Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n°108

Archive for 19 novembre 2015

Presidio in solidarietà alle vittime della guerra

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

terrorismoRoma venerdì 20 Novembre h 18:00 Piazza di Santa Maria in Trastevere. In seguito agli attacchi terroristici attuati dall’ISIS a Parigi, Bourj, Ankara e in tante zone della terra. Riteniamo sia necessario non restare in silenzio di fronte alla risposta pronta e violenta dei bombardamenti francesi su Raqqa. Intendiamo far sentire la nostra voce contro una guerra che non ci appartiene, contro fondamentalismi e strumentalizzazioni razziste! Infatti, mentre i popoli piangono le vittime delle guerre, i potenti del mondo al G20 di Antalya, fingendo cordoglio per l’attentato di Parigi, stringono le mani al presidente Erdogan -complice degli attentati ad Ankara e della guerra dell’Isis contro il popolo curdo- e si preparano per nuovi attacchi e nuove incursioni in medioriente. Questa mattina arriva la conferma definitiva dell’appoggio unanime dei paesi dell’Unione Europea alla guerra all’Isis in Siria portata avanti dalla Francia. Riteniamo, tuttavia, che l’unica vera opposizione militare all’Isis sia quella portata avanti dal popolo curdo che ogni giorno combatte contro e si difende tanto dalle truppe del’Isis, quanto dalle minacce delle democrazie occidentali, costruendo una società dove si pratica il rispetto e l’uguaglianza.
I nostri governi pretendono di esportare la “democrazie occidentali”, oramai profondamente in crisi e pronte a destinare le risorse pubbliche per guerre e armamenti. Tutto ciò avviene in nome della sicurezza, ma come tragicamente è emerso a Parigi nessuna efficacia nel difendere i cittadini, gli unici effetti sono controllo e pacificazione sociali nei quartieri popolari. Pensiamo che le risorse pubbliche debbano servire per finanziare la sanità, l’istruzione, le abitazioni e per garantire una vita dignitosa a tutti e tutte. Una vita dignitosa anche per i migranti che arrivano nei nostri paesi a causa delle guerre che i nostri governi decidono di intraprendere e portare avanti. In Italia, in cui i partiti collusi hanno sperperato migliaia di euro alle nostre spalle, imponendo un modello di sviluppo che amplifica le disuguaglianza sociali, pretendiamo che le risorse vengano redistribuite e destinate a un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.
Per questo Venerdì 20 Novembre ci incontreremo in un presidio a Piazza di Santa Maria in Trastevere in solidarietà di tutte le vittime di una guerra voluta dall’alto e per dimostrare che c’è un opposizione reale a questo sistema che genera violenza, sfruttamento e guerra. Un’opposizione che rifiuta fermamente i razzisti e i fascisti che, sciacallando su una tragedia, portano acqua al loro mulino, alimentando volutamente una guerra tra poveri sempre più rischiosa. Di fronte a tutto ciò non possiamo rimanere in silenzio.

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Per la prima volta in Italia, il film libanese “Degradé”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

dègradèMilano 21 novembre – ore 21.00 Teatro Litta – C.so Magenta, 24 anteprima nazionale di DEGRADÉ Regia di Tarzan Abunasser, Arab Abunasser In occasione del 6° WeWorld Film Festival. la rassegna cinematografica è nata con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla condizione femminile in contesti difficili utilizzando un linguaggio immediato e coinvolgente come quello cinematografico. La storia ha inizio durante una giornata di una calda estate nella Striscia di Gaza, un salone di bellezza è affollato di clienti di sesso femminile. La loro routine è però interrotta quando sentono degli spari provenienti dall’altra parte della strada. Bloccate nel salone con la prospettiva di una morte sempre più vicina, le donne inizieranno a svelarsi in attesa degli eventi.
Sabato 21 novembre si parlerà di stereotipi di genere e di come le pressioni sociali non riguardino solo le donne. Alle 16.30 si parte con l’anteprima di “The Mask You Live In”, un documentario di Jennifer Siebel Newsom che racconta il viaggio – a volte difficoltoso – di ogni giovane uomo per diventare adulto. “Non frignare”. “Non fare la femmina”. “Sii uomo”. A seguire la Tavola Rotonda Stereotipi, anticamera di bullismo? Cambiamo prospettiva. Stefano Piziali di WeWorld Onlus, Letizia Gambi, Cantante Jazz, Valeria Cavalli Regista di “Io me ne frego” e Letizia Ciancio, Corrente Rosa. Segue, infine, Degradé.

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Safety Concerns Boost Use of Electric Power Steering in European Light and Medium Commercial Vehicles

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

london-centralLONDON. Owing to a severe shortage of drivers, light commercial vehicle (LCV) and medium commercial vehicle (MCV) manufacturers across Europe are working towards improving safety functionalities. With added impetus from environmental regulations, it is only a matter of time before electrically actuated power steering becomes a standard feature in LCVs and MCVs. Steering electrification serves as a spring board for the provision of a whole array of safety and driver assistance functionalities such as lane keeping assist, lane centring assist and active cruise control. New analysis from Frost & Sullivan, Strategic Insight of Electrically Actuated Power Steering for Light and Medium Commercial Vehicles in Europe, finds that the steering electrification market for LCVs and MCVs is expected to register a compound annual growth rate of 13.5 percent from 2014 to 2021. The installed base is likely to surpass one million as early as 2018. With the enforcement of several retrospective bans, such as the one in France on diesel-propelled vehicles, electrifying the steering system to reduce emissions is one of the foremost researched areas in the commercial vehicle industry. “As cities across Europe deploy pollution control strategies, fleet managers are looking to operate ancillary systems under fully electric or hybrid power systems,” said Frost & Sullivan Intelligent Mobility Research Analyst Manish Menon. “Keeping pace with these trends, leading vehicle manufacturers such as Daimler and Volkswagen are already incorporating electrically actuated power steering solutions in select LCV models.” For MCVs, fully electrified steering is out of the question, at least for now, due to the vehicles’ heavier front axle loads. Nevertheless, mass market suppliers will push for partial electric assist in key MCV models.
By 2021, one in two LCVs and MCVs are expected to be fitted with either a fully or partially electrified system. In vehicles still using standard hydraulic systems, fleet managers are likely to retrofit plug-and-play electrified steering add-on modules in large numbers. “Plug-and-play modules provide benefits similar to partially electrified steering solutions,” observed Menon. “Despite higher costs, add-on modules offer considerable value by enabling better integration of comfort and safety features than hydraulic solutions.” Increasing the safety and operational efficiency of LCVs and MCVs through steering electrification will pave the way for connected vehicle technologies and, in the long run, the development of autonomous trucks. Strategic Insight of Electrically Actuated Power Steering for Light and Medium Commercial Vehicles in Europe (MB4C-18) is part of the Automotive & Transportation (http://ow.ly/Uph30) Growth Partnership Service program. The study analyses the steering electrification market for LCVs and MCVs across Europe. It provides a strategic overview of LCV and MCV steering electrification solutions, with an in-depth breakdown of market size and forecasts. It evaluates market attractiveness while clearly quantifying the current and future potential for electrified steering solutions in Europe.

