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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Profughi: corridoi umanitari

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2015

corridoi umanitari“Questo progetto è come un accordo di pace perché permetterà di salvare tante vite umane”. Il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, ha commentato con queste parole l’avvio, questa mattina, dei primi corridoi umanitari di profughi verso l’Italia. E’ la prima volta in assoluto per il nostro Paese. “In questo modo – ha spiegato – chi ne ha diritto potrà finalmente entrare nel nostro Paese evitando i cosiddetti viaggi della morte”. Grazie alla firma di un accordo tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e la Tavola Valdese, da una parte, il ministero degli Esteri e quello dell’Interno dall’altra, è stato inaugurato quindi il progetto che consentirà, per il momento, a mille profughi – attualmente in Marocco, Libano ed Etiopia – di giungere nel nostro Paese con visti rilasciati per “motivi umanitari” a spese delle stesse associazioni. Quindi senza l’intervento economico dello Stato e – sottolinea Impagliazzo – con un vantaggio anche per la sicurezza: “Sarà massima rispetto a chi arriva con i barconi perché i controlli saranno scrupolosi e verranno prese anche le impronte digitali”.
Il progetto dei “corridoi umanitari” è stato illustrato questa mattina in una conferenza stampa presso la Comunità di Sant’Egidio. Prevede l’ingresso in Italia di profughi in condizioni di “vulnerabilità” come donne sole con bambini, vittime potenziali della tratta di essere umani, anziani, persone affette da disabilità o serie patologie, e soggetti riconosciuti dall’UNHCR come rifugiati. Si tratta di una “buona pratica” che può costituire un modello replicabile anche in altri Paesi europei. Lo credono le tre sigle che hanno firmato l’accordo. Il presidente di Sant’Egidio aggiunge che in questo modo sarà sperimentata anche la possibilità di reintrodurre nella legislazione italiana il sistema della sponsorship, e in prospettiva in Europa, come già avviene in altri continenti: la possibilità di una chiamata da parte di un “garante” (associazione o singoli privati) disponibile ad assicurare allo straniero alloggio e sostentamento, in modo anche da rendere effettivi tanti ricongiungimenti familiari.
A partire da oggi verranno quindi istituiti uffici in Marocco, in Libano e, successivamente, in Etiopia per profughi provenienti da Siria, Etiopia e altri Paesi dell’Africa Subsahariana. Si provvederà a comporre le liste con le persone “in condizioni di vulnerabilità” per trasmetterle alle autorità consolari italiane che rilasceranno visti a “territorialità limitata” (quindi solo per l’Italia).
Le spese per i viaggi, in aereo o in nave, per l’ospitalità e l’assistenza legale saranno tutte a carico delle associazioni, in larga parte con l’8 per mille della Tavola Valdese e con fondi della Comunità di Sant’Egidio anche grazie ad una colletta straordinaria che verrà realizzata per questo Natale in tutto il mondo. Ai profughi, una volta arrivati in Italia, si offrirà anche un programma di integrazione che prevede l’apprendimento della lingua italiana, l’avviamento al lavoro e l’iscrizione a scuola per i minori.
“Mille persone, per ora, e speriamo di più in futuro – ha commentato Impagliazzo – saranno finalmente sottratte al rischio di morire in mare, ma anche allo sfruttamento economico da parte dei mercanti di uomini. E’ molto significativo avere avviato questo progetto ecumenico con le comunità evangeliche italiane e anche che parta proprio all’inizio del Giubileo della misericordia”.
Il presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Luca Maria Negro, ha espresso la sua soddisfazione per il progetto perché “non è più possibile che ancora oggi in Italia non ci sia posto per una madre che deve partorire”, come la madre di Gesù a Natale , e ha sottolineato che la presenza degli stranieri in Italia “non è solo questione di accoglienza ma arricchisce il nostro Paese anche dal punto di vista economico e del sistema pensionistico”.
Il moderatore della Tavola Valdese Eugenio Bernardini, ha raccontato che tutto parte dalla presenza delle Chiese evangeliche, di Sant’Egidio e di altre associazioni a Lampedusa, dal loro dire “basta” alle morti in mare e alla ricerca, da oltre un anno a questa parte, di soluzioni alternative: “Ma oggi finalmente partono i corridoi umanitari”. Ha anche spiegato che al momento è disponibile un milione di euro per le spese del progetto e che si attendono altre donazioni. I profughi verranno accolti in Piemonte, Sicilia, Toscana a Roma, dove la comunità di Sant’Egidio utilizzerà anche la sua rete di scuole di lingua e cultura italiane per integrare le persone che giungeranno e i suoi corsi di mediatori culturali. Aiuteranno anche altre associazioni come “Papa Giovanni XIII” presente nei campi profughi al confine tra Siria e Libano. Era presente alla conferenza stampa anche l’imam della Magliana Sami Salem, attivo nel lavoro di integrazione degli stranieri nella periferia di Roma. (foto: corridoi umanitari)

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