Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 6 dicembre 2015

Russian automotive industry – what’s next?

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

london-centralLONDON The Russian automotive industry was hard hit by the economic downturn, with several automakers reducing their range of models and imports to the country. The eventual devaluation of the ruble has inflated production costs and rendered financing mechanism unfeasible, compelling buyers to defer purchases. Weaker brands have been exiting the market, while many original equipment manufacturers (OEMs) have been operating at less than half capacity. Foreign automakers are attempting to strategise their way out of this environment by raising the levels of manufacturing localization.New analysis from Frost & Sullivan, Executive Analysis of Developments in the Russian Automotive Industry , finds that the sales of light vehicles (LVs) will have decreased by 36 percent to 1.6 million in 2015. Market recovery will be restrained to some extent by geopolitical tensions and sliding oil prices; however, the market will rebound in 2017 to register volume sales of 1.8 million units. By the end of the forecast period in 2021, it is expected to touch 2.8 million units.
Foreign OEMs have to plan for the long term by evaluating the merits of local production as opposed to importing. Those with automotive production in Russia will do well to increase their reliance on locally supplied auto component“The auto market has been supported by state programs subsidizing auto credit/leasing and an extended scrappage scheme,” said Frost & Sullivan Intelligent Mobility Consulting Analyst Anna Ozdelen. “Auto sales are anticipated to recover by 2017 as the economic situation stabilizes and customers go through with their deferred purchases.”Higher localisation will not only lower the fluctuation in vehicle prices caused by currency devaluation, but also offer OEMs the opportunity to use locally supplied sophisticated components such as engine or transmission. Currently, Renault-Nissan has the highest localization rate at 68 percent.“In addition to the subsidies and impending economic recovery, the low vehicle density and aged vehicle fleet will create substantial opportunities for the sale of LVs in Russia,” observed Ozdelen. “The construction of roads as part of Russia’s infrastructure development program will further help improve vehicle density in the underserved regions, thus propelling the LV market.”
Executive Analysis of Developments in the Russian Automotive Industry (MB99-18) is part of the Intelligent Mobility (http://ow.ly/V6ljv ) Growth Partnership Service program. Frost & Sullivan’s related studies include: Opportunity Analysis of eRetailing for Automotive Tyres in Europe, Executive Outlook of Health, Wellness, and Wellbeing Technologies in the Global Automotive Industry, Automotive Industry in -Stan and -Jan Countries, Turkish Rail Market and Key Focus Areas for Steering Technology Development. All studies included in subscriptions provide detailed market opportunities and industry trends evaluated following extensive interviews with market participants.

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Inquinamento del carbone europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

centrale-a-carboneSe davvero vogliono contrastare i cambiamenti climatici, i leader europei devono accelerare la dismissione degli impianti a carbone. È questa la netta conclusione del rapporto “Fine di un’era: perché ogni Paese europeo deve pianificare l’uscita dal carbone” pubblicato oggi da Greenpeace. Il rapporto mostra infatti che le emissioni delle centrali a carbone europee, nella maggior parte dei casi molto vecchie, dovrebbero diminuire tre volte più velocemente di quanto previsto dall’Unione per essere in linea con gli sforzi globali necessari a calmierare la febbre del pianeta. Basandosi sul più completo database delle centrali a carbone europee, gli analisti del think tank Sandbag e del Climate Action Network (CAN) hanno quantificato le emissioni di CO2 rilasciate dalle 280 centrali operative in Europa.Nel 2014 questo vasto parco di impianti ha rilasciato 762 milioni di tonnellate di CO2, pari a quasi un quinto (18 per cento) delle emissioni europee di gas serra, poco meno del totale delle emissioni dei trasporti su strada dell’intera Europa (21 per cento).Secondo gli esperti dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), le emissioni di CO2 derivanti dalla combustione di carbone dovrebbero diminuire dell’8 per cento all’anno fino al 2040 per far sì che l’innalzamento della temperatura globale rimanga entro la soglia di sicurezza di 2°C.Il rapporto, commissionato da Greenpeace UK e CAN Europe, sprona i leader europei a prendere coscienza dell’inquinamento causato dal carbone e ad approvare piani energetici basati su tecnologie più pulite.«Dal Canada alla Finlandia fino al Regno Unito, i leader delle economie più avanzate stanno dimostrando che è possibile fissare una data per la fine dell’era del carbone», ha dichiarato Wendel Trio, direttore di CAN Europe. «Abbiamo bisogno che il summit di Parigi produca un accordo forte per accelerare l’uscita dal carbone in tutta l’Europa».In Italia il carbone contribuisce per circa il 12% alla produzione nazionale di energia elettrica. Una quota modesta, specie per un Paese con un potenziale produttivo che eccede largamente la domanda, ma corrispondente all’emissione di 39 milioni di tonnellate di CO2, più di quelle dei settori dell’acciaio e del cemento messi insieme.«Il carbone è il principale responsabile dei cambiamenti climatici», ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Al summit di Parigi non saranno sufficienti le buone intenzioni: i leader politici devono indicare date precise per uscire dall’era della fonte fossile più inquinante. Deve farlo anche Renzi, che si dichiara contrario all’uso del carbone senza però dire cosa intende fare per ridurne il consumo».Lo studio di Greenpeace svela anche che due terzi (66 per cento) degli impianti a carbone in Europa sono attivi da 30 anni o più. Questo li rende particolarmente inefficienti, inquinanti e soggetti a incidenti.
I risultati sono stati pubblicati mentre i negoziati del vertice di Parigi sul clima stanno entrando nel vivo e i delegati di oltre 190 Paesi cercano di raggiungere un accordo globale sulla diminuzione delle emissioni di gas serra.

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Auto motore della ripresa?