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FRA study on Member States’ legal framework on surveillance

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

europa-261011-cThe EU Agency for Fundamental Rights (FRA) has published a report today looking into the legal arrangements that govern intelligence services and their surveillance practices in the EU Member States. It underlines the challenges of protecting citizens while safeguarding the fundamental rights that underpin European societies.
“Intelligence services play a vital role in a democratic society: They guard against security threats, and in doing so protect fundamental freedoms and the rights of individuals,” says FRA Director a.i. Constantinos Manolopoulos. “In the wake of the barbaric attacks in Paris, we must ensure that surveillance measures maintain national security and fully respect fundamental rights. This will underscore the EU’s firm commitment to democracy, equality and respect for fundamental rights.”The European Parliament requested the FRA study published today in its resolution on 14 March 2014. It focuses on the legal framework of intelligence powers in this area, their oversight and access to effective remedies by individuals in this context within the EU Member States.To read the report and summary, see: Surveillance by intelligence services: fundamental rights safeguards and remedies in the European Union – Mapping Member States’ legal frameworks.

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Roundtable on Sustainable Palm Oil announces investigation into Poligrow’s activities

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

amsterdamAmsterdam/Bogotá. Scholars, journalists and activists gathered in early November at the launch of a report titled ‘Reconquering and dispossession in the Altillanura: The case of Poligrow’ in Bogota. The study, authored by SOMO and INDEPAZ, concludes that land-intensive sectors like palm oil are at risk of creating renewed conflict in a country like Colombia, where land disputes have been a key driver of the internal armed conflict, and where territorial claims remain highly contested. When conducting business operations in the region, caution is warranted. Poligrow should have, for instance, carried out extensive research into the history of the land that they are making use of, including the role of the military. More specifically, the company should have evaluated the possible impact of the support they are receiving from the army. By failing to do so, they have risked fuelling the armed conflict in an already fragile context such as the Meta region in Colombia.The report offers recommendations for the different parties involved. Regarding Poligrow, it highlights – among other points – the need for disclosure of their corporate and tax structures, and it calls for improved due diligence regarding land acquisition, labour relations, and their handling of rights of indigenous people involved in the company’s operations or affected by them. Besides these business recommendations, the paper addresses national and international bodies such as the Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO), a not-for-profit organization which aims to promote the growth and use of sustainable oil palm products. As a member of this roundtable, Poligrow can currently be held accountable for the standards the RSPO has developed for production, traceability and labelling.At the launch of the report in Bogota two weeks ago, the organisation’s own complaint mechanism announced an investigation into the activities of Poligrow in Colombia. SOMO and INDEPAZ support the announcement of RSPO to hold Poligrow accountable for the negative impacts of their activities. RSPO’s involvement complements ongoing investigations by various Colombian national authorities into the operations of Poligrow.

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JazzMadrid15: el IIC Madrid al dúo formado por la compositora y cantante Elisabetta Antonini y la arpista Marcella Carboni

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

elisabetta marcellaMadrid el próximo 20 de noviembre en el ámbito del JazzMadrid15 y en colaboración con el Centro Cultural Conde Duque, el IIC Madrid presenta al dúo formado por la compositora y cantante Elisabetta Antonini y la arpista Marcella Carboni. El concierto tendrá lugar en el Auditorio del Conde Duque a las 19h30, donde la maravillosa voz de Elisabetta Antonini ganadora del Top Jazz 2014 como mejor nuevo talento y el arpa de Marcella Carboni dará vida a un juego de brillantes contrastes tímbricos con alusiones y referencias que incluyen jazz, canción, música tradicional e improvisación.El Top Jazz, esa encuesta que, cada año, se realiza entre los críticos de jazz italianos con resultados vinculantes en la industria musical, arrojó un juicio inapelable en 2014: la cantante, compositora y arreglista Elisabetta Antonini se alzaba con el premio “Mejor nuevo talento”. El asunto llamó desde el primer momento nuestra atención, y el detalle, unido a que en JAZZMADRID elisabettaentendemos que esta clase de encuentros localiza justificación moral en la medida que incluya en su programa a creadores que, de otro modo, encontrarían difícil acomodo en las programaciones, hace que este año, esta artista, estrene sus creaciones entre nosotros. Lo hace junto a Marcella Carboni, arpista e intérprete de electrónica. Lo de este dúo es la prospección sonora. Música de cinco tenedores que, a juzgar por los conciertos ofrecidos por ambas y el álbum de Elisabetta, The beat goes on, puede asumir un amplio catálogo de estándares brasileños, algo de libre improvisación y la recreación de poemas de la Beat Generation. Un oír para creer que atrapa a la primera. (foto: elisabetta marcella)

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MEPs to hear Europol and EU counter-terrorism chiefs ahead of ministers’ meeting

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

StrasbourgCivil liberties MEPs will discuss the Paris terrorist attacks and subsequent police operations, ahead of Friday’s Justice and Home Affairs Council, at a special meeting on Thursday morning. Europol Director Rob Wainwright, the EU Counter-Terrorism Coordinator, Gilles De Kerchove (tbc), and representatives of the Council Presidency and the Commission will take part.The debate, addressing current and envisaged anti-terror measures, will take place from 9.50 to 10.50. MEPs are likely to discuss the Passenger Name Record data (EU PNR) proposal, currently being negotiated by European legislators in “trialogues” (three-way talks between Parliament, Council and Commission), stepping up information-sharing among member states and between them and Europol, strengthening controls at the EU’s external borders, tackling terrorist financing, and fighting firearms trafficking.The Council Presidency will be represented by Ambassador Christian Braun and the European Commission by the Director-General of DG Home, Matthias Ruete.
Parliament will also debate and vote on a civil liberties committee report on the prevention of radicalisation and recruitment of European citizens by terrorist organisations at its 23-26 November session in Strasbourg.

