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Dreamspell dal Sogno di August Strindberg

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2015

tomasRoma Il 23 e 24 ottobre al Teatro India Lungotevere Vittorio Gassman (già lungotevere dei Papareschi) va in scena Dreamspell dal Sogno di August Strindberg con Mantas Zemleckas, Danas Kamarauskas, Gražvydas Staigvilas, Balys Ivanauskas, Aurimas Bačinskas, Gytis Laskovas, coro Rūta Žibaitytė, Danguolė Petrikaitė, Gintarė Kulikauskytė, Jovita Skardžiūtė, Paulina Simutytė. Un poeta si ritrova in un sogno misterioso con un unico compito: aprire la porta dietro la quale potrebbe essere nascosto l’enigma del mondo. Un processo “kafkiano” per uno spettacolo rigoroso ed energico, pieno di umorismo, danza e musica, che l’allestimento di Kamilė Gudmonaitė, studentessa lituana al corso di regia dell’Accademia Lituana di Musica e Teatro, propone attraversando il Sogno di Strindberg. Quasi un invito ad immergersi nel gioco della magia teatrale che si interroga sull’identità umana e sul senso della vita, per trasportarci in un’atmosfera di influenze turche, giapponesi e tibetane, dove le diverse scene sono immaginate come quadri viventi permeati da canti e azioni fisiche. Nell’equilibrio tra sogno e veglia, Dreamspell si pone alla ricerca di quello spazio mentale dove i pensieri più profondi non sottostanno alla razionalità: «Se ci fosse una porta che potrebbe rivelare cose sconosciute – racconta la regista – ci sarebbe sempre un qualche meccanismo per bloccare il tuo desiderio “pericoloso” di aprire quella porta». Così, partendo dalla metafora di una classe grottesca, il poeta affronta questioni inaccessibili al pensiero logico, sostenendo un processo presieduto da tre presidi di tre diverse facoltà e un Lord Cancelliere. Tutti personaggi fantasmagorici laura(interpretati dai giovani attori dell’Accademia Lituana di Musica e Teatro) che insieme tenteranno di aprire quella porta per superare la sottile linea che divide “il sogno dalla veglia”, la logica dall’irrazionalità.
Il processo diventa un martirio e il poeta viene condannato per essersi messo alla ricerca dell’ignoto. Quando nel corso del martirio il poeta apre la porta, il luogo si trasforma in una scuola dove il maestro e gli studenti incarnano il diavolo e i suoi adepti. Alla fine il maestro riuscirà ad avere in pugno anche il poeta, il quale provocherà gli studenti fino a far perdere loro la fiducia riposta nel maestro. Infatti, non riuscendo ad avere una risposta logica a tutto, il maestro sarà abbandonato e si trasformerà in uomo inetto, privo di conoscenza. Ma il poeta, chiamato ad essere il nuovo maestro, rifiuterà la proposta. «Secondo Carl Gustav Jung – continua Kamilė Gudmonaitė – i sogni sono la finestra del nostro inconscio. Essi possono offrire una soluzione ai problemi con cui ci si confronta durante il giorno. Fin dall’infanzia dobbiamo “soddisfare i criteri” e “far parte della società” che ci inquadra. Tutto ciò soffoca la creatività e l’individualità. Così, attraverso il sogno collettivo, ci si pone una domanda: perché entrare a tutti i costi in un sistema che frena i nostri sogni, rimuove i nostri desideri e limita la nostra creatività?».
Kamilé Gudmonaitė, frequenta il quarto anno di regia all’Accademia d’arte e musica di Vilnius, ma è già nota come una delle più promettenti giovani registe teatrali lituane. Lo spettacolo era in concorso all’edizione 2014 del festival di Spoleto, dove ha vinto il primo premio nella categoria European Young Theatre. Nel 2015 lo spettacolo si è aggiudicato due premi – per la regia e il premio della Student Jury – al festival internazionale Encounter, svoltosi nella città di Brno, in Repubblica Ceca. (foto: tomas, laura)

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