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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 6 marzo 2016

Le estorsioni in Campania

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli lunedì 7 marzo alle 14.30 nell’aula Pessina del Dipartimento di Giurisprudenza alla Federico II si parlerà di estorsioni in Campania con il Procuratore Franco Roberti, il Procuratore Giovanni Colangelo, il Prefetto Vincenzo Panico e il Presidente Fai Tano Grasso. Ne discuteranno insieme a Gaetano Manfredi, Marco Musella, Vincenzo Maiello, Riccardo Marselli e Isaia Sales in occasione della presentazione del volume ‘Le estorsioni in Campania il controllo dello spazio sociale tra violenza e consenso’, a cura di Giacomo di Gennaro.‘Le estorsioni in Campania è l’esito di una ricerca sviluppata nell’ambito del Pon Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo convergenza 2007/2013, obiettivo operativo 2.4. Lo studio, basato sull’analisi di dati statistici e su atti giudiziari, descrive le evoluzioni dei principali aspetti che caratterizzano lo sviluppo del fenomeno estorsivo nelle province della Regione e tratteggia gli elementi critici che alzano il rischio di vittimizzazione‘.L’incontro si terrà lunedì 7 marzo, alle 14.30, nell’Aula Pessina dell’Università Federico II, in corso Umberto I, 40 a Napoli.La ricerca mira ad analizzare l’incidenza delle dinamiche estorsive che hanno radici nell’800 e che consentono di identificare le ragioni per cui il fenomeno, presente da sempre, in misura maggiore a Napoli, negli ultimi anni, coinvolge anche territori considerati immuni quali il beneventano e l’avellinese.Nell’ambito della ricerca, I profili estorsivi esibiti dalle province campane sono stati analizzati in relazione ai diversi effetti prodotti dalle differente densità di clan. Ne deriva che, nella città di Napoli, dove la presenza di clan risulta di uno ogni 3 km², il conflitto aumenta in virtù di una continuità spaziale che mina gli equilibri territoriali già instabili.Sulla base dei risultati presentati nel volume, la finalità estorsiva dell’azione non si esplica più nella funzione di protezione per l’imprenditore ma si traduce in uno strumento utilizzato dai clan per massimizzare le risorse. Un’azione quindi che assume svariate funzioni dal controllo dello spazio sociale, all’esercizio della protezione fino all’accumulo di risorse che hanno come finalità la redistribuzione delle risorse da offrire alla manodopera per acquisire consenso sociale.

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WinteRace 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

gennaro giacomelloCortina d’Ampezzo, 5 marzo 2016: La neve preannunciata in questi giorni è regolarmente arrivata. Cortina si è svegliata sotto una coltre bianca che ha costretto gli equipaggi della WinteRace ad attrezzarsi per affrontare una giornata sotto candidi fiocchi. I concorrenti con più ingegno (o tanta esperienza?) sono stati quelli con vetture senza capotte, come la Riley Nine Sport del 1936 o la Jaguar Xk 120 del 1951. Casco in testa, domopack su radar e cronometro, margiottaroadbook avvolto in plastica, ognuno ha trovato la propria soluzione per proteggersi.E il pubblico presente già alle 9.30 in Corso Italia, quando sono partite le auto, non smetteva di scattare foto.
La giornata di ieri si è chiusa con il risultato ufficioso che vede ai primi posti i top driver: Margiotta-Perno su Volvo Pv 544 del 1965, Canè-Galliani su Lancia Aprilia del 1938 e Aghem-Conti su Lancia Fulvia Coupè del 1965. Primi provvisori tra gli stranieri, i tedeschi Nowak-Nowak su Porsche 911 Targa del 1971. Classifica a parte per i partecipanti della 1st Porsche WinteRace, novità di questa edizione: primi provvisori sono gli argentini Gache-Schojet su Porsche Cayman del 2016, secondi gli italiani Zobele-Trentinaglia su Porsche 911 Targa del 2014 e terzi i monegaschi Vallivero-Camusso su Porsche 993 Turbo del 1997. Confermata la modifica del percorso a causa del meteo: le auto sono partite da Cortina, hanno transitato da Dobbiaco, Chienes, Terento, sono arrivate alla suggestiva Abbazia di Novacella e hanno pranzato a Varna. Il rientro in Corso Italia alle 17.00 circa è avvenuto ripercorrendo la Val Pusteria. Cancellati i passaggi sui Passi Gardena, Valparola e Falzarego.
Stasera alle ore 18.00 il “trunk show” e il cocktail presso Le Noir Boutique in Corso Italia 76/78 organizzato per le signore; alle ore 20.00, all’Hotel Ancora, si terrà la cena di Gala e la cerimonia delle premiazioni. (foto: gennaro giacomello, margiotta)

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Donne … all’Opera!