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Il governo non tutela i risparmiatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

Banca europea per gli investimenti“Nella mia qualità di Vice Presidente della Commissione politiche dell’Unione Europea della Camera dei deputati ho appena denunciato, durante i lavori della Commissione, un fatto gravissimo che si è verificato con l’approvazione in via definitiva da parte del Governo del decreto legislativo di recepimento della direttiva sul bail in (ovvero la possibilità di risolvere la crisi delle banche con il contributo forzoso dei soci, degli azionisti, dei risparmiatori con conti correnti superiori a 100 mila euro).Infatti il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri non ha recepito una specifica condizione posta dalla Commissione Politiche dell’Unione Europea volta a ripristinare i necessari e tempestivi obblighi informativi per tutelare i risparmiatori e gli investitori in modo che gli stessi siano sempre messi in condizione di assumere autonomamente le decisioni che ritengono più opportune in relazione ai loro risparmi. Il Governo, invece, disinteressandosi di tale importante profilo posto a tutela dei consumatori e dei risparmiatori, ha mantenuto l’impostazione iniziale del provvedimento perpetrando la grave disapplicazione di questi presidi informativi che privano i cittadini correntisti di ogni difesa in caso di crisi aziendali delle banche.Ritenendo assolutamente grave questa condotta del Governo, che peraltro viola la disciplina comunitaria in materia di abusi di mercato, sto predisponendo la documentazione occorrente per inviare una specifica e circostanziata denuncia alla Commissione Europea per violazione del diritto europeo, propedeutica all’avvio di una procedura di infrazione a carico del Governo italiano. In questo modo sarà la Commissione Europea, qualora ritenga fondata la denuncia, ad imporre al Governo di apportare le modifiche occorrenti per ripristinare questi importanti presidi informativi a tutela dei risparmiatori e, più in generale, dei consumatori”.

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Siamo in guerra? Investiamo sulla Pace

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

papa francescoIn questi giorni in cui l’Europa e suoi cittadini piangono i morti di Parigi e si interrogano sulle ragioni di tali eventi e le conseguenze della scelta della violenza come risposta a tanto dolore, la FOCSIV e gli Organismi aderenti alla Federazione si rivolge a quanto indicato in questi mesi da Papa Francesco, consapevoli che la scelta di una scesa sul terreno della guerra può rivelarsi solo insensata, fratricida e senza via di ritorno. Rifiutare, quindi, il Terrorismo e la Guerra è un dovere morale, agire per il dialogo e la pace è una necessità. Agire per la pace significa agire per l’integrazione e l’inclusione sociale, per una distribuzione del potere più giusta ed equa, per la riduzione di diseguaglianze oramai insostenibili, ricordando quanto affermato da Papa Paolo VI: la giustizia è il nome della pace. “Papa Francesco ci parla dei vari conflitti e attentati quali pezzi di una terza guerra mondiale perché, come scrive nella Laudato Sì, tutto è connesso. Il terrorismo non è un cancro che è cresciuto nel nulla. Dietro ai pazzi ci sono strategie lucide di potere. Capire le connessioni del terrorismo con il sistema che ci governa è un compito necessario per agire – ha sottolineato Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV – Il Terrorismo e la Guerra sono tra le maggiori devastazioni sull’uomo e sul Pianeta. Essi traggono linfa da quella ricerca di potere sull’uomo e sulle risorse della Terra che sono alla radice anche di questo sistema economico perverso. Agire contro il terrorismo e la guerra significa agire contro il sistema che li nutre, dal commercio delle armi ai finanziamenti occulti che derivano dallo sfruttamento di uomini e risorse naturali, alla geopolitica del potere e dei potenti. Il messaggio di Cristo è follia agli occhi dei potenti, quando invece è la presunta razionalità dei potenti la vera pazzia che conduce alla morte e alla distruzione. È indispensabile non fare confusioni e denunciare le derive razzistiche irresponsabili di molti politici. I rifugiati e i migranti che fuggono dalla guerra e dal degrado socio-ambientale non sono terroristi, ma sono le loro prime vittime. Tutti quei politici che, sempre per la rincorsa al potere, strumentalizzano le migrazioni e nutrono la paura dell’altro, dovrebbero vergognarsi e chiedere perdono. La Religione non ha nulla a che fare con quanto accade ed utilizzare il nome di Dio per giustificare la violenza è una bestemmia, così come ha ribadito domenica scorsa all’Angelus Papa Francesco. Il dialogo tra religioni è indispensabile per togliere dalla bocca dei guerrafondai il nome di Dio. Non esiste un occidente cristiano contro un oriente musulmano, anche queste sono categorie utili per chi vuole dividere e sulle divisioni accrescere il proprio potere.”Nel 2015 la FOCSIV è stata impegnata, tra l’altro, nel organizzare e partecipare a marce, cammini e pellegrinaggi come forma di testimonianza, preghiera, di movimento per la pace.
“Il Pellegrinaggio “Una Terra. Una Famiglia umana. In cammino verso Parigi”, partito da Roma lo scorso 30 settembre e in questi giorni in arrivo nella capitale francese per l’appuntamento di COP 21, oggi assume un significato più forte: lottare per un mondo fondato sull’affermazione della dignità della persona, a partire dai più poveri e vulnerabili, dai rifugiati ai migranti, nella cura del creato, è costruire percorsi di pace vera, contro terrorismi e guerre. Non ci fermeranno.” ha concluso Gianfranco Cattai.

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Conapi, leader nella produzione di miele nazionale, investe sul mercato

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

tavolo relatori

Monterenzio (BO). Nell’ambito dell’annuale Assemblea Ordinaria dei Soci Conapi – Consorzio Nazionale Apicoltori che riunisce oltre 600 produttori in tutta Italia – svoltasi nei giorni scorsi a Bologna, è stato approvato il bilancio dell’esercizio 2014-2015.
Il valore della produzione è pari a 19.415.000 euro, con un incremento di 4.653.000,00 euro (+31,52% sul 2013/2014) della vendita di prodotti apistici e composte biologiche a base di frutta, conseguendo un utile pari a 149 mila euro. Nel corso dell’esercizio, il management si è impegnato con successo nel rilancio dei brand aziendali, Mielizia e Cuor di Miele; in crescita anche le produzioni per il marchio Alce Nero.
La produzione 2015 ha presentato notevoli problematiche, sia per la ormai consueta moria delle api, strettamente connessa anche all’abuso di pesticidi, sia per condizioni climatiche sfavorevoli: in particolare, il caldo torrido dell’estate ha dimezzato il raccolto del millefiori. Si è invece registrata una buona produzione primaverile al nord che ha portato a conferimenti soddisfacenti, soprattutto di miele di acacia, mentre anche quest’anno i raccolti di miele di castagno e miele di Miele (3)eucalipto hanno risentito delle pessime condizioni delle piante, a causa dei parassiti che da anni le infestano. Il permanere di un andamento produttivo altalenante comporta un inevitabile innalzamento dei prezzi, a fronte di una richiesta di miele italiano e altri prodotti apistici che rimane invariata se non addirittura in crescita.L’Assemblea è stata inoltre occasione per comunicare le linee strategiche commerciali, definite nel piano triennale, che prevedono lo sviluppo di nuovi prodotti a base di miele, pappa reale e polline anche in combinazione con altri ingredienti, nonché l’apertura verso nuovi mercati esteri e l’ingresso in nuovi canali sul mercato nazionale. Di pari passo, si sta attuando una crescita della base sociale che si apre anche nei confronti di soci europei qualificati. A tal fine, quest’anno, hanno partecipato ai lavori anche alcuni apicoltori provenienti dalla Spagna, più precisamente dall’Andalusia, per conoscere direttamente la realtà della cooperativa.Nel corso dell’appuntamento di Bologna, Conapi ha illustrato la propria presenza all’interno di FICO EATALY WORLD dove sarà operativo con diversi alveari, indispensabili per la realizzazione delle molteplici attività didattiche in programma sia per bambini che per adulti, e con un’area di oltre 100mq dedicata al confezionamento ed alla vendita dei suoi prodotti.“Come accade nell’alveare, anche in Conapi apicoltori e dipendenti lavorano in sinergia per offrire il meglio della produzione apistica italiana. Il forte impegno nella valorizzazione del prodotto italiano e l’attenzione alla qualità, dall’alveare al confezionamento, premia la nostra cooperativa che realizza, in un anno di scarsa produzione, un più 10% di prodotto lavorato” ha dichiarato Anna Cavazzoni, Direttore Generale Conapi.”Come ogni anno è stata numerosissima la partecipazione dei soci che hanno animato l’assemblea, con una discussione costruttiva e utile: uno scambio fondamentale per rinnovare e consolidare i principi che ci uniscono – ha affermato Diego Pagani, Presidente Conapi – . Nonostante le ultima annate siano state caratterizzate da scarse produzioni, la cooperativa è solida e guarda avanti con decisione. Sono molto contento di com’è oggi Conapi, contento di affidargli tutto il frutto del mio lavoro di apicoltore e, come presidente, non mi pongo limiti quando penso a come potrà evolvere nel futuro.” “Una bella assemblea quella di Conapi – ha commentato Rita Ghedini, Presidente di Legacoop Bologna, tra gli invitati all’assemblea – . Buoni risultati, alta mutualità e, soprattutto, grande attenzione ed investimento sulle sfide per l’innovazione e la crescita. Merito dei tanti soci produttori, rappresentati dal Presidente, e del grande lavoro di una dirigenza e di uno staff tutto femminile.” (foto: tavolo relatori)