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

auto industry“E’ l’auto il motore della ripresa”. Questa la sintesi che un quotidiano economico italiano ha fatto con un titolo per un incontro tra i principali attori della filiera dell’automobile in occasione del Motor show di Bologna. I vari industriali italiani del settore, forti della produzione di 1,36 milioni di automobili, e puntando a 2,15 milioni di immatricolazioni (“livelli pre-crisi”) hanno anche chiesto che sarebbe opportuno un credito d’imposta per incentivare la ricerca. Produzione da far crescere -secondo loro- visto che il mercato tiene e che il parco auto italiano (37 milioni) è da svecchiare (9,11 anni l’eta’ media nel 2014), ovviamente -sempre secondo loro- a vantaggio dell’ambiente e per rispondere al deficit della mobilita’ pubblica. Marziani? No, semplicemente capitalisti italiani: profitto e profitto e profitto, senza neanche pensare ai loro figli e nipoti che vivranno in un Pianeta sempre piu’ invivibile. Non ci meravigliamo. E’ in linea con gran parte del capitalismo mondiale del settore (e non solo). Quelli le cui lobby stanno riuscendo a far fallire il COP21 di Parigi, come era gia’ accaduto ai simili vertici precedenti. Capitalisti italiani con prospettive zero, dispensatori di fumo negli occhi per governanti intrisi e guidati dai loro uomini (basta scorrere le liste di deputati e industriali). Non c’e’ bisogno di grandi analisi per dare megafono alla voce quotidiana di ognuno di noi. Poveri e comuni mortali che viviamo in citta’ sempre piu’ invivibili per l’inquinamento essenzialmente dovuto alla tragica intensita’ delle automobili, dei loro scarichi (euro 4 o 5 o 6 o 7 o 8 che siano) e della loro presenza (occupazione) fisica; con amministratori incapaci che, tra l’altro, falsificano i dati delle rilevazioni ambientali imposte dall’Ue, pur di non certificare i loro fallimenti frutto di collusioni con questo mondo industriale. La nostra e’ la voce del cittadino-utente:
– che si ammala spesso ai polmoni (anche morendoci) in questo contesto,
– che ha il terrore a mandare i figli a scuola da soli anche se devono attraversare un solo semaforo,
– che passa ore e ore della sua vita imbottigliato nel traffico,
– a cui e’ negato l’uso della bicicletta per mancanza di piste ciclabili (mai preferite alla multi-corsie per le automobili),
– costretto a subire decine di migliaia di multe perche’ non ha alternative all’uso dell’auto privata spesso violando il codice della strada perche’ non ha alternative.
– che e’ costretto ad acquistare anche piu’ di un’automobile per famiglia, pena mobilita’ ridottissima, e col risvolto di soldi non usati per altri benesseri famigliari e individuali.
La scienza ufficiale, fatta di parrucconi “venduti” e/o incapaci, cerca di foraggiare questo capitalismo assassino. La Societa’ italiana di fisica (Sif) ha levato la propria firma dalla “Dichiarazione sui cambiamenti climatici” che 12 associazioni scientifiche italiane hanno preparato per la COP21: “non esistono le equazioni del clima -dice la sua presidente-. Ed io non mi trovo d’accordo con l’affermazione che il ruolo dell’uomo nel riscaldamento sia inequivocabile” . Posizione che altri scienziati che non fanno parte di questa corporazione hanno bollato come irresponsabile (4), ma che -evidentemente- viene presa in considerazione da chi promette benessere e qualita’ puntando sull’auto come motore della ripresa.
La conversione industriale -questi capitalisti- non sanno neanche cosa sia? Non lo sappiamo, ma lo ipotizziamo, visto che non la applicano convertendo parte delle loro aziende per produrre biciclette o mezzi di trasporto pubblico (semplificando ed estremizzando per rendere meglio il concetto). E, di conseguenza, far muovere le loro lobby perche’ le amministrazioni costruiscano piste ciclabili e centuplichino gli investimenti per il trasporto pubblico. Questi capitalisti investono i loro guadagni, quando non li portano all’estero, solo sul loro tornaconto privato e sugli stipendi da capogiro per manager che riescono a far produrre strumenti di morte prossima ventura. Sembra che lo stato comatoso del nostro Paese e del nostro Pianeta (climatico ed economico, figlio del loro modello di sviluppo) non abbia loro insegnato nulla, nonostante i folli risvolti stragisti del 13 novembre parigino e quelli quotidiani in tutto il resto del mondo (Africa, Medio Oriente e Usa inclusi). O forse c’e’ ancora qualcuno che crede che le follie umane e politiche in atto si combattono solo con i bombardamenti (per chi ci crede) e non anche con la diffusione della qualita’ di vita e col benessere? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Diabete: liraglutide più efficace degli inibitori SGLT-2 nel controllo della glicemia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