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

maria malibran

XIR155323 Portrait of ‘La Malibran’ in the Role of Desdemona (oil on canvas) by Bouchot, Francois (1800-42) oil on canvas 69.5×58 Louvre, Paris, France Giraudon French, out of copyright

isabella colbranmatilde seraoNapoli Teatro di San Carlo Foyer Martedì 8 marzo 2016, ore 20.30 In occasione della Festa della Donna, martedì 8 marzo, a partire dalle ore 20.30, il Teatro di San Carlo promuove Donne…all’Opera!, una conversazione teatrale dedicata ad alcune delle grandi figure femminili, che legarono il loro nome al Teatro più antico d’Europa. Antonella Rizzo, guida del Teatro, ha tessuto, per l’occasione, una narrazione ad hoc, ricca di aneddoti, storie, curiosità su alcune grandi donne, cui è legato il nome del Teatro, e che a questo si dimostrarono particolarmente legate: Maria Malibran, Isabella Colbran, Giuseppina Strepponi, Matilde Serao, Ingrid Bergman, Maria Callas, Renata Tebaldi, per citarne solo alcune.Si tratta di un nuovo appuntamento del ciclo di happening del Teatro di San Carlo, Donne …all’Opera!, in calendario per festeggiare la ricorrenza dell’8 marzo e ricordare i diritti conquistati dalle donne; è previsto anche un momento – aperitivo, con un calice di bollicine all’Opera Café Scaturchio. Il costo del biglietto è di 12 euro (posto unico). (foto: Maria Malibran, Isabella Colbran, Matilde Serao)

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L’Esercito alla Stramilano 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

michele cittadellaMilano domenica 20 marzo parteciperanno alla 45° Stramilano oltre mille militari dell’Esercito. Saranno oltre un migliaio i militari che, insieme ai loro familiari, rappresenteranno la Forza Armata partecipando alla corsa non competitiva più famosa d’Italia.
La manifestazione, giunta ormai alla 45a edizione, è stata presentata stamattina, giovedì 3 marzo, a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dal Comandante Militare Esercito Lombardia Generale di Brigata Michele Cittadella insieme all’Assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero, Risorse umane, Tutela degli animali, Verde, Servizi generali del Comune di Milano Dottoressa Chiara Bisconti e all’Assessore al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale di Regione Lombardia Avv. Giulio Gallera.
L’evento, che richiama ogni anno decine di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, si svilupperà nei tre grandi percorsi: Stramilano 10 Km, Stramilanina 5 Km e Stramilano Half Marathon, le cui partenze saranno scandite dai colpi di cannone del Reggimento di Artiglieria a Cavallo “Voloire”. Spinti dalle note e dal ritmo della Fanfara dei Bersaglieri in congedo di Lonate Pozzolo (VA), i primi corridori prenderanno il via alle ore 9.00 da Piazza Duomo per la Stramilano, la frazione non competitiva di 10 Km che si snoderà tra le vie della città fino all’Arena Civica “Gianni Brera”.
Alle 9.30, sempre da Piazza Duomo, partirà invece la Stramilanina, 5 Km per il centro storico di Milano, dedicati ai mini atleti e ai loro accompagnatori.
Infine, alle ore 11.00, da Piazza Castello, sarà la volta della Stramilano Half Marathon. Migliaia di atleti professionisti e appassionati si cimenteranno sulla classica distanza di 21,097 Km.
Inoltre, per i concorrenti militari saranno stilate apposite classifiche: al Reparto militare che parteciperà con il maggiore numero di atleti sarà consegnato il trofeo dedicato al Capitano Massimo Ficuciello, milanese d’adozione, che perse la vita in Iraq nell’attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003 mentre, all’atleta militare primo classificato andrà il trofeo dedicato al Capitano Riccardo Bucci, milanese di nascita e vittima di un tragico incidente il 23 settembre 2011 durante la missione in Afghanistan.
L’arrivo per tutti sarà all’Arena Civica, dove tutti i partecipanti potranno recuperare le energie grazie al ristoro offerto dai militari della Brigata di Supporto al Comando NATO di Solbiate Olona.
L’Esercito sarà presente anche al Centro Stramilano allestito in piazza Duomo, dal 12 al 20 marzo 2016, con un Infopoint dove si potranno ricevere tutte le informazioni sulle opportunità professionali e di studio offerte dalla Forza Armata. Militari qualificati del Comando Militare Esercito Lombardia, spiegheranno come poter diventare Atleta dell’Esercito, daranno notizie sulle Accademie Militari di Modena e Viterbo, sulle Scuole Militari Teulié di Milano e Nunziatella di Napoli e su tutti i concorsi attualmente in atto.
(Nella foto: Comandante Militare Esercito Lombardia Generale di Brigata Michele Cittadella, Assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero, Risorse umane, Tutela degli animali, Verde, Servizi generali del Comune di Milano Dottoressa Chiara Bisconti, Assessore al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale di Regione Lombardia Avv. Giulio Gallera, Cesare Toninelli organizzatore Stramilano. (Magg. Andrea Maria Gradante)

