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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Archive for febbraio 2016

Air France e PayPal siglano un nuovo accordo di partnership

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

air franceDa fine marzo 2016, Air France offrirà ai suoi clienti la possibilità di acquistare biglietti aerei online con PayPal in numerosi paesi tra i cui l’Italia.Questo nuovo servizio, già disponibile in Germania e nel Regno Unito, sarà disponibile anche in Italia sia sul sito http://www.airfrance.it che sull’app Air France. Con PayPal non occorre inserire i dati della carta di credito a ogni prenotazione e il pagamento dei biglietti aerei acquistati online diventa semplice e veloce. A fine marzo 2016, anche in Italia sarà possibile pagare con PayPal i biglietti aerei Air France acquistati via app da cellulare o tablet.”Cerchiamo ogni giorno di ottimizzare l’esperienza di prenotazione dei nostri clienti, indipendentemente dai canali di vendita utilizzati. Questa partnership risponde alle aspettative e alle esigenze dei passeggeri di Air France offrendo una soluzione semplice, rapida e sicura.” ha dichiarato Tjalling Smit, Direttore del Digitale di Air France-KLM. “Oggi, l’acquisto dei biglietti aerei avviene prevalentemente su Internet e la partnership tra PayPal ed Air France faciliterà la vita dei viaggiatori. Siamo molto soddisfatti di questa collaborazione e desideriamo mettere a disposizione il nostro know-how e la nostra esperienza per poter rispondere al meglio alle esigenze dei passeggeri. L’obiettivo di PayPal consiste nell’agevolare i pagamenti online per gli operatori del turismo indipendentemente dalla loro entità”, sottolinea Damien Périllat, Direttore Generale di PayPal in Francia.

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Pictet Asset Management nomina il nuovo responsabile globale dell’attività istituzionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

chiarelliPictet Asset Management è lieta di annunciare la nomina di Niall Quinn come Head of Institutional Business globale (Giappone escluso), basato a Londra, a partire da fine di febbraio 2016.Egli sostituisce Christoph Lanter, che va in pensione dopo 17 anni presso Pictet Asset Management. Niall vanta oltre 20 anni di esperienza nel settore, più recentemente come Managing Director di Eaton Vance Management International, responsabile di tutta la loro operatività fuori dal Nord America e con una particolare focalizzazione sullo sviluppo dell’attività istituzionale. Niall è di nazionalità irlandese e ha conseguito un BA in economia e filosofia presso il Trinity College a Dublino.A Niall Quinn, tra gli altri, riporta il team Istituzionale responsabile per l’Italia ed Israele, guidato da Giambattista Chiarelli con il supporto di Marco Ghilotti.
Fondato nel 1805 a Ginevra, il Gruppo Pictet è uno dei principali wealth manager e asset manager indipendenti in Europa, con EUR 402 miliardi di patrimoni in gestione e amministrazione al 31 dicembre 2015. Il Gruppo Pictet è di proprietà di sette soci che si occupano direttamente della sua conduzione, con principi di titolarità e successione che sono rimasti invariati fin dalla fondazione.
Basato a Ginevra, il Gruppo Pictet impiega più di 3800 collaboratori. Il Gruppo è presente con i propri uffici nelle seguenti piazze finanziarie: Amsterdam, Barcellona, Basilea, Bruxelles, Dubai, Francoforte, Hong Kong, Londra, Losanna, Lussemburgo, Madrid, Milano, Monaco, Montreal, Nassau, Parigi, Osaka, Roma, Singapore, Torino, Taipei, Tel Aviv, Tokyo, Verona e Zurigo. Pictet Asset Management include tutte le affiliate e divisioni operative del Gruppo Pictet che si occupano di gestione degli investimenti istituzionale e di gestione di fondi d’investimento. Pictet Asset Management Limited è autorizzata e soggetta alla regolamentazione della Financial Conduct Authority.
Al 31 dicembre 2015, Pictet Asset Management gestiva patrimoni per EUR 139 miliardi, investiti nei mercati azionari e obbligazionari di tutto il mondo. Pictet Asset Management dispone di diciassette centri di sviluppo operativo in tutto il mondo, da Londra, Bruxelles, Ginevra, Francoforte, Amsterdam, Lussemburgo, Madrid, Milano, Parigi e Zurigo via Dubai, Hong Kong, Taipei, Osaka, Tokyo e Singapore a Montreal.(foto chiarelli)

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Researchers publish findings of a €3.7m spotlight on obesity

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

obesoA cross-European team of researchers have reported the results of the four-year, €3.7m SPOTLIGHT study into measures to prevent adult obesity and the role of the environment. They find that urban planners have a responsibility to ensure that the neighbourhoods they design will promote healthy behaviour, and better still if the environment can encourage social networking and community support.
The researchers also find that local interventions to prevent obesity and encourage healthy behaviour need to be adapted to local needs, and the planning of interventions should involve the people being targeted. This may require ‘two-phase’ funding, with an initial fund for participatory design and piloting of a project, and a second phase to implement it if the initial phase shows promise.
“Health promotion in communities is important, and can be successful,” said SPOTLIGHT project coordinator Dr Jeroen Lakerveld of the VU University Medical Canter, Amsterdam. “But short-term funding for community projects may lead to frustration and poor project morale. The agencies that supply funding need to realise that sustained support is needed to get sustained results. Promoting strong communities and re-designing the built environment can contribute significantly to sustainable changes in health behaviour.”

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The Danish Girl: Alicia Vikander Oscar come miglior attrice non protagonista

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

The Danish GirlUna meravigliosa Copenaghen, Nyhavn, Nyboder, e il centro storico della città fanno da sfondo a “The Danish Girl”. Diretto da Tom Hooper, il film è un adattamento dell’omonimo romanzo di David Ebershoff e racconta la storia di una coppia di artisti danesi. Si tratta di Lili Elbe (nato Einar Wegener), primo caso di intervento di riassegnazione sessuale, interpretata da Eddie Redmayne, affiancato da Alicia Vikander nel ruolo della pittrice Gerda Wegener, Premio Oscar 2016 come miglior attrice non protagonista.Il film è stato The Danish Girl1girato nei luoghi realmente vissuti dai protagonisti, tra l’incantevole canale Nyhavn e l’area di Frederiksstad a Copenaghen, riconosciuta come patrimonio UNESCO.I luogi del Film: Tra le strade acciottolate di Nyhavn si trova la casa di Lili Elbe e Gerda Wegener. Molte delle scene di ‘The Danish Girl’ si svolgono in questa parte più antica del porto di Copenaghen. Nyhavn era in origine un porto commerciale. La maggior parte delle case nella zona risalgono al XXVII secolo con la più antica (Nyhavn n. 9) costruita nel 1681.Oggi, molte delle splendide case di questa zona sono state rinnovate e ospitano ristoranti e caffè che animano il quartiere del porto.
Anche il celebre scrittore danese, Hans Christian Andersen, ha vissuto a Nyhavn al n. 20. In questa casa scrisse favole di fama mondiale come ‘L’acciarino magico’, e ‘La principessa sul pisello’. Andersen ha anche vissuto vent’anni a Nyhavn n. 67 e due anni al n. 18. (foto: The Danish Girl)

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Electro Power Systems Group taglia il costo dell’energia e le emissioni in Somalia e pone le basi per un piano di sviluppo in Africa Orientale

