Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

I rifugiati in Francia

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2016

rifugiatiSi stima che attualmente circa 4.000 rifugiati e migranti vivano nella “giungla” di Calais e circa 2.500 a Grande-Synthe, al confine con Dunkerque, spesso in situazioni disperate, che peggiorano drammaticamente durante i mesi invernali. L’UNHCR esprime particolare preoccupazione per le condizioni di vita dei bambini, soprattutto dei minori separati e non accompagnati, e valuta positivamente il fatto che siano stabiliti in via emergenziale posti aggiuntivi di accoglienza, come il centro per minori (Maison du jeune réfugié) a St Omer (gestito da France Terre d’Asile), o altre strutture in grado di fornire risposte al bisogno di protezione dei bambini, compresi i minori di 15 anni. Inoltre, dovrebbero essere urgentemente prese in esame ed esplorate possibili opzioni per semplificare le procedure di protezione dei bambini, in particolare per coloro che hanno familiari in un altro degli Stati membri dell’UE.
L’UNHCR si dichiara soddisfatto delle diverse misure messe in campo dalle autorità francesi per fornire assistenza d’emergenza ai rifugiati e migranti che vivono a Calais e Grande-Synthe e rispondere agli urgenti bisogni umanitari. Queste misure comprendono la decisione di stabilire un centro temporaneo chiamato “Centre d’Accueil Provisoire” (CAP), Centro di Accoglienza Temporaneo, a Calais, gestito da La Vie Active, e di organizzare il trasferimento volontario di rifugiati e migranti in centri di accoglienza chiamati “Centres d’Accueil et Orientation” (CAO), Centri di Accoglienza e Orientamento, distribuiti in tutto il paese. Questi ultimi centri offrono accoglienza temporanea a coloro che vogliano avvalersi di questa possibilità, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno presentato richiesta d’asilo. All’inizio di febbraio, più di 700 persone erano ospitate nel CAP di Calais e 2.431 persone hanno deciso di essere trasferite in uno dei 92 CAO da quando l’iniziativa è stata avviata, il 22 ottobre 2015.Alla luce della nostra analisi, le persone rifugiate e migranti che vivono a Calais e Dunkerque trarrebbero grande benefici se i servizi di informazione e consulenza legale fossero intensificati. Nella situazione attuale, i residenti della “giungla” di Calais ricevono informazioni confuse, a volte inaccurate e contrastanti, e da una serie di fonti diverse. Sarebbe invece cruciale rafforzare il coordinamento tra tutte le parti nel fornire assistenza e informazioni precise e oggettive, anche a coloro che sono ospitati nei CAO.Nel migliore dei casi, in questi luoghi viene fornita un’assistenza umanitaria attraverso interventi palliativi volti ad alleviare le sofferenze più gravi. In particolar modo, le persone coinvolte hanno bisogno di maggiori informazioni rispetto alle opportunità a loro disposizione in Francia, e coloro che hanno bisogno di protezione internazionale devono essere fortemente incoraggiati a chiedere asilo nel Paese. Occorre, inoltre, fornire informazioni accurate rispetto alle possibili conseguenze del non presentare richiesta d’asilo. Un’altra importante misura dovrebbe essere quella di assicurare strutture di accoglienza adeguate e servizi di supporto specifici, inclusi assistenza legale e psico-sociale.Un’altra misura che deve essere rafforzata è l’utilizzo delle disposizioni legali esistenti per coloro che hanno familiari in Stati membri dell’Unione Europea, così da accelerare le procedure per il ricongiungimento familiare. Un passo esemplare in questa direzione è stato fatto con la recente decisione della Corte Suprema del Regno Unito, in cui i giudici del tribunale di asilo hanno stabilito che tre bambini separati e non accompagnati e un fratello maggiore (da cui dipende uno dei minori) avessero diritto a ricongiungersi con i propri familiari in Gran Bretagna in attesa che le loro richieste di asilo fossero esaminate dal Ministero degli Affari Interni.
L’UNHCR da tempo sostiene l’implementazione proattiva del Regolamento di Dublino III e raccomanda agli Stati di usare questa opportunità per accelerare la procedura che consente ai minori separati e non accompagnati che si trovino in uno Stato membro dell’UE di ricongiungersi con i propri familiari in un altro Stato membro.L’UNHCR è pronto a supportare le autorità in tutte queste misure, e intensificherà la propria presenza nel campo di Calais a partire dall’8 Febbraio 2016.

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