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EU security: a matter of political urgency

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

eu securityEnsuring the security of the European Union is no longer a technical issue requiring bureaucratic adjustments. Together with a return to growth, security is the major political challenge facing Europeans. Instability in neighbouring countries now has profound effects on the entire Union. No Member State can assume it is safe from terrorist attacks or exempt from providing a responsible operational response to the inflow of refugees, and no less that it is not exposed to the short- and mid-term fallout of economic collapse in several EU neighbour countries. Unilateral measures taken by Member States are insufficient given the scope of the challenges at hand.
The High Representative, Federica Mogherini will be presenting an “EU Global Strategy for Foreign and Security Policy” by June 2016. But the ambitions driving the strategic rethink risks to be weakened by political compromises, even more so in the lead-up to the Brexit referendum result on 23 June and the presentation of NATO’s new Strategic Concept in July 2016.In this Tribune entitled “EU Security: a matter of political urgency”, Jacques Delors, Pascal Lamy, António Vitorino, Eneko Landaburu, Elisabeth Guigou, Etienne Davignon, Nicole Gnesotto, Philippe de Schoutheete, Elvire Fabry and Nicole Koenig call European capitals to demonstrate the necessary political will to respond to the threats faced. Europeans must form a united political front based on a ranking of priorities in the short and medium term and launch concrete political initiatives which, coordinated within a global approach, must aim to:
1. Provide greater assistance in the fight against Daesh;
2. Develop a mid-term Syria strategy;
3. Stand firm and united both “with and up to” Russia;
4. Provide an immediate response to the migrant crisis;
5. Deepen and expand cooperation in the area of security. (photo: eu security)

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EJC opens new call for applications for innovative development reporting grants

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

migrationThe European Journalism Centre (EJC) is pleased to announce that it has received 199 applications in the seventh round of the Innovation in Development Reporting (IDR) Grant Programme. Over the next four weeks, the EJC will evaluate the entries and inform all applicants of the status of their application(s). Due to the large number of submissions, we will however not be able to give individual feedback to unsuccessful candidates. Shortlisted applicants will then have one month’s time to submit a complete proposal and provide any necessary supporting documents. The grant winners will be announced mid May 2016.”Over the past years we’ve seen extraordinary journalistic work being produced by freelance journalists and European media houses alike with the support of our grant programme. We are confident this round will again surprise us with original stories and innovative formats and we’re looking forward to further supporting outstanding reporting on global development topics”, says EJC Director Wilfried Ruetten. Interested journalists, who did not get around to pitching their development reporting ideas in time, can submit applications in the next round. The next deadline is 7 September 2016 (22:00 CET). Innovative pitches can be submitted via the online application form.
The Innovation in Development Reporting Grant Programme was launched in January 2013 by the EJC with support from the Bill & Melinda Gates Foundation. The project aims to reward quality journalism and advance a new and distinctive agenda for development coverage through awarding funding to a selection of state-of-the-art reporting projects of great impact and high visibility. Since 2013 the programme granted funding to 82 projects. The IDR Grant Programme has received $1,785,000 for the period of 2015 and 2016 that will be awarded to innovative journalistic projects centered on global development topics.The European Journalism Centre (EJC) is a non-profit international foundation with the remit to improve, strengthen, and underpin journalism and the news media. This mission has two main aspects: On the one hand, it is about safeguarding, enhancing, and future-proofing quality journalism in Europe and on the other hand, it is about supporting initiatives towards press freedom in emerging and developing countries. This often includes creating the framework conditions for independent and self-determined journalism in the first place. To these ends, the EJC provides thematic training, professional capacity development, and a wide range of support activities for journalists. (photo: migration)

