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Archive for 14 dicembre 2015

CUBA: Where are you going?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2015

cubaBologna 18 dicembre – 22 gennaio “Vicolo Bianchetti 8”, vicolo Bianchetti, 8 Una mostra fotografica di Paolo Gotti orari: da giovedì a domenica dalle 16.00 alle 19.00. Testi di Carmen Lorenzetti.La serie fotografica di Paolo Gotti dal titolo CUBA. Where are you going? intende indagare, attraverso lo sguardo esterno del fotografo, le bellezze e le contraddizioni della più grande isola dei Caraibi che – fino a questo momento – è stata una delle ultime roccaforti mondiali del comunismo. Dalle scritte che inneggiano alla propaganda pro USA o, al contrario, in difesa del regime di Fidel, alle battaglie illegali tra galli organizzate clandestinamente nel fitto delle foreste; dal Malecón, il lungomare tra i luoghi prediletti dell’Avana, fino all’atmosfera magica di Baracoa, villaggio all’estremo oriente dell’isola.E’ una vera rivoluzione quella che attende il paese, un cambiamento epocale che coinciderà con la caduta dell’embargo. Dopo 54 anni, Stati Uniti e Cuba ristabiliscono normali relazioni diplomatiche con la riapertura delle rispettive ambasciate. Il muro che divideva i due paesi dal 1961 è cuba1iniziato a cadere con lo storico incontro tra Barack Obama e Raul Castro del 17 dicembre 2014.
Un effetto domino coinvolgerà tutta una serie di trasformazioni, come la fine della doppia circolazione monetaria del Peso Cubano e del Peso Convertibile (CUC), la liberalizzazione della proprietà e dell’iniziativa privata da parte dei cubani, l’apertura nei confronti di relazioni economiche e quindi scambi commerciali con altri paesi del mondo, come di fatto sta già avvenendo con il porto franco del Mariel, dove gli investimenti brasiliani sono imponenti. Forse si vedranno anche più automobili moderne, che già si possono acquistare a Cuba a prezzi esorbitanti, e ciò causerebbe la definitiva decadenza delle pittoresche – ma molto inquinanti – vetture americane degli anni ‘50. L’isola sta cambiando, dunque, anche se è difficile valutare a quale velocità. Forse la stessa che determina l’accesso alla rete internet, disponibile fino a qualche anno fa solo negli hotel e negli internet point delle poche sedi della compagnia telefonica statale Etecsa al costo di 6 dollari all’ora. Oggi, zone wifi affiorano in vari punti nevralgici delle città, dove è possibile connettersi per 2 dollari all’ora (che comunque considerando il salario medio cubano di 15-20 dollari al mese, rimane un costo elevato), mentre installare internet a casa propria rimane ancora un investimento proibitivo, accessibile solo a pochissimi privilegiati.In occasione della mostra sarà presentato anche il calendario tematico CUBA. Where are you going? che racchiude 13 tra le immagini più significative dell’esposizione. Un secondo calendario includerà le fotografie della serie Case di Baracoa.
Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. (foto cuba)

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Chi è il “califfo” dello Stato islamico

