Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Convegno sulla Prevenzione FICT

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2015

basilica san giovanni romaRoma 5 Novembre 2015 presso la Sala dell’Unicef di via Palestro 68, dalle ore 9,30 alle ore 16,00, Convegno: “Prevenzione nel nulla chimico… E se la chiamassimo educazione e promozione della connettività sociale?” in collaborazione con l’Istituto Superiore Universitario di scienze psicopedagogiche e sociali “Progetto Uomo” affiliato all’Università Pontificia Salesiana di Roma. La Federazione Italiana Comunità Terapeutiche da sempre pone al centro di ogni sua azione la centralità della persona e la promozione del benessere come azione preventiva. Tramite i suoi 44 centri federati riesce a mettere in campo in Italia un’ampia capillarità di interventi, coinvolgendo la famiglia, la scuola, gli oratori, le periferie, i luoghi di aggregazione giovanile e il mondo dello sport.
Come si legge dall’ultima Relazione annuale sulle tossicodipendenze al Parlamento, sebbene il momento preventivo sia riconosciuto come vitale, nel corso degli ultimi 8 anni, in Italia, si evidenzia una rilevante riduzione delle sue attività, passando dal 55,5% del 2007 fino al 18% nell’anno 2014. Altro dato significativo: gli istituti scolastici, che hanno attuato progetti di prevenzione all’uso di sostanze psicoattive, passano nel corso degli anni dal 58% nel 2008, al 50% nel 2011, a circa il 46% nel 2014. Mentre la prevalenza di cannabis, nell’ultimo anno, riferita dagli studenti, passa dal 23% nel 2007 al 26,4% nel 2014, come anche rilevante è l’uso di alcol e di psicofarmaci senza prescrizione medica nella popolazione studentesca. Il trend degli utenti in trattamento rileva un costante aumento delle persone tossicodipendenti assistite dai servizi pubblici del sistema sanitario nazionale. L’età media dei nuovi utenti è di 34 anni, di cui meno del 9% ha un’età compresa tra i 15 e i 19 anni. La diagnosi precoce, il riconoscimento tempestivo dei sintomi, l’anticipo dell’accesso ai Servizi rappresentano sicuramente importanti obiettivi preventivi. Ma, come riportato anche all’interno del titolo scelto per il convegno, nel nostro presente fatto di “nulla chimico”, una prevenzione attenta deve trascendere l’approccio esclusivamente medico, per connotarsi di aspetti educativi e formativi. Inoltre, nell’attuale realtà sociale va considerato che occuparsi di prevenzione significa non solo fare riferimento alle forme di dipendenza, ma anche di altre situazioni di disagio, che rappresentano i nuovi bisogni sociali emergenti: il contrasto all’illegalità, l’immigrazione, la protezione delle vittime di tratta, l’inclusione sociale, l’inserimento lavorativo.
Il Convegno approfondirà gli aspetti peculiari dell’azione educativa nel territorio, presentando alcuni modelli di riferimento e prassi operative consolidate. Spiega la dr.ssa Maria Calabrese, coordinatrice della Rete sulla prevenzione FICT: “Il metodo preventivo, la struttura e la professionalità degli operatori sono chiari; tuttavia, gli interventi di prevenzione dipendono per la quasi totalità da progettazioni a termine. La mancanza di continuità negli interventi realizzati rischia di vanificare il lavoro svolto, creando interventi spot, piuttosto che servizi stabili e verificabili nel tempo. Dal punto di vista territoriale, esistono grandi differenze sul nostro territorio nazionale, sia nel servizio pubblico che nel privato, creando un’eterogeneità nelle possibilità di intervento ed una struttura a macchia di leopardo. Le Associazioni che operano nella prevenzione sono costrette, a volte, a rispondere alle esigenze e alle richieste dei propri territori adattandosi alle possibilità offerte e alle esigue risorse; oltre che agendo innanzitutto in forme di volontariato e di gratuità. Per questo è fondamentale creare reti territoriali in cui le istituzioni, le associazioni e i servizi dialoghino e si confrontino a livello nazionale e locale, in cui diventi centrale anche il contributo di una visione politica. Una prevenzione alle dipendenze che basa tutte le sue intuizioni e le sue azioni attraverso il solo paradigma della cura e rimane orfana di una visione politica, intesa come attenzione al ben-essere della popolazione – afferma – è una visione riduttiva del senso di partecipazione sociale alla comunità. Pertanto, lo scopo di questo incontro è di far nascere domande che aprano a nuovi modi di pensare e di leggere i bisogni emergenti per tracciare possibili risposte metodologiche, culturali, educative e politiche di promozione alla salute.” Interventi:
Saluti: Consigliere Patrizia De Rose – Dipartimento Politiche Antidroga , Sac. Mimmo Battaglia – Presidente FICT e il prof. Nicolò Pisanu – Presidente Istituto Progetto Uomo. Relatori: Marica Ferri – EMCDDA, Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Lisbona, Franca Olivetti Manoukian – Psicosociologia, consulente di organizzazione dei servizi – Studio APS, Milano, Francesco D’Angella – Psicosociologo Studio A. P. S. di Milano. Ci sarà inoltre una tavola rotonda dal titolo: “Dove sta andando la prevenzione? Pre-visioni, pre-testi e pre-supposti” a cui parteciperanno: Maria Calabrese – FICT; Mario Dondi – Istituto Progetto Uomo; Leopoldo Grosso – Gruppo Abele; Riccardo De Facci – CNCA; Franco Taverna – EXODUS. Prenderà parte alla tavola rotonda anche la dr.ssa Filomena Rocca, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, MIUR.

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