vancouverVancouver. Liraglutide (Victoza®, Novo Nordisk) è più efficace degli inibitori SGLT-2 nel ridurre l’emoglobina glicata, HbA1c, e dimostra in prospettiva una migliore tendenza a raggiungere gli obiettivi di controllo glicemico. Sono stati presentati al Congresso mondiale dell’International Diabetes Federation (IDF), conclusosi ieri a Vancouver, Canada, i risultati di una network meta-analysis condotta su studi relativi a persone con diabete tipo 2 non adeguatamente controllate con metformina in monoterapia o in associazione a sulfaniluree, inibitori DPP-4 o glitazoni1.“La network meta-analysis è una metodologia di valutazione che ha trovato solo recentemente una collocazione riconosciuta nel campo della evidence based medicine. È uno strumento sviluppato per eseguire un confronto indiretto fra trattamenti per i quali non sono disponibili studi clinici di confronto ‘testa a testa’, ma solo studi nei quali tali trattamenti sono confrontati con altri trattamenti, che potremmo definire ‘terzi’. Da questi studi vengono tratte le informazioni utili a valutare i due trattamenti tra di loro”, spiega Giorgio Sesti, Professore di medicina interna dell’Università degli Studi “Magna Grecia” di Catanzaro.I risultati della metanalisi presentata a Vancouver hanno valutato liraglutide in confronto a canagliflozin, empagliflozin e dapagliflozin, utilizzando 17 studi clinici randomizzati controllati, già pubblicati alla data di inizio della valutazione. Dimostrano una maggiore riduzione di HbA1c da parte di liraglutide rispetto a tutti gli inibitori SGLT-2 esaminati (-1.01%/-1.18% per liraglutide 1.2 mg/1.8 mg; -0.64/-0.79% per canagliflozin 100 mg/300 mg; -0.32%/-0.38% per dapagliflozin 5 mg/10 mg; -0.59%/-0.62% per empagliflozin 10 mg/25 mg).1“Questi dati confermano quanto osservato in altri studi clinici randomizzati ‘testa a testa’ o network meta-analysis ovvero che il trattamento con analoghi del GLP-1, come liraglutide, ha un maggiore effetto sul controllo metabolico rispetto ad altri trattamenti ipoglicemizzanti. Un ulteriore vantaggio della terapia con analoghi del GLP-1 è l’effetto significativo sulla riduzione del peso e sulla pressione arteriosa che ne rafforza l’uso in soggetti affetti dalla cosiddetta sindrome metabolica” conclude Sesti.
Novo Nordisk è un’azienda farmaceutica con più di 90 anni di storia nell’innovazione e nella leadership per la terapia del diabete. Quest’eredità ci ha dato l’esperienza e le capacità che ci permettono di aiutare le persone a sconfiggere altre serie condizioni croniche: emofilia, disturbi della crescita e obesità. Con sede in Danimarca, Novo Nordisk ha circa 40.300 dipendenti in 75 Paesi e commercia i propri prodotti in oltre 180 Stati.

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2015 الشرق الأوسط العالمية للاستشارات تطلق باكورة التقارير حول قطاع التمويل الإسلامي خلال أعمال المؤتمر العالمي للمصارف الإسلامية

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

world islamic bankالمنامة – 6 ديسمبر 2015: أطلقت الشرق الأوسط العالمية للاستشارات، الجهة المنظمة للمؤتمر العالمي للمصارف الإسلامية، تقرير توقعات شامل خلال اليوم الأخير من أعمال المؤتمر. وقام دكتور سيد فاروق، نائب رئيس مجلس الإدارة والرئيس التنفيذي للشرق الأوسط العالمية للاستشارات، بعرض أهم رؤى التقرير الذي حمل عنوان “تقرير توقعات تقدم التمويل الإسلامي”.
وخلال العرض، أكد الدكتور فاروق إن خلال 22 عاماً كان المؤتمر العالمي للمصارف الإسلامية بمثابة “منصة فريدة عملت في خدمة قادة الصيرفة الإسلامية من خلال تزويدهم بالرؤى المحلية والعالمية المؤثرة بغرض مساعدتهم في تشكيل استيراجيتهم العمل للسنوات القادمة”.
إن فرادة هذا التقرير، بحسب ما قال الدكتور فاروق، تكمن في جمعه لرؤى هادفة منبثقة من قادة التمويل الإسلامي، والتي تم جمعها من إجراء مسح لوجهات نظر الممارسين – مع تحليل دقيق لأداء المؤسسات المالية الإسلامية.
وبحسب هذا التقرير، فإن الوضع الحالي للمصارف الإسلامية يعتبر جيداً في العديد من الأسواق في ما يخص الصمود أمام الآثار المتوقعة من تغير الاقتصاد العالمي والاستفادة من ارتفاع حصتها في السوق. في بعض الأسواق، يتوقع التقرير أن المصارف سوف تستولي على حصة في السوق في المقام الأول من خلال وجود رأس مال وسيولة أعلى من المصارف التقليدية.
وعلاوة على ذلك، يكشف التقرير كيف يمكن للبنوك الإسلامية أن تعمل كمحفزات للنمو في أسواق مثل إندونيسيا وباكستان ومصر حيث ائتمان القطاع الخاص يبدأ من قاعدة أكثر انخفاضاً. وفي هذه الأسواق، فإن الصيرفة الإسلامية لديها حصة ضئيلة من إجمالي الأصول ويمكن أن تنمو بسرعة ليس فقط من خلال بناء حصة في القطاع المالي الحالي، ولكن من خلال نضوج النظام المالي.
وعلى ضوء ذلك، قال الدكتور فاروق “المصرف الإسلامية التي تسعى لمثل هذه الفرصة ستكون معتمدة بشكل خاص على استخدام التكنولوجيا للوصول إلى عملائها، وخاصة من خلال الأجهزة المحمولة، والتي تسمح لهم للوصول بشكل أكثر كفاءة قاعدة كبيرة من العملاء دون التكاليف المرتبطة للتوسع في شبكة فروعها”. وأضاف مسلطاً الضوء على التحديات التي تواجه القطاع خلال سعيه لتوسعة قاعدة عملائه “وجدت نتائج استطلاع الرأي لقادة المصارف الإسلامية أن ما يقارب (13٪) منهم يبحثون عن شراكات مع شركات الاتصالات للتخطيط لتوسعات شبكات الصراف الآلي الخاصة بهم (15٪)”.
وأشار الدكتور فاروق إلى أن البنوك التي نجحت في الوصول إلى سوق أوسع لن تكافاً فقط مع نمو الأصول، ولكن أيضا من كونها قادرة على أن تظهر أن التمويل الإسلامي هو ليس فقط حكرا على سكان المدن الأغنياء. ويمكن في الواقع الوصول إلى الناس من الدخل المحدود أو المتوسط. واختتم الدكتور فاروق بالقول “إن هذا لن يساهم فقط في تقدم هذا القطاع نحو الوفاء بالتوافق مع الشريعة من قبل العديد من المستهلكين، ولكن أيضا سيوسع حجم التوقعات الأخلاقية لقطاع مالي شامل”.
بإمكانكم تحميل هذا التقرير عبر:http://meglobaladvisors.com/insights/- انتهى – نبذة حول الشرق الأوسط العالمية للإستشارات
تم تدشينها في عام 1993، إذ تقوم الشرق الأوسط العالمية للإستشارات بربط الأسواق من خلال تقديم ذكية وتنفيذ الاستراتيجيات. وتعتبر الشرق الأوسط العالمية للاستشارات بوابة ربط ومنصة تقديم تقارير حول الفرص المتوفرة في الأسواق التي تشهد نمو سريع بما في ذلك المغرب، وغرب أندونيسيا في الشرق بالإضافة إلى الشرق المتوسط وشمال أفريقيا، وشرق آسيا. وتفتخر الشرق الأوسط العالمية بوجودها في قلب هذه الأسواق المتنوعة منذ أكثر من 22 عاماً.
للمزيد من المعلومات الرجاء زيارة meglobaladvisors.com.
نبذة حول المؤتمر العالمي للمصارف الإسلامي
شكل المؤتمر العالمي للمصارف الإسلامية سمعته بوصفه أكبر تجمع وأكثره تأثيرا في العالم من القيادات المصرفية والتمويل الإسلامي الدولي لأكثر من عقدين من الزمن. وبدعم استراتيجي من مصرف البحرين المركزي، ستركز المؤتمرات القادمة على تحويل التمويل الإسلامي إلى قبلة عالمية من خلال تسهيل الفرص الاستراتيجية، ومعالجة التحديات المنهجية وتعريف اللاعبين في السوق الدولي والمؤسسات الاستثمارية بالحوافز والمميزات الرئيسية في هذا المجال، وقادة الفكر، والشركاء والمؤسسات.
لأكثر من عقدين من الزمن، خدم المؤتمر العالمي للمصارف الإسلامية كمنصة رئيسية للمصرفيين والمستثمرين المؤسسين، ومديري الأصول، وواضعي السياسات والأكاديميين وغيرهم من أصحاب المصلحة في إطار التمويل والصيرفة الإسلامية من الأسواق الرئيسية مثل لوكسمبورغ والمملكة المتحدة والشرق الأوسط والسودان ونيجيريا وسنغافورة، وماليزيا، وإندونيسيا، ونمو والأسواق الآسيوية النامية الأخرى. واستضاف المؤتمر على مدى السنوات الماضية العديد من القادة المعروفين عالميا مثل السير هوارد ديفيس، الرئيس السابق للبنك المركزي الأوروبي، البروفيسور روبرت كابلان من كلية هارفارد للأعمال، نيكولاس نسيم طالب، مؤلف كتاب “البجعة السوداء”، والدكتور مارك موبيوس، الناشئة الأسواق المعلم والرئيس التنفيذي لتمبلتون للأسواق الناشئة.