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2015

Abu Bakr al-Baghdadidi Chiara Pellegrino. Sfuggente e invisibile, per i jihadisti dello Stato Islamico d’Iraq e Siria, che terrorizzano il Medio Oriente, l’Europa e il Nord America, Abu Bakr al-Baghdadi è il “califfo”. La loro propaganda forza i testi sacri islamici per giustificare la sua legittimità a “comandante dei credenti”, mentre nel mondo musulmano gli uomini di religione confutano le loro tesi e gridano all’impostore. Era il 15 maggio 2010 quando il majlis al-shura (il consiglio consultivo) dello Stato Islamico nominava Abu Bakr al-Baghdadi nuovo “comandante dei credenti”. All’epoca lo Stato Islamico d’Iraq, tra alti e bassi, esisteva già da quattro anni: era stato proclamato il 15 ottobre 2006, anche se in Occidente molti si sono accorti della sua esistenza soltanto nel giugno 2014, in seguito alla presa della città irachena di Mosul.Ad aprile 2010, i precedenti leader dell’organizzazione, l’emiro Abu ‘Umar al-Baghdadi e il ministro della Guerra Abu Ayyub al-Masri1, erano stati uccisi in un raid americano a Tikrit, e lo Stato Islamico d’Iraq affrontava per la prima volta il problema della successione. Come i suoi predecessori, al momento della nomina Abu Bakr al-Baghdadi era sconosciuto ai più, anche agli stessi jihadisti iracheni. Il comunicato, diffuso online dal Markaz al-Fajr li-l-I‘lam, rendeva nota la nomina del “combattente Abu Bakr al-Baghdadi al-Husseini al-Qurashi a comandante dei credenti dello Stato Islamico d’Iraq, e del combattente Abu ‘Abdallah Al-Hasani al-Qurashi a primo ministro e suo vice”.Poco tempo dopo la bay‘a, la dichiarazione di fedeltà al nuovo leader, il portavoce dello Stato Islamico Muhammad al-‘Adnani che, secondo l’intelligence statunitense sarebbe il regista degli attentati di Parigi del 13 novembre, spiegava chi era quell’uomo misterioso.
Al-Baghdadi è un Husayni della tribù dei Quraysh, discendente dalla stirpe pura degli Ahl al-Bayt [la famiglia del Profeta], sapiente, servitore di Diou e combattente. In lui ho visto la dottrina, la tenacia, l’audacia e l’ambizione di Abu Mus‘ab [al-Zarqawi], la mitezza, la giustizia, il giudizio e la modestia di Abû ‘Umar [al-Baghdadi], l’intelligenza, la perspicacia, la perseveranza e la pazienza di Abu Hamza [al-Masri].Queste poche parole erano sufficienti ad accreditare l’uomo misterioso agli occhi dei mujahidin e ne legittimavano la successione in virtù delle sue nobili origini. Al-Baghdadi apparterrebbe al ramo alide della famiglia del Profeta dell’Islam, sarebbe in particolare un discendente di Husayn, il figlio minore di ‘Ali ibn Abu Talib, ultimo dei quattro califfi “ben guidati”, e della figlia del Profeta, Fatima.Quando fu proclamato “comandante dei credenti” Ibrahim Awwad Ibrahim al-Badri, poi divenuto noto con il nome di guerra Abu Bakr al-Baghdadi, aveva soltanto 39 anni. Era nato nel 1971 a Samarra, un’antica città a nord di Baghdad, nel Medioevo sede per qualche decennio del califfato abbaside, da una famiglia modesta e profondamente religiosa. Il padre teneva lezioni di Corano in una moschea locale e il figlio, fin da bambino, era solito trascorrere molto tempo in preghiera. (in sintesi. Fonte: fondazione oasis)

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Statement from Dr Bill Hare, CEO of Climate Analytics, on the Draft Paris Agreement

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2015

Paris-antenne-vue-eiffel-tour“The Paris agreement is a historic turning point for the whole world. One of the most remarkable outcomes of the agreement is that its objective is to “pursue efforts to limit” global warming to 1.5oC above preindustrial, while holding warming “well below 2oC”.“In doing so, the global community has recognised that the risks of global warming are far greater than previously understood, and that the scientific basis compelling very urgent action has never been stronger. “It is a victory for the most vulnerable countries, the small islands, the least developed countries and all those with the most to lose, who came to Paris and said they didn’t want sympathy, they wanted action.“The Paris Agreement calls for all the world’s nations to cooperate to peak global emissions as soon as possible and to undertake rapid greenhouse gas emission reductions bringing emissions to net zero in the second half of the century. Importantly, this is to be done taking the best available science into account.“While the agreement is itself historic, the challenges ahead in achieving it will dominate the 21st-century. The agreement has been made at a time when national greenhouse gas emission reduction contributions for 2025 and 2030 together far exceed the levels needed to hold global warming well below 2oC, let alone limit to 1.5oC.”

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International Human Rights Day: Religion, Security, and Human Rights

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2015

conferenceTo mark International Human Rights Day on 10 December, the European Platform on Religious Intolerance and Discrimination (EPRID) and the office of Elmar Brok MEP hosted a panel discussion on religion, security, and human rights at the European Parliament. The Conference of European Churches is a member of EPRID and participated in organising this initiative.Human rights defenders, scholars, and members of civil society made contributions highlighting a number of key issues. Panellists noted that advancing freedom of religion or belief requires coordinated efforts from a number of sectors. They also emphasised that there is a link between a lasting and just peace and freedom of religion or belief. Dr Kishan Manocha, senior adviser on Freedom of Religion or Belief, Organisation for Security and Co-operation in Europe / Office for Democratic Institutions and Human Rights (OSCE/ODIHR) drew on the Helsinki Final Act to underline the strong link between security and freedom of religion or belief.Participants also underscored that state or state-authorized violence in response to radicalisation can lead to even more drastic reactions. These responses often go too far and help cultivate resentment, fear, and even suspicion toward religion. Contributors also called for greater religious literacy and sensitivity in response to the current global situation.UN Special Rapporteur on Freedom of Religion or Belief Prof. Heiner Beilefeldt also contributed to the discussion. He argued that there are often complex motivating factors for violence and extremism, and that it is often difficult to distinguish religious motivations from cultural and political ones. These discussions are complicated by lack of international agreement on the definition of extremism. He also argued for the importance of grassroots movements in supporting freedom of religion or belief. “The United Nations can support—but never replace—the commitments found within societies,” he remarked. The Conference of European Churches has long supported dialogue on freedom of religion or belief. CEC is contributing to the evaluation of European Union guidelines on freedom of religion or belief and has invited its 114 Member Churches to participate in this process.

