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Archive for 22 gennaio 2016

S. FL Int’l Property Transactions Account for 36% of Sales Volume

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2016

miami1Miami – Foreign real estate buyers continue to strengthen the Miami and South Florida real estate market, accounting for 36 percent or $6.1 billion of total sales volume, according to the 2015 Profile of International Home Buyers in Miami Association of Realtors Business Areas, conducted by the 41,000-member MIAMI Association of REALTORS® (MIAMI) and the National Association of Realtors (NAR). The annual survey, which includes data for Miami-Dade, Broward and this year was expanded to include Palm Beach and Martin counties, ranks countries of origin and highlights key characteristics of foreign buyers.Florida remains the top state for international buyers with 21 percent of all foreign purchases in the U.S., according to NAR’s 2015 Profile of Home Buying Activity of International Clients. In Florida, Miami and Fort Lauderdale account for 50 percent of foreign sales, according to the 2015 Profile of International Home Buyers in Florida.There continue to be more foreign buyers in Miami than in the rest of the U.S. The number of MIAMI members working with international buyers increased four points to 74 percent compared to the previous year. That’s more than double the national figure of 35 percent, according to NAR.“MIAMI members have unparalleled access to foreign buyers compared to the rest of the country,” said Mark Sadek, 2016 Chairman of the Board of the MIAMI Association of REALTORS®. “Miami and South Florida attract foreign buyers unlike any other U.S. market and increasingly from a more diverse group of countries. At MIAMI, we are committed to providing our members with the latest and best products, services, resources and opportunities to most effectively identify and serve foreign clients and customers.”
In terms of dollar volume of sales in the MIAMI business area, the majority (78.9 percent) of international sales take place in Miami-Dade County, followed by Broward (18.0 percent), Palm Beach (2.7 percent) and Martin (.03 percent). Unit sales accounted for 22 percent of total sales in South Florida.

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Cina? Keep calm and carry on

