Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

I quotidiani italiani all’estero stanno scomparendo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2016

buenos airesBUENOS AIRES – L’Italiano entra nel suo decimo anno di vita, un altro anno di lotta per la sopravvivenza. Finora solo 4 quotidiani italiani all’estero sono riusciti a resistere:
* La Voce del Popolo (Croazia),
* America Oggi (New York),
* Il Corriere Canadese (Toronto),
* L’Italiano (Buenos Aires) giunto al suo decimo anno di vita.
E pensare che fino a qualche anno fa erano esattamente il doppio:
* 1 in Europa: La Voce del popolo (Croazia) pubblicato dal 1944,
* 2 in Nord America: America Oggi (USA) pubblicato dal 1988 – Il Corriere Canadese (Canada) pubblicato dal 1954,
* 3 in Sud America: La Voce d’Italia (Venezuela) quotidiano dal 1999- Gente d’Italia (Uruguay) quotidiano dal 2003- L’Italiano (Argentina) pubblicato dal 2006,
* 2 in Australia: Il Globo (Melbourne) pubblicato dal 1959 e La Fiamma (Sidney) pubblicato dal 1946. Il Globo e La Fiamma, entrambi di proprietà dell’Italian Media Corporation, sono diventati bisettimanali (escono lunedì e giovedì). La Voce d’Italia (Venezuela) è solo online da luglio 2012. Il Corriere Canadese ha sospeso le pubblicazioni nel maggio 2013. La testata è stata poi acquistata dall’ex ministro Joe Volpe e le pubblicazioni sono riprese. Gente d’Italia ha sospeso le pubblicazioni qualche settimana fa. America Oggi dal 1. gennaio di quest’anno non è più distribuito assieme a Repubblica che ha abbandonato la sua avventura americana.
Da otto a quattro in pochissimo tempo. Non è esattamente la fotografia di un successo, anzi, continuando di questo passo, è facile prevedere che si arriverà molto presto all’ “estinzione della specie”. Ci rendiamo conto che, con i tanti gravi problemi che attanagliano la nostra Italia, non possiamo pretendere che “colà dove si puote” ci si accorga di come la chiusura di un quotidiano italiano all’estero rappresenti la perdita di un pezzo del Sistema Italia e si decida perlomeno di analizzare le situazione, studiare il problema e vedere se ci sono possibili soluzioni. Possiamo indicarne una? Perchè non dare anche ai quotidiani italiani all’estero quella pubblicità istituzionale che abitualmente viene pubblicata sui quotidiani in Italia?
Editare un quotidiano italiano all’estero non è evidentemente un buon affare, anzi è un’impresa molto costosa: redazione, giornalisti, grafici, personale amministrativo, tipografia, distribuzione, ricerca di pubblicità. Costosa e stressante perchè bisogna stare sul pezzo tutti i giorni, tutto il giorno. Ci vuole passione, tanta. Ci vuole spirito di sacrificio, tantissimo.
Con la scomparsa dei quotidiani scomparirà l’informazione per gli italiani all’estero? Certo che no, una qualche forma di informazione ci sarà sempre, magari spesso non altrettanto professionale. Sarà prevalentemente un’informazione settoriale, improvvisata, affidata a blog su internet e bollettini parrocchiali, a redazioni improvvisate, spesso identificabili in una sola persona. Insomma si passerà dalla professionalità imprenditoriale alla buona volontà di singoli. E allora noi de L’Italiano ci siamo chiesti cosa fare per uscire da questa spirale perversa. Noi che, con i nostri nove anni di vita, siamo il quotidiano più giovane di tutti, abbiamo optato per la soluzione più moderna decidendo di tentare la strada della comunicazione globale già percorsa da testate illustri specie negli USA. Al tradizionale cartaceo, che serve la zona a più alta concentrazione di italiani al mondo (la Gran Buenos Aires dove vivono quasi 400mila connazionali) abbiamo affiancato la possibilità di sfogliare in abbonamento le edizioni del giornale sui tablet e sui computer. L’Italiano ha infatti un’App sull’Apple Store per iPad ed Iphone e su apparati Android è leggibile con il medesimo sistema con il quale è leggibile su computer. E naturalmente ha anche un suo portale sul web.
Per quanto riguarda la strategia editoriale, L’Italiano ha scelto di essere il quotidiano “locale” della grande comunità italiana di Buenos Aires ed è ormai diventato il punto focale delle attività legate all’italianità come il prestigioso Premio all’Eccellenza dell’Italianità e la Settimana della Cucina Italiana in Argentina, entrambi alla quarta edizione. Il nostro giornale è stato adottato come strumento didattico in scuole e nei corsi di lingua italiana ed è co-organizzatore di eventi culturali e scientifici.
Ce la stiamo mettendo tutta. Che il 2016 ci sia propizio! (Editoriale del Direttore Tullio Zemb) (Ho sempre seguito con interesse l’attività dei periodici italiani all’estero e mi addolora l’idea che stiano affrontando momenti difficili. Durante la mia permanenza a Melbourne da immigrato, con un contratto di lavoro nelle ferrovie dello stato del Victoria, ho avuto modo d’apprezzare le pubblicazioni italiane tanto che non ho mancato di dare la mia collaborazione con alcuni scritti e fotografie. Eravamo nell’oramai lontano 1956 ed io ero giovanissimo ma già con l’idea di fare il giornalista. Oggi mi rendo conto che la stessa editoria italiana, e non solo quella dei giornali, è in crisi perchè i lettori si riducono e l’informazione è “inflazionata”. Cosa posso dirle caro direttore? Non molli e soprattutto non si lasci scoraggiare anche se dall’Italia la sensibilità e l’attenzione che meritate, nell’interesse dei valori nazionali, sembrano ridotte al lumicino. Riccardo Alfonso)

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