Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Fine del segreto bancario dei cittadini UE in Svizzera

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2015

bernaNella votazione di martedì, il Parlamento ha espresso la sua posizione sull’accordo con la Svizzera che rende più difficile per i cittadini UE nascondere al fisco il proprio denaro presso conti bancari svizzeri. Secondo questo accordo, a partire dal 2018, l’Unione europea e la Svizzera si scambieranno automaticamente le informazioni sui conti bancari dei rispettivi residenti. “Non tollereremo che persone fisiche o giuridiche nascondano i propri beni per evitare di pagare le tasse. Ogni volta che qualcuno commette una frode fiscale, sottrae denaro che potrebbe essere speso per l’istruzione o la sanità. Porre fine al segreto bancario è un passo importante nella battaglia contro la frode fiscale e in favore della giustizia fiscale”, ha affermato il relatore Jeppe Kofod (S&D, DK).
La risoluzione è stata approvata con 593 voti a favore, 37 contrari e 58 astensioni.
Nel mese di maggio 2015, l’Unione europea e la Svizzera hanno raggiunto un accordo sulla repressione delle frodi fiscali e dell’evasione fiscale. Lo scambio di informazioni comprende non solo le entrate, come gli interessi e i dividendi, ma anche i saldi e i proventi derivanti dalla cessione di attività finanziarie.L’accordo garantisce che la Svizzera applicherà misure più rigorose, equivalenti a quelle in vigore all’interno dell’UE dal marzo del 2014. Inoltre, l’accordo rispetta lo standard internazionale sullo scambio automatico d’informazioni fiscali su base reciproca promosso dall’OCSE nel 2014.Queste norme mirano a limitare le possibilità per i contribuenti di evitare segnalazioni alle autorità fiscali spostando beni o investendo in prodotti che non ricadono nell’ambito di applicazione dell’accordo.
Le amministrazioni fiscali negli Stati membri e in Svizzera potranno:
identificare in modo corretto e inequivocabile i contribuenti coinvolti
amministrare e rinforzare le leggi fiscali nazionali concernenti situazioni transfrontaliere
valutare la probabilità che un evasione fiscale possa essere commessa
evitare ulteriori indagini non necessarie.
L’UE e la Svizzera devono ora concludere l’accordo per tempo, in modo da consentirne l’entrata in vigore il 1° gennaio 2017. Il Parlamento è solo consultato in questo processo, e l’accordo dovrà anche essere ratificato dal Parlamento svizzero.

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