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Concerto della Banda Musicale San Lazzaro di Savena

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

Banda MusicaleBologna martedì 8 dicembre, alle ore 18.00, la chiesa di Piazzetta Morandi, nell’ambito della rassegna Musica in Santa Cristina, ospiterà il concerto della Banda Musicale San Lazzaro di Savena (anno di fondazione 1854). Il repertorio che verrà eseguito spazierà dalle riduzioni per banda di opere liriche e di musiche strumentali, ai canti natalizi e alle marce famose. La Banda Musicale di San Lazzaro di Savena interpreterà brani di Händel, Van Beethoven, Rossini, Mascagni, Bellini, Bizet, Elgar e Strauss.Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.
Sul finire dell’anno 1854 alcuni volenterosi formarono un piccolo complesso denominato “Corpo Bandistico Musicale” di San Lazzaro di Savena. Nei primi anni la Banda effettuò servizi militari seguendo le truppe nelle marce, facendo servizi d’onore e accompagnando all’estremo riposo i reduci della guerra risorgimentale per l‘Unita d’Italia. Col passare degli anni il Corpo Musicale divenne sempre più importante dando il proprio contributo alle più svariate manifestazioni. Oggi si presenta alquanto rinnovata, con molti giovani, i quali vengono preparati da

Banda Musicale1

Bologna, Dicembre 2011 – Chiesa di Santa Cristina. La veduta della chiesa durante un concerto.

professori diplomati, ma lo spirito che accompagna i componenti della Banda è ancora quello di una volta: divertirsi facendo musica insieme. Il Corpo Bandistico è composto da una quarantina di elementi, con la presenza di molti giovani. Innumerevoli e di genere diverso sono i servizi prestati dal Corpo Musicale. Ha partecipato a numerosi raduni bandistici promossi prima dall’ A.N.B.I.M.A. (Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome) e poi dall’A.B.M.E.R. ed ha suonato in diverse piazze italiane (Tolentino, Rimini, Casola Val Senio (FC), Modena, Lissone (MI), Ferrara, Firenze, Reggio Emilia, Roma,Turriaco (TN), ecc). Nel 1997 ha partecipato al concerto di Jovanotti al Palamalaguti di Casalecchio di Reno e nel 1993 al 3° Concorso Nazionale “La banda dell’anno” a Pesaro. (foto: Banda Musicale)

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Mostra Il rigore e la grazia. La Compagnia di San Benedetto Bianco nel Seicento fiorentino