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“Le costellazioni schizofreniche”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

la folliaMilano Sabato 28 novembre/ via Paisiello 24, Milano/ h. 9-18 Sono al via le iscrizioni per il secondo appuntamento della Scuola di Alta Formazione in Codici Biologici di Cerifos dove si svolgerà il corso sull’affascinante tema delle “Costellazioni schizofreniche”. Condurranno: il dottor Samorindo Peci, specialista in Endocrinologia e Immunologia clinica, il dottor Fabio Ghigi, specialista in Piconeuroimmunoendocrinologia e il dottor Franco Cirone, specialista in Ipnosi clinica, Psicoterapia e Nutrizione clinica.Il corso è destinato ai medici, professionisti della salute, naturopati e cultori della materia (ma è aperto anche ad uditori esterni di non addetti al settore) e conferisce 6 crediti Ecm. Il costo è di 100 euro per i medici che hanno partecipato anche ai precedenti corsi, 150 euro per gli altri. Il programma della giornata
9.00 Dott. Fabio Ghigi, Spec. In Piconeuroimmunoendocrinologia Il significato di costellazioni e schizofrenie
10.30 Dott. Fabio Ghigi, Spec. In Piconeuroimmunoendocrinologia Aspetti conflittuali e localizzazioni anatomiche delle costellazioni maniacali-depressive
12.00 Dott. Franco Cirone, specialista in Ipnosi clinica, Psicoterapia e Nutrizione clinicaGli interventi neuropsicologici nel quadro maniacale depressivo
14.30 Dott. Samorindo Peci, Specialista in Endocrinologia e Immunologia clinica Relazione aree cerebrali e sintomatologie e il lor significato biologico
16.00 Dott. Samorindo Peci, Specialista in Endocrinologia e Immunologia clinicaAlzheimer, Parkinson, Anoressia, SLA, SM, individuate come costellazioni
17.00 Chiusura lavori

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Presentazione Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

Gianicolo - VistaRoma martedì prossimo, 24 novembre, con inizio alle 11.30, a Roma, presso la Sala Italia dell’Agenzia Nazionale del Turismo (Via Marghera, 2) verranno presentati i dati dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE), un progetto di ricerca promosso da Federcongressi&eventi e realizzato da ASERI – Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.L’Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi è affidato al gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Roberto Nelli, il quale ha maturato una profonda conoscenza del settore congressuale grazie a ricerche sull’impatto economico dei congressi internazionali a Milano e di benchmarking sui centri congressi internazionali. La prima edizione di questo nuovo Osservatorio, che ha l’obiettivo di fornire informazioni utili e affidabili alle imprese della meeting industry italiana e alle istituzioni, intende censire la quantità e la tipologia delle strutture disponibili in Italia e misurarne la produzione. Si tratta perciò di dati fondamentali per capire e interpretare l’andamento di un comparto di grande rilievo per l’economia italiana.Presenteranno i dati Alan Pini (Teknocongress) e Gabriella Ghigi (Meeting Consultants) di Federcongressi&eventi e i Professori Roberto Nelli e Paola Bensi dell’Università Cattolica. L’introduzione è affidata al Presidente Federcongressi&eventi Mario Buscema.

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Terroristi: Persone normali

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

BruxellesGiuseppe Di Bari, titolare della pizzeria ‘Di Bari’, a Rue Delaunoy 65, nel quartiere Molenbeek di Bruxelles, ieri al programma di Rai Radio2 Un Giorno da Pecora ha rivelato di conoscere bene da tempo i fratelli Ibrahim e Salah Abdeslam, due dei terroristi del massacro di Parigi. Intervenuto telefonicamente a Radio2, Di Bari ha spiegato di servire pizza da una vita ai due, e ha raccontato come vivevano e che tipo di quartiere è Molenbeek, area di cui in questi giorni tutti parlano per il suo legame col mondo dei terroristi. Partiamo da Molenbeek: che tipo di quartiere è? “Tranquillissimo, non ho mai avuto problemi pur avendo una pizzeria qui da trent’anni. Conoscevo anche i due fratelli Abdeslam, Salah e Ibrahim”. Quando li ha visti l’ultima volta? “La settimana scorsa, sono venuti a prendere due pizze a portare via, a mezzogiorno. Due pizze buonissime, ai frutti di mare e ai quattro formaggi”. Che impressione aveva dei due terroristi? “Li conoscevo benissimo, perché abitavano qui, li conosco da tempo”, ha detto il pizzaiolo a Radio2. Ha mai avuto modo di scambiarci qualche opinione? “No, prendevano sempre le pizze a portare via, e poi parlavano poco”. Ha mai avuto l’impressione che i due Salah covassero tanta follia omicida? “No, sembravano normali, come tutti i giovani”. Oltre a Ibrahim e Salah, c’è anche un terzo fratello tra gli Abdeslam, Mohammed. Lo conosceva? “No, ma lui non c’entra niente con gli altri due”. E’ vero che il quartiere di Molenbeek è quasi completamente arabo? “Si, in parte è vero”. Oggi che aria si respira nella sua pizzeria? “C’è poca gente, si respira nervosismo”, ha detto Di Bari a Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. E’ mai stato nel bar, sempre a Molenbeek, che era stato di proprietà dei fratelli Abdeslam e che è stato chiuso per droga? “Si, era un bar normale, andavo a prenderci il caffé”. Oggi lei come si sente ad aver venduto la sua pizza a dei terroristi? “Che posso dire? Ho perso due clienti. Non so che dire, non me lo aspettavo, io li ho conosciuti, li ho visti crescere, gli davo anche i gelati quando erano piccoli”. Dunque, i due erano insospettabili. “Si, non li ho visti cambiare negli anni, erano sempre gli stessi, andavano a scuola, erano come tutti”, ha spiegato Di Bari a Radio2 Un Giorno da Pecora.