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Siccità in Etiopia: Save the Children, 400.000 bambini a rischio di malnutrizione

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2015

etiopiaCirca 10,1 milioni di persone, tra cui 5,75 milioni di bambini, si troveranno ad affrontare una critica mancanza di cibo nel 2016, in seguito al peggioramento della crisi alimentare causata dalla siccità provocata da El Nino. Save the Children, l’organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini e difenderne i diritti, stima inoltre che circa 400mila bambini rischiano di sviluppare forme di malnutrizione acuta con conseguenze drammatiche per la loro salute, che possono portare ad un blocco della crescita e a ritardi fisici e mentali nella fase dello sviluppo.“Siamo di fronte alla peggiore siccità in Etiopia degli ultimi 50 anni e si stima che la risposta a questa emergenza abbia un costo complessivo di 1,4 miliardi di dollari. I leader mondiali riuniti a Parigi per il vertice sul clima devono reagire concretamente prima che sia troppo tardi”, avverte John Graham, Direttore di Save the Children in Etiopia. “Già nel 2011 la comunità internazionale era rimasta a guardare senza fare nulla, mentre la devastante siccità che si era abbattuta su Somalia, Etiopia e Kenya aveva portato ad una drammatica crisi alimentare, colpendo le comunità più povere e vulnerabili. Oggi la storia rischia di ripetersi nei prossimi mesi se non si agisce immediatamente”.La scarsità delle piogge del Belg all’inizio dell’anno, così come delle piogge estive del Kiremt, solitamente affidabili, hanno avuto un impatto devastante sul raccolto in Etiopia e fino a giugno del 2016 non se ne prevedono altri. Inoltre i progressi significativi fatti nella sicurezza alimentare, nell’educazione e nella salute della popolazione rischiano di essere seriamente compromessi in alcune zone del paese. Il governo etiope si è già impegnato per uno stanziamento senza precedenti di 192 milioni di dollari per combattere la crisi, come parte di un ampio sforzo del paese per mitigare l’impatto della siccità. Ma è urgente che i donatori e la comunità internazionale sostengano il governo per evitare che la situazione degeneri ulteriormente.“Secondo recenti rapporti che tengono conto dei dati delle Nazioni Unite sul costo necessario a fornire interventi di supporto e di quello dell’impatto economico della siccità, una risposta immediata potrebbe far risparmiare 8 milioni di dollari al giorno. Investire subito non significa perdere denaro, poiché questo aiuta ad assicurare risorse ad interventi per la resilienza e la riduzione del rischio. Stavolta non possiamo aspettare che la situazione peggiori ulteriormente”, aggiunge Graham.
Secondo un rapporto di Save the Children, sul lungo termine le risposte a crisi di questo tipo si possono trovare all’interno degli stessi paesi in via di sviluppo, attraverso il sostegno ai mercati e alla produzione alimentare locale, proteggendo i più poveri e i più vulnerabili, offrendo cibo a prezzi accessibili e garantendo una forte risposta nazionale alle possibili crisi. “Dobbiamo migliorare molto il funzionamento della risposta del sistema umanitario nel momento in cui ci sono i primi segnali di una crisi e le comunità cominciano ad avere bisogno di aiuto. Se oggi verranno prese le misure giuste, sarà possibile evitare la sofferenza di milioni di persone e alleviare la miseria opprimente e duratura che questo tipo di emergenze così acute tendono a lasciare per molto tempo”, spiega Graham.
Save the Children opera in Etiopia dal 1984 con programmi di lungo termine ed è presente nel 70% dei distretti più colpiti del paese, con la fornitura di cibo, acqua, medicine e un sostegno fondamentale alle famiglie che hanno perso il loro reddito. La principale area d’intervento dell’organizzazione è l’aiuto alimentare e il trasporto dell’acqua, cui si aggiunge la formazione di operatori sanitari nelle comunità per curare la malnutrizione, il supporto per salvare il bestiame e i raccolti laddove possibile e la fornitura di aiuti alle famiglie che non hanno mezzi di sussistenza.