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

Nicola VaninettiElectro Power Systems Group, gruppo operante nel settore dell’energia sostenibile e specializzato in sistemi e soluzioni di stoccaggio di energia a zero impatto ambientale e quotato sul mercato regolamentato Euronext di Parigi, ha inaugurato– attraverso la sua controllata Elvi Energy – una nuova centrale di produzione ibrida a Garowe, capitale dello stato di Puntland (Somalia).Il progetto, assegnato l’anno scorso ad Elvi Energy da NECSOM – National Electric Corporation of Somalia – per un investimento di 3 milioni di euro, ha previsto la progettazione, fornitura e installazione di una soluzione di produzione d’energia rinnovabile e stoccaggio chiavi in mano che consente di ridurre il consumo di gasolio di oltre 2.000 litri al giorno, fornendo energia rinnovabile a circa 100.000 persone.La centrale di produzione ibrida è da 3,5 MW e potrebbe essere presto potenziata da 450kW di energia eolica, coprendo con le energie rinnovabili e lo stoccaggio, oltre il 25% del fabbisogno energetico della città. Situata a Nord-Est della Somalia, Garowe è la capitale autonoma della regione del Puntland e una città in fase di crescita, che si è trasformata rapidamente in un centro culturale e mediatico.Circa 100.000 persone nell’area urbana avranno ora energia pulita, una bolletta di energia elettrica meno cara del 17% e una fornitura di energia più affidabile.La centrale di produzione ibrida è completamente controllata da remoto ed è composta da pannelli solari, turbine eoliche, sistema di stoccaggio, generatore di backup e sistema di distribuzione a media tensione. “Siamo orgogliosi di fornire energia elettrica alla popolazione somala, riducendo sensibilmente i costi in bolletta e le emissioni di CO2 allo stesso tempo” – ha commentato Paolo Morandi, Presidente di Elvi Energy. Per Fabio Magnani Chief Operating Officer di Electro Power Systems Group: “È il primo collaudo di un impianto della nuova era di Elvi Energy, dopo l’integrazione nel gruppo Electro Power Systems. Si tratta di una testimonianza della fiducia dei nostri clienti in EPS come società energetica e rappresenta il primo passo del nostro piano di sviluppo in Africa Orientale”. Paolo Morandi, Nicola Vaninetti (Vice Presidente) e Ivo Sciuttini (International Business Development) del Gruppo hanno partecipato alla cerimonia di apertura dell’impianto, inaugurato dal Vice Presidente del Puntland Abdihakin Abdullahi Haji Omar, dall’ex presidente del Puntland Abdirahman Mohamed Farole, e da diversi membri del Parlamento. (foto: Nicola Vaninetti)

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Crisi cinese e opportunità per l’export

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

gruppo bracco in cina

gruppo Bracco in Cina

Il rallentamento della Cina (Pil a +6,9% nel 2015) va visto nell’ottica di un riequilibrio della struttura economica del gigante asiatico, che in futuro sarà sempre più orientata sui consumi, meno su export e investimenti.Un simile aggiustamento ha impatto sull’economia globale, in particolar modo su alcune economie dell’America Latina, che subiscono una flessione delle proprie esportazioni di commodity. Gli effetti non sono però uguali per tutti: il ribilanciamento cinese può rappresentare un vantaggio per i Paesi esportatori di quei prodotti – agroalimentari in primis – la cui domanda proveniente dal mercato cinese è, invece, prevista in forte accelerazione. Tra i beneficiari ci sono non solo alcuni paesi dell’America Latina ma anche l’Italia. Le imprese italiane potranno cogliere due opportunità: (i) sfruttare l’evoluzione delle abitudini alimentari della popolazione cinese esportando beni alimentari lavorati di alta qualità nel Paese; (ii) fornire macchinari per la lavorazione delle materie prime agricole ai Paesi latinoamericani, utili a incrementare la produzione di quei beni della terra (materie prime e semilavorati) che, in prospettiva, potrebbero essere appetibili nel mercato cinese. (Maddalena Cavadini)

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MECSPE, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

MECSPEFiere di Parma, 17-19 marzo 2016, che con 1.200 espositori presenti nei 10 saloni tematici, 14 unità dimostrative, 6 piazze d’eccellenza e 72 momenti di approfondimento sarà l’occasione per trovare soluzioni e processi che ottimizzino la propria produzione e incontrare partner con cui sviluppare concrete occasioni di business. “Guardando ai risultati dell’Osservatorio, si vede come, negli ultimi due anni, siano sempre più gli imprenditori che, da moderatamente appagati dalle performance delle loro aziende, si dicono invece ampiamente soddisfatti – commenta Emilio Bianchi, Direttore di Senaf – Se il 2013 era stato un anno di grandi soddisfazioni per il 51,3% e il 2014 per il 51,5%, a fine 2015 è ben il 63,5% a dirsi ampiamente contento dei risultati ottenuti: un +12% che non lascia dubbi sul clima di ritrovato ottimismo che anima il comparto e che siamo sicuri di ritrovare a marzo, tra le aziende che parteciperanno a MECSPE”.
L’Osservatorio MECSPE conferma il trend positivo delle passate rilevazioni. Rispetto a quelli registrati nel 2014, i fatturati sono in crescita per il 50,7% delle aziende e stabili per il 36,7%; dal punto di vista dell’occupazione il 47,4% ha assunto nuovo personale mentre il 43,4% non ha avuto variazioni; gli ordinativi sono adeguati alle esigenze finanziarie (69,7%) e la liquidità è buona per ben il 48,4% (+13,4% rispetto allo scorso anno). “I dati emersi dall’Osservatorio MECSPE danno una fotografia dettagliata dell’industria meccanica italiana, partendo dal punto di vista degli imprenditori. Gli indici dimostrano una consistente fiducia, non solo nelle proprie performance, ma anche nell’andamento del mercato. Un’ottima notizia per l’intero Paese.” sottolinea Enrico Gallorini, Partner di GRS Ricerca & Strategia, la società che ha condotto l’indagine.Un clima di ripresa che fa guardare con ottimismo all’anno appena iniziato: oltre la metà degli imprenditori prospetta di chiudere il 2016 con fatturati in crescita (53,2%), mentre il 38,4% di mantenerli stabili; ben il 32,6% prevede di assumere (+17,8% rispetto alle prospettive per il 2015) mentre solo il 3,2% di ridurre il proprio organico. Fiducia anche nel buon andamento del mercato in cui operano, con solo il 7,3% di aziende che, nei prossimi tre anni, teme una flessione. “Ci troviamo di fronte a un mercato che è tornato a correre e lo fa puntando sui solidi mercati dell’Europa Centro-Occidentale, scelti da quasi 8 aziende su 10, e su quelli in forte espansione dell’Europa dell’Est che attirano oltre un terzo delle nostre imprese, mostrando di non temere i competitor internazionali e investendo in R&D – prosegue Emilio Bianchi – 3 imprenditori su 10 sono disposti a investire oltre l’11% del proprio fatturato per migliorare la propria produzione. Lo scorso anno era solo 1 su 10 a osare tanto”.
Investire in R&D porta maggiori successi aziendali in termini di fatturati, ordinativi e soddisfazione: il 48,9% di chi investe in R&D ha visto crescere il proprio fatturato rispetto al 2014; il 71,4% ha un portfolio ordini adeguato e ben il 61,7% si dice ampiamente soddisfatto delle performance della propria azienda.Sul fronte delle innovazioni che stanno caratterizzando il comparto, c’è la sfida dell’informatizzazione, interconnessione e automazione dei processi produttivi per la trasformazione delle aziende in ‘fabbriche intelligenti’. Una sfida che vede il nostro Paese sulla buona strada per colmare il gap con altri Paesi che hanno intrapreso questa via da più tempo: ben 8 imprenditori su 10 hanno un giudizio positivo sull’Italia. “L’Osservatorio MECSPE rivela che la strada verso un’industria 4.0 è ancora lunga, ma che stiamo andando nella giusta direzione: 2 imprenditori su 10 promuovono a pieni voti il nostro Paese e 6 su 10 giudicano comunque sufficiente il grado d’informatizzazione attuale. Una spinta verso un manifatturiero 4.0 potrà venire dagli stessi imprenditori della meccanica e della subfornitura: se il 46,4% si vede già alla guida di una ‘fabbrica intelligente’, il 43,6% ammette che ci sono ancora molti sforzi da fare. – spiega Emilio Bianchi – Da tre anni, ben prima degli interventi dell’Unione Europea, MECSPE con il progetto Fabbrica Digitale, oltre l’automazione©, mostra alle aziende i vantaggi competitivi di questo modello produttivo e continuerà a farlo. Il nostro obiettivo è quello di offrire al manifatturiero italiano un aiuto concreto in questo percorso che lo porterà verso un paradigma di produzione 4.0” (foto: MECSPE)

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Cosa fare quando il cuore non pompa a sufficienza