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Receive children, receive me: CEC Celebrates annual World Day of Prayer

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

idomeni1The first Friday in March marks the annual worldwide celebration of World Day of Prayer. This observance reaches back more than a century and brings together women from all walks of life. From across many Christian traditions, cultures, and nations, women unite in common prayer to affirm their faith in Jesus Christ and deepen fellowship. The theme for 2016—Receive Children, Receive Me—comes from the World Day of Prayer committee in Cuba. Local writers were inspired by the Gospel according to Mark where Jesus blesses little children, despite the disciple’s discouragement. The materials encourage those who join in prayer to see God’s love in the face of these small and vulnerable humans. “To honestly pray for women and children requires that we also confess our sin,” remarked CEC General Secretary Fr Heikki Huttunen, “because women and children bear the heaviest burden of injustice and violence in the world.” “At the borders of the European Union, and within EU countries, tens of thousands of woman and children are victims of fear, cold, hunger, trafficking and even slavery, due to the inability of governments to guarantee safe and legal passage to refugees. We need to repent and pray to God for all these victims and their succour,” Fr Huttunen continued, “and ask God to help us change our ways, to make us builders of justice together with women and children.”The challenge to embrace women and children, and confront their marginalisation, has been taken up by the third CEC Summer School on Human Rights. In June, human rights experts and representatives from the churches in Europe will gather for “Stand Up for Women’s and Children’s Rights,” in Thessaloniki, Greece. There they will study theological and legal approaches, and hear firsthand accounts from victims of oppression and imprisonment.The Conference of European Churches encourages all to participate in prayerful observance of this day. “It is wonderful to join with the World Day of Prayer because so many fervent and sincere prayers have been borne to God through this ecumenical tradition,” said Fr Huttunen. “It is a tradition started by women, and we know that in many of our congregations and families the sisters, the mothers and grandmothers are the ones who teach us to pray, show us the power of prayer, and who pray for us.”

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Idomeni: tensione e caos al confine con la Macedonia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

idomeniNel campo di Idomeni, al confine con la Macedonia, sono bloccate più di 11.000 persone e solo a circa 100 persone al giorno è permesso di passare. MSF sta attualmente spendendo 50.000 euro al giorno per fornire ripari, sacchi a pelo, tende e assistenza di base.
Il 29 febbraio una protesta è degenerata rapidamente quando la polizia macedone ha iniziato a lanciare gas lacrimogeni sui rifugiati: i nostri team hanno trattato 22 casi, inclusi nove bambini, affetti da problemi respiratori. C’erano anche sette persone ferite dal filo spinato, inclusi tre bambini.Le persone sono ansiose e stressate perché hanno visto l’attuazione di restrizioni inaspettate contro gli afghani e vogliono attraversare il confine prima che sia troppo tardi per loro. Questa tensione al confine è il risultato di strategie irresponsabili messe in atto da pochi stati europei e balcanici per arginare il flusso di persone che cerca protezione in Europa, ad ogni costo, senza alcuna considerazione per le loro esigenze umanitarie e di protezione.Gli effetti prevedibili di queste restrizioni, di cui siamo testimoni adesso a Idomeni, sono un maggiore caos e ulteriore sofferenza per gli uomini, donne e bambini che hanno già vissuto la guerra e affrontato viaggi molto pericolosi in cerca di sicurezza.
Migliaia di uomini, donne e bambini sono bloccati tra Grecia e Balcani dopo l’improvvisa imposizione di nuove, arbitrarie restrizioni per i rifugiati afghani lungo la rotta balcanica. A queste persone, bloccate alle frontiere, non viene data alcuna informazione, l’assistenza umanitaria è quasi nulla e sono a rischio di violenza e abusi.“Abbiamo denunciato più volte le conseguenze umanitarie di questo effetto domino alle frontiere, ma i governi europei continuano a inventare criteri nuovi e arbitrari con l’unico scopo di ridurre il flusso di persone sulla rotta balcanica, a qualunque costo e senza alcuna considerazione dei loro bisogni umanitari” ha detto Stefano Argenziano, coordinatore dei progetti di MSF per la migrazione. “Il fallimento dei governi europei nel trovare risposte collettive e umane sta producendo caos, arbitrarietà e discriminazione.” Le prime restrizioni sono state attuate a novembre, quando la possibilità di muoversi lungo i Balcani è stata limitata alle sole persone di nazionalità siriana, irachena o afgana. Ma nel fine settimana, le autorità della Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (FYROM), Serbia, Croazia, Slovenia e Austria hanno implementato una nuova serie di criteri per ridurre ulteriormente il flusso di rifugiati e migranti nei loro territori. Per esempio agli afgani, che rappresentano fino al 30% degli arrivi in Grecia, viene ora impedito di attraversare sia la frontiera tra Grecia e FYROM, sia la frontiera tra FYROM e Serbia. (foto: idomeni)