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Salvabanche: “Non si puo’ morire di suicidi o di stenti per colpa delle Banche”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2015

salva banche“Non si può morire di suicidi per colpa di un sistema che tutela solo i poteri forti, lasciando migliaia di risparmiatori con i conti azzerati”. Il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, non usa mezzi termini dopo la notizia della morte per suicidio del pensionato, che aveva perso tutti i risparmi, dopo aver sottoscritto obbligazioni di Banca Etruria.”Confedercontribuenti è schierata al fianco dei piccoli risparmiatori, azionisti ed obbligazionisti che stanno vedendo i propri risparmi di una vita azzerati dal decreto salva-banche, con cui il Governo ha deciso di soccorrere 4 banche ormai in fallimento, Banca Etruria, Banca delle Marche, CariFerrara e CariChieti, senza prevedere forme di tutela per i cittadini coinvolti. Quello che sta accadendo è gravissimo ed è necessaria un’ampia mobilitazione” – prosegue Carmelo Finocchiaro, Presidente Nazionale di Confedercontribuenti – “la nostra associazione si sta muovendo con iniziative a livello istituzionale ed a livello di tutela legale. Da un lato, stiamo sollecitando Governo e Parlamento affinchè sia inserita nella legge di stabilità, ovvero in una norma parallela, una vera forma di tutela per i risparmiatori danneggiati dall’azzeramento del valore dei propri titoli. In questo senso, le iniziative su cui il Governo sta lavorando sono palesemente insufficienti e non è chiaro se e quando verrano emanate; servono invece forme di risarcimento diretto, i cittadini non possono essere le uniche vittime del dissesto delle banche, tenuto nascosto per troppo tempo e che non è stato verificato nè comunicato nemmeno dagli organi di controllo, Banca d’Italia e Consob in testa”.”Dall’altro lato, è necessario che i risparmiatori coinvolti si tutelino immediatamente a livello legale contro i singoli istituti di credito di cui detengono i titoli spazzatura” – prosegue Carmelo Finocchiaro – “in questo senso abbiamo incaricato il nostro Ufficio Legale Nazionale di fornire già una prima consulenza immediata e gratuita non solo ai nostri associati, ma anche a tutti i cittadini che ne faranno richiesta”.”Stiamo lavorando per tutelare i risparmiatori coinvolti presso tutte le sedi competenti – spiegano gli avvocati Marco Carollo e Bruno Viaggio, dell’Ufficio Legale Nazionale – in sede penale perchè siano accertate le responsabilità di chi possa avere colpevolmente causato il dissesto delle 4 banche, oltre a quello di Veneto Banca, e di chi possa avere omesso i necessari controlli; ma anche in sede civile, per garantire il giusto risarcimento alle vittime di questa situazione, con azioni che stiamo valutando di avviare nei confronti dell’emittente, degli organi di controllo, ma anche nei confronti della singola agenzia o filiale delle banche, perchè ci risulta che in moltissimi casi i risparmiatori sono stati indotti a comprare i titoli senza ricevere informazioni chiare e trasparenti sulla natura stessa dell’investimento e sul suo margine di rischio”. (fonte: http://www.confedercontribuenti.it) foto: salvbabanche

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Update on legal protection for LGBTI people

