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Archive for 30 gennaio 2016

Carnevale: Le ali di Mestre

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

carnevale MestreVenezia- Mestre Al via oggi, sabato 30 gennaio 2016, gli eventi a Mestre e nel territorio. Appuntamento per la grande apertura, ore 18.00, in Piazza Ferretto, il cuore delle esibizioni non solo con la tradizionale pista di pattinaggio per il divertimento di grandi e piccini ma con le due grandi novità di questa edizione: “Le Ali di Mestre” e il Carnival Happy Hour.“Le ali di Mestre” è una video installazione interattiva curata da CamerAnebbia che stupirà e coinvolgerà tutte le persone che transiteranno in Piazza Ferretto che si ripeterà dalle 17 alle 22. Sulla facciata del palazzo Da Re, adiacente la fontana, verrà proiettata una immagine “optical flow” visibile in ogni angolo della piazza. Un gioco ottico provocato dinamicamente da chiunque passi o si fermi davanti al leone di San Marco, realizzato da Guglielmo Dall’Osto della Compagnia Arte dei Mascareri.
Carnevale a Mestre quest’anno è anche festa per i giovani all’ora dell’aperitivo con musica e giochi di luci. Sabato 30 e domenica 31 gennaio dalle 18.00 alle 20.00 è in programma Carnival Happy Hour, aperitivo con DJ set in piazza per consumare a ritmo di musica dance dagli anni 80-90 lo spritz prima della cena in una piazza Ferretto ancora splendidamente illuminata dalle luminarie installate per le feste natalizie e che resteranno accese fino al 9 febbraio.
Sabato 30 alle 12 primo appuntamento, poi, con gli spettacoli del teatro Stabile del Veneto con “L’Arlecchino Furioso”: un gioco scenico a cura di Giorgio Sangati realizzato in occasione del Carnevale 2016 con gli attori di Stivalaccio Teatro Sara Allevi, Anna De Franceschi, Michele Mori e Marco Zoppello, un breve divertentissimo viaggio alla scoperta della “Commedia dell’arte” che ha reso i teatranti italiani famosi in tutto il mondo. All’improvviso un gruppo di attori inizia a richiamare il pubblico della piazza attorno al palco: è il momento del teatro, dei comici, del loro mestiere, della loro arte. Giù la maschera e la storia è già iniziata: amori, inganni, imprese, tradimenti, duelli e pentimenti, lazzi e acrobazie.
carnevale Mestre1Sempre in piazza Ferretto non mancherà il concorso della Mascherina più bella del Carnevale (sabato 30 dalle 15, domenica 31 dalle 11 e dalle 15) che vedrà sfilare in costume i più piccoli in una atmosfera resa vivace da animazioni in musica, giocoleria e spettacoli.
Divertimento on the road, poi, con il Trenino del Carnevale “Arte & Mestieri” che dal 30 gennaio al 9 febbraio attraverserà in oltre trenta tappe tutto il territorio ospitando a bordo performance, laboratori di artigiani su arti e antichi mestieri. Prima tappa sabato 30 dalle 14.30 tra via Piraghetto e via Piave. Domenica 31 seconda tappa a Campalto sempre alle 14.30 in piazzale Chiesa San Benedetto.
Al Centro Candiani domenica 31 gennaio alle 17 andranno in scena le Favole musicali “La storia di Renetta e Albero Rosso” e “Mikail Tolka e la lepre dalla coda dorata” in collaborazione con Agimus sezione di Venezia nell’ambito del laboratorio formativo in sinergia con il Conservatorio Benedetto Marcello, Liceo Artistico Marco Polo e gli I.C. Dante Alighieri e Margherita Hack di Spinea, riunite nel Plurimo Ensemble Junior.
Altre iniziative che si svolgono in terraferma sono organizzate al Parco Piraghetto con l’animazione e l’intrattenimento con giochi per bambini sempre dalle 14.30. Domenica 31 gennaio alle 16 festa Patrobaby in Maschera nella Parrocchia San Giuseppe, di viale San Marco.
A Marghera tutti sui pattini in maschera sulla pista di pattinaggio di Catene a cura delle associazione Nuova Catene Futura al Nuovo Parco di Catene che resterà aperta Sabato e Domenica con i seguenti orari: 10.30-12.30; 16.30-19; 20.30-23.00.
A Chirignago Sfilata di gruppi mascherati per le vie del quartiere con spettacolo di sbandieratori della contrada San Giorgio di Noale e musici. A seguire, giochi davanti il Sagrato della Chiesa. (foto: carnevale Mestre)