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

infartoPisa dal 03 al 05 marzo 2016 “DIASTOLE DISEASED” “DD – 2016”. Promosso dalla FONDAZIONE INTERNAZIONALE MENARINI. L’Insufficienza cardiaca è l’incapacità del cuore di fornire il sangue in quantità adeguata rispetto all’effettiva richiesta dell’organismo.
La ridotta funzione ventricolare può essere causata da disfunzione sistolica (che comporta un anormale contrattilità), da una disfunzione diastolica (che comporta un’anormale riempimento) o da entrambe. La disfunzione diastolica è responsabile di circa il 50% dei casi di scompenso cardiaco e sembra essere particolarmente comune nelle donne anziane. La disfunzione aumenta la pressione diastolica ventricolare sinistra e riduce la gittata cardiaca a riposo e durante l’esercizio.
Molto si è fatto per diagnosticare la disfunzione sistolica, dai biomarker cardiaci alla risonanza magnetica, mentre si attendono risposte per quanto riguarda le terapie. Infatti, i trattamenti utilizzati per l’insufficienza cardiaca sistolica non hanno finora dato i risultati sperati. È probabile che l’insufficienza diastolica sia più complessa, con cause diverse nonché con manifestazioni differenti e di differente gravità a seconda delle persone colpite, della loro età, sesso e presenza di altre patologie.
Probabilmente un approccio di precisione, basato sulla diagnosi personalizzata per ogni singolo paziente, potrebbe contribuire all’individuazione della migliore terapia. Esperti, ricercatori e cardiologi si confrontano su questi temi in occasione del Meeting “Diastole Diseased DD 2016”, organizzato dal Centro per la Medicina e la Cardiologia Traslazionale (Fondazione Gabriele Monasterio, SSSUP), Università di Pisa, Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
Il meeting si svolge giovedì 3 marzo 2016 nell’Aula Magna della Scuola Superiore S. Anna, Piazza Martiri della Libertà 33 a Pisa mentre venerdì 4 marzo e sabato 5 marzo si svolge all’Auditorium, Area della Ricerca del CNR, in via Moruzzi 1 a Pisa.
La partecipazione è aperta a tutti i medici, è gratuita e assegna crediti formativi ECM.

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La chirurgia estetica fa l’upgrade

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

chirurgia esteticaRingiovanimento cutaneo, filler e aumento dei volumi del viso e del seno diventano trattamenti più semplici, sicuri e completamente naturali. Merito delle più avanzate tecniche di medicina rigenerativa e tecnologia cellulare con un approccio completamente biologico. LIPOSKILL è la rivoluzionaria tecnica che utilizza le cellule staminali del paziente e le rende il più avanzato ‘prodotto’ di medicina estetica mai avuto a disposizione. “Il tanto ricercato ‘segreto di giovinezza’ è sempre stato sotto i nostri occhi, proprio dentro di noi” spiega il Prof. Nicolò Scuderi, Ordinario di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica all’Università La Sapienza di roma “qualche anno fa si è scoperto che nel grasso corporeo sono presenti anche cellule staminali mesenchimali (che hanno un ruolo rigenerativo dei tessuti) ‘multipotenti’, ossia che possono trasformarsi solo in alcuni tessuti, nello specifico cellule adipose, cartilaginee e ossee(a). L’intuizione che la risposta fosse nel grasso era corretta ma era sbagliato il metodo: pensavamo che fosse il grasso a permettere la correzione, mentre si è visto che da solo gran parte va incontro a riassorbimento, necrosi e perdita, specialmente se usato in grande quantità e zone ampie, mentre sono le staminali la risposta e le cellule adipose vengono usate come supporto iniziale e sostituite poi da cellule nuove che si generano proprio dai milioni di staminali impiantate in sede e che si stabiliscono stabilmente nell’organismo. Questo significa che per avere un seno florido, un lato B invidiabile, una pelle dalla texture liscia e luminosa ed eliminare le rughe non è più necessario un intervento chirurgico, l’uso di protesi o materiali estranei da impiantare o iniettare. Parliamo di circa 25mila mastoplastiche l’anno solo in Italia a cui si aggiungono 160mila trattamenti iniettivi per le rughe di viso, collo, decollete e mani.
Per utilizzarle come filler o riempitivo, le staminali del tessuto adiposo (ADSC) devono essere trattate con la tecnologia LIPOSKILL: la procedura prevede un piccolo prelievo di grasso (circa 20-30 cc) nello studio del medico che spedisce il campione ad una delle ‘cell factory’ Bioscience, a San Marino o Dubai dove vengono isolate, moltiplicate per un periodo di 12 gg in coltura e crioconservate a -196° per qualsiasi utilizzo futuro.
Il lipofilling fa l’upgrade – Con un incremento del 20% nel 2014 e 28.500 interventi in Italia il trapianto di grasso è il quarto intervento più praticato (b). Noto da almeno trent’anni, negli ultimi tempi ha visto un boom di richieste anche se, a fronte di risultati naturali e un profilo di sicurezza presenta un limite sino ad ora era insormontabile: il riassorbimento del grasso e quindi la perdita del risultato con la necessità sia di una ipercorrezione nel primo trattamento che di veder svanire i risultati nell’arco di alcuni mesi. Se cento milioni vi sembran poche – L’impiego del grasso per il rimodellamento corporeo diventa obsoleto: è definitivamente dimostrato che per ottenere risultati nell’aumento dei volumi corporei come seno, glutei, zigomi, rughe profonde e tutto ciò che rientra nella ‘soft tissue augmentation’ sono necessarie decine o centinaia di milioni di cellule staminali del tessuto adiposo. Per il riempimento di rughe profonde sono necessari circa 10 milioni di cellule, per l’aumento di una taglia di volume del seno (circa 250 cc) ne servono almeno 300 milioni. Queste quantità si ottengono solo dopo la coltura in ‘cell factory’. E’ possibile ottenere 100 milioni di cellule staminali mesenchimali da soli 20 millilitri di grasso, mentre per la stessa quantità , se non si procedesse alla coltura cellulare, ne servirebbero 20 litri !!! Si è notato, inoltre, che le staminali espanse esprimono una significativa funzione rigenerativa dei tessuti circostanti, perché quando sono iniettate nel tessuto, producono fattori di crescita e citochine propedeutiche alla rigenerazione tissutale. Con il solo grasso invece, non solo non è stato osservato lo stesso miglioramento nella qualità dei tessuti, ma è stata riscontrata la presenza di tessuto necrotico.
Costi contenuti e accessibili – La nuova tecnica non solo rende accessibile molti trattamenti a chi non poteva o non voleva affrontare il bisturi, ma anche a chi non ne aveva la possibilità economica. Tra spese di prelievo, trattamento delle cellule e conservazione delle fiale il costo non supera i 1800 euro per il viso e i 3000 per il seno a cui va aggiunto solo l’onorario del medico specialista che esegue il trattamento. Inoltre nella banca vengono conservate altre fiale per eventuali usi futuri. Cifre ben lontane da quelle necessarie per una mastoplastica additiva o dal costo necessario ai trattamenti di mantenimento dei risultati di un filler che va ripetuto ogni 6-8 mesi.
Risultati da 6 a 12 volte più duraturi – I risultati del trattamento con le staminali del tessuto adiposo sono notevolmente più duraturi rispetto al lipofilling tradizionale. Mentre per ciò che riguarda la mastoplastica con protesi bisogna mettere in conto l’insorgenza di complicanze chirurgiche, rotazioni, reazioni capsulari, l’eventuale sostituzione delle protesi e, perché no, ripensamenti rispetto a forma e dimensioni.
Liposuzione a 25 anni, seno a 32 e rughe a 36 con lo stesso campione di grasso – “Usiamo le staminali espanse nelle cell factory da circa 10 anni all’Università per trattare diverse condizioni degenerative dei tessuti con risultati che ci hanno portato a diverse pubblicazioni scientifiche. La sicurezza biologica e l’efficacia terapeutica è stata documentata da una enorme produzione scientifica è tuttora in crescita” dichiara il Prof. Scuderi al Congresso SIES Valet che si è appena concluso a Bologna “Una ulteriore novità è che qualsiasi persona si sottoponga ad una liposuzione da questo momento può contare su un deposito di preziosissimo materiale biologico per qualsiasi uso estetico futuro: dal miglioramento del profilo o della dimensione del seno, al ringiovanimento del volto, l’aumento dei volumi. Applicazioni numerosissime con il vantaggio di un risultato estremamente naturale, insomma un vero e proprio ‘deposito bancario di giovinezza’ da usare con o senza le cellule grasse.
Questo perché le cellule staminali mesenchimali sono adulte anche se immature e le loro possibilità di differenziarsi sono limitate a pochi tipi cellulari. Al contrario le cellule staminali embrionali sono ‘bambine’ e quindi ‘TOTIpotenti’ ossia posseggono la capacità di differenziarsi in cellule di qualsiasi altro tessuto con cui vengano a contatto. (D.ssa Johanna Rossi Mason)