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Dieta mediterranea e metformina, un valido aiuto per i pazienti con malattie metaboliche

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

istituto nazionale tumoriSulla base di sperimentazioni cliniche e di promettenti studi osservazionali, viene presentato all’Istituto Nazionale dei Tumori lo studio MeMeMe. Finanziato dall’European Research Council, in cinque anni recluterà 2mila persone con sindrome metabolica.La dieta mediterranea si conferma un’alleata della nostra salute. Sperimentazioni cliniche già condotte in passato suggeriscono che questo tipo di dieta sia efficace nel far regredire la sindrome metabolica, e diversi studi osservazionali dimostrano che può essere associata a un’incidenza più bassa di patologie cardiovascolari e di tumori. Al contempo la metformina, farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2, sperimentato con successo anche nella prevenzione del diabete in soggetti con intolleranza al glucosio o con sindrome metabolica ad alto rischio di sviluppare diabete di tipo 2, sembrerebbe essere associata a una minore incidenza di tumori in pazienti diabetici.Sulla base di queste incoraggianti evidenze, è partito dall’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) il reclutamento di volontari per il nuovo studio MeMeMe, che valuterà l’efficacia di dieta mediterranea e metformina nella prevenzione primaria delle malattie croniche legate all’età, in persone sane ma esposte a maggior rischio perché affette da sindrome metabolica. Lo studio è stato presentato oggi nel corso del convegno “La prevenzione delle malattie croniche: stile di vita e Metformina”, che si è svolto presso l’INT. Il progetto di ricerca ha ottenuto un finanziamento dall’European Research Council (ERC) e attualmente è l’unico trial di questo tipo attivo in Europa.”Il nuovo studio si basa proprio su questi presupposti – spiega la dottoressa Patrizia Pasanisi, dirigente medico, specialista in Epidemiologia e nutrizionista dell’INT-. L’ ipotesi da cui partiamo è che una frazione importante dell’incidenza e della mortalità per malattie croniche, circa il 25-33%, potrebbe essere prevenuta sia attraverso un cambiamento complessivo, radicale ma sostenibile, dello stile di vita, sia con un trattamento chemiopreventivo con metformina, un farmaco il cui meccanismo d’azione include l’attivazione degli stessi geni messi in moto dalla restrizione calorica e dall’attività fisica”.Lo studio MeMeMe avrà una durata di cinque anni e recluterà 2mila persone con sindrome metabolica da randomizzare in quattro gruppi di 500 persone ciascuno, che riceveranno uno dei seguenti trattamenti: metformina (1700 mg/die) più intervento attivo di stile di vita; placebo + intervento attivo di stile di vita; metformina sola (1700 mg/die); placebo solo.”Non ci sono particolari effetti collaterali – aggiunge Pasanisi -. La metformina è un farmaco molto sicuro usato da più di 50 anni per la terapia del diabete e può essere efficace anche per prevenire il diabete in persone con la glicemia superiore alla norma. Nello studio, prima della randomizzazione, è prevista una fase di ‘prova’ in cui tutti i potenziali partecipanti ricevono un trattamento iniziale per 30 giorni con metformina 500 mg, somministrata per la valutazione di eventuali effetti indesiderati. Al termine di questi 30 giorni lo studio prevede la randomizzazione in metformina o placebo. Il partecipante riceverà un flacone con 62 compresse di Metformina 850 mg o di placebo da assumere però ancora in un’unica pillola al giorno per due mesi. Solo al termine di questi ulteriori due mesi il partecipante assumerà la dose piena prevista, di due pillole al giorno (di metformina o placebo). Nel caso in cui qualcuno accusasse disturbi potenzialmente attribuibili al farmaco, dopo il secondo mese potrà ridurre la dose ad una sola pillola al giorno”.
Per quanto riguarda la dieta, tutti i partecipanti riceveranno raccomandazioni generali per la prevenzione dei tumori, del diabete e delle malattie cardiovascolari, e solo i partecipanti randomizzati nel gruppo di intervento saranno invitati a seguire quattro corsi di cucina e a partecipare mensilmente a un pranzo o a una cena e a incontri informativi per rafforzare il proprio impegno nell’adottare uno stile di vita preventivo.Sono escluse dal trial le persone già diabetiche, con insufficienza renale o che hanno già avuto infarti o tumori maligni. (foto: istituto nazionale tumori)