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L’Allemagne et la stabilité de l’UEM/Deutschland und die Stabilität der WWU/Germany and the stability of the EMU

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

Institut Jacques DelorsDans quelle mesure la politique européenne de l’Allemagne a-t-elle contribué à la stabilisation de l’euro? Dans leur Policy paper, Henrik Enderlein, Katharina Gnath et Jörg Haas, respectivement directeur et chercheurs dans notre bureau en Allemagne, le Jacques Delors Institut – Berlin, montrent comment le concept allemand de “communauté de stabilité” a façonné la monnaie commune. Ils estiment que s’il était initialement entendu au sens strict, le concept s’est progressivement élargi. Ils mentionnent également les domaines dans lesquels l’union monétaire reste inachevée.
Inwieweit hat die deutsche Europapolitik zur Stabilisierung des Euro beigetragen? Henrik Enderlein, Katharina Gnath und Jörg Haas zeichnen in ihrem Policy Paper nach, wie das deutsche Konzept der “Stabilitätsgemeinschaft” die Gemeinschaftswährung geprägt hat. Sie argumentieren, dass sich der anfangs eng gefasste Stabilitätsbegriff mit der Zeit erweitert hat und zeigen auf, wo die Währungsunion weiterhin Lücken aufweist.
Germany has played an important part in designing the architecture of the euro and has been a decisive actor in recent efforts to repair the eurozone. How has Germany’s concept of a “stability community” shaped EU policy and to what extent has it been successful in stabilizing the common currency? In the euro’s founding phase, German demands concentrated on low inflation rates and low levels of government debt. Yet it became apparent in the crisis that Germany’s idea of stability was narrowly defined. Apart from a lack of budgetary discipline, key destabilizing factors included current account imbalances, a lack of crisis management tools, and the self-reinforcing dynamics between weakened banks and over-indebted states – all of which had all been largely ignored prior to the crisis.
Over the course of the crisis, the German government has broadly adhered to its traditional concept of stability based on control and supervision of eurozone members. At the same time Germany has repeatedly acted in a pragmatic manner to safeguard the existence of the eurozone. It was willing to lend support to the creation of the European Stability Mechanism and the Banking Union and countenanced the ECB’s extraordinary measures. Despite the reform efforts of the past years, the eurozone still has some serious design faults that threaten the very stability of the common currency. Yet member states disagree on the necessary parameters for a stable currency union and differences in perceptions and preferences have met head-on in the course of the recent reform debates. German policy on Europe should try to play a constructive role by spelling out under which circumstances increased risk sharing in the euro area would be acceptable. (Photo: )

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Fight Zika virus with better access to contraception and safe abortion as well as anti-mosquito measures, says IPPF

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

zikaThe Zika virus must be fought with better access to contraception and safe abortion as well as anti-mosquito measures, Tewodros Melesse, Director General of the International Planned Parenthood Federation has said today.In a statement of solidarity with the World Health Organisation, he told WHO Director General Dr Margaret Chan that the IPPF – the largest sexual and reproductive health service network in the world – supported her call for an emergency meeting in Geneva on Monday 1 Feb and was already taking action.
“We recognise the urgency and have initiated our response” he said.“The IPPF Western Hemisphere – our region covering South America, the Caribbean and North America – has shared WHO guidelines on Zika with all its Member Associations, partners and staff.”Tewodros Melesse said the IPPF would call on its Member Associations to help lead the global response to the Zika outbreak.“The IPPF is ready to act swiftly, building on our global experience and expertise in sexual and reproductive health.”He stressed Zika’s impact on women, in particular poor and vulnerable women.“In the affected areas approximately half of pregnancies are unplanned. Poor women and women in rural areas are more susceptible to infection and less likely to have access to sexuality education and contraception,” said Tewodros Melesse.
In Latin America and the Caribbean, an estimated 23 million women have an unmet need for contraception and account for 75% of unintended pregnancies in the region. Latin America is also home to some of the most restrictive abortion laws in the world.
Tewodros Melesse urged that the fight against Zika must include access to contraception and safe abortion.
He said: “We recommend that strengthening family planning programs and access to safe abortion services for those women who need it and where it is permitted by law should be included in the strategies for responding to the Zika outbreak.”