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Ford al Salone di Ginevra con la nuova Fiesta ST200 e la Ford GT da competizione

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

ford fiestaColonia, Germania, Ford svelerà oggi una delle star che attireranno gli sguardi dei visitatori all’86° Salone di Ginevra: la nuova Fiesta ST200, versione da 200 cavalli e 290 Nm di coppia della brillante compatta sportiva dell’Ovale Blu.La nuova motorizzazione che spinge la ‘hot hatch’ offre il 10% di potenza e il 20% di coppia in più rispetto alla versione standard, e accelera da 0 a 100 Km/h in soli 6,7’’. Come la Fiesta ST da 182 cavalli, la ST200 adotta un brillante motore EcoBoost 1.6, che coniuga dinamismo, piacere di guida ed efficienza.La ST200 è la Fiesta di produzione più potente di sempre e si distingue per elementi estetici esclusivi a contrasto nero-silver sia all’interno, dove l’atmosfera racing è esaltata dai sedili in pelle Recaro e dalle impunture a vista, che all’esterno, dove i cerchi in lega neri opachi fanno da contrappunto visivo alla nuova tinta della carrozzeria Solid Silver Grey.“La Fiesta ST è una delle compatte sportive più apprezzate dal pubblico e dalla critica. La ST200 eleva questa amatissima ‘hot hatch’ a nuovi livelli di potenza e prestazioni”, ha dichiarato Joe Bakaj, Vice Presidente Sviluppo Prodotti, di Ford Europa. “Sono convinto che farà la ford fiesta2storia di questo segmento”.L’Ovale Blu porterà al Salone di Ginevra l’emozione del motorsport mondiale esponendo, fianco a fianco, per la prima volta in Europa, sia la Ford GT stradale che la versione da competizione che correrà a Le Mans.Il Salone di Ginevra sarà anche il palcoscenico sul quale la nuova Kuga si presenterà per la prima volta al mondo dei motori. La nuova generazione del SUV del segmento C dell’Ovale Blu si distingue per una dotazione tecnologia superiore che include la nuova generazione del sistema di connettività e comandi vocali avanzati SYNC 3.
La Ford Fiesta ST 200 oltre ai cerchi in lega in colore nero opaco da 17 pollici, l’esclusiva tinta della carrozzeria Solid Silver Grey e gli interni sportivi con schema colori a contrasto, la Fiesta ST200 presenterà pinze freno rosse, sedili sportivi in pelle Recaro e dettagli, come i battitacco ST illuminati, che coniugano sportività ed eleganza.L’EcoBoost 1.6 della Fiesta ST200, in aggiunta ai 200 cavalli e ai 290 Nm di coppia, è in grado di scaricare sull’asfalto 15 cavalli e 30 Nm di coppia in più premendo fino in fondo l’acceleratore, condizione in cui si attiva l’overboost temporaneo. L’accelerazione è ancora più brillante anche grazie alla trasmissione finale, il cui rapporto (4,06) è stato modificato rispetto alla Fiesta ST standard (3,82). La velocità massima è di 226 km/h.
L’attuale generazione di Fiesta ST è stata lanciata nel 2013 e si è immediatamente affermata come una delle compatte sportive più apprezzate in Europa, dove è stata premiata con oltre 20 riconoscimenti e dove è stata venduta in oltre 30.000 esemplari. Con 182 cavalli e 240 Nm di coppia, la Fiesta ST accelera da 0 a 100 km/h in 6,9’’ e raggiunge una velocità massima di 220 km/h.
“Dalla nuova Fiesta ST200, un modello che cambierà ancora una volta le regole del gioco nel segmento, alla rivoluzionaria supercar Ford GT, la nostra gamma Ford Performance si estende attraverso un’offerta straordinariamente ricca e variegata”, ha dichiarato Raj Nair, Vice Presidente Sviluppo Prodotti Globale e Chief Technical Officer di Ford. “Ciò che lega a doppio filo ogni modello Ford Performance è la tecnologia EcoBoost, che grazie alla sua versatilità può portare a bordo di auto di ogni segmento e categoria un mix perfetto di dinamismo ed efficienza”.

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Proposta Schäuble per limitare tenuta titoli di Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

salva banche“Per distruggere definitivamente il sistema è in discussione un`ulteriore proposta dagli effetti nefasti: quella di mettere un limite alla quantità di titoli del debito pubblico del proprio paese che ciascuna banca può tenere in portafoglio. Si tratta di una proposta, guarda caso, del governo tedesco, definita appunto «proposta Schäuble» e, conoscendo i bilanci delle banche, soprattutto italiane, che di titoli di Stato ne detengono davvero tanti, significa vendita in blocco di Btp, con conseguente crollo del prezzo e aumento del rendimento (le due grandezze sono inversamente proporzionali). E anche lo spread, come dimenticarlo, schizza a livelli stellari”. Lo scrive Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un editoriale pubblicato da ‘Il Giornale’.“L`effetto destabilizzante che la «proposta Schäuble» può avere nell`Eurozona, con una nuova crisi finanziaria, nuova recessione, nuove aziende che chiudono, aumento della disoccupazione, minori entrate fiscali e sempre più deficit e sempre più debito pubblico è lo stesso identico che la trovata di Deauville del duo Merkel-Sarkozy ebbe nel 2011. Ma perché ripetere gli errori? Perché in Europa non abbiamo fatto come gli Stati Uniti, con una banca centrale che immette liquidità, un sistema unico di garanzie sui depositi bancari? Perché in Europa abbiamo fatto tutto il contrario, all`apparenza con un suicidio collettivo: Stati che falliscono, banche che falliscono? Semplice: perché serve all`egemonia imperiale tedesca e a far vincere alla Germania la sua terza guerra mondiale, dopo aver perso le prime due”.“Dallo sbrego istituzionale che nel 1997 ha stravolto i contenuti e la filosofia sottostante il trattato di Maastricht, facendolo diventare uno strumento in mano alle burocrazie del nord, per l`Unione europea e in particolare la zona euro è cominciato un processo involutivo che oggi sembra impossibile fermare. In questo quadro va collocata la Brexit, simbolo evidente dello stato fallimentare delle cose in Europa. Più che un percorso di integrazione, il Vecchio Continente sembra costretto unicamente dentro il disegno tedesco. Non, quindi, crescita e benessere per tutti tra uguali, ma Impero. Sarebbe il caso di riconoscerlo, dire che il Re è nudo. Siamo ancora in tempo. Altro che flessibilità e finte sintonie di facciata. Vero, Matteo?”, conclude Brunetta.

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Immigrazione: Save the Children: circa 2.000 bambini a rischio a Idomeni