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Contestazioni alle infrastrutture in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

PonteSfoÈ nuovamente in crescita il numero degli impianti contestati: 355 i casi censiti nel 2014 contro i 336 del 2013 (+5%). Nel 62,5% delle rilevazioni è il comparto energetico il macrosettore più contestato. In particolare, significativo è l’incremento delle opposizioni che investono gli idrocarburi: sui 91 impianti che per la prima volta hanno fatto la propria comparsa nel monitoraggio Nimby, ben 22 afferiscono a questo settore.A fotografare questa situazione è l’Osservatorio Media Permanente Nimby Forum®, che presenta oggi la sua Decima edizione, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma. Promosso da Aris – Agenzia di Ricerca Informazione e Società –, l’Osservatorio rappresenta l’unico database nazionale che dal 2004 monitora in maniera puntuale la situazione delle contestazioni contro opere di pubblica utilità e insediamenti industriali in costruzione o ancora in progetto.
Questa edizione introduce un ulteriore e nuovo elemento di analisi, approfondendo le dinamiche di comunicazione Social dei movimenti No Tav e No Triv con dati aggiornati a ottobre 2015.“A dieci anni dalla nascita del nostro Osservatorio, il suffisso 2.0 è entrato in misura dirompente nel lessico di politica, economia, informazione. Anche il fenomeno Nimby è diventato 2.0, non solo perché, sempre più, viaggia in rete ma anche perché ha ampliato il proprio raggio di influenza: non solo No Tav, ma anche No Expo, No Vaccini, No immigrazione, etc” – commenta Alessandro Beulcke, Presidente di Aris, l’associazione che promuove l’Osservatorio Nimby Forum® – “In questo contesto, in cui vacilla anche la capacità della scienza di creare fiducia attorno a conoscenze condivise, è fondamentale non retrocedere sul terreno dell’informazione, della partecipazione e della semplificazione”.

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Beirut, Egitto e Parigi, Isis sposta il fronte del terrore

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

attentato parigiI tragici attentati di Parigi che hanno ucciso 129 persone il 13 novembre sono stati definiti l’11 settembre dell’Europa. Risvegliano la comunità internazionale all’urgenza di trovare una soluzione al caos in Siria e in Iraq. Lo Stato islamico in meno di due settimane, sotto pressione tra i suoi stessi “confini” in Medio Oriente a causa di un intensificarsi delle azioni militari internazionali contro le sue postazioni, ha portato lo scontro in altri territori, contro coloro che reputa nemici: in Egitto, l’abbattimento del volo russo da Sharm el-Sheikh ha ucciso 224 persone e sollevato domande sulla stabilità del Sinai; sono 44 i morti a causa di esplosioni nei quartieri sciiti di Beirut, roccaforte finora impenetrabile di Hezbollah. Parigi è stata colpita nei suoi momenti di svago e felicità. I drammatici attacchi delle ultime settimane hanno portato Paesi su fronti opposti in questo conflitto, come Francia, Russia e Stati Uniti, a pensare a una coalizione militare unificata contro la minaccia terroristica di Isis, la cui fattibilità resta dubbia. Sul piano politico manca però unità d’intenti sul futuro della Siria e sul ruolo del suo presidente, Bashar el-Assad. E davanti all’irrobustirsi della minaccia terroristica, del conflitto in medio oriente e del conseguente dibattito su immigrazione e integrazione, l’Europa sembra a corto di opzioni.

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IBM Faculty Award all’Università di Trento