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

palazzo pittiFirenze apertura straordinaria della Cappella Palatina di Palazzo Pitti e degli storici ambienti attigui che accolgono la mostra dallo scorso 22 ottobre. I curatori Alessandro Grassi, Michel Scipioni e Giovanni Serafini illustreranno con piacere la mostra ai visitatori nei seguenti giorni alle ore 15:
mercoledì 9 dicembre 2015 ore 15
martedì 22 dicembre 2015 ore 15
mercoledì 13 gennaio 2016 ore 15
martedì 26 gennaio 2016 ore 15
giovedì 11 febbraio 2016 ore 15
venerdì 4 marzo 2016 ore 15
Per partecipare è necessario l’acquisto del biglietto del Museo degli Argenti (che consente la visita oltre che della mostra e del Museo degli Argenti anche dei Giardini di Boboli e Bardini, oltre che della Galleria del Costume). Costo del biglietto intero: € 10.00; ridotto: € 5.00 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 ed i 25 anni (gratuito riservato a minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, Diploma di Laurea di lettere e filosofia con indirizzi di laurea archeologico o storico-artistico, Diploma di Laurea o corsi corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea). Il punto di ritrovo della visita è nel Cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti davanti alla porta d’accesso alla Cappella Palatina.
La mostra ha costituito una grande opportunità che ha visto unirsi il principio della tutela del patrimonio territoriale fiorentino con quello della sua valorizzazione, grazie ai restauri effettuati appositamente alle nuove sale espositive, anch’esse recuperate e inserite da oggi nel circuito di visita del Museo degli Argenti. Il tesoro esposto in mostra proviene quasi interamente dal patrimonio della compagnia di San Benedetto Bianco, che è stata una fra le più importanti e prestigiose aggregazioni laicali fiorentine. Vi sono opere di prestigiosi artisti del Seicento fiorentino come Cristofano Allori, Vincenzo Dandini, Matteo Rosselli, Agostino Melissi, Lorenzo Lippi, Ottavio Vannini, Jacopo Vignali, Giovanni Martinelli, Mario Balassi, Simone Pignoni. (foto: palazzo pitti)

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Presentazione del Diabetes Web Report 2015

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

diabete_21-300x224Roma, mercoledì 16 dicembre 2015 – ore 10.00 Ministero dello Sviluppo Economico Sala del Parlamentino – Via Veneto 33. Hanno promosso l’incontro il Diabetes Web Observatory Group, in collaborazione con Dipartimento di Medicina dei Servizi dell’Università di Roma
Tor Vergata, l’Italian Barometer Diabetes Observatory IBDO Foundation, il Medi-Pragma e con il patrocinio di Ministero della Salute, Ministero dello Sviluppo Economico, Istituto Superiore di Sanità con il contributo non condizionato di Novo Nordisk e di Fiuggi. Il web in Italia è lo strumento più utilizzato in assoluto per informarsi. Media online e motori di ricerca sono la prima fonte consultata, anche in tema di salute e di cure disponibili. Lo scopo del Diabetes Web Observatory Group è quello di osservare, analizzare e studiare i comportamenti delle persone in rete in tema di salute, in particolare di coloro che hanno il diabete, dei medici e non solo, e comprendere il social web sentiment relativo alla malattia.

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La via italiana contro i tumori del sangue

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

L’Italia è un’eccellenza a livello mondiale nella ricerca in ematologia. Lo dimostrano gli studi guidati dai centri del nostro Paese che saranno presentati al 57° Congresso dell’American Society of Hematology (ASH), il più importante appuntamento internazionale del settore, che si svolge a Orlando (Florida) dal 5 all’8 dicembre. Per quattro giorni, oltre 15mila esperti discuteranno dei progressi della ricerca e delle terapie delle principali malattie ematologiche. “Ogni anno in Italia quasi 28mila italiani sono colpiti dai tumori del sangue – spiega il prof. Fabrizio Pane, Presidente SIE (Società Italiana di Ematologia) -. I passi in avanti nelle sperimentazioni hanno permesso di rendere croniche molte di queste patologie, che un tempo si caratterizzavano per tassi di sopravvivenza molto bassi. Al Congresso ASH saranno presentati dati importanti sull’immuno-oncologia nel mieloma multiplo, che colpisce ogni anno nel nostro Paese quasi 4.500 persone. Questa nuova arma, che rinforza il sistema immunitario contro il tumore, si è già dimostrata efficace nel melanoma e nelle neoplasie del rene e del polmone. È fondamentale offrire nuove opzioni terapeutiche a persone colpite da una malattia che fa registrare tassi di sopravvivenza a 5 anni pari al 42%”. Oltre al mieloma multiplo, le principali malattie ematologiche sono rappresentate dai linfomi di Hodgkin (1.200 nuovi casi ogni anno in Italia) e non Hodgkin (10.200), dalle sindromi mielodisplastiche (4.000) e dalle leucemie: linfatica acuta (1.000), linfatica cronica (3.000), mieloide acuta (3.000) e mieloide cronica (1.000). Complessivamente ogni anno circa 28mila italiani sono colpiti da queste patologie. Sono migliorati i tassi di sopravvivenza, ad esempio guariscono l’80% delle persone colpite da linfoma di Hodgkin e il 60% dei pazienti con linfoma non Hodgkin. “Nella leucemia linfatica cronica – continua il prof. Pane -, sono stati raggiunti passi in avanti decisivi grazie ai farmaci molecolari, che hanno come bersaglio i meccanismi biologici della malattia e che hanno permesso di abbandonare completamente la chemioterapia. Grande spazio durante il Congresso ASH anche a molecole innovative frutto di manipolazioni genetiche”. “L’Italia in questi ultimi due decenni ha giocato un ruolo di primo piano nel mondo, con la pubblicazione di ricerche sulle più importanti riviste internazionali – conclude il prof. Pane -. Ricordiamo, in particolare, un articolo del 1997 su Blood a firma esclusivamente di scienziati italiani, che ha aperto la strada a un nuovo approccio nel trattamento della leucemia promielocitica acuta. Attualmente, la cura si basa su questo tipo di terapia ed è possibile guarire malati che in passato avevano un’aspettativa di vita di poco più di un mese. Stiamo assistendo oggi al passaggio dall’approccio one disease/one drug (un farmaco per ogni malattia) alla medicina personalizzata attraverso la selezione dei pazienti con esami specifici”.