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

idomeniSi stima che circa 2.000 bambini siano intrappolati nel campo greco di Idomeni dove, da quando è stato ridotto drasticamente il numero di passaggi alla frontiera, migliaia di persone, provenienti per lo più da Siria e Iraq, vivono in condizioni inaccettabili. Il campo, che ha una capacità di accoglienza di 1.200 persone, due giorni fa ne ospitava 3.500, mentre ieri il loro numero è salito a 5.000. La maggior parte di loro sono famiglie. Non sono garantiti i servizi essenziali, la protezione e il soddisfacimento dei bisogni primari, tra cui anche un’informazione adeguata. Questa la denuncia di Save the Children, l’organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e tutelarne i diritti.“Bambini piccoli, anche di pochi mesi, dormono per terra, chi è più fortunato sotto una tenda da campeggio, altrimenti su un cartone o avvolto in una coperta nel fango. Di notte, quando le temperature scendono, si accendono fuochi dappertutto con ciò che si trova, plastica compresa e l’aria che si respira è nociva per la salute”, ha dichiarato Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save the Children a Idomeni. “In una condizione di totale promiscuità e confusione, capita di vedere bambini che si aggirano per il campo piangendo perché hanno perso i genitori”. Per raggiungere il campo, tra l’altro, bisogna percorrere i 27 km che separano Idomeni dalla stazione di servizio dove si fermano i pullman e nella cui area di parcheggio sostano anche per giorni centinaia di famiglie. Chi può permetterselo prende un taxi per raggiungere il confine, ma molti fanno il percorso a piedi. A ogni ora del giorno e della notte, nel buio pesto, si vedono ai bordi della strada carovane di persone, uomini con piccoli sulle spalle, donne che spingono passeggini, adulti disabili, col rischio di essere travolti dalle macchine, in particolare nel tratto di autostrada che occorre percorrere.”La maggior parte di queste persone fugge dalla Siria, dall’Iraq e da altre situazioni di conflitto o grave pericolo. Quasi tutti gli afghani sono stati evacuati dal campo e rimandati indietro ad Atene con un permesso temporaneo di un mese e senza sapere cosa accadrà dopo a ciascuno di loro. Le testimonianze che i nostri operatori raccolgono ad Atene parlano di persone intrappolate per mesi nella capitale greca, dove, nonostante gli sforzi delle autorità locali, delle agenzie delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali e nazionali per aumentare il numero degli alloggi, molte persone vivono in campi senza adeguati servizi o nelle piazze delle città.”Tra queste, Piazza Victoria, dove due giorni fa due uomini di nazionalità pakistana hanno tentato il suicidio di fronte agli occhi di tutti, migranti e greci, anche minori.“Un gesto forte gridato da una piazza europea. Un grido inascoltato da un’Europa che continua a dare a questa crisi umanitaria una risposta semplicemente inadeguata e lascia i Paesi frontalieri soli a far fronte ai bisogni di decine di migliaia di persone,” conclude Giovanna Di Benedetto.L’organizzazione ribadisce la necessità che i Paesi europei forniscano una risposta unitaria alla crisi, assicurando percorsi sicuri e legali per raggiungere l’Europa e rispondano ai bisogni umanitari delle persone che si trovano all’interno dei loro confini e affrontando le cause più profonde che sono alla base della crisi. Solo in questo modo i bambini più vulnerabili e le loro famiglie potranno essere protetti.
Save the Children sta lavorando alla risposta all’emergenza nell’area di Idomeni e in altre zone della Grecia,ed è impegnata nella protezione dei minori, sia attraverso Spazi a misura di bambino dove operatori svolgono attività ricreative ed educative e attività di supporto psicologico per i bambini, sia attraverso l’impegno della riunificazione familiare dei bambini separati dalle famiglie durante il tragitto. Inoltre, l’organizzazione supporta le mamme con neonati o bambini piccoli, creando degli spazi protetti dove possono allattare i bambini e ricevere consigli medico-sanitari. Infine, è impegnata nella distribuzione di cibo, abiti invernali per i bambini e altri beni di prima necessità.

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Svizzera: referendum sulla stretta alle espulsioni automatiche per gli stranieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

berna“La vittoria del NO al referendum sulla stretta alle espulsioni automatiche per gli stranieri che commettono reati, rappresenta un risultato importante che avevamo auspicato e per il quale ci eravamo appellati alla comunità italiana in Svizzera” Lo dichiarano in una nota i senatori Aldo Di Biagio (AP) e Claudio Micheloni (PD).
“Con questa scelta – spiegano i senatori – i cittadini svizzeri hanno rigettato le derive populiste e demagogiche sottese al quesito referendario, optando invece per una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione”
“Senz’altro un apporto importante alla vittoria del NO è stato dato dai nostri connazionali di doppia cittadinanza che si sono mobilitati in una preziosa opera di informazione e sensibilizzazione” concludono Di Biagio e Micheloni.

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Finanziare la tua impresa? Ecco come

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

fiera levanteBari fiera del Levante. Idee d’impresa cercano finanziamenti. Unioncamere Puglia e la sua rete EEN (Enterprise Europe Network) creano i contatti. Succederà alla Fiera del Levante, giovedì 3 marzo a partire dalle 9 e fino alle 17, al padiglione 150. Il workshop è gratuito. Aziende e loro consulenti potranno conoscere da vicino le principali fonti di finanziamento che la legislazione europea, nazionale e regionale mette a disposizione delle PMI pugliesi: Fondi BEI (Banca Europea degli Investimenti), Titolo II, Bando Nidi, PSR Puglia 2014-2020, SME Instruments. Nella sessione mattutina verranno illustrati i vari fondi, mentre nel pomeriggio saranno organizzati incontri B2F (business to finance) fra chi cerca e chi offre finanziamenti, avviando in tal modo vere e proprie preistruttorie a beneficio di imprese avviate, startup, aziende agricole e loro consulenti. L’evento ha ricevuto il patrocinio di Banca Europea degli Investimenti, Regione Puglia – Assessorato all’Agricoltura, Puglia Sviluppo e Ordine dei Commercialisti di Trani e Bari. (foto fiera levante)

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Malattie rare: La voce amica

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

malattie-genetiche-feto-5Nella Giornata Mondiale Malattie Rare finalmente una buona notizia per il Veneto e non solo. In un contesto di impoverimento e diminuzione del numero di strutture in grado di seguire i molti malati di patologie genetiche metaboliche sia bambini che adulti, il Centro Regionale per lo Screening, Diagnosi e Terapia delle Malattie Metaboliche Ereditarie ed Endocrine dell’Azienda Ospedaliera Integrata dell’Università di Verona, a due anni dalla sua apertura, sta offrendo un’ottima risposta di screening, cura e assistenza ai pazienti affetti da una malattia genetica metabolica. “Lo dicono i numeri in continuo aumento dei pazienti che si rivolgono al Centro – spiega Cristina Vallotto, Presidente di Aismme Onlus– ma anche il fatto che, nonostante i pazienti siano sempre di più, vengono seguiti con passione e professionalità, in una struttura adeguata alle esigenze che questi malati comportano”.
Quello del follow up dei malati una volta identificati attraverso lo screening neonatale allargato e la presa in carico di pazienti oramai adulti, che non possono più essere assistiti in strutture pediatriche, è attualmente un grave problema. I Centri cura esistenti sono oramai saturi e carenti di personale dedicato. Inoltre sono ancora pochi gli specialisti. E questi, solitamente si occupano dei pazienti pediatrici. “Una volta identificati, per i malati pediatrici e gli adulti inizia a volte un lungo percorso per la presa in carico – continua la Vallotto – Non tutti hanno la fortuna di abitare nei pressi di un Centro in grado di seguirli. E questo può fare la differenza poiché queste patologie hanno bisogno immediato di terapia dietetica e farmacologica oltre che follow up adeguati”.
A Verona è attivo il Gruppo Interdisciplinare delle Malattie Metaboliche Ereditarie(GIMME) che riunisce specialisti ed esperti delle varie discipline pediatriche e dell’adulto per rendere possibile la diagnosi e l’assistenza integrata di pazienti di ogni età. In un’ottica di miglioramento continuo, reso possibile anche dal supporto di Aismme Onlus che sta sostenendo concretamente il Centro con il Progetto Verona, che prevede borse di studio e fondi per medici, biologi e tecnici e ricercatori che costituiscono il team sanitario multidisciplinare ad alta specializzazione e all’acquisto dei macchinari necessari. Con l’obiettivo di supportare il salto di qualità nel livello delle cure, ma anche di avviare percorsi di ricerca, rendendo Verona un punto di eccellenza.
Un percorso di crescita che non vede soste. Nel 2017 è infatti previsto il trasferimento di Pediatria, con Il team di biologi e tecnici diretto dalla Dr.ssa Marta Camilot del Laboratorio di Screening Neonatale e quello di clinici e dietiste diretto dal Dr. Andrea Bordugo della UOC di Pediatria sotto la supervisione del Direttore del Dipartimento Materno Infantile Professor Attilio Boner, al nuovo Ospedale della Donna e del Bambino in allestimento sempre a Verona – Borgo Trento. Nella nuova sede sarà ospitato un reparto dedicato, dove le patologie genetiche metaboliche troveranno nuovi spazi di laboratori e di cura, adeguati alla particolarità delle malattie, separati dalle altre patologie.

