Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Educare al futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2015

Educare i giovani alla cittadinanza mondiale è legato in maniera imprescindibile all’educare i giovani al futuro, perché – al di là delle differenze locali e nazionali – siamo uniti dallo stesso destino e le nostre scelte hanno ripercussioni gli uni sugli altri. È sufficiente parlare di migrazioni, sviluppo e diritti umani a scuola per educare al futuro? Basta adottare un’unità didattica sull’intercultura per risolvere la questione? “Parlez-vous global?”, sin dalla fase di disegno progettuale, sa che la risposta a questa domanda è “no”; per questo ha inserito nel piano progettuale una fase dedicata alla maturazione delle competenze rispettivamente degli insegnanti e degli studenti ed una fase dedicata alla valutazione delle competenze di cittadinanza mondiale.Questi argomenti sono stati affrontati durante il Seminario nazionale di “Parlez-vous global?”, che si è tenuto a Milano il 10 ottobre e che ha visto riuniti 70 professori di scuola secondaria provenienti dalle regioni maggiormente coinvolte (Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana). Durante la prima parte del Seminario, il prof. Roberto Trinchero, docente di Pedagogia sperimentale all’Università di Torino, ha tenuto una sessione intitolata “Formare per competenze” (slide disponibili su http://www.edurete.org).C’è un motivo per cui gli studenti italiani (inclusi i migliori) si qualificano ripetutamente sotto la media mondiale delle prove Invalsi (indagine Ocse-Pisa 2009). Il problema è che si trovano ad affrontare problemi nuovi, a cui i professori non li preparano.Gli studenti non superano le prove Invalsi perché non sono abituati ad usare la loro testa, quanto ad applicare nozioni impartite su problemi astratti e tipizzati.Le prove Invalsi invece sono costruite sul nuovo paradigma basato sull’educare al futuro, un futuro caratterizzato dalla cifra del cambiamento.Per preparare gli studenti a lavori che non sono stati creati, a tecnologie che non sono state inventate, a problemi che non possiamo anticipare oggi, dobbiamo suscitare competenze.
Ma cosa significa “competenza”? Secondo il quadro di riferimento europeo, adottato anche dalla scuola italiana, la competenza è la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro, studio e sviluppo professionale e/o personale.In passato, i docenti hanno creduto che gli studenti potessero passare automaticamente dall’abilità alla competenza, dal sapere al saper fare e saper essere. Questo passaggio invece non è scontato ed è il motivo di insuccesso della didattica.Trinchero ha infine illustrato il modello di costruzione e di valutazione delle competenze contenuto nel Manuale didattico “Migrazioni e cittadinanza mondiale a scuola”, prodotto dal progetto “Parlez-vous global?” e disponibile gratuitamente sul sito http://www.parlezvousglobal.org
Questo metodo – valido per ogni tematica e disciplina – ha dimostrato di suscitare interesse e apprendimento negli allievi, ma soprattutto autonomia, competenza e responsabilità, elementi indispensabili per preparare alle sfide mondiali.

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