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Il vescovo del Chiapas (EMI) di Alberto Vitali

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

VescovoChiapas12-18 febbraio 2016 In occasione della visita pastorale di papa Francesco in Messico EMI ricorda la figura di mons. «Tatic» Samuel Ruiz García vescovo e pastore con «l’odore delle pecore» indomito difensore dei diritti dei popoli indigeni del Chiapas Tatic (padre), di questo titolo onorifico era stato «insignito» dai nativi chiapanechi del Messico mons. Samuel Ruiz García (1924-2011). Conosciuto anche come El caminante «per quella sua indomita disponibilità alle scarpinate per raggiungere tutte e ciascuna delle persone che gli erano state affidate», don Samuel è ancora oggi una delle figure più amate e rispettate della Chiesa messicana, per il suo strenuo impegno in difesa dei diritti dei popoli indigeni. Una figura che l’Editrice Missionaria Italiana vuole ricordare in occasione della visita pastorale di papa Francesco in Messico, in programma dal 12 al 18 febbraio.La biografia Il vescovo del Chiapas. Vita di Samuel Ruiz detto Tatic (Editrice Missionaria Italiana), scritta da Alberto Vitali, sacerdote italiano che lo ha conosciuto da vicino, ne ripercorre la vita e l’impegno sociale, inquadrandoli nella tenace e per lungo tempo silenziosa resistenza degli indios del Chiapas fin dai tempi della conquista.
Figlio del Concilio Vaticano II e delle Conferenze di Medellín e Puebla, nel 1960 don Samuel succede idealmente a fra Bartolomé de la Casas alla guida della diocesi di San Cristóbal de las Casas, dove il 15 febbraio papa Francesco celebrerà la Santa Messa con le comunità indigene. L’«incontro» del presule messicano con il mondo indigeno, come sottolinea Vitali, non avvenne tuttavia in modo repentino e folgorante. Fu piuttosto frutto di una lunga e maturata «conversione», che tradusse la sua «opzione per i poveri» in una cura pastorale intesa «non solamente come preoccupazione per i nativi, ma come incarnazione della nostra presenza nel loro mondo», che guidasse «la nostra aspirazione ecclesiale di progredire verso il sorgere di una chiesa autoctona», e a offrire concretamente sostegno economico e appoggio legale ai più poveri della terra. Un impegno concreto che nel 1994 lo vide protagonista e mediatore dei negoziati tra il subcomandante Marcos, leader rivoluzionario dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, e il governo messicano.Il suo indomito impegno pastorale e sociale lo portò ad essere accusato di «vicinanza» a certe idee politiche di sinistra, ma nemmeno tali accuse riuscirono a farlo desistere dal portare avanti la sua missione, e dalle quali, riporta Vitali, don Samuel si difese affermando che «occuparsi del 75% dei fedeli, distribuito nelle comunità rurali, senza disattendere il 25% urbanizzato, non mi sembra sia esclusivismo ma unificazione, come oggi si può vedere, perché finalmente tutti sono rappresentati».
Alberto Vitali è prete della diocesi di Milano. Dopo un decennio nella pastorale giovanile, dal 1999 ha rivestito diversi incarichi in Pax Christi Italia, di cui è stato consigliere nazionale; dal 2009 è segretario del Centro Studi Economico-Sociali per la Pace dello stesso movimento. È membro del Consiglio Internazionale del Sicsal, la rete internazionale dei Comitati Óscar Romero di solidarietà con i popoli dell’America Latina. Dal 2014 è responsabile dell’Ufficio per la pastorale dei migranti e Cappellano vicario della Cappellania generale dei migranti della diocesi di Milano. È autore di Óscar A. Romero. Pastore di agnelli e lupi (Paoline, 2010) e di Gesù, il messia della pace (Paoline, 2012). Alberto Vitali, Il vescovo del Chiapas. Vita di Samuel Ruiz detto Tatic, Editrice Missionaria Italiana, Collana Pietre angolari, pp. 176, euro 12,00 (foto: VescovoChiapas)

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Dibattito pre-vertice: migrazione e referendum UE del Regno

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

londraStrasburgo 3 febbraio 2016. In vista del Consiglio europeo del 18-19 febbraio prossimi, i deputati esprimeranno, durante il dibattito di mercoledì mattina, le loro posizioni in materia di immigrazione e sull’imminente referendum del Regno Unito per decidere se il Paese debba restare o meno nell’UE. Al dibattito parteciperanno il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker e il ministro olandese per gli Affari esteri, Bert Koenders, in nome della Presidenza del Consiglio olandese.