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Surprises from small markets, US and China continue to dominate

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2016

marketsAt first glance, it would appear that globally, the market research industry experienced another year of healthy growth in 2014, continuing on from the happy surprises of last year’s ESOMAR Global Market Research report. However, global growth actually slowed from 2013 at 0.7% to 0.1% in 2014. The market research industry turnover for 2014 (estimated to be at US$ 43,864 million) owes up to US$ 3195 million of its sum to new figures provided to ESOMAR by the USA for their 2013 turnover, revealing the USA’s 2012 – 2013 growth to be even more significant than previously suggested. Taking this into consideration, between 2013 and 2014, our industry has demonstrated stability. The backdated figures represent a broader market, such as services directly from clients as well as market research analytics, illustrating the importance in taking note of the non-traditional sources expanding the industry. ESOMAR has highlighted this in recent years by collaborating with Outsell to produce a “broader footprint” evaluation of the US market, which proved to be 1.5 times larger than the global traditional market research industry in 2014. (photo: markets)

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Statement in the General Assembly by Ambassador Herzog on the item “Elimination of all forms of racial discrimination”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2016

palestinaTo remmber the date: 10 November 1975 the Onu General Assembly. Immediately after the adoption of Resolution 3379, Ambassador Herzog rose to denounce the resolution, those who voted for its adoption and expounded at length on the origin and meaning of Zionism. He said that Israel was not bound by this resolution and will not abide by it. Text:It is symbolic that this debate, which may well prove to be a turning point in the fortunes of the United Nations and a decisive factor as to the possible continued existence of this Organization, should take place on 10 November. This night, 37 years ago, has gone down in history as the Kristallnacht, or the Night of the Crystals. This was the night of 10 November 1938 when Hitler’s nazi stormtroopers launched a co-ordinated attack on the Jewish community in Germany, burnt the synagogues in all the cities and made bonfires in the streets, of the Holy Books and the Scrolls of the Holy Laws and the Bible. It was the night when Jewish homes were attacked and heads of families were taken away, many of them never to return. It was the night when the windows of all Jewish businesses and stores were smashed, covering the streets in the cities of Germany with a film of broken glass which dissolved into millions of crystals, giving that night the name of Kristallnacht, the Night of the Crystals. It was the night which led eventually to the crematoria and the gaschambers, to Auschwitz, Birkenau, Dachau, Buchenwald, Theresienstadt, and others. It was the night which led to the most terrifying holocaust in the history of man.It is indeed fitting, that this draft, conceived in the desire to deflect the Middle East from its moves towards peace, and born of a deep, pervading feeling of anti-Semitism, should come up for debate on this day which recalls one of the tragic days in one of the darkest periods of history. It is indeed fitting that the United Nations, which began its life as an anti-Nazi Alliance, should, 30 years later, find itself on its way to becoming the world centre of anti-Semitism. Hitler would have felt at home on a number of occasions during the past year, listening to the proceedings in this form and, above all, to the proceedings during the debate on Zionism.It is a sobering reflection indeed to consider to what this body has been dragged down, if we are obliged today to contemplate an attack on Zionism. For this attack constitutes not only an anti-Semitic attack of the foulest type, but also an attack in this world body on Judaism, one of the oldest-established religions in the world, a religion which has given the world the human values of the Bible, a religion, from which two other great religions, Christianity and Islam, sprang – a great and established religion that has given to the world the Bible with its Ten Commandments; the great prophets of old, Moses, Isaiah, Amos; the great thinkers of history, Maimonides, Spinoza, Marx, Einstein; many of the masters of the arts; and as high a percentage of Nobel Prize winners in the world, in the sciences, the arts and the humanities, as has been achieved by any other people on earth.One can but ponder and wonder at the prospect of countries, which consider themselves to be part of the civilized world, joining in this first organized attack on an established religion since the Middle Ages. Yes, to these depths are we being dragged by those who propose this draft resolution to the Middle Ages.The draft resolution before the Third Committee was originally a resolution condemning racism and colonialism, a subject on which consensus could have been achieved, a consensus which is of great importance to all of us and to our African colleagues in particular. However, instead of this being permitted to happen, a group of countries, drunk with the feeling of power inherent in the automatic majority, and without regard to the importance of achieving a consensus on this issue, railroaded the Committee in a contemptuous manner by the use of the automatic majority, into bracketing Zionism with the subject under discussion. Indeed, it is difficult to speak of this base move with any measure of restraint.I do not come to this rostrum to defend the moral and historical values of the Jewish people. They do not need to be defended. They speak for themselves. They have given to mankind much of what is great and eternal. They -have done for the spirit of man more than can readily be appreciated in a forum such as this one.I come here to denounce the two great evils which menace society in general and a society of nations in particular. These two evils are hatred and ignorance. These two evils are the motivating force behind the proponents of this draft resolution and their supporters. These two evils characterize those who would drag this world organization, the idea of which was first conceived by the prophets of Israel, to the depths to which it has been dragged today.The key to understanding Zionism lies in its name. In the Bible, the westernmost of the two hills of ancient Jerusalem was called Zion. The period was the tenth century B.C. In fact, the name “Zion” appears 152 times in the Old Testament referring to Jerusalem. The name is overwhelmingly a poetic and prophetic designation. The religious and emotional qualities of the name arise from the importance of Jerusalem as the Royal City and the City of the Temple. “Mount Zion” is the place where God dwells according to the Bible. Jerusalem or Zion, is a place where the Lord is King according to Isaiah, and where he has installed his King David, as quoted in the Psalms.King David made Jerusalem the capital of Israel almost 3,000 years ago, and Jerusalem has remained the capital ever since. During the centuries the term “Zion” grew and expanded to mean the whole of Israel. The Israelites in exile could not forget Zion.The Hebrew psalmist sat by the waters of Babylon and swore “If I forget thee, 0 Jerusalem, let my right hand forget her cunning”. This oath has been repeated for thousands of years by Jews throughout the world. It is an oath which was made over 700 years before the advent of Christianity, and over 1,200 years before the advent of Islam.In view of all these connotations, Zion came to mean the Jewish homeland, symbolic of Judaism, of Jewish national aspirations.Every Jew, while praying to his God, wherever he is in the world, faces towards Jerusalem. These prayers have expressed for over 2,000 years of exile the yearning of the Jewish people to return to its ancient homeland, Israel. In fact, a continuous Jewish presence, in larger or smaller numbers, has been maintained in the country over the centuries.Zionism is the name of the national movement of the Jewish people and is the modern expression of the ancient Jewish heritage. The Zionist ideal, as set out in the Bible, has been, and is, an integral part of the Jewish religion.Zionism is to the Jewish people what the liberation movement of Africa and Asia have been to their peoples. Zionism is one of the most stirring and constructive national movements in human history. Historically, it is based on a unique and unbroken connection, extending some 4,000 years, between the People of the Book and the Land of the Bible.In modern times, in the late 19th century, spurred by the twin forces of anti-Semitic persecution and nationalism, the Jewish people organized the Zionist movement in order to transform its dream into reality. Zionism, as a political movement, was the revolt of an oppressed nation against the depredations and wicked discrimination and oppression of the countries in which anti-Semitism flourished. It is indeed no coincidence at all, and not surprising, that the sponsors and supporters of this draft resolution include countries which are guilty of the horrible crime of anti-Semitism and discrimination to this very day.Support for the aim of Zionism was written into the League of Nations Mandate for Palestine, and was again endorsed by the United Nations in 1947, when the General Assembly voted by an overwhelming majority for the restoration of Jewish independence in our ancient land.The re-establishment of Jewish independence in Israel, after centuries of struggle to overcome foreign conquest and exile, is a vindication of the fundamental concepts of the equality of nations and of self-determination. To question the Jewish people’s right to national existence and freedom, is not only to deny to the Jewish people the right accorded to every other people on this globe but is also to deny the central precepts of the United Nations.For Zionism is nothing more – and nothing less – than the Jewish people’s sense of origin and destination in the land, linked eternally with its name. It is also the instrument whereby the Jewish nation seeks an authentic fulfilment of itself. And the drama is enacted in the region in which the Arab nation has realized its sovereignty in 20 States, comprising a hundred million people in four and a half million square miles, with vast resources. The issue therefore is not whether the world will come to terms with Arab nationalism. The question is, at what point Arab nationalism, with its prodigious glut of advantage, wealth and opportunity, will come to terms with the modest but equal rights of another Middle Eastern nation to pursue its life in security and peace.The vicious diatribes on Zionism voiced here by Arab representatives, may give this Assembly the wrong impression, that while the rest of the world supported the Jewish national liberation movement, the Arab world was always hostile to Zionism. That is not the case. Arab leaders, cognizant of the rights of the Jewish people, fully endorsed the virtues of Zionism. Sheriff Hussein, the leader of the Arab world during the First World War, welcomed the return of the Jews to Palestine. His son, Emir Feisal, who represented the Arab world in the Paris Peace Conference had this to say about Zionism on 3 March 1919:”We Arabs, especially the educated among us, look with deepest sympathy on the Zionist movement… We will wish the Jews a hearty welcome home… We are working together for a reformed and revised Near East, and our two movements complement one another. The movement is national and not imperialistic. There is room in Syria for us both. Indeed, I think that neither can be a success without the other.”It is perhaps pertinent at this point to recall, that in 1947, when the question of Palestine was being debated in the United Nations, the Soviet Union strongly supported the Jewish independence struggle. It is particularly relevant to recall some of Mr. Andrei Gromyko’s remarks on 14 May 1947, one year before our independence:”As we know, the aspirations of a considerable part of the Jewish people are linked with the problem of Palestine and of its future administration. This fact scarcely required proof.. During the last war, the Jewish people underwent exceptional sorrow and suffering. Without any exaggeration, this sorrow and suffering are