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Riconoscimenti per le migliori aziende italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

world opportunity38 società italiane sono state selezionate da una giuria di giudici indipendenti, tra cui dirigenti senior del mondo imprenditoriale e accademico, che le ha inserite tra i “Campioni nazionali” degli European Business Awards 2015/16; ora rappresenteranno il Paese nella prossima fase della gara.I partecipanti all’evento hanno avuto la possibilità di parlare con le principali aziende del proprio campo e di ascoltare relatori ospiti, tra cui il vincitore italiano della gran finale dello scorso anno, Antares Vision, che si è aggiudicata il Premio ELITE per la strategia di crescita dell’anno 2014/2015.Le aziende italiane selezionate sono alcune delle 32.000 società di 33 Paesi con cui gli European Business Awards si sono rapportati quest’anno, con un incremento del 33% rispetto allo scorso anno, raggiungendo una cifra record per questa iniziativa, che celebra quest’anno la nona edizione e si afferma come il più grande programma di riconoscimento imprenditoriale a livello europeo.
Maurizio Lauri, Presidente di RSM Palea Lauri Gerla ha dichiarato: “L’Italia ha sempre avuto una forte presenza agli European Business Awards e quest’anno non fa eccezione. Dalla forza dei Campioni nazionali selezionati impariamo che l’innovazione, la crescita internazionale e il successo finanziario sono parte integrate del DNA imprenditoriale italiano. Ci congratuliamo con tutti i vincitori arrivati sino a questo punto della competizione”.Per la fase successiva, i Campioni nazionali dovranno realizzare un video di presentazione, raccontando l’unicità della propria esperienza e spiegando il proprio successo imprenditoriale. I giudici assegneranno ai migliori di questo gruppo l’ambito Ruban d’Honneur. I destinatari del Ruban d’Honneur parteciperanno poi al gran finale che si terrà a giugno 2016.
Separatamente, i video dei Campioni nazionali saranno pubblicati sul sito web degli European Business Awards, http://www.businessawardseurope.com, dove sarà indetta una votazione pubblica in due fasi, che deciderà quali saranno i ‘Campioni nazionali del pubblico’ di ciascun Paese nella prima fase di votazione e selezionerà un unico Campione europeo del pubblico nella seconda fase. I video saranno online e aperti al voto del pubblico a partire dall’11 gennaio 2016. Lo scopo primario degli European Business Awards è sostenere lo sviluppo di una comunità imprenditoriale più forte e di successo in tutta Europa. L’iniziativa è nata per premiare e dare riconoscimento all’eccellenza, alle migliori prassi e all’innovazione delle società di ogni dimensione e settore nella comunità imprenditoriale europea.
Lo scopo primario degli European Business Awards è supportare lo sviluppo di una comunità imprenditoriale più forte e di maggior successo in tutta Europa.
ELITE è un servizio integrato studiato per aiutare le PMI a prepararsi e a strutturarsi per la successiva fase di crescita grazie all’accesso a opportunità di finanziamento a lungo termine. ELITE si rivolge alle PMI dotate di un solido modello imprenditoriale, con una chiara strategia di crescita, caratterizzate dal desiderio di ottenere finanziamenti nel prossimo futuro.
PR Newswire è il fornitore leader nel mondo di strumenti per le PR e le comunicazioni aziendali, che consentono ai clienti di distribuire notizie e contenuti avanzati. Il contenuto dei clienti viene distribuito in tempo reale su canali tradizionali, digitali e social media, con funzionalità di segnalazione e monitoraggio sfruttabili appieno. (foto: world opportunity)

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Censis, per il 43% degli italiani la sanità sta peggiorando

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

istituto superiore sanitàQuasi il 43% (42,7%) degli italiani pensa che la sanità stia peggiorando, una quota di delusi che sale al 64% al Sud. Inoltre il 55,5% considera inadeguato il Servizio sanitario regionale (Ssr), con picchi dell’82,8% nel Mezzogiorno. È quanto emerge dal capitolo ‘Il sistema di welfare’, del 49esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2015. «La capacità del privato di offrire prestazioni a prezzi sostenibili e la lunghezza delle liste di attesa nel pubblico, si risolve spesso nella scelta dei cittadini di pagare per intero di tasca propria le prestazioni», dice il Censis. E problema non da poco, i costi e tempi di attesa che hanno andamenti inversi nel passaggio dal pubblico al privato, poiché all’aumentare dei costi delle prestazioni nel privato corrisponde una diminuzione dei tempi di attesa, e viceversa. Una colonscopia nel privato, infatti, richiede circa 169 euro in più rispetto al pubblico e riduce i tempi di attesa di 74 giorni; per una risonanza magnetica nel privato, la spesa è di 79 euro in più con una riduzione dei tempi di attesa di 69 giorni. Da un’analisi complessiva dei dati del Rapporto, il dato più rilevante è che il restringimento del welfare alimenta gli squilibri sociali, e ammalarsi può diventare un problema serio.Sono 7,7 milioni, secondo il Censis, le persone che in un anno si sono indebitate o hanno chiesto un aiuto economico per pagare le cure. La spesa sanitaria pubblica, cresciuta dal 2007 al 2010 da 101,9 miliardi di euro a 112,8 miliardi, negli ultimi anni «ha registrato – si legge nel Rapporto – una inversione di tendenza, con una riduzione tra il 2010 e il 2014, attestandosi nell’ultimo anno a 110,3 miliardi. La spesa sanitaria privata delle famiglie, invece, dal 2007 al 2014 è passata da 29,6 a 32,7 miliardi, raggiungendo il 22,8% della spesa sanitaria totale». E c’è chi fatica a pagare le cure. La percentuale di famiglie a basso reddito in cui nell’ultimo anno almeno un membro ha dovuto rinunciare o rimandare prestazioni sanitarie è elevata: il 66,7%. Anche l’andamento del Fondo nazionale per le politiche sociali testimonia il progressivo ridimensionamento dell’impegno pubblico, nonostante il parziale recupero degli ultimi tre anni: 1.565 milioni di euro nel 2007, 43,7 milioni nel 2012, 400 milioni nel 2015 (-74,4% nell’intero periodo). E con dati simili, non tarda ad arrivare il commento dei sindacati di categoria.«Il quadro descritto dal Censis – dichiara Costantino Troise, segretario dell’Anaao-Assomed – conferma quanto da anni noi e le altre organizzazioni sindacali mediche e sanitarie, vanno denunciando, inascoltate. La diminuzione del perimetro di tutela pubblica non solo crea notevole insoddisfazione tra i cittadini, ma lascia spazio ad un privato sostitutivo, per chi può permetterselo. Agli altri non tocca che aspettare o rinunciare». Sul problema liste d’attesa, più volte sottolineato nel Rapporto, Troise dichiara che «L’aumento del tempo di attesa per le prestazioni, come anche quello per avere un posto letto in ospedale, testimoniato dalla drammatica situazione dei Pronto Soccorso, è figlio dei tagli a tutto quello che costa e dell’impoverimento numerico del personale che finora ha tenuto aperti i cancelli della “fabbrica sanità” con decine di milioni di ore di lavoro non retribuite». E avverte: «Anche per denunciare l’agonia di un sistema e salvare quello che resta, il 16 dicembre la sanità protesta con lo sciopero dei medici, dei veterinari, dei dirigenti sanitari, dei Mmg e dei Pediatri di libera scelta, nonché degli specialisti ambulatoriali». Rossella Gemma (fonte doctor33)