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

premioTrento,(a.s.) Sono passati quasi cinque anni da quando, nel febbraio 2011 tutta l’America assisteva incollata davanti al televisore alla vittoria di Watson, il supercomputer IBM, sui suoi avversari umani, i campioni Brad Rutter e Ken Jennings, nella sfida di Jeopardy! il più famoso quiz televisivo statunitense. La trasmissione, seguita quotidianamente dal 1984 da quasi nove milioni di telespettatori su varie emittenti in tutti gli stati, ospitò allora la sua prima e unica sfida uomo-macchina che si concluse, tre giorni dopo, con la vittoria di Watson. Fu una tra le sfide più impegnative per un computer, perché gli indizi del gioco prevedevano l’analisi di sottigliezze di significato, ironia, enigmi e altre complessità in cui gli esseri umani eccellono e i computer tradizionalmente no.
Nella messa a punto del sistema Watson negli anni precedenti, l’Università di Trento giocò un ruolo da protagonista insieme ad altri sette atenei statunitensi – i migliori a livello internazionale nel campo delle tecnologie di ultima generazione – collaborando con IBM nell’ambizioso progetto di ricerca. Da allora il progresso non si è arrestato e la tecnologia sviluppata per Watson si è evoluta in molte altre direzioni in cui sono necessarie abilità complesse, come ad esempio quelle necessarie per le applicazioni in ambito medico.Estendere e generalizzare questa tecnologia di dialogo uomo-macchina a molteplici ambiti applicativi è l’obiettivo della ricerca condotta all’Università di Trento che oggi ha portato ad assegnare al professor Alessandro Moschitti il nuovo IBM Faculty Award soprattutto per la qualità del suo lavoro scientifico e le prospettive commerciali che esso apre. La consegna ibmdel riconoscimento è avvenuta in occasione di una conferenza al Polo scientifico e tecnologico Fabio Ferrari di Povo alla quale hanno preso parte il prorettore vicario dell’Università di Trento, Flavio Deflorian, il vice-direttore del DISI, Fabio Massacci, e il presidente della Fondazione Bruno Kessler Francesco Profumo, introdotti da Fabrizio Renzi, direttore tecnico e innovazione di IBM Italia. Per la parte scientifica sul tema “Deep Natural Language Processing for Cognitive Dialog Systems” sono intervenuti David Nahamoo, IBM Fellow (T.J. Watson Research Lab), lo stesso Alessandro Moschitti (DISI, Università di Trento) e Hinrich Schütze (Università di Monaco). Il pomeriggio si è concluso con una tavola rotonda sui sistemi di dialogo nell’era del cognitive business, moderato da Guido Vetere (IBM Italia) con la partecipazione di Raffaella Bernardi (DISI) e di Carlo Strapparava (Responsabile della HTL-NLP Research unit).
«Ho particolarmente apprezzato questo nuovo IBM Faculty Award – ha commentato Alessandro Moschitti – non solo perché costituisce un riconoscimento internazionale importante al lavoro di ricerca che stiamo portando avanti con il mio gruppo, ma dimostra l’importanza delle tecnologie sviluppate dall’Università di Trento (in particolare l’elaborazione automatica del linguaggio naturale) ed da molti altri centri trentini, a cominciare dalla Fondazione Bruno Kessler e dal CNR. L’interesse da parte di IBM nella tecnologia espressa della nostra regione ci inorgoglisce e ci rende consapevoli delle enormi possibilità future».
«Per IBM – ha aggiunto Carla Milani, University Relations Manager di IBM Italia – la collaborazione con le università è da sempre occasione di confronto vivace ed aperto, capace di veicolare idee e progetti innovativi nel mondo reale e disegno di nuove prospettive nonché di scoperta di talenti di idee. In particolare Trento è una delle università con cui abbiamo iniziato a lavorare fino dai tempi delle prime ricerche di IBM sull’intelligenza artificiale e oggi continuiamo proficuamente sui temi di frontiera del cognitive computing».
I sistemi di dialogo sono oggi tra gli elementi chiave per il Cognitive Computing e per lo sviluppo delle tecnologie che lavorano sul linguaggio naturale, sulle capacità di apprendimento e ragionamento e sull’interazione uomo-macchina. IBM sta investendo molto nel settore dei sistemi cognitivi per perfezionare le metodologie di domanda-risposta, già dimostrata dalla tecnologia di Watson.
Ma come si può migliorare la capacità di interazione di un computer? Il lavoro di Moschitti si occupa proprio di come sia possibile far sì che un computer risponda tenendo conto del profilo dell’utente, delle precedenti domande che gli sono state poste e, in generale, del contesto in cui vengono formulate. Tutto questo per dare risposte sempre più appropriate e specifiche. Modellare le tecnologie di apprendimento automatico, di recupero efficiente dell’informazione e dell’elaborazione automatica del linguaggio naturale per far acquisire alle macchine la capacità di rappresentazione articolata del contesto, creando capacità cognitive simili a quelle di un cervello umano, è un’attività di ricerca complessa, ma fondamentale per aprire la strade ad applicazioni finora impensabili.
La novità più importante che questa tecnologia porta con sé è quella di migliorare le nostre capacità di prendere decisioni rapidamente, su qualsiasi dominio di conoscenza, basandosi sui fatti. La sfida, infatti, non è solo nella quantità di dati che accumuliamo, ma sempre più nella capacità di estrarre da essi informazioni e valore per rendere più efficaci le nostre azioni e diminuire il rischio di errori. Un po’ come avviene nel nostro cervello che, per poter fare delle scelte ottimali, esamina in modo inconsapevole una quantità incredibile di informazioni. Ovviamente l’incremento esponenziale delle informazioni disponibili rende la gestione “interpretativa” umana sempre più complessa.
Una sfida per il computer che oggi – grazie al test superato nel 2011 da Watson di IBM a Jeopardy! – è giudicata possibile. Questa tecnologia cognitiva ha già dato vita ad una vasta serie di applicazioni adottate in 36 paesi, da 17 diversi tipi di industria e da migliaia di startupper e innovatori per testare nuove idee di business. Tra i settori più recenti e interessanti di sviluppo, quello medico (per l’analisi degli articoli scientifici), quello assicurativo (con assistenti digitali che supportano le vendite), quello alberghiero (per gestire meglio la customer satisfaction, nella fornitura di servizi istantanei e nel promuovere l’ingaggio automatico dei clienti) (Patrizia Pia Account Executive) (foto: premio)

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In cima da soli. La supremazia del dollaro USA è in discussione?