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2016

Jonah M. Kessel / China DailyA cura di Yuchen Xia, Portfolio Manager in MoneyFarm. Gli investitori pensavano di aver visto tutto nel 2015, ma si sbagliavano, come dimostrato dalle prime settimane del 2016. Dal punto di vista geopolitico, alle tensioni preesistenti, si sono aggiunte quelle tra Arabia Saudita e Iran che hanno interrotto le loro relazioni diplomatiche, e tra l’Occidente e Corea de Nord, per via della bomba a idrogeno fatta esplodere da quest’ultima.
I mercati hanno conosciuto il peggior inizio anno da vent’anni a questa parte: dal primo giorno dell’anno lo S&P 500 ha perso il 6%, l’Eurostoxx circa il 10%, il prezzo del petrolio è crollato sotto i 30 dollari al barile e la sua discesa sembra non arrestarsi.
Ma è stata la Cina a preoccupare maggiormente gli investitori, non solo perché il suo mercato azionario è stato il peggiore finora (-18% da inizio anno), ma perché è stato necessario fermare le contrattazioni in due occasioni per eccesso di ribasso (-7%), lo Yuan ha continuato a deprezzarsi e la produzione è tornata ai livelli del 2009.Si tratta quindi di un momento delicato per il mondo degli investimenti finanziari ma è importante soppesare ogni elemento, distinguere i rumors dai temi davvero importanti per gli investitori.
Guardando al crollo dell’equity dei primi giorni dell’anno, rintracciamo le tre cause principali che lo hanno determinato.
Prima di tutto, i nuovi dati sulla produzione, con un PMI (il Purchasing manager’s index) a 49,7, che ha confermato la contrazione dell’industria cinese e spaventato gli investitori a livello globale.Segue poi la pianificazione del termine oltre il quale gli azionisti non avrebbero più potuto vendere le loro azioni. Molti investitori, consci del fatto che la rimozione di tale termine avrebbe portato ad un significativo declino del mercato azionario, si sono mossi in anticipo prima della data ufficiale del 26 gennaio. Di conseguenza il governo cinese, per stabilizzare il mercato e correre ai ripari, ha dovuto ritardare il termine.
Terza causa del sell-off, il recente inserimento del circuit-breaker, un meccanismo che prevede una sospensione di 15 minuti delle contrattazioni quando l’indice di riferimento di Borsa sale o scende più del 5%, e la chiusura anticipata quando sale o scende di oltre il 7%.Tale meccanismo servirebbe a riportare la calma in casi di particolari scossoni dei mercati ma nel caso cinese, è accaduto l’esatto opposto scatenando un’ondata di vendite prima che le contrattazioni venissero sospese. Il circuit-breaker non ha fatto altro che accentuare il nervosismo dei mercati, per cui le autorità cinesi hanno deciso di sospenderlo.
Si potrebbe sostenere che la significativa contrazione dell’economia cinese sia dovuta in gran parte a causa di interventi maldestri da parte dei regolatori finanziari inesperti del Paese, piuttosto che dai fondamentali. Il 2016 non sarà un anno facile e i dati non sono certo rosei ma va ricordato che sono comunque in linea con le aspettative.
Secondo uno studio condotto da The Hong Kong Securities and Futures Commission, vi è la possibilità che i circuit-breakers siano in grado di “accelerare” i prezzi verso i limiti creando un “effetto magnete”. Questo è esattamente quanto accaduto nel corso dei 4 giorni in cui il sistema del circuit-breaker era attivo.Il primo effetto magnetico sembra essere scattato nel momento in cui l’indice ha registrato un -4% con gli investitori che cercavano di vendere prima della sospensione delle contrattazioni. Una volta attiva la sospensione e riprese le contrattazioni, si è manifestato un nuovo effetto magnetico che ha portato fino al -7%.In generale tale sistema dovrebbe essere applicato sono in casi estremi ed è evidente che ci siano state gravi falle nella sua progettazione.In primo luogo, il divario tra i livelli del 5% e del 7% è troppo ridotto per non far scattare facilmente un effetto calamita. Per questo, ad esempio, la SEC ha previsto per l’indice S&P 500 soglie al 7%, 13% e 20%. I mercati azionari degli USA sono molto più maturi se confrontati con quelli della Cina perciò, proprio in ragione di questo, sarebbe più opportuno partire da una sospensione delle contrattazioni almeno in linea con quanto avviene nel mercato americano.Tuttavia, i mercati cinesi probabilmente non avrebbero perfomato bene a prescindere dai circuit-breakers. A differenza di mercati mondiali come Stati Uniti e Europa, in Cina il settore della gestione del risparmio è ancora immaturo, gli scambi azionari sono dominati dagli investitori al dettaglio e dai loro investimenti a breve termine, con conseguenti squilibri e facili momenti di panico.
Inoltre, per quanto riguarda la gran parte dei titoli i blue chip, la maggioranza delle azioni sono detenute da azionisti del governo e quasi mai sono oggetto di scambi.In sostanza, il sell-off che ha interessato la Cina non deriva soltanto da gravi problematiche, quanto dall’immaturità di un mercato che ancora non sa come reagire. La sospensione delle contrattazioni avvenuta in due occasioni poteva quindi essere evitata, ricorrendo ad un meccanismo di volatilità controllata meglio progettato.Per ora, l’effetto domino del mercato azionario della Cina sul resto del mondo, è ancora piuttosto limitato, essendo pochi gli investitori al di fuori della Cina che hanno esposizione diretta al mercato azionario domestico.Fondamentalmente non è cambiato molto dalla fine 2015, pertanto gli eventi della scorsa settimana non devono essere considerati come l’inizio di un mercato orso.
Per ora, i cali hanno più a che fare con il sentiment che con la sostanza.
La volatilità del mercato cinese è frutto delle sue riforme economiche e di un delicato momento di transizione verso una crescita più lenta ma sostenibile.Pertanto, le forti oscillazioni sui mercati cinesi saranno destinate a ripetersi ma senza per questo dover destare particolari preoccupazioni.Probabilmente, la minaccia più grande arriverà dalla perdita di valore della valuta cinese (RMB), che il 7 gennaio 2016, ha raggiunto il livello più basso dal 2011.Le riserve in valuta estera sono state ridotte di $ 108.000.000.000 nel mese di dicembre, ben più del previsto, innescando una serie di svalutazioni competitive tra le altre nazioni, soprattutto nei mercati emergenti.Dal il contesto attuale, gli investitori dovranno guardare ai fondamentali senza permettere al resto di offuscare obiettivi e strategie di lungo termine.

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Emissioni autoveicoli: approvati mandato e membri della commissione d’inchiesta

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2016

volkswagenIl Parlamento europeo, con la votazione di giovedì, ha nominato i 45 membri della commissione d’inchiesta sulla violazione delle norme comunitarie in materia di prove di emissione auto dei costruttori di automobili. La commissione indagherà, inoltre, sulle presunte carenze degli Stati membri e della Commissione nel far rispettare le norme UE. Entro 6 mesi dall’inizio del suoi lavori, la commissione presenterà una relazione intermedia e, entro dodici mesi, quella finale.I deputati hanno approvato la composizione della commissione d’inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico (EMIS) che si riunirà per la prima volta a febbraio per nominare il presidente e i -co-presidenti.La commissione indagherà:
• sul presunto inadempimento da parte della Commissione dei cicli di prova utilizzati per misurare le emissioni;
• sulla presunta mancata adozione, da parte della Commissione e delle autorità degli Stati membri, di misure appropriate ed efficaci per sorvegliare e rendere effettiva l’applicazione dell’esplicito divieto dell’uso di “impianti di manipolazione”;
• sulla presunta omissione, da parte della Commissione, della tempestiva introduzione di prove che riflettano le condizioni reali di guida;
• sulla mancata introduzione, da parte degli Stati membri, di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive applicabili ai costruttori per le violazioni delle disposizioni del regolamento, e
• sulle informazioni per appurare se la Commissione e gli Stati membri disponevano di elementi di prova dell’uso di “meccanismi di manipolazione” prima dell’avviso di violazione emesso del 18 settembre 2015.

