digital economy ora fanno crescere l’intero mercato, mentre sino allo scorso anno si limitavano ad attenuarne la caduta. È una risalita sulla quale influiscono solo in parte l’inizio della ripresa più generale dell’economia e l’accresciuto clima di fiducia. Si inizia infatti a intravedere una maggiore attenzione alle potenzialità offerte dal digitale per innovare servizi, prodotti e processi, attraverso il ricorso al web, al cloud computing, all’IOT, alle nuove applicazioni in rete e in mobilità, all’uso dei big data. Resta il fatto che il nuovo trend è ancora fragile e che siamo ancora distanti dalla velocità di trasformazione digitale che occorrerebbe per recuperare il gap che ancora ci separa dagli altri paesi guida, e che condiziona la nostra capacità di competere e creare nuova occupazione”. – È questo il commento del presidente di Assinform Agostino Santoni ai dati diffusi oggi dall’Associazione sull’andamento del settore ICT, elaborati in collaborazione con NetConsulting3.
“Il nostro Paese soffre ancora di troppe lentezze sul fronte di grandi progetti di stimolo e aggregazione. Le strategie lanciate dal Governo, dal piano banda ultralarga alla digitalizzazione della PA ai piani per la sanità e la scuola digitali, vanno nel verso giusto, ma richiedono accelerazione. E anche pragmatismo. L’obbligo di fatturazione elettronica verso la PA ad esempio, da alcuni sofferto come un’imposizione “statalista”, sta nei fatti dando buoni risultati in termini di penetrazione del digitale, anche nelle pmi. È importante che il Governo replichi, questa determinazione anche in campi ad esso più vicini, ad esempio per accelerare i provvedimenti per i pagamenti elettronici della PA, l’Anagrafe Unica, l’Identità Digitale. E poi, per affrontare un problema che continua ad essere sottovalutato: quello delle competenze informatiche. La trasformazione digitale rischia infatti di esser frenata anche dalla carenza di competenze. Sta crescendo il gap tra domanda e offerta di profili specializzati nelle nuove tecnologie ICT e nei nuovi business digitali Ci sono mezzo milione di posizioni di lavoro disponibili che non si riesce a coprire per mancanza di skills. È urgente intervenire sul sistema della formazione, creando così nuove opportunità non solo per il sistema, ma per centinaia di migliaia di giovani”.
Tornando ai numeri, nei primi sei mesi del 2015, il mercato digitale nel suo complesso è cresciuto dell’1,5% a 31.583 milioni di euro. Il dato di crescita, pur contenuto, non solo interrompe una tendenza negativa che durava da anni, ma concorre ad aggiustare al rialzo le stime per l’intero 2015: dall’1,1% della primavera scorsa all’1,3%, per un valore di 65.100 milioni. (foto: digital economy)

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