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Argentina, Messico, Cile: storie dall’altro capo del mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

Roma. Dall’America latina arriva a 03 Più libri più liberi 2009 foto MatteoMignani un gruppo di autori con personaggi e storie taglienti, ambientate in quello specialissimo limbo letterario in cui la realtà vissuta entra di prepotenza nelle pagine ma nello stesso istante si fonde con l’invenzione. E chi legge è conquistato da questa invincibile ambiguità.Di situazioni forti è costellato il romanzo Aquarium (L’Asino d’Oro; oggi, sabato 5 alle 14 con Andrea Carraro) dell’argentino Marcelo Figueras, scrittore, sceneggiatore e giornalista, che alla fine del 2000 ha visitato Israele e la Palestina per seguire la seconda Intifada e da questa esperienza ha tratto un romanzo di intenso coinvolgimento.
Dall’Argentina ci spostiamo in Cile, patria di Alejandro Zambra – definito da “The New Yorker” “la nuova stella della letteratura latino-americana” e periodicamente accostato al connazionale Roberto Bolaño – che con l’antologia I miei documenti (Sellerio in collaborazione con IILA – Istituto Italo-Latino Americano e Più libri più liberi; lunedì 7 alle 16, con Francesco Pacifico) propone al pubblico della fiera undici brevi romanzi, un mondo di personaggi e di oggetti, smarriti e ritrovati, passando intanto in rassegna gli ultimi tormentati cinquant’anni di storia del suo Paese. Una raccolta di racconti che come una galleria d’arte passa in rassegna i ritratti di bugiardi impenitenti, fantasmi in carne e ossa, banditi, amanti, uomini ossessionati dal mito della mascolinità, eterni figli alla ricerca di un padre esistito solo nell’infanzia. Le vite di tutti questi personaggi, si scopre pian piano, sono in qualche modo collegate: da relazioni, luoghi oppure oggetti, sicché ciascuna narrazione sfuma nell’altra. E le due voci narranti – quella dell’io dello scrittore e quella del protagonista, nel tentativo di essere insieme interprete e spettatore della propria esistenza – finiscono col sovrapporsi fra salti cronologici, aneddoti autobiografici e invenzioni letterarie, tutte significative della storia politica cilena, fino ad arrivare agli anni duemila, con la lunga transizione democratica.
Un vicino di Zambra, il messicano Julián Herbert, porta in Fiera Ballata per mia madre (Gran Vìa in collaborazione con IILA – Istituto Italo-Latino Americano e Più libri più liberi; lunedì 7 alle 18) – uno dei romanzi rivelazione della recente letteratura messicana: storia di un narratore che, nel tempo sospeso dell’attesa in ospedale al capezzale della madre malata di leucemia, fa i conti con i fantasmi del proprio Paese, violento e pieno di contraddizioni, e scava in se stesso alla ricerca del significato del concetto di famiglia. Il protagonista, Herbert, ripercorre la propria vita e quella di lei – prostituta fuori dal comune, ordinata e meticolosa, amante dei suoi cinque figli avuti da uomini diversi – l’infanzia e l’adolescenza trascorse tra bordelli, baracche, violenza, tate crudeli in stile Dickens, un viavai ininterrotto di uomini. Meta finale del viaggio, partito dalla sofferenza e passato attraverso i ricordi, la riconciliazione con la figura materna e con la propria identità di figlio e padre. E così la Ballata luttuosa del titolo, che in originale suona come la canción de tumba, diventa il sottofondo musicale dell’agognata maturità: piena di contraddizioni e dolori ma accettata e fatta propria.
Infine, un filone speciale di incontri è quello organizzato anche quest’anno dall’Istituto Italo-Latino Americano (IILA): domani, domenica 6 alle 19 il primo appuntamento, dedicato all’Identità latinoamericana tra realtà e finzione – con Alejandro Zambra e Ondina Zea coordinati da Camilla Cattarulla. Lunedì 7 alle 17 occasione imperdibile di ascoltare in videoconferenza il Premio Nobel Mario Vargas Llosa, insieme all’intervento di Martha Canfield. Chiudono il ciclo Julián Herbert, Valeria Luiselli, Hernán Ronsino e Alejandro Zambra coordinati da Camilla Cattarulla nella tavola rotonda America Latina: centri e periferie (martedì 8 alle 19).
Sul web Più libri più liberi è presente attraverso gli aggiornamenti del sito ufficiale http://www.plpl.it e grazie all’attività sui social network che affiancano il claim #peramoredeilibri all’hashtag ufficiale #piulibri15.
Promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori, con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Centro per il Libro e la Lettura, Regione Lazio, Roma Capitale – Assessorato Cultura e Sport, ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in collaborazione con Biblioteche di Roma e l’azienda per i trasporti capitolina Atac e con la media partnership di Rai, Radio3, Rai3, Rainews24, la Repubblica, L’Espresso e Repubblica.it, la Fiera non è solo un punto di riferimento per la proposta e il lancio di nuovi autori internazionali, ma si conferma osservatorio insostituibile sulla varietà della produzione italiana.

