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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Ciclosporina inefficace nel trattamento dell’infarto miocardico acuto

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2016

infarto miocardico acutoI dati dello studio CYCLE, pubblicato sul Journal of American College of Cardiology, dimostrano la assoluta inefficacia del trattamento con ciclosporina (CsA) nel ridurre il danno da riperfusione, da sempre considerato una delle principali limitazioni delle strategie di rivascolarizzazione nell’infarto miocardico acuto. Sono queste le parole di Roberto Latini, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e di Filippo Ottani, dell’Ospedale Morgagni Pier Antoni di Forlì, principal inverstigators del trial coordinato dal Dipartimento di ricerca cardiovascolare del Negri di Milano in collaborazione con il Centro studi di Firenze dell’Associazione nazionale dei medici cardiologi ospedalieri (Anmco). «L’ipotesi e le speranze del ruolo positivo di un trattamento immunosoppressivo di breve durata con CsA erano state generate da un piccolo studio, forse troppo enfatizzato, che aveva suggerito un’efficacia rilevante del trattamento» aggiungono i due ricercatori.L’importanza della pubblicazione, i cui risultati coincidono con quelli del trial internazionale CIRCUS condotto in parallelo, è sottolineata da un editoriale di accompagnamento che mette in evidenza la qualità complessiva del trial e concorda con le conclusioni dell’articolo: «Per trasformare il danno da riperfusione in un obiettivo terapeutico è ancora necessaria molta ricerca di base» commenta l’editorialista. I risultati ottenuti su una popolazione di 412 pazienti randomizzati in 31 centri sono estremamente convincenti, in quanto la neutralità degli effetti su sulla mortalità e sulla morbilità cardiaca raccolti in 6 mesi di osservazione post-infarto miocardico acuto si conferma anche a livello clinico e funzionale con misure strumentali e biochimiche. Lo studio, condotto in parte grazie a un finanziamento dell’Anmco, rappresenta un’impresa importante in tempi di grande scarsità di risorse per studi indipendenti: 31 centri di Cardiologia-Emodinamica, distribuiti su tutta Italia hanno lavorato senza compenso per un obiettivo comune. I risultati prodotti e la loro qualità dimostrano il successo di questa iniziativa. (fonte:http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26821623)

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