indescribable. It is difficult to express them in dry statistics on the Jewish victims of the fascist aggressors. The Jews in the territories where the Hitlerites held sway, were subjected to almost complete physical annihilation. The total number of Jews who perished at the hands of the Nazi executioners is estimated at approximately six million …”.”The United Nations cannot and must not regard this situation with indifference, since this would be incompatible with the high principles proclaimed in its Charter, which provides for the defence of human rights, irrespective of race, religion or sex…”The fact that no Western European State has been able to ensure the defence of the elementary rights of the Jewish people and to safeguard it against the violence of the fascist executioners, explains the aspirations of the Jews to establish their own State. It would be unjust not to take this into consideration and to deny the right of the Jewish people to realize this aspiration. Those were the words of Mr. Andrei Gromyko at the General Assembly session on 14 May 1947.How sad it is, to see here a group of nations, many of whom have but recently freed themselves from colonial rule, deriding one of the most noble liberation movements of this century, a movement which not only gave an example of encouragement and determination to the people struggling for independence, but also actively aided many of them during the period of preparation for their independence or immediately thereafter.Here you have a movement, which is the embodiment of a unique pioneering spirit, of the dignity of labour, and of enduring human values, a movement which has presented to the world an example of social equality and open democracy, being associated in this resolution with abhorrent political concepts.We, in Israel, have endeavored to create a society which strives to implement the highest ideals of society – political, social and cultural – for all the inhabitants of Israel, irrespective of religious belief, race or sex. Show me another pluralistic society in this world in which, despite all the difficult problems among which we live, Jew and Arab live together with such a degree of harmony, in which the dignity and rights of man are observed before the law, in which no death sentence is applied, in which freedom of speech, of movement, of thought, of expression are guaranteed, in which even movements, which are opposed to our national aims, are represented in our Parliament.The Arab delegates talk of racism. It lies not in their mouths. What has happened to the 800,000 Jews who lived for over 2,000 years in the Arab lands, who formed some of the most ancient communities long before the advent of Islam? Where are those communities? What happened to the people, what happened to their property?The Jews were once one of the important communities in the countries of the Middle East, the leaders of thought, of commerce, of medical science. Where are they in Arab society today? You dare talk of racism when I can point with pride to the Arab Ministers who have served in my Government; to the Arab deputy speaker of my Parliament; to Arab officers and men serving of their own volition in our defence, border and police forces, frequently commanding Jewish troops; to the hundreds of thousands of Arabs from all over the Middle East crowding the cities of Israel every year; to the thousands of Arabs from all over the Middle East coming for medical treatment to Israel; to the peaceful coexistence which has developed; to the fact that Arabic is an official language in Israel on a par with Hebrew; to the fact that it is as natural for an Arab to serve in public office in Israel as it is incongruous to think of a Jew serving in any public office in any Arab country, indeed being admitted to many of them. Is that racism? It is not. That is Zionism.It is our attempt to build a society, imperfect though it may be – and what society is perfect? – in which the visions of the prophets of Israel will be realized. I know that we have problems. I know that many disagree with our Government’s policies. Many in Israel, too, disagree from time to time with the Government’s policies, and are free to do so, because Zionism has created the first and only real democratic State in a part of the world that never really knew democracy and freedom of speech.This malicious resolution, designed to divert us from its true purpose, is part of a dangerous anti-Semitic idiom which is being insinuated into every public debate by those who have sworn to block the current move towards accommodation and ultimately towards peace in the Middle East. This, together with similar moves, is designed to sabotage the efforts of the Geneva Conference for peace in the Middle East…We are seeing here today but another manifestation of the bitter anti-Semitic, anti-Jewish hatred which animates Arab society. Who would have believed that in the year of 1975 the malicious falsehoods of the Elders of Zion would be distributed officially by Arab Governments? Who would have believed that we would today contemplate an Arab society which teaches the vilest anti-Jewish hate in the kindergartens? Who would have believed that an Arab Head of State would feel obliged to indulge publicly in anti-Semitism of the cheapest nature when visiting a friendly nation? We are being attacked by a society which is motivated by the most extreme form of racism known in the world today. This is the racism which was expressed so succinctly in the words of the leader of the Palestine Liberation Organization (PLO), Yasser Arafat, in his opening address at a symposium in Tripoli, Libya, and I quote: “There will be no presence in the region except for the Arab presence”. In other words, in the Middle East, from the Atlantic Ocean to the Persian Gulf, only one presence is allowed, and that is the Arab presence. No other people, regardless of how deep are its roots in the region, is to be permitted to enjoy its right of self-determination.Look at the tragic fate of the Kurds of Iraq. Look at what happened to the black population in southern Sudan. Look at the dire peril in which an entire community of Christians finds itself in Lebanon. Look at the avowed policy of the PLO, which calls, in its Palestine Covenant, for the destruction of the State of Israel, which denies any form of compromise on the Palestine issue, and which, in the words of its representative only the other day in this building, considers Tel Aviv to be occupied territory. Look at all this and you see before you the root cause of the pernicious resolution brought before this Assembly. You see the twin evils of this world at work: the blind hatred of the Arab proponents of this resolution, and the abysmal ignorance and wickedness of those who support them.The issue before this Assembly is not Israel and is not Zionism. The issue is the fate of this Organization. Conceived in the spirit of the prophets of Israel, born out of an anti-Nazi alliance after the tragedy of the Second World War, it has degenerated into a forum which was this last week described by one of the leading writers in a foremost organ of social and liberal thought in the West as, and I quote:”rapidly becoming one of the most corrupt and corrupting creations in the whole history of human institutions… almost without exception those in the majority come from States notable for racist oppression of every conceivable hue…”
“Israel is a social democracy,…
… its people and Government have a profound respect for human life, so passionate indeed that, despite every conceivable provocation, they have refused for a quarter of a century to execute a single captured terrorist. They also have an ancient but vigorous culture, and a flourishing technology. The combination of national qualities they have assembled in their brief existence as a State is a perpetual and embittering reproach to most of the new countries whose representatives swagger about the United Nations building. So Israel is envied and hated, and efforts are made to destroy her. The extermination of the Israelis has long been the prime objective of the Terrorist international; they calculate that if they can break Israel, then all the rest of civilization is vulnerable to their assaults”.And then he goes on to conclude:”The melancholy truth, I fear, is that the candles of civilization are burning low. The world is increasingly governed not so much by capitalism, or communism, or social democracy, or even tribal barbarism, as by a false lexicon of political cliches, accumulated over half a century and now assuming a kind of degenerate sacerdotal authority… We all know what they are…”Over the centuries it has fallen to the lot of my people to be the testing agent of human decency, the touchstone of civilization, the crucible in which enduring human values are to be tested. A nation’s level of humanity could invariably be judged by its behaviour towards its Jewish population. It always began with the Jews but never ended with them.The anti-Jewish pogroms in Czarist Russia were but the tip of the iceberg which revealed the inherent rottenness of the regime which was soon to disappear in the storm of revolution. The anti-Semitic excesses of the Nazis merely foreshadowed the catastrophe which was to befall mankind in Europe.This wicked resolution must sound the alarm for all decent people in the world. The Jewish people, as a testing agent, has unfortunately never erred. The implications inherent in this shameful move are terrifying indeed.On this issue, the world as represented in this hall has divided itself into good and bad, decent and evil, human and debased. We, the Jewish people, will recall in history our gratitude to those nations, who stood up and were counted, and who refused to support this wicked proposition. I know that this episode will have strengthened the forces of freedom and decency in this world and will have fortified them in their resolve to strengthen the ideals they so value. I know that this episode will have strengthened Zionism as it has weakened the United Nations.As I stand on this rostrum, the long and proud history of my people unravels itself before my inward eye, I see the oppressors of our people over the ages as they pass one after another in evil procession into oblivion. I stand here before you as the representative of a strong and flourishing people which has survived them all and which will survive this shameful exhibition and the proponents of this resolution. I stand here as the representative of a people one of whose prophets gave to this world the sublime prophecy which animated the founders of this world Organization and which graces the entrance to this building:”…nation shall not lift up sword against nation, neither shall they learn war any more.” (Isaiah ii, 4)Three verses before that, the Prophet Isaiah proclaimed
“And it shall come to pass in the last days… for out of Zion shall go forth the law, and the word of the Lord from Jerusalem.” (Isaiah, ii, 2 and 3)As I stand on this rostrum, the great moments of Jewish history come to mind as I face you, once again outnumbered and the would-be victim of hate, ignorance and evil. I look back on those great moments. I recall the greatness of a nation which I have the honour to represent in this forum. I am mindful at this moment of the Jewish people throughout the world wherever they may be, be it in freedom or in slavery, whose prayers and thoughts are with me at this moment.I stand here not as a, supplicant. Vote as your moral conscience dictates to you. For the issue is not Israel or Zionism. The issue is the continued existence of the Organization which has been dragged to its lowest point of discredit by a coalition of despotisms and racists.The vote of each delegation will record in history its country’s stand on anti-Semitic racism and anti-Judaism. You yourselves bear the responsibility for your stand before history, for as such will you be viewed in history. But we, the Jewish people, will not forget.
For us, the Jewish people, this is but a passing episode in a rich and an event-filled history. We put our trust in our Providence, in our faith and beliefs, in our time-hallowed tradition, in our striving for social advance and human values, and in our people wherever they may be. For us, the Jewish people, this resolution, based on hatred, falsehood and arrogance, is devoid of any moral or legal value. For us, the Jewish people, this is no more than a piece of paper, and we shall treat it as such. (By Emanuel Baroz)