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Emissioni diesel: voto sul veto ai nuovi limiti

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

dieselStrasburgo mercoledì 3 febbraio 2016. Una proposta di veto al progetto di decisione per aumentare i limiti delle emissioni del monossido di azoto (NOx) per i veicoli diesel fino al 110%, quando sarà introdotta la tanto attesa procedura dei test sulle emissioni in condizioni reali di guida (RDE), sarà posta in votazione mercoledì.La commissione per l’ambiente ritiene che il Parlamento dovrebbe approvare il veto perché la proposta della Commissione europea minerebbe l’applicazione degli standard UE esistenti. Questo tema è stato discusso durante la Plenaria di gennaio.
Nel frattempo, mercoledì 27 gennaio, in una risposta parallela alle richieste del Parlamento, la Commissione europea ha proposto una nuova norma sull’omologazione e sulla vigilanza del mercato dei veicoli, alla luce dello scandalo Volkswagen, per il quale i deputati hanno istituito una commissione d’inchiesta di 45 membri (EMIS).
Come parte di un pacchetto che introduce la procedura della prova RDE, sostenuto il 28 ottobre dagli Stati membri nella commissione tecnica per i veicoli (TCMV), la Commissione europea ha proposto di aumentare i limiti di emissione dell’NOx fino al 110%, per i nuovi modelli entro il settembre del 2017 e per i nuovi veicoli entro settembre 2019.In seguito, questa differenza deve essere ridotta del 50% – tenendo in considerazione i margini di errore tecnico – entro gennaio 2020 per tutti i nuovi modelli (entro il gennaio 2021 per tutti i nuovi veicoli).La nuova procedura RDE è progettata per rendere più realistici i test sulle emissioni, usando un dispositivo portatile che permetta di eseguirli in strada. L’attuale procedura in laboratorio consente varie vie d’uscita che i produttori di automobili hanno intrapreso per etichettare i loro prodotti come più puliti rispetto a quanto non lo siano in realtà.

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Proposte sul regime fiscale per le società

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

commissione europeaStrasburgo 2 febbraio 2016. La Commissione europea presenterà le proposte sul regime fiscale per le società Il Commissario per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici illustrerà martedì mattina in Plenaria le ultime proposte della Commissione riguardanti le imposte sulle società. Queste comprendono un progetto di direttiva del Consiglio per contrastare l’erosione delle basi imponibili e il trasferimento degli utili (BEPS), che fa seguito a un piano d’azione dell’OCSE sulla tassazione delle imprese. Nel corso di un’audizione parlamentare dello scorso 12 gennaio, Moscovici aveva promesso ai deputati che avrebbe presentato un “ambizioso pacchetto anti evasione” entro la fine del mese. Durante un’altra audizione, davanti la seconda commissione speciale in materia fiscale (TAXE2), il Commissario aveva anche informato i deputati delle possibili difficoltà in seno al Consiglio dei Ministri UE nel raggiungere un accordo su misure ambiziose poiché, in materia fiscale, l’unanimità è la regola e alcuni Stati membri non erano molto inclini a questo accordo. Il Parlamento ha approvato le proprie raccomandazioni in una risoluzione redatta da Anneliese Dodds (S&D, UK) e Luděk Niedermayer (PPE, CZ) e adottata il 16 dicembre dello scorso anno.

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Dibattito sui rifugiati, controlli alle frontiere e futuro di Schengen

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

schengenStrasburgo 2 febbraio 2016. I deputati discuteranno martedì pomeriggio, con il primo Vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, la crisi dei rifugiati e i controlli alle frontiere, sia esterne sia interne dell’area Schengen. Il 27 gennaio la Commissione europea ha ammonito che, per un periodo fino a due anni, potrebbero essere reintrodotti controlli sistematici sull’identità se la Grecia non risolverà alcune “gravi mancanze” nella gestione delle proprie frontiere esterne.Il Codice frontiere Schengen, che regola il funzionamento dell’area di libera circolazione, richiede che la Commissione e gli Stati membri coinvolti informino, il prima possibile, il Parlamento europeo e il Consiglio di qualsiasi motivo che potrebbe portare alla reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere. I deputati discuteranno anche il rispetto del principio internazionale di non respingimento.In totale, sono 26 i paesi che fanno parte dell’area Schengen, 22 Stati membri dell’UE e 4 Stati non membri (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). L’Irlanda e il Regno Unito hanno scelto di non far parte dell’accordo, mentre Bulgaria, Croazia, Cipro e Romania sono candidati all”adesione.
In seguito dell’aumento dei flussi migratori e dei rifugiati, diversi paesi hanno temporaneamente ristabilito controlli alle frontiere nei mesi scorsi. Attualmente i controlli vengo effettuati in Austria, Francia, Danimarca, Germania, Norvegia e Svezia.
In base al codice frontiere Schengen, i controlli alle frontiere potrebbero essere reinseriti per un periodo di 10 giorni per motivi di “ordine pubblico e sicurezza nazionale”. Questi controlli potrebbero essere mantenuti e rinnovati per un totale di due mesi. Nel caso ci fosse un’evidente minaccia per la sicurezza interna, i controlli potrebbero essere mantenuti per un periodo di 30 giorni sino ad un massimo di 6 mesi. In “circostanze eccezionali” potrebbero essere prolungati per due anni.