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Pubblicato il libro “Atlas of Endoscopic Plastic Surgery”, edito da Edoardo Raposio, dalla casa editrice Springer

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2016

parma universitàParma. E’ la terapia più importante a livello internazionale in tale ambito. Il libro raccoglie i contributi dei maggiori esperti del settore, dal Giappone, USA, Inghilterra, India e Spagna e ricapitola le ultime novità in chirurgia plastica mini-invasiva.
Per l’Italia, due capitoli sono dedicati, rispettivamente, alla terapia dell’iperidrosi ed alla terapia dell’emicrania, da tempo effettuate presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, UO “Chirurgia della Cute ed Annessi, Mininvasiva, Rigenerativa e Plastica”, della quale il prof. Raposio è responsabile. Il docente fa parte anche della Sezione di Chirurgia Plastica del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università degli Studi di Parma La terapia chirurgica dell’emicrania e delle cefalee muscolo-tensive consiste nella sezione di piccoli muscoli situati nella regione frontale (muscoli depressore e corrugatore del sopracciglio, m. procero) o occipitale (m. occipitali) tramite una sola incisione di pochi centimetri effettuata nel cuoio capelluto (e quindi nascosta dai capelli, quando presenti) e l’utilizzo di un particolare endoscopio, al fine di liberare dei nervi, l’irritazione cronica dei quali va ad innescare gli attacchi di emicrania. L’intervento, effettuato in anestesia locale ed in regime di one-day surgery (una notte di ricovero), dura circa due ore, e le percentuali di successo (totale scomparsa dei sintomi o diminuzione importante della frequenza/durata/gravità degli attacchi) sono pari al 80% dei pazienti trattati. La terapia chirurgica dell’iperidrosi (eccessiva sudorazione di mani e/o ascelle), effettuata anch’essa in regime di one-day surgey, contempla la sezione chirurgica di alcuni gangli (groppuscoli di cellule nervose) a livello toracico, responsabili dell’iperstimolazione delle ghiandole sudoripare; tale tecnica consente di risolvere completamente ed in maniera risolutiva il problema nel 98% dei casi trattati.

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27 gennaio: Giorno della memoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2016

Giorgio PressburgerIl 27 gennaio prossimo ricorre il giorno della MEMORIA del 2016 e l’Italia attraverso gli Istituti Italiani di Cultura e le Ambasciate lancia un evento globale che coinvolge le principali città mondiali. L’iniziativa, partita da Trieste, vedrà protagoniste nella stessa giornata del 21 gennaio Atene, Barcellona, Chicago, Colonia, East London, Istanbul, La Valletta, Lubiana, Madrid, Praga, San Francisco, Sydney, Sofia, Strasburgo, Tel Aviv, Tokyo, Vilnius, e diverse città italiane con le proiezioni pubbliche gratuite del film “L’orologio di Monaco”. L’evento unirà persone di paesi e culture molto diverse, sparse nei cinque continenti, attraverso il racconto di un uomo che si fa racconto dell’uomo, un testimone delicato e prezioso del Novecento, alla ricerca delle proprie radici familiari e culturali, per capire, oggi, nel presente, lui stesso chi è. Un affascinante viaggio nel mondo e nel tempo, un messaggio per le nuove generazioni.
Il film, prodotto dalla VOX Produzioni in associazione con l’Istituto Luce-Cinecittà è tratto da una raccolta di racconti di Giorgio Pressburger che nella pellicola è anche il protagonista e la voce narrante. Presentata nella selezione ufficiale del Festival Internazionale del Film di Roma e successivamente al Mittel Cinema Fest, l’opera seconda di Mauro Caputo, riconferma la collaborazione con il regista/romanziere Giorgio Pressburger ai cui racconti il film si ispira, portando sullo schermo una famiglia mittel-europea in cui confluiscono i nomi dei più grandi protagonisti della storia degli ultimi due secoli: Marx, Heine, Mendelssohn, Husserl, Emeric Pressburger, etc. Scrittore, regista, intellettuale che come pochi sa raccontare quel territorio fisico e immateriale che è stata (ed è) la Mitteleuropa, Pressburger rivive con intensa emozione, attraverso una ricerca che si intreccia tra presente e passato, i ricordi e le vicende umane che l’hanno portato a scoprire “cosa vuol dire veramente appartenere alla comunità umana dei vivi e dei morti”.
Nel film le immagini suggestive di alcuni luoghi della città di Trieste, ma anche riprese della vicina Slovenia o di Londra, insieme ai filmati di repertorio dell’Archivio Luce e al materiale video originale del regista Emeric Pressburger, gentilmente concesso per questo film dal regista scozzese premio Oscar, Kevin Macdonald, suo nipote. E su tutto, la voce e la fisicità di un uomo (Giorgio Pressburger), protagonista di questo viaggio, la cui vicenda personale e familiare riesce magicamente a intrecciarsi con la memoria del nostro ‘900, evocandone storie, violenza, arte, passioni. Luoghi, colori, parole, memorie, che compongono un affascinantissimo viaggio non solo di una vita, ma di una cultura. (foto: Giorgio Pressburger)

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