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Sorveglianza di massa: per il Parlamento il diritto dei cittadini UE è ancora in pericolo

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2015

european parliamentIn una risoluzione posta in votazione giovedì, i deputati hanno sottolineato come non sia stato ancora fatto abbastanza per la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini in seguito alle rivelazioni sulla sorveglianza elettronica di massa. I deputati chiedono alla Commissione di assicurare che tutti i trasferimenti dei dati verso gli USA siano soggetti ad un livello di protezione efficace e chiede agli Sati membri di concedere protezione ad Edward Snowden, in qualità di “difensore dei diritti umani”. Inoltre, il Parlamento ha espresso preoccupazione circa le norme sulla sorveglianza in diversi Stati UE.Il relatore Claude Moraes (S&D, UK), presidente della commissione per le libertà civili ha dichiarato che l’inchiesta del Parlamento europeo sulle rivelazioni di Edward Snowden riguardo la sorveglianza di massa elettronica è stata, ad oggi, la più completa investigazione effettuata. E’ necessario continuare questo lavoro per assicurare che le libertà civili siano difese anche su internet.Questa risoluzione, approvata con 342 voti favorevoli, 274 voti contrari e 29 astensioni, fa il punto sulle azioni (o mancanza d’azione) che la Commissione, le altre istituzioni UE e gli Stati membri hanno intrapreso sulla base delle raccomandazioni del Parlamento contenute nella risoluzione del 12 marzo 2014 sulla sorveglianza elettronica di massa dei cittadini UE, redatta sulla scia delle rivelazioni di Edward Snowden.Con 285 voti favorevoli a fronte di 281 contrari, i deputati hanno approvato un emendamento che invita gli Stati membri a “ritirare ogni imputazione penale nei confronti di Edward Snowden, a offrirgli protezione e, di conseguenza, a evitare la sua estradizione o consegna da parte di terzi, riconoscendo il suo statuto di informatore e di difensore internazionale dei diritti umani.”
I deputati accolgono con favore la sentenza della Corte di giustizia europea (CGUE) del 6 ottobre riguardo il caso Schrems, che ha invalidato la decisione della Commissione sullo schema Safe Harbour sul trasferimento dei dati negli Stati Uniti. Per i deputati “questa sentenza ha confermato la posizione di lunga data del Parlamento riguardo l’assenza di un adeguato livello di protezione previsto da questo sistema”.
Il Parlamento fa appello alla Commissione affinché “prenda le misure necessarie per assicurare che tutti i dati personali trasferiti verso gli USA siano soggetti a un livello efficace di protezione, sostanzialmente equivalente a quello garantito nell’UE”.Il Parlamento invita la Commissione a riflettere immediatamente sulle alternative al Safe Harbour e sull’impatto che la sentenza può avere su ogni altro strumento utilizzato per il trasferimento dei dati personali negli USA. Inoltre, il Parlamento chiede che la Commissione riferisca su questo entro la fine del 2015. Inoltre, la risoluzione rinnova l’invito a sospendere l’accordo con gli Stati Uniti sul programma di tracciatura finanziaria dei terroristi (TFTP).In generale, i deputati ritengono, in considerazione dell’entità delle rivelazioni sulla sorveglianza di massa, “altamente inadeguata” la risposta data fino ad ora dalla Commissione sulla risoluzione del Parlamento del 2014. Secondo i deputati “i diritti fondamentali dei cittadini UE sono ancora in pericolo” e “troppo poco è stato fatto per assicurare la loro piena protezione”.
Il Parlamento è preoccupato per le “recenti leggi adottate da alcuni Paesi membri che ampliano le possibilità di sorveglianza da parte delle autorità d’intelligence, inclusi Francia, Regno Unito e Olanda. Inoltre, è preoccupato per le rivelazioni sulle attività di sorveglianza delle telecomunicazione e del traffico internet all’interno dell’UE da parte della BND, l’agenzia di intelligence “esterna” tedesca, in collaborazione con la NSA, l’agenzia per la sicurezza nazionale statunitense.Inoltre, la risoluzione invita a formulare una strategia UE per una maggiore indipendenza informatica e una maggiore privacy sul web ed evidenzia l’esigenza di assicurare un controllo democratico ed efficace delle attività d’intelligence, così come la necessità di ricostruire la fiducia con gli USA.

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