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2015

The protection of the fundamental rights of lesbian, gay, bisexual, trans and intersex (LGBTI) people has been steadily improving in many EU Member States, according to the latest comparative legal update from the EU Agency for Fundamental Rights (FRA). However, in some countries progress is slower. Trans and intersex people particularly face difficulties. Such problems and the differences in legal protection across EU Member States confirm the need to address the gaps in legal protection, as also flagged in the european commissionlist of actions to advance LGBTI equality presented on 7 December.
“FRA’s legal analysis of the fundamental rights situation of LGBTI people shows there has been progress in some areas,” says FRA Director a.i. Constantinos Manolopoulos. “However, it also reveals persistent barriers that need to be lifted to allow all LGBTI people fully enjoy their rights.” The report ‘Protection against discrimination on grounds of sexual orientation, gender identity and sex characteristics in the European Union: Comparative legal analysis’ reveals key developments and trends in the legal protection of fundamental rights of LGBTI people across the EU. Examples include: Limited protection from sexual orientation and gender identity discrimination: The adoption of the EU’s proposed Equal Treatment Directive would help broaden and better protect LGBTI people in important areas of their life. Stronger protection from hate crime: To help tackle hate crime, Member States need to address underreporting and the lack of hate crime statistics.
Unclear definitions of ‘family members’ impede freedom of movement within the EU for LGBTI families: Member States should consider acknowledging the civil status granted in another Member State to facilitate the right to freedom of movement for all EU citizens.Poor understanding of the rights of intersex people: Member States need to review their laws and practices that can result in discrimination, and violations to the physical and psychological integrity of intersex people, especially children.Overall, the report acknowledges the encouraging legislative developments that have occurred since 2010. However, it also points to the challenges that remain. Added to the fear, isolation and discrimination LGBTI people face in their daily lives revealed in FRA’s EU LGBT survey, it underlines how many LGBTI people would benefit from greater efforts by the EU and its Member States to address the European Commission’s list of actions to advance LGBTI equality.

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Regionali in Francia: inciuci e compromessi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2015

le pen marine1«Come previsto in Francia, alla fine, l’inciucio e il compromesso hanno prevalso sugli interessi del popolo francese. Ma l’incredibile risultato del Front National, che in cinque anni passa dal 9% al 30% diventando il primo partito di Francia, conferma che il vento del cambiamento non si può fermare. A Marine Le Pen i miei sinceri complimenti: queste elezioni sono state solo una prova generale, la vera battaglia che le auguriamo di vincere è quella che per la conquista dell’Eliseo, per ridare speranza al popolo francese e agli altri popoli europei». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Stabilità: reperiti i fondi per il diritto allo studio delle persone con disabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2015

camera deputatiLa Camera ha approvato, nel corso dell’esame sulla legge di stabilità, un emendamento significativo per il diritto allo studio delle persone con disabilità dando ragione, quindi, alle istanze promosse negli ultimi mesi soprattutto da FISH (oltre che da Ledha, FederHand, AIPD, ANFFAS, UICI), in numerosi confronti con i Ministeri.Il tema è quello dei servizi di supporto scolastico rimasti “orfani” dopo che la legge 7 aprile 2014, n. 56 ha soppresso le competenze delle Province e ha assegnato alle Regioni il compito di redistribuirle alle Città metropolitane ed ad altri enti.Ricostruiamo la questione: il decreto legislativo 112/1998 (art. 139, comma 1 c) attribuiva alle Province il compito di garantire assistenti educativi e della comunicazione (AEC). Il loro supporto è essenziale soprattutto nel caso di alunni sordi, non vedenti o ipovedenti o con altre disabilità. Il loro ruolo è espressamente previsto dalla legge quadro 104/1992 (art. 13) e dalla legge 67/1993. Inoltre le stesse Province dovevano assicurare (gratuitamente) il trasporto scolastico alle persone con disabilità nelle scuole superiori.Queste competenze ora a chi spettano? Teoricamente alle Regioni o alla Città metropolitane, ma mancano anche i trasferimenti dei fondi necessari per garantire questi servizi. Una prima compensazione provvisoria è avvenuta nell’estate scorsa con una prima destinazione di 30 milioni di euro (decreto legge sugli enti territoriali).Ma quella destinazione è largamente insufficiente.La Camera ha dunque approvato un primo emendamento, presentato dal Governo, che ribadisce, una volta per tutte, l’attribuzione delle competenze: vanno alle Regioni, a meno che queste non abbiano già deliberato l’attribuzione a Province, Città metropolitane o Comuni singoli o associati. La stessa disposizione prevede uno stanziamento di 50 milioni.Ma è stato approvato anche un subemendamento (primo firmatario On. Elena Carnevali) con cui sono stati reperiti altri 20 milioni (70 totali) attingendo alla tassazione sulle cosiddette slot machines.“Esprimiamo soddisfazione per il raggiungimento di questo traguardo che riguarda un diritto fondamentale come quello allo studio – commenta Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Ora però le Regioni, che non hanno più scusanti, devono metterci la loro parte. E lo stesso diritto deve essere garantito in modo omogeneo in tutta la Penisola senza discriminazioni né rallentamenti. Su questo vigileremo come abbiamo fatto finora, ricorrendo a tutti gli strumenti e i mezzi a disposizione.”

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