Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Un Viaggio di 100 anni nelle neuroscienze

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2015

alzheimer-cervelloQuest’anno Lundbeck ha celebrato i cento anni dalla sua fondazione e attraverso questo Forum abbiamo voluto ripercorrere questo secolo attraverso le scoperte scientifiche e le relative applicazioni in medicina che hanno consentito di raggiungere traguardi importanti per la diagnosi e cura delle malattie mentali. Tutto questo con lo sguardo rivolto in avanti, pensando al futuro, ai prossimi decenni.
Oggi il nostro Gruppo ha consolidato nell’industria farmaceutica il ruolo di azienda specializzata nel trattamento di patologie del Sistema Nervoso Centrale e che ha il coraggio di investire ancora in ricerca in un’area terapeutica tra le più difficili in cui poter sviluppare nuovi trattamenti, focalizzando sulla salute mentale tutta la nostra attività. Abbiamo puntato la nostra ricerca sullo studio e la cura delle patologie di origine neurologica, come Parkinson, Alzheimer, Huntington e siamo rimasti gli unici a fare ricerca nell’ambito delle patologie mentali di origine psichica come ansia, depressione, schizofrenia, alcoldipendenza, ambito in cui il rischio di fallimento e l’alta percentuale d’insuccessi ha portato molte aziende a disinvestire. In questo quadro abbiamo deciso di puntare strategicamente sull’Italia, ad esempio con l’apertura nel 2000 dello stabilimento di chimica fine di Padova dove abbiamo già investito oltre 40 milioni di euro.
Nel 2014 il 21% del fatturato è stato impiegato in ricerca e nel futuro le strategie aziendali prevedono un ulteriore rafforzamento del nostro impegno in ricerca. Il sistema nervoso centrale rappresenta l’ultima frontiera e sarà il protagonista del 21° secolo. La sfida sarà quella di gestire la cronicità di milioni di malati che sono destinati ad aumentare esponenzialmente, diventando la patologia cronica più frequente.
Il nostro obiettivo è quello di dare risposte sempre più innovative, perché se questo rappresenta un beneficio per l’azienda lo è anche per i malati.

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