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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Commedia: Il marito di mio figlio

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2015

il marito di mio figlioRoma Martedì 10 novembre 2015 alle ore 21,00 (lo spettacolo andrà in scena dal dal 10 al 29 novembre 2015 da martedì 10 novembre ore 21,00 a domenica 29 novembre ore 17,00 orari: da martedì a sabato ore 21,00 domenica ore 17,00 prezzi: intero 18,00 + 2,00 Euro di prevendita ridotto 15,00 euro + 2 di prevendita gruppi 10,00 euro) al teatro Ambra alla Garabatella di Roma,Piazza Giovanni da Triora 15 andrà in scena “Il marito di mio figlio” scritto e diretto da Daniele Falleri e prodotto da “Cristian Di Nardo Presenta”. Lo spettacolo è una moderna commedia degli equivoci che affronta con ironia un tabù sulla cresta dell’onda in tutto il mondo: il matrimonio gay.È una storia dai toni brillanti, a tratti comici, che si nutre della psicologia dei personaggi e si addentra con disinvolta leggerezza nei loro intrecci familiari. L’autore si diverte a mettere in scena tutti i più diffusi pregiudizi sui gay, giocando argutamente con i vari cliché per poi demolirli implacabilmente ad uno ad uno. Il cast è composto da fuoriclasse della comicità: Eva Grimaldi, Andrea Ronacato, Pietro De Silva, Ludovico Fremont, Pia Engleberth, Roberta Garzia e Andrea Standardi, lo spettacolo diverte e commuove il pubblico fino alle lacrime.Domani Giorgino e Michele (alias George & Michael) si sposano. Presi all’ultimo momento da uno scrupolo di coscienza, decidono di affrontare i rispettivi genitori convocandoli nel loro appartamento per comunicargli la notizia.La rivelazione della propria omosessualità crea uno scompiglio che va oltre l’immaginazione dei due futuri sposi. Le nozze saltano a colpi di sessualità confuse, amanti inaspettati, relazioni segrete e intrecci che non risparmiano neanche i genitori della il marito di mio figlio1il marito di mio figlio2ormai scoppiata coppia.
“IL MARITO DI MIO FIGLIO – dichiara l’autore Daniele Falleri – non vuole essere un manifesto gay, vuole andare oltre. O più precisamente vuole essere tutto questo ed altro. Mi spiego. La chiave di osservazione della storia esige di non prescindere da una considerazione fondamentale, e cioè che Michael e George ancor prima di essere gay sono due ragazzi che si amano.
Non è la loro inclinazione sessuale a fare da protagonista in questa storia, di protagonista se ce n’è uno è l’amore. Il punto di vista si colloca all’esterno della coppia di sposi, chi parla è una mamma o un papà. Questo è ciò che più mi interessa, indagare sull’istituzione famiglia, sull’effetto deflagrante che una notizia inaspettata e sconvolgente ha sull’ipocrisia di facciata del nucleo familiare come metafora della società”. Ne “Il marito di mio figlio” i personaggi sono raccontati per quello che sono senza alcun giudizio e con un incondizionato affetto. Tutti hanno un lato più nobile e uno più meschino. Tutti sbagliano, inciampano, cadono e infine si rialzano. Ognuno è costretto a rimboccarsi le maniche e ad inventarsi il proprio cammino verso un nuovo equilibrio facendosi largo con gli strumenti che ha a disposizione, che siano una mazzetta di soldi o una pinzetta per le ciglia. Nel raccontare la storia, piena di colpi di scena al limite del paradosso, deve essere tenuto costantemente sott’occhio un elemento fondamentale: la veridicità. La cui asticella di riferimento ci viene fornita inderogabilmente dai due promessi sposi. I costumi sono di Adele Bargilli, le scene di Alessandro Chiti, le musiche di Marco Schiavoni. (foto: il marito di mio figlio)

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