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Malattie croniche infiammatorie dell’intestino

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

Si è concluso il VII Congresso Nazionale dell’Italian Group for Inflammatory Bowel Diseases (IG-IBD) che, con la partecipazione di circa 500 delegati provenienti dalle università e dagli ospedali di tutt’Italia, è stata l’edizione con più presenze. Diversi i temi affrontati: dai medicinali di prossimo impiego agli attuali orientamenti in ambito chirurgico, dalle criticità metodologiche dei trials clinici alle difficoltà organizzative dell’offerta assistenziale. Un ritardo diagnostico non diminuito negli ultimi 30 anni, il pesante impatto sulla qualità di vita, l’accesso alle terapie ancora disomogeneo e la conseguente migrazione di pazienti da una Regione all’altra in cerca di cure migliori sono alcune delle problematiche a causa delle quali il costo a malato viene attualmente stimato, seppure indicativamente, in circa 10.000 euro all’anno.Il Congresso ha visto i 500 iscritti dell’IG-IBD impegnati nel rinnovo del Consiglio Direttivo della Società. Confermati il Segretario nazionale Fernando Rizzello, Università degli Studi di Bologna, S. Orsola Malpighi, i consiglieri Fabrizio Bossa, Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” IRCCS San Giovanni Rotondo, Emma Calabrese, Università di Roma Tor Vergata, Filippo Mocciaro, Ospedale Civico di Palermo e Antonio Rispo, A.O.U. Federico II di Napoli. Alessandro Armuzzi, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, subentra a Simone Saibeni, A.O. G. Salvini, Ospedale di Rho.Durante l’evento, ampio spazio è stato dedicato alle novità sul fronte della strategia terapeutica, dove è fondamentale il confronto tra le possibilità offerte dai farmaci e l’utilità dell’intervento chirurgico. “Oggi, la scelta farmacologica più efficace per la cura delle IBD si basa su due aspetti complementari”, illustra Ambrogio Orlando, Responsabile Ambulatorio MICI, AO Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello di Palermo e Coordinatore nazionale comitato scientifico IG-IBD. “La personalizzazione del trattamento, in base alle caratteristiche del singolo paziente, e l’impiego di farmaci innovativi. Oltre ai medicinali biologici già a nostra disposizione, (infliximab, adalimumab e golimumab), ne sono in arrivo di nuovi. Il primo è vedolizumab, che agisce bloccando il passaggio delle cellule infiammatorie dal sangue alla mucosa intestinale e che dovrebbe essere disponibile entro i primi mesi del 2016. Altra molecola all’orizzonte è tofacitinib, che impedisce il rilascio di una serie di citochine pro infiammatorie e per il quale è in corso uno studio internazionale di fase 3, al quale partecipa anche il nostro centro. Di prossimo impiego, inoltre, mongersen, farmaco con storia tutta italiana dimostratosi molto efficace per il Crohn in fase 2, che ha il vantaggio dell’assunzione orale e agisce per via topica, ripristinando la normale omeostasi infiammatoria a livello intestinale. Importante anche il ruolo dei primi biosimilari che, grazie al costo ridotto, rendono le terapie più sostenibili consentendo di fornirle a un numero maggiore di pazienti”.“L’innovazione farmacologica degli ultimi anni nell’ambito delle MICI ha sicuramente influenzato il modo in cui oggi si fa chirurgia su queste patologie”, spiega Gilberto Poggioli, Ordinario di Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna e Direttore della Chirurgia del tratto alimentare del Policlinico Sant’Orsola Malpighi. “Non è diminuito il numero di interventi ma è cambiata la loro natura, essendo diventati sempre più conservativi. Occorre tuttavia monitorare nel lungo periodo gli effetti di questo nuovo approccio terapeutico, per verificare cosa succede ai pazienti: mentre in passato avrebbero subito interventi spesso demolitivi, attualmente vengono operati cercando di preservare l’integrità del tratto intestinale, che risulta però esposto a una condizione di infiammazione cronica per più anni. Altro elemento da evidenziare è il fatto che fino a 15 anni fa’ la chirurgia era considerata l’ultimo step del percorso di cura. Oggi, invece, fin dall’inizio, il chirurgo, specializzato per intervenire sulle IBD, e il gastroenterologo si confrontano sulla strategia da mettere in atto e, a seconda dei casi, la chirurgia può integrare precocemente la terapia farmacologica. La comunicazione e la collaborazione fra specialisti eterogenei è ormai un tratto comune ai diversi settori della medicina, nell’ottica di una presa in carico multidisciplinare del paziente”.“Per il 2016 IG-IBD intende continuare il percorso intrapreso con l’obiettivo di favorire la produzione di studi clinici significativi sul fronte delle malattie croniche infiammatorie dell’intestino”, evidenzia Fernando Rizzello. “Ci auguriamo, in particolare, di riuscire a spronare la ricerca scientifica indipendente e di contribuire all’affermazione dei lavori made in Italy nel contesto internazionale. Tra gli impegni prioritari della nostra Società, inoltre, la promozione nelle diverse Regioni di delibere attuative del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale e l’avvio di progetti volti a ricostruire in modo preciso e rigoroso il reale peso sociale ed economico delle MICI, coinvolgendo tutti i livelli della società, dal Servizio Sanitario Nazionale al Welfare, con il prezioso contributo delle Associazioni pazienti”.

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