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

moneteAffermare che la prova più evidente dello status di maggiore potenza globale degli Stati Uniti non risieda né nella forza militare né nella supremazia economica ma nel primato del dollaro statunitense nel sistema finanziario economico, sarebbe del tutto ragionevole.
Secondo un recente studio dell’Economist, alla fine del diciannovesimo secolo, nonostante il Regno Unito fosse stato superato dagli Stati Uniti come maggiore economia mondiale, la Gran Bretagna continuò ad essere percepita come la maggiore forza trainante mondiale fintanto che la sterlina rimase la moneta dominante sui mercati finanziari, con più del 60% delle transazioni commerciali e il 90% delle emissioni di debito pubblico denominate in sterlina.Il quadro cambiò radicalmente dopo la Seconda Guerra Mondiale, in seguito alla quale il dollaro USA sostituì la moneta britannica come maggiore valuta di riserva. Questo coincise, e in parte sancì, la fine della supremazia britannica.Da allora, il dollaro è stato la superpotenza del sistema finanziario e monetario per più di 70 anni. Nonostante alcune fasi di crisi, come il collasso del sistema di Bretton Woods, cicli economici avversi negli Stati Uniti e la nascita dell’euro, lo status del dollaro come mezzo di pagamento, riserva di valore e attività di riserva è rimasto intatto.I numeri lo dimostrano. La quota di transazioni in valuta estera condotta in dollari è pari all’87%, di gran lunga superiore a tutte le altre maggiori valute globali (la seconda è l’euro, la cui percentuale si attesta al 33%). Circa metà delle attività dollarofinanziarie sono denominate in dollari, e il 55% della ricchezza globale è detenuta da istituzioni finanziarie statunitensi. Oltre a questo, l’OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries), esporta solo in dollari, grazie a un accordo firmato nel 1971 (anche se dal 2005, alcuni paesi membri dell’associazione stanno spingendo per uno cambio verso l’euro), creando costante domanda di dollari sui mercati internazionali dei cambi. Ultimo ma non meno importante, molte economie emergenti hanno il tasso di cambio ancorato alla valuta statunitense, “sottomettendo” di conseguenza le loro politiche monetarie alle decisioni delle Federal Reserve. È evidente come nei mesi scorsi la prospettiva di un piccolo rialzo dei tassi a parte delle FED abbia causato movimenti molto forti nei debiti emessi in dollari da stati e imprese nei paesi emergenti.Il ruolo indiscusso di valuta dominante nelle riserve mondiali e la costante domanda di dollari ha permesso al governo e agli operatori Usa di indebitarsi a costi relativamente minori rispetto alle altre economie. Anche il sistema di pagamenti internazionali, incentrato sul dollaro, ha aiutato gli USA nelle negoziazioni internazionali e nel proteggere i propri interessi all’estero. Per esempio nel 2013 il governo americano ha sanzionato BNP Paribas per la violazione di sanzioni US che non erano legge né francese né degli altri paesi coinvolti nella transazione.
Così come il dollaro americano emerse dall’ombra della sterlina, circa un secolo fa, oggi un destino simile potrebbe capitare allo yuan e la Cina (rispetto al dollaro e agli Stati Uniti) che lentamente si stanno imponendo sulla scena internazionale. Basta solo guardare alla crescita esponenziale del peso della Cina sull’economia globale. Guardando agli attuali tassi di crescita del PIL, anche considerando il recente rallentamento, il sorpasso della Cina sugli Stati Uniti come prima economia mondiale potrebbe essere questione di tempo. Già in termini di parità del potere di acquisto, nel 2014 la Cina è diventata l’economia più grande del globo.
Evento molto significativo è anche la decisione dell’IMF sull’inclusione dello yuan nel paniere di valute di riserva, lo Special Drawing Right (SDR) attesa alla per la fine del mese. Gli ultimi sforzi del governo cinese per favorire l’utilizzo della valuta nazionale nelle transazioni globali si sono mosse in questa direzione.
Dati tali progressi, è possibile concludere che lo yuan possa diventare una valida alternativa al dollaro Usa e un giorno spodestarlo dal trono?
Uno studio recente di Barry Eichengreem dell’Università della California, Berkley, può fornire alcuni criteri per dare una risposta credibile alla domanda. La ricerca suggerisce che siano tre aspetti del mercato finanziario domestico a decretare il successo di una valuta come riserva, ossia la dimensione, la stabilità e la liquidità. Analizzando questi aspetti del mercato finanziario cinese si può cercare di dedurre quale sarà il ruolo dello yuan nel contesto globale da qui in avanti.Riguardo la dimensione, sicuramente essere ammessi nello SDR è un gran passo avanti, ma da solo non è sufficiente per far affermare lo yuan. Secondo JP Morgan, nei prossimi 5 anni, le Banche Centrali globali e i Fondi Sovrani investiranno fino a 350 miliardi di dollari in obbligazioni cinesi. Nonostante il numero sia in sé rilevante, se paragonato ai 1.27 trilioni di dollari investiti dalla sola Cina in titoli di stato USA, appare ancora ben poca cosa. Attualmente il 97% delle riserve globali sono investite in 4 valute (dollaro, euro, yen e sterlina). Può volerci molto tempo prima che lo yuan diventi con l’euro e il dollaro una divisa veramente internazionale.Se parliamo invece di stabilità e liquidità dei mercati, ci sono molto dubbi giustificati sulla completezza ed equità del quadro legale cinese, soprattutto fino a quando il sistema giuridico nazionale sarà sotto il controllo del Partito Comunista. Inoltre, nonostante il governo e la banca centrale stiano attivamente promuovendo lo sviluppo del mercato finanziario, lo yuan non è completamente convertibile. La questione più evidente è la relativa mancanza di esperienza e l’immaturità delle autorità, in particolare nella gestione della stabilità del mercato. Durante gli scossoni azionari dell’estate 2015, l’impacciata ingerenza nel mercato da parte delle autorità ha probabilmente solo acuito la volatilità. L’inaspettata svalutazione dello yuan in agosto ha inoltre diminuito la credibilità delle istituzioni cinesi nel trattare situazioni economiche complesse.Considerato tutto, i sostenitori del dollaro possono ancora sostenere, a buona ragione, che il mercato dei capitali statunitense rimane tuttora quello più vasto, liquido e ben regolamentato: il sistema finanziario globale non abbandonerà molto presto il dollaro.Tuttavia, i mercati finanziari internazionali possono sicuramente beneficiare dall’inclusione dello yuan come riserva di valore, semplicemente per il fatto che la Cina è ormai un protagonista dello scenario globale e la domanda di valuta cinese come riserva è forte. La storia ha già mostrato come due valute molto importanti possano coesistere per un lungo periodo, come fecero il dollaro e la sterlina all’inizio del Ventesimo secolo. Dopotutto, non è necessario essere da soli in cima. (a cura del team di Asset Allocation di MoneyFarm.com)

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Epatite C: lo studio ALLY-3+ ha mostrato tassi di guarigione del 90%

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

bristolBristol-Myers Squibb ha annunciato i dati dello studio clinico ALLY-3+ di fase III che ha valutato a 12 e 16 settimane il regime terapeutico di daclatasvir (DCV) in combinazione con sofosbuvir (SOF) e ribavirina (RBV) in pazienti con epatite C (HCV), genotipo 3, con fibrosi avanzata o cirrosi. Questa popolazione di pazienti è una delle più difficili da trattare, poiché è complicato raggiungere tassi di risposta virologica sostenuta (SVR) o di guarigione.
I risultati dello studio mostrano che il 100% dei pazienti con fibrosi avanzata ottiene una risposta virologica sostenuta a 12 settimane dalla fine del trattamento (SVR12) in entrambi i bracci di trattamento di 12 e 16 settimane. Nei pazienti con cirrosi, i tassi di SVR12 sono stati rispettivamente pari all’83% e all’89% nei bracci di trattamento di 12 e 16 settimane.
I risultati saranno presentati oggi a San Francisco durante il The Liver Meeting® 2015, il congresso annuale dell’Associazione americana per lo studio delle malattie del fegato (American Association for the Study of the Liver Diseases, AASLD).
Daclatasvir è un inibitore del complesso di replicazione NS5A, approvato dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) in combinazione con sofosbuvir con o senza ribavirina nel trattamento dei pazienti adulti con HCV, genotipi 1, 3 e 4, e in combinazione con peg-interferone alfa e ribavirina nel trattamento dei pazienti adulti con HCV, genotipo 4.
“Fino a oggi non erano stati ottenuti elevati tassi di guarigione in pazienti con genotipo 3, con fibrosi avanzata o cirrosi, per questo i risultati sono incoraggianti”, ha affermato Alex Thompson, Professore al St. Vincent’s Hospital e all’Università di Melbourne, in Australia. “Il nostro scopo, con ALLY-3+, era di studiare questo regime sperimentale nei pazienti con genotipo 3, più difficili da trattare, e ottenere tassi di guarigione migliori in questa popolazione”.
Nello studio ALLY-3+, il regime di combinazione daclatasvir+sofosbuvir+ribavirina non ha subito interruzioni per eventi avversi o eventi avversi gravi correlati al trattamento. Gli eventi avversi più frequenti sono stati insonnia (30%), affaticamento (26%) e cefalea (24%). Inoltre, ricadute virologiche si sono verificate in 4 pazienti (due nel braccio di 12 settimane e due in quello di 16). Nello studio è stato registrato un decesso non correlato al trattamento (nel braccio di 12 settimane). Non sono stati riscontrati ‘breakthrough’ virologici.
“La nostra continua ricerca delle potenzialità di daclatasvir in combinazione con altri antivirali ad azione diretta nei pazienti con HCV ha portato a questi risultati incoraggianti”, ha affermato Douglas Manion, Head of Specialty Development, Bristol-Myers Squibb. “Siamo impegnati nell’offrire nuove opzioni terapeutiche ai pazienti con HCV con bisogni di salute insoddisfatti in tutto il mondo, compresi quelli che presentano una malattia più complessa e altri gruppi difficili da trattare, come i pazienti con genotipo 3 ed epatopatia più avanzata che ancora necessitano di aiuto per guarire”.
Lo studio ALLY-3+ In questo studio clinico di fase IIIb, in aperto, sono stati arruolati pazienti con HCV genotipo 3, naïve al trattamento o già trattati, che presentavano fibrosi avanzata o cirrosi compensata. Questi pazienti sono stati randomizzati (1:1) a ricevere per 12 vs 16 settimane daclatasvir (60 mg una volta al giorno) + sofosbuvir (400 mg una volta al giorno) + ribavirina (dosaggio calcolato sul peso), stratificati per stato di fibrosi avanzata o cirrosi.
In totale, sono stati trattati 50 pazienti (24 pazienti per 12 settimane e 26 per 16 settimane). La maggioranza era costituita da pazienti di sesso maschile (80%), bianchi (98%) e precedentemente trattati (74%, di questi il 10% aveva avuto, dopo terapia con SOF+RBV, una ricaduta virologica); il 72% aveva cirrosi e il 52% un dosaggio di RNA HCV ≥ 6 milioni UI/mL. Le caratteristiche basali erano comparabili nei due bracci. L’endpoint primario era la stima di SVR12 in pazienti naïve al trattamento o precedentemente trattati, con fibrosi avanzata/cirrosi compensata (F3-F4), trattati per 12 o per 16 settimane.
L’abstract della presentazione, contenente i dati relativi a SVR4, è disponibile sul sito web di The Liver Meeting.
Il genotipo 3 colpisce 54,3 milioni di persone ed è il secondo più diffuso al mondo. È oggi il genotipo potenzialmente più difficile da curare e la sua natura più aggressiva è legata a una più veloce progressione della fibrosi epatica, a un maggior aumento della steatosi e a un più alto rischio di carcinoma epato-cellulare.
Recenti studi hanno anche indicato che il rischio di cirrosi nei pazienti con HCV genotipo 3 è superiore del 31% rispetto a quelli con HCV genotipo 1. (nota informativa: Le notizie sull’epatite C sono state raccolte dalla Fidest nell’edizione annuale di “Medicina sociale 2016” in corso di pubblicazione e visibile su Amazon Libri a cura di Riccardo Alfonso)