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Europa: colpo di mano sulle banche

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2016

europa-261011-c“Lo sbrego istituzionale, per cui le modifiche ai principi fondanti dell`Unione europea vengono fatte con feroce determinazione attraverso colpi di mano dei paesi del Nord, si è ripetuto almeno due occasioni che si rivelano oggi, ex post, passaggi fondamentali, purtroppo in negativo, della vita dell`Ue e dell`area euro. Violenze istituzionali che hanno determinato lo stato attuale, non solo di crisi della costruzione europea, ma di totale e assoluta dominanza tedesca. Due date: 18 ottobre 2010 e 15 maggio 2014”. Lo scrive Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un editoriale pubblicato da ‘Il Giornale’.“Davanti al mare a ottobre 2010 lui era Nicolas Sarkozy, allora presidente della Repubblica francese, e lei la Cancelliera tedesca Angela Merkel. Con una frase hanno esplicitato il complotto. «In caso di fallimento di un qualsiasi Paese europeo, le banche devono intervenire», sottintendendo, cosa mai messa in discussione prima, che gli Stati potessero fallire e che una crisi del debito sovrano in un paese portasse a fondo con sé pure il sistema bancario. Due eventualità non solo mai prospettate in passato, ma soprattutto di portata destabilizzatrice in scala mondiale già singolarmente, figurarsi combinate fra loro. Come di fatto, ahinoi, è poi avvenuto”.“La frase detta sulla spiaggia, in altre parole, significava che le banche europee da quel momento, nel calcolare il valore dei titoli di Stato in portafoglio, per fare il loro mestiere avrebbero dovuto scontare il rischio di fallimento dei Paesi emittenti. Quindi svalutare. Quindi ricapitalizzare. Nel frattempo precipitare in borsa e vedere rarefarsi la liquidità, con il relativo credit crunch. Questa infausta regola si ritrova pari pari tra i parametri, annunciati 1`8 aprile 2011, che le banche europee devono rispettare per superare gli stress test cui sono sottoposte dall’Autorità bancaria europea (Eba). Requisito che, aggiunto agli obblighi di capitalizzazione previsti da Basilea 3 (del 12 settembre 2010), ha portato, come abbiamo vissuto sulla nostra pelle, il settore bancario allo stremo. Attenzione: con effetti diversi a seconda degli Stati. Che strano, poi, che il criterio del valore di mercato valesse solo per i titoli del debito pubblico e non anche per gli altri, per esempio per i titoli tossici. Sarà forse perché di questi ultimi erano piene le banche tedesche e francesi e una previsione in tal senso le avrebbe danneggiate?”.“A Bruxelles a maggio 2014, invece, veniva approvata la direttiva cosiddetta sul bail-in, che ha aggiunto un ulteriore tassello, anch’esso destabilizzante su scala globale, per cui non solo gli Stati, ma anche le banche possono fallire. Se prima della direttiva gli Stati potevano intervenire per salvare le banche in difficoltà, con le nuove regole gli istituti di credito devono trovare all’interno dello stesso sistema bancario le risorse per far fronte allo stato di crisi. Significa che per i cosiddetti «salvataggi» non vengono utilizzati fondi pubblici, ma si azzera il valore delle azioni delle banche, delle obbligazioni, prime fra tutte quelle «subordinate», e in casi estremi ì depositi superiori a 100.000 euro dei comuni risparmiatori. Ne è derivata, come era ovvio, una crisi di fiducia dei cittadini dell’Eurozona nel sistema bancario e, da un lato, il crollo dei depositi, dal’altro il crollo delle valutazioni di borsa dei titoli delle banche”, conclude Brunetta.

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Lo sceneggiatore oltre la sceneggiatura

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2016

cultura di cinemaRoma Lunedì 7 marzo 2016 – ore 18.00 Casa del Cinema – Largo Marcello Mastroianni 1 Claudio Corbucci (creatore, sceneggiatore e produttore esecutivo di Non uccidere), Ivan Cotroneo (ideatore e sceneggiatore di Tutti pazzi per amore, creatore e regista di Una mamma imperfetta), Francesco Nardella (Vice Direttore Rai Fiction) e Stefano Sardo (sceneggiatore di In Treatment, creatore e sceneggiatore di 1992), analizzeranno il modello americano e racconteranno le loro esperienze con la serialità televisiva, moderati da Fabio Morici.
“Essere Olivia Pope o essere una showrunner non sono cose tanto diverse. Per me, c’è qualcosa nel fatto che Olivia ha preso tutte queste persone ferite e che risolve i problemi di tutti. E’ molto simile ad essere una showrunner.” Shonda Rhimes
Chi è lo showrunner? Di cosa si occupa? Perché rappresenta oggi la figura più importante all’interno del sistema produttivo seriale americano?Nel mondo televisivo americano lo showrunner è il creatore e il produttore esecutivo della serie. Lo showrunner è uno sceneggiatore che va oltre la scrittura: crea la serie e coordina il team di sceneggiatori, ma ha anche potere decisionale su tutti gli aspetti produttivi (regia, attori, location, budget). Corrdinando il team di lavoro, è in grado di mettere in scena la sua creazione preservando l’unità stilistica, estetica e tematica della narrazione.Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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Cardinal Tagle to see Syria refugee crisis on visit to Lebanon for Caritas

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2016

turchia-ist3Cardinal Luis Antonio Tagle of Manila will see how Caritas is helping refugees from Syria and Iraq on a visit to Lebanon 28 February to 2 March.In Syria’s neighbours, Caritas Jordan, Caritas Lebanon and Caritas Turkey continue to support refugees. They now number nearly 5 million people.Lebanon hosts over a million Syrians, putting enormous strain on a country of barely 4 million people. The European Union in comparison, with more than 500 million people, regards the arrival last year of a million migrants and refugees as a major emergency.
Caritas provides fuel, stoves, cash assistance, bedding, vouchers for food and other aid items, warm clothing for winter, free medical treatment, legal advice, protection and counselling. Caritas prioritises support to education as an entire generation of Syrian children risks losing their schooling. Caritas Lebanon also serves Iraqi refugees fleeing persecution.Cardinal Tagle is the president of Caritas Internationalis, which is coordinating relief efforts for the confederation of Catholic aid agencies. Caritas Internationalis is campaign for an end to the war in Syria as part of its Peace is Possible Campaign. Cardinal Tagle will also meet with migrant workers, including those from the Philippines, who have been abused by their employees and are being helped by Caritas Lebanon with legal aid, shelter, medical support and counselling.

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