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La tua organizzazione è resiliente?

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

impreseSolo un terzo dei top manager risponde: “sì” Uno studio internazionale dell’Economist Intelligence Unit commissionato da BSI rileva però che l’88% delle organizzazioni considera la resilienza un investimento prioritario per il proprio successo. Il report commissionato da BSI recentemente rilasciato dall’EIU (Economist Intelligence Unit) rivela che solo un terzo degli intervistati (29%) è certo che la propria organizzazione abbia pratiche di resilienza completamente integrate nel proprio business e meno di metà (44%) prevede di metterle in atto nell’arco di tre anni. Questi sono i numeri, nonostante l’88% dei manager intervistati veda la capacità di resilienza come una priorità per la propria organizzazione e la ritenga indispensabile per una crescita nel lungo periodo (80%).Lo studio “Organizational resilience: Building an enduring enterprise” evidenzia come le maggiori difficoltà nel raggiungere un’adeguata capacità di resilienza siano legate alla mancanza di consapevolezza e di conoscenza, allo scarso coinvolgimento della leadership e alla tendenza delle aziende a considerare gli eventi solo nel breve periodo. Resistenza culturale e visione “a silos” sono altri due fattori che creano punti di debolezza e colli di bottiglia all’interno dell’organizzazione. Il 39% dei dirigenti d’azienda sostiene di fare il possibile per assicurare le misure essenziali di resilienza: sicurezza delle informazioni, efficienza della supply chain e corporate governance.Solo un’organizzazione europea su cinque (19%) è riuscita ad integrare pienamente processi di resilienza, mentre in Nord America la percentuale è del 37% e nella regione Asia Pacific del 34%. A livello mondiale un terzo (33%) delle organizzazioni ha processi di resilienza integrati nelle attività di business, di cui un quarto (26%) con ricavi inferiori a 500 milioni di dollari. Sono infatti le aziende più piccole quelle che fanno più fatica ad implementare processi di resilienza, a causa della mancanza di tale cultura, mentre le aziende di vaste dimensioni denunciano problemi di ordine economico e difficoltà ad investire in attività di disaster recovering.Significativo è il fatto che organizzazioni “storiche”, sul mercato da diverse decine di anni, vedono una stretta connessione tra resilienza e crescita a lungo termine.Il report definisce la resilienza come il motore del successo aziendale, perché evitare guasti operativi rappresenta un importante fattore strategico. Il 61% degli intervistati ritiene che la capacità di resilienza sia un vantaggio competitivo e vede un legame molto forte tra gli investimenti in questo campo e le performance finanziarie a lungo termine.Le imprese intervistate, tra cui Fiskars, la storica società (366 anni) di beni di consumo finlandese, ha spiegato che il raggiungimento di resilienza organizzativa è di vitale importanza per il successo finanziario a lungo termine.La vera resilienza viene dalla capacità di adattamento della strategia aziendale in tutti gli aspetti del business. (fonte: British Standard Institution) (foto: British Standard Institution da Wikipedia)

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