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3 mld di euro alla Turchia per i rifugiati: interrogativi sul finanziamento

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

turchia-ist3Strasburgo 2 febbraio 2016 nel pomeriggio, durante una discussione comune sull’immigrazione, saranno discussi i tre miliardi di euro di finanziamenti provenienti dai bilanci UE e da quelli nazionali per uno strumento di sostegno ai rifugiati siriani in Turchia.
I deputati dovrebbero chiedere alla Commissione europea da quale linea del bilancio comunitario dovrebbero essere stanziati, quanto sia stato finora promesso da ogni singolo Stato membro e come si possa garantire che gli importi stanziati siano effettivamente destinati a coprire le necessità dei rifugiati.Lo Strumento per i rifugiati in favore della Turchia, lanciato dalla Commissione il 24 novembre 2015, è un meccanismo di coordinamento istituito per aiutare la Turchia a far fronte alle conseguenze del flusso di rifugiati. Il finanziamento dovrebbe essere composto da 500 milioni di euro provenienti dal bilancio dell’UE e da 2,5 miliardi di euro provenienti da contributi degli Stati membri.
Una delegazione della commissione per i bilanci e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni si recherà in Turchia dall’8 all’11 febbraio per verificare sul terreno la situazione dei rifugiati, compresi quelli che non vivono nei campi. I deputati, guidati da Jean Arthuis (ALDE, FR), presidente della commissione per i bilanci e da Sylvie Guillaume (S&D, FR), membro della commissione per le libertà civili, cercheranno di valutare la cooperazione tra la Turchia e l’Unione europea, nel contesto di la crisi migratoria. La delegazione dovrebbe incontrarsi ad Ankara con i ministri competenti per le questioni relative all’immigrazione, nonché con i rappresentanti del Parlamento turco e della società civile.

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Status di “Economia di mercato” alla Cina: cosa farà l’Unione europea?

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

strasburgo-parlamento-europeo 1 febbraio 2016. Un dibattito sulla questione se l’Unione europea debba riconoscere la Cina come “economia di mercato” si terrà nel pomeriggio di lunedì con il Commissario per il commercio Cecilia Malmström. I deputati sono preoccupati che il Parlamento europeo – che dovrebbe co-decidere sulle modifiche necessarie nel diritto comunitario nel caso l’UE decidesse di trattare la Cina come un’economia di mercato – non sia ancora stato consultato. I deputati chiederanno alla Commissione quali opzioni stia valutando per quanto riguarda il proposto status di economia di mercato della Cina (MES) e se valuterà il suo impatto sull’industria europea e sull’occupazione. Quando la Cina ha aderito all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) nel 2001, i membri dell’OMC avevano rilevato che essa non aveva ancora terminato la transizione verso un’economia di mercato. La Cina aveva accettato una serie di obblighi per procedere alla creazione di un’economia di mercato e aveva convenuto che gli altri membri dell’OMC avrebbero potuto applicare misure di “economia di non mercato” riguardo le sue esportazioni. In pratica, spesso ciò significava dazi antidumping più elevati.
La Cina ritiene che il protocollo di adesione all’OMC 2001 preveda che la sua transizione verso un’economia di mercato dopo 11 dicembre 2016 sia un passaggio automatico. Questa interpretazione del protocollo di adesione è stata discussa sia a livello politico sia a livello giuridico. Tuttavia, alcuni membri dell’OMC, come l’Australia, hanno già riconosciuto nel loro diritto la Cina come economia di mercato. La Cina attualmente soddisfa soltanto a uno dei cinque criteri tecnici dell’UE per la definizione di “economia di mercato”. La Cina è implicata in circa l’80% delle indagini antidumping e anti-sovvenzioni dell’UE.

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