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“Il viaggio di Ulisse: Io mi chiamo nessuno”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

ceramiche pintoceramiche pinto4Grottaglie (Taranto) dal 5 dicembre al 31 gennaio (festività di Natale) l’originale mostra ‘Il viaggio di Ulisse- Io mi chiamo nessuno’, racconta le tappe del viaggio di Ulisse, un dialogo tra il ceramista e scultore Domenico Pinto e il grande viandante. Un racconto con 18 statue di cavalli, tra battibecchi, ironia, fantasia e storia. Le opere sono tutte realizzate in terracotta ingobbiata e invetriata con lustri e oro zecchino (50×50 – 58×55) visitabili nella nicchia rurale ai piedi delle mura del Castello Episcopio nell’antico e unico quartiere delle ceramiche di Grottaglie, Taranto. Una sezione sarà dedicata ai presepi, per rendere omaggio alla tradizione ceramica e presepiale della Città delle Ceramiche. ‘Il viaggio di Ulisse, Io mi chiamo nessuno’ vuole rappresentare il cammino che non sappiamo nemmeno di intraprendere e che ci ceramiche pinto1porta all’esperienza della realtà ma soprattutto alla conoscenza di noi stessi.
E Domenico Pinto vuole conoscere esattamente queste esperienze ma Ulisse le nasconde affinché ognuno abbia le sue, uniche e originali. Ci costringe quasi ad aprire la carta geografica della nostra esistenza, seguire col dito le strade percorse e indagare le ragioni che, ad ogni bivio, ci spingono a prendere quella e non un’altra direzione.
Contrariamente a quanto avviene negli altri centri di antica produzione ceramica italiani, Grottaglie vanta il più vasto ed importante “Quartiere delle Ceramiche” in ambiente rupestre ancora in attività.
Antica ed ancora oggi fiorente è la produzione di ceramica in Puglia, anche grazie alle ricche cave di argilla rossa presenti sul territorio.
ceramiche pinto2Il principale centro di produzione ceramica è Grottaglie, in provincia di Taranto. Nel cuore di questa caratteristica cittadina, lungo la gravina San Giorgio, si è formato nei secoli un intero quartiere di esperti ceramisti i quali, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti ipogei utilizzati in passato anche come ceramiche pinto3frantoi, hanno saputo sviluppare una fiorente attività artigianale oggi riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. Due i principali prodotti della tradizione figulina grottagliese: i “Bianchi di Grottaglie”, manifattura artistica propria di un certo tipo di produzione elitaria caratterizzata dall’esaltazione della forma pura attraverso l’utilizzo dello smalto bianco stannifero, e la più caratteristica ceramica rustica e popolare, caratterizzata da una tavolozza cromatica costituita dal verde marcio, giallo ocra, blu e manganese. Ad oggi Grottaglie, con le sue numerose botteghe di ceramisti, è l’unico centro ceramico pugliese protetto dal marchio D.O.C. ed inserita nel ristretto elenco delle 28 città della ceramica italiana. (foto: ceramiche pinto)

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Parigi, prima e dopo

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

hollandeLeggiamo che, dopo il criminale e sanguinoso attentato a Parigi a opera di terroristi, la Francia, per bocca del suo presidente, si e’ detta in guerra.Aerei militari francesi hanno condotto una serie di bombardamenti a Raqqa, roccaforte dell’Isis (Is o Daesh). I bombardamenti preventivi francesi su obiettivi militari non servono, non fosse altro perche’ non c’e’ quasi piu’ nulla da bombardare senza creare danni alla popolazione (gli americani non trovano piu’ obiettivi, ora bombardano le autocisterne). Si vogliono chiudere le moschee sospette. Chiudere le moschee non serve, non fosse altro perche’ si impedisce l’infiltrazione dei servizi segreti, oltre per ragioni ovvie, cosi’ come non si sono chiuse le chiese cattoliche o anglicane quando imperversavano gli scontri tra gli indipendentisti irlandesi e i britannici. Si vogliono chiudere le frontiere ma i controlli si possono fare egualmente, rispettando i trattati europei e, comunque, non e’ da sottovalutare il fatto che i terroristi dell’attentato sono cittadini europei (francesi e belgi).
Ricordiamo che l’intervento in Libia fu promosso dall’ex presidente francese Nicolas Sarközy, con le conseguenze attuali e che lo stesso Hollande promosse un intervento militare contro il presidente siriano Bashar al-Assad, il che avrebbe dato la Siria in mano all’Isis.La sensazione e’ che la vita dei cittadini sia in mano a dilettanti o, peggio, che si perseguono politiche estranee